31 ottobre 2007

La soglia



Si ringrazia Isselinai per la splendida immagine.



E' la soglia. Arriva la notte in cui tutto è possibile. Si ringraziano e si da il benvenuto alle anime delle persone che ormai non sono più in questo continuum e ci si libera di ciò che ci ha ferito, o che ci impedisce di brillare e di cercare la Luce. A tutte le sorelle e i fratelli che passeranno di qui un buon Samhain di cuore. Avevo già parlato di questa festività l'anno scorso e vi rimando direttamente li: Samhain.
 


30 ottobre 2007

Curtains



Si ringrazia desmo100 per la splendida immagine.



Facciamo i ciechi e respingiamo la notte. Tira su le coperte, tirale molto strette. Ci sono angeli sulle tende che ci proteggono dall'esterno. Ci sono leoni sