18 settembre 2006



Si può vedere un film in due tempi? Si può ed è quello che è accaduto a me. Sabato sera, complici il mio mal di schiena e un tempo schifoso, Davide e io ci siamo finiti di vedere questo film. E' triste, pesante, porta a riflessioni terribili. Sconsigliato a persone particolarmente sensibili. Ovviamente io faccio tutto il contrario di quello che consiglio. Lo sapete sono masochista inside. Trama e recensioni copiati e incollati dai seguenti siti: http://www.cinefile.biz/requiem.htm,
http://cinema.castlerock.it/recensioni.php/id=201: A Coney Island si incrociano le vite dannate di quattro personaggi. Sara è una casalinga senza più molto da chiedere alla vita. Un giorno riceve la telefonata di una stazione televisiva che la invita in trasmissione, e la sua esistenza ne rimane sconvolta. Harry è il figlio di Sara: è un tossico che cerca in tutti i modi di fare soldi per avere finalmente un vita decente. Decide di rubare e rivendere il televisore della mamma per investire i soldi in un pacchetto di eroina pura da smerciare sulle strade e andarsene da Brooklyn. Tyrone è il socio di Harry, quello che ha i contatti con gli spacciatori e cerca di limitare l'uso personale dell'eroina che i due dovrebbero vendere. Solo che il fatto di essere un tossico nero non gli rende certo la vita facile. Maryon è la fidanzata di Harry. Anche lei è una tossica all'ultimo stadio, una di quelle davvero pronte a tutto per una dose. Al suo fianco ci vorrebbe qualcuno con un po' di sale in zucca, ma la tendenza all'autodistruzione di Harry (e di se stessa) la porta al punto più basso di tutta la sua vita, proprio quando le cose sembravano potersi mettere al meglio. Darren Aronofsky , il regista, fotografa una realtà straniata, attraverso immagini disturbanti e potenti. Un montaggio frenetico ci porta dentro le vene dei protagonisti, seguendo il percorso delle droghe che arrivano dritte al cervello e danno vita a visioni allucinanti e paurose: frigoriferi che camminano, set televisivi trasferiti nel salotto di casa, viaggi extracorporei, desideri che diventano incubi persecutori, il film è un campionario di allucinazioni visive che stordiscono e (s)travolgono. Aronowsky utilizza benissimo tutti i mezzi a sua disposizione (montaggio, musica, effetti speciali, sonoro, attori in stato di grazia) e confenziona un'opera di grandissimo valore etico. Un film contro la droga, contro la Tv, contro ogni forma di dipendenza che aliena la mente e annulla l'individuo in quanto essere pensante.

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