31 maggio 2007

Shit happens

E' successo quello che doveva capitare prima o poi: mia sorella e io abbiamo litigato ieri sera. Conclusione? "Vedi di essere educata con me". Già. Sono io che devo venire a patti con gli altri, sono io che mi devo sempre piegare. E' giusto. E' normale. Mai chiedersi perchè sono nelle mie condizioni attuali, che sto ampiamente nascondendo, mai chiedersi come mai da parte mia non c'è rispetto, tutto per scontato. E neanche mi stupisce un pò. Ho appena finito Ubik. Il finale non ve lo anticipo ma è devastante davvero. Ho della gente in casa, parenti e quindi ho meno tempo per aggiornare e occuparmi delle cose che faccio di solito su internet. Se non ci si mettessero anche dei segni che sto leggendo e fanno partire i miei famosi criceti starei molto meglio. Evidentemente la storia non è ancora finita. Non del tutto. Masochista inside...

30 maggio 2007

Io sono Ubik

Dopo aver rischiato di essere beccata dal capo mentre ero intenta a farmi una barcata di cavolacci miei (e più pesantemente rischiare di perdere il lavoro), dopo aver lottato per trovare un'immagine quantomeno decente della copertina del libro che sto leggendo ora ve ne parlo. Si intitola Ubik ed è di P.K. Dick. Lo stesso autore dei libri da cui sono stati tratti i famosissimi film Blade Runner, che è anche il mio preferito in assoluto, e Minority Report, uno scrittore di vera letteratura di anticipazione. Cito le note in copertina: "Glen Runciter comunica con la moglie defunta per avere i suoi consigli dall'aldilà. Joe Chip scompare dal mondo del 1992 e si ritrova nell'America degli anni trenta, mentre riceve misteriosi e cupi messaggi. (cut) P.K. Dick affronta con grande ispirazione alcuni dei suoi temi profondi: l'illusione che chiamiamo realtà, la mancanza di un tessuto connettivo e di un principio unificatore al di sotto dell'apparenza delle cose, il mistero di un Dio che tiene i dadi della vita e della morte". Inoltre c'è in tutto il romanzo un insistenza sulla mercificazione, sulla pubblicità, sul marketing. Quasi anticipasse l'idea che l'uomo non è più tale ma diviene merce in tutte le sue fasi. E pensate che il prossimo che mi attende è "Storia dell'eternità" di Borges. Poi capite perchè i miei criceti troppo spesso fanno il superlavoro.

29 maggio 2007

Rose.


Stamattina ho ricevuto una di quelle notizie che non vorresti mai sentire e ve la risparmio. Mi ha lasciato addosso un senso di devastazione tale da sentire il bisogno urgente di vedere qualcosa di bello. Nel mio caso è difficile da trovare perchè ho una considerazione particolare della bellezza. Non è quella canonica, è nell'energia delle persone, nel mondo che ti circonda quando c'è, nel sorriso di un neonato, nello sguardo del tuo gatto quando capisce che c'è qualcosa che non va e ti viene a strusciare contro. La bellezza è in queste e altre forme. Io le vedo tutte queste forme. E vedo anche quando non c'è la bellezza e fa male. Perchè ti lascia dei graffi davvero indicibili dentro, in un certo senso ti sporca l'anima. Quando ho bisogno di bellezza ricorro al mio fiore preferito: la rosa gialla. Non so perchè tra tutti i fiori amo proprio questo. Quando poi a volte si tinge di arancione alla base lo trovo ancora più bello. Grazie mille Madre Natura per una creatura così perfetta. Oggi mi gira così.

28 maggio 2007

Rei...


In preda alla noia totale e per distrarre la mente da un violento attacco di empatia mi sono vista l'episodio finale, il film di Neon Genesis Evangelion Death and Rebirth. E le riflessioni non sono state poche. La storia di Neon Genesis Evangelion ha inizio nel 2000 d.C. In quell'anno un immenso oggetto, che verrà ufficialmente spacciato per un'asteroide, cadde in Antartide.
E' l'arrivo di Adam: il primo "Angelo" ("Shito" in giapponese, che possiamo anche tradurre come Apostolo, Messaggero) : l'oggetto schiantatosi in Antartide, infatti, altro non era che un gigantesco organismo vivente, monito per l'intera razza umana.
Gli esperimenti che vennero effettuati su di esso portarono al "Second Impact" il continente di ghiaccio fu ridotto in mille pezzi (questi eventi sono mostrati in modo approfondito solo nel dodicesimo episodio), il calore provocato allora dall'esplosione fu così immenso che il ghiaccio dell'intero continente si sciolse provocando un'inondazione e una distruzione di proporzioni bibliche sull'intera superficie del pianeta. Ma non era certo finita qui .Ci spostiamo quindi nel 2015: da quindici anni la razza umana si sta preparando al ritorno degli Angeli: non conosciamo l'entità dei crimini dell'umanità, nè dove essa abbia sbagliato e quale fu il fatale errore, fatto sta che ora, come promesso, gli Angeli sono tornati ma questa volta l'uomo non è impreparato : durante gli anni, un organizzazione internazionale chiamata NERV (dal tedesco, vuol dire "nervo") era stata fondata a protezione della Terra con l'incarico di trovare un'arma capace di ostacolare il celeste invasore. E mi fermo qui. C'era un brano di musica classica nella colonna sonora davvero meraviglioso, un'opera di Pachebel che non so come si chiama (anzi se qualcuno lo sa me lo dica che lo voglio avere) e pensavo: è curioso come l'essere umano sia capace di creare opere così nobili e di una bellezza celestiale e, nello stesso tempo, di compiere atroci nefandezze. Inoltre penso che abbiate capite chi è il mio personaggio preferito: Rei. Rei Ayaname. Non so se è perchè mi ci indentifico, perchè è un personaggio misterioso. Non so. La vedo e mi piace. E' il personaggio migliore dell'opera. Cherchez la femme, capite da voi chi è.

27 maggio 2007

Number 23


Sono tornata a vedere una delle miriadi di film che ho in sospeso. Uno di quelli è Number 23 con un Jim Carey al solito strepitoso. La trama è questa: coinvolto in una terribile spirale ossessiva legata al numero 23, Walter Sparrow vede la sua vita, un tempo idilliaca, trasformarsi in un inferno di torture psicologiche che potrebbero portarlo alla morte, così come a quella dei suoi cari. Incuriosito da un misterioso romanzo, The Number 23, che non ha il coraggio di mettere da parte, Walter è obbligato a far luce sui segreti del suo passato, prima di poter continuare a condurre una vita normale con sua moglie Agatha e suo figlio adolescente Robin. Fondamentalmente è un film sull'ossessione che ti può possedere fin a rovinarti la vita, possedendoti come un demone malefico e ti porta via tutto: le persone più care, il respiro, la vita stessa.

26 maggio 2007

Food? I don't think so.

Dovete sapere che ieri come ogni venerdì sono andata in centro dal mio spacciatore di libri preferito: la biblioteca Berio. E ho trovato dei libri veramente interessanti di cui vi parlerò se riuscirò a leggerli. C'è un solo modo per mangiare senza essere spennati: andare in un certo locale che non nomino non solo per non fare pubblicità occulta ma semplicemente per non vedervi fuggire a gambe levate. Oppure per non sentirmi fare commenti del tipo: ma come una persona come te va a mangiare li? Palle, la fame è fame, i soldi sono contati per cui...Comunque mentre ero seduta e stavo sbocconcellando il mio panino e le patatine fritte ho fatto caso alla pubblicità di un prodotto reclamizzato nel vassoio che conteneva il mio cibo. La reclame elenca i componenti di un panino e fa: Appetitoso filetto di pesce dei mari del nord. Me lo rimiro dalla foto e mi chiedo: mi spiegate la differenza con un bastoncino di merluzzo che almeno una volta nella vita abbiamo mangiato tutti e che io detesto cordialmente e non mi faccio nemmeno se sto in crisi e non so cosa mangiare?; Croccante insalata lattuga iceberg . Cioè fatemi capire che prima di portarla nei locali la surgelano dentro un iceberg? Dispendioso come sistema e poi ci lamentiamo dello sciglimento dei ghiacci ai poli; Cremosa salsa al gusto di maionese: ma mettere direttamente maionese faceva troppa fatica? E poi cavoli non oso pensare di cosa possa essere fatta questa crema. Ci può essere di tutto. Meglio che non ci penso va. Ma poi la chicca, il vero capolavoro: Formaggio fuso cheddar. Se volete torturarmi, fate questo abbinamento simil pesce insieme a simil formaggio. Un vero schifo!! Ma anche se non fossi intollerante al latte e ai latticini non lo prenderei mai. Il fatto che il prodotto sia abbinato ad un concorso per cui puoi vincere una macchina mi fa sospettare che, forse, non sia poi tanto richiesto e devono invogliarti ad acquistarlo. E a titolo informativo a quelli che si fanno fighi e si danno dell'alternativo solo perchè ascoltano gli Evanescence, beh, venivano passati in sottofondo. Il giorno in cui accadrà con i Tool beh penso che smetterò di sentirli. Ora fate i bravi bambini, capite da voi dov'ero e rabbrividite.

25 maggio 2007

Thank you


Devo ringraziare pubblicamente LauraGds. Sto cercando in tutti i modi e le maniere di non farvi arrivare il periodo che sto vivendo a volte sforzandomi di trovare degli argomenti per la casa. Laura ha fatto un post sfuriata contro i blog depressogeni, con tanto di soluzione, e aveva perfettamente ragione. Ho attuato una divisione che è utile anche se difficile, e mi sta portando non pochi problemi. E poi mi aggrappo alle poche cose capaci di strapparmi un sorriso. E la vignetta di cui sopra fa parte di una serie di blog di disegnatori che sto leggendo e mi fanno ridere. Beh ieri sono capitata nel blog di "due cuori e una gatta" e ho riso di cuore. E mi ci voleva visto i giorni infernali in cui mi trovo. Grazie mille Laura per avermeli fatti conoscere e grazie mille per la tua sfuriata. Troppo spesso mi dimentico del potere delle parole. Nel bene e nel male...

24 maggio 2007

In your eyes


Quest'anno riesco a parlarne come si deve: il 24 maggio 1986 usciva il disco che vedete sopra ritratto. Ed è da quella data che per me ha inizio tutto. 21 anni e non sentirli, 21 anni di pura passione, attesa, gioia, concerti, amici, gruppo di discussione (anche se non me occupo più) una persona importante e altro ancora. Solo noi Gabriel addicted sappiamo cosa vuol dire.

Grazie mille di cuore Mastro Gabriel. Grazie per quello che mi hai regalato e per quello che mi regalerai ancora.

23 maggio 2007

Useful idiot


Ci sono cose che mi mandano in bestia. Non è possibile che nel 2007 ci sia ancora qualcuno che lavora in un ufficio e che non sa fare un documento di testo e che non sa allegarlo alla mail. Non sarebbe grave la cosa se non fosse che da questo documento dipende il pagamento o meno di un lavoro eseguito. E ovviamente chi è quella che ci deve mettere una pezza? Eccomi qui pronta all'appello. Qualche volta mi piacerebbe avere un "supplemento cazzate". Ossia un bonus in più nello stipendio per tutte le cazzate che mi tocca riparare e al volo. Ovviamente le cose non funzionano così.
P.S. Il documento doveva anche essere approvato da chi di dovere. Ovviamente è andato tutto bene...

22 maggio 2007

Stay...




