30 aprile 2007

Sunshine


And the winner is... Sunshine di Danny Boyle. La trama la si racconta in pochissime parole: in un futuro non troppo lontano, l'umanità rischia l'estinzione perchè il sole, la stella che ha permesso la nascita di ogni forma di vita sulla terra, sta esaurendo la sua energia. Una navicella spaziale con a bordo otto astronauti, viene spedita verso l'astro per cercare, con uno strumento, di evitarne la morte, ma durante il viaggio non saranno pochi gli imprevisti. Però questa trama non da assolutamente l'idea del film. Quasi due ore di purissima tensione immersi in una storia psicologica dai tratti claustrofobici e paranoidi. E alla fine,ma solo alla fine, c'è una scena che vale tutto il film. Una scena semplicemente incantevole che vi ripaga di tutto quello che avete sofferto fino a quel momento. Quando sono uscita dalla sala mi sono guardata intorno e tutto ha assunto contorni molto strani. Ti guardi intorno, vedi la luce, vedi il Sole e ringrazi il fatto che il Sole sia ancora relativamente giovane e in piena forza. Ringrazi il fatto che stia ancora mandando avanti questo sistema. Ti rendi conto che gli esseri umani danno troppe cose per scontate.
P.S. Notazione puramente femminile: mi sono innamorata di uno dei protagonisti del film. Si chiama Cillian Murphy e se cliccate sul nome lo potrete vedere in tutto il suo splendore.

29 aprile 2007

Rituali


Ci ho messo tre anni ma alla fine sono riuscita a compiere il rituale del cambio d'agenda. Dovete sapere che non tutto quello che penso e che vivo finisce su internet. Ci sono delle cose che io ritengo essenzialmente riservate e che trascrivo nell'unico angolo possibile: la mia agenda. Che cambia di tanto in tanto, quando le pagine si esauriscono. Ecco l'agenda che vedete aperta e straripante era quella in cui ho continuato a scrivere fino a oggi. Quella accanto invece è la nuova. Tre anni ci ho messo per farlo, tre anni di puro dolore, tre anni di parole esprimibili solo sulla carta. Tre anni di cambiamenti repentini e di lutti e...
Cosa volete sapere ancora di me, curiosoni?
La vostra padrona di casa oggi pomeriggio andrà al cinema da sola. Cosa vedrò? Ancora non lo so. I tre film in lizza sono: "Sunshine", "Number 23" e "The illusionist". Il vincitore sarà pubblicato in queste pagine. I have to go away...

Rituali


Ci ho messo tre anni ma alla fine sono riuscita a compiere il rituale del cambio d'agenda. Dovete sapere che non tutto quello che penso e che vivo finisce su internet. Ci sono delle cose che io ritengo essenzialmente riservate e che trascrivo nell'unico angolo possibile: la mia agenda. Che cambia di tanto in tanto, quando le pagine si esauriscono. Ecco l'agenda che vedete aperta e straripante era quella in cui ho continuato a scrivere fino a oggi. Quella accanto invece è la nuova. Tre anni ci ho messo per farlo, tre anni di puro dolore, tre anni di parole esprimibili solo sulla carta. Tre anni di cambiamenti repentini e di lutti e...
Cosa volete sapere ancora di me, curiosoni?
La vostra padrona di casa oggi pomeriggio andrà al cinema da sola. Cosa vedrò? Ancora non lo so. I tre film in lizza sono: "Sunshine", "Number 23" e "The illusionist". Il vincitore sarà pubblicato in queste pagine. I have to go away...

28 aprile 2007

Do you remember?


Sono sicura che tutti quelli della mia generazione passando di qui, e vedendo questa foto, si commuoveranno. Siamo la generazione cresciuta a pane e cartoni animati giapponesi. E quello che vedete ritratto qui sopra è forse il primo che è arrivato in Italia. Un mondo strano quello della fantasia nipponica, un mondo che fino a quel momento ci era praticamente sconosciuto. Perchè ve ne parlo? Semplicemente perchè ho letto una notizia che mi sento di condividere con voi e sono partiti i ricordi: Torna in Italia Go Nagai, papà di Goldrake e Mazinga Z. Il più grande maestro vivente di cartoons e di manga, i fumetti giapponesi, sarà ospite al 'Comicon di Napoli' dal 27 al 29 aprile
Roma, 24 apr. - Un bagno di folla ha accolto questo pomeriggio alla Facoltà di Lingue Orientali della Sapienza di Roma Go Nagai, considerato il più grande maestro vivente di cartoons e di manga, i fumetti giapponesi (Video) . Assente dall’Italia da dodici anni, il sessantaduenne artista nipponico ritorna nel nostro Paese in occasione della nona edizione del “Comicon”, il festival del fumetto che si svolgerà a Napoli dal 27 al 29 aprile. Gli studenti romani lo hanno incontrato in anteprima e hanno ascoltato con grande entusiasmo gli aneddoti legati alla nascita degli eroi della loro infanzia, a cominciare dal 'capostipite' di tutti i robot moderni, Mazinga: ''L’idea mi è venuta un giorno del 1972, mentre ero imbottigliato nel traffico con la mia macchina. Ho immaginato che all’improvviso la vettura si trasformasse in un gigante meccanico, dotato di braccia e gambe e comandato da un uomo seduto al suo interno, proprio come in un’automobile''. A Mazinga sono seguiti molti altri 'eroi d’acciaio' di successo come Goldrake, che trasmesso sulle reti RAI alla fine degli anni ’70, ha letteralmente rivoluzionato la tv dei ragazzi, proponendo tecniche di animazione e contenuti profondamente diversi dalle serie fino ad allora conosciute, come i cartoons della Warner Bros o di Hanna e Barbera. A Napoli Go Nagai presenterà in anteprima europea il dvd della serie 'Ufo Rob Goldrake', completamente rimasterizzato e ridoppiato. Si tratta di una versione per la prima volta autorizzata dall’autore, dopo anni di versioni piratate a danno del suo diritto d’autore. Go Nagai sarà inoltre protagonista di una sezione speciale della mostra sulla Fantascienza spaziale. Concederà al pubblico del Festival due sessioni di autografi: venerdì 27 alle 17.00 e sabato 28 alle 15.30, per 150 persone per volta. Prima di tornare in Giappone, si fermerà a Venezia. Insomma generazione settanta fatevi avanti e parliamo di uno dei nostri argomenti preferiti: i cartoni animati giapponesi. Scatenatevi nei commenti

