13 agosto 2007

Sideways



E' esattamente il classico film che potete vedere in una serata con un amico, senza volersi impegnare a riflettere più di tanto. Eppure i criceti partono lo stesso, ormai lo fanno di default.Due amici si conoscono da una vita, e da ugual tempo si sorreggono, contrastano, intendono a vicenda, l’uno così diverso dall’altro: Miles è un insegnante aspirante scrittore, depresso e miserabile, con alle spalle un matrimonio fallito; e l’altro è Jack, un attore senza fama ridottosi a recitare velocemente le avvertenze a fine spot che, come l’altro nel vino, ama abbandonare le sue frustrazioni nel sesso femminile. Ad una settimana dal matrimonio di Jack, Miles si offre di guidare l’amico in un singolare addio al celibato attraverso le strade della campagna californiana in un percorso enologico che li conduce entrambi ad una svolta cruciale nelle loro vite. E' un film brioso e divertente ma ha anche degli spunti di riflessione notevole. Entrambi sono personaggi incompleti: Jack sembra non riuscire a rassegnarsi al fatto che deve crescere, mettere la testa a posto perchè sta per sposarsi. Miles invece si attacca alle poche cose che ha e che rendono la sua vita degna di essere vissuta: la sua cultura per il vino, la speranza di poter pubblicare un libro. Durante il viaggio Miles conosce Maya, una splendida donna con la passione per il vino tale da fare dei corsi di orticultura e il sogno di lavorare in qualche azienda. Lei descrive il vino come una creatura viva, come un essere vivente. E la sua descrizione è la metafora della vita in generale. Il vino cresce e si evolve con il passare del tempo e raggiunge l'apice. In quel preciso istante tu lo devi assaporare perchè dopo è troppo tardi, dopo c'è il declino e ti sei perso il meglio. Esattamente come nella vita...

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