15 settembre 2006

Ho appena finito di leggere questo incantevole libro. La trama: Georg Røed ha quindici anni e conduce una vita tranquilla, come la maggior parte dei suoi coetanei. Ma un giorno trova una lettera che suo padre gli aveva scritto prima di morire e che aveva poi nascosto, affinché il figlio la potesse trovare una volta grande. In questa lettera il padre, Jan Olav, racconta la storia della "ragazza delle arance", una giovane con un sacchetto di arance incontrata un giorno per caso su un tram di Oslo e subito persa. Per Jan è un colpo di fulmine. Georg si appassiona a questo racconto, che si accorge riguardarlo molto da vicino e che pian piano gli svela ciò che è accaduto prima della sua nascita; un racconto attraverso il quale la voce del padre lo raggiunge da lontano facendolo riflettere sul senso della vita.  Se vi sto parlando di questo libro primo è perchè ve lo voglio consigliare. Secondo perchè pone una domanda davvero interessante a cui credo pochi saprebbero davvero dare una risposta. Cito: "Immagina di trovarti sulla soglia di questa favola, in un momento non precisato di miliardi di anni fa, quando tutto fu creato. Avevi la possibilità di scegliere se un giorno avresti voluto nascere e vivere su questo pianeta. Non avresti saputo quando saresti vissuto, e non avresti neppure saputo per quanto tempo saresti potuto rimanere qui, ma non si trattava comunque più di qualche anno. Avresti solo saputo che, se avessi scelto di venire al mondo un giorno...(cut)a tempo debito allora avresti dovuto staccarti da esso e lasciare tutto dietro di te. (cut) Avresti scelto di vivere un giorno una vita sulla terra, breve o lunga, dopo centomila e cento milioni di anni? (cut)Oppure avresti rifiutato di partecipare a questo gioco perchè non accettavi le regole?" Non avrei partecipato. La mia risposta è questa. Ora giro a voi la domanda.

2 commenti:

LauraGDS ha detto...

questa domanda me la pongo sempre e sono convinta di aver scelto cosa portarmi dietro che potesse essermi utile. A volte ci sono dei momenti su e dei momenti giù, ma è come andare sull'altalena: è proprio lì che sta il bello.
Si io ho accettato tutte le regole e sono felice di partecipare a questo gioco che si chiama "La Vita"

LauraGDS ha detto...

questa domanda me la pongo sempre e sono convinta di aver scelto cosa portarmi dietro che potesse essermi utile. A volte ci sono dei momenti su e dei momenti giù, ma è come andare sull'altalena: è proprio lì che sta il bello.
Si io ho accettato tutte le regole e sono felice di partecipare a questo gioco che si chiama "La Vita"