31 gennaio 2006

 Come vi avevo promesso continuo con le informazioni sulla Dea Brigid: La sua influenza dilagò facilmente da Kildare. Nel convento ardeva una fiamma perenne, conosciuta come una delle tre inestinguibili fiamme dei monasteri irlandesi. Le storie ci dicono che la fiamma miracolosa/magica restò accesa per mille anni, dal 5° al 16° secolo, e che la cenere della legna bruciata non aumentò mai di volume. Gerald del Galles la descrisse visitando il convento di Kildare nel dodicesimo secolo: c'erano venti suore a vegliare sulla fiamma nel periodo in cui Santa Brigit era in vita; dopo la sua morte, le suore restarono in diciannove, una per notte. Alla ventesima notte, la notte di Santa Brigit, il fuoco restò acceso nonostante non ci fosse più nessuno a vegliarlo, e tutta la legna fosse bruciata.
Da quella volta il fuoco di Santa Brigit fu custodito in un luogo protetto, in un recinto che nessun uomo poteva oltrepassare, pena una terribile punizione.
La descrizione di Gerald del Galles fa supporre che nel sito del convento di Kildare esistessero in precedenza altri santuari pagani, custoditi da sacerdotesse, simili alle Vestali romane. Ci sono d'altra parte delle connessioni tra i riti di Santa Brigit e quelli praticati nel tempio di Sulis Minerva, il cui fuoco sacro ardeva ad Aquae Sulis, l'odierna Bath, nel terzo secolo.
In un'altra descrizione, sono nove le fanciulle a guardia del fuoco magico di Brigit, e questo si riallaccia alle nove fanciulle del poema gallese The Spoils of Annwn, il cui respiro scalda il calderone magico dell'Altro Mondo.
Seguendo la politica della Chiesa cattolica di trasformare le feste pagane in feste cristiane, il Giorno di Brigit è diventato la Candelora, o festa della Purificazione della Vergine Maria, il 2 febbraio.
In questo tempo,  quaranta giorni dopo il parto, Maria si è recata al Tempio, a Gerusalemme, per la tradizionale offerta di purificazione. Non appena entrata nel Tempio, un vecchio di nome Simeone riconosce nel bambino il Messia di Israele, "la luce che illumina". Ancora una volta incontriamo l'archetipo del Sole giovane,  o Luce, che viene per riscattare l'oscurità.
Nel Medioevo questo simbolismo è stato largamente usato per illustrare questo giorno: la Luce divina allontana il buio dei peccati umani, il rinnovamento e la rinascita avvengono dopo il periodo più buio dell'anno, quando la vita ricomincia.
In Britannia  la Candelora (Candlemas) è  celebrata con una festa di luci.  Le candele accese vengono portate in corteo intorno alla chiesa; poi vengono benedette e quindi portate a casa dove serviranno ad allontanare i temporali e, ovviamente, il demonio.
Questa tradizione è sopravvissuta in Inghilterra finché la Riforma ha proibito la venerazione di oggetti magici. Nonostante la proibizione, il simbolismo delle candele era tuttavia troppo forte e tracce della Festa di Brigit continuarono nelle Isole, in Scozia, nel Galles fino a giungere ai nostri giorni, per essere ripreso e seguito con nuovo vigore.
Tracce della festa della luce crescente si trovano infine in America, in quello che viene definito Groundhog Day,
il 2 febbraio.  Se il groundhog (marmotta americana) può vedere la sua ombra il mattino del 2 febbraio, significa che ci saranno ancora sei settimane d'inverno.
L'usanza è originaria della Scozia, dove viene cantata in una filastrocca:
Se il giorno di Candelora è brillante e chiaro, ci saranno due inverni nell'anno. 
Da:  http://members.xoom.virgilio.it/clanimbolc/Imbolcstoria.htm
Quest'anno è diverso per me: l'anno scorso neanche mi sono accorta dell'arrivo della Primavera. Stamattina mi sono svegliata con il dolce canto di un uccellino, c'erano 12 gradi quando sono partita da casa per andare in ufficio ed è una giornata splendida. Questa volta sono riuscita persino ad organizzare il tutto per domani. Sto crescendo. Forse.

