31 marzo 2007

Chiodi da nove pollici


Domani è il grande giorno, domani vado a vedere i Nine inch nails. Se sopravvivo vi racconterò tutto quanto. Oh mamma non vedo l'ora...

30 marzo 2007

Smisurata preghiera.


Una splendida canzone dei Soulsavers recita: "Gesù non voglio morire solo". Potrei dire la stessa cosa: Dea, io ti invoco, non voglio morire sola. Perchè dico questo? Vi sembrerà stupido non riesco più a vedere i Simpson. Ogni volta che provo a rivederli c'è qualcosa che mi guasta la visione e che mi intristisce. Nell'episodio di oggi Marge perde la memoria e alla fine riesce a ricordarsi di tutto, tranne di suo marito. Così le sorelle pensano che sia una buona occasione per farle trovare un tipo che loro pensano sia giusto per lei. Ne trova uno che sembra perfetto ma alla fine poi questo scappa non appena lei accenna ai figli. Quello che Homer Simpson dice di sua moglie è talmente bello che sono crollata, sono scoppiata a piangere. Non chiedo molto. Spero di non diventare una persona amara come mia zia e, come ho esordito, spero di non morire sola. Anche se su quest'ultima non ci conto troppo...

Smisurata preghiera.


Una splendida canzone dei Soulsavers recita: "Gesù non voglio morire solo". Potrei dire la stessa cosa: Dea, io ti invoco, non voglio morire sola. Perchè dico questo? Vi sembrerà stupido non riesco più a vedere i Simpson. Ogni volta che provo a rivederli c'è qualcosa che mi guasta la visione e che mi intristisce. Nell'episodio di oggi Marge perde la memoria e alla fine riesce a ricordarsi di tutto, tranne di suo marito. Così le sorelle pensano che sia una buona occasione per farle trovare un tipo che loro pensano sia giusto per lei. Ne trova uno che sembra perfetto ma alla fine poi questo scappa non appena lei accenna ai figli. Quello che Homer Simpson dice di sua moglie è talmente bello che sono crollata, sono scoppiata a piangere. Non chiedo molto. Spero di non diventare una persona amara come mia zia e, come ho esordito, spero di non morire sola. Anche se su quest'ultima non ci conto troppo...

29 marzo 2007

I have the touch.

Girando per i blog ho trovato queste bellissime parole. E' esattamente quello che ho capito finora nonostante tutto il dolore che, a volte, mi è arrivato.
"Le persone entrano nella vostra vita per una ragione, una stagione o per una vita intera.Quando capirete quale di questi ognuno di loro è, allora saprete cosa fare per quella persona.
Quando qualcuno entra nella vostra vita per una RAGIONE, accade di regola per incontrare una necessità che voi avete richiesto. Sono arrivati per assistervi in un momento di difficoltà, per fornirvi una guida e un supporto, per aiutarvi fisicamente, emozionalmente o spiritualmente. Possono sembrare inviati dall’Alto ed infatti lo sono. Essi sono lì per la semplice ragione che voi avete bisogno che essi ci siano.
Allora, senza nessun errore da parte vostra o senza nessun fatto sconveniente, questa persona dirà o farà qualcosa che porterà a terminare la vostra relazione.
A volte muoiono. A volte se ne vanno via. A volte si comportano male e vi costringono a prendere una posizione.
Ciò che noi dobbiamo capire è che i nostri bisogni sono stati raggiunti, i nostri desideri realizzati e il loro lavoro è stato concluso. La preghiera che avete invocato ha ricevuto risposta ed ora è giunto il tempo di andare avanti.
Alcune persone entrano nella vostra vita per una STAGIONE, perché è arrivato il vostro turno di condividere, crescere o imparare. Essi vi portano un’esperienza di pace oppure vi fanno ridere. Possono insegnarvi qualcosa che non avete mai fatto. Di solito vi danno un incredibile gioia.
Credeteci, è vero! Ma soltanto per una stagione.
Le relazioni che durano UNA VITA vi insegnano lezioni per la vita, cose che dovete costruire per avere delle solide fondamenta emotive. Il vostro compito è di accettare la lezione, amare la persona e mettere in pratica ciò che avete imparato in tutte le vostre altre relazioni o aspetti della vostra vita.
Grazie per essere parte della mia vita, sia che siate qui per una RAGIONE, per una STAGIONE o per TUTTA LA VITA."
(Senza parole. Grazie ancora a tutti voi)

I have the touch.

Girando per i blog ho trovato queste bellissime parole. E' esattamente quello che ho capito finora nonostante tutto il dolore che, a volte, mi è arrivato.
"Le persone entrano nella vostra vita per una ragione, una stagione o per una vita intera.Quando capirete quale di questi ognuno di loro è, allora saprete cosa fare per quella persona.
Quando qualcuno entra nella vostra vita per una RAGIONE, accade di regola per incontrare una necessità che voi avete richiesto. Sono arrivati per assistervi in un momento di difficoltà, per fornirvi una guida e un supporto, per aiutarvi fisicamente, emozionalmente o spiritualmente. Possono sembrare inviati dall’Alto ed infatti lo sono. Essi sono lì per la semplice ragione che voi avete bisogno che essi ci siano.
Allora, senza nessun errore da parte vostra o senza nessun fatto sconveniente, questa persona dirà o farà qualcosa che porterà a terminare la vostra relazione.
A volte muoiono. A volte se ne vanno via. A volte si comportano male e vi costringono a prendere una posizione.
Ciò che noi dobbiamo capire è che i nostri bisogni sono stati raggiunti, i nostri desideri realizzati e il loro lavoro è stato concluso. La preghiera che avete invocato ha ricevuto risposta ed ora è giunto il tempo di andare avanti.
Alcune persone entrano nella vostra vita per una STAGIONE, perché è arrivato il vostro turno di condividere, crescere o imparare. Essi vi portano un’esperienza di pace oppure vi fanno ridere. Possono insegnarvi qualcosa che non avete mai fatto. Di solito vi danno un incredibile gioia.
Credeteci, è vero! Ma soltanto per una stagione.
Le relazioni che durano UNA VITA vi insegnano lezioni per la vita, cose che dovete costruire per avere delle solide fondamenta emotive. Il vostro compito è di accettare la lezione, amare la persona e mettere in pratica ciò che avete imparato in tutte le vostre altre relazioni o aspetti della vostra vita.
Grazie per essere parte della mia vita, sia che siate qui per una RAGIONE, per una STAGIONE o per TUTTA LA VITA."
(Senza parole. Grazie ancora a tutti voi)

28 marzo 2007

WE HAVE WON!!


WE ARE THE CHAMPION MY FRIEND!!
Ebbene si sono riuscita a mettere le mie luride zampacce sul biglietto per i Nine inch nails. Domenica potete fare quello che volete ma io sono a vedere questo magnifico gruppo!
Sarà un massacro ma ne ho un bisogno assoluto.
Trent Reznor... ARRIVOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!

Hold the line


Odio msn messenger. Odio tutti i messenger. Odio sto schifo di sistema per cui vedo e sento se soffri attraverso le parole e i silenzi ma se voglio darti un pò di conforto con un caldo abbraccio non posso farlo. Ieri sera avrei voluto spaccare quel maledetto monitor ed entrare in casa di un mio caro amico in difficoltà. Ed ero li che fissavo lo schermo e dentro di me urlavo come una matta. Se fossi un pò meno razionale di quello che sono avrei fatto come nella faccina che vedete qui accanto. Ancora una volta mi sento come nella canzone Vicarious: guardo gli eventi e il dolore dalla distanza senza agire. C'è rimedio? Ditemi c'è rimedio a questa sensazione di impotenza che mi prende ogni volta che leggo e sento la fragilità degli altri? La mia colpa, ammesso che si possa definire tale, è quella di desiderare per le persone a cui voglio bene di non provare mai la solitudine, di non sentirsi mai fragili e insicuri.
Desideri difficili, se non impossibili, da realizzare...

