14 dicembre 2005

 Non so quando ho smesso di amare questa festa. Per molto tempo ho rimpianto i miei Natali di bambina con tanti regali sotto l'albero eil rituale, sempre uguale ma con soddisfazione diversa, di cercare di capire cosa potessero contenere quei misteriosi oggetti dalla carta colorata. Quand'è che tutto questo per me ha smesso di avere fascino? Ancora non ho fatto le decorazioni e non so se le farò. Ho tutto per la testa tranne che di festeggiare e poi arrivano le mazzate, 25 pagine di lavoro sul pc irrimediabilmente perse (tutto da rifare forse), e pensare a come dividere la casa in eredità tra i tre figli, e il pensiero terribile che l'anno precendente, in questo periodo, il disastro era già avvenuto e ero in mezzo al casino più completo. Mia madre in questi giorni era in quel buco schifoso erroneamente chiamato "Centro di riabilitazione" e ha passato li in mezzo a perfetti estranei il suo ultimo Natale. Nella prima stesura di questo articolo c'era un riferimento a un altro articolo che ho trovato su www.libero.it nella sezione blog. L'idea è quella di fare la propria letterina per Babbo Natale (e se volete cimentarvi anche voi fatelo nella sezione commenti. Sarà un piacere leggervi) Ho trovato un articolo tristissimo di una presumo ragazza che, per l'ennesima volta, mi ha fatto riflettere sull'assurdità della mia depressione e sul fatto che al peggio non c'è mai fine e che, tutto sommato, con quello che mi è capitato posso anche ritenermi fortunata. Ve lo faccio leggere subito dopo questo...


P.S. Oggi Madama Scrittura e io non andiamo molto d'accordo si vede.

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