30 gennaio 2006

 A tutte le mie sorelle tanti e tantissimi auguri per questa festività: si chiama Imbolc. Oltre ad essere il tempo della neve che si scioglie e del primo accenno di luce e di sole dopo gli oscuri mesi che seguono Samhain, Imbolc è il tempo della purificazione fisica e mentale, e del rinnovo spirituale.
Questo tempo è presieduto da Brigit, l'antica Dea celtica dal triplice aspetto: Dea del Fuoco e della Luce, protettrice dei poeti, delle arti, della medicina, dei fabbri e dei veggenti.
In questo giorno il vecchio fuoco deve essere spento e il nuovo fuoco acceso; anche le  candele devono essere cambiate con le nuove.
Ma ad Imbolc un nuovo fuoco viene acceso anche nel cuore e nello spirito.
Non dobbiamo dimenticare che noi tutti siamo parte del ciclo della Natura, un ciclo fatto di nascita, morte e rinascita. Ogni anno le stagioni ci rammentano il filo invisibile che non possiamo spezzare, nemmeno vivendo in una città, e che ci riconduce alla Madre Terra.
Imbolc è quindi la rigenerazione.
In origine la festa del 1 febbraio è conosciuta come Imbolc, oppure Oimelc, due termini che si riferiscono all'allattamento degli agnelli, poiché è in questo periodo dell'anno che ritorna il latte alle pecore: è quindi il ritorno della vita che alimenta e dà forza alla primavera non più lontana.
Imbolc è consacrata alla Dea Celtica Brigit. Una Dea importante che, al propagarsi della cristianità, continuerà ad esistere come Santa Brigit.
Più tardi la chiesa cattolica si sostituirà a questa festa, trasformandola nella Candelora del 2 febbraio, che è dedicata alla Purificazione della Vergine Maria e che vede la processione delle candele. Ma anche questa immagine è presa dalla ritualità celtica. Brigit infatti è anche la dea che porta e custodisce il fuoco, così in effetti presiede sia le celebrazioni pagane sia quelle cristiane.
Nella vecchia Scozia, il periodo della festa di Brigit cade proprio nel mezzo del tempo conosciuto come Faoilleach, o il mese del Lupo, e un altro suo nome è a'marbh mhiòs, il mese morto.
E' sempre in Scozia che la vecchia donna dell'inverno, Cailleach, rinasce  come Bride, la fanciulla della primavera, ancora fragile, ma destinata a diventare ad ogni giorno che passa sempre più forte e splendente.
Il Cormac Glossary del X secolo descrive Brigit come figlia di Daghda, il Grande Dio dei Tuatha de Danaan. Viene chiamata "donna di saggezza".
E' la protettrice dei poeti e degli oracoli. Di lei si dice che ha due sorelle: Brigit  patrona della medicina e Brigit patrona dei fabbri, ma non sono altro che i tre aspetti della stessa Dea.
Dea di rigenerazione e abbondanza, molto amata, è spesso associata agli animali domestici e in genere al bestiame delle fattorie. Possiede due buoi di nome Fea e Feimhean, che hanno dato il loro nome a due pianure nelle contee di Carlow e di Tipperary. E' anche la guardiana di Torc Triath, re dei selvaggi verri, da cui ha preso il nome di Treithirne una pianura nel West Tipperary. Questi tre animali sono in realtà dei totem, e una leggenda dice che possono alzare alte grida quando l'Irlanda è in pericolo.
Alcuni fiumi irlandesi portano il nome di Brigit, così come molti luoghi: Breconshire nel Galles, Brechin in Scozia e Bregen in Austria, che fu un tempo la capitale della tribù dei Brigantii. La Dea Brigantia è un altro aspetto di Brigit- Bride.
In Piemonte, vicino a Torino (Moncalieri) nella collina,  una strada e un luogo portano il nome di Brigit; ma la sacralità e la venerazione del luogo sono di molto precedenti alla denominazione cristiana di Santa Brigida. Nel luogo si eleva infatti una pietra con un incavo. Da tempo immemorabile, le giovani spose in giorni particolari vanno a sedersi in quell'incavo, chiedendo a Brigit-Bride la fertilità. Questa usanza era ancora praticata intorno agli anni cinquanta.
Il nome della Dea significa  "gloriosa", "pura", "splendente" e anche la Brillante. Il suo simbolo è il Fuoco.
Altro simbolo della Dea è il triskel, che è anche uno dei più antichi simboli celtici (e non solo); con la successiva trasformazione dovuta all'avvento del Cristianesimo, compare la croce, una croce povera, di giunchi o di paglia, con quattro bracci uguali.
Il triskel e la croce di Brigit sono custoditi nelle case, accanto ai focolari, ai camini e in cucina: portano la protezione della Dea e l'armonia della luce. Si rinnovano ad ogni anno, proprio ad Imbolc.
Con l'avvento del cristianesimo non scompare la devozione alla Dea Splendente: secondo la consuetudine, un culto troppo forte e radicato per poter essere cancellato viene semplicemente trasformato. Così Brigit diventa santa.
In Drumeague, nella Cotea di Cavan, in un luogo chiamato la Montagna delle Tre Dee viene rinvenuta una testa della Dea Brigit scolpita nella pietra, ma per preservarla dalla distruzione dei cristiani viene nascosta in una tomba neolitica. Quando successivamente è ritrovata, i tempi sono ormai maturi: la testa non è più distrutta, ma posta in una chiesa, e venerata come Santa Bride di Knockbridge.
Intorno a Santa Brigit nacquero le leggende.
Una ci dice che Santa Brigit era la figlia di un Druido che, in seguito ad una visione, le diede il nome della Dea. Ella nacque con l'aurora, mentre la madre stava passando una soglia e si trovava, in effetti, "né dentro né fuori".
Questo stato è conosciuto come limine, dal latino limen: la soglia,  lo stato di essere "tra" luoghi e tempo.  E nella tradizione celtica questa è la più sacra delle condizioni, quando le porte tra i mondi sono aperti e ogni evento magico può occorrere.
Un'altra legenda dice che la piccola fu nutrita con del latte di una mucca speciale, bianca con le orecchie rosse. Animali bianchi con le orecchie rosse si trovano spesso nella mitologia celtica, e sono considerati animali dell'Altro Mondo.
Come la Dea, anche Santa Brigit è associata agli animali domestici, e in particolare alle mucche da latte. Spesso viene raffigurata con una mucca che può fornire sempre tutto il latte necessario, quindi simbolo di abbondanza.
Quando morì, il suo capo fu conservato a Kildare, secondo l'antico costume precristiano di attribuire sacralità della testa, ma soldati normanni lo avrebbero successivamente rubato e portato in Portogallo.  Domani metterò altre leggende sempre sulla Dea Brigid. Una curiosità personale: uno dei nomi che i miei avevano pensato di mettermi era proprio Brigida, scartato. Il mio nome attuale l'ha scelto mia sorella...

29 gennaio 2006

 Continuando la serie dei musei aperti la domenica e gratuiti per noi genovesi (ci conoscono molto bene quelli del comune...) sono stata al Museo di Storia Naturale Giacomo Doria.
Fondato nel 1867, è noto in ambito scientifico mondiale per la ricchezza e la varietà delle sue collezioni di studio, con 3.800.000 esemplari provenienti da ogni parte del mondo. Raccolte zoologiche, botaniche, mineralogiche e paleontologiche. Nel palazzo monumentale costruito appositamente nel 1912, due piani sono destinati all'esposizione al pubblico, articolata in ventiquattro grandi sale con seimila animali e mille minerali. A partire dagli anni ottanta ha goduto di piccoli miglioramenti. Molti degli esemplari originari vennero procurati dal fondatore nel corso dei suoi viaggi, più di un secolo fa. Successivamente si è aggiunto nuovo materiale presentato secondo standard più moderni e corredato di didascalie e illustrazioni. La sala degli uccelli, dei bovini, dei primati e della fauna ligure, allestite secondo questi principi, sono ottime e molto ricche. Favoloso  per me il reparto dedicato ai rapaci, ai falchi (però metteteci qualche luce in più altrimenti non si vedono bene) e ai gufi. Ho persino capito perchè gli Inca definivano il Quetzal l'uccello degli Dei: ha un piumaggio veramente favoloso. Qualche anno fa hanno pure aggiunto una riproduzione della savana africana, con esemplari impagliati collocati in un plastico con sfondo dipinto e suoni d'atmosfera che rendono l'esperienza abbastanza realistica. Viene rappresentato tutto il regno animale: ahimè persino gli insetti che non ho avuto il coraggio di vedere da quanto questi mi incutono nell'insieme ribrezzo, orrore e terrore. Ci sarebbe stata anche una mostra sulla biodiversità da vedere ma si era già fatto tardi e dovevo tornare a casa. Sarà per una prossima volta. Forse.


Via Brigata Liguria, 9
Tel. +39 010 564567 / +39 010 582171
fax +39 010 566319 
ORARIO:
Mar-Ven 9-19
Sab Dom 10-19
Lun chiuso


BIGLIETTI:
intero € 4,00;
ridotto € 2,80; Card Musei
Ingresso gratuito fino a 18 ed oltre i 65 anni (e per i residenti del comune di Genova solo la domenica)

27 gennaio 2006


Questo è come si presentava oggi pomeriggio il Comune del quartiere dove abito. La bufera di neve che si è scatenata ieri notte, e parzialmente stamattina, ha sorpreso tutti quanti. Ovviamente non sono andata a lavorare. Sarebbe stato davvero un suicidio anche solo provare a spostarsi. E così la vostra padrona di casa si è presa il meritato riposo. Ovviamente le creature più contente di quanto è successo sono stati i bambini, che si sono scatenati in interminabili battaglie a palle di neve, e i cani. Persino Birillo curioso com'è teneva incollata la faccia alla finestra nel tentativo di capire cosa stava succedendo. E mi viene in mente la reazione di mia zia l'anno precedente, durante una nevicata simile. Continuava a ripetere: io odio la neve, che schifo, che palle mi tocca pulire, mi tocca togliere tutto quanto, e litigava con mio zio che, giustamente, diceva: se la lasci dov'è al primo raggio di sole caldo si scioglie. E' una cosa che mi ha colpito molto. Madre Natura con la sua innocente nevicata aveva distrutto la sua illusione di una casa linda, ordinata fino all'ossessione. Un crimine inaccettabile. Non mi fraintendete: capisco perfettamente il piacere di avere una casa pulita ma le cose impreviste accadono e non ne puoi fare un dramma ogni santissima volta.

26 gennaio 2006

Madre Natura stamattina ha indossato il suo abito migliore e ci ha regalato una candida città, un vero e proprio gioiellino. Avete presente il detto: attento a quello che desideri perchè potrebbe avverarsi? Ecco è quello che è successo a me ieri sera. Finalmente ho ricevuto il regalo di Natale dalle mie due amiche/sorelle, sempre oberate dal lavoro per poterlo fare in tempo. Poco male. Avete presente quando vi dicevo che il mio sogno di bambina era di ricevere in regalo un carillon con una ballerina che gira? Bene è stato esaudito e ho provato una gioia intensa come se fossi tornata bambina e mi trovassi in un negozio di giocattoli. Inoltre devo ringraziarle per il prezioso dono erbaceo. Non fraintendetemi: si tratta di vari barattolini con erbe aromatiche e spezie, la base per la mia arte profonda. Temo però di non essere ancora pronta a sapere qual'è il mio nome magico. Peccato. Nonostante io affermo che non devo avere fretta, e devo aspettare un nuovo segnale dagli Dei, e loro hanno i loro tempi, ma a dir la verità fremo dalla voglia di saperlo ma mi rendo conto che non posso fare altro che aspettare.  Ora mi faccio seria e vi riporto alcune notizie che mi preoccupano assai:  La vita dei blogger iraniani è dura e pericolosa, specie se criticano l'operato del governo. Arrestati, vengono trattati come criminali violenti. Il caso più eclatante è quello di Mojtaba Saminejad, in carcere per avere pubblicato sul proprio blog "notizie offensive nei riguardi della Guida Suprema", ovvero l'ayatollah Khamenei. Imprigionato per la prima volta nel 2004, il giovane Mojtaba è stato poi rilasciato e catturato nuovamente. L'ultima sentenza dei giudici iraniani, dello scorso anno, è una condanna fino al 2007 da scontare presso il penitenziario di Ghezel Hesar, nei dintorni della capitale. La sua colpa, stando alle fonti ufficiali, è il peccato dell'"immoralità".
Il nuovo servizio cinese -
www.google.cn - offrirà una versione «autocensurata» del popolarissimo motore di ricerca, che impedirà l'accesso a migliaia di item e di siti Internet. Tra i nominativi che potrebbero essere vietati agli Internauti cinesi, ci saranno quelli riguardanti l'indipendenza per l'isola di Taiwan o per il Tibet, e la setta Falun Gong.  Tutte queste notizie mi fanno venire in mente il periodo in cui mi sono letta 1984 di Orwell. In quella società era considerato sovversivo persino tenere un diario. Per la me di allora, abituata a riversare i propri pensieri su fogli di carta, era una cosa inconcepibile. Beh devo ammettere che in fondo Orwell non era del tutto un visionario. Umanità datti una mossa: per amor della Dea, cresci.

24 gennaio 2006


"La ripetizione genera variazione" R. Fripp. Un caso lampante è l'immagine che vedete sopra: si chiama frattale ed è generato dalla reiterazione di una formula matematica o di un frammento geometrico. La natura è piena di questi frattali. Anzi è proprio studiando certe conformazioni naturali che si è fatta questa scoperta. Perchè questo discorso? Grazie a Dachsie ho scoperto che in quanto a follia sono in buona compagnia. Un esempio? Andatevi a vedere questi due blog: http://uuuuu.splinder.com  http://www.11.splinder.com/ . Non ho parole per esprimere la mia perplessità. E ogni tanto mi piace anche parlare degli spot pubblicitari fatti con grande gusto. Vi parlerò di una pubblicità in cui una bambina veramente espressiva spartisce il proprio latte speciale, mischiato con il prodotto pubblicizzato, con il suo gattino di casa. Il micino di li a poco diventerà una tigre. Lei serafica continua a sorseggiare il latte e, quando pensa di non essere vista, ruggisce alla tigre che reagisce miagolando. E' tutto giocato sugli sguardi e sugli eventi impossibili a dimostrazione che a volte basta poco e che non servono effetti speciali per colpire e stupire la gente. I miei complimenti agli addestratori della tigre. Bravissimi.


 


23 gennaio 2006


Non ho mai fatto un post con solo un testo di una canzone ma c'è sempre una prima volta per tutto. Non esiste un risveglio uguale all'altro e le mattinate proseguono talvolta bene, talvolta male. Stamattina il mio risveglio mentale è stato di una dolcezza infinita attraverso questo piccolo gioiellino che vi consiglio di ascoltare. Poesia pura per le mie orecchie. E pensare che un tempo mi rifiutavo di ascoltare musica italiana. Che sciocchina che ero...


Franco Battiato Le aquile non volano a stormi


Giorni e mesi corrono veloci
la strada è oscura e incerta
e temo di offuscarmi
non prestare orecchio alle menzogne
non farti soffocare dai maligni
non ti nutrire di invidie e gelosie
In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita
nell'incerto cammino del ritorno


Seguo la guida degli antichi saggi
mi affido al cuore ed attraverso il male
a chi confessi i tuoi segreti?
ferito al mattino a sera offeso
salta su un cavallo alato
prima che l'incostanza offuschi lo splendore


In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita
nell'incerto cammino del ritorno


shizukani tokino kizuni kurushimu
murewo kundewa tobanai taka
furuki oshiewo tadotte
kokoronomamani konokanashimiwo norikoete


P. S. Se passasse di qui qualcuno che capisce il giapponese mi dice cosa vuol dire l'ultima strofa? Grazie. K.

19 gennaio 2006


E' abbastanza chiaro quello che vedo stasera? Perchè dovrei rinunciare a un bel telefilm, con bravi attori, personaggi interessanti e storie intriganti per un programma che proprio non esiste per me? Infatti non ci rinuncio, perchè io valgo.


P.S. Devo ringraziare la mia amica Barbara(non Rael un'altra) per avermi fatto scoprire Last.fm. E' un sito dove, se ti ci iscrivi (tutto gratis) ti scarichi un player e puoi sentire la musica esattamente come vuoi tu, con la musica che vuoi tu e senza tizi idioti bercianti. Un sogno. Ho scelto per prova una delle radio di Default, quella Instrumental e dopo essermi beata all'ascolto dell'Inverno di Vivaldi, sono passata alla versione per quartetto d'archi di Enter Sandman e adesso a un tizio che non conosco. Mi sembra di essere tornata ai tempi d'oro quando non sapevi cosa poteva passare alla radio ed era tutta interessante per le mie orecchie. O quasi.

 Permettete che ogni tanto dia anche delle buone notizie? Ecco ho trovato questa foto di una tenerezza infinita qui (cliccate se volete) e ho deciso di parlarvene. Questa dolce creatura è una leonessa bianca e si chiama Ashanti. Nel mondo esistono meno di 90 esemplari di leone bianco. Uno di questi è nato in Italia: è una femminuccia di tre mesi, si chiama Ashanti e ci sono volute tutte le cure dello staff del Safaripark di Pombia (Novara) e della biologa Cathrin Schroder per evitarne la morte. Infatti Ashanti è stata allontanata per qualche settimana dalla mamma, una leonessa di nome Moon che aveva ben poco istinto materno e non allattava la sua cucciola.
A dire il vero, Ashanti è nata insieme alla sorellina Vulcano, ma quest'ultima non ce l'ha fatta, è morta subito dopo il parto. Così lo staff del parco esotico novarese ha affidato la leoncina superstite alla biologa Schroder, che nella sua casa di Valdellatorre l'ha allattata tre volte al giorno usando latte in polvere e poi ha integrato la dieta della cucciolona con pezzetti di fegato e altra carne. Il giocattolo preferito di Ashanti è un peluche azzurro, che usa di giorno per affinare i suoi istinti felini e la notte come cuscino. La piccola leonessa si diverte a scorrazzare, mimare assalti e assopirsi in braccio ai suoi padroncini.
Ashanti è stata operata all'ombelico dal professor Enrico Bianco per rimuovere un'infezione. Infatti i leoni bianchi da cuccioli sono molto deboli, hanno un sistema immunitario fragile. Il loro colore chiaro non permette la mimetizzazione nella savana, ecco perchè sempre più spesso nascono in cattività. Dopo le cure di Cathrin Schroder, Ashanti è attesa nel Safaripark, dove è nata e dove avrà a disposizione un'ambiente ideale per crescere forte e sicura. Oggi pesa otto chili, a quattro anni sarà una splendida leonessa di 220 chili, uno dei 90 esemplari esistenti in tutto il mondo e l'unico d'Italia. (Ovviamente ringrazio Cristiano Sanna, il giornalista che l'ha raccontato sul sito che vi ho linkato) Ora vi faccio una proposta miei cari lettori: parlatemi di belle storie o belle notizie sugli animali e la più bella che leggo avrà un posto d'onore nella mia casa.

18 gennaio 2006

 


Modalità: fermate il mondo che voglio scendere. Dire che sono scazzata è dire poco. Continuo a non stare bene, nonostante le medicine. Se non era per il mio dolce micino, mi ha svegliato facendo le fusa e dandomi un leggero colpo con la zampetta sul viso, che reclamava il suo pasto COL CAVOLO che mi alzavo dal letto. Ho scritto articoli per almeno quattro giorni. Mi prenderò una pausa di riposo dal blog. Ma voi ci credete che lo faccio davvero? Bah...

17 gennaio 2006

C'è una cosa che mi fa riflettere e mi fa impressione: vedere un uomo che piange. Non perchè ritengo assurdo che l'uomo sia capace di esprimere la propria disperazione attraverso le lacrime.  La mia famiglia non è mai stata un mostro di espansività e per tutti noi le emozioni sono sempre state qualcosa da reprimere, qualcosa che ci potevamo concedere solo in solitudine oppure in circostanze ben delimitate. Per questo mi sembra strano vedere in televisione un uomo sinceramente, genuinamente disperato. Ho visto in volto il dolore del padre della povera Desirèe Piovanelli, il dolore di quel povero bresciano cha ha perso la moglie trentatreenne per un'operazione. Dice lui "e per quella legge non scritta, ma esistente, per cui in ospedale si deve poter liberare il letto il più presto possibile." Se quella donna fosse rimasta in ospedale il giusto forse sarebbe ancora viva, forse no. Non lo sapremo mai. So però che quella legge sta diventando sempre più uso comune. "Tutto va come va, ma non va, non va, non va..." C.S.I.

Tre minuti
solo tre minuti per parlarti di me
forse basteranno a ricoprirti di bugie, come se io dovessi
mostrar di me quello che
ancora no…
non sono stato mai


per convincerti ho
due minuti
ancora due
minuti ma non li sprecherei
per mentirti mai


tre minuti solo tre
minuti per fidarti di me pensi basteranno a ricoprirmi di bugie, come se tu dovessi saper di me
quello che ancora non sono stato mai. Per convincerti ho
due minuti ancora due minuti ma non li sprecherei per mentirti.


…un minuto
resta un minuto
per poterti dire…


E' tratto dal testo di una bellissima canzone. Quella che me la fa amare di più è quel finale in pieno silenzio. Incerto. Ci sono delle volte in cui chi ci sta accanto si fa delle idee sbagliate su di noi. E nessun azione fatta o nessuna parola detta a dimostrare l'errore potrà convincere l'altro a rivedere i suoi pensieri. Ci sono dei silenzi che si creano per incomprensione e più il tempo passa e più la ferita si fa grande e insormontabile. E ci sono delle ferite che non si rimarginano mai, eventi che ti segneranno per tutta la vita. Persone scomparse e continui a dirti, avrei potuto essere più dolce, avrei potuto essere più comprensiva, avrei potuto... ma no si può mai tornare indietro. Mai.

pg90_1Ho un maledetto dolore al petto. Ne ho parlato con un farmacista che mi ha consigliato una cura per il mal di gola. Sono delle pastiglie da sciogliere nell'acqua anche molto buone. Ma non è di questo che volevo parlare. Penso sempre di non avere assoluto talento per la scrittura e poi i fatti mi smentiscono clamorosamente. Un esempio? Andatevi a leggere questo post su un'altro blog: http://alicesu.blog.kataweb.it/albatros/2006/01/la_parola_a_kri.html


Inizialmente era un mio contributo, un mio commento da persona estremamente scettica, sul mondo in genere e sulla politica. Chi cura il blog da dove l'ho preso ha detto che sono stata chiara e molto precisa. Si, so esattamente cosa vorrei che cambiasse ma da qui ad agire ci passa un mondo.  Io non so agire. Per me l'azione è un qualcosa di aliena. Mi sento sempre bloccata, da cosa non lo so. Sonoo bloccata di mio e non faccio assolutamente nulla per sbloccarmi. Sono solo buona a parlare, a parlare e a parlare. E ovviamente molte volte faccio arrabbiare chi mi conosce perchè dovrei perdermi meno in chiacchiere e agire di più. Ma non so da dove si comincia per cui rimango ferma ad aspettare il mio cadavere sulfiume e intanto il tempo passa e rischio di perdere un casino di occasioni. Il mio solito sito che ospita le foto è di nuovo fuori uso per cui ho dovuto usare l'album su splinder. Ancora non ci ho preso del tutto la mano, ma mi rifarò. Almeno so come fare nei momenti di emergenza. Oggi il mio gattone aveva voglia di essere coccolato e, ovviamente sono sempre pronta a fargliele. Mi sento in colpa verso di lui. E' troppo solo povera bestiola. Ora vado a dormire. Il dolore al petto si fa sentire sempre di più. Buonanotte a tutti.

16 gennaio 2006

 Oggi è una di quelle giornate in cui sto malissimo. Ho mal di testa, mal di schiena, ho dormito poco e male come mio solito e non ho voglia di fare assolutamente nulla. Per cui cosa faccio? Rispondo ad una domanda che ho fatto nel commento del blog di un amica: e gli osservatori che posto hanno? Questa è una figura che mi è sempre piaciuta. Colui che osserva gli eventi senza intervenire è l'uomo più felice del mondo, per me. Non spreca energie per aderire a una fazione del mondo o all'altra, non deve rendere conto a nessuno che sia se stesso. Me lo aspetto questo commento: il mio amore per la figura dell'osservatore non è altro che un patetico tentativo per un'anima che non sa agire, che rifugge qualsiasi decisione di risolvere i propri problemi. E' terrorizzata dal prendere le decisioni perchè sa che non si può mai tornare indietro, che ogni scelta ha un costo e che non si sa mai al 100% se ciò che si sceglie è giusto. Inoltre certe decisioni possono ferire qualcuno. E piuttosto che arrivare a ferire qualcuno preferirei tagliarmi un braccio.Ma a volte è proprio inevitabile. Ripeto sono stanca, sto male e mi sento intrappolata in una realtà tagliata per qualcuno che non sia me. Forse domani andrà meglio...


FORSE.

15 gennaio 2006

Oggi pomeriggio sono stata al museo d'arte orientale Edoardo Chiossone.  Sorge in pieno centro di Genova in un'apposito edificio nel parco di Villetta di Negro che ricorda una costruzione giapponese antica. I visitatori possono accedere al museo attraverso un suggestivo percorso naturale creato su una collinetta circondata da rocce, laghetti e verde.


La collezione all'interno di esso è davvero eccezionale, su un percorso che si snoda su vari piani si possono ammirare antiche statue e sculture, armature di samurai, splendidi dipinti, tele, paraventi, porcellane finissime e completi per la toilette da signora. Un epoca storica che copre quasi 2000 anni.
E poi ancora antichissimi pezzi preistorici e vari libri, lettere e documenti raccolti in trent'anni di soggiorno in Giappone da Edoardo Chiossone. Molti pezzi sono unici nel loro genere perchè donati personalmente dall'imperatore a Chiossone e pensare che la collezione è talmente vasta che poter fare una esposizione permanente di tutto quello che Chiossone portò in Italia è impossibile: il comune, dice, di non avere lo spazio sufficiente. Così conviene fare una visitina almeno una volta l'anno nella speranza di vedere esposto qualcosa di "nuovo". Inoltre sono a disposizione dei visitatori delle guide.
Se passate da questa città e siete appassionati dell'arte giapponese questo museo fa per voi.


ORARIO:
Mar-Ven 9-13
Sab Dom 10-19
Lun chiuso


BIGLIETTI:
intero € 4,00;
ridotto € 2,80; Card Musei
Ingresso gratuito fino a 18 ed oltre i 65 anni (e, alla domenica, per i residenti del Comune di Genova)

13 gennaio 2006

Avete presente il famoso evento di cui vi parlavo, la presentazione dei Mondiali di calcio 2006 che doveva essere curata da Peter Gabriel? Beh mi è giunta ora la notizia che è stato tutto cancellato. La motivazione principale per la cancellazione è quella di preservare integro il manto erboso dello stadio principale adibito allo svolgimento delle varie partite. Ora, se Peter fosse un artista normale, si direbbe: poco male, reciclo quanto composto finora e lo utilizzo per un nuovo disco. Il problema è che lui non è mai stato un artista normale. Ok, ho capito, ci toccano altri dieci anni di attesa. Che barba che noia, che noia che barba..  

Per forza che non trovavo nessuna foto della giornalista di cui vi ho parlato ieri. La cercavo nella redazione della rete tv sbagliata. Quindi faccio un errata corrige e intanto ve la mostro: si chiama Giovanna Parodi ed è partita come cronista sportiva per poi arrivare a condurre Buongiorno Liguria su Telecittà. Mi è piaciuta anche stamattina la sua conduzione, mettendo a suo agio gli ospiti che aveva in studio parlando di boy scout e cantando le canzoncine tradizionali per questo tipo di attività. Quando ero bambina mia madre ha sempre tentato vanamente di convincermi a partecipare alla versione femminile dei boy scout, cosa che io ho sempre odiato. Non mi è mai piaciuta l'idea di avere a che fare con una compagnia di bambine che non conoscevo, in mezzo alla natura (con insetti e vari animaletti di cui ho il sacro terrore ancora adesso) a fare cose tipo corsa, nuoto e varie amenità del genere.   Non ho ancora capito perchè me lo proponesse visto che da bambina non avevo  problemi di socializzazione, anzi facevo amicizia facilmente con chiunque. Che differenza sostanziale dalla me adulta, profondamente timida e diffidente verso chiunque non rientri nel novero delle amicizie abituali. So che siete già pronti li al varco a dirmi: ma non sembra da quello che scrivi. Se non sembra vuol dire che la mia terapia sta funzionando in qualche modo. Sto cercando di uscire dal cono della mia solita diffidenza che mi porta a chiudermi come un riccio ogni qualvolta mi trovo di fronte a una persona nuova. Ovviamente il tutto con i miei tempi e non so neanche se sto facendo la cosa giusta. Forse dovrei essere aiutata da qualcuno più esperto di me...

12 gennaio 2006


Fase di sbandamento nonchè di totale mancanza di ispirazione per qualsiasi cosa e quindi decido di parlarvi di questa deliziosa creatura: inizio col dirvi che è un Panda Rosso (in inglese: Red Panda o Firefox - si esatto proprio quello che sta alla base dell'icona del famoso browser) è diffuso in Nepal, Birmania e Cina sudorientale. So che esiste un esemplare anche qui in Italia in un non ben precisato parco nel nord est. Se qualcuno sa qualcosa di più preciso me lo faccia sapere. 
Vive nelle macchie di bambù (nei boschi montani fino a circa 4000 m), in coppia o in piccoli gruppi familiari, il suo corpo si aggira intorno ai 51-63,5 cm e la coda è lunga dai 28 ai 40 cm
Si nutre in particolare di bambù, ma mangia anche frutti, radici, erbe, uova e piccoli animali. 
Particolarità di questo esserino è che si nutre di notte mentre di giorno dorme. (Beato lui!)
Quando dorme si allunga su un ramo e lascia a penzoloni le zampe mentre la coda l’arrotola al corpo e anche sul capo (non cade e non vede la luce del giorno).


Stamattina giro dopo il consueto cartone animato (mi sono svegliata troppo tardi per vedermi l'ennesima replica di Lulù la figlia dei fiori e quindi mi sono becccata le Pretty Cure - ditelo che sono ridotta al lumicino) faccio zapping tra le varie tv e mi soffermo su una rete locale: Primocanale. La conduttrice è davvero mitica, è riuscita a mettere in imbarazzo l'ingegnere dell'A.M.T (Azienda municipale trasporti) di Genova  facendo una innocente domanda: è possibile ripristinare in qualche modo il servizio metropolitana intorno a mezzanotte? Ma quello che me l'ha resa ancor più cara è il piglio della conduzione: sembrava di assistere a un programma fatto in casa, assolutamente in diretta con una conduttrice influenzata ma non per questo meno battagliera e soprattutto senza aver paura di fare figuracce(e poi perchè avrebbe dovuto vergognarsi? E di cosa? Di avere l'influenza? Suvvia, siamo esseri umani e possiamo anche ammalarci di tanto in tanto). Acqua fresca per un utente abituata, ahimè, a conduzioni arroganti all'insegna del look e del "ammazza quanto sono figo/a".  E menomale che ero senza ispirazione...