Hold the line


Odio msn messenger. Odio tutti i messenger. Odio sto schifo di sistema per cui vedo e sento se soffri attraverso le parole e i silenzi ma se voglio darti un pò di conforto con un caldo abbraccio non posso farlo. Ieri sera avrei voluto spaccare quel maledetto monitor ed entrare in casa di un mio caro amico in difficoltà. Ed ero li che fissavo lo schermo e dentro di me urlavo come una matta. Se fossi un pò meno razionale di quello che sono avrei fatto come nella faccina che vedete qui accanto. Ancora una volta mi sento come nella canzone Vicarious: guardo gli eventi e il dolore dalla distanza senza agire. C'è rimedio? Ditemi c'è rimedio a questa sensazione di impotenza che mi prende ogni volta che leggo e sento la fragilità degli altri? La mia colpa, ammesso che si possa definire tale, è quella di desiderare per le persone a cui voglio bene di non provare mai la solitudine, di non sentirsi mai fragili e insicuri.
Desideri difficili, se non impossibili, da realizzare...

27 marzo 2007

Beautiful people

A volte si da tutto troppo per scontato e non ci si accorge del tesoro che abbiamo accanto a noi. A volte le belle persone non sanno di esserlo e vagano per il mondo continuando a essere se stessi alla ricerca di qualcuno che sappia vedere la bellezza che è in loro. A volte le belle persone pagano un prezzo troppo alto per la loro bellezza...

Beautiful people

A volte si da tutto troppo per scontato e non ci si accorge del tesoro che abbiamo accanto a noi. A volte le belle persone non sanno di esserlo e vagano per il mondo continuando a essere se stessi alla ricerca di qualcuno che sappia vedere la bellezza che è in loro. A volte le belle persone pagano un prezzo troppo alto per la loro bellezza...

Krishel shadows.

Ho letto una storia in un blog. So che non era riferita a me, ma comunque mi ha fatto riflettere. Mi ci sono vista molto. E' la storia di una persona che ha la dote di essere un buon amico, ma questa dote si è trasformata in un incubo. In questi giorni ho riflettuto molto sulla mia idea di amicizia, sul fatto che troppe volte dovrei imparare a farmi i cazzacci miei, che troppe volte dovrei imparare a stare zitta e a non dire quello che mi passa per la testa. Le persone possono equivocare, possono pensare che ci sia chissà cosa dietro le mie parole e invece non c'è nulla. Hanno ragione i Depeche a cantare che a volte le parole sono inutili, che a volte le parole riescono solo a ferire. Come si fa a capire quando è tempo di tacere e quando invece parlare perchè è quello di cui il tuo interlocutore ha bisogno in quel momento? Inoltre ho visto troppo spesso che la fragilità è una brutta bestia e, non è come dice Shakespeare, non sempre il suo nome è donna. Anzi. Madre Terra mi ha messo sulla strada uomini fin troppo fragili che avrebbero bisogno di un pò di sana autostima. Parlo proprio io che da questo punto di vista sono messa in maniera tragica. Si rischia di rovinare anche le cose più belle che ci capitano perchè semplicemente non ci crediamo. Non crediamo che queste possano accadere per noi, che siano per noi e, di fatto, in qualche modo le roviniamo. Ci mettiamo i bastoni tra le ruote da soli...

P.S. Fermate quei criceti!

Krishel shadows.

Ho letto una storia in un blog. So che non era riferita a me, ma comunque mi ha fatto riflettere. Mi ci sono vista molto. E' la storia di una persona che ha la dote di essere un buon amico, ma questa dote si è trasformata in un incubo. In questi giorni ho riflettuto molto sulla mia idea di amicizia, sul fatto che troppe volte dovrei imparare a farmi i cazzacci miei, che troppe volte dovrei imparare a stare zitta e a non dire quello che mi passa per la testa. Le persone possono equivocare, possono pensare che ci sia chissà cosa dietro le mie parole e invece non c'è nulla. Hanno ragione i Depeche a cantare che a volte le parole sono inutili, che a volte le parole riescono solo a ferire. Come si fa a capire quando è tempo di tacere e quando invece parlare perchè è quello di cui il tuo interlocutore ha bisogno in quel momento? Inoltre ho visto troppo spesso che la fragilità è una brutta bestia e, non è come dice Shakespeare, non sempre il suo nome è donna. Anzi. Madre Terra mi ha messo sulla strada uomini fin troppo fragili che avrebbero bisogno di un pò di sana autostima. Parlo proprio io che da questo punto di vista sono messa in maniera tragica. Si rischia di rovinare anche le cose più belle che ci capitano perchè semplicemente non ci crediamo. Non crediamo che queste possano accadere per noi, che siano per noi e, di fatto, in qualche modo le roviniamo. Ci mettiamo i bastoni tra le ruote da soli...

P.S. Fermate quei criceti!

26 marzo 2007

L'incantatrice


Erano passati diversi giorni prima che la viaggiatrice silente riuscisse a trovare l'accesso per una nuova dimensione. Le aveva tentate tutte, invano. Pareva essersi persa in un dedalo di vie e di apparenti direzioni. Porte illusorie che promettevano ogni sorta di delizia per menti sopraffine. L'inganno era ben orchestrato e la povera viaggiatrice dovette faticare non poco a resistere. Gli ingannatori ricorsero ad ogni arma anche a quella più sottile: usarono persino i suoi stessi ricordi. All'improvviso l'accesso le si mostrò in tutta la sua bellezza. Esausta la viaggiatrice si lasciò cadere all'interno e venne catapultata in un mondo dall'aspetto decisamente invitante. Sembrava un vero paradiso: alberi carichi di ogni frutto cresciuto con sapienza e armonia, fiori dai colori sgargianti da indurre allegria e serenità a chi aveva l'onore di quella visione. Un'aroma lontano fatto di spezie e altre mille fragranze che accese nella mente della viaggiatrice un ultimo ricordo di un evento mai vissuto. Lentamente si avvicino irretita dalla voce che le sembrava così familiare e nello stesso tempo estranea. Da lontano una sagoma danzante intorno a un calderone e sembrava dire: "Più vicino, vieni vicino a me". La viaggiatrice silente avanza incerta e la sagoma lontano prende forma di un'incantatrice dai modi suadenti e dai passi leggiadri. Più vicino e finalmente può guardare l'incantatrice negli occhi. Con immenso stupore ancora una volta la viaggiatrice silente si ritrova a fissare il suo stesso volto in un'espressione che ancora non aveva conosciuto. Fissa in un istante che ben conosceva eppure non aveva ancora vissuto...

L'incantatrice


Erano passati diversi giorni prima che la viaggiatrice silente riuscisse a trovare l'accesso per una nuova dimensione. Le aveva tentate tutte, invano. Pareva essersi persa in un dedalo di vie e di apparenti direzioni. Porte illusorie che promettevano ogni sorta di delizia per menti sopraffine. L'inganno era ben orchestrato e la povera viaggiatrice dovette faticare non poco a resistere. Gli ingannatori ricorsero ad ogni arma anche a quella più sottile: usarono persino i suoi stessi ricordi. All'improvviso l'accesso le si mostrò in tutta la sua bellezza. Esausta la viaggiatrice si lasciò cadere all'interno e venne catapultata in un mondo dall'aspetto decisamente invitante. Sembrava un vero paradiso: alberi carichi di ogni frutto cresciuto con sapienza e armonia, fiori dai colori sgargianti da indurre allegria e serenità a chi aveva l'onore di quella visione. Un'aroma lontano fatto di spezie e altre mille fragranze che accese nella mente della viaggiatrice un ultimo ricordo di un evento mai vissuto. Lentamente si avvicino irretita dalla voce che le sembrava così familiare e nello stesso tempo estranea. Da lontano una sagoma danzante intorno a un calderone e sembrava dire: "Più vicino, vieni vicino a me". La viaggiatrice silente avanza incerta e la sagoma lontano prende forma di un'incantatrice dai modi suadenti e dai passi leggiadri. Più vicino e finalmente può guardare l'incantatrice negli occhi. Con immenso stupore ancora una volta la viaggiatrice silente si ritrova a fissare il suo stesso volto in un'espressione che ancora non aveva conosciuto. Fissa in un istante che ben conosceva eppure non aveva ancora vissuto...

24 marzo 2007

A gift


A volte le cose me le chiamo anche se poi mi accadono inaspettatamente. Avevo deciso che ieri sarei andata in centro a consegnare i libri in biblioteca e a comprare dei regali per degli amici. Ho trovato subito quello che cercavo ma non è di questo che vi volevo parlare. Al ritorno, salgo sull'autobus e mi siedo come faccio di solito. Sono talmente assorta nella mia lettura che non mi accorgo di avere, di fronte a me, un signore anziano. Alzo lo sguardo per vedere dove mi trovo, mi accorgo dell'uomo e gli dico "si vuole sedere?". Mi alzo. Dopo un pò mi dice: noto che ha gli occhi azzurri. Ribatto: oggi si. E' strano perchè di solito quando indosso vestiti azzurri i miei occhi sono verdi e viceversa. E mi dice "aspetta". Fruga nella borsa e mi porge un foglio con una poesia dicendomi: "Te la regalo". Siamo finiti a chiacchierare, anche io scrivo poesie e ho apprezzato il gesto di quel dono inatteso e disinteressato. Ha rallegrato una giornata che era iniziata nel peggiore dei modi. A volte la Dea arriva nei più misteriosi dei modi nella vita dei suoi figli...

23 marzo 2007

I don't remember...


Stamattina alla radio ho sentito questa notizia che mi ha fatto riflettere non poco e vorrei condividere con voi le mie riflessioni. Ma prima la notizia trovata sul sito de La Repubblica: "Addio lunghe sedute dallo psicanalista o notti insonni. Presto cancellare dalla memoria un evento traumatico o, più semplicemente, un fastidioso brutto ricordo, potrebbe essere facile come prendere un'aspirina. Un gruppo di scienziati del Centro per le Scienze Neurologiche di New York ha fatto un passo avanti nella direzione indicata da tanti film e libri di fantascienza, mettendo a punto un farmaco capace di rimuovere ricordi sgradevoli che, nostro malgrado, la memoria si ostina a conservare. Per ora i test sui ratti hanno dato risultati molto incoraggianti. In un prossimo futuro la sperimentazione su volontari umani dirà se l'equipe guidata da Joseph LeDoux è sulla strada giusta. I ricercatori sono riusciti ad intervenire sul meccanismo che regola il trasferimento dei ricordi dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine, dove risiedono i ricordi permanenti, usando un farmaco di cui già si sapeva che procurava amnesia. Ai ratti sottoposti all'esperimento, è stato insegnato ad associare due suoni diversi a scariche elettriche lievi, e quindi a temerli anche se non erano più accompagnati da scosse. Poi ad una metà dei roditori è stato iniettato l'U0126. Il giorno dopo ai due gruppi di animaletti è stato fatto quindi ascoltare uno dei due suoni: quelli che avevano ricevuto l'iniezione non ne avevano più paura. Per i ricercatori il farmaco ha impedito il "riconsolidamento" del ricordo nella memoria permanente. La ricerca del team americano non è comunque la prima nel suo genere: già nel 2004 un gruppo di scienziati di Cambridge aveva ipotizzato di poter alterare il processo di riconsolidamento dei ricordi. Nello stesso anno, studi condotti in parallelo in Francia, Canada, California e New York, furono presentati al convegno della Società di Neuroscienze. Ma questo tipo di ricerca apre il dibattito a problemi etici di non poco conto: anche i ricordi negativi fanno parte dell'apprendimento e quindi ci aiutano a migliorare: è giusto cancellarli? Quali possono essere le conseguenze delle modifiche chimiche ad uno dei principali meccanismi di autoconservazione dell'uomo, ovvero la paura? Il Comitato di Bioetica della Casa Bianca, si è già schierato contro questo tipo di studi, sostenendo che modificare il contenuto della nostra memoria equivale a modificare la nostra personalità. Di tutt'altro parere Roger Pitman, psichiatra di Harvard, secondo cui la cancellazione della memoria permanente potrebbe aiutare le vittime di attentati terroristici, stupri e incidenti. Questi traumi condizionano negativamente la vita, l'emotività e la serenità di chi li subisce. Dunque questo "correttore mnemonico", potrebbe farci vivere, almeno in teoria, più felici e meno stressati. E, forse, un po' meno consapevoli." Ora mi/vi chiedo: se esistesse una pillola che vi permette di cancellare tutti i più brutti ricordi della vostra vita, la prendereste? Anche con tutte le conseguenze del caso. Ci dovrei pensare perchè sono conscia che i brutti ricordi mi hanno resa quella che sono però sarebbe una bella tentazione. Forse sarei libera da tutte le gabbie che stanno imprigionando la mia anima in questo momento. Chissà. Potrei rispondere di si. Potrei.

I don't remember...


Stamattina alla radio ho sentito questa notizia che mi ha fatto riflettere non poco e vorrei condividere con voi le mie riflessioni. Ma prima la notizia trovata sul sito de La Repubblica: "Addio lunghe sedute dallo psicanalista o notti insonni. Presto cancellare dalla memoria un evento traumatico o, più semplicemente, un fastidioso brutto ricordo, potrebbe essere facile come prendere un'aspirina. Un gruppo di scienziati del Centro per le Scienze Neurologiche di New York ha fatto un passo avanti nella direzione indicata da tanti film e libri di fantascienza, mettendo a punto un farmaco capace di rimuovere ricordi sgradevoli che, nostro malgrado, la memoria si ostina a conservare. Per ora i test sui ratti hanno dato risultati molto incoraggianti. In un prossimo futuro la sperimentazione su volontari umani dirà se l'equipe guidata da Joseph LeDoux è sulla strada giusta. I ricercatori sono riusciti ad intervenire sul meccanismo che regola il trasferimento dei ricordi dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine, dove risiedono i ricordi permanenti, usando un farmaco di cui già si sapeva che procurava amnesia. Ai ratti sottoposti all'esperimento, è stato insegnato ad associare due suoni diversi a scariche elettriche lievi, e quindi a temerli anche se non erano più accompagnati da scosse. Poi ad una metà dei roditori è stato iniettato l'U0126. Il giorno dopo ai due gruppi di animaletti è stato fatto quindi ascoltare uno dei due suoni: quelli che avevano ricevuto l'iniezione non ne avevano più paura. Per i ricercatori il farmaco ha impedito il "riconsolidamento" del ricordo nella memoria permanente. La ricerca del team americano non è comunque la prima nel suo genere: già nel 2004 un gruppo di scienziati di Cambridge aveva ipotizzato di poter alterare il processo di riconsolidamento dei ricordi. Nello stesso anno, studi condotti in parallelo in Francia, Canada, California e New York, furono presentati al convegno della Società di Neuroscienze. Ma questo tipo di ricerca apre il dibattito a problemi etici di non poco conto: anche i ricordi negativi fanno parte dell'apprendimento e quindi ci aiutano a migliorare: è giusto cancellarli? Quali possono essere le conseguenze delle modifiche chimiche ad uno dei principali meccanismi di autoconservazione dell'uomo, ovvero la paura? Il Comitato di Bioetica della Casa Bianca, si è già schierato contro questo tipo di studi, sostenendo che modificare il contenuto della nostra memoria equivale a modificare la nostra personalità. Di tutt'altro parere Roger Pitman, psichiatra di Harvard, secondo cui la cancellazione della memoria permanente potrebbe aiutare le vittime di attentati terroristici, stupri e incidenti. Questi traumi condizionano negativamente la vita, l'emotività e la serenità di chi li subisce. Dunque questo "correttore mnemonico", potrebbe farci vivere, almeno in teoria, più felici e meno stressati. E, forse, un po' meno consapevoli." Ora mi/vi chiedo: se esistesse una pillola che vi permette di cancellare tutti i più brutti ricordi della vostra vita, la prendereste? Anche con tutte le conseguenze del caso. Ci dovrei pensare perchè sono conscia che i brutti ricordi mi hanno resa quella che sono però sarebbe una bella tentazione. Forse sarei libera da tutte le gabbie che stanno imprigionando la mia anima in questo momento. Chissà. Potrei rispondere di si. Potrei.

22 marzo 2007

Lezioni.


Ieri sera ho imparato una dura lezione, sembra che non faccia altro ultimamente. Ho imparato che la gente non è preparata alla generosità incondizionata. Ho imparato che nessuno è veramente pronto alla sincerità totale. Ho imparato che ci sono delle volte che è meglio che stia zitta e che fingo di essere quella che non sono, anche con le persone a cui ho promesso di essere sincera. Ci sono delle volte in cui le persone non vogliono che tu dica loro la verità ma, semplicemente, qualcosa che li faccia stare meglio e tu devi imparare a dire esattamente quelle parole. Ho imparato che non riuscirò mai a superare e a disinnescare il mio riflesso condizionato di chiusura verso gli altri, soprattutto se poi quando mi muovo combino disastri. E' stata una dura giornata di lezioni ed è avvenuto in maniera del tutto inaspettata, da qualcuno di totalmente inatteso. Ed è per quello che la ferita è ancora più cocente del solito.

Lezioni.


Ieri sera ho imparato una dura lezione, sembra che non faccia altro ultimamente. Ho imparato che la gente non è preparata alla generosità incondizionata. Ho imparato che nessuno è veramente pronto alla sincerità totale. Ho imparato che ci sono delle volte che è meglio che stia zitta e che fingo di essere quella che non sono, anche con le persone a cui ho promesso di essere sincera. Ci sono delle volte in cui le persone non vogliono che tu dica loro la verità ma, semplicemente, qualcosa che li faccia stare meglio e tu devi imparare a dire esattamente quelle parole. Ho imparato che non riuscirò mai a superare e a disinnescare il mio riflesso condizionato di chiusura verso gli altri, soprattutto se poi quando mi muovo combino disastri. E' stata una dura giornata di lezioni ed è avvenuto in maniera del tutto inaspettata, da qualcuno di totalmente inatteso. Ed è per quello che la ferita è ancora più cocente del solito.

21 marzo 2007

E' primavera...


Auguro a tutti quanti una buona Ostara, anche se a dir la verità non so ancora se festeggerò e come. Staremo a vedere intanto se volete delle informazioni sulla festa cliccate qui: ne ho parlato l'anno scorso e non mi ripeto. La cosa che mi perplime è questa: è primavera, c'è il risveglio della natura, in teoria anche quella dei sensi e mi spiegate perchè io, invece, in questa stagione mi sento pronta per entrare in letargo? Spiegatemelo per favore! Insomma mi sento ancora più lenta di un bradipo in preda al sonno più nero mentre il mio vero risveglio lo vivo in autunno. Sapevo di essere strana ma qui c'è qualcosa che davvero non va. Mi devo curare mi sa. Dottore chiami un dottore!

20 marzo 2007

Try to save myself...


Forse ho trovato la soluzione al quesito di ieri. Non si chiude perchè continuo ad aver bisogno di un luogo dove sfogare la mia parte oscura. Se la tengo dentro di me rischio di esplodere e poi mi dovete venire a trovare nei cosiddetti centri di igiene mentale. Chiamiamo le cose con il loro nome: manicomi. Sono  fuori di testa. E non lo dico nell'accezione che potete vedere in giro solitamente, in maniera scherzosa e simpatica. No. La mia è una malattia seria. Un esempio? Voi siete sicuri di esistere? Io no. Respiro, devo ascoltare il battito del cuore, devo sentire il mio respiro e stare attenta a quello che percepisco per provare a me stessa ogni volta che esisto. Altrimenti non ne sono sicura. Potrei non esistere, potrei essere un'illusione e non è detto che non lo sia. Se qualcuno venisse da me e mi dicesse che quello che vivo è un'illusione, è un qualcosa creato ad arte non mi stupirebbe affatto. Non ne sarei sorpresa per niente. Comunque si diceva che la metà oscura continua a vivere. Avrà una nuova casa, un nuovo volto e sarà una nuova esperienza. E ancora una volta mi chiedo perchè tutto questo se poi dichiaro di odiarmi...

Try to save myself...


Forse ho trovato la soluzione al quesito di ieri. Non si chiude perchè continuo ad aver bisogno di un luogo dove sfogare la mia parte oscura. Se la tengo dentro di me rischio di esplodere e poi mi dovete venire a trovare nei cosiddetti centri di igiene mentale. Chiamiamo le cose con il loro nome: manicomi. Sono  fuori di testa. E non lo dico nell'accezione che potete vedere in giro solitamente, in maniera scherzosa e simpatica. No. La mia è una malattia seria. Un esempio? Voi siete sicuri di esistere? Io no. Respiro, devo ascoltare il battito del cuore, devo sentire il mio respiro e stare attenta a quello che percepisco per provare a me stessa ogni volta che esisto. Altrimenti non ne sono sicura. Potrei non esistere, potrei essere un'illusione e non è detto che non lo sia. Se qualcuno venisse da me e mi dicesse che quello che vivo è un'illusione, è un qualcosa creato ad arte non mi stupirebbe affatto. Non ne sarei sorpresa per niente. Comunque si diceva che la metà oscura continua a vivere. Avrà una nuova casa, un nuovo volto e sarà una nuova esperienza. E ancora una volta mi chiedo perchè tutto questo se poi dichiaro di odiarmi...

19 marzo 2007

Meditazioni


Sono tanti e troppi i pensieri che ho nella mia testa. Sto pensando di chiudere uno dei miei due blog e per la precisione quello che sta appoggiato su msn. I motivi sono molteplici: avevo creato quel blog perchè fosse la libera espressione del mio animo più nero. E' accaduto quello che non volevo: delle persone hanno frainteso i miei scritti, persone si sentite in dovere di tranciare giudizi senza capire perchè stavo scrivendo quelle parole e senza capire che quella era solo una parte di me. Insomma è un pò come se quello spazio fosse stato imbrattato, sporcato, profanato. E non riesco più a scriverci.  Lo so che state pensando che esagero. Non so ancora, non ho ben chiaro cosa farò con quella creatura. Stavo anche pensando di trasferirlo qui su splinder e renderlo privato. In modo che decido solo io chi può leggerlo. Però non so se ne ho voglia, la mole di materiale non è indifferente e soprattutto dovrei trovare l'aspetto giusto per il mio animo oscuro. Mi sento come se avessero violentato una mia creatura e non so cosa fare e come reagire. Inoltre ieri sera tramite conversazione ho visto che c'è chi è messo peggio di me. E mi sento ancora di più in colpa per essere depressa. Oggi è anche la festa del papà quindi vuol dire che mi recherò a trovare i miei genitori. E il mio umore sarà tetro per tutta la giornata. Per chi mi ha offerto aiuto ieri lo ringrazio. La mia questione in sospeso, la cosa che mi fa sentire dispersa si chiama amore. Ho bisogno di qualcuno a cui appoggiarmi e con cui condividere il resto dei miei giorni, ammesso che esista. E temo di star cominciando a credere che questo qualcuno non lo troverò mai...

Meditazioni


Sono tanti e troppi i pensieri che ho nella mia testa. Sto pensando di chiudere uno dei miei due blog e per la precisione quello che sta appoggiato su msn. I motivi sono molteplici: avevo creato quel blog perchè fosse la libera espressione del mio animo più nero. E' accaduto quello che non volevo: delle persone hanno frainteso i miei scritti, persone si sentite in dovere di tranciare giudizi senza capire perchè stavo scrivendo quelle parole e senza capire che quella era solo una parte di me. Insomma è un pò come se quello spazio fosse stato imbrattato, sporcato, profanato. E non riesco più a scriverci.  Lo so che state pensando che esagero. Non so ancora, non ho ben chiaro cosa farò con quella creatura. Stavo anche pensando di trasferirlo qui su splinder e renderlo privato. In modo che decido solo io chi può leggerlo. Però non so se ne ho voglia, la mole di materiale non è indifferente e soprattutto dovrei trovare l'aspetto giusto per il mio animo oscuro. Mi sento come se avessero violentato una mia creatura e non so cosa fare e come reagire. Inoltre ieri sera tramite conversazione ho visto che c'è chi è messo peggio di me. E mi sento ancora di più in colpa per essere depressa. Oggi è anche la festa del papà quindi vuol dire che mi recherò a trovare i miei genitori. E il mio umore sarà tetro per tutta la giornata. Per chi mi ha offerto aiuto ieri lo ringrazio. La mia questione in sospeso, la cosa che mi fa sentire dispersa si chiama amore. Ho bisogno di qualcuno a cui appoggiarmi e con cui condividere il resto dei miei giorni, ammesso che esista. E temo di star cominciando a credere che questo qualcuno non lo troverò mai...

18 marzo 2007

Failtè aìonna!