27 aprile 2007

Cats


Vi avevo detto che vi avrei parlato del libro che sto leggeendo ed eccolo qui. L'autore riunisce in questo libro, una di seguito all'altra, tantissime informazioni sull'universo felino tra le più originali e spiritose. Ci sono arguzie e motti di spirito sul comportamento del gatto, episodi che hanno per protagonisti  celebri estimatori e famosi detrattori, aneddoti curiosi e salaci, notizie tratte dal pastrimonio storico culturale e letterario d'Oriente e d'Occidente con rapide escursioni nei miti e nelle leggende. Ha degli aneddoti interessanti, qualche piccola soluzione a cui non avevo pensato ma... c'è un ma. Allora in più passaggi parla dell'onicectomia come se fosse una pratica naturale, una soluzione per non vedersi ridurre a brandelli i mobili. Bene, voi sapete che io sono contraria a queste cose. Preferisco continuare con la più tranquilla manicure e lasciare che Birillo si diverta a fare le unghie sulla poltrona ormai ridotta a brandelli in più punti. E' più sano e naturale per me. So già che qualcuno mi potrebbe consigliare un tronchetto oppure un tiraunghie. Già provato: non lo considera manco di striscio. Non è abbastanza divertente per lui. E poi un'altra cosa che ho letto che mi lascia perplessa e chiedo agli esperti: risulta che esistono dei cappucci in vinile per gli artigli? Mi sembra oltretutto barbara anche questa come soluzione. Io comunque continuo a leggere, la scrittura è leggera, briosa e piacevole. Insomma nonostante le perplessità si lascia leggere. L'immagine che vedrete sotto l'ho disegnata io prendendo spunto dalla vignetta di ieri. E' stato fatto in due secondi e c'è stata una dimenticanza fondamentale. Ditemi voi quale. E non mi massacrate troppo per la mano...

Dæmons





Questo l'ho trovato grazie ad un amico. E' legato alla prossima uscita del film "La Bussola d'oro" dall'omonimo libro di Philip Pullman. Ora non ve lo avrei fatto vedere se non fosse per una particolarità: il demone in questione è un ragno. Ora si tratta solo di un test ma non posso non pensare alla prima risposta che ho avuto quando ho chiesto, in meditazione, quale fosse il mio animale totem. Un ragno appunto. E mi chiedo se da questo non devo imparare qualcosa ossia che sono io a tessere le fila degli eventi che mi accadono. O, più semplicemente, che devo smetterla di stare alzata fino alle due di notte...

26 aprile 2007

Shine



Voglio per una volta seguire il consiglio di Laura e cercare un motivo per sorridere. E, anche, fare pubblicità ad un disegnatore che trovo molto bravo e divertente. Si chiama Kaneda e potete vedere le sue vignette nel sito Due cuori e una gatta. Mi fa morire il fatto che le situazioni che descrive sono realistiche e chiunque abbia un gatto lo può constatare da se. Quella che vedete qui sopra è la vignetta di oggi. Menomale che la gatta in questione sceglie un divano. Cosa dire quando il vostro bambino peloso decide di usare il vostro sedere come cuscino per dormire? Per non tacere del famoso impasto che Birillo fa prima di andare a dormire. Ci sono delle volte in cui, se fossi una vera bastarda, toglierei le unghie al mio gatto. Ma la trovo una pratica crudele e, come sapete, io non lo sono...

25 aprile 2007

Ho già visto tutto.





Era l'unico modo per farverla sentire. Fermate la musica in sottofondo e godetevi questo splendido duetto tra Björk E Thom Yorke. E già che ci siete, mentre vi godete il pezzo, leggete la poesia che è stata direttamente ispirata. Mi ero dimenticata di quanto era commovente.
Ho già visto tutto
“Ho visto il disagio interiore
affisso ad un muro,
promosso come nuova frontiera del mercato.
Ho visto un’anima affranta
nello sforzo di comprendere la realtà.
Ho visto l’intelligenza.
Era offerta all’asta
ma nessuno voleva impadronirsene.
Ho visto la rabbia e l’impotenza,
l’ urlo silente di chi non riesce a reagire.
Ho visto cadere l’estrema illusione,
la speranza finale di cambiare il mondo.
Ho visto l’ultimo fiore.
Era appena sbocciato e già appassito.
Ho già visto tutto.” 24/9/2000

Ho già visto tutto.





Era l'unico modo per farverla sentire. Fermate la musica in sottofondo e godetevi questo splendido duetto tra Björk E Thom Yorke. E già che ci siete, mentre vi godete il pezzo, leggete la poesia che è stata direttamente ispirata. Mi ero dimenticata di quanto era commovente.
Ho già visto tutto
“Ho visto il disagio interiore
affisso ad un muro,
promosso come nuova frontiera del mercato.
Ho visto un’anima affranta
nello sforzo di comprendere la realtà.
Ho visto l’intelligenza.
Era offerta all’asta
ma nessuno voleva impadronirsene.
Ho visto la rabbia e l’impotenza,
l’ urlo silente di chi non riesce a reagire.
Ho visto cadere l’estrema illusione,
la speranza finale di cambiare il mondo.
Ho visto l’ultimo fiore.
Era appena sbocciato e già appassito.
Ho già visto tutto.” 24/9/2000

24 aprile 2007

Music, all I hear is music.


Voi sapete che con la musica ho un rapporto privilegiato. Mi ha letteralmente salvato la vita in più di un'occasione, cambia il mio modo di percepire l'ambiente che mi circonda. Mi avvolge come una nuvola, è una presenza viva e costante della mia vita. Ha degli effetti anche sul mio modo di scrivere. C'è un gruppo islandese di cui vi ho già parlato: i Sigur Ros. E' unico nel suo genere, molto d'atmosfera e nello stesso tempo molto terreno. E' doloroso anche: perchè diventa una porta verso il paradiso consaspevoli del fatto che non è per noi. Noi possiamo solo guardare. Ma non è di questo che volevo parlare. Questo gruppo hanno fatto un EP dedicato alle prime parole, ai primi passi nel linguaggio che fanno i bambini. E' uscito fuori un capolavoro di espressione e ricorro al brano di apertura quando ho bisogno di coccolarmi. Sentendola ho buttato giù una serie di immagini, di impressioni che avevo dentro nell'unico modo in cui riesco a fare. Con la mia tipica espressività...
Artigli
"Silenzioso.
Il graffio.
Incantato osservi
quella goccia.
Rossa.
I'm falling.
Estraneo.
Gli occhi fissi.
Aliena realtà.
Niente è eterno..." 23/4/2007

Mi hanno detto che la mia poetica richiama quella di un certo artista americano. Certo che è proprio strano.
P.S. Cosa fate voi quando volete coccolarvi? Ditemelo nei commenti.