11 gennaio 2006




Alleggeriamo l'atmosfera con una poesia che ho scritto quando ero nel mio periodo Zen. Ho letto diversi libri sull'argomento e ce n'è uno che vi vorrei consigliare: "Il Tao della fisica" di F. Capra. Per me è stato illuminante nel farmi capire la differenza tra mythos e logos e che cosa realmente comportano nella vita delle menti pensanti. Ma torniamo alla mia poesia:



Exposure
"A chi serve una goccia
Se nessuno la vede cadere?
E' utile un suono
ancora in fasce
e morto inascoltato?
Ha valore un'immagine
per un'anima cieca?
Venite gente, accorrete numerosi.
Questa è la fiera delle folli questioni.
Ha senso l'universo
quando il tempo è immaginario?
E cos'è la realtà
mentre la mia mente dorme?
Soluzioni a queste ed altre domande
risiedono nella punta della criniera..." K. 14/11/99

  Ho iniziato bene la mattinata con una visione che per me sa di infinita dolcezza: un ragazzino che camminava immerso nella lettura di un libro. Ho sorriso pensando a quante volte anch'io mi sono trovata nella sua stessa situazione. Io ammiro le persone che leggono tanto. Mi sono sempre fatta una domanda: ma se in Italia le statistiche incoronano con la definizione di "forte lettore" uno che legge mediamente cinque libri l'anno come si possono definire le persone come la madre del mio ragazzo, il mio ragazzo ed io che viaggiamo su quote tipo una trentina di libri l'anno? Siamo i regnanti della lettura come minimo. Ho appena finito "Margherita Dolcevita" di Benni che mi ha lasciato un retrogusto amarissimo e sto leggendo "America Perduta" Di Bill Bryson. L'autore vuole disperatamente ritrovare i luoghi delle vacanze fatte con i genitori durante l'adolescenza. Ma come lui stesso ammette: "Ci sono tre cose che non ti riusciranno mai nella vita: vincere in tribunale contro la compagnia dei telefoni, farti ascoltare da un cameriere che vuole ignorarti, ritrovare i luoghi così come erano nella tua gioventù."

10 gennaio 2006


Ieri sera stavo guardando l'ennesimo telefilm confezionato ad arte per un mondo che neanche ci appartiene e alla fine dell'episodio c'era questo gioiellino di infinita mestizia. E non lo definisco così perchè la voce che lo interpreta è andato a popolare la lunga schiera di quelli troppo sensibili per rimanere su questa Terra, troppo sensibili da non reggere il confronto con l'esistenza. Creature delicatissime per cui l'unico sollievo possibile è abbandonarsi nelle braccia di Sorella Morte. Non riesco a parlarvi in maniera diretta del suicidio forse perchè c'è stato un periodo in cui era il mio chiodo fisso. E di occasioni ne avrei avute a bizzeffe: sarebbe stato troppo semplice gettarmi dal balcone della casa dove abita mia sorella, o lasciarmi cadere tra i binari della metropolitana quando passa la vettura, oppure rubare l'insulina di mia madre e procurarmi una letale ipoglicemia. Alla fine però la vita mi ha inghiottito e la curiosità ha preso il sopravvento: troppo forte la tentazione di andare avanti e cercare di capire perchè esisto e se ho un compito da svolgere. Finora ho brancolato nel buio. Dea Madre, tu sai quanto ho bisogno di luce.


P.S. Buon compleanno papà ovunque tu sia.  E spero che tutto il male che mi ha fatto chi mi ha fregato il portafogli ritorni centuplicato (e sarebbe comunque poco) a quel bastardo. Per fortuna non c'erano nè il codice fiscale, nè la carta di identità che tengo accuratamente separati dai soldi. L'unica cosa forse importante la ricevuta di quanto versato finora dal dentista. E spero che sia recuperabile. Quanto odio quando succedono queste cose.

9 gennaio 2006

 Secondo voi io riesco a resistere alla tentazione di raccontarvi le ultime notizie riguardanti quest'uomo? E figuriamoci! A dir la verità novità ce ne sono pochine pochine. Per quei pochi che ancora non lo sanno è al lavoro per organizzare la cerimonia di apertura dei prossimi mondiali di Calcio. E’ la prima volta che viene chiesto a un musicista di dare vita a una delle cerimonie più seguite in diretta mondovisione.  "E’ come aver conquistato il biglietto d’ingresso a un meraviglioso luna park per bambini e c’è qualcun altro che paga per te, ha dichiarato Gabriel." Per quanto riguarda un nuovo album Kataweb lo mette tra i nomi che potrebbero uscire nel 2006. Ma niente è dato per sicuro e da profonda conoscitrice del soggetto in questione mi verrebbe quasi da dar credito a quanto pubblicato sul numero di agosto del mensile musicale Mojo che dedica un servizio piuttosto ampio al nuovo, fantomatico album di cui da tempo si conoscono il probabile titolo (“I/O”, come “Input/Output” - o "In/Out" ndK") e la provenienza di gran parte del materiale, accumulato durante il lunghissimo procedimento di sedimentazione di “Up”, il disco uscito ormai quasi quattro anni fa. Ma il succo del reportage dai Real World Studios è che, come da tradizione, sui tempi di uscita e sui contenuti del lavoro (“canzoni che in gran parte parlano di vita e di morte” , spiega il musicista inglese) aleggia tuttora il più fitto mistero. Gabriel ci sta lavorando nei suoi quartieri generali di Box insieme con Daniel Lanois (ARGH) e promette di dedicarvisi a tempo pieno da qui alla fine dell’anno;Ovviamente quale non è stato specificato! Le idee da cui Gabriel è partito per sviluppare il nuovo lavoro sono al solito numerosissime, più di un centinaio, e confessa di trovare particolare ispirazione, in questo momento, quando si trova in treno: “Attualmente è il mio posto preferito per scrivere. Ho una teoria, secondo me il cervello è stimolato dal moto periferico”. Ma quando verrà completato, “I/O”? “Non ne ho assolutamente idea”, ammette Gabriel.  Cosa potrebbe succedere? Le mie ipotesi propendono su tre possibilità: a) che veramente faccia un disco nuovo di pacca che comprende anche la musica composta per la cerimonia di apertura dei Mondiali. (E le marmotte confezionano la cioccolata, domani catturano Bin Laden, alla prossima estrazione faccio sei al Superenalotto e via discorrendo di cose impossibili) b)  riedizione della pratica ed esauriente doppia raccolta "Hit" con tanto di musiche per i Mondiali (più plausibile) c) il famoso cofanetto di inediti a cui dice di star pensando.  Se qualcuno avesse notizie attendibili più precise sarà l'ospite d'onore della mia umile dimora.


Mi chiedo: ma per forza alla mattina bisogna essere freschi, svegli e pimpanti? Personalmente io questa cosa del mattino ha l'oro in bocca non l'ho mai capito. Sono una lungodormitrice, ossia più dormo e più sto meglio e il mio cervello in costante overdrive lavora meglio nelle ore notturne. Quello che mi irrita di più nel corso del mio faticoso risveglio e riattivazione del cervello, in un lasso di tempo minimo di due ore circa, è sentire un deficiente che bercia a voce squittente ITALIANI! dalla radio. Senza offesa per tutti gli animalini squittenti: rodents rules. Si sto parlando di te decerebrato di Radio 102.5 nel programma La Famiglia: mi dici come diavolo fai ad essere così pieno di forze e di energie alle nove del mattino quando c'è gente che come me fa una fatica del diavolo a ritornare al mondo reale? Mi direte voi: esiste una cosa chiamata manopola che ti permette di cambiare canale. Si lo so ma purtroppo non posso decidere da sola cosa ascoltare nella macchina di mio fratello mentre mi accompagna a lavoro. Sopporto con la consolazione che poi in ufficio decido io e scelgo una radio simpatica che usa toni tranquilli e che mi riconcilia con il mondo. Quale? Radio Capital. Sono vostra devota ascoltatrice da quando avete mandato in onda in anteprima il nuovo album di Peter Gabriel. Queste sono le cose che fanno felice una fan e un'ascoltatrice...


P.S. Prima che a qualche fan venga una sincope leggendo il mio articolo: parlavo di quando hanno fatto sentire in anteprima Ovo con un lungo special con interviste a Gabriel, Liz Fraser, Paul Buchanan. Si parla di eoni fa. Però con il fatto dei Mondiali di calcio che dici Gran Maestro della Musica ci scappa almeno una canzoncina? Ci accontentiamo di poco noi.

