8 marzo 2007

Faces


Basta davvero poco per far partire il mio cervello in costante overdrive. E ciò che ho letto in un blog mi ha fatto riflettere su come ci vedono gli altri. Spesso e volentieri questa loro visione di noi stessi non coincide con l'idea che abbiamo di noi, spesso siamo noi che ci facciamo venditori di un lato di noi stessi. O, semplicemente ci adattiamo a seconda della persona con cui abbiamo a che fare. Molto spesso sono stata definita: immatura, inaffidabile, folle, dolce, tenera, svampita, trascurata, pigra, timida, arrogante, paranoica and so on. E sono tutte queste cose ma nello stesso tempo non lo sono o per lo meno non solo. So che la maturità e l'immaturità sono convenzioni: sono immatura perchè non mi preoccupo del mio futuro e non cerco di migliorare la mia vita, perchè di fatto non sto pensando a farmi una famiglia convenzionale. (Le mie idee sulla famiglia, come già sapete, sono tutto tranne che convenzionali...). Leggendo quelle parole nuovamente pensavo: la gente ha l'illusione di essere un pezzo unico, di avere solo una personalità e basta. E se qualcuno mostra di avere diversi lati, diversi tipi di personalità perchè magari è una persona ricca e profonda e complessa, beh di solito la gente pensa che sia un ipocrita o che sta fingendo. In realtà forse siamo solo quello che gli altri vogliono vedere in noi stessi. Cosa siamo? Domanda la cui risposta risiede nella punta della criniera...

3 commenti:

Alicesue ha detto...

ne ha parlato lungamente Pirandello... Il suo uno, nessuno e centomila mi ha aperto gli occhi notevolmente!
Io credo di essere una persona semplicemente complessa.
Ma spesso, guardando gli altri, mi sembra di scorgere solo un involucro.
Fai bene a non costruire una "famiglia" come la intendono tutti gli "altri"... e poi, chi ha detto che questa sia immaturità? Forse è solo voglia di non ridursi in catene.

LauraGDS ha detto...

la personalità è un poliedro con numerose facce in continuo movimento e a seconda di come siamo girati mostiramo questo o quell'altro lato e che a seconda delle situazioni può ben interagire con chi abbiamo davanti oppure no. Siamo ciò che le esperienze di giorno in giorno forgiano su un sottile filo di sensibilità e percezioni proprie con cui ci si nasce.
Per la maturità, immaturità, famiglia o non famiglia credo che si ricada in un discorso puramente convenzionale utile solo per chi non riesce a guardare più in là del proprio naso.

Subway05 ha detto...

Esiste un arcano di poco conto?
Delirio interessante, quello che hai fatto di là. Ne terrò conto