27 luglio 2006



Tra le varie considerazioni che faccio su me stessa ce n'è una in particolare su cui sto riflettendo da ieri sera. E' la mia presunzione di ritenermi in grado di poter essere d'aiuto ai miei amici quando, di fatto, non riesco nemmeno ad aiutare me stessa. E non riesco a capire il perchè sono sempre pronta ad ascoltare, a cercare di dare conforto a chi mi sta vicino. Mi chiedo quale mio recondito bisogno sta cercando di colmare con questo. Forse è tutto derivato dal fatto che quando ho sofferto veramente mi sono sempre sentita sola, senza nessuno disposto ad ascoltarmi veramente, sempre circondata da gente con la tendenza a minimizzare la mia sofferenza, il mio disagio interiore. Inoltre per molto tempo ho pensato anche di essere l'unica a soffrire quando poi mi sono resa conto che non era così. Probabilmente è questo che mi spinge ad aiutare i miei amici, quando posso. Evidentemente non sopporto l'idea che possano sentirsi soli come lo sono stata io. Però lo faccio in piccolo, solo per una ristretta cerchia di persone con cui mi ritengo legata a doppio filo. Fossi davvero buona e altruista ascolterei chiunque, non importa se mi trovassi davanti a degli estranei o degli amici. Molto probabilmente avrei fatto davvero psicologia e starei in uno di quei centri d'ascolto tipo telefono amico. E invece no. Non è così. Ci sono delle volte che non mi capisco davvero...

2 commenti:

timetable ha detto...

Argomento complesso. Ci sono fiumi di letture sulle fantasie riparative degli individui, ma mi astengo dal fare lezioncine di psicologia che tanto non è la sede giusta e nemmeno ti servono in questo momento.
Parlerò invece basandomi sulla mia esperienza personale. Credo che il biosgno e l'attitudine ad ascoltare gli altri e mostrarsi disponibili nei loro confronti in caso di necessità sia da legare ad un grado di sensibilità personale e alle esperienze passate soprattutto in ambito familiare.
Anch'io ho questa tendenza, a volte mi presto ad ascoltare le pene degli altri anche se non ne ho voglia in quel momento oppure sono molto impegnata. Raramente dalla mia bocca esce la frase: Adesso ho da fare, ci sentiamo più tardi.
E' un istinto molto forte che fa mettere il resto in secondo piano.
Posso dire che secondo la mia esperienza si sta molto male seguendo questo istinto in maniera assoluta.
Spesso dall'altra parte ci si abitua a chiedere, chiedere senza rendersi conto che l'altro può non essere disponibile a dare. Raramente questo comportamento è valorizzato e credo abbia conseguenze negative sull'autostima. La mia autostima tende allo zero infatti!;-PP
Bisognerebbe trovare un equilibrio tra il prendersi cura degli altri e prendersi cura di se stessi.
A questo proposito c'è una lettura che posso consigliarti: M.Foucault "La cura di sé".

Vabbè, ho scritto cose poco confortanti ma in genere preferisco scrivere ciò che penso sinceramente invece che dare inutili pacche sulle spalle(che almeno su di me non hanno effetto!)!
Ciao!

Spesso e volentieri

timetable ha detto...

Ehm...l'ultima frase sta lì per errore!:-PPP