28 febbraio 2006

In cima all'elenco delle cose che odio c'è lo stare male senza saperne il perchè. Stamattina ho fatto una tac alla schiena che ha prodotto il seguente verdetto: ernia. Anzi sarebbero due ernie ma visto che sono in zona ravvicinata (in mezzo tra la L4 e la L5 e poi tra la L5 e la S1) la considero come se fosse un'entità unica. Ora ne parlerò con il medico e vedremo come trattarla. Però adesso che so contro cosa combatto sono più tranquilla. Mi piacerebbe sbattere in faccia l'esito della tac a quegli IMBECILLI dei miei parenti genovesi che l'anno scorso si sono permessi di insinuare che non ho fatto nulla per mia madre. Se fossero persone tutte d'un pezzo, veri uomini e donne, mi meriterei un minimo di scuse viste le mi condizioni attuali. Ma ovviamente si sono dimostrati delle persone di pochissimo spessore. Un merito però gliel'attribuisco: mi hanno fatto sentire una persona migliore. Proprio io che invece di solito mi denigro in maniera spaventosa. Stamattina ho anche trovato il coraggio di ritirare le ultime analisi di mia madre. La persona che me le ha consegnate ha capito senza che dicessi nulla e mi ha detto: "adesso non ti buttare giù". A volte non è per niente facile...

27 febbraio 2006

 Ci sono rare volte in cui mi incazzo con Davide. Ieri è stata una di quelle. Avevamo in programma di andare a vedere la Fiera Primavera capita però che sabato notte mi sveglio alle tre in preda ai dolori lancinanti dietro la schiena. Prendo la mia solita pastiglia di antidolorifico, mi punto dietro il termoforo nella speranza che la combinazione dei due faccia cessare il dolore. Altrimenti mi sarebbe toccato di nuovo andare in ospedale e alla domenica non è che sia il massimo della vità con la metà dei dottori presenti... Il dolore passa due ore dopo e mi sveglio l'indomani alle undici e mezza. Dovevo recuperare il sonno perduto. Chiamo Davide per dire che salta il programma e invece di capire, di essere comprensivo mi fa l'arrabbiato. Questa è la mail che gli ho scritto ieri pomeriggio furente: "Grazie per la comprensione che mi hai mostrato questo pomeriggio. Secondo te io mi diverto a svegliarmi nel cuore della notte in preda ai dolori per la schiena? Mi diverto ad alzarmi alle tre del mattino e a rimanere per due ore piegata in due, urlante per i dolori alla schiena, pregando Dea Madre Terra che quel supplizio finisca il più presto possibile? Ho rischiato di finire per la terza volta in ospedale: la cosa che mi ha convinto a lasciare perdere era che è domenica e non avrei trovato l'assistenza che trovo nei giorni feriali. Ma la mazzata peggiore l'ho ricevuta dalla persona che SPERAVO mi avrebbe mostrato un briciolo di comprensione: tu, il mio ragazzo. Ti sei incazzato perchè non siamo andati a quella maledetta fiera primavera di merda. Secondo te non mi avrebbe fatto piacere andarci? Invece mi sono ritrovata per l'ennesima volta bloccata a letto in preda ai dolori sentendo già come una piccola merdina per non poter svolgere una vita normale. E tu con il tuo comportamento infantile di oggi pomeriggio mi hai fatto sentire ancora peggio. Complimenti. Ora so come comportarmi quando tu ti troverai nella mia stessa situazione. Grazie mille." Quando ci vuole ci vuole. Don't mess with me my fuse is short. Non provocatemi che ho la miccia corta. Esplodo in un microsecondo e sono più devastante di tremila bombe atomiche.


P.S. E' finita. Le Olimpiadi invernali sono finite, purtroppo. Niente più occasioni di vedere gare di discipline diverse dal calcio. Per due settimane ci siamo illusi e abbiamo vissuto un mondo e un modo diverso di fare sport. Adesso ritorniamo alla normalità. Non fraintendetemi non sono la solita snob che dice di non amare il calcio: non mi piace il calcio com'è diventato adesso un affare pieno di soldi e sponsor e gente che si picchia per le dirette tv a pagamento. Non mi illudo che i prossimi Mondiali di calcio (il giugno prossimo)possano essere diversi...