7 gennaio 2006


Questa graziosa ragazza si chiama Stefania Senno, ha 31 anni. Sarebbe una come tante se non fosse per il fatto che ha vissuto a Seveso ed era li quel maledetto giorno del 1976. Il suo volto di bambina marchiata da quel disastro dell'uomo ha fatto il giro del mondo. "Contrariamente a mia sorella non ho mai accettato la mia sorte. Non ero venuta al mondo in quello stato. E non mi sono arresa. Mi sono battuta sia contro la multinazionale proprietaria della Icmesa che, ostinatamente, per anni, ha cercato di non pagare i danni, sia contro la cloracne. Ho vinto, sono felice soprattutto se guardo le fotografie di qualche anno fa. Però, malgrado tutto, continuo a pensare che gli anni più belli della mia vita li ho buttati per inseguire una cosa che avevo quando sono nata e che qualcuno mi aveva tolto..." Parole sue. Perchè vi racconto questa storia? Semplicemente perchè mi piacciono storie che riguardano persone forti che sanno lottare per quello in cui credono. E poi perchè sono queste il tipo di persone che io definisco forti. Molte persone dicono che io sono forte ma non lo sono. Sono fragile dentro, vado in mille pezzi per un nonnulla.  Non posso certo paragonare la mia vita a quello che è capitato a lei ma penso che, nella sua stessa situazione avrei agito come la sorella, mi sarei rassegnata. Non passa giorno che mi chiedo perchè. Perchè mi devo sentire così infelice quando in fondo non mi manca nulla: ho un tetto dove dormire, vestiti per coprirmi, ho mangiato di più di quanto mi serviva (e infatti adesso sono a dieta). Ho un lavoro che mi permette di togliermi qualche sfizio, un ragazzo che mi ama, un fratello che mi vuole bene... Tutto sommato dovrei ritenermi fortunata. E qual'è l'anello della catena che non tiene? Perchè sono sempre così scontenta? Perchè mi trovo spesso e volentieri a piangere anche per una sciocchezza? Le solite domande per cui non avrò risposta.

6 gennaio 2006

  Spero che si sia capito fino ad ora ma se volete ve lo ripeto: io non sono buona. Non lo sono per tutto il tempo. Non lo sono nell'accezione che solitamente danno tutti al termine: non faccio beneficenza a nessuno, so benissimo di certe situazioni di disagio anche nella città dove vivo e non faccio  nulla, non agisco in maniera da alleviare il dolore a chissà chi. L'ho fatto nel tempo limitato per mia madre e, che sia chiaro, non lo farei per un estraneo. Ogni tanto personalmente mi lavo la coscienza dando qualche misero spicciolo a chi chiede la carità di fronte al supermercato (ma solo ad una persona che è già tanto che vedo li), oppure facendo offerte per autoambulanze (anche qui la considerazione che faccio è puramente egoistica ossia mi possono servire e mi sono già serviti un sacco di volte. So che è un mestieraccio e che non vengono nemmeno pagati...) o dando qualche misero spicciolo a chi raccoglie fondi per i randagi. Ma sono solo pallidi e pietosi tentativi di far tacere una coscienza che ancora adesso osa farsi sentire e che zittisco prontamente. Come ho già detto in un commento: so di non esser buona e lo ammetto. Non mi nascondo. Non faccio come certe persone che dicono: io sono buono, sono pronto ad aiutarti, ci sarò sempre per te e poi nel momento del reale bisogno spariscono, svaniscono come neve al sole. Per lo meno io sono chiara sin dall'inizio e le persone sanno esattamente cosa aspettarsi.  E quando dico: ok, voglio aiutarti, se posso farò il possibile per te, ci sarò in qualsiasi momento, state pur sicuri che manterrò la mia promessa. Posso fare una domanda maliziosa: i miei genitori mi hanno insegnato che quando si promette una cosa si fa di tutto per mantenerla. Certo ci sono promesse impossibili che si fanno per amore ( e prima o poi vi racconterò della promessa impossibile che ho fatto anni fa a mia madre )... ma quello che mi chiedo è: MA NESSUNO CONOSCE PIU' IL VALORE DELLA PAROLA DATA, DELLA PROMESSA COME PEGNO VINCOLANTE? Evidentemente no. Buona notte a tutti...

5 gennaio 2006


Faccio la giornalista per due secondi ma giusto quelli che mi servono per fare una riflessione personale.


ISRAELE: SHARON LOTTA PER LA VITA


Sharon e' stato oltre 8 ore in sala operatoria. E' stato sottoposto ad anestesia totale e collegato ad apparecchi respiratori. Shlomo Mor Yossef, un dirigente dell'ospedale Hadassah Ein Karem ha detto che le sue condizioni restano gravi, che i medici sono riusciti ad arrestare l'emorragia ed e' stato ricoverato nella unita' di rianimazione neurochirurgica.


Ci credo che le sue condizioni rimangono gravi. Ha avuto due ictus cerebrali, dalle notizie sommarie che ho sentito finora pare che sia paralizzato agli arti inferiori (e dall'alto della mia esperienza personale non mi ha stupito neanche un pò). Per carità lodevole il fatto di tentare il tutto e per tutto per salvargli la vita ma facciamoci due conti in tasca: è un capo di stato e ammesso e non concesso riesca a riaversi dalla botta e in qualche modo a vivere avrà ripercussioni sul fisico e sulla psiche tali da non permettergli nemmeno il normale svolgimento della sua vita. Figuriamoci tornare a fare il governante! La domanda agghiacciante e cinica che mi faccio: a che pro? Fino a che punto in questi casi c'è il limite tra cura e accanimento terapeutico? E poi la mia domanda solita: è un personaggio famoso e immagino che gli stanno dando le migliori cure del pianeta per il suo tipo di malattia. Perchè invece in entrambi le mie esperienze di fronte alla malattia dei miei genitori (persone assolutamente comuni) ho sempre avuto e continuo ad avere la sensazione che gli esperti di medicina del campo non abbiano fatto tutto quello che potevano? Maledire certe domande che è meglio non farsi mai. Purtroppo non avrò mai la risposta.

4 gennaio 2006


Stamattina aprendo per la prima volta Google mi sono trovata davanti questa strana serie di puntini. Dopo le prime perplessità ho accostato vicino il mouse che prontamente ha mostrato la scritta: "Happy Birthday Louis Braille" e alla fine ho capito. Per quei pochi che non sapessero, che non fossero a conoscenza di questo particolare linguaggio beh questa non è altro che la traduzione in Braille, sistema di decodifica di lettere e numeri per le persone non vedenti, di Google. Ve ne avrei parlato subito peccato che, as usual, Splinder era sotto manutenzione. Visto che ci stiamo avvicinando all'epifania che, secondo tradizione, dovrebbe portare via anche l'ultima traccia delle feste nelle radio non si fa che parlare di questa festività e dei regali che verranno fatti. Prevalentemente calze con dolcumi dentro. E ho sentito che le calze piene costeranno dai 5 ai 60 euro. Da buona genovese quale sono, francamente ci sono rimasta un pò male. Ammesso e non concesso che ognuno è libero di impiegare i propri soldi come meglio crede non posso esimermi da domanda: ma come diavolo sarà una calza da 60 euro? Che razza di dolciumi ci possono esser eli dentro per giustificare una spesa così folle? E la calza di cosa è composta: di pura lana merinos o di pregiatissima seta?  Per un attimo mi voglio fingere la persona buona che non sono e fare un elenco di cose che si possono fare con gli stessi 60€.Da:http://www.amnesty.it/sostienici/privati/adesione.html   € 75 all’anno Socio Sostenitore Speciale € 50 all’anno Socio Sostenitore http://www.wwf.it/soci.asp  Socio sostenitore € 60.  Per l'AIRC, associazione per la lotta contro il cancro si può fare una donazione di qualsiasi tipo per diventare soci. Immagino che quella cifra sia più che sufficiente già per fare qualcosina.. Se siete animalisti l'Enpa, Ente nazionale per la protezione animali, sfrutta il sistema delle adozioni a distanza.  Informazioni qui: http://www.enpa.it/it/  Oltre alle mille cose che si possono fare come: adozione a distanza di bambini, iscrizione all'Unicef, e perchè no, contribuire a portare materiale e vivere a gente che non ha proprio niente. (A proposito, Fiammetta com'è andata poi? Raccontami che sono curiosa) E in certi posti credetemi c'è bisogno di tutto dalle siringhe per fare il vaccino, al vaccino stesso, alla semplice aspirina per l'influenza... devo continuare? Lo so che la domanda è in agguato: e tu cosa farai? Nulla ovvio. Vi avevo avvertito che mi fingevo più buona di quello che in realtà sono. Solo che quella notizia mi perplimeva assai e volevo farvi partecipi di questo mio sentimento. (Perlimeva: voce del verbo perplimere ossia essere perplessi. Riferimenti diretti: Chi ha incastrato Roger Rabbit..)

3 gennaio 2006


Ho sognato che tre tigri arrivavano a casa mia. Ero preoccupatissima per la reazione che avrebbe avuto Birillo e come loro si sarebbero comportate con lui. Non solo si sono comportate benissimo, ma Birillo non si è spaventato. Le ha annusate e ha continuato come se non fosse successo nulla. Io intanto mi preoccupo di accudirle e chiamo la Protezione Animali per poterle inviare in un luogo a loro consono. Nel frattempo arrivano mia zia Anna e consorte che giurano e spergiurano che non hanno mai ordinato quelle tigri. Però quando la Protezione Animali mostra loro un foglio in una lingua strana, con la loro firma, loro serafici: ma ci avevano detto che era una mera formalità. Quelli della P.A. mi assicurano che le tigri staranno bene. Altro pezzo di sogno: mia madre ed io fuori in giardino vicino a un roseto. Sono nel panico perchè mamma non sta tanto bene e ho paura che si punga con le spine. Costantemente guardiamo verso il cielo, dove lavora mio padre, con la speranza che prima o poi torni a casa.


Curioso come i frammenti di sogni talvolta riaffiorano lentamente nella veglia durante la mattinata. Almeno è così per me. E ora chi si vuole divertire a interpretare (non ho trovato nulla sulle tigri nei miei libri) è ben accetto.


2 gennaio 2006




C'è un'altra faccia del maschilismo, la faccia diammetralmente opposta, che mostra in certi spot  l'uomo totalmente incapace di svolgere le normali mansioni di casa (a meno chè non ci sia una donna che dia istruzioni peggio che a un bambino di due anni e neanche troppo sveglio). Poi il massimo per me è quello spot che dice: le donne vivono, amano sentono... etc etc... nel loro specialissimo modo. Dea Madre! Cominciare a pensare che per prima cosa siamo esseri umani, che nessuno è uguale all'altro e quindi PER DEFINIZIONE OGNUNO pensa al suo specialissimo modo, no è? Troppo faticoso, vero? E vai con gli stereotipi! Scusate ma ogni tanto la padrona di questa casa si arrabbia, soprattutto quando sente e legge delle immense castronerie. (Angolo depressione mode on) Oggi è il 2 gennaio. Settantaquattro anni fa nasceva mia madre. Si avete letto bene: oggi sarebbe stato il compleanno di mia madre se fosse ancora viva. Ovviamente sono andata a trovarla al cimitero, in solitario, non avrei sopportato la presenza di nessuno, nemmeno di mio fratello. A parte il fatto che, se mi fosse stato possibile, sarei rimasta in eterno con loro. Avrei detto: dai fatemi posto ritorniamo a fare "mamma, papà e la bimba" come tanti anni fa, e tanto che diavolo ci sto a fare qui.. Poi sono riuscita a staccarmi da quella tomba, dalla loro foto con un immensa tristezza nel cuore. (angolo depressione mode off) Ok ora ritorno in me e penso alle cose positive: ho superato la prova delle feste natalizie! Non solo sono riuscita a non riprendere i chili che avevo perso ma ho dovuto stringere la cintura di un'altra tacca. Dall'ultima tacca della cintura sono a quota tre buchi. Bene, benissimo. Peccato che la mia schiena mi faccia ancora male. Passerà, spero.  Ho letto una cosa curiosa nei commenti del mio blog: ossia che sono riuscita a tirare su di morale qualcuno. Mah, boh... cosa strana per me che mi definisco un'eterna depressa. Beh se succede di nuovo ditemelo pure e ditemi anche quando avviene. Ma non vi offendete se guarderò il vostro scritto con incredulità perchè, personalmente, non credo di essere capace di tirare su di morale nessuno visto che non sono capace di farlo con me stessa... E pensavate di aver a che fare con una personcina semplice, semplice. Nah. Se non sono complicata non sono io.



P.S. Questo inizio anno è già stato abbastanza complicato per quanto riguarda me e le tecnologie: prima non funzionava Splinder ora non funziona Imageshack, il sito in cui ospito le foto. Splinder come sistema non è il massimo ma mi dovrò accontentare. E, richiedo, mettere le foto direttamente dal pc era troppo facile? Mah, boh, nun se sa.... (Ha ripreso a funzionare ma ancora devo verificare se sono registrata... mi sa che mi devo far benedire da qualcuno. Esiste qualche strega che legge disposta a farmi un forte rituale di benedizione? Sarebbe molto gradito..)

1 gennaio 2006


Questa immagine per dirvi che mi sono picchiata con Splinder e ancora ci sono dei problemi. C'è una tradizione, ditemi se esiste anche da voi oppure è una cosa solo della mia famiglia, che vuole che bisogna guardare fuori dalla finestra per vedere chi sta passando in quel momento. Se l'osservato è di sesso opposto all'osservatore allora l'anno che sta per iniziare è fausto. Se invece è dello stesso sesso, l'anno sarà infausto. Indovinate chi ho visto io alla finestra? Una donna. Della serie continuiamo a farci del male. Odio sommamente il fatto che il mio ragazzo non capisce l'importanza del tenere il mio blog. Eppure fa parte di me, di quello che sono, di quello che ho sempre amato fare ossia scrivere. Peccato che poi il mio reale talento per la scrittura non va di pari passo con la mia creatività e con il piacere di farlo.

Ieri sera ancora una volta ho provato a farmi amiche le fate: ho fatto una piccola offerta in vino e dolciumi e ho messo una candela verde per dare la direzione. Ovviamente alla mattina ho trovato tutto come avevo lasciato tranne la candela, consumata quasi completamente. Ritenterò...Ok ora ritorno alla celletta del mio personale manicomio. Ancora buon anno...