31 marzo 2006


Vi avevo detto che prima o poi vi avrei parlato di questi due libri. Se avete la possibilità di leggerli, fatelo. Nel primo libro l'autore narra con molto gusto delle peripezie che ha vissuto nella scelta e nell'insediamento in una fattoria in Andalusia. Attraverso tutte le ingenuità, le difficoltà, le comodità che prima si erano date per scontate (tipo l'acqua corrente in casa, un bagno pulito e agibile, un frigorifero, etc etc) e che invece li si devono ricreare da zero. Il secondo invece è il proseguimento. Si apre con la narrazione di un viaggio in piena Svezia a tosare delle povere pecore maltenute per poter guadagnare soldi da mandare in famiglia e per pagare le varie manutenzioni della fattoria e prosegue con..(questa frase dice tutto): "In quarta di copertina, sul libro - il primo - c'è scritto che sei stato uno dei fondatori dei Genesis. E' vero? <<Be', si>> risposi con aria imbarazzata. <<Ma ne è passato di tempo, e ci sono stato per meno di un anno. A dir la verità non mi ricordo granchè.>> Allora raccontami solo quello che ricordi.." E parte subito dopo un capitolo che si intitola "Dai Genesis al circo equestre". Perchè vedete questo signore oltre ad essere un anrratore sopraffino è stato anche uno dei primi batteristi dei Genesis quando ancora non se li filava nessuno, quando ancora andavano in giro a suonare nelle feste dei college inglesi. E il capitolo in questione è stato ispirato da Mario Giammetti curatore della fanzine Dusk da parecchi anni. Vi ricordate quella festa ad Orvieto che vi ho raccontato il settembre scorso? Lo stesso uomo che ha reso possibile quella festa, ha reso possibile anche questo libro. Grazie mille Mario. Per questo, per la bellezza di Dusk e le informazioni che ci metti, sempre molto interessanti. E soprattutto grazie per la passione che hai e che ti fa portare avanti quella fanzine, ancora, dopo tutti questi anni.


P.S. Finalmente dopo giorni che ci provavo sono finalmente riuscita superare il nono livello a ZUMA! La bimba che è in me sta gongolando. Peccato che mi sia dovuta fermare al dodicesimo livello. Va bene, non importa. Quel livello lo affronterò un'altro giorno.

30 marzo 2006


Era dai tempi di "Coffee & Tv" dei Blur che non rimanevo incollata a fissare lo schermo piacevolmente stupita dal video musicale che stavo vedendo. E' capitato in questi giorni con la "JCB Song" dei Nizlopi, un duo formato da Luke Concannon (chitarra e voce) e John Parker (contrabbasso, human beatbox e voce). Diretto da tale Ali Smith, il simpatico short animato che accompagna il brano nelle sue scorribande, che sta passando in questi giorni su ReteA All music(prima che MTV si accorga di questo gioiello ci vorranno dei secoli!), si affida a un tratto elementare che ricorda volutamente i disegni stilizzati dei bambini, impressi su un quaderno a righe. Nel cartoon un padre e un bambino si trovano a bordo di una ruspa, in movimento lungo una strada; l’uomo – in realtà nel disegno appare come un voluminoso salsicciotto!!! – ha in testa un casco da operaio edile e osserva assorto la strada, mentre il bambino – disegnato come una specie di palloncino – guarda estasiato dal finestrino, come se davanti ai suoi occhi si componesse un paesaggio di fiaba. È il piccolo che canta il brano, ma è ciò che succede fuori dall’abitacolo a destare interesse: di volta in volta, automobilisti impazienti o improbabili creature fantastiche obbligano la ruspa a cedere il passo, al fine di lasciar transitare gli impazienti inseguitori. Ma quando ormai sembra chiaro che la placida monotonia del “chi va piano va sano e va lontano” dell’infausto mezzo di locomozione (che, ricordiamo, malgrado venga qui dipinto come una simpatica giostra che si muove senza incidere troppo sull'ambiente circostante, è uno dei veicoli di terra più inquinanti che siano mai stati inventati) non debba essere destabilizzata da alcun agente esterno, ecco che, in concomitanza con la brusca accelerazione del brano, anche il veicolo mette il turbo e si lancia nella startosfera, oltrepassando il livello delle nuvole e scoprendo un mondo fantastico che sembra quasi un Miyazaki all’età di sei anni. Alla fine del brano il disegnatore ci ricorda che pur nella sua semplicità questo gioiello ha richiesto duro lavoro. La frase finale è emblematica: "Non devo più fare video animati perch'è c'è tanto da lavorare". L'ho visto stamattina per intero: che bel modo di iniziare la mattinata. Grazie mille.

29 marzo 2006



Oggi è una splendida giornata. Non solo Fratello Sole ha deciso di comparire nella mia città ma ci ha regalato quello splendido spettacolo che vedete qui sopra. La vostra padrona di casa sembrava una lucertola: a godersi ogni centimetro possibile di luce e calore. Inotre Master Gabriel ha detto la parola fine sulle voci della reunion. 29th March 2006: Bad news for all reunion fans. Being asked about a reunion, Peter Gabriel himself declared in Aachen yesterday (where he accepted the innovation award from the Ludwig Foundation) during an open talk that there are no such plans. He also said that Genesis have actually been talking about it but he prefers to try new things instead of reliving the past. Per chi non sapesse l'inglese eccovi la traduzione in italiano: 29 Marzo 2006. Brutte notizie per i fan della reunion dei Genesis. Alla domanda su una possibile reunion dei Genesis, Peter Gabriel ha dichiarato ieri a Aachen (dove ritirava un premio per l'innovazione consegnatogli dalla fondazione Ludwig), durante un colloquio con il pubblico che non ci sono programmi per una eventuale reunion. Inoltre ha detto che recentemente ne hanno discusso, ma Peter  preferisce provare nuove cose invece di rivivere il passato. Quest'uomo non solo è un mito vivente  ma è anche una persona estremamente coerente. (Krishel cattiva mode on) Ora il primo che entra in casa mia e si azzarda a riparlarne dopo questa affermazione verrà direttamente condannato alla fucilazione. E mi curerò personalmente della sua esecuzione. (Krishel cattiva mode off)

28 marzo 2006

AAARRRGGGHHH!


Come diavolo faccio a configurare su Outlook una mail di Virgilio? Che maledette impostazioni devo metterci?? Allora io vorrei mettere la nuova mail dell'ufficio su Outlook ma ovviamente i signori non ti dicono assolutamente come fare. Ti dicono: mail gratuita di qui, vedila dal web etc etc ma se invece non la voglio vedere dal web? Aiutatemi vi prego.... La giornata invece è piovosa, come al solito. La mia schiena ringrazia per questo. Sto stampando un sacco di documenti per delle gare e il mio capo si accorgerà la batosta che gli arriverà quando si esauriranno le cartucce. Ma non è una cosa che mi riguardi. Sono stata in biblioteca ieri pomeriggio e ho trovato il secondo libro di Chris Stewart, si l'ex batterista dei Genesis. E' un narratore sopraffino. Ovviamente vi parlerò dei suoi libri a breve. Forse lo potrei fare già anche domani, se fossi proprio in mancanza di ispirazione. Ma prima mi ripicchio di nuovo con il pc e Outlook. E non consigliatemi di passare a Thunderbird perchè il problema sarebbe sempre lo stesso: non so che impostazioni metterci. QUalche anima pia mi potrebbe dare una mano per favore prima che impazzisco del tutto? Grazie. Ho notato che ogni tanto le scritte di casa mia amano farsi un giretto per conti suoi e se ne vanno in fondo in fondo. Io invece vorrei metterle attaccate alla foto iniziale... Chi ci capisce è bravo.

27 marzo 2006


Visto che non ho niente da dire voglio condividere un tenero ricordo di infanzia. Quelli che vedete sopra sono i Barbapapà quando i cartoni animati per i più piccoli non dovevano essere per forza educativi, non dovevano insegnare qualche lingua straniera. Semplicemente dovevano raccontare delle storie. Le più dolci e tenere possibili. Cos'è un Barbapapà? E’ una sorta di personaggio gommoso, un blob, un ectoplasma solido, che ha la singolare capacità di modellare il suo corpo a piacimento. Esiste addirittura una famiglia di Barbapapà, tutti di colori differenti e di inclinazioni differenti. E tutti possono mutare forma quando e come vogliono (“...tu li vedi trasformare..”). Molti anni fa, questi strani personaggi erano molto diffusi, così come molti libri per bambini in cui i Barbapapà erano i protagonisti. Dai libri ai fumetti e ai cartoni animati il passo fu breve. Tutta una serie di oggetti per la casa si diffuse. Spazzolini, ciambelline da mare, peluches, bicchieri, biciclette e molto altro. Questo fenomeno durò per molto tempo, fino a che di loro non rimase più nulla. Barbapapà è il risultato dell'immaginazione di Annette Tison e Talus Taylor. Barbapapà in Francia è lo zucchero filato. “Barbapapà” era inizialmente il primo libro in una lunga serie dedicata ai bambini. Divenne subito un classico e un modello per i successivi, che si intitolarono “La Casa di Barbapapà” e “La scuola di Barbapapà”. Ma ne seguirono molti altri. In questi libri, si fece subito conoscere il buono e gentile patriarca, sempre impegnato alla ricerca di una compagna. Quando finalmente à riuscì a trovare Barbamamma non solo loro furono contenti. La gioia fu generale quando quest’ultima diede alla luce i sette bambini colorati: (Barbottina la scienziata, Barbaforte il forzuto, Barbablù l'astronomo, Barbabarba il pittore,Barbabellala vezzosa, Barbalalla la musicista, Barbazoo l'amante degli animali). A questo punto, la famiglia fu completa. Iniziarono così le loro avventure che riuscirono a trasmettere il rispetto della natura e che tanto affascinarono un’intera generazione di piccoli appassionati. Ogni volta che ne vedo un frammento o un'immagine mi intenerisco e mi commuovo.

Della serie: i sogni assurdi della vostra padrona di casa. Ero nella camera dove dormo adesso e stavo vedendo in tv un telefilm dove una giovane donna viene mandata a Parigi come premio per una promozione. Solo che quando inquadrano la città invece della solita Tour Eiffel c'è una statua di un uomo nudo che, animato al computer, si mette a sculettare. All'improvviso mi viene sete e vado in cucina per prendere l'acqua. QUuando guardo in alto mi accorgo che, sopra la credenza, ci sono un sacco di vischio edera e pungitopo. A questa vista esclamo: per forza che non è ancora arrivata la primavera! Non ho ancora bruciato le decorazioni natalizie. E finisce il sogno. Alle mie sorelle streghe faccio presente invece che in realtà ho bruciato le decorazioni natalizie tempo fa e ho anche restituito al vento l'energia invernale sotto forma delle ceneri. Allora che diavolo vuol dire questo sogno? Siete anche autorizzati a dirmi che mi devo drogare di meno o che devo cambiare pusher...

24 marzo 2006

 Sempre sullo stesso argomento che vi accennavo ieri i fratelli Farrelly ci hanno fatto uno splendido film: "Amore a prima svista". La trama è questa: Per Hal cercare di conquistare donne di straordinaria bellezza non è solo un diletto ma una vera e propria ragione di vita, un giuramento che ha fatto da bambino al padre morente. Peccato che lui non sia esattamente un 'Adone' e che le ragazze che è solito corteggiare siano regolarmente "diecimila volte più belle di lui". Un giorno, Hal rimane accidentalmente intrappolato in ascensore in compagnia del famoso guru del training autogeno Tony Robbins (interpretato dal vero Anthony Robbins), e nell'attesa i due hanno modo di discutere apertamente. Resosi conto dell'ossessione di Hal per l'aspetto esteriore femminile, Robbins si offre di aiutarlo a sviluppare la capacità di riconoscere, ad ogni occasione, la vera bellezza in una donna: quella interiore. Ogni donna provvista di questa dote sarebbe sempre apparsa bella ai suoi occhi. Seppur dubbioso, Hal si sottopone all'apposita pratica ipnotica e, quando l'ascensore si sblocca, la sua visione dell'universo femminile è inconsapevolmente mutata.   Sotto l'effetto di questa nuovo modo di vedere la realtà incontra e si innamora di Rosemary, una donna obesa e riservata, che lui vede bellissima. Il suo nuovo comportamento mette in allarme il suo amico e compagno di avventure Mauricio che, scoperto cosa è successo, riporta Hal al suo vecchio modo di vedere la bellezza femminile. Non vi racconto come andrà a finire per non rovinarvi il piacere di vederlo nella remota possibilità che ancora non l'abbiate visto. I Farrelly continuano a raccontare il divario tra essere e apparire, tra bellezza esteriore e quella interiore con un tocco decisamente poetico, ritraendo anche realtà scomode: mi riferisco a quando il nuovo Hal va a trovare in ospedale Rosmary mentre lei lavora con i bambini disabili o malati, o ustionati e lui li vede bellissimi, sani pronti allo scherzo e al gioco. Ci tornerà alla ricerca di Rosmary quando la sua visione della realtà e della bellezza ritorna quella di sempre e quando mostrano com'è realmente una bimba rossiccia con due occhi straordinari e il viso deturpato dalle ustioni (mentre prima l'avevi sempre vista con la pelle bianca e liscia e il visino d'angelo) a me è venuto da esclamare d'istinto: ma è stupenda lo stesso! E la mia riflessione è stata: non ho bisogno di un'ipnosi per vedere la bellezza anche quando le persone cosiddette normali non la vedono. A me succede, costantemente. Peccato che poi questa visione si infrange la mattina quando mi guardo allo specchio...


P.S. La mia fatina della musica ogni tanto passa in casa mia e vigila che sia tutto in ordine. Avevo diversi problemi con la pittura e lei magicamente mi ha rimesso le cose a posto. Avevo promesso della marmellata di pesche ma trovato solo quella di more. Va bene lo stesso?

 


23 marzo 2006

La canzone che sentite in sottofondo ha sempre avuto un effetto positivo su di me: mi ha sempre donato allegria. Forse perchè ho sempre pensato al video di questa canzone dove una ragazzina travestita da ape prima viene presa in giro e poi, dopo un lungo cammino, incontra altre persone vestite da ape. Una più bella dell'altra. E la ragazzina si mette a ballare e a saltellare dall'incontenibile felicità di aver trovato dei suoi simili.  Vi sembrerà strano ma per me quel video insegna una grande lezione: non importa quanto verrete derisi, non importa se agli occhi di qualcuno sembrerete goffi o stupidi o brutti. Prima o poi troverete qualcuno che saprà vedere la vera bellezza racchiusa dentro lo scrigno che è la vostra anima profonda. Krishel poetessa.

Ieri sera Davide ed io abbiamo visto il film "Se mi lasci ti cancello". La trama a grandi linee è questa: Clementine, la ragazza di Joel, è un disastro. Si tinge i capelli dei colori più improbabili, si attacca alla bottiglia con preoccupante puntualità e ha una vita sessuale decisamente aperta. Secondo Joel, spalancata. Un giorno le succede qualcosa. I momenti passati tra tinte e bicchieri di superalcolici continuano ad essere gli stessi. C'è solo una piccola-grande novità: si è dimenticata completamente del fidanzato. E' come se non lo avesse mai conosciuto. Joel, dopo aver escluso il solito scherzo di cattivo gusto, scopre il progetto dell'oramai ex-compagna. Clementine si è rivolta alla Lacuna Inc., una società specializzata nel cancellare la memoria dei propri clienti. Al posto di formattare completamente i ricordi come un personal computer, il Dr. Mierzwiak, inventore del procedimento, offre la possibilità di rimuovere solo quelli legati ad una singola persona. Joel, ferito dal gesto di Clementine, riesce a farsi fissare un appuntamento. Pur con qualche attesa, in effetti il mese prima di San Valentino le richieste di cancellazione abbondano, è pronto a subire lo stesso trattamento: spostare Clementine nel cestino.  Il titolo è di quelli che ingannano. Ti aspetteresti una commedia del tipo "Harry ti presento Sally" e invece è una lucida e poetica disamina sulla coppia raccontata dall'interno e in maniera originalissima. Infatti assistiamo a questa narrazione dall'interno della mente di Joel, un Jim Carrey in stato di grazia (quand'è che smetteranno di vedere in lui il cretino di "Ace Ventura" e capiranno che si trovano davanti a un grande attore? Mai temo.) in un ruolo misuratissimo, pacato, lunare. durante la cancellazione dei ricordi. Il film vuole essere una riflessione sulla coppia in generale e sulla sua immensa forza e fragilità. Perchè ve ne parlo? Semplicemente perchè mi ha fatto pensare a questi dodici anni e, come al solito, ho avuto paura che ci siano delle volte in cui Davide non mi sopporta con i miei immensi dubbi e il pessimo vizio di spalarmi addosso quintali di escrementi, quando invece ci sarebbero persone che meriterebbero molto più di me di odiarsi a morte. E lui, con la grandezza del suo amore e la sua esperienza di anni e anni insieme, ha capito quello che mi stava passando per la testa senza che dovessi proferire parola. Vorrei essere una donna migliore. Per me. Per lui. Per noi.

21 marzo 2006

Era arrivato ieri in ufficio ma non sapevo se era per noi oppure no. Ieri sera ho avuto la conferma che era per l'ufficio. E vai, ma vieni!  Finalmente una stampante come si deve! Fax, stampante, scanner e a colori. Krishel gongola. Oltretutto la fotocopiatrice dell'ufficio sta tirando le cuoia. Ci voleva e basta. Ho perso mezza mattinata per montarla e configurare il driver ma adesso c'è. CHE BELLO!!  E a parte questo, a parte una schiena che sta urlando contro il tempo schifoso (prego leggasi pioggia) e quello che mi preannuncia stasera, il nulla totale. Stamattina mi sono svegliata alle cinque appena in tempo per salvare i panni stesi. Stranamente il mio gatto, che di solito quando c'è pioggia fa il desaparecido, era tra di noi pronto a prendersi le coccole. Penso che si sia fatto furbo: ha capito che se sta fuori anche se è spaventato riceve doppia razione di carezze e abbracci.  Mica scema la creatura.. Comunque buon Equinozio di Primavera. E tra poco ci sarà una cosa veramente deliziosa a Genova e ovviamente la vostra padrona di casa non mancherà di a) parlarvene b) farvi vedere le più belle foto che farà. Siete curiosi di sapere di che cosa si tratta vero? Ma non ve lo dico.


P.S. Soda Web-Fanzine annuncia la messa in onda del pregiatissimo servizio "NewsLetter". Iscrivendosi si riceverà una mail in cui si è avvisati della pubblicazione di un nuovo articolo.
Parola d'ordine: Dillo ai tuoi Sodali!

20 marzo 2006

 Domani, se la Dea mi assiste, festeggerò come si deve Ostara o per i profani l'equinozio di primavera. Ovviamente ancora non ho la più pallida idea di come celebrarlo ma l'idea e l'ispirazione mi verranno quando meno me lo aspetto. Intanto per farvi capire di cosa sto parlando ecco a voi cari miei ospiti un articolo molto interessante che ho trovato in questo sito: L’equinozio di Primavera o Alban Eiler ("Luce della Terra", Eiler o Eilir significa in gallese rigenerazione,o primavera e rappresenta la preadolescenza), veniva festeggiato il 20 di Marzo, momento in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio, il sole infatti si sposta in Ariete, e il giorno ha la stessa durata della notte. La parola equinozio deriva dal latino "equus nox", ovvero "uguale notte". E’ il momento in cui la Natura tutta reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio, dopo le lunghe notti invernali.  Scrive Philip Carr Gomm "L'Equinozio di primavera è il momento dell'uguaglianza del giorno e della notte, quando le forze della luce sono in fase di crescita. Al centro del trittico di festività primaverili, Alban Eiler (la Luce della Terra) segna l'inizio più riconoscibile della primavera, quando cominciano a sbocciare i fiori e ha inizio in grande stile la semina. Come punto dello sviluppo psicologico della nostra vita, esso rappresenta il momento della tarda fanciullezza, diciamo intorno ai 14 anni, così Imbolc rappresenta il momento della prima fanciullezza, diciamo inteorno ai 7 anni. Siamo nella primavera della vita: i semi piantati nel momento della fanciullezza da Imbolc e Alban Eiler fioriranno al partire dal momento dell'adoloscenza di Beltane sotto forma di abilità e poteri che ci porteranno a vivere la nostra vita con capacità e compiutezza. L'Equinozio di Primavera, Alban Eiler, posto a Oriente, rappresenta il momento della ricezione: ricezione della saggezza, mentre stiamo di fronte ai primi raggi del Sole che sorge il primo mattino di primavera. L'oriente è sempre stato associato alla saggezza e all'illuminazione, perchè è a Oriente che sorge il Sole. Ed è all'Equinozio di primavera che esso sorge proprio a est. In questo momento noi possiamo aprirci alla saggezza e ai poteri che possono apportarci chiarezza (pp. 119-120, 126 Riti e misteri dei druidi, Milano, 2000, Mondadori). Scrive Emma Restall Orr: "La tradizione cristiana ha di nuovo ripreso molti simboli pagani evidenti nelle celebrazioni di Eilir, anche se nel cristianesimo la festa viene incrociata con la Pasqua ebraica. Il nome germanico di questa celelbrazione pagana è Ostara; è il nome di una dea della fertilità da cui derivano l'inglese Easter e il tedesco Oster (Pasqua). L'equinozio è un periodo di nuova vita, giunchiglie e fiori di ciliegio, uccellini, agnelli che corrono nei campi. E' preminente il simbolismo dell'uovo. E' un periodo di celelbrazione dell'infanzia, dedicato ai giochi. Questo è un altro punto di svolta dell'anno, non attraverso un vertice, ma attraverso un punto d'equilibrio. L'oscurità è alle nostre spalle e davanti a noi vi è la luce in cui possiamo crescere. Come per l'equinozio d'autunno, molti che sono sensibili all'energia del cielo si sentono attirati verso l'equilibrio nell'arco di alcune settimane prima e dopo la data effettiva, come se il processo di equilibrazione sia di per sè squilibrante. All'equinozio di primavera ciò è particolarmente difficile, con l'energia che scorre veloce e autmenta in continuazione. La linfa sale. Il nucleo della cerimonia di Eilir è la benedizione delle sementi che diventeranno il raccolto dell'anno. A un livello pratico all'interno del rito, i semi possono essere benedetti e seminati in vasi che verranno curati sui davanzali o in serre, ancora protetti contro le gelate. Mentre questi semi di solito faranno parte dell'opera di cura della terra a cui partecipa il druida nel corso dell'anno, essi rappresentano anche altri progetti. Vengono benedetti ritualmente con le forze naturali: l'aria che fluisce dal respiro, il fuoco del calore del sole, l'acqua di umidità e pioggia, e naturalmente la terra del suolo fertile; un atto che contemporaneamente benedice quei progetti che cominciamo a mettere in atto, consacrandoli con forze naturali: il nostro intelletto e la conoscenza, il coraggio e l'energia, l'intuito e la motivazione e la nostra capacità di stabilizzare e manifestare. Ora il sole bambino è cresciuto e il calore tocca la terra, spronandoci a crescere. Nel rito questo viene viene spesso rappresentato dalla fanciulla primavera e dal giovane dio del sole, consapevoli della propria sessualità ma non ancora abbastanza adulti da farne uso. Danzano, senza toccarsi, timidi e innocenti, ricolmi dell'energia della vita rinnovata. Le maree sono alte, la luna è grande e luminosa,. Eilir è una festa piena di risate e di aspettative, entusiasmo per la crescita futura, mentre la bilancia si sposta verso la luce. (Il druidismo, pagg. 112 segg. , Milano 1999, Armenia editore)

19 marzo 2006

Questo è il mio esperimento culinario di oggi. E' una torta di mele e ancora non so come sia venuta. Dall'odore e dall'aspetto direi che è buona ma il giudizio finale lo lascio al palato. Non avevo la ricetta: ho adattato quella di una alle prugne. La frutta ci andava solo alla fine, come mi ricordavo che faceva mia madre quindi ho provato. Speriamo bene. Se poi vedo che alla fine il risultato è buono mi lancio e mi specializzo in torte. Non è proprio l'ideale per me che sono a dieta. Mah. Tra due giorni in teoria dovrebbe essere primavera, solo che da me la Dea di questa stagione fa i capricci e tarda a farsi sentire. E' come una bella donna che non ha nessuna intenzione di svegliarsi. Dovrò darmi davvero da fare questa volta e, come al solito, non ho la più pallida idea di dove cominciare.Che strega degenere che sono...
P.S. La torta è venuta buona anche se con l'impasto un pò secco. La prossima volta ci devo mettere un vasetto di yogurth per ammorbidirlo. Comunque viste le premesse direi: missione compiuta.



Facevo una strana riflessione ieri mentre facevo correre il carrello della spesa all'ipermercato: mi vedevo alla stregua di un automobilista in un autostrada con delle corsie in cui immettermi dolcemente e acccostarmi per poi riprendere la marcia. E dare la precedenza a chi viene da destra e stare attenti a quelli che, indisciplinati, ti sfrecciano incuranti del fatto che magari poco vicino ci sei tu con il tuo carrello e con cui rischi di scontrarti. Poi ovviamente il quotidiano ha preso il sopravvento, sono arrivata vicino alle casse, c'era la merce da scaricare e e da pagare e la riflessione è sfumata nell'aria. E il solito tran tran è continuato, la corsa contro il tempo per far da mangiare, lo sguardo severo e nervoso di mio fratello perchè secondo lui è colpa mia se un sacchetto si è rotto e ha fatto cadere una bottiglia di salsa che si è rotta . Naturalmente ho dovuto pulire nonostante la mia schiena dolorante. E lo sciacquare dei piatti sporcati per il cibo di mezzogiorno, una breve passeggiata per le vie del centro cittadino, inutile nervosismo per un aperitivo non preso(da parte mia), il rientro a casa per tropo freddo. Mi chiedo se e quando arriverà definitivamente la primavera con il suo tepore. Un panino sbocconcellato a casa. Il tentativo di vederci un lungometraggio registreato male e poi lo stupore per sentire un leggero russare di Davide quando, in teoria, avrebbe dovuto essere sveglio. E il rammarico di doverlo svegliare e rimandare a casa quando sarebbe stato più naturale lasciarlo dormire beatamente. Ma non ho potuto farlo. E ora sono qui a scrivere sul blog come racconto della buonanotte.


17 marzo 2006

Failtè aìonna! Spero che sia il corretto modo per dirvi, in irlandese, benvenuti ospiti. Oggi è il 17 marzo e come ogni anno in Irlanda, e in tutti i posti dove la cultura di questo paese è amato, si festeggia il giorno di S. Patrizio. Vi racconto per sommi capi la figura di questo santo: la popolazione irlandese festeggia questa festa nazionale con canti, maschere, parate e processioni. Non si hanno per la verità molte informazioni su San Patrizio. Nacque in Scozia (a Kilpatrick) nel 387; figlio di una nobile famiglia (il padre era originario di una importante famiglia romana) fu rapito e venduto come schiavo ad un pastore irlandese. Dopo anni di faticoso lavoro, imparò il Gaelico e riuscì a recarsi dapprima in Gran Bretagna, poi in Francia dove iniziò a studiare ed anche in Italia. Al suo ritorno in Irlanda nel 432, divenuto vescovo, iniziò a convertire la popolazione dal paganesimo al cristianesimo, così come volle Papa Celestino; sembra che presso la rocca di Cashel anche Re Angus si convertì al cristianesimo. La sua morte avvenne il 17 Marzo del 461.La sua opera fu così grandiosa che molte chiese furono innalzate e divenne ben presto un eroe nazionale, oltre che patrono. A Downpatrick si dice che una lapide indichi il luogo della sua sepoltura ed ogni anno, alla fine di luglio, moltissimi fedeli raggiungono a piedi la cima di Croagh Patrick, vicino alla cittadina di Westport. Attorno alla sua figura sono sorte famose leggende, per esempio sull'isola d'Irlanda non ci sarebberono serpenti perchè fu lui a cacciarli in mare oppure il celeberrimo pozzo di San Patrizio, così chiamato perchè si dice custodisse un pozzo senza fondo, da cui si aprivano le porte del Purgatorio. Il trifoglio, poi, divenne simbolo nazionale dopo una sua predica alla popolazione.
Anche Dublino si prepara alla festa in maniera grandiosa organizzando una settimana di celebrazioni. 
Per chi fosse interessato al gaelico si trovano delle ghiotte informazioni linguistiche in questo sito:  http://www.bifrost.it/Lingue/Irlandese.html

15 marzo 2006

Ti rendi conto di quanto è prezioso qualcosa quando rischi di non averlo più. Ieri la società che distribuisce l'acqua in molte zone di Genova ha annunciato che avrebbe sospeso il servizio per ventiquattr'ore, dalle due del pomeriggio di ieri a quello di oggi.Troppo spesso ultimamente si sono verificati casi di tubature esplose, una anche vicino a casa mia. Ovviamente la vostra padrona di casa, forte dell'esperienze passate, prontamente ha cercato di farsi la scorta d'acqua. Avevo tre bottiglioni da cinque litri pieni, e ho riempito varie pentole, secchio per lavar per terra, bottiglie usate, bacinelle e tutto quello che potevo riempire. E mi viene in mente la mia infanzia, quando vivevo nel sud Italia e puntualmente d'estate dovevamo fare la scorta con le taniche per evitare il rischio di rimanere senza, causa siccità. Ne parlavo ieri sera con una mia cara amica del forum di Morgana ed eravamo d'accordo sul fatto che tendiamo a dare molte, troppe cose per scontate e invece non lo sono per niente. Stamattina prima di andare a lavorare sono andata a farmi gli esami del sangue da portare alla dietologa. Sono curiosa di vederne i risultati anche se so che non ci sarà niente di preoccupante, magari una lieve carenza di qualcosa forse. E recandomi al lavoro ho salutato il Sole, il fiume che scorre placido poco lontano al palazzo dov'è l'ufficio e i gabbiani che volteggiavano felici. Timidamente la primavera sta facendo il suo ingresso nella ruota del tempo. Bentornata. Avevo giusto bisogno della tua energia...

14 marzo 2006

Stamattina vedevo in tv uno di quei programmi educativi fatti apposta per i più piccoli per aiutarli nell'apprendimento dell'inglese e una delle canzoncine cantate da uno dei personaggi dava il buongiorno praticamente a qualsiasi cosa: al Sole, all'odore del cibo e alla persona riflessa nello specchio. Questo mi ha fatto riflettere. Siamo così presi dalla marea di cose che dobbiamo fare, dalla fretta di andare a lavoro in orario che non pensiamo a dire buongiorno alle cose che abitualmente ci circondano. Al caffè della colazione che è prezioso perchè ci fa svegliare, alla luce del Sole perchè senza di quello noi non saremmo vivi,a chi condivide con voi il risveglio, ai vostri animali domestici se ne avete,a voi stessi e alla gente che incontriamo. Quanto farebbe bene un bel buongiorno detto con un sorriso. Ma scommetto che se qualcuno cominciasse a farlo verrebbe guardato con sospetto, con quell'espressione del viso che significa "questo qui è pazzo".  Eppure non lo facciamo. Siamo troppo presi dai pensieri della giornata che incombe e non riusciamo a fare e a farci questa piccola coccola. E siamo anche presi dai nostri piccoli/grandi malumori e non sappiamo quanto sarebbe importante guardarci allo specchio, sorridere e dire buongiorno a te. Eppure sono due semplici parole. Per parafrasare la mia amica Fiammetta: Oggi mi gira così. Dedicato a tutti gli ospiti della mia casa...

13 marzo 2006

 Se avete appena sentito su Radio Capital la notizia della reunion dei Genesis beh sappiate che è FALSA! Li vedete questi signori ritratti nella foto? Si chiamano The Cars e saranno loro a riunirsi e a fare la famosa conferenza stampa a Los Angeles.Tutto nasce da una notizia di un giornale inglese su cui molti hanno equivocato. Uff non ne posso più. Spero con tutto il cuore che Gabriel a breve esca fuori e annunci il suo prossimo disco DA SOLISTA. NON NE POSSO PIU'!! Gabrieliani del mondo unitevi al grido: VOGLIAMO UN NUOVO DISCO. ORA. Mastro Peter per favore un piccolo segnale, non chiediamo tanto...

12 marzo 2006

Visto che mi sono stufata di avere problemi con internet explorer mi sono scaricata Firefox. Tutto ok, i collegamenti vanno veloci, ho recuperato i preferiti ma... C'E' UN MA. Qualche anima pia che passa di qui e che usa firefox mi dice COME CAZZO FACCIO A SENTIRE LA MUSICA DEL BLOG CON FIREFOX? DOVE CAZZO LI VADO A PRENDERE QUEI PLUGIN DI MERDA?? Sono lievemente arrabbiata. Mi sta facendo venir voglia di tornare con internet explorer. Mi spiegate come se fossi una bambina di cinque anni e neanche troppo sveglia? E non datemi risposte alla cazzo, sono ore che sto girando per il forum di Supporto di Firefox e non ho trovato uno schifo di risposta. Aiuto. Aiutatemi, please.

Aggiornamenti: Ho scoperto adesso che Firefox non centra una beata mazza con il mio problema perchè il player audio non si vede nemmeno con internet explorer. Allora il problema deve essere un altro...


Aggiornamenti parte seconda: RISOLTO!!!!!!! Bastava solo cambiare le impostazioni di Quick Time e ha fatto tutto da solo. Evviva!! Peccato che però adesso non potrò più sapere che brani troverò sul mio cammino quando visiterò altri blog. Va beh meglio che niente.




 

10 marzo 2006

Questo che vedete qui accanto è il libro che sto leggendo adesso. Si chiama Il vento è mia madre di Bear Heart e Molly Larkin. "Nel 1938, un giovane Creek camminò a piedi nudi in una tana di serpenti a sonagli, come primo passo della sua Iniziazione alla Via di Medicina. Dopo sessant’anni, questo vecchio Saggio chiamato Cuore d’Orso, Uomo Medicina e rispettato Anziano della sua tribù, racconta la sua storia. Una rara combinazione di applicazioni pratiche e verità universali. Il messaggio di Bear Heart (Cuore d’Orso) è allo stesso tempo mistico e pratico, è la testimonianza di una vita vissuta così intensamente che la sola lettura di questo libro può trasformare le persone, ispirandole a valori più genuini ed elevati. Bear Heart ci comunica che la saggezza tradizionale delle tribù può essere un prezioso strumento di guarigione spirituale, mentale ed emotiva per il mondo moderno. Attraverso racconti ispiranti, esempi pratici e aneddoti a volte curiosi o umoristici, questo indiano Creek impartisce il suo insegnamento semplice ed essenziale, ripercorrendo le tappe della sua vita di Uomo Medicina." (informazioni prese direttamente da sito www.saggezzapellerossa.it) Ci sono delle cose davvero interessanti e vari spunti di riflessioni. Ce n'è uno che mi ha colpito in maniera particolare. Bear Heart dice che la preghiera più bella che ha ricevuto è stata fatta da un suo nipote: "Prego il Grande Spirito di mantenere mio zio in salute e che posso godere delle gioie della vita". Solitamente chi lo conosce e chi è stato aiutato da lui prega perchè stia bene e possa continuare ad aiutarli. Invece il nipote aveva capito che speso anche i cosiddetti uomini medicina si stancano e vorrebbero riposare e godere delle piccole cose quotidiane e ha pregato il suo dio affinchè questo possa realizzarsi. Mi ha fatto riflettere perchè alcuni esseri umani sono così: pregano la divinità in cui credono solo nei momenti di difficoltà, nei momenti di buio invocando aiuto. Invece dovrebbero farlo anche quando stanno bene e sono felici. Solo per ringraziare di stare bene. Sarò una strega alle prime armi ma ringrazio sempre la Dea quando mi succede qualcosa di positivo. Ieri l'ho ringraziata per la bellezza della giornata, per l'energia del Sole che mi arrivava ad asciugare la schiena. Devo ancora imparare però a ringraziarla anche nei momenti bui perchè in essi si nascondono delle lezioni. Questo è più difficile...

9 marzo 2006

 C'è un motivo per cui vi faccio sentire questa canzone(a parte il fatto che è splendida): oggi sono passati otto anni da quel triste giorno in cui mio padre è morto. Ovviamente andrò a fare visita alla sua tomba nel cimitero anche se non è proprio la stessa cosa di averlo vivo e accanto a me. Quando ha incontrato per la prima volta mia madre è stato come un colpo di fulmine: ha capito che lei era la donna con cui voleva trascorrere il resto dei suoi giorni e l'ha amata fino all'ultimo, anche quando la sua mente era gravata dalla malattia. E' stato un padre meraviglioso anche con i suoi difetti, anche con la sua gelosia, a tratti soffocante, verso le sue donne. Ha sempre fatto tutto il possibile per far stare bene i suoi figli in un modo o nell'altro. Ho dei bellissimi ricordi di infanzia trascorsi in cammino sulla sua testa, a vederlo chino con la matita in mano e l'immancabile settimana enigmistica a risolvere i quesiti più astrusi oppure immerso nei libri di matematica ad aiutarmi nei compiti. Quello che non sapeva lo andava a cercare nell'enciclopedia. Era anche un gran lavoratore e, nei pochi anni di salute durante la pensione, amava costruire con le sue mani oggetti di legno. Ho una scrivania, due librerie e un mobiletto in casa fatti da lui. E ci sono altre cose che non riesco a raccontarvi, cose impalpabili, ricordi di vita quotidiana e di litigi che, a saperlo, avrei evitato. E la bellezza di sapere che in fondo non eravamo poi così diversi. Spero che tu stia bene e che tu sia con la mamma, ovunque ti trovi. I'm still your child. Sono sempre la tua piccola. Con infinito amore, K.

8 marzo 2006

In questo giorno faccio tantissimi auguri alle donne, e quindi anche a me stessa, ricordandoci/vi che noi siamo la Dea. Dedicato a tutte noi: madri, mogli, figlie, sorelle. A tutte quelle che ancora non sanno cosa vuol dire stare alla pari dell'uomo, a tutte quelle che vivono o sono vissute in realtà tribali e umilianti, sottomesse, stuprate(in tutti i modi: nel fisico e nella mente) ancora prigioniere di un mondo che ha paura del nostro potere. E per chi ancora non sapesse com'è nata questa festa ci pensa la vostra padrona di casa a ricordarvelo:  l'8 marzo - paradossalmente - ricorda una giornata molto triste. Nel 1908 infatti alcune operaie dell'industria tessile Cotton di New York organizzarono una protesta contro le terribili condizioni lavorative che venivano loro imposte.
La manifestazione si protrasse per giorni, l'8 marzo però, il proprietario dell'industria, Mr. Johnson, fece chiudere le scioperanti all'interno della fabbrica e vi appiccò un incendio. Persero la vita arse dalle fiamme ben 129 operaie. L'unica colpa di queste donne era stata quella di lottare per ottenere delle condizioni di vita più dignitose.
Col tempo questa data è venuta ad assumere un significato estremamente forte, dovrebbe cioè ricordare a tutto il mondo i sacrifici, le difficoltà e gli abusi che le donne hanno subito nel corso dei secoli per riuscire ad affermare, riscattandole, dignità, libertà ed emancipazione. Noi donne occidentali avendo la fortuna di poter festeggiare l'8 marzo (pensiamo per un attimo alle povere donne orientali) diamo ovviamente per scontati tali traguardi. E l'8 marzo serve proprio per questo, per ricordarci il tributo di sangue versato dalle donne nella lotta contro la miseria e lo sfruttamento per diffondere ed affermare nel mondo il grande ideale dell'emancipazione femminile.

7 marzo 2006

Il mio personale Oscar della pernacchia va al servizio sanitario austriaco. Perchè? Leggete qui: "VIENNA (Austria) - Tre gatti, tutti ancora vivi, sono risultati positivi al ceppo mortale della malattia H5N1 in Austria. Lo ha dichiarato Hans Seitinger, ministro regionale dell’Agricoltura della Stiria - lo stato federato al confine con la Slovenia - all’emittente austriaca Orf . Lo stesso Seitinger ha spiegato che i tre gatti contaminati dal virus dell'influenza aviaria vengono dal rifugio per animali «Arca di Noè» di Graz, capoluogo della Stiria, lo stesso istituto dove a febbraio scorso un cigno aveva verosimilmente infettato 13 altri volatili, tra cui due polli. La notizia dei gatti positivi al virus ha gettato il panico tra gli amanti di questi animali, che hanno iniziato a temere possibili azioni di soppressione sul modello di quelle avviate per polli, tacchini e altri volatili in diversi Paesi d'Europa. Nella serata di lunedì è però giunta una buona notizia che dovrebbe contribuire a rasserenare gli animi: due dei tre felini sarebbero riusciti a vincere la battaglia contro l'influenza aviaria e i loro organismi sarebbero riusciti a sbvarazzarsene autonomamente. La comunicazione è arrivata dall'Agenzia federale per la sicurezza alimentare austriaca. Il portavoce, Oscar Wawschinek, ha detto che in base ai nuovi test, un solo gatto sembra ancora contaminato. «Continuiamo comunque a fare i verifiche», ha aggiunto. "  Ovviamente la vostra padrona di casa sta gongolando. Voglia la Dea che rivedano quel barbaro provvedimento...

6 marzo 2006

Odio i lunedì. Odio dovermi svegliare presto alla mattina. Ora capisco che il fatto di alzarsi presto è una cosa atavica che ci portiamo dietro da quando non c'era la luce elettrica e quindi c'era la necessità di sfruttare appieno ogni briciolo di luce del Sole disponibile della giornata. Ma adesso  potremmo anche smettere di alzarci a ore antelucane e spostare il grosso del lavoro al pomeriggio o alla sera. Non si sarà capito ma io adoro la notte. Mi piace quella magica tranquillità e quella delicata atmosfera che si trova solo in quella fase del giorno (e, raramente, anche quando c'è la neve). Ho trovato un modo per poter scrivere e stare su internet pur rimanendo sdraiata a letto. le studio tutte per la mia povera schiena malandata. E finalmente dopo tanto tempo riesco anche ad andare a mangiare a casa di Davide. Vi sembreranno piccole cose ma per me sono il mondo. Stamattina sull'autobus facevo come i gatti che si spalmano dove c'è un briciolo di Sole. Un bel calore gradevole, simpatico, corroborante. Non pensavo di poterlo dire proprio io, lunare come sono. La Dea mi sta insegnando che non lo devo disprezzare che anche lui ha delle qualità e serve anche a me. Ho festeggiato in sordina Imbolc ma vorrei non farmi sfuggire Ostara. Prima o poi vi parlerò anche di questa festività ma a tempo debito. Ora è ancora presto.


P.S. Oscar per miglior lungometraggio di animazione: Wallace & Gromit: la maledizione del coniglio mannaro. Evvai!!

5 marzo 2006


  Sono arrabbiata, delusa e schifata. Perchè? Leggete questo breve articoletto che ho trovato nel sito ufficiale dell'Enpa: "L’Enpa protesta formalmente per la decisione presa dal Governo regionale del Meclemburgo, la zona che ha giurisdizione sull’isola di Ruegen, di autorizzare l’uccisione di massa di cani e gatti randagi. Migliaia di animali rischiano di finire nel mirino delle doppiette degli abitanti della Regione, che hanno la possibilità di eliminare cani e gatti sani come se questo risolvesse il rischio dell’aviaria.
Oggi è stata inviata dall’Ufficio Relazioni Internazionali dell’Enpa all’ambasciatore della Germania una formale richiesta di fermare le doppiette che potrebbero causare un danno irreparabile alla fauna tedesca. I rischi di un contagio attraverso cani e gatti, se le dovute precauzioni saranno prese per tempo, sono minimi; ma il Meclemburgo preferisce optare per un massacro piuttosto che interessarsi a soluzioni incruente, come potrebbe essere il vaccino per gli animali. L’Enpa ribadisce l’assurdità e la crudeltà dell’uccisione di animali sani, dettata non da una strategia di prevenzione, ma dalla paura del contagio che sta causando più danni dello stesso virus." Ma stiamo scherzando?? Pura follia. Ma quando mai l'umanità finalmente diventerà matura? Temo mai.

4 marzo 2006

 


Questi che vedete qui sopra sono il mio bottino di oggi alla fiera. Li andrò presentando per chi non è addentro nel campo. Si tratta di: 45 gg edizione Uk del singolo di I don't remember; The Barry William Show edizione promozionale con TBWS adulterated version (ossia versione censurata per il pubblico americano con le parti scabrose incise al contrario)e l'ultimo potete leggerlo da soli. Dite pure che sono maniaca. Alla fine mi sono trasferita a dormire in camera da mia madre e, dopo il primo momento con un pò di problemi per i cattivi ricordi, poi sono crollata addormentata. Mi sono risvegliata l'indomani con la schiena che ancora mi ringraziava. Stasera Davide e io volevamo vedere Il castello errante di Howl ma la copia che avevo era difettosa. Adesso sto cercandone una un pò migliore. Così abbiamo ripiegato su "La sposa cadavere" di Tim Burton. Se non l'avete ancora visto fatelo perchè merita. Mi lamentavo che non esistevano più film ben girati con belle storie e bei personaggi ma mi sbagliavo. Ne fanno sempre meno ma grazie alla Dea esiste ancora qualcuno che possiede ancora il tocco magico. Grazie mille Tim e continua pure così.

3 marzo 2006


Visto che oggi proprio sono priva di qualsiasi ispirazione preferisco parlarvi di un'iniziativa creata dalla mia amica Barbara. Se pensate di essere dei buoni narratori questo fa per voi. (Ovviamente io mi limito a segnalare essendo una pessima narratrice...)





 


 


 


sodaFreon 

Scrivete? Sapete scrivere? Chi ve lo dice che sapete scrivere, vostra madre? Vostro fratello o qualche vostro amico che legge tanti libri? Ci tenete così tanto? Che cos’è che vi fa dire che un racconto è bello, non uno scritto da qualcun altro, ma uno dei vostri, dopo che ci avete passato su qualche giorno, magari qualche mese, dopo che nel frattempo siete stati influenzati da mille letture, dopo che siete stati lesi nel coraggio e nella costanza. Ma guardatevi! Vi siete mai visti allo specchio quando finite di scrivere un racconto? E va bene, facciamo finta che il racconto stia scritto bene, facciamo finta che non ci siano troppe parole fuori posto, magari con un’aggiustatina diventa davvero qualcosa che vale la pena di non ritoccare, va bene, cosa ne fate? Ne volete scrivere altri? Li volete raccogliere insieme per mandarli a qualche editore? Fatelo pure, viviamo in un mondo libero, liberi di credere, liberi di scrivere, liberi di mandare e rimanere per mesi in trepidante attesa…e se qualcosa andasse storto? Se non venite nemmeno ricontattati? In effetti non accade più tanto spesso, grazie all’Internet e alle e-mail anche l’editore più distratto vi manderà un messaggio di avvenuta ricezione del manoscritto. E se invece non venite presi in considerazione da nessuno? Chi lo ha detto che tutti i pugili sono campioni? Chi lo ha detto che tutti gli schermidori sono campioni? Ma a voi, va soltanto di scrivere o va anche di raccontare, o addirittura di narrare? Se volete pubblicare un libro dovete scrivere, avere pazienza, essere umilmente presuntuosi, poco supponenti e instancabili. Pubblicare sul blog del Collettivo SODA è un po’ più semplice e vi darà qualche soddisfazione, quella di avere qualche lettore che non farà differenza tra il vostro file RTF e una pagina profumata, ad esempio. Allora, Prima Regola. Il Collettivo SODA riceve un racconto a persona, non mandateci file zippati contenenti la vostra raccolta di racconti, siamo umani e non potremmo leggerli assolutamente, ricordate che siamo soltanto amici che intendono restare tali, Sodali e null’altro, ricordate che lo facciamo per passione, ricordate che con noi non si va da nessuna parte se non sul blog del Collettivo SODA, ma una volta lì sopra vi assicuriamo di una cosa: saremo così felici di essere assieme a condividerci per una volta che qualcosa, di sicuro, sarà cambiata. Seconda Regola. Mandateci il racconto in un file RTF e alla fine del racconto allegate una scheda di lettura di un romanzo (di tutti i tempi, di qualunque autore, di qualunque paese e editore). Se non mandate insieme al racconto una scheda di lettura di un qualunque romanzo noi apriamo il file, vediamo che non c’è nulla in coda e lo cestiniamo. Non prendeteci in giro. Ci sono alcuni di noi che passano intere giornate a spulciarsi le recensioni su Ibs per avere qualcosa di cui parlare ai tavolini del Circolo Tennis. Terza Regola. Scrivete come volete ma, nei commenti del blog, non offendetevi e non offendeteci, nessuno di noi ha tempo da perdere e il tempo che passiamo qui è rubato a quello che potremmo passare con qualcun altro, non fate a gare di cretinaggine scadendo nelle libere elucubrazioni dei vostri attributi, non approfittate del fatto che non vi conoscete per dirvele di santa ragione, non assumetevi sulle vostre spalluccie il carico di ideologie e teorie e concettualizzazioni, altrimenti sarete ricordati dal Collettivo SODA come maleducati di prima classe, c’è un limbo per voi in ogni luogo. Quarta Regola. A forza di leggere e leggervi e leggerci e leggere gli altri vi accorgerete che c’è sempre da imparare, altrimenti non sareste mai passati di qui. Quinta ed Ultima Regola. Noi vi scegliamo, vi pubblichiamo sul blog del Collettivo SODA presentando i vostri racconti e dicendo perché ci sono piaciuti e perché abbiamo deciso di pubblicarli, faremo ciò con una calma che vi sembrerà tesa ai limiti della disperazione, e questo perché quando le cose vengono fatte in fretta si dimentica sempre qualcosa e a noi non va di dimenticare nulla.


www.rael-is-real.org/soda             collettivosoda@gmail.com



 

2 marzo 2006


Cari concittadini genovesi, ve lo ricordate? L'anno scorso nella notte tra il 2 e il 3 marzo è venuta giù tanta di quella neve che ci ha lasciato veramente basiti e ha bloccato la città. Questa casa ancora non era stata costruita e io ero in mezzo nei casini più neri della malattia di mia madre. E da scema quale ero ho persino tentato di raggiungere il centro di riabilitazione. Sono arrivata fino alla Stazione Principe e li ho trovato il casino totale. Ma ho avuto modo di godermi la neve da sola. Io adoro questo elemento, riesce a rendere una città solitamente sporca e inquinata un gioiellino candido. Ringrazio Placida Signora per avermi ispirato questo post. E ora vi parlo di me: ieri sera sono stata dal medico per sapere cosa fare della schiena. Come il medico che mi fa l'agopuntura anche lui è dell'avviso che non è il caso che mi operi e mi consiglia di fare ginnastica dolce in assenza di peso. Ossia in acqua. Intanto ieri pomeriggio ho telefonato ad una piscina a Sestri per sapere se fanno acquagym. A dir la verità mi hanno un pò spaventato: mi hanno detto che è fatta per chi ha un pò di dimestichezza con l'acqua e per quelli che hanno paura di non toccare. Glòm e io che non so nuotare?? Comunque la prima lezione di prova è gratis. Menomale. Così una sera la mia amica Daniela e io andremo a provare questa benedetta acquagym. Devo ancora comprarmi cuffia e ciabatte. E pregare la Dea che il costume che ho trovato mi stia ancora.  Oltretutto dovrò cambiare letto. Mi ha detto che ci vuole rete a doghe e materasso in lattice. Il materasso ce l'ho ma ho una rete normalissima. Sto ponderando l'idea di trasferirmi in camera di mia madre. Però non so, non me la sento. Quel letto ha troppi brutti ricordi per me. Però la decisione la devo prendere, e in fretta, per non rischiare di peggiorare le cose. Mi sa che ho bisogno di aiuto..

1 marzo 2006







Ho notato con piacere che qualche volta è utile e necessario fare la voce grossa. E le conseguenze non sempre sono disastrose: ieri sera Davide mi ha chiesto scusa per come si è comportato domenica. Forse non si aspettava una reazione così aggressiva da parte mia. Inoltre mi ha portato un pacchetto di caramelle senza zucchero: sa che sono a dieta ma mi ha portato lo stesso una ventata di dolcezza. Vi sembrerà un regalo banale ma per me non lo è per niente. Ok ora vi parlo dell'avvistamento di uno strano telefilm sulle reti di Rai due. Qui accanto ne vedete la locandina: 4400 è, precisamente, il numero di individui che in circostanze e con modalità misteriose appare improvvisamente lungo le rive di un lago del Nord Ovest degli Stati Uniti d’America. Tutto ha inizio quando una cometa cambia bruscamente rotta e si dirige verso la Terra. L’impatto sembra imminente, ma l’astro plana dolcemente sulle acque. Da qui iniziano le sorprese, poichè da un fascio di luce accecante emergono 4400 persone, di età differente (da pochi mesi a 60 anni), che, nell’arco di cinquant’anni sono scomparse e quindi sono state considerate morte. Per loro sembra che il tempo non sia mai passato, sia per quel che riguarda l’aspetto fisico che per ciò che concerne la memoria. In realtà qualcosa é cambiato. Essi scoprono presto di avere poteri speciali: una forza sovrumana, la capacità di guarire le ferite, doti di chiaroveggenza. Per studiare il fenomeno viene istituita una nuova divisione dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale, la NTAC (National Threat Assessment Command), capeggiata da un investigatore specializzato in crimini, Tom Baldwin, (Joel Gretsch) e da un biomedico, Diana Skouris (Jacqueline McKenzie). Il coinvolgimento di Tom é molto personale: suo nipote Shawn é uno dei 4400. Analizzando ogni singolo individuo, Tom e Diana faranno luce su ciò che é successo. I 4400 non sono stati rapiti dagli alieni ma da esseri umani che vivono centinaia di anni avanti nel futuro, che hanno deciso di rimandare tutti sulla Terra nel tentativo di salvare la razza umana da un ignota e distruttiva minaccia.  Strano che la Rai programmi nella stessa settimana del Festival di Sanremo un prodotto così interessante. Ovviamente nelle serate di lunedì e martedì sono stati bruciati tutti gli episodi della prima serie. Hanno iniziato a girare la seconda serie a gennaio di quest'anno e penso che in America arriverà in primavera. A quando qui in Italia non si sa. Lasciatemi fare una considerazione personale: ovviamente fa parte di tutta una serie di telefilm figli e nipoti di X-files. Però devo dire che l'escamotage del ritorno dal futuro è abbastanza intrigante e inatteso. Bravi autori. Peccato però che ho dovuto perdermi "28 giorni dopo" di Boyle per motivi di orario impossibile. Ovviamente Italia uno si è guardata bene di informare i suoi spettatori che l'avrebbe trasmesso. A saperlo avrei programmato il videoregistratore. Peccato.