23 aprile 2007

Fragilità.


Ancora una volta mi ritrovo come in Vicarious. Ancora una volta osservo le cose senza poter fare nulla. In una conversazione telematica un mio amico ha espresso delle perplessità che conosco molto bene. Un dolore e una profonda insicurezza di cui sono fin troppo consapevole. E tutto questo perchè? Perchè ci troviamo in un mondo di ciechi. Un mondo in cui si riesce ad andare avanti lo stesso anche se non ci si accorge del dolore altrui. Sono sempre più convinta che se la gente percepisse almeno un unghia di quello che mi capita di sentire ogni giorno certe cose non accadrebbero. E invece è possibile che la gente viva tranquilla senza vedere, senza chiedersi se con le proprie azioni stanno ferendo qualcuno. Ancora una volta mi sono trovata in lacrime perchè avrei voluto fare qualcosa, qualsiasi cosa. Avrei voluto essere accanto a quel mio amico e coccolarlo e, per un attimo, fargli sentire che non è vero niente di quello che dice su di se. Invece mi ritrovo da questa maledetta parte del vetro a piangere e a urlare silenziosa. Mi passerà. Imparerò a richiudere gli occhi e a essere cieca. Imparerò prima di implodere...

22 aprile 2007

Shopping in Genova.


Per una volta tanto la vostra padrona di casa si concede il lusso di un post frivolo. Ci vuole anche quello. Come avrete facilmente capito dal titolo, sono andata a fare shopping con mia sorella ieri pomeriggio. La mia soddisfazione maggiore è essere passata da una taglia 50 a una 46. Ho comprato un paio di jeans, un paio di pantaloni di lino nero, delle magliette con le maniche corte e ho anche fatto un piccolo peccato di gola visiva. Ho anche battagliato per via del trucco. Non andatelo a dire in giro ma penso che mia sorella si trucchi troppo da signora e con un trucco che non sta bene alla sua pelle. E' chiara come me e si scurisce volutamente e non sta bene. Non mi piace. A lei non piace il trucco che faccio io sul dorato. Quindi siamo pari. Mi ha anche messo addosso un pò di nostalgia. Mi ha fatto ripensare a quando facevo la stessa cosa con mia madre. Una nostalgia viva e pulsante...

Shopping in Genova.


Per una volta tanto la vostra padrona di casa si concede il lusso di un post frivolo. Ci vuole anche quello. Come avrete facilmente capito dal titolo, sono andata a fare shopping con mia sorella ieri pomeriggio. La mia soddisfazione maggiore è essere passata da una taglia 50 a una 46. Ho comprato un paio di jeans, un paio di pantaloni di lino nero, delle magliette con le maniche corte e ho anche fatto un piccolo peccato di gola visiva. Ho anche battagliato per via del trucco. Non andatelo a dire in giro ma penso che mia sorella si trucchi troppo da signora e con un trucco che non sta bene alla sua pelle. E' chiara come me e si scurisce volutamente e non sta bene. Non mi piace. A lei non piace il trucco che faccio io sul dorato. Quindi siamo pari. Mi ha anche messo addosso un pò di nostalgia. Mi ha fatto ripensare a quando facevo la stessa cosa con mia madre. Una nostalgia viva e pulsante...

21 aprile 2007

Not eternal...






Sono giorni che sto facendo una riflessione guardandomi intorno. Quando ho iniziato a lavorare presso l'azienda edile in cui sono ora, l'ufficio si trovava all'interno di palazzo sito in Via Sardorella che è stato demolito per fare posto al nuovo svincolo dell'autostrada di Genova Bolzaneto. Oggi i miei concittadini avranno sicuramente sentito parlare del fatto che un gasdotto dell'altoforno di Cornigliano è stato fatto esplodere. L'esplosione è stata la mia sveglia di stamattina, visto che abito a poca distanza da li e mi sono vista correre una povera palla di pelo tutta arruffata sotto il letto. La mia riflessione è questa: nulla dura in eterno. Se da una parte la questione ha un suo lato positivo che mi porta a credere che il dolore che sto provando ora, la depressione, la negatività che ho dentro, un giorno non saranno altro che uno degli ennesimi brutti ricordi che porto appresso; dall'altra mi spaventa. Niente dura in eterno e mi porta a chiedere perchè ci affanniamo tanto, perchè continuiamo ad andare avanti, creiamo i nostri progetti, cerchiamo una persona che ci faccia stare bene e con cui condividere la vita: insomma se tutto non è eterno, perchè continuiamo? Perchè perseveriamo in quello che facciamo? Spunta la solita domanda: ne vale la pena?

Not eternal...






Sono giorni che sto facendo una riflessione guardandomi intorno. Quando ho iniziato a lavorare presso l'azienda edile in cui sono ora, l'ufficio si trovava all'interno di palazzo sito in Via Sardorella che è stato demolito per fare posto al nuovo svincolo dell'autostrada di Genova Bolzaneto. Oggi i miei concittadini avranno sicuramente sentito parlare del fatto che un gasdotto dell'altoforno di Cornigliano è stato fatto esplodere. L'esplosione è stata la mia sveglia di stamattina, visto che abito a poca distanza da li e mi sono vista correre una povera palla di pelo tutta arruffata sotto il letto. La mia riflessione è questa: nulla dura in eterno. Se da una parte la questione ha un suo lato positivo che mi porta a credere che il dolore che sto provando ora, la depressione, la negatività che ho dentro, un giorno non saranno altro che uno degli ennesimi brutti ricordi che porto appresso; dall'altra mi spaventa. Niente dura in eterno e mi porta a chiedere perchè ci affanniamo tanto, perchè continuiamo ad andare avanti, creiamo i nostri progetti, cerchiamo una persona che ci faccia stare bene e con cui condividere la vita: insomma se tutto non è eterno, perchè continuiamo? Perchè perseveriamo in quello che facciamo? Spunta la solita domanda: ne vale la pena?

19 aprile 2007

Silencio II


Non sono riuscita a trovare la copertina del libro che sto leggendo, Ninna Nanna di Palahniuk e quindi sono passata ad una piccola associazione mentale. Prendete un giornalista e un articolo scomodo da scrivere, quello sulle morti nella culla. Un piccolo particolare, che non vi svelo per non rovinarvi il piacere di leggere il libro, lo porterà a fare una scoperta sconvolgente che lo cambierà. Il passo che mi ha colpito: "questi silenziofobici, questi rumorodipendenti..." e la riflessione che la gente deve per forza riempirsi di suoni, di rumori per evitare di rimanere da soli con i propri pensieri, per evitare di pensare. Fateci caso: la televisione, la radio accesa, la musica che esce dalle casse dei pc... Siamo costantemente immersi. A volte lo ricerchiamo consapevolmente, a volte no. Però un'altra riflessione parte subito spontanea. Difficile il silenzio quando una persona è portata a sentire la musica nel soffio del vento, nell'acqua che scorre placida nei fiumi, nel fruscio degli alberi, nel cinguettio festante degli uccellini che reclamano il loro pasto...

Silencio II


Non sono riuscita a trovare la copertina del libro che sto leggendo, Ninna Nanna di Palahniuk e quindi sono passata ad una piccola associazione mentale. Prendete un giornalista e un articolo scomodo da scrivere, quello sulle morti nella culla. Un piccolo particolare, che non vi svelo per non rovinarvi il piacere di leggere il libro, lo porterà a fare una scoperta sconvolgente che lo cambierà. Il passo che mi ha colpito: "questi silenziofobici, questi rumorodipendenti..." e la riflessione che la gente deve per forza riempirsi di suoni, di rumori per evitare di rimanere da soli con i propri pensieri, per evitare di pensare. Fateci caso: la televisione, la radio accesa, la musica che esce dalle casse dei pc... Siamo costantemente immersi. A volte lo ricerchiamo consapevolmente, a volte no. Però un'altra riflessione parte subito spontanea. Difficile il silenzio quando una persona è portata a sentire la musica nel soffio del vento, nell'acqua che scorre placida nei fiumi, nel fruscio degli alberi, nel cinguettio festante degli uccellini che reclamano il loro pasto...

18 aprile 2007

Fragile


E' quello che sono. Sono il cristallo. Mi posso spezzare in mille pezzi. E non è escluso che sia già successo. Non è escluso che in giro per il mondo ci siano già i miei cocci...

17 aprile 2007

Please, don't say sorry.


Come avrete facilmente capito non farò il viaggio che dovevo. Peccato mi sarebbe tanto piaciuto incontrare quella persona e poterci parlare a quattr'occhi finalmente. Non mi racconto neanche della mia debole consolazione. Ancora una volta nella vita gli eventi prendono una piega diversa da quella che desidero. E la cosa peggiore è che mi si chiede scusa, la cosa peggiore è che ci si sente in colpa nei miei confronti. Colpa di cosa? Sono anni che vado avanti così: piccole speranze disattese. E poi mi chiedono perchè sto smettendo di sognare e sperare che ci sia per me qualcosa di più di quello che mi accade intorno. Chissà come mai.

16 aprile 2007

Calling all angels


Ci sono delle voci che non sono umane, voci che hanno la capacità di prenderti il cuore e portartelo fin sulle vette. Ci sono voci che le ascolti e le definisci il canto di un angelo. Era l'unico modo per farvi sentire questo pezzo. Se passate di qui, fermate la musica in sottofondo e godetevela. Se avete un cuore che in questo momento sta sanguinando per un motivo o per l'altro, o semplicemente perchè il motivo non c'è ma l'oscurità ha preso il sopravvento sulle vostre anime, se avete addosso le stimmate del dolore e cercate un posto per fermarvi e per ripararvi dagli strali delle avversità, per questo e ad altri motivi fermate la musica in sottofondo e godevi il canto di Jeff Buckley.  Io farò lo stesso, mi potrete vedere. Vi farò compagnia aggiungendo le mie lacrime alle vostre...
P.S. Gira male. Molto male.

15 aprile 2007

Tremate: l'anno zero è arrivato.

Ora spiego l'arcano riguardo l'anno zero: ho tentato di fare arrivare ai miei lettori l'atmosfera malata di alcuni siti legati a una vera opera d'arte. Il signor Trent Reznor, per pubblicizzare il suo nuovo pargolo, ha deciso di fare impazzire i suoi fan coinvolgendoli in una vera e propria caccia al tesoro virtuale fatta di brani trovati in penne usb lasciate "casualmente" nei bagni durante i concerti e di siti legati all'amosfera malata del disco. La storia più o meno è questa: anno 2022 il mondo è in declino totale, sull'orlo del collasso. Ci sono stati diversi segnali preoccupanti: un'attentato terroristico durante l'81ma premiazione degli Oscar, le acque che diventano rosse, l'introduzione di una droga che porta a vedere una "Presenza" dai connotati e dal compito decisamente inquietanti. Ora che avete tutte le coordinate per capire meglio passiamo al disco vero e proprio. Reznor ha rivoluzionato il suo modo di fare musica. E' acido, acidissimo, corrosivo. Niente più chitarre e quelle che si sentono sono campionate. Influenze da Depeche Mode, in primis, Aphex Twin, Massive Attack e chissà cos'altro. Il disco va sentito per intero. E' compatto, discorsivo, non c'è un'attimo di cedimento. Non un capolavoro ma poco ci manca. E in sotto traccia ci sono una miriade di suoni nascosti tale da necessitare un ascolto in cuffia e sparato ad alto volume. Disco dell'anno per me, a menochè un certo arcangelo non decida di farsi risentire. E ora passo a recensirlo brano per brano.

Hyperpower: incipit davvero galvanizzante e devastante. Sembra di assistere ad una sommossa con tanto di agenti che picchiano a destra e a manca. The beginning of the end: è il brano che mi prende meno. Attenzione. Ho detto che mi prende di meno non che sia brutto. Musicalmente ricorda forse un pò troppo My sharona e rende meglio da studio che dal vivo. Concentrato di energia e di forza musicale. Volendo la si potrebbe anche ballare... Survivalism: Devastante. Brutale. Aggressiva in maniera sublime. You got pacifism, I got survivalism. I vecchi ideali non funzionano più, l'imperativo è sopravvivere. Dal vivo è esplosiva. Anzi direi che è proprio nella dimensione live che sono riuscita a fare pace con questo brano. Ogni volta che la sento alzo il volume a manetta e mi esalto. The good soldier: come rendere moderna una classica marcia militare. Questo è. Con un'apertura melodica verso la fine davvero toccante. E sublime il testo: I am trying to see, I am trying to believe. This is nowhere I should be. L'impotenza dell'uomo verso il crollo totale. Sia per il testo che per la musica. Vessel: il capolavoro in un disco ottimo. Graffiante, acido, sembra di risentire gli echi dei vecchi Nine Inch Nails. Come atmosfere mi ricorda Closer. Una Closer del 21esimo secolo. Me I'm not: I Nine inch nails che fanno trip-hop?? E da quando? Sono rimasta davvero basita, diavolo di un Reznor. Il pezzo spacca e di brutta maniera ti ritrovi a scuotere in maniera ritmata la testa. Can't stop me I'm not...(scegliete voi cosa non sono ) Capital G: picchierò il primo che mi dice che questa canzone è brutta. Non lo è per niente. Il tono della voce è sarcastico, sta prendendo in giro qualcuno (forse il suo pupillo Manson, a giudicare da certi passaggi musicali? Chissà) e la musica segue perfettamente il piglio ironico. E' divertita e divertente, scanzonata per quanto possa esserlo un brano  dei Nin. Qui c'è un piccolo esempio di quanto dicevo prima: in sottotraccia ci sono dei suoni "deviati" difficili da percepire...My violent heart: quando ho sentito questo brano per la prima volta sono saltata dalla sedia. E' tornato. I Nine inch nails sono tornati. E' subdolo, suadente, seducente, ti coccola all'inizio, un vero e proprio diavolo tentatore. Voce molto bassa, rabbia trattenuta al massimo grado che sembra voler esplodere ma non lo fa mai totalmente neanche nel ritornello. Insomma una delizia per le mie orecchie: we crawl... The Warning: un nuovo rimando alle vecchie opere. Ci risento echi di Piggy, della fine di questo brano. God given: se nel futuro esisterà ancora una discoteca questo brano sarà considerato un classicone. Fa muovere il culo persino alla persona più piantata dell'universo da quanto è deliziosamente ritmata. Suoni perfetti, forse al limite della glacialità ma va bene, ce ne fossero di dischi così. Meet your master: la cosa che mi chiedo andando avanti ad ascoltarlo è come diavolo farà a portarlo dal vivo? Grande mistero. Il punto di forza è che riesce ad essere perfettamente in bilico tra ricerca di uno stile differente, nuovo per il gruppo, senza ignorare il passato come in questo pezzo. E poi verso la fine di nuovo un'apertura melodica bellissima, che ti fa chiedere "pietà per le mie coronarie, non ce la faccio più!" Ma il tizio è sadico e assesta una delle prime mazzate terrificanti del disco: The greater good. Deliziosamente ipnotica e malevola, strumenti normali che diventano inquietanti. Si va avanti, è sempre peggio, The great destroyer è il secondo capolavoro. Linea vocale meravigliosa (Trent Reznor ha preso lezioni di canto nel frattempo?), musicalmente molto espressiva dall'inizio alla fine dove la fine del mondo è simboleggiata dal puro rumorismo elettronico. Bello, bello, bello! Come ho letto da altre parti date un pianoforte al frontman dei Nin e sarà difficile che faccia uscire brutte cose. Another version of truth è la mestizia calma dopo la distruzione, stranamente molto minimale in un disco fin troppo ricco e complesso. In this twilight ha il pregio di essere la perfetta triste narrazione di un mondo ormai fottuto. Sia musica con le note in diminuire dell'inizio, il cantato che segue la dissonanza. Da Greater Good fino ad adesso il disco ha cambiato i connotati da aggressivo, provocatore, diventa triste e decadente. Zero-Sum è la chiusura ideale. Si parla in sotto voce, i toni sono dimessi, si levano le tende. E poi quel "shame on us" uno dei punti più alti dell'espressività di questa grande opera. La disperazione fatta carne, voce, musica e cuore. Era il disco che volevo. Il. Disco. Che. Volevo. Volevo che ritornasse a prendermi l'anima e a distruggermela di nuovo. Grazie. Grazie mille.
P.S. Non è finita, l'anno zero non è finito. C'è un secondo capitolo. Che gli Dei abbiano pietà delle nostre povere anime...

14 aprile 2007

Dumand...


Vi sottopporrò a un test e voglio che mi rispondiate nei commenti. Mi raccomando siate sinceri:
1: chi sei?
2: siamo amici?
3: quando e dove ci siamo conosciuti?
4: hai una cotta per me?
5: hai mai desiderato darmi un pugno in faccia?
6: dammi un soprannome e spiega il perchè!
7: descrivimi con una parola.
8: qual è stata la tua prima impressione su di me?
9: pensi la stessa cosa ora?
10: cosa ti fa ricordare di me?
11: se mi potessi dare qualsiasi cosa, che mi daresti?
12: quanto mi conosci?
13: quando è stata l'ultima volta che mi hai letto?
14: c'è stato mai qualcosa che avresti voluto dirmi ma non l'hai fatto?
15: metteresti questo test sul blog per vedere che direi di te?

13 aprile 2007

Year Zero's coming...








Respira, lentamente, non aver paura alla fine farai quello che vorremo. Vogliamo sapere tutto di te: tutto ciò che fai, ovunque vai... Tutto. Vogliamo tutto. Respira e lasciaci entrare dentro di te. Era questa la forma di controllo che vigeva nel mondo prima che il Grande Distruttore arrivasse a fare piazza pulita di un mondo in decomposizione. Riguardo indietro agli ultimi giorni e mi accorgo che è stata tutta una follia. Le acque che diventano rosse, la droga in circolo nei nostri corpi e noi eravamo inconsapevoli. All'indomani della grande catastrofe ci siamo svegliati e il sole sembrava un vecchio amico. E' cominciato. Si sono aperti i cieli ed è stato come vivere all'interno di un eterno scontro tra macchine. Il tempo sta rallentando e se avessi ancora un secondo penso che ti prenderei per mano. Ti ricordi quando...e tutte quelle volte in cui...e quello che avremmo...e quello che dovevamo...Io so. So che ricordi. E come lo giustificheremo? Noi sapevamo tutto, nei nostri cuori. Sapevamo. E abbiamo detto che non era importante. Abbiamo provato ad andare avanti e adesso, non importa più ormai. Nell'ora del declino. Presto tutto sarà detto e fatto e torneremo ad essere una cosa sola. E... sarà... la fine.
Biasimo su di noi, maledetti sin dall'inizio, che Dio abbia pietà dei nostri piccoli sudici cuori. Biasimo su di noi per quello che abbiamo fatto, non meritiamo più nulla. Non ne uscirai più, non prenderai più la via facile, tutto questo è una conseguenza di quello che è nato dalle tue mani. Credo in questo genere di cose. E troverai davvero, quando chiuderai gli occhi, un posto dove fermarti ed essere in pace? Credo che volessi dirtelo, quando la luce incominciò a scemare e i cieli caddero. Presto saremo una cosa sola. Presto sarà tutto finito.

12 aprile 2007

Presence is the cure...

Moira Waag è stata portata alla casa di igiene mentale Judson Ogram dopo il suo arrivo in un pronto soccorso in preda a qualsiasi droga possibile. Si dice in giro che ce ne sia una chiamata Opal, o "il nero" secondo il gergo dei tossici, dagli effetti inquietanti che porta a vedere la presenza. L'Opal potrebbe essere l'ennesimo soprannome del Parepin...

Caso n. 6455DA04 (Moira)
D. Buongiorno. Come ti senti?
M. Nervosa
D. Beh questo non è comprensibile. Io vorrei aiutarti. Mi prometti che risponderai sinceramente?
M Certo, ci proverò.
D. D'accordo, grazie. Allora iniziamo dalla notte in cui hai iniziato a vedere quello che chiami "la presenza"
M. Ero a una festa. Avevano questa nuova droga. Ti danno un fogliettino di carta con il nero. Devi prima sporcarti le mani con una sorta di solvente e poi puoi toccare la carta che è impolverato dal nero. Così mi sono detta: proviamo. Mi sono seduta in bagno e ho aspettato li pr vedere l'effetto che faceva. Il bagno era bianco ma non era abbastanza pulito così ho cominciato a fissare le pareti grige in attesa dell'effetto. Stavo bene così seduta.
D. Scusami, perchè il bagno?
M. La droga entra in circolo e hai un effetto maggiore se prima ti bevi un sacco di acqua. E l'effetto aumenta se ci sono un sacco di persone intorno a te che stanno provando la stessa droga contemporaneamente. Sembra strano, a volte. Comunque immaginati 20 persone che stanno bevendo un casino d'acqua e sono fatti in qualche topaia con il bagno o una cosa del genere.
D. Uhm vista così sembra abbastanza scomodo. Torniamo alla "presenza"
M. Ti dimostri troppo interessato alla presenza. Mi stai per dire che non esiste?
D. Rispetto la tua esperienza. Più tardi potremmo anche parlare di cosa significa. Adesso, voglio solo sentire la tua storia. Hai sentito qualcosa, hai avuto allucinazioni?
M. Il nero solitamente non mi fa vedere delle cose.  Una volta mi sono fatta di mescalina ed ero per strada e potevo vedere dentro gli edifici. Vedevo cosa stava facendo la gente ma il nero non da questi effetti.
D. Molto interessante. Non lo sapevo. Allora continua, dimmi cos'è accaduto dopo.
M Mi sentivo come se ci fosse qualcuno in bagno con me. Mi sono girata ma non c'era nessuno. Sentivo questa presenza, forte e così ho dato un'occhiata nella doccia. Le mie  mani hanno iniziato a sentirsi... ricolme.
D. Ricolme?
M Piene di energia, pulsanti. La mia spina dorsale scottava. Come se ci fosse della cera bollente che stava riempiendo la spina dorsale dall'interno. E quando questa pienezza ha cominciato a fuori uscire e a passare nelle braccia, nelle gambe e... Oh stavo da dio. Era meraviglioso ma anche spaventoso, come se qualcuno avesse bussato alla porta e mi avesse fatto uscire da me stessa. Sentivo come se qualcuno stesse prendendo il mio posto e stesse osservando l'ambiente con i miei occhi. Mi sono vista uscire dal bagno, ero alla festa ma la stavo guardando dall'esterno. Ero come imprigionata in un piccolo angolo del cranio. Colui che aveva preso il mio posto era dentro di me ma era anche all'esterno. Era ovunque. Era incandescente, elettrico. Non so come spiegarlo.
D Ok. Prova solo a descriverlo meglio che puoi
M C'era questo calore e questa energia che si centra nel mezzo del corpo. E si è espanso a tutto il corpo e improvvisamente potevo sentire l'intero pianeta. Una piccola parte dellal mente non poteva vedere perchè era ancora seduta nel bagno alla festa. Il pianeta è enorme e complicato e sentivo le correnti dell'oceano, sentivo il riscaldamento del pianeta e sentivo che questo stava arrivando in superficie. Potevo sentire il fischio di una tempesta attraverso l'acqua e l'aria che fischia attraverso la neve che si scioglie. (tace)
D Continua...
M Non posso descrivere come ci si sente. Io ero in tutte queste cose. Il mondo è vasto e io lo ero  altrettanto.
D. Spiegati meglio
M. Ho iniziato a sentirmi pizzicare. Dalle strade, dagli edifici, da tutto. Mi pizzicano. Poi ho cominciato a sentire come diecimila dolorose punture di spillo. Tutto il veleno che gettano nei fiumi. I pozzi che si prosciugano. Fanno male. L'aria è piena di merda che mi ferisce. Lo odio. E' come essere avvelenati.
D Magari il veleno era nella droga..
M Poi chi era al mio posto mi ha notato. Sa che sono io che sto avvelenando il pianeta. Sono io che sto creando queste ferite. Mi levo dal mondo così finirà di soffrire. Ma va tutto bene, questo lo posso capire.
D. Sembra quasi un'allucinazione.
M Non lo era.
D D'accordo. E...
M Cosa?
D. (sussurra qualcosa di incomprensibile)
M Scusa non riesco a sentirti
D (di nuovo sussurra qualcosa di incomprensibile)
M. Dio? Cazzo, non c'è storia. Ho sentito delle persone che hanno visto Dio dopo essersi fatti di nero. Ma l'hanno visto perchè era quello che volevano vedere. Hanno visto questa enormità, si sono spaventati e l'hanno chiamato "dio" perchè così si sentivano più sicuri e tranquilli. Ma non c'è niente di sano o di sicuro nella presenza. Bella, si, ma...non trovo la parola. Forse, spietata.
Se fosse dio, beh, siamo completamente fottuti. (ride)
D Pensi che dio potrebbe essere spietato?
M. Senti non ripetere in giro quanto ti sto per dire perchè suona un pò folle ma "la presenza" non è di questa terra. E' un visitatore. Mio nonno, sai, aveva una fattoria in Nuova Zelanda. Ogni tanto faceva il giro e faceva fuori il bestiame malato per salvare quello sano. Ecco il compito della "presenza". E' qui per lo stesso motivo, per salvarci dalla malattia.
D. E noi lo siamo...
M. Si, giusto! Noi siamo il cancro e "la presenza" è la cura.
D. E questo ti fa star bene? Non ti spaventa oppure ti intristisce?
M Mi stai pigliando per il culo? Sono terrorizzata. E se tu non sei spaventato, sei matto...

11 aprile 2007

Wait for the end


John Ferminger si trovava sul ponte di Boston. Era con la figlia, in macchina, quando improvvisamente l'acqua divenne rossa. Lo stupore fu enorme e ci furono degli incidenti a catena. La macchina di John finì in acqua ma fu ripescata. Dei due l'uomo fu l'unico superstite e da allora cominciò a soffrire di quello strano disturbo che porta a vedere "la presenza" ovunque si posi lo sguardo. Questa è l'estratto dell'ultima conversazione tra John e il suo medico curante.
Dr. Gantry: Ho spento le telecamere.
Caso N. 4382BX12 (John): Voglio che il Padrone veda quello che sto facendo. Perchè l'hai fatto?
D.: John tu morirai.
J.: Anche tu
D. Morirai oggi
J. Questa è l'ultima volta che posso parlare, dovreste starmi a sentire finchè ne avete il tempo.
D. Nessuno sta sentendo, John! Nessuno ti può più sentire, ormai
J. Tu puoi. Ascoltami:
Noi non combattiamo contro la carne e il sangue, noi combattiamo contro dei principi, contro il potere, contro i signori dell'oscurità di questo mondo, contro la debolezza spirituale nei piani alti.
D. Ascolta, ho parlato con quelli che contano. Tutto quello che devi fare è firmare questo modulo. Poi esci di prigione e dici ai tuoi seguaci che le tue rivelazioni erano false.
J Non lo sono.
D Non devi crederci, devi solo dirlo. Alla tv.
(E così dicendo porge il modulo al paziente che rifuta di firmarlo)
J Ho amato molto le nostre conversazioni. Grazie per avermi parlato di Francesca.
D. Quelli che contano vogliono farti sparire.
(John allunga una mano verso il pugno chiuso del dottore e apre la mano per vederne il palmo)
Immagino che mi dirai che è il segno della bestia.
J Sono le tue parole, non le mie
D. Non ti faranno il processo perchè sei una minaccia per la sicurezza. Tra pochi minuti ti verranno a prendere e ti fucileranno. Poi manderanno a tua moglie il conto per la pallottola.
Firma. Quel. Modulo.
J Doc..
D. Sto cercando di salvarti la vita!
J Non sei qui per salvarmi.
D. Si, invece, per dio
J Tu sei qui così io posso salvare te.
(Lunga pausa di silenzio)
D Io, io non... Io
J Sono un recipiente, niente di più. Sono una campana creata da dio e puoi sentirmi suonare la verità. Tu sei qui per la stessa ragione per cui sono venuti tutti, tutti quei poveri bastardi fuori dalla prigione.
D Io non sono come...
J Sto cercando di salvarti la vita. Sei esattamente come loro, e come me, e come il resto delle povere creature di dio. Tutti quanti soffriamo e moriamo ed è tutto qui. Non è una ragione sufficiente per essere gentili con gli altri? In queste poche ore che ci separano dall'oscurità?
(Infila un dito nel bicchiere d'acqua e benedice la fronte del Dr. Ganrty)
D. Cosa... Cosa dovrei fare?
J. Vai a casa. Dì a Francesca che l'ami e aspetta la fine...

10 aprile 2007

AIUTOOOO!


2/9/2007 BOLOGNA INDIPENDENT FESTIVAL
L'ho appena saputo. Io ci muoio. I Tool e i Nine inch nails la stessa sera non sopravvivo.

9 aprile 2007

Hollywood in memoriam...


Non me lo ricordo molto bene ero piccola. Mi trovavo vicino a mia madre ed ero in fila come tanti altri che si trovavano li per vedere da vicino le stelle del cinema. Dopo tanti sacrifici mia madre era riuscita a coronare il suo sogno: partecipare alla premiazione degli Oscar come spettatore. Me ne parlava in continuazione e alla fine ero arrivata a condividere lo stesso sogno. Eravamo vestite molto eleganti quel giorno, ed eravamo in fila. Si è sentito un grosso boato e poi...
Non ricordo molto. C'era gente che urlava straziata dal dolore, per terra c'erano corpi sanguinanti. Ricordo che chiamavo a gran voce la mia mamma ma non rispondeva. Poi vennero i militari e ci dissero che dovevano evacuare la città di Los Angeles. Hanno parlato di bomba atomica e il peggio doveva ancora arrivare. Non seppi mai cosa ne fu di mia madre. Persi tutti i capelli, il mio corpo subii diverse trasformazioni. Guardatemi. No, non riuscite a guardarmi, io sono un mostro.
La mia unica colpa?
Aver condiviso un sogno con una persona di cui non so più nulla e il cui ricordo è andato svanendo nel tempo...

6 aprile 2007

Overworking

Oggi avrei voluto avere tante braccia come la Dea Kali. Perchè? Avete presente una tipa stile Fantozzi con seicento e più pagine da timbrare? Ecco quella sono io. Ora farò insorgere tutti i miei lettori dispoccupati: ma quanto odio questo lavoro? Unica consolazione: è il venerdì prima di Pasqua. A chi ci crede auguri di Buona Pasqua. E a chi non ci crede auguri lo stesso. In fondo è sempre energia positiva che circola.
P.S. Laura avevi ragione tu da vendere. Se hai tempo poi ti spiegherò il perchè.

5 aprile 2007

Water drugs


Fate attenzione all'acqua che state bevendo potrebbe essere drogata. Stanno facendo esperimenti strani sulla gente, stanno testando una nuova forma di arma. Ho scoperto il nome: Parepin. E' una sostanza che intacca la chimica del cervello e specialmente la dopamina. E' noto che una massiccia operatività della dopamina è legata alla schizofrenia. Il dosaggio del Parepin non è controllato. Come ho detto è nell'acqua. Più la bevete e più parepin assumete. E più la assumete e più siete soggetti ad allucinazioni ipnagogiche. I sogni che fate vi sembreranno così vividi da pensare di essere svegli. L'immagine che vedete li sopra è quello che è stato visto da quando hanno iniziato a drogare l'acqua.
Sto provando a credere...

4 aprile 2007

Lessons of life.


Immagino che vi siate accorti che ho inaugurato un nuovo angolo: il krishel aforisma. Ossia frasi messe così senza doverne spiegare il perchè. Sono frasi dettate dalla frustrazione e dall'incapacità di esprimere in maniera compiuta cosa ho dentro. Anche se poi il diretto interessato mi ha detto che devo essere sincera e che alla fine c'è stato un effetto positivo dalle mie parole. Speriamo. In questi giorni sto trasferendo parte della mia metà oscura. Quello che non ha troppi riferimenti personali lo pubblico da un'altra parte mentre il troppo personale lo stampo e lo tengo per me. E poi farò fare una brutta fine al blog di msn. Cancello tutto e via. Non avrei nemmeno dovuto aprirlo. Sono stata troppo ingenua come al solito. Pazienza, un'altra lezione di vita.

Lessons of life.


Immagino che vi siate accorti che ho inaugurato un nuovo angolo: il krishel aforisma. Ossia frasi messe così senza doverne spiegare il perchè. Sono frasi dettate dalla frustrazione e dall'incapacità di esprimere in maniera compiuta cosa ho dentro. Anche se poi il diretto interessato mi ha detto che devo essere sincera e che alla fine c'è stato un effetto positivo dalle mie parole. Speriamo. In questi giorni sto trasferendo parte della mia metà oscura. Quello che non ha troppi riferimenti personali lo pubblico da un'altra parte mentre il troppo personale lo stampo e lo tengo per me. E poi farò fare una brutta fine al blog di msn. Cancello tutto e via. Non avrei nemmeno dovuto aprirlo. Sono stata troppo ingenua come al solito. Pazienza, un'altra lezione di vita.

3 aprile 2007

Silencio...


Devo imparare a farmi i cavoli miei, a dire che andrà tutto bene oppure a tacere quando non è possibile dirlo.

Silencio...


Devo imparare a farmi i cavoli miei, a dire che andrà tutto bene oppure a tacere quando non è possibile dirlo.

Shadows again





Lo so il video è ridicolo ma non avevo altro modo per farvi sentire questa canzone. Si tratta di Walking in Memphis di Mark Cohn. Sicuramente conoscete la meno bella cover fatta da Cher. Ma non è di questo che vi voglio parlare. Dopo l'esaltazione per il concerto sono arrivate le ombre, è arrivata la tristezza mia eterna compagna. Leggendo il blog di una mia amica le ho detto che stava chiedendo perdono per essere quello che è, senza immaginare che mi sarei ritrovata a fare lo stesso. Ci sono circostanze in cui mi è impossibile aiutare. Ci sono domande a cui mi è impossibile rispondere. Rimane solo il graffio e il dolore. Rimane solo uno schianto più acuto nel cuore...

Shadows again





Lo so il video è ridicolo ma non avevo altro modo per farvi sentire questa canzone. Si tratta di Walking in Memphis di Mark Cohn. Sicuramente conoscete la meno bella cover fatta da Cher. Ma non è di questo che vi voglio parlare. Dopo l'esaltazione per il concerto sono arrivate le ombre, è arrivata la tristezza mia eterna compagna. Leggendo il blog di una mia amica le ho detto che stava chiedendo perdono per essere quello che è, senza immaginare che mi sarei ritrovata a fare lo stesso. Ci sono circostanze in cui mi è impossibile aiutare. Ci sono domande a cui mi è impossibile rispondere. Rimane solo il graffio e il dolore. Rimane solo uno schianto più acuto nel cuore...

2 aprile 2007

Mr. Selfdestruct


Sono partita da Genova alle 9 e 19. Avevo intenzione di non perdermi molto nel tragitto. Ho fatto anche un lieve giro per le vie del Duomo. Che tristezza essere li per la prima volta senza Davide e senza nessuno con cui parlare. Sono arrivata all'Alcatraz alle due e mezza del pomeriggio. E li la fila fatta di racconti, di chiacchiere, di incontri. Ho incontrato per la prima volta uno del Gruppo. Ero davvero felice e non sono riuscita neanche ad esprimere come volevo la mia felicità per l'incontro. Si entra. L'attesa si fa spasmodica e si inizia. Non voglio spendere parole inutili sui Ladytron, banda spalla. Sarà un mio limite ma se non ci fossero le band spalla sarebbe meglio. Non le sopporto proprio, è più forte di me. Io ero li per i Nine inch nail e basta. Dopo un'ora e mezza di puro tedio in cui mi muovevo solo per tenere viva la circolazione arriva lo spettacolo vero e proprio. E si inizia con il botto: Pinion, Mr. Self Destruct, Terrible Lie, Heresy, March of the Pigs. Brividi che scorrono diretti per la mia spina dorsale, energia forte e vivificante.  Mr self destruct e Terrible lie ancora più malevole che da disco. Si va avanti, è un massacro fisico ed emotivo. Fate conto un essere di 1,58 che si muove e sembra una molla impazzita. The frail e the wretched mi lacerano e si arriva a una tra le più massacranti del set: Closer. Non posso farvi capire cosa vuol dire ascoltare questa canzone dal vivo. E' terribilmente..."calda". Ti prende e ti rivolta dentro. Si continua. Arriva il primo passo falso della serata: The beginningof the end. Spero per lui che non la porti più dal vivo. Brutta. Per lo meno mi è servito per tirare il fiato. Ma si ricomincia e l'impatto emotivo cresce a dismisura e ho rischiato di implodere con Eraser. Era una delle tre che avevo indicato come possibili da infarto secco e ci è mancato poco. Cantata con tutta la voce possibile. Del palco non ho visto nulla ma non importa mi arrvivavano addosso le vibrazioni sonore, erano impressionanti. Devo essere sincera: ho degli enormi buchi di memoria. Mi ricordo quello che ho sentito ma se vi dovessi descrivere cosa è stato non saprei come fare. E' praticamente impossibile. Hurt è calata giù con tutto il suo impatto: mi ha preso il cuore e me l'ha stritolato e Head like a hole...io sono affezionata a questa canzone semplicemente per un motivo: mi ha fatto conoscere questo gruppo. Ed è bella, bellissima. Insomma sono tornata a casa grondante sudore, stanca, con la schiena a pezzi ma non avete idea della felicità che ho nel cuore. La giornata era anche una sorta di test personale: direi promossa a pieni voti.