2 dicembre 2005




Come gentilmente mi ha fatto notare Edera, a cui rivolgo un grosso abbraccio da sorella, sono in pochi a sapere cosa si cela dietro alla festività cristiana del Natale. Ho trovato una spiegazione esauriente in un sito bellissimo chiamato il cerchio della Luna. Vicino a casa mia!  Vi lascio il link del sito così, se ne avete voglia fateci una capatina:






 



 



 



http://www.ilcerchiodellaluna.it/



 



Yule (Farlas) - La rinascita del mondo



 



 Mentre l'anno volge al termine, le notti si allungano e le ore di luce sono sempre più brevi, fino al giorno del Solstizio invernale, il 21 dicembre. II respiro della natura è sospeso, nell'attesa di una trasformazione, e il tempo stesso pare fermarsi. E' uno dei momenti di passaggio dell'anno, forse il più drammatico e paradossale: l'oscurità regna sovrana, ma nel momento del suo trionfo cede alla luce che, lentamente, inizia a prevalere sulle brume invernali.
Dopo il Solstizio, la notte più lunga dell'anno, le giornate ricominciano poco alla volta ad allungarsi.
Come tutti i momenti di passaggio, Yule è un periodo carico di valenze simboliche e magiche, dominato da miti e simboli provenienti da un passato lontanissimo.
Il Natale è la versione cristiana della rinascita del sole, fissato secondo la tradizione al 25 dicembre dal papa Giulio I (337 -352) per il duplice scopo di celebrare Gesù Cristo come "Sole di giustizia" e creare una celebrazione alternativa alla più popolare festa pagana. Sin dai tempi antichi dalla Siberia alle Isole Britanniche, passando per l'Europa Centrale e il Mediterraneo, era tutto un fiorire di riti e cosmogonie che celebravano le nozze fatali della notte più lunga col giorno più breve.
Due temi principali si intrecciavano e si sovrapponevano, come i temi musicali di una grande sinfonia. Uno era la morte del Vecchio Sole e la nascita del Sole Bambino, l'altra era il tema vegetale che narrava la sconfitta del Dio Agrifoglio, Re dell'Anno Calante, ad opera del Dio Quercia, Re dell'Anno Crescente.
Un terzo tema, forse meno antico e nato con le prime civiltà agrarie, celebrava sullo sfondo la nascita-germinazione di un Dio del Grano... Se il sole è un dio, il diminuire del suo calore e della sua luce è visto come segno di vecchiaia e declino. Occorre cacciare l'oscurità prima che il sole scompaia per sempre.
Le genti dell'antichità, che si consideravano parte del grande cerchio della vita, ritenevano che ogni loro azione, anche la più piccola, potesse influenzare i grandi cicli del cosmo. Così si celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano falò per sostenerne la forza e per incoraggiarne, tramite la cosiddetta "magia simpatica" la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.
Presso i celti era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell’oscurità, l’arrivo della luce-candela portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno al fuoco. Yule, o Farlas, È insieme festa di morte, trasformazione e rinascita. Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall'utero della Dea: all'alba la Grande Madre Terra dà alla luce il Sole Dio.
La Dea è la vita dentro la morte, perchè anche se ora È regina del gelo e dell'oscurità, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconderà riportando calore e luce al suo regno. Anche se i più freddi giorni dell'inverno ancora devono venire, sappiamo che con la rinascita del sole la primavera ritorna.
La pianta sacra del Solstizio d'Inverno è il vischio, pianta simbolo della vita in quanto le sue bacche bianche e traslucide somigliano allo sperma maschile. Il vischio, pianta sacra ai druidi, era considerata una pianta discesa dal cielo, figlia del fulmine, e quindi emanazione divina. Equiparato alla vita attraverso la sua somiglianza allo sperma, ed unito alla quercia, il sacro albero dell'eternità, questa pianta partecipa sia del simbolismo dell'eternità che di quello dell'istante, simbolo di rigenerazione ma anche di immortalità. Ancora oggi baciarsi sotto il vischio è un gesto propiziatorio di fortuna e la prima persona a entrare in casa dopo Farlas deve portare con se un ramo di vischio. Queste usanze solstiziali sono state trasferite al gennaio, il Capodanno dell'attuale calendario civile.



 


8 commenti:

Blaskowitz ha detto...

Fammi capire una cosa. Che c'entra Peter Gabriel col tuo gatto? O buon dio...

krishel ha detto...

Nulla ma sono tra le cose che amo di più e di cui parlerei volentieri fino allo sfinimento. Mio e di chi mi ascolta. Benvenuto/a in questa casa di matti...

Fiammetta1 ha detto...

Cara Krishel, sono contenta che tu ogni tanto mi venga a trovare, e ti ringrazio, sei sempre carinissima. Poi se posso vorrei dirti un'altra cosa: a me piacerebbe tanto leggere quello che scrivi, ma con quella grossa luna nel centro, mi scappano le parole, e gli occhi di questa vecchietta non reggono. Scusami sai . Ti abbraccio forte Fiammetta

krishel ha detto...

Sto per cambiare tutto non ti preoccupare e farò in modo che anche una vecchietta come te possa leggere con tutta tranquillità

rael_is_real ha detto...

eh oh, sia ben chiaro che io avevo seguito le tue richieste....

:-D

krishel ha detto...

Mica ti sto incolpando per questo! Figurati! Pensavo di aver trovato la soluzione scrivendo in giallo ma evidentemente questo template a parte avere la Luna che io adoro e venero non è molto funzionale e il giallo sul nero da comunque i soliti problemi: non si vede molto. In più ho bisogno di cambiare vestito e di ricorrere a colori più rilassanti, un pò meno cupi. Anche perchè per quello basta da sola la mia scrittura...

rael_is_real ha detto...

eh.... dai, che si aggiusta tutto.

EderaStigma ha detto...

grazie intanto Krishel anche se in ritarod per l'abbraccio che tu nemmeno hai idea di quanto mi abbia fatto paicere e per questa splendida spiegazione.
e per fortuna che non ti sai esprimere !!!!
RUbo il sogno e lo pubblico di la
un bacione grande Edera