Si è lei, di nuovo lei la mia Hitomi. Perchè metto di nuovo questa immagine a dir la verità non lo so. Ieri era la festa di San  Patrizio. Vi ho già raccontato molte cose di questa festa e se volete potete andare a rileggervele (cliccate su S. Patrizio please). E io ho festeggiato come? Andando fuori a cena con Davide. Frenate la vostra gioia non è come pensate. Semplicemente due amici che escono e condividono una passione comune: quella per il sushi. La compagnia è stata ottima, ho fatto un sacco di risate ma...
Non so. Da parte mia non c'è proprio più nulla da fare e la cosa mi rattrista. Mi chiedo se non faccio male ad uscire con lui, mi faccio tremila domande e paranoie. Benvenuti ospiti (questo significa il titolo in gaelico) nella mia mente malata. E sono così d'umore bigio anche per una crisi di pianto che ho avuto stamattina per un film che ho visto dove una bambina andava alla ricerca della verità su sua madre, morta. Crollo totale su tutti i fronti. Vi ricordate quando dicevo che bisogna saper ammettere di aver bisogno di aiuto? Ecco io so. So di aver bisogno di aiuto perchè sono passati due anni e ancora ci soffro come se fosse successo ieri. Ho bisogno di aiuto perchè non credo più in niente e non riesco a far ricorso a quelle risorse che avevo quando lei stava male, alla mia forza interiore che sembra svanita nel nulla. Ma a chi chiedere? Non mi serve un terapeuta, mi serve un amico. mi serve una spalla su cui piangere, mi serve una persona che capisca cosa sta passando e che ne è uscita. Mi serve del calore umano. Ma chi sto prendendo in giro il mio problema è uno solo. E so perfettamente con quale nome chiamarlo...

Failtè aìonna!


Si è lei, di nuovo lei la mia Hitomi. Perchè metto di nuovo questa immagine a dir la verità non lo so. Ieri era la festa di San  Patrizio. Vi ho già raccontato molte cose di questa festa e se volete potete andare a rileggervele (cliccate su S. Patrizio please). E io ho festeggiato come? Andando fuori a cena con Davide. Frenate la vostra gioia non è come pensate. Semplicemente due amici che escono e condividono una passione comune: quella per il sushi. La compagnia è stata ottima, ho fatto un sacco di risate ma...
Non so. Da parte mia non c'è proprio più nulla da fare e la cosa mi rattrista. Mi chiedo se non faccio male ad uscire con lui, mi faccio tremila domande e paranoie. Benvenuti ospiti (questo significa il titolo in gaelico) nella mia mente malata. E sono così d'umore bigio anche per una crisi di pianto che ho avuto stamattina per un film che ho visto dove una bambina andava alla ricerca della verità su sua madre, morta. Crollo totale su tutti i fronti. Vi ricordate quando dicevo che bisogna saper ammettere di aver bisogno di aiuto? Ecco io so. So di aver bisogno di aiuto perchè sono passati due anni e ancora ci soffro come se fosse successo ieri. Ho bisogno di aiuto perchè non credo più in niente e non riesco a far ricorso a quelle risorse che avevo quando lei stava male, alla mia forza interiore che sembra svanita nel nulla. Ma a chi chiedere? Non mi serve un terapeuta, mi serve un amico. mi serve una spalla su cui piangere, mi serve una persona che capisca cosa sta passando e che ne è uscita. Mi serve del calore umano. Ma chi sto prendendo in giro il mio problema è uno solo. E so perfettamente con quale nome chiamarlo...

17 marzo 2007

Open


Leggendo un post del blog di una mia cara amica sentivo che una vecchia ferita si riapriva. Quella vecchia ferita si chiama: "non mi considera nessuno". E non è vero perchè poi virtualmente ho un sacco di amici che mi vogliono bene. E sono sicura che se avessi un pochino più fiducia in me stessa e meno paura delle reazioni degli altri, dicevo, sono sicura che lo stesso spirito socievole che trovo nel conoscere nuova gente attraverso i forum e i blog l'avessi anche nella vita reale gli amici non mi mancherebbero. Ma sono chiusa. Ho paura di essere aggredita e ferita dagli altri. Ho paura di soffrire e per questo instauro dei meccanismi di protezione. Per questo preferisco di più fare amicizia solo su internet. Internet per molto tempo mi ha dato l'illusione di essere in qualche modo protetta, di non avere conseguenze, di non poter essere delusa in qualche modo. Mai come quest'anno ho sentito che qualche volta questo metodo di comunicazione è limitante perchè manca tutta una parte che è altrettanto preziosa. E' una parte fatta di sguardi, di abbracci, di toni di voce, di sensazione a pelle, di sorrisi etc etc. Inoltre mai come quest'anno ho visto che la mia era solo un'illusione perchè ci posso essere dei momenti in cui puoi andare incontro a delusioni e a dolori, riporre la fiducia nelle persone sbagliate e non hai nemmeno la soddisfazione di avere qualcuno con cui sfogarti fisicamente, fare una scazzottata, metterti a urlare come un matto. Però la chiusura non è mai la cosa giusta. Un uomo non è un'isola e per quanto si è chiusi, per quanto il dolore possa essere grande, per quanto ci possiamo sentire fragili non dobbiamo vergognarci di questo, non dobbiamo aver paura di chiedere aiuto. Ci sono delle volte in cui bisogna andare oltre al nostro orgoglio personale e ammettere di essere deboli. Essere consapevoli di questo e saperlo ammettere a noi stessi prima che agli altri è una capacità che pochi in questo mondo hanno. Oggi mi gira così...

Open


Leggendo un post del blog di una mia cara amica sentivo che una vecchia ferita si riapriva. Quella vecchia ferita si chiama: "non mi considera nessuno". E non è vero perchè poi virtualmente ho un sacco di amici che mi vogliono bene. E sono sicura che se avessi un pochino più fiducia in me stessa e meno paura delle reazioni degli altri, dicevo, sono sicura che lo stesso spirito socievole che trovo nel conoscere nuova gente attraverso i forum e i blog l'avessi anche nella vita reale gli amici non mi mancherebbero. Ma sono chiusa. Ho paura di essere aggredita e ferita dagli altri. Ho paura di soffrire e per questo instauro dei meccanismi di protezione. Per questo preferisco di più fare amicizia solo su internet. Internet per molto tempo mi ha dato l'illusione di essere in qualche modo protetta, di non avere conseguenze, di non poter essere delusa in qualche modo. Mai come quest'anno ho sentito che qualche volta questo metodo di comunicazione è limitante perchè manca tutta una parte che è altrettanto preziosa. E' una parte fatta di sguardi, di abbracci, di toni di voce, di sensazione a pelle, di sorrisi etc etc. Inoltre mai come quest'anno ho visto che la mia era solo un'illusione perchè ci posso essere dei momenti in cui puoi andare incontro a delusioni e a dolori, riporre la fiducia nelle persone sbagliate e non hai nemmeno la soddisfazione di avere qualcuno con cui sfogarti fisicamente, fare una scazzottata, metterti a urlare come un matto. Però la chiusura non è mai la cosa giusta. Un uomo non è un'isola e per quanto si è chiusi, per quanto il dolore possa essere grande, per quanto ci possiamo sentire fragili non dobbiamo vergognarci di questo, non dobbiamo aver paura di chiedere aiuto. Ci sono delle volte in cui bisogna andare oltre al nostro orgoglio personale e ammettere di essere deboli. Essere consapevoli di questo e saperlo ammettere a noi stessi prima che agli altri è una capacità che pochi in questo mondo hanno. Oggi mi gira così...

16 marzo 2007

Music, all I hear is music...


Sono stata coinvolta in un giochino molto interessante. Consiste nel raccontarsi in otto canzoni e dove c'è la mia amata musica io sono sempre presente. Prima che vi mostri le mie risposte passo con il nominare le tre persone che dovranno proseguire il gioco. Ovviamente se qualche passante occasionale ha voglia di contribuire al gioco, beh è autorizzato a farlo. Nomino: RaggioX,Blackgod,Fabiaccio. Per Mammagio se vuoi in privato ti traduco tutto altrimenti viene troppo lunga. Ora le mie risposte:
1. come ti senti oggi?
Dead can dance The Carnival is over
"The carnival is over
We sat and watched
As the moon rose again
For the very first time"

2. com'è la tua personalità?
Peter Gabriel Darkness
"I’m afraid of what I do not know
I hate being undermined
I’m afraid I can be devil man
and I’m scared to be divine
don’t mess with me my fuse is short"

Peter Gabriel Me and my teddy bear
"Me and my teddy bear, we got no hair, but we don't care, me and my teddy bear we love to play and play"

Tool Disposition
"Mention this to me.
Mention something, anything..
And watch the weather change."

Tool The patient
"But I'm still right here giving blood keeping faith..."

Tool Reflection
"The moon tells me a secret. my confidant.
As full and bright as I am, this light is not my own. A million light reflections pass over me"

Queste le prime che mi sono venute in mente

3. la cosa più importante che ti è stata insegnata?
So, you know how people are
When it's all gone much too far
The way their minds are made
Still, there's something you should know
That I could not let show
That fear of letting go

And in this moment, I need to be needed
With this darkness all around me, I like to be liked
In this emptiness and fear, I want to be wanted
'Cause I love to be loved
I love to be loved
Yes, I love to be loved

I cry the way that babies cry
The way they can't deny
The way they feel
Words, they climb all over you
'Til they uncover you
From where you hide
And in this moment, I need to be needed
When my self-esteem is sinking, I like to be liked
In this emptiness and fear,
I want to be wanted
'Cause I love to be loved
I love to be loved
Oh I love to be loved

This old familiar craving
I've been here before, this way of behaving
Don't know who the hell I'm saving anymore
Let it pass let it go let it leave
From the deepest place I grieve
This time I believe

And I let go
I can let go of it
Though it takes all the strength in me
And all the world can see
I'm losing such a central part of me
I can let go of it
You know I mean it
You know that I mean it
I recognize how much I've lost
But I cannot face the cost
'Cause I love to be loved

Yes I love to be loved
I love to be loved

I love to be loved

I love to be loved
Yes I love to be loved
(Ho avuto difficoltà ma poi ho capito che questa canzone vale per tutti. Tutti quanti abbiamo bisogno di essere amati in tutte le forme possibili...)

4. cosa farai nel prossimo week.end?
Tool Rosetta Stoned
"Don't know, won't know"

5. se uno sconosciuto ti offre una caramella che fai?

Depeche mode "Nothing is impossible".
"Nothing is impossible..."

6. cosa vorresti dire a te stesso?

Somebody Depeche Mode
"I want somebody to share
Share the rest of my life
Share my innermost thoughts
Know my intimate details
Someone who'll stand by my side
And give me support
And in return
She'll get my support
She will listen to me
When I want to speak
About the world we live in
And life in general
Though my views may be wrong
They may even be perverted
She will hear me out
And won't easily be converted
To my way of thinking
In fact she'll often disagree
But at the end of it all
She will understand me

I want somebody who cares
For me passionately
With every thought and with every breath
Someone who'll help me see things
In a different light
All the things I detest
I will almost like
I don't want to be tied
To anyone's strings
I'm carefully trying to steer clear
Of those things
But when I'm asleep
I want somebody
Who will put their arms around me
And kiss me tenderly
Though things like this
Make me sick
In a case like this
I'll get away with it"
(ovviamente nel mio caso dove vedete "she" mettete "he" però il messaggio non cambia)
7. cosa vorresti dire a una persona cara?
Depeche Mode "World in my eyes"
Let me take you on a trip
Around the world and back
And you won't have to move
You just sit still

Now let your mind do the walking
And let my body do the talking
Let me show you the world in my eyes

I'll take you to the highest mountain
To the depths of the deepest sea
And we won't need a map
Believe me

Now let my body do the moving
And let my hands do the soothing
Let me show you the world in my eyes

That's all there is
Nothing more than you can feel now
That's all there is

Let me put you on a ship
On a long, long trip
Your lips close to my lips

All the islands in the ocean
All the heaven's in motion
Let me show you the world in my eyes

That's all there is
Nothing more than you can touch now
That's all there is
Let me show you the world in my eyes

8. dove sta andando la tua vita?
Nine Inch nails Even Deeper.
"I straight
I won't crack
on my way
and I can't turn back
I'm okay
I'm on track
on my way
and I can't turn back
I stayed
on this track
gone too far
and I can't come back
I stayed
on this track
lost my way
can't come back"

15 marzo 2007

Guiltiless...




"Chi sei?, Chi sei?



Krishel
Quella sono io



Io sono te. Ciascun individuo ha dentro se stesso un altro se stesso. Ogni individuo è in effetti costituito da due diversi se stessi


Due Se stessi?



Il se stesso che è soggetto osservante e il se stesso che è oggetto osservato.Ogni oggetto di osservazione ha però natura molteplice ed esistono quindi molteplici Krishel, la Krishel che è dentro al tuo animo, la Krishel che è nell’animo di Giovanni, la Krishel che è dentro a tutti quelli del Gruppo, la Krishel che è dentro Marino, la Krishel che è dentro Daniela, la Krishel  dentro Laura. Ognuno di essi è una diversa Krishel, ma sono tutti la vera Krishel...
Tu hai paura delle Krishel contenute negli altri individui.


Io ho paura di essere odiata dagli altri.


Tu hai paura di venire ferita e di soffrire...



Di chi è la colpa?"

(Ispirato dal 16° episodio di Neon Genesis Evangelion attraverso il blog di un amico.)

Esiste una colpa nell'avere paura degli altri?
Esiste una colpa per essere quello che si è?
Esiste una colpa per aver vissuto quello che ci ha resi quello che siamo?

Guiltiless...




"Chi sei?, Chi sei?



Krishel
Quella sono io



Io sono te. Ciascun individuo ha dentro se stesso un altro se stesso. Ogni individuo è in effetti costituito da due diversi se stessi


Due Se stessi?



Il se stesso che è soggetto osservante e il se stesso che è oggetto osservato.Ogni oggetto di osservazione ha però natura molteplice ed esistono quindi molteplici Krishel, la Krishel che è dentro al tuo animo, la Krishel che è nell’animo di Giovanni, la Krishel che è dentro a tutti quelli del Gruppo, la Krishel che è dentro Marino, la Krishel che è dentro Daniela, la Krishel  dentro Laura. Ognuno di essi è una diversa Krishel, ma sono tutti la vera Krishel...
Tu hai paura delle Krishel contenute negli altri individui.


Io ho paura di essere odiata dagli altri.


Tu hai paura di venire ferita e di soffrire...



Di chi è la colpa?"

(Ispirato dal 16° episodio di Neon Genesis Evangelion attraverso il blog di un amico.)

Esiste una colpa nell'avere paura degli altri?
Esiste una colpa per essere quello che si è?
Esiste una colpa per aver vissuto quello che ci ha resi quello che siamo?

14 marzo 2007

La passione secondo Peter Gabriel


Ho fatto la recensione di Passion di Peter Gabriel per il forum dei Tool. Quella che vi metto è la prima stesura che a me piace di più. Perchè è più personale, più alla Krishel.
"Mettete da parte ogni possibile idea che avete su una colonna sonora, dimenticatevi che è lo sfondo per le vicende narrate da Martin Scorsese nel film "L'ultima tentazione di Cristo". L'avete fatto? Ora possiamo ripartire. Due coordinate per collocarlo nella storia personale dell'artista. Era appena riuscito a realizzare uno dei suoi sogni più grandi: creare una casa discografica e di distribuzione che permettesse a gente di tutto il mondo di portare la propria musica anche al di fuori del proprio paese di origine. Passion è il primo disco che esce a nome Real World. E' un'avventura, potrebbe andare male, Gabriel ci ha investito tutti i suoi soldi e la sua credibilità artistica. La pressione è enorme, incalcolabile. Inoltre non era un periodo semplice nemmeno per quanto riguarda la sua vita privata. Passion non è il racconto della passione del Cristo ma di Peter Gabriel, sono le sue angosce profonde che si animano e si tramutano in musica rendendoci un'opera che non ha eguali nella storia della musica. "Gethsemane" è lo specchio di queste paure, inquietante e malevola; "Open" è una preghiera laica di un uomo arrivato al culmine della disperazione, aperto alla voce del Creatore; "With this love" di una bellezza e di una dolcezza infinita, quasi come l'Amore, puro e incantato, e "Passion" uno splendido confronto tra tre mondi vocali: l'anglosassone Gabriel, il senegalese Youssou N' Dour e il pakistano Nusrat Fateh Ali Khan, mai abbastanza compianto. E si va avanti immersi in un pathos emotivo che non ti molla, un perfetto capolavoro, non mostra un momento di cedimento. Arrivi alla fine e con stupore ascolti le campane e sei felice di aver ascoltato questo miracolo. Sei soddisfatto come mai ti è capitato nella vita, senti che tutto è compiuto: "It's accomplished".