 

Luce verde, un distributore automatico e ti fermi per un pacchetto di sigarette. Tu non fumi, non l'hai mai desiderato. Controlli il cambio, e hai un incidente. Le ruote girano e tu sei sottosopra. Dici che quando ti feriscono, non ti intessa perchè quando ti colpiscono tu ti senti vivo. E' questo che intendi per vita? Luce rossa, mattino grigio. Esci da un buco per terra. Un vampiro o una vittima? Dipende da chi hai accanto. Tu sei solito stare li a vedere la pubblicità, puoi sincronizzare le labbra con le parole dei talk show. E se guardi, mi guardi attraverso, e se parli non è per me. E quando ti tocco non senti nulla. Se potessi rimanere tanto che l'oscurità ti lascia andare. Rimango e il giorno ti restituisce la sua fiducia. Rimango e la notte basterà. Così lontano, così vicino. Su nel rumore bianco delle radio. Puoi andare ovunque. Miami, New Orleans, Londra, Belfast e Berlino. E se tu ascolti io non posso chiamare, se salti potresti cadere. Se gridi sarò l'unico a sentire. Se io rimanessi la notte ti riporterebbe a galla. Rimango e il giorno ti restituisce la fiducia. Rimango con i demoni che ti hanno fatto affondare e con gli spiriti che ho trovato. Rimango e la notte basterà.
Tre in punto, è tutto tranquillo e non c'è nessuno in giro. Solo lo scoppio e un rimbombo come se un angelo crollasse a terra.
Trad. libera del testo di Stay degli U2. Fermate la musica in sottofondo. E' il mio piccolo regalo per voi.

21 maggio 2007

Attenti al gatto

Questa vignetta mi ricorda quando Birillo era piccolo e non c'era verso di toccarlo sulla pancia. Lui non si è affezionato subito ho dovuto conquistarmi la sua fiducia e il suo affetto. Il nostro rapporto ha cominciato a cambiare quando una notte è venuto a chiedermi il permesso per dormire con me. Mia madre aveva avuto l'ennesimo infarto ed eramo solo noi due. E' venuto da me dolcemente, guardandomi negli occhi e cominciando a fare le fusa più sonore che avevo sentito da lui fino a quel momento. Una carezzina e si è accoccolato vicino a me. A tutti quelli che dicono che i gatti non si affezionano alle persone posso dire tranquillamente che non è vero. Dopo la morte di mia madre Birillo l'ha cercata a lungo, andando nei posti dove c'era il suo odore. E mi faceva un'immensa tenerezza e cercavo di coccolarlo il più possibile. Gli ho perdonato il fatto che fosse più scorbutico del solito. Di fatto soffriva come me ed è diventato ancora più coccolone. Ha rivisto i rapporti nella famiglia e adesso per lui ho preso il posto che aveva mia madre, comportandosi in modi che a volte mi lasciano perplessi o mi aprono il cuore.

20 maggio 2007

Sogni


Ho scelto questa immagine per un motivo preciso. Si chiama tanzaku e, se avete visto qualche cartone animato, sicuramente l'avrete visto appeso alla finestra del personaggio in questione. Sono dei fogli che vengono creati e appesi durante la festività del Tanabata, il sette luglio, e portano iscritti dei desideri. Vi ricordate che vi avevo parlato del mio sogno di andare in Giappone? Beh la Dea mi sta dicendo che non solo quel sogno è fattibile (voce della Dea arrivata anche grazie a LauraGDS che mi ha mostrato che un volo per Tokyo non è poi proibitivo come pensavo) ma che lo devo assolutamente realizzare. Troppo spesso mi sta portando sotto occhio blog sull'argomento. L'ultimo che ho visto, circa cinque minuti fa, mi ha pure fatto venire fame: aveva certe fotografie di sushi da farmi letteralmente sbavare dalla gola. Se non l'avevate capito da voi, ve lo dico io: io sono una golosastra...

19 maggio 2007

Caffè, che passione.


Spostatevi o vi travolgoooo. Ho trovato per caso quest'immagine e ve la giro. Anche perchè mi sembra davvero carina. Inoltre do una buona notizia per tutti quelli che, come me, amano il caffè. Per tutti coloro che non possono rinunciare al gusto e all’aroma del caffè, l’ennesima buona notizia: 3-4 tazzine al giorno non causano ipertensione né cardiopatia ischemica e, anzi, i composti fenolici contenuti nel caffè potrebbero avere un ruolo preventivo verso le malattie cardiovascolari.“I dati parlano chiaro – ha aggiunto il dottor Andrea Alberto Conti - e mettono in evidenza che il consumo abituale e moderato di caffè non appare legato a un aumento del rischio di cardiopatia ischemica. Riferendosi sempre ad un consumo di 3-4 tazzine di espresso bar o 3 tazzine se preparato con la moka, non emerge alcuna associazione significativa fra consumo di caffè e rischio di Cardiopatia Ischemica”. Complessivamente, questa ricerca sistematica quantitativa, condotta su un totale di oltre 440.000 soggetti, indica che un consumo quotidiano da lieve a moderato di caffè, abituale nei paesi occidentali, non è associato ad un aumento del rischio di cardiopatia ischemica. Insomma con moderazione il caffè non fa male. Crisi di argomenti parte seconda.
P.S. Per chi si preoccupato: ne ho parlato con un'amica che si è laureata in psicologia e mi ha assicurato che il mio è stato più un attacco d'ansia. Ora sto un pochino meglio, grazie.

18 maggio 2007

Breathe slowly


Temo di aver avuto un attacco di panico stamattina. Non so, non ne sono sicura, non mi è mai capitato. Ad un certo punto mi è mancato il respiro letteralmente. Dolore lancinante al petto e respiro affannoso, molto, troppo. E respira lentamente alla ricerca di una soluzione. Non adesso, non ora dannazione. Non è il momento. E' troppo presto.
Breathe slowly...
Respira lentamente.

17 maggio 2007

Et.. et... Etciù!


Ebbene si la vostra padrona di casa è raffreddata. Niente che una buona tisana calda non possa risolvere. I sintomi c'erano tutti: mal di stomaco, stanchezza, dolore al petto forte. Stamattina sono rimasta a casa dal lavoro e ho dormito fino a mezzogiorno. Sono una creatura strana, e questo lo sapete già: io mi curo dormendo. Sembra quietarsi davvero tutto quando Morfeo mi prende tra le sue amorevoli braccia. Inoltre non c'è cosa migliore che essere svegliati dal dolce tubare del mio gatto. Mrrr...a volte sembra che abbia le idee un pò confuse: si lascia prendere in braccio come se fosse un bimbo piccolo, aspetta davanti alla porta di casa che o mio fratello o io arriviamo a casa come un cane. Alla mattina tuba come un colombo. Neanche il gatto normale devo avere...

