10 dicembre 2006

Il labirinto del fauno


Ieri pomeriggio la vostra padrona di casa si è concessa un piacere che erano anni che non si concedeva: andare al cinema. La mia idea iniziale era quella di vedere "I figli degli uomini", ma non ho fatto in tempo. Grazie alla recensione di una persona su un forum a cui sono iscritta ho ripegato su "Il labirinto del fauno". Inanzitutto sono arrivata e l'odore intenso del pop corn mi ha invaso le narici. Impossibile resistere ad uno dei richiami olfattivi più potenti che una golosa come me conosca. Infatti in men che non si dica avevo il mio pacchetto in mano e di tanto in tanto ne sbocconcellavo un pò. Sono stata la prima ad entrare e per un buon cinque minuti avevo la sala tutta per me. Mentre attendevo in sottofondo c'era Elisa e mi sono messa a canticchiare. Ora il film. Recensione di Valerio Sammarco travato sul sito Cinematografo: "Spagna, 1944. La piccola Ofelia (Ivana Baquero) si trasferisce con la mamma incinta (Ariadna Gil) nella tenuta del secondo marito di lei, il severo e autoritario Vidal (Sergi Lopez), capitano dell’esercito franchista. La nuova vita è insopportabile per la bambina che, di lì a poco, troverà rifugio in un misterioso labirinto vicino la grande casa. Sarà il guardiano dello stesso, un Fauno, a svelarle che proprio lei è la principessa smarrita di quel magico regno e che per tornare in possesso della verità dovrà superare tre difficilissime prove. "Il potere dell’innocenza supera ogni male" è il sottotitolo quanto mai adeguato de Il labirinto del fauno, film che Guillermo Del Toro (alla sesta regia) ha portato allo scorso Festival di Cannes, ora in lizza per il Messico alle prossime nomination Oscar per il Miglior Film Straniero, suggestivo dramma che trova nell’equilibrio bidimensionale di reale e fantasy il suo miglior punto di forza. Traendo ispirazione dai “dipinti neri” di Goya e, soprattutto, dalle opere dell’illustratore Arthur Rackham, Del Toro mette in scena uno spaventoso e favolistico mondo dove il buio e il mistero, l’orrore e il surrealismo (si pensi al quanto mai inquietante Uomo Pallido…) si contrappongono alla luminosità e alla solo apparente razionalità dell’universo reale, questo sì governato da terribili mostri (il capitano Vidal interpretato da un superlativo Sergi Lopez) e “orrori con la O maiuscola” (come li definisce il regista stesso), quali il fascismo spagnolo all’indomani della Guerra Civile." In certi punti è stato anche insostenibile nella sua crudezza ma tutto sommato l'ho trovata una favola secondo traadizione con tanto di morale. Sono uscita dalla sala con uno splendido sorriso e una carica fenomenale. Ecco cosa intendo con un film con una bella storia che aspetta solo di essere raccontata. E il bello è che il regista non ha avuto bisogno di effetti speciali particolari per le parti più visionarie...

2 commenti:

raggiox ha detto...

Io "I fgili degli uomini" l'ho visto, non male, ma mi hai fatto venire la voglia di andare a vedere anche questo... provvederò al più presto. Ciao Ciao.

NeuroEnoch ha detto...

ci sto facendo un pensierino pure io...
Ave...