25 febbraio 2006


 Stasera la vostra padrona di casa è ritornata una bambina affascinata da una storia fantastica. Per parlarvene in maniera appropriata di questo capolavoro che vi consiglio caldamente di vedere sono andata a cercare una recensione appropriata, fatta come la farei io se solo avessi mezzi migliori. L'ho trovata in questo sito: Sortilegi a zonzo per La città incantata di Hayao Miyazaki
di Roberto Oddo
Un turbinìo di colori e di fiabesche coincidenze porta una sveglissima ragazzina di nome Chichiro ad affacciarsi contemporaneamente all'adolescenza e a un mondo che tutti abbiamo sognato, chi con terrore, chi con tenerezza: oltre un casolare di campagna sta un vasto campo abitato da un fiume ormai languente e dai resti di quello che sembra agli intraprendenti genitori della giovane eroina un vecchio parco giochi in disuso. Basta però addentrarsi in questo mondo che le abitazioni assumono l'aspetto sinistro di una città or ora abbandonata, ci sono ancora pentole fumanti nelle osterie deserte e l'insana curiositas degli adulti caccerà la fanciulla nei pasticci delle fantasie, della memoria e dell'amore. 
Se anche il mondo fosse pieno di favole come questa, forse avremmo sempre bisogno di rivederle. La città incantata è uno dei migliori cartoni animati sbarcati nelle nostre sale negli ultimi tempi: uno di quelli che ricorda capolavori dei bei tempi andati per l'accuratezza e il tratto dei disegni e nello stesso tempo fa ricorso a raffinatissime animazioni grazie alle quali movimenti e luoghi vengono arricchiti di una corposa dimensione volumetrica. La città incantata, che ha vinto l'Oscar e l'Orso d'oro per la migliore animazione, vanta un architetto d'eccezione: si tratta di Hayao Miyazaki, regista - tra le altre cose - di fortunatissime serie televisive come Heidi e Lupin III. Miyazaki sa senz'altro dialogare con i bambini, dirigendo un cast di immagini e di colori al cui confronto in quanto a sfarzo e bellezza molte altre recenti produzioni letteralmente impallidiscono. Sul piano simbolico numerose sono le suggestioni e le tentazioni, di stampo soprattutto antropologico, troppi sono gli elementi caratteristici: dall'antro buio, al riproporsi in varie occasioni dell'elemento (soprattutto orientale) del fiume, alla misteriosa topografia della regione. È insomma difficile pensare alla permanenza di Chichiro nella città incantata, ai suoi incontri, alle sue incombenze come qualcosa di diverso da un'iniziazione all'amore. Sul piano più strettamente narrativo, a dispetto di qualche passaggio poco chiaro, si apprezza in modo particolare la straordinaria semplicità e la tenerezza di questa fanciulla che non si stupisce di fronte a nulla di ciò che le accade, salvo vedersi d'un tratto investita dall'onda in piena dei ricordi che ribollivano silenziosamente in lei. In altre parole, se i colori ammaliano e riscaldano i più piccoli spettatori, l'ambientazione esotica e molto estiva ammicca al pubblico adulto e ai suoi sogni realizzati o - perché no? - ancora realizzabili, mentre ai ragazzini il cui corpo cresce troppo in fretta perché abbiano il tempo e la possibilità di accorgersene davvero La città incantata offre albergo sicuro e prezioso come una matassa che si va infine dipanando attorno a loro, un patrimonio di immagini e metafore da scoprire poco alla volta e da aggiungere alle esperienze quotidiane, dentro e fuori il cinema, dentro e oltre i paradisi o gli inferni dei sogni di ciascuno.  (Ogni tanto mi piace trattarmi bene...NdK)


P.s. Alla fine sono approdata anche io all'avventura Second Life (andatelo a cercare su internet e capirete di cosa si tratta) e mi sono trovata di fronte alla solita questione divertente degli avatar. Ho un insana passione per creare le immagini delle figure femminili come se avessi totalmente campo libero, come se non avessi le limitazioni che solitamente mi pongo per via della mia cronica timidezza e del mio corpo che ancora non ho imparato per bene a gestire (e ci riuscirò mai? Mah...). Vi chiederete come mi sono creata: caschetto azzurro con sfumature lavanda, una lunga giacca di pelle nera con sotto un bikini che non lascia molto all'immaginazione. Dopo il primo imbarazzo alla fine ho deciso che come inizio poteva anche andare. E chi diavolo si immaginava che molto in fondo la mia personalità aveva anche questo lato? Mah. Ok ora ritorno alla mia personale celletta di manicomio.



24 febbraio 2006




Un’illusione
“Fermarmi,
assaporare
il mondo normale,
in un solo istante.
Essere il primo attore
di quest’immensa farsa,
dell’infinita intesa
chiamata vita.
Infine comprendere
il senso della realtà.
Perdermi
in quest’ultima illusione.”
K. 01/05/2005



Questa l'ho scritta quando ero immersa nei casini più neri della malattia di mia madre. La normalità a cui anelo è semplicemente quella fatta delle cose quotidiane, mangiare, dormire, lavorare, non dover andare sempre di corsa per ospedali o per ospizi. Avere il tempo per se stessi, per tirare il fiato e rendersi conto di essere fortunati a fare quello che facciamo. E rendersi conto che basta veramente un attimo per cancellare la persona che sei sempre stata.  Il mal di schiena mi sta rosicando anche quelle lievi energie psicologiche che forse mi sono rimaste. Non è da me scoppiare a piangere come una bambina di fronte a qualcuno per il dolore. Ho sempre vissuto le lacrime e il dolore come una cosa estremamente privata, da vivere in solitudine. Che mi sta succedendo?? Dov'è finita la persona che ha retto fino ad adesso a tutte le traversie, i problemi, le malattie e la morte dei miei genitori? Forse ha ragione Daniela, forse sta venendo fuori il mio lato più vero, forse sta venendo fuori il fatto che ho sempre finto benissimo di essere una persona forte quando, in realtà, non lo sono stata mai.

23 febbraio 2006

 


Una cosa che mi ha sempre mandato in bestia è sentirmi dire: "ma tanto tu sei giovane". Ogni volta quando racconto i miei guai di salute, quello che ho vissuto, ogni volta, questa maledettissima fase. Ok non sono decrepita ma mi dite cosa significa? Visto che sono giovane non ho diritto di stare male? Che in virtù della mia tanto vantata giovinezza io abbia addosso una patina di invulnerablità: non mi posso ammalare, devo essere pimpante, attiva, propositiva tutto quello che LA CONVENZIONE vuole che sia la gioventù.  Sturatevi le orecchie perchè ve lo griderò a voce spiegata e lo scriverò con i caratteri più grossi: QUEL TIPO DI GIOVENTU' CHE PENSATE VOI CHE SIA...


NON ESISTE.


Sicuro come l'oro.

22 febbraio 2006

 Uff non ne posso più di queste maledette voci di reunion che si rincorrono ciclicamente sui vari forum e gruppi di discussione! IO VORREI UN NUOVO DISCO DI PETER GABRIEL DA SOLISTA SUBITO. ADESSO!! E della reunion non me ne frega una beata cippa volante. Per cui vi riporto la bellissima preghiera pagana che un mio amico, Giovanni Acerboni, ha meravigliosamente scritto sul gruppo di http://it.yahoo.com Amici di Peter (post n° 50956) e che condivido in pieno: "Sono già davanti all'altarino di casa, con le immagini della divina Callas e del divino Peter che canta San Jacinto, sono in ginocchio e prego, prego, prego, prego, intensamente prego, prego come non ho mai pregato. Prego che non si riuniscano, prego che la smettano di pensare a queste cazzate, prego che Phil Collins e gli altri si trovino un altro hobby, prego che Peter venga invitato alle Olimpiadi come come zavorra del bob a quattro, insomma fare sport potrebbe fargli bene al cervello. (cut) Fa' che non si riuniscano, fa' che non si riuniscano." Posso aggiungere prego che l'arcangelo Gabriele si decida presto a fare il nuovo disco? Direi proprio di si. Raelina ti unisci anche tu nella preghiera?  

21 febbraio 2006

Avrei dovuto scrivervi di una notizia triste che ho appreso ieri sera ma, purtroppo, sono finita nuovamente in ospedale stamattina alle cinque. Sono rimasta li fino a mezzogiorno. Il problema è sempre lo stesso. Devo dire che ho trovato sul mio cammino persone gentilissime. Per cui se qualcuno dello staff che ha lavorato stamattina al Pronto soccorso del Villa Scassi di Genova Sampierdarena sta leggendo, sappia che sono molto grata per quello che hanno fatto ma soprattutto per l'estrema umanità e gentilezza che mi hanno mostrato. Ovviamente ho fatto una flebo con degli antidolorifici. Per una persona che odia gli aghi e le punture quest'anno li ho anche visti troppo... La prescrizione dell'ortopedico è stata: portare il busto (e al momento in cui vi scrivo ce l'ho addosso), fare acquagym e dimagrire. E mi hanno dato delle fialette da fare nel caso dovesse ripresentarsi il dolore. Ok ora parto con il vero articolo di oggi.  Ieri si è spento ad Orvieto Luca Coscioni. Lo ha annunciato Marco Pannella a Radio Radicale con queste parole: «Luca era un leader perché era in prima linea e guidava tutto e in qualche misura è naturale quello che è accaduto. Luca è caduto, era in prima linea e direi che è stato ammazzato anche dalla qualità di questo paese e dell'oligarchia che lo distrugge». Luca Coscioni, 39 anni, si era ammalato 10 anni fa di sclerosi laterale amiotrofica, malattia neurodegenerativa che lo aveva immobilizzato e costretto ad esprimersi con il computer. La sua è una delle malattie che potrebbe essere curata grazie alla ricerca sulle cellule staminali. Nel 2001 era stato candidato come capolista delle Liste Emma Bonino per le elezioni politiche come leader della battaglia per la libertà di ricerca scientifica in Italia e nel mondo. Fu sostenuto allora da 51 premi Nobel. Silvio Berlusconi e Francesco Rutelli dichiararono entrambi che la questione sollevata da Luca con la sua candidatura era una "questione di coscienza", che non poteva essere oggetto della campagna elettorale. Nel 2002 ha fondato l'Associazione che porta il suo nome, per proseguire la sua campagna fuori dal Parlamento, dove non era stato eletto anche a causa dell'ostracismo da parte del sistema radiotelevisiva. Nel 2005 l'Associazione Coscioni è stata tra le promotrici della campagna referendaria contro la legge 40, che vieta qualsiasi ricerca sulle cellule staminali embrionali.Sabato scorso si è concluso il primo Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica, che ha visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori scienziati di tutto il mondo. Il Congresso era stato aperto da un intervento di Luca. Il 9 aprile prossimo Luca Coscioni sarebbe stato candidato capolista alle elezioni con la Rosa nel Pugno. Le informazioni le ho prese direttamente qui  (cliccate se volete saperne di più) e vorrei lasciarvi con queste sue parole commoventi a dimostrazione che niente di quello che abbiamo, il saper camminare, il sapersi reggere sulle proprie gambe, il sapersi lavare da soli, saper mangiare da soli, dicevo niente di tutto questo deve essere dato per scontato.
“Vorrei scendere e camminare e abbracciare il vento, ma non posso. Mi piacerebbe andare incontro al temporale correndo, ma non posso. Vorrei innalzare un inno a questo spettacolo meraviglioso, ma le parole mi nascono nel cuore e mi muoiono in bocca. Dovrei essere uno spirito libero per poter gioire, ora. Sono invece un uomo provato dalla Sofferenza e dalla perdita della Speranza. Non sono solo, ma provo solitudine. Non è freddo, eppure provo freddo. Tre anni fa mi sono ammalato ed è come se fossi morto. Il Deserto è entrato dentro di me, il mio cuore si è fatto sabbia e credevo che il mio viaggio fosse finito. Ora, solo ora, comincio a capire che questo non è vero. La mia avventura continua, in forme diverse, ma indiscutibilmente continua. Nove anni fa, nel Deserto del Sahara, stavo cercando qualcosa. Credevo di essere alla ricerca di me stesso e mi sbagliavo. Pensavo di voler raggiungere un traguardo e mi sbagliavo. Quello che cercavo non era il mio ego o un porto sicuro, ma una rotta verso quella terra per me così lontana dove abitano Amore e Speranza.”  Che la Dea ti accompagni nel tuo viaggio verso la Luce.

20 febbraio 2006


Un avviso per tutti i genovesi collezionisti: dal 4 al 5 marzo alla Fiera del Mare ci sarà la consueta fiera del disco e del fumetto. Ovviamente la vostra padrona di casa ci sarà anche se, a dir la verità, non so cosa spero di trovarci. Per così dire accompagnerò Davide e mi farò una passeggiata a ritrovare alcune vecchie conoscenze. I milanesi sono vivamente pregati di NON venire: voi avete la vostra fiera che è molto più grande e piena di materiale della nostra. Insomma non c'è proprio competizione. Se penso ai soldi che ci ho lasciato la prima volta che ci sono stata.   Ho ripreso a lavorare con mia grande gioia e sono priva di qualsiasi ispirazione per il blog. E non essendo a casa  non posso nemmeno riportare una delle mie poesie. Se fossi una cantante e volessi chiamare il mio primo disco con il numero dell'autobus che prendo abitualmente lo chiamerei 63. Taglia un sacco di strada da casa mia al lavoro e ci metto veramente meno. Inoltre mi fermo in un punto che è dall'altra parte di un piccolo fiumiciattolo e per arrivare all'ufficio devo attraversare un ponte. L'incanto di questo posto è che ci sono dei gabbiani placidamente appolaiati che si librano nell'aria non appena fai l'atto di avvicinarti a loro. Stamattina ho anche intravisto dei gatti ben pasciuti e in salute. Per non parlare del piacere che ho di svegliarmi alla mattina con il pigolio degli uccellini nati da poco nei nidi sugli alberi proprio di fronte alla finestra di camera mia. Sono quelle rare volte in cui mi ritengo fortunata.

19 febbraio 2006

Provo a scriverlo così capirete perchè sono così perplessa e perchè non capisco cosa ci sia in questo sogno che mi turba tanto da rendermi difficile persino trascriverlo. Sono in un college all'americana e sono sdraiata in una specie di poltrona-divano nella biblioteca del campus con un libro adagiato sopra di me. Evidentemente mi ero assopita dopo una lunga sessione di studio. Ero in quella fase 'non sto più dormendo ma non sono ancora del tutto sveglia', avevo gli occhi chiusi ma sentivo tutti i rumori. Sento dai passi che una persona sta venendo nella mia direzione, poco dopo qualcuno mi toglie di dosso il libro, mi mette una coperta. Un leggero bacio sulle labbra e... la voce del migliore amico del mio ragazzo che dice: "ti amo". Mi sveglio bruscamente ma vedo che non c'è più nessuno attorno a me. Esco dalla biblioteca e incontro il mio ragazzo che mi dice che suo padre è all'ospedale. Lo abbraccio e gli chiedo se posso fare qualcosa per lui, anche solo essergli vicino. Lui con voce distante mi dice che vuole rimanere solo, anzi da quel momento devo considerare finita la nostra storia, e mi volta le spalle. Per me è un colpo durissimo, inaspettato che mi lascia come inebetita. La mia compagna di stanza se ne accorge e vuole che mi confidi con lei. Così sfogo tutta la mia rabbia, la mia delusione, la mia disperazione e rimaniamo in silenzio. Poi lei rompe il ghiaccio chiedendomi: "cosa c'è di vero nelle voci che girano riguardo l'amico del mio ex e te?" Io rispondo di non sapere nulla ma le racconto l'episodio che è accaduto in biblioteca e sono fermamente convinta di voler chiarire le cose. Infatti esco dalla stanza del college dove vivo per cercarlo e fermo questo ragazzo dicendogli "ti devo parlare". Lui annuisce. Usciamo dall'edificio e passeggiamo per la strada.  Non mi lascia nemmeno il tempo di fiatare che subito mi dice: "Se stai per chiedermi se sono stato io a baciarti in biblioteca, si è vero. Mi sono stancato di starmene in disparte e non mi importa se stai con il mio migliore amico. Sono sicuro che prima o poi riuscirò a farti innamorare di me." Come se fosse sollevato per essersi tolto un peso, sorride, mi abbraccia forte e si mette a correre per la strada. Io invece sempre più basita torno indietro verso la mia stanza. Stop.  ORA mi dite che diavolo di sogno è questo? E perchè mi ha turbato così tanto da crearmi difficoltà persino a trascriverlo? Siete autorizzati a dirmi tutto, persino che è il risultato di problemi di stomaco o della visione imperterrita di Dawson's creek. (A dir la verità l'ho visto una volta sola )Insomma aiutatemi,sto diventando una vecchia sdolcinata e mielosa - la Dea ce ne scampi e liberi - oppure è lo specchio di un leggero malessere tra Davide e me che non vedo e neanche ci credo un pò? Mah boh. Comprerei volentieri un cervello nuovo...


Come festeggiamento del nostro anniversario siamo andati al ristorante giapponese. Rispettivi doni? Davide mi ha regalato una bottiglia di Moscato Passito piemontese imbottigliato da Marchesi di Barolo vendemmia 2003 (Barbara se passi di qui vorrei leggere il tuo commento sul vino...) e due tipi di cioccolato cacao puro al 100%. Io? Un set da degustazione te: teiera più due tazze e vassoio. La mia schiena miracolosamente si è fatta sentire poco oggi nonostante il tempo orribile.  Ieri sera ho fatto un sogno che mi ha turbato un casino. L'ho raccontato anche a Davide ma lui, ovviamente, si è mostrato disinteressato. Ho persino provato a raccontarlo qui in casa mia ma mi sento così a disagio che l'ho cancellato. Voglio capire il perchè di questo sogno, visto che poi tra Davide e me va tutto a meraviglia. Ve lo scrivo nel post successivo e siete autorizzati anche a dirmi che forse ho visto troppa fiction televisiva.

17 febbraio 2006

Sono delusa, schifata, avvilita, incazzata. Come mai? Leggete qui


http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/cassazionestupro.html 


e saprete il perchè. Mi vergogno di essere italiana, questo non è e non sarà mai un paese civile.


 


Ieri pomeriggio la vostra padrona di casa ha fatto acquisti per arredare al meglio il proprio angolo informatico e sopra vedete cosa ho comprato. Ci voleva proprio, parte dei problemi della mia povera schiena era dovuta al fatto che stavo seduta su una sedia non consona e che sorreggeva poco a livello lombare. Adesso va decisamente meglio, mi sembra di stare su un trono e di essere ai posti di comando di un astronave. Non vi avevo sempre detto che sono un aliena?   Oggi è la giornata mondiale dei felini come gentilmente mi ha fatto notare uno dei commentatori in questa casa e voglio partecipare anche io ad una specie di catena di S. Antonio molto ma molto simpatica. Si tratta di raccontare cinque strane abitudini del proprio amato gatto. Allora cominciamo: 1) Birillo di inverno ha l'abitudine di dormire in mezzo alle mie gambe con la testa sul sedere. Ho provato in tutti i modi di dissuaderlo ma non c'è niente da fare.(L'ideale con i miei attuali problemi di schiena... )Oltretutto il vigliacco mi gironzola intorno e aspetta pazientemente che chiuda la luce per venire da me. 2)Ogni mattina tenta di svegliarmi alle cinque, reclamando il suo pasto con alti miagolii. Ovviamente io non ho voglia di alzarmi a quell'ora perchè poi devo andare a lavorare quindi lo prendo di peso e lo sbatto fuori dalla stanza chiudendogli la porta in faccia 3)Non sopporta che gli si chiude la porta in faccia così continua a miagolare e cerca di aprirsi la porta a suon di testate e sgraffiate. Per lui è più semplice aprire la porta della cucina: salta sopra sulla credenza vicino alla porta d'entrata e si butta con il suo peso sopra la maniglia. 3) Ogni mattina dobbiamo fare la lotta: io mi paro le mani con il pigiama e lui comincia a mordere e scalciare. 4)Per lui il suono del citofono è un magico richiamo: in men che non si dica si ritrova davanti alla porta per vedere chi arriva. 5)Quando inizia la bella stagione trascorre buona parte del suo tempo fuori dalla finestra in quel poco di marmo libero che c'è. Ho dovuto ancorare bene le tende zanzariere per non rischiare che finisse giù visto che lui ha il pessimo vizio di salirci di corsa. Inoltre talvolta devo fargli una specie di tendina che gli crei ombra altrimenti lui rimane li come uno scemo anche se sta morendo di caldo. Ci sarebbero altrettante cose da raccontare su Birillo ma mi fermo qui. Passo questa catena a chi ha un gatto, o più di uno, e ha voglia di raccontare sul blog quello che combina di solito.

16 febbraio 2006


Ebbene si, proprio oggi sono passati ben dodici anni da quel meraviglioso giorno in cui tu ed io abbiamo iniziato quest'avventura insieme . Abbiamo vissuto molte cose, alcune belle, alcune brutte. Mai come l'anno scorso ho capito quanto immenso è il nostro amore. Quando tutti mi davano addosso, quando tutti mi chiedevano di fare di più, di essere diversa da quello che sono tu eri li, pronto a consolarmi e a coccolarmi. A volte mi capisci e mi conosci meglio di quanto potrei fare io stessa. E sei li, e riesci ad amarmi anche con le mie immense fragilità, i miei mille dubbi su me stessa, anche quando sono scorbutica,  quando  sembro  trattarti male. Tanti ma tanti auguri. 


(P.S. E non dite che non vi avevo avvertito...)

15 febbraio 2006

 Mi sto preparando per domani. Cosa succede? Vedrete, vedrete! Avverto già da ora quelli che soffrono di diabete di stare alla larga da casa mia domani perchè sarò molto ma molto zuccherosa e sdolcinata. Per ora mi gusto questa dolcissima fotografia. Sono uno più bello dell'altro, dei veri e propri peluche. E se la Dea vuole stasera si festeggia. La mia schiena grazie a Lei, all'agopuntura e all'esercizio di visualizzazione di Morgana (grazie mille se stai leggendo) sta un pò meglio. Odio il mio medico di famiglia che tende tutto a minimizzare. Secondo lui non dovevo soffrire così tanto e non capiva il perchè. Il dolore che ho è dovuto a una scoliosi. Praticamente quello che è naturale in tutti gli esseri umani, ossia avere una gamba più lunga dell'altra, mi stava portando ad una dolorossissima scoliosi. Ora sto cercando di pareggiare il divario con dei supporti messi sotto al piede. Sembra che stia funzionando, nonostante una ricaduta di ieri pomeriggio, dovuta più all'umidità che ad altro.

14 febbraio 2006

Ogni tanto mi piace raccontare delle belle storie. Lo vedete questo scricciolo che volteggia nell'aria qui a sinistra? Ieri sera ha dimostrato di possedere una forza immensa e di riuscire a vincere lo stesso a dispetto delle difficoltà e di una gara che sembrava perduta. Si chiamano Dan e Hao Zhang, stesso cognome ma per un caso di omonimia e quando scendono in pista per eseguire il loro esercizio sentono sul collo la tensione e la pressione esercitata dalla coppia russa, che in quel momento erano primi in classifica, e dal fatto che, se volevano sperare di ottenere la medaglia d'oro, dovevano eseguire una gara perfetta. I due cinesi cercano la concentrazione, danno il via alle note musicali e poi subito alla prima evoluzione acrobatica commettono un errore clamoroso: il gigante Hao lancia in alto la minuta Dan che inizia a girare e rigirare finché non atterra scomposta sul ghiaccio. La pattinatrice sbatte male il ginocchio e dopo una lunga e goffa scivolata finisce violentemente contro la balaustra. Le telecamere inquadrano impietose il volto della giovane pattinatrice ma è difficile capire se la tetra espressione sia dovuta al dolore per l'impatto oppure per lo sconforto di aver mandato in fumo anni e anni di sacrifici. Dan Zhao prova a rialzarsi e accenna a qualche passo di danza sui pattini, ma vacilla, sbanda: mentre Hao cerca di consolarla torna alla balaustra per chiedere consiglio al suo allenatore, che la spinge al centro della pista. Il regolamento in questi casi prevede la possibilità di una pausa di due minuti prima di riprendere il programma da dove lo si è interrotto. Il tempo scorre e Dan appare ancora bloccata dal dolore. Pian piano accade la magia, la donna riacquista sicurezza e la gara riparte, di nuovo, come se niente fosse accaduto. I due infilano numeri su numeri, uno dietro l'altro, uno più spettacolare dell'altro. Un'esecuzione splendida, macchiata solo da una piccola sbavatura sul finale. Essere riusciti a completare il programma sembra già un'impresa, ma quando sui monitor si accendono i voti della giuria si compie il miracolo: il giudizio è di 125,01 che, aggiunti ai punti ottenuti nella prima prova con il programma corto, porta la media finale a 189,73. Quanto basta per conquistare una incredibile medaglia d'argento che, per me, vale più di ogni oro.


P.s. Avreste mai detto che la vostra padrona di casa ama guardare il pattinaggio artistico? Sto aspettando con trepidazione le gare di singolo. Sperando che Mamma Rai le faccia vedere...

13 febbraio 2006

 


 


ACTHUNG! ATTENTION! ATTENTION PLEASE! ATTENZIONE!


Oggi è un giorno speciale. Peter Brian Gabriel compie oggi la bellezza di 56 anni. Buon compleanno!! Il regalo ce l'ha fatto con qualche giorno di anticipo partecipando alla celebrazione d'inaugurazione dei giochi olimpici invernali di Torino eseguendo una splendida Imagine, che potete sentire come sottofondo nella mia umile dimora (e potrete trovare il video al sito www.amicidipeter.com)  Per sapere di più di chi vi sto parlando ho trovato qui una sua biografia:


Spirito d’avventura e innovazione sono gli ingredienti chiave del successo di Peter Gabriel, genio indiscusso della musica dell’ultimo quarto del ‘900  ,visionario interprete del suono portato al limite dell’umano ,responsabile della teatralità dei Genesis, controverso paladino dei diritti dell’uomo quando ancora le rockstar attiviste non esistevano, profondo estimatore delle potenzialità della tecnologia applicata alle sette note, artista tanto noncurante delle esigenze commerciali delle case discografiche quanto attento all’ispirazione perfetta, interprete minuzioso delle melodie fatte visioni, mecenate della world-music in tutto il globo.
Inglese del Surrey, Peter nasce il 13 febbraio 1950. In gioventù comincia a suonare la batteria in band rock e soul. Nel 1966, fonda una collective di cantautori insieme ad alcuni compagni di liceo: inizialmente si fanno chiamare Garden Wall. Poco dopo sarebbero diventati i Genesis.Con Gabriel come leader, vocalist e principale autore dei testi, si fanno conoscere per gli elaborati show live, il sapore teatrale delle loro esibizioni e l’approccio avventuroso che hanno nei confronti di una musica multistrato e sfaccettata. La band ottiene presto il riconoscimento delle masse e diventa un culto album dopo album. Il settimo, “The Lamb Lies Down On Broadway”, viene considerato come il definitivo punto di rottura e di inversione di tendenza nel rock contemporaneo. Anima irrequieta alla ricerca di nuovi orizzonti, Gabriel lascia il gruppo nel 1975 per perseguire la carriera solista. I suoi primi tre long-playing portano, come titolo, il suo nome, ma sono ricordati come “Car” (1977 – la copertina lo vede nascosto dietro il parabrezza di un auto bagnato dalla pioggia) da cui è tratto il singolo di successo “Solsbury Hill”, “Scratch” (1978 – la faccia dell’autore è ‘graffiata’ sull’artwork del disco) che include “D.I.Y.” e “Melt” (1980 – con il volto di PG in fase di fusione). Quest’ultimo, prodotto da Steve Lillywhite, lo consacra definitivamente come uno dei musicisti più ambiziosi e innovativi del rock grazie a hit come “Games Without Frontiers” ma soprattutto a “Biko”, il grido di libertà ispirato all’attivista anti-apartheid sudafricano Steven Biko, assassinato nel 1977. Quello sarebbe stato il primo passo dell’ex-frontman dei Genesis nel mondo dell’attivismo sociale. La canzone con cui, per anni, avrebbe chiuso i suoi concerti facendo tremare l’audience in un oceano di emozioni. Più tardi, nel 1988, il singolo avrebbe di nuovo preso d’assalto le airwaves per la sua inclusione nella colonna sonora del film di Richard Attenborough “Cry Freedom”, basato sulla vita di Biko). E proprio il lavoro fatto con i musicisti africani per quel brano lo ispira a dar vita a WOMAD (World of Music, Arts and Dance), un’organizzazione ideata per promuovere in occidente l’arte tradizionale e contemporanea delle più svariate etnie del mondo attraverso performance, progetti educativi e dischi. Per una serie di eventi sfortunati il festival non ha il successo sperato e Peter si trova in guai finanziari seri. Ci vorrà l'aiuto dei vecchi amici del gruppo con una bellissima reunion avvenuta nel 1980. Tutto questo accade mentre la sua carriera solista è in piena ascesa: il nuovo album “Security”, del 1982, si rivela un successo ancora più grande del suo predecessore, trainato dall’irresistibile “Shock The Monkey”, che si guadagna una nomination ai Grammy. L’anno successivo è la volta di un doppio disco dal vivo, “Plays Live”, mentre il 1984 vede la luce il suo primo lavoro per il cinema. È il momento della colonna sonora di “Birdy” di Alan Parker, che fa vincere a Gabriel il Gran Premio della Giuria a Cannes. Dopo aver messo a punto un altro progetto volto alla promozione delle arti multi-etniche sposate alle nuove tecnologie, con la fondazione della Real World Inc., completa i lavori al quinto album in studio, “So”. (non è propriamente esatto. la Real World come casa discografica dedita alla musica multietnica esiste solo dal 1987. Ma So è accreditato come prodotto ai Real World Studios, in un luogo diverso dagli attuali RW studios...NdK) Pubblicato nel 1986, l’LP è il suo breakthrough commerciale indiscusso, soprattutto grazie alla #1 “Sledgehammer”, un pezzo prepotentemente ispirato al soul della Stax, accompagnato dal video che ha rotto tutti i record: rimane, a vent’anni di distanza dalla sua prima presentazione in TV, il clip più trasmesso in assoluto da MTV e il detentore del maggior numero di Video Music Awards (9 in tutto) nella storia dell’evento, oltre a ricoprire la vetta dei Top 100 Best Videos of All Times del Rolling Stone. Altre highlight del lavoro sono “Big Time”, “In Your Eyes”, “Don’t Give Up” (che lo vede interpretare un toccante duetto con Kate Bush) e “Red Rain” – canzone che qualche anno dopo donerà a Greenpeace per la compilation “Rainbow Warriors”.
Mentre “So” conquista contemporaneamente le classifiche americana e inglese, Peter sale sul palco del primo concerto di beneficienza per Amnesty International nel 1986, insieme agli U2 e Sting. Esperienza ripetuta nel 1988 con lo Human Rights Now! Tour, che tocca molti paesi nel mondo e che vede nel line-up Bruce Springsteen, Sting, Tracy Chapman e Youssou N’Dour. Fra l’88 e il ’90 partecipa anche ai concerti sold-out del Wembley Stadium di Londra per sostenere la causa del leader anti-apartheid Nelson Mandela, e abbraccia la causa di Greenpeace dirigendosi alla volta della Russia per sensibilizzare la popolazione sovietica riguardo ai problemi ambientali. In questo periodo contribuisce anche alla raccolta “One World One Voice” che presenta artisti di tutto il mondo.
Per uno come lui, che da adolescente aveva rinunciato a una borsa di studio nella scuola di cinema per perseguire le sue aspirazioni musicali, il fondere l’arte visiva con quella sonica rappresenta una forte tentazione e un’inevitabile punto di passaggio. È naturale che, quando nel 1989 viene chiamato da Martin Scorsese a scrivere lo score di “L’Ultima Tentazione di Cristo”, non possa dire che sì. Quello che ne esce va a costituire “Passion”, un ulteriore passo avanti nel world-beat, stra-osannato e premiato con un Grammy Award, il suo prodotto più sperimentale e inconsueto, nel quale intervengono musicisti e cantanti di livello eccelso, accuratamente selezionati per tentare di integrare vari stili musicali molto differenti tra loro. Tanto è il suo spessore che da esso prende le mosse il fortunato programma radiofonico della BBC, “Mixing It”. “Passion” è anche il primo inciso per la Real World Records, l’etichetta lanciata da lui e da WOMAD nel 1989 per promuovere un ampio spettro di artisti provenienti da tutto il mondo. Gli uffici dell’etichetta sono piazzati all’interno del complesso di studi di registrazione di Bath, Wiltshire, che si chiama – ovviamente – Real World Studios. Un vero e proprio centro dell’universo per tutti gli artisti che una volta all’anno si trovano a creare, comporre, provare, scambiare suoni gli uni con gli altri in quella che è conosciuta come la Real World Music Week. Per l’uscita del suo decimo album solista, l’attesissimo "Us" (1992), Gabriel commissiona a undici esponenti delle arti visive le loro interpretazioni dei nuovi brani: i lavori vengono esposti alla British Contemporary Art Exhibition nel 1993 e in una mostra appositamente allestita in Giappone. Il disco, segnato da una serie di vicissitudini personali alquanto tormentate – come un divorzio doloroso – è molto più dark di “So” e forse per questo motivo non riesce a bissarne il clamoroso successo, nonostante il singolo “Steam” prenda molto a prestito dalle sonorità e intenzioni di “Sledgehammer”. In ogni caso, quando si tratta di Peter, tutto è relativo. “Us” si aggiudica comunque candidature ai Grammy e agli MTV Video Music Awards negli States, e vince un Brit e un Q Award in patria.
In quello stesso periodo avvia il programma Witness (testimone, ndt) insieme alla Reebok Human Rights Foundation con lo scopo di dotare gli attivisti dei diritti umani nei vari continenti di videocamere, laptop e altri strumenti di comunicazione per portare a galla le ingiustizie nel mondo. L’organizzazione diventa tanto capillare che, all’alba del Terzo Millennio, ha al suo attivo la fornitura di centinaia di camcorder a oltre 50 paesi e la programmazione di un webcast bisettimanale attraverso il Quicktime Channel della Apple.
Il 1993 è un altro anno impegnativo: prima inizia il più ambizioso WOMAD tour della sua carriera, che lo porta per tutti gli States insieme ai Crowded House, James e Sinead O’Connor (con la quale, al tempo, ha una relazione amorosa). Poi, a novembre parte il Secret World Tour, prodotto da Gabriel e dal regista e designer canadese Robert Le Page. Lo spettacolo, portato in giro per diciotto mesi e visto da fan di cinque continenti, miscela il taglio teatrale visionario e sperimentale di Le Page con una rassegna di canzoni imperniate sui rapporti umani. Dalle riprese e registrazioni della data di Modena, del novembre, ad opera del regista François Girard, nasce il doppio album e il video “Peter Gabriel Secret World Live”.
Infine è la volta della Real World Multimedia, costituita con l’obiettivo di sviluppare, produrre e pubblicare CD-Rom di concezione avanzata, sfruttando al massimo le new technologies. Ne risulta una serie di titoli interattivi – fra cui “Xplora” e “Eve” - che conquistano numerosi riconoscimenti in tutto il mondo, tra cui l’ambito Milia D’Or, due BAFTA, il BIMA, lo Sparky dell’Interactive Media Festival e quattro Digital Media Award.
Dopo un periodo di relativo silenzio, alla fine del 1997 Mark Fisher chiede a Peter di aiutarlo a ideare uno spettacolo per lo spazio centrale del Millennium Dome di Londra. L’anno seguente vengono passati in rassegna numerosi spunti narrativi e visivi e nel 1999 Gabriel ne compone la musica. La prima dello spettacolo ha luogo il 1º gennaio 2000. “OVO”, l’album che ne scaturisce pubblicato il 12 giugno su etichetta Real World/Virgin, è la storia di tre generazioni che incorporano il passato, il presente e il futuro dell’umanità, esplorando ancora una volta le fonti più interculturali quanto a ispirazione musicale e spaziando dai bodhran celtici ai beat hip hop, dalle percussioni tribali africane alle distorsioni techno.
Da sempre attratto da Internet, nello stesso periodo fonda - insieme a Charles Grimshaw - la On Demand Distribution, società che si impone in Europa come leader nella fornitura di servizi per la distribuzione sicura di musica attraverso il web, potendo contare su numerosi accordi di partnership con case discografiche e rivenditori.
Finalmente, dopo anni passati a sperimentare, provare nuove strade, rimettersi in gioco nel mondo del cinema (con “Long Walk Home” la OST del film di Phillip Noyce, “The Rabbit-Proof Fence” che esce nel giugno 2002), interessarsi all’evoluzione futura della società nel suo complesso e addirittura lavorare con i primati per esplorarne le capacità di comunicazione attraverso la musica e i new media, nel settembre 2002 dà alla luce “Up”, il tanto atteso follow-up di “Us”. Come nel caso di quest’ultimo, ogni traccia è accompagnata da una fotografia commissionata direttamente da PG ad artisti internazionali per rappresentare lo spirito dell’album. Una collezione di dieci brani che esplorano i misteri della nascita, della vita e della morte utilizzando le strutture pop-rock-dance-world che da sempre caratterizzano il suo lavoro.
Nell’LP figura anche l’emozionante voce dello scomparso Nusrat Fateh Ali Khan - quasi volesse dare ancora più significato al tema trattato – ed esordisce sua figlia Melanie ai backing vocals. Il primo singolo tratto dall’album (pubblicato il 21 settembre, giorno di plenilunio, per volontà del suo stesso autore perché, dice, “è il momento in cui la terra, l’acqua e il cielo sono alla massima attrazione e tutto assume maggiore compattezza”) è “The Barry Williams Show”, una traccia tanto pop nel sound quanto controversa nel testo e – ancora di più – nel video. Quest’ultimo, diretto da Sean Penn, vede la messa in scena di uno dei tanti talk-show verità d’Oltreoceano, quelli in cui la white america che vive di hamburger e patatine va a confessare la propria vita ‘disfunzionale’. Ma lo vero scandalo sta nell’ultimo quarto del filmato, quando tutte le comparse cominciano a sanguinare da stigmate che appaiono improvvisamente sul loro corpo, per affogare poi in un diluvio universale che ricorda tanto una pioggia rossa.
Ironia della sorte, proprio l’artista che ha visto un suo video entrare nel Guinness dei Primati per il maggior numero di airplay su MTV, adesso vede il nuovo clip – non più crudo di qualsiasi reportage ben visibile da tutte le famiglie ai telegiornali in prime time – bandito dalle frequenze televisive o confinato alla programmazione notturna.
Ma non sarà questo certo a fermare il suo messaggio che, dopo pochi mesi dall’uscita del disco, viene portato sui palchi di tutto il mondo con un tour diretto dallo stesso Robert Le Page.


Questo il passato. E il futuro, vi chiederete? Parafrasando una pubblicità: io sono una strega, faccio magie non miracoli. Penso che valga la frase pubblicitaria escogitata per uno dei suoi primi album e ancora attuale: Aspettatevi l'inaspettabile dal prossimo disco di Peter Gabriel. Oppure accontentatevi della sua risposta amabilmente irritante, ogni volta che gli chiedono lumi sull'uscita del nuovo disco: "A settembre". Senza specificare di quale anno. Tanto lui sa che quando chiama con la sua voce, noi siamo pronti a rispondere all'appello.

9 febbraio 2006

Tecnicamente non mi si può accusare di pubblicità occulta. Vedete qualche marchio?  Tanto chi è abituato a questa marca li riconosce lo stesso. Ieri mattina il mio vecchio cellulare ha deciso che era ora di tirare le cuoia. Ancora non ho capito come è successo ma il display è esploso e i cristalli liquidi si sono presi la libertà di andare dove gli pareva. Morale della favola esborso imprevisto . E io che mi illudevo di farci almeno un paio di anni se non di più. E' proprio vero che ormai non fabbricano più nulla per durare nel tempo, ma del resto neanche noi esseri umani siamo eterni. Mood? Sul nero andante per via della schiena. "Si dice che dopo aver toccato il fondo non si può far altro che risalire. Talvolta io ho dovuto anche scavare..." F. Antoni.