16 maggio 2007

Neuromante


Avevo detto che sarei tornata alla fantascienza e, dopo Sunshine, quale ritorno migliore di questo? William Gibson è un'autore molto particolare che ha contribuito a rilanciare l'interesse per la narrativa di anticipazione. Creando un genere tutto suo, molto particolare che non può essere descritto nella sua interezza. Dovete leggerlo insomma. Il protagonista assoluto del romanzo è Case che è un hacker (anche se viene definito un 'cowboy del cyberspazio') cui sono state drasticamente ridotte le capacità neurologiche da un intervento mirato compiuto da persone cui aveva dato fastidio con le sue intrusioni nel cyberspazio e che, a causa di uno smodato consumo di alcol e droghe sintetiche, ha pancreas e fegato in pessimo stato. Detto così magari non ha il suo fascino. La cosa più bella di questo autore è che descrive un futuro neanche troppo lontano con dei risvolti che potremmo vedere abbastanza in breve tempo. E i suoi personaggi sono davvero molto interessanti.
P.S. Notazione personale: Si vede che non so più di cosa parlare?

15 maggio 2007

Così è, se vi pare...


Madre Natura mi ha sentito: pioveeeee!! Il braccio fa ancora male ma sembra esserci una soluzione. Ma non è di quello che volevo parlarvi. Ieri parlando con LauraGDS mi sono ricordata di un episodio della mia vita tutto sommato molto bello e che mi sento di condividere con voi. Quando ero studente cercavo tutti i modi possibili e immaginabili per racimolare i soldi per comprarmi i dischi che sentivo con il giradischi di mio fratello. Il mio sogno poco dopo era quello di avere uno stereo tutto mio. E ho cominciato a mettermi i soldi da parte. Racimolavo qualsiasi cosa: andavo a caccia di tutte le monetine che mio padre e mio fratello lasciavano cadere dai pantaloni o lasciavano in giro per casa,  sospetto che lo facessero apposta per aiutarmi, e risparmiavo persino sulla merenda. Avevo studiato persino un sistema per fare i pacchettini di monete e, di tanto in tanto, me li facevo cambiare. Era un modo come un'altro per insegnarmi il valore dei soldi e per me era... inseguire un sogno. Vi sembrerà un sogno banale ma per me era importante. Non dover dipendere da nessuno per ascoltare la mia musica preferita. E mi chiedo dove sia finita questa Krishel, dove sia finita quella che credeva nei piccoli ma grandi sogni e cercava di renderli reali. Dove sei? Sei ancora viva?

14 maggio 2007

Una vita.


C'è un grosso articolo sul numero di Giugno di Focus che ne parla e vi porto all'attenzione questo cosiddetto nuovo fenomeno semplicemente perchè l'ho provato pure io. E non mi è piaciuto per niente. Second Life è una comunità virtuale tridimensionale online creata nel 2003 dalla società americana Linden Lab. Il sistema fornisce ai suoi utenti (definiti "residenti") gli strumenti per aggiungere al "mondo virtuale" di Second Life nuovi contenuti grafici: oggetti, fondali, fisionomie dei personaggi, contenuti audiovisivi, ecc. Ciò che distingue "Second Life" dai normali giochi 3D online è che ogni personaggio che partecipa alla "seconda vita" corrisponde ad un reale giocatore. Gli incontri tra personaggi all'interno del mondo virtuale si configurano dunque come reali scambi tra esseri umani attraverso la mediazione "figurata" degli avatar. Primo motivo: macchinoso nei movimenti. Io sono già priva di coordinazione motoria nella realtà e mi vado a scegliere un posto che mi fa sentire ancora più scoordinata? Vogliamo scherzare?? Poi c'è una sensazione a pelle e non so come descriverla. Mi sembra una grande truffa verso se stessi. Andiamo, non mi amo nè fisicamente nè psicologicamente, questo lo sapete, ma non cerco un surrogato, non cerco di consolarmi attraverso la creazione di un pupazzo virtuale. Ci sono passata attraverso quella fase e ho smesso subito perchè poi alla fine quello che rimane è comunque te stesso e, invece di perdere tempo a immaginarsi e crearsi come ci si vorrebbe, sarebbe molto più utile imparare a fare i conti con le proprie insicurezze e i propri fantasmi. Mi rendo perfettamente conto che però è molto più semplice, molto più consolatorio mentire a se stessi e giocare a essere qualcun altro. In fondo così non hai niente da perdere...

13 maggio 2007

Lost in translation


Sto cercando di mettermi in pari con tutti i film che ho e che devo vedere. Ieri sera è stata la volta di Lost in translation, film di Sofia Coppola. La trama è questa: "Due americani a Tokyo. Lui è Bob Harris, una star del cinema giunta in Giappone per girare uno spot pubblicitario per una marca di whisky. Lei è Charlotte, a Tokyo per accompagnare il marito fotografo. Lui è sposato da venticinque anni e ha due bambini. Lei si è appena laureata e sposata. Inizialmente hanno in comune l'hotel e l'insonnia. Per questo si incontrano al bar dell'albergo: diventano amici, girano Tokio di notte, si divertono come matti, riscoprono la gioia di vivere." Non è solo una questione di linguaggio, qualcosa che si smarrisce nella traduzione tra un idioma all'altro è anche nella comunicazione, nei contatti tra gli esseri umani. Sei avvolto, immerso nella folla eppure questa non ti sfiora, non riesce ad arrivarti. C'è una notevole differenza tra la cerimoniosità degli addetti dell'albergo fatta di regali, di biglietti da visita, di messaggi arrivati via fax, di sguardi sfuggenti e mai diretti e l'umanità viva e pulsante e anche un pò superficiale rappresentata dagli amici di Charlotte. C'è un disperdersi tra gli affetti nelle conversazioni telefoniche tra Bob e sua moglie. Particolarmente significativa una frase di Charlotte: "Sai sono stata in un tempio buddhista. C'erano tutti questi monaci che cantavano. Io li guardavo e non ho provato nulla". Fotografia fantastica, ringrazio Sofia Coppola per avermi portato nell'angolo di Giappone che amerei tanto vedere se solo potessi. E darei tutti i miei soldi per sapere che cosa Bill dice a Charlotte nell'ultima scena. Qualcuno lo sa? Ma in fine non importa. Quello che conta è aver visto un'opera molto pregevole dal punto di vista estetico ma che, emotivamente, mi ha lasciato fredda dentro.