P.S. Un certo James Herbert Keenan ha affermato in un'intervista che, se fosse il re del mondo, metterebbe una copia di questo disco in ogni casa dei sudditi..." K 2007.
Scrivere questa recensione è stato un calvario perchè è troppo l'amore che mi muove verso questo artista e ci tenevo a fare un ottimo lavoro per persone che non condividono la mia passione. Alla fine si è trattata anche della passione secondo Krishel...

E' curioso come ci sono delle volte in cui la musica segue di pari passo il tuo stato d'animo e le tue riflessioni. Penso che a certi appassionati sarà arrivata la voce di tutto il casino che Trent Reznor sta allestendo dietro la sua nuova opera. Ha escogitato un modo per fare impazzire i suoi fan attraverso una vera propria caccia al tesoro fatta di chiavette lasciate "per caso" a terra nei bagni durante i concerti. L'ultimo ritrovato si chiama "In this twilight" e magari sono io in questa fase che la leggo così ma sembra proprio la voce di una persona rassegnata a vedere il mondo ormai distrutto e senza speranza. Ed è proprio così che mi sento. Una persona alla deriva in un mondo, quello interiore dei sentimenti, completamente distrutto. Vi consegno il testo della canzone. Per la mamma: una libera traduzione la trovi nel blog Dark Krishel. Più o meno è ciò che significa, spero di essere riuscita a ricreare l'atmosfera. Continua a esserci grossa crisi..
In this twilight
"
Watch the sun,
as it crawls across a final time
and it feels like,
like it was a friend.
it is watching us,
and the world we set on fire
do you wonder,
if it feels the same?

and the sky is filled with light
can you see it?
all the black is really white
if you believe it
as your time is running out
let me take away your doubt
you can find a better a place
in this twilight

dust to dust,
ashes in your hair remind me
what it feels like
and I won't feel again
night descends
could I have been a better person
if I could only do it all again

and the sky is filled with light
can you see it?
all the black is really white
if you believe it
and the longing that you feel
you know none of this real
you can find a better a place
in this twilight"
Come al solito ringrazio l'artista americano per riuscire a esprimere le emozioni che ho dentro con un'efficacia che per me sarebbe impossibile. La Dea ti benedica e te ne renda merito.

13 marzo 2007

Reflection


Ci sono un sacco di cose che mi girano per la testa e sento che devo tirarle giù in qualche modo. A costo di sembrare patetica vi spiegherò che ho maturato nel corso degli anni in cui ho vissuto a stretto contatto con la malattia di mia madre una sorta di riflesso condizionato. Non appena sentivo un rumore che il mio cervello codificava come una fonte di allarme, metteva in moto tutta una serie di meccanismi per cui io, da persona addormentata, diventavo una sveglia e soprattutto pronta ad agire in modo efficiente per perdere il minor tempo possibile cosa che, in un infarto in corso, può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. Questo riflesso condizionato l'ho vissuto anche parecchie volte dopo la morte di mia madre e, purtroppo, è accaduto anche stamattina. Come mai dite voi? Mi era sembrato di sentire Birillo stare male cosa che poi non è successo ma l'angoscia non mi ha mollato per un bel pò. Un'altro riflesso condizionato l'ho visto ieri. Un amico mi ha fatto leggere un suo elaborato, una bozza per un post del suo blog che non so se vedrà mai la luce. Me l'ha fatto vedere perchè in un certo senso vorrebbe aiutarmi a uscire fuori dal mio stato attuale. Invece di apprezzare il gesto e basta sono entrata in paranoia ed è venuto fuori il mio meccanismo di chiusura verso gli altri e gli ho chiesto perchè. Dovete sapere che molto tempo fa mi è capitato di riporre la mia fiducia in una persona che non lo meritava. Capita, ed è normale, il problema è che avevo attorno gente che non facevano altro che rimarcare che della gente non ci si può fidare e mi sono chiusa. Ci ho messo del tempo per riaprirmi e non so ancora se mi sono riaperta del tutto. E con mia tristezza mi sono resa conto che è accaduto ieri. Ho rischiato di mettere un muro tra me e una persona il cui unico intento era quello di aiutarmi a stare meglio e di essermi amico. Non era niente di personale: solo un dannato riflesso condizionato di difesa. Temo che sarebbe scattato comunque.

Reflection


Ci sono un sacco di cose che mi girano per la testa e sento che devo tirarle giù in qualche modo. A costo di sembrare patetica vi spiegherò che ho maturato nel corso degli anni in cui ho vissuto a stretto contatto con la malattia di mia madre una sorta di riflesso condizionato. Non appena sentivo un rumore che il mio cervello codificava come una fonte di allarme, metteva in moto tutta una serie di meccanismi per cui io, da persona addormentata, diventavo una sveglia e soprattutto pronta ad agire in modo efficiente per perdere il minor tempo possibile cosa che, in un infarto in corso, può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. Questo riflesso condizionato l'ho vissuto anche parecchie volte dopo la morte di mia madre e, purtroppo, è accaduto anche stamattina. Come mai dite voi? Mi era sembrato di sentire Birillo stare male cosa che poi non è successo ma l'angoscia non mi ha mollato per un bel pò. Un'altro riflesso condizionato l'ho visto ieri. Un amico mi ha fatto leggere un suo elaborato, una bozza per un post del suo blog che non so se vedrà mai la luce. Me l'ha fatto vedere perchè in un certo senso vorrebbe aiutarmi a uscire fuori dal mio stato attuale. Invece di apprezzare il gesto e basta sono entrata in paranoia ed è venuto fuori il mio meccanismo di chiusura verso gli altri e gli ho chiesto perchè. Dovete sapere che molto tempo fa mi è capitato di riporre la mia fiducia in una persona che non lo meritava. Capita, ed è normale, il problema è che avevo attorno gente che non facevano altro che rimarcare che della gente non ci si può fidare e mi sono chiusa. Ci ho messo del tempo per riaprirmi e non so ancora se mi sono riaperta del tutto. E con mia tristezza mi sono resa conto che è accaduto ieri. Ho rischiato di mettere un muro tra me e una persona il cui unico intento era quello di aiutarmi a stare meglio e di essermi amico. Non era niente di personale: solo un dannato riflesso condizionato di difesa. Temo che sarebbe scattato comunque.

12 marzo 2007

A modest proposal


Un mio caro amico ieri pomeriggio mi ha invitato al suo trentesimo compleanno. Ed è da ieri che ci sto pensando. Dovrei organizzarmi con il viaggio perchè questa persona sta a Fabriano, in provincia di Ancona. Come capite da soli non proprio una passeggiata. La mia intenzione, ammesso che mi decida a muovermi, è di partire il venerdì pomeriggio per tornare la domenica. Sarebbe un'occasione per evadere da Genova, incontrare una persona eccezionale a cui voglio un bene infinito, e prendermi una vacanza da me stessa. E' una vita che non lo faccio. Per l'alloggio mi hanno garantito che non c'è problema. Cosa mi frena? Primo non so se reggo il viaggio. Secondo ho paura di trovarmi tra sconosciuti e di avere la solita reazione: chiudermi in me stessa e sentirmi come un pesce fuor d'acqua. Non è la prima volta che capita, l'ho visto anche alla famosa cena dei blogger. C'è grossa confusione...
P.S. Mi sono decisa. Vado. Solo che adesso ho bisogno di qualche informazione.

11 marzo 2007

A strange kind of sight



Ci sono delle volte in cui mi vengono delle profonde ispirazioni. Passando per il blog di Subway ho visto che aveva messo un elemento di un tipo particolare di tarocchi ideato da Alistair Crowley assieme a Lady Frieda Harris. Penso che in giro per internet si trovino molte informazioni a proposito. Cercando di interpretare il perche della scelta ho pensato: e se provassi a sceglierne una anche io, solo con gli Arcani Maggiori? Detto fatto. Mentre stavo dividendo gli arcani maggiori da quelli minori mi sono imbattuta nella Sacerdotessa e un forte brivido dietro la schiena è partito. Potevo ignorare il messaggio? Ovviamente no. Una volta che il mazzo è pronto procedo con la mia scelta e viene fuori il mago. La sacerdotessa è la figura esoterica per eccellenza, depositaria dell'essenza femminile connaturata alla spiritualità e all'elevazione al di sopra della materia. Essa emana dolcezza, tolleranza, sensibilità. Dalla sua enorme sapienza derivano la sua tristezza e la sua solitudine perchè lei ha il senso della brevità dell'esistenza umana e sa che il cammino da intraprendere è di tipo spirituale, difficile, arduo e sgradito. E' la sacerdotessa del mistero, Iside, la dea della notte profonda, che lo spirito umano non potrebbe penetrare senza il suo aiuto.

Con la mano destra tiene socchiuso il Libro dei Segreti, che nessuno potrebbe mai scoprire se la Papessa non gli affidasse le chiavi che tiene nella mano destra. Di queste due chiavi che aprono l'interno delle cose, una è d'oro ed connessa al Sole; quindi rappresenta il Verbo, la Ragione.

L'altra chiave è d'argento ed è connessa alla Luna; quindi rappresenta l'immaginazione, la lucidità intuitiva. Ciò significa che bisogna unire la logica all'immaginazione, se si aspira a conoscere ciò che è nascosto. Il mago intuisce, conosce, sa. Conosce il proprio futuro, vuole attuarlo, intuisce le difficoltà che incontrerà sul suo cammino, ma non le teme, perché sa come combatterle. Egli è il principio creativo: infatti il Mago crea, intuisce; egli desidera conoscere ed è pronto a compiere il primo passo per arrivare alla vera conoscenza.  La mente del giovane iniziato dovrà aprirsi alla Verità. Sa di possedere due grandi talenti: VOLONTA' e DESIDERIO. Dovrà svilupparli per continuare il suo cammino. Egli si è purificato nel dolore, ha imparato a conoscere meglio se stesso e le sue potenzialità. Ora il giovane è un iniziato: morto alla vita precedente, rinato alla vita futura. Ha compiuto la sua scelta: non sarà certo l'unica della sua vita, ma solo la prima di tante, e nessuna sarà facile. Ma questa, la prima, è stata la più importante: egli ha deciso tra bene e male, tra vita e morte, tra essere e non essere. E' stato il primo passo per diventare una creatura di luce proiettata nel futuro.

Commento mio personale: curioso come lo stesso identico messaggio mi è stato recapitato dal mondo onirico...

10 marzo 2007

Eldest


Se quello precedente me lo sono mangiato in un solo boccone questo invece si sta rivelando un pasto indigesto. Nel senso che l'ho appena iniziato e lo sto leggendo con più fatica del precedente. Devo ancora entrare nell'ordine di idee delle vicende. Comunque più o meno per darvi l'idea: Eragon, accompagnato dalla dragonessa Saphira, raggiunge Ellesméra, la terra degli elfi, per completare il suo apprendistato nell’arte della magia e della spada, abilità indispensabili per un Cavaliere dei draghi. Ma tranelli e tradimenti lo attendono a ogni angolo: capire di chi fidarsi sarà la prova più difficile. Intanto a Carvahall, il villaggio di Eragon, arrivano i Ra’zac, le mostruose creature da sempre al fianco di re Galbatorix, il Cavaliere Rinnegato. Che cosa vogliono? Chi cercano? Roran, il cugino di Eragon, non vuole saperlo, lui desidera solo la salvezza per chi ama, e decide per questo di unirsi alle truppe dei ribelli. Ma qualcuno nel villaggio lo tradirà...Eldest è il secondo capitolo della “Trilogia dell’Eredità”, la saga fantasy che fin dal primo episodio, Eragon, ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo. Al centro della serie il rapporto magico e meraviglioso che i draghi riescono a intrecciare con gli esseri umani. Ovviamente è per appassionati del genere fantasy.
P.S. Ho deciso che certe sensazioni e certi eventi li tengo per me. Ieri era un giorno tristissimo e sono tornata a casa con il morale sotto le scarpe, cosa che continua anche oggi. Ma avrei fatto un post patetico e retorico, cosa che non amo molto. Ho preferito, come al solito, il silenzio. E può essere più assordante di qualsiasi rumore...

Eldest


Se quello precedente me lo sono mangiato in un solo boccone questo invece si sta rivelando un pasto indigesto. Nel senso che l'ho appena iniziato e lo sto leggendo con più fatica del precedente. Devo ancora entrare nell'ordine di idee delle vicende. Comunque più o meno per darvi l'idea: Eragon, accompagnato dalla dragonessa Saphira, raggiunge Ellesméra, la terra degli elfi, per completare il suo apprendistato nell’arte della magia e della spada, abilità indispensabili per un Cavaliere dei draghi. Ma tranelli e tradimenti lo attendono a ogni angolo: capire di chi fidarsi sarà la prova più difficile. Intanto a Carvahall, il villaggio di Eragon, arrivano i Ra’zac, le mostruose creature da sempre al fianco di re Galbatorix, il Cavaliere Rinnegato. Che cosa vogliono? Chi cercano? Roran, il cugino di Eragon, non vuole saperlo, lui desidera solo la salvezza per chi ama, e decide per questo di unirsi alle truppe dei ribelli. Ma qualcuno nel villaggio lo tradirà...Eldest è il secondo capitolo della “Trilogia dell’Eredità”, la saga fantasy che fin dal primo episodio, Eragon, ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo. Al centro della serie il rapporto magico e meraviglioso che i draghi riescono a intrecciare con gli esseri umani. Ovviamente è per appassionati del genere fantasy.
P.S. Ho deciso che certe sensazioni e certi eventi li tengo per me. Ieri era un giorno tristissimo e sono tornata a casa con il morale sotto le scarpe, cosa che continua anche oggi. Ma avrei fatto un post patetico e retorico, cosa che non amo molto. Ho preferito, come al solito, il silenzio. E può essere più assordante di qualsiasi rumore...

8 marzo 2007

Faces


Basta davvero poco per far partire il mio cervello in costante overdrive. E ciò che ho letto in un blog mi ha fatto riflettere su come ci vedono gli altri. Spesso e volentieri questa loro visione di noi stessi non coincide con l'idea che abbiamo di noi, spesso siamo noi che ci facciamo venditori di un lato di noi stessi. O, semplicemente ci adattiamo a seconda della persona con cui abbiamo a che fare. Molto spesso sono stata definita: immatura, inaffidabile, folle, dolce, tenera, svampita, trascurata, pigra, timida, arrogante, paranoica and so on. E sono tutte queste cose ma nello stesso tempo non lo sono o per lo meno non solo. So che la maturità e l'immaturità sono convenzioni: sono immatura perchè non mi preoccupo del mio futuro e non cerco di migliorare la mia vita, perchè di fatto non sto pensando a farmi una famiglia convenzionale. (Le mie idee sulla famiglia, come già sapete, sono tutto tranne che convenzionali...). Leggendo quelle parole nuovamente pensavo: la gente ha l'illusione di essere un pezzo unico, di avere solo una personalità e basta. E se qualcuno mostra di avere diversi lati, diversi tipi di personalità perchè magari è una persona ricca e profonda e complessa, beh di solito la gente pensa che sia un ipocrita o che sta fingendo. In realtà forse siamo solo quello che gli altri vogliono vedere in noi stessi. Cosa siamo? Domanda la cui risposta risiede nella punta della criniera...

Faces


Basta davvero poco per far partire il mio cervello in costante overdrive. E ciò che ho letto in un blog mi ha fatto riflettere su come ci vedono gli altri. Spesso e volentieri questa loro visione di noi stessi non coincide con l'idea che abbiamo di noi, spesso siamo noi che ci facciamo venditori di un lato di noi stessi. O, semplicemente ci adattiamo a seconda della persona con cui abbiamo a che fare. Molto spesso sono stata definita: immatura, inaffidabile, folle, dolce, tenera, svampita, trascurata, pigra, timida, arrogante, paranoica and so on. E sono tutte queste cose ma nello stesso tempo non lo sono o per lo meno non solo. So che la maturità e l'immaturità sono convenzioni: sono immatura perchè non mi preoccupo del mio futuro e non cerco di migliorare la mia vita, perchè di fatto non sto pensando a farmi una famiglia convenzionale. (Le mie idee sulla famiglia, come già sapete, sono tutto tranne che convenzionali...). Leggendo quelle parole nuovamente pensavo: la gente ha l'illusione di essere un pezzo unico, di avere solo una personalità e basta. E se qualcuno mostra di avere diversi lati, diversi tipi di personalità perchè magari è una persona ricca e profonda e complessa, beh di solito la gente pensa che sia un ipocrita o che sta fingendo. In realtà forse siamo solo quello che gli altri vogliono vedere in noi stessi. Cosa siamo? Domanda la cui risposta risiede nella punta della criniera...