12 maggio 2007

Release me.


Tutto è al suo posto. Nulla è come deve essere. Mi sono svegliato stamattina e avevo ancora addosso il sapore del sogno che avevo fatto. Acre. Acre come il limone e ci sono tre colori nella mia testa...
Kid A è un gigantesco acquarello di un disagio interiore. Ognuno di noi può essere quel Bambino A. Niente nome, niente personalità, solo una lettera. Ed è tutto quello che realmente sappiamo di noi. Le voci si rincorrono non sono reali, sono filtrate creando echi di inaudita bellezza che vanno a scavare nel lato più fragile dell'essere umano. Questo disco ci restituisce l'animo poetico di un sognatore di fronte a un mondo freddo, arido. Tutto sta per finire, sta arrivando l'era glaciale e bisogna fare in fretta. Prima le donne e poi i bambini. Questo ci rivela Idioteque nel suo incedere ritmato e insistente ma alla fine non importa. Non è importante. Non sei tu, quello che vedi non sei tu. Non sei mai stato qui, non è mai accaduto. E vorresti semplicemente sparire del tutto. Il picco più alto di un'opera come poche esistono nel mondo musicale: How to disappear completely e la voce di Yorke è semplicemente sublime. Sei nel limbo, osservi da lontano le vicende umane e sono, semplicemente,
Free Image Hosting at www.ImageShack.us ridicole. Non ti appartengono, tu non sei mai stato li. E all'improvviso da lontano una campana. La campana che senti ogni mattino e sancisce il tuo risveglio da automa. Ricordi? Dopotutto sei Kid A, non sei umano è solo illusione. Release me... Piano piano torna tutto a galla, ti muovi per le strade e richiami alla mente i processi, i ricordi e tutto quello che crea l'illusione della tua persona. Ti rendi conto che è così.  Ti muovi e ti accorgi della presenza degli altri automi che si muovono così compresi nel tuo ruolo. Alla fine un barlume di speranza, una meraviglia e chissà che tu non possa liberarti e vivere da essere umano.
I will see you in the next life...

11 maggio 2007

Rain


Cercasi genovese veramente abile disposto/a a fare la danza della pioggia insieme a me. Non ne posso più, voglio la pioggia! Sono due giorni che sto agendo a metà della potenza: ho tutti i nervi possibili e immaginabili svegli. Le mani non me le sento più, non ci posso far forza. Le gambe ancora reggono ma a fatica. Se c'è qualcuno lassù che ascolta, ti prego, scarica tutto il scaricabile così posso tornare ad una vita normale.
Te priego.
Fai piovere.

10 maggio 2007

When time is right...


La vita è fatta di incontri, casuali o voluti, di attese e di speranze, di molta immaginazione. Spesso le persone si conoscono e si amano per circostanze estranee al loro volere, un tramonto o una musica hanno un potere di convincimento che vale mille bei discorsi, è il fato, che si creda o no a queste cose, chiamatelo poi come volete, caso o destino, ma se quella sera quel tale avesse preso il un altro treno.. E se le circostanze di un incontro fossero anche legate al tempo? Cosa succederebbe a due persone che si innamorassero da epoche diverse? E' la trama di questo film che dopo tanto ho deciso di vedere proprio stasera. La locandina recita: E se ti innamorassi di qualcuno che non hai mai incontrato? Già, bella domanda. A questa domanda non so dare una risposta. E' tutto giocato sulle relazioni a distanza, sulle occasioni mancate, sugli incontri che potevano essere e non sono stati. C'è una scena, una in particolare che mi ha fatto chiudere gli occhi per il dolore. Conosco troppo bene le parole che la protagonista dice in quel frangente. Conosco fin troppo bene la sensazione e la frustrazione che si prova a condividere da lontano la sofferenza di una persona a cui vuoi bene ma che non puoi raggiungere fisicamente.

9 maggio 2007

Mille colori.


Vi avevo detto che l'ultima, la migliore, me la tenevo per ultima. Questa era particolarmente amata da me per due motivi. Primo il fatto che questo personaggio fosse legato in particolar modo ai fiori. Sembrerà strano ma a me piacciono un casino, mi piace vederli sulla pianta. Recisi invece li amo un pò meno. Secondo adoravo il potere che aveva il personaggio di rendere reale ogni cosa che disegnava. A pensarci bene viste le mie capacità di disegno un potere simile con me andava sprecato. Però se invece si trattava di rendere realizzato quello che si visualizza nella mente allora no. Allora so essere fin troppo precisa in questo. Ok andiamo avanti con la trama del cartone: Figlia di due giovani fiorai, Yumi Hanazono (Sandy nell'edizione italiana), è una simpatica bambina amante dei fiori e del disegno. Il giorno del "Carnival Flower", la festa annuale della sua città, la ragazzina dopo essere riuscita per caso a non fare recidere un Dente di leone, riceve la visita di due folletti provenienti dalla Terra dei Fiori: Kashimaru e Kakimaru. Le due buffe creature pelose, rimanendo colpite dal grande affetto di Yumi per i fiori, regalano alla bambina una bacchetta e un ciondolo fatati con i quali potrà disegnare nel vuoto qualsiasi cosa rendendola reale. I poteri mostreranno però sin da subito i loro limiti creando non poche disavventure alla protagonista: ogni oggetto disegnato, infatti, svanisce dopo un certo tempo, non può essere ripetuto più di una volta e non può essere fatto un nuovo disegno senza che prima sia scomparso il precedente. Alla vita della protagonista si affiancheranno quelle del suo compagno di classe Kenta, del fratello maggiore Kyohei, affascinante ragazzo che lavora come commesso presso il negozio degli Hanazono e della buffa signora Fukurokoji, tanto grassa quanto ricca, che sembra essere allergica a tutti i fiori della città. Dopo numerose e variopinte avventure, l'intero gruppo si immerge in una calda estate fino a quando verso fine agosto, inizia a cadere misteriosamente sulla città una fitta neve. Mentre nessun meteorologo riesce a spiegare lo strano fenomeno, Yumi comincia a notare che la sua magia diventa sempre più debole. Parlando coi due folletti la bambina arriva a sapere che anche nella Terra dei Fiori sta nevicando e che è per questa ragione che i suoi disegni fatati non possono più prendere vita. Le due creature, seguite dalla bambina, decidono così di tornare nel loro mondo che sembra essere una dimensione parallela, legata inesorabilmente alla città di Yumi. Giunti nella misteriosa dimensione, una intera massa di folletti spiega alla protagonista che, senza saperne la ragione, la regina dei fiori, addormentandosi in un enorme tulipano, ha fatto cadere il loro mondo in un freddissimo inverno, stagione fino a quel momento inesistente, rischiando non solo di distruggere la loro terra, ma anche la città di Yumi. Io ho adorato questi ultimi episodi. Tutte le immagini che avete visto, tranne quella di Evelyn, sono state prese nel sito di cui metterò il banner a fine post. L'angolo cartone animato è finito. Anche se ce ne sarebbe ancora da parlare, perchè tanti e tali sono quelli che ho visto e qualunque appartenente alla generazione settanta sa di cosa sto parlando. Il bello è che quando ti giri su internet la tua certezza di averli visti tutti si infrange e ne scopri altrettanti che qui in Italia non sono mai arrivati. E, per favore, smettiamola di pensare che i cartoni animati siano solo roba da bambini perchè non è così. Ci sono in giro delle vere schifezze ma ci sono anche dei veri e propri capolavori mutilati o completamente ignorati per questo pregiudizio.

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8 maggio 2007

Magia...


E si continua. Almeno voglio chiudere il ciclo delle quattro ragazzine del disegno che vi ho mostrato. Mi sono tenuta quella migliore, per me, per ultima. Questo cartone mi appassionava, a parte per la sua componente magica, per l'idea sottesa della tradizione di famiglia e per il sogno di Mei di diventare la più famosa illusionista dei suoi tempi. Si fanno sogni simili quando si è bambini, si sogna sempre in grande. Poi arriva la realtà a ridimensionarli brutalmente. Mai Kazuki è una ragazzina di 10 anni con la passione per i trucchi di magia e l'arte della prestidigitazione in generale. Figlia di una ex maga e di un pasticcere, Mai sogna di diventare un giorno una famosa e brava prestigiatrice come il suo idolo Emily Howell (leggendaria maga degli anni '30), e di poter entrare a far parte del gruppo dei "MagicArt", compagnia di maghi creata dai suoi nonni. Un giorno durante il trasloco dei nonni, in una grande villa vicino al negozio dei Kazuki, la ragazzina nota una sfera di luce che solo lei sembra riuscire a vedere e sentire. Rincorsa per tutta la casa, la sfera di pura energia va ad infilarsi in un particolare specchio portatile a forma di cuore che proprio poco prima il premuroso nonno aveva regalato alla bambina. Mai guardando nello specchio nota che la sua immagine non viene riflessa e che al suo posto sembra esserci un'altra dimensione fatta di tante sfere lucenti. La strana creatura, fuoriuscendo dal piccolo specchio ed infilatasi in uno più grande, materializza uno strano braccialetto che rotea fuori dallo specchio fino ad infilarsi sul polso di Mai. Il folletto cerca di spiegare alla ragazzina che con esso potrà realizzare il suo sogno che lui vede riflesso nello specchio. La bambina però, non riuscendo a vedere niente per la troppa luce, costringe Topo, questo il nome del folletto, a infilarsi nel corpo di un peluche dalle sembianze di uno scoiattolo volante, trovato fra le scatole della stanza, dando così vita al buffo e tenero pupazzo. Senza troppe domande il simpatico essere convincerà Mai a provare i suoi poteri, che la bambina userà per la prima volta proprio per salvare e chiudere uno spettacolo dei "MagicArt", trasformandosi in una bella e abile prestigiatrice che lei stessa ribattezzerà Emi. La carriera della Magica Emi comincia così per caso grazie anche all'aiuto del Signor Koganei, produttore televisivo, che assistendo per caso ad uno spettacolo dei MagicArt rimane sbalordito della bravura e dal fascino della misteriosa maga, captandone subito il grande talento e il successo assicurato per gli share televisivi. Per Mai sembra essersi avverato il sogno di sempre, iniziando così a vivere tante belle e impegnative giornate come Magical Emi. La ragazzina arriverà a debuttare persino come idolo, unendo ai giochi di prestigio anche delle melodiose canzoni, rendendo le sue performance sempre più appariscenti e spettacolari. Passata l'estate e l'autunno, dopo numerosi spettacoli al confine tra veri incantesimi e illusionismo, MagicalEmi e i MagicArt vengono invitati a partecipare separatamente al "Premio Emily - Magic Festival", un concorso per lanciare nuovi talenti nel mondo della magia. Il verdetto finale vedrà i giovani dei MagicArt accaparrarsi un premio speciale della giuria per la gioia di tutti, mentre la fatidica statuetta andrà alla Magical Emi che, per la prima volta, si sentirà demotivata e distaccata dalla compagnia, avendo ricevuto un premio solo grazie alla fittizia magia dei suoi poteri. Al party organizzato per festeggiare i vincitori, i Nakamori, nonni della ragazzina, annunciano inoltre lo scioglimento della compagnia, dal momento che ormai non hanno più nulla da insegnare ai loro ragazzi, fissando l'ultimo spettacolo per il 28 febbraio. E c'è un finale molto bello che non vi svelo perchè secondo me dovreste andarvi a cercare questo cartone e vederlo.  Non vi preoccupate da domani l'angolo cartoni finirà. Ogni bel gioco lo è solo perchè dura poco.

7 maggio 2007

Desiderio...



Ero in dubbio se continuare o meno con l'angolo dei cartoni animati. Non vorrei che il lettore occasionale che passasse di qui dicesse: l'ennesima adolescente appassionata di anime e manga. Ne ho parlato con LauraGds e mi ha detto una cosa che condivido in pieno: se pensi che parlarne ti faccia bene, e io sono convinta di si, continua. Ed eccomi qui a parlarvi di Evelyn. Ho continuato con questo cartone perchè volevo in qualche modo ribattere la mia frase di ieri. Alla fine, anche se ho sempre negato, rimango un'inguaribile romantica e lo sono da molto tempo. Persia Hayami (Evelyn nell'edizione italiana) è una bambina di 11 anni, figlia di una coppia di nipponici, ma nata in Africa. Dopo tanti anni trascorsi nel caldo continente, la ragazzina, affidata al miglior amico del padre, il Prof. Muroi, torna con quest'ultimo in Giappone dai genitori. Durante il viaggio di ritorno, l'aereo viene risucchiato in una dimensione parallela chiamata Lovely Dream; qui la ragazzina incontra tre Kappa, dei buffi ominidi verdi, i quali le spiegano che il loro mondo è legato al nostro tramite i sogni umani, ma che purtroppo la maggior parte di essi non riesce a superare la barriera di Lovely Dream congelandosi prima. Solo l'energia dell'amore può scongelare questi sogni e riportare la primavera in tale terra sempre più ibernata; viene così chiesto aiuto alla bambina a cui viene donato un cerchietto magico con cui potrà raccogliere l'energia dell'amore ogni volta che ne farà uso. Accettando quasi involontariamente Persia si ritrova così immersa nella frenetica vita di Tokyo e con dei poteri in mano, che scoprirà, sin dal suo arrivo in patria, darle l'opportunità di trasformarsi in una bella ragazza di 18 anni dalle mille professioni. Verso metà della storia, la protagonista, dopo aver incontrato sulla sua strada tutta una serie di simpatici personaggi, più o meno secondari, che arricchiscono la vicenda di umorismo e colore locale, arriverà a conoscere il famoso pianista Kenji Sawaki, il quale scoprirà essere l'innamorato del suo doppio magico; i tre kappa spiegano infatti alla ragazzina che ogni volta che lei si trasforma assomiglia incredibilmente alla fata-padrona di Lovely Dream: Principessa Fairy. Quest'ultima innamoratasi di Kenji, a cui aveva chiesto di scrivere una canzone, non potendo abbandonare il suo mondo solo per il suo amore egoistico nei confronti dell'umano, rinchiusasi in un'enorme stella di ghiaccio, era caduta in un sonno profondo.[a essere sinceri sono rimasta estasiata e ho versato lacrime per questi episodi. La canzone che il pianista compone me la ricordo ancora ora NdK] Per poter andare avanti nella raccolta dell'energia d'amore e tenere in vita LovelyDream, viene così chiesto a Persia di scambiare i due medaglioni, di Fairy e di Kenji; la ragazzina, messasi sulle tracce del pianista, riesce in extremis a raggiungerlo prima della sua partenza per l'America e a fare il fatidico scambio. Da questo momento iniziano per Persia tutta una nuova serie di avventure più o meno comiche, attraverso le quali si approfondiranno sempre più i singoli personaggi; la ragazzina arriverà perfino a cambiare bacchetta dopo un errato uso dei suoi poteri e a essere affiancata da un nuovo folletto di nome BonBon.

6 maggio 2007

Love will tear us apart...


"Quando ci sono di mezzo i sentimenti e l'amore, siamo tutti imbecilli".
(Dedicato a tutti quelli che soffrono in silenzio. Ma anche quelli che non soffrono in silenzio. Insomma dedicato a tutti quelli che stanno male)

4 maggio 2007

Musica!


Accontento AngeGris e tiro fuori dal mio cilindro Creamy Mami con un immagine davvero favolosa. Ora vi chiederete come mai stia facendo tutto questo. Voi sapete che ho due blog, due versioni diverse di Krishel. Una più "chiara", mediata, riflessiva alla perenne ricerca di luce; l'altra meno mediata, decisamente oscura, in ombra, per niente positiva, depressa e depressogena. Mi sono resa conto che stavo facendo arrivare qui l'altra parte. Non ha senso la divisione se poi il tono che uso è uguale per entrambi i blog. Ho deciso di pescare dal cilindo dei miei ricordi e raccontarvi quello che nel bene, nel positivo mi hanno reso come sono, ammesso che ci sia qualcosa di positivo in me. Andiamo avanti: Yu Morisawa è una bambina arzilla e piena di fantasia; i suoi genitori gestiscono una pasticceria dal nome "Creamy". Un giorno Yuu scorge nel cielo una sorta di navicella che fluttua sopra di lei; decide così di gettarsi all'inseguimento sui suoi pattini a rotelle e alla fine la raggiunge insieme all'amico Toshio. Nonostante ciò solo a Yuu è dato di vedere la cristallina arca volante (Stella Piumata) a bordo della quale viene poi accolta dal folletto Pino-Pino. Costui le dona un medaglione magico e le affida due gattini, Posi e Nega. Solo una volta tornata a casa Yuu scoprirà che i due micetti sono in grado di parlare (anche se solo con lei) e che dal medaglione può estrarre una bacchetta magica capace, una volta pronunciata la formula magica,  di trasformarla in una dolce e affascinante ragazza, Creamy. Da allora, per un anno, Yuu diverrà Creamy ogni qual volta lo vorrà e Creamy diverrà una famosa e affermata idol. Yuu dovrà riuscire a conciliare le sue due identità: quella reale, di ragazzina spensierata, e quella di Creamy, impegnatissima star dello spettacolo. Creamy Mami, la cui versione animata è a cura di Akemi Takada rappresenta il principale esponente del genere delle "maghette": sulla scia di Creamy Mami nasceranno in seguito numerosi titoli accomunati da elementi quali appunto i poteri magici che permettono a una ragazzina di trasformarsi in una controparte di successo, la presenza di folletti/animaletti parlanti legati in qualche modo ai poteri acquisiti dalla protagonista... Uno dei principali punti di forza di Creamy Mami, che ha contribuito a rendere questa serie una pietra miliare nella storia dei cartoni animati giapponesi, è l'elemento musicale; da notare sono sicuramente le canzoni che Creamy canta ad ogni spettacolo (sia le versioni originali giapponesi sia le rispettive controparti italiane, realizzate sulle stesse basi musicali). Prodotta dal noto Studio Pierrot, la serie TV di Creamy Mami consta di 52 episodi trasmessi a partire dal 1983 in Giappone e dal 1985 in Italia. Alla fine di questo articolo posterò un'immagine significativa che sarà anche un quiz per voi lettori. Ho già parlato di uno dei quattro personaggi che vedrete raffigurati. Gli altri indovinateli e sappiatemeli dire nei commenti. Ora tocca a voi.

3 maggio 2007

Potere alla fantasia

Ieri, parlando con Laura Gds, è venuto fuori questo cartone animato e ho pensato bene di parlarne perchè fa parte dei miei ricordi:
IL MAGICO MONDO DI GIGI - BENVENUTA GIGI

"Benvenuta Gigì"/ "Il magico mondo di Gigì" (titolo originale: "Maho no princess Minky Momo"), uscito in Giappone nel 1982 e trasmesso per la prima volta in Italia nel 1983 (su Rete4), torna a divertirci su Italia 1 dal lunedì al venerdì, alle ore 8,40. L'anime, curato da Kunihiko Yuyama , è tratto dal manga omonimo di Shudo Takeshi.
Ma chi è Gigì? Gigì è una vivace e coraggiosa principessa (con buffi capelli rosa acceso) scesa sulla terra da un altro mondo per aiutare, con un pizzico di magia, molti esseri umani. Gigì è anche l'apri pista delle numerose fanciulle capaci di compiere magici prodigi grazie ad una bacchetta magica.
Benvenuta GigiGigì proviene da un regno denominato Fantasia e scende sulla terra per compiere un'importante missione affidatale dai suoi genitori (sovrani del regno) : riportare la felicità sul pianeta Terra. Tanti anni or sono infatti il regno Fantasia si trovava vicinissimo alla Terra e gli uomini erano felici e pacifici, perché credevano nei sogni, nelle speranze, nell'altruismo; purtroppo il dilagare crescente dell'odio e della guerre spezzò l'incanto. A causa di ciò i sovrani di Fantasia dormirono un sonno lungo mille anni, durante il quale il regno si allontanò definitivamente dalla Terra: da allora gli uomini non godono di immaginazione, non credono più nei sogni e sono tristi! C'è solo un modo per fare riavvicinare i due mondi e ridestare le antiche speranze nei cuori degli umani, cioè far brillare di nuovo i 12 diamanti della corona del Re Robin (il simpaticissimo papà di Gigì).Benvenuta Gigi In ciò consiste la missione della principessa, che sulla terra vive con una coppia di veterinari (i quali sotto ipnosi la credono loro figlia) e dei suoi inseparabili amici: un cane sornione (Bankers) una scimmia birichina (Cocò) e un canarino vanitoso (Yum Yum)! Il suo comunque non è un compito facile, poiché per far brillare un solo diamante occorre portare a buon fine ben quattro buone azioni. Pertanto vedremo Gigì trasformarsi in una ragazza dal talento prodigioso, in grado di svolgere mille e più mestieri (diversi secondo le circostanze) e intenta a soccorrere il prossimo, incoraggiandolo a credere nel grande sogno della sua vita. In proposito è significativo l'incontro con la piccola En, una bambina gentile e sensibile che desidera di poter diventare un infermiera, così da aiutare economicamente i suoi genitori adottivi (che amano tanto la bambina). Benvenuta GigiPoiché En soffre di una malattia gravissima, viene condotta in ospedale, dove, ahimè, incontra delle infermiere piuttosto arcigne. Questo fatto infrange segretamente il sogno della bambina, che ormai desidera solamente lasciarsi morire; finché non incontra una dolce e misteriosa infermiera, che contribuirà a salvarle la vita, ma soprattutto le farà cambiare idea sulle infermiere, suscitando un nuovo amore verso questo mestiere. Dunque se volete sapere come andrà a finire la missione della Principessa Gigì, non perdetelo!
Benvenuta Gigì è un anime ben riuscito e gradevolissimo, sia sul piano dei disegni (dai colori brillanti e solari) che su quello educativo (un po' meno felice il doppiaggio italiano). La sigla "Benvenuta Gigì" è cantata da Cristina D'Avena. Da ricordare anche la sigla "Il magico mondo di Gigì", cantata dai Sorrisi (1ª serie del cartone) e "Tanto tempo fa... Gigì" (2ª serie), cantata sempre da Cristina D'Avena. Articolo di
Helga Corpino trovato nel sito Cartoni on line, cliccate sul nome per arrivarci. Ho fatto una scoperta assurda. Avevo capito che il disegnatore di questo cartone era lo stesso di Creamy (di cui parlerò in un prossimo articolo) quello che non sapevo che esiste un episodio in cui sia Gigi che Yu si incontrano. Lo voglio. Devo assolutamente trovarlo e vederlo.

2 maggio 2007

Solo un gioco


Alzi la mano chi non ha mai giocato con i Lego.Se cliccate sul nome potrete leggere la sua storia. Mi rivolgo soprattutto a quelli della mia generazione. Qui sopra avete la versione Lego di una famosissima opera di Escher. I Lego erano geniali per questo: avevano mille pezzi base uguali. Cambiavano solo per il colore. E potevi farci davvero quello che volevi. Le combinazioni erano infinite, bastava solo la fantasia. So di gente che ci ha costruito astronavi gigantesche, case, grattacieli. E se ti stufavi potevi smontare il tutto e via per una nuova costruzione. Per esattamente quello che ti passava per la testa. Smentitemi ma penso che si senta la mancanza di un gioco altrettanto geniale che liberi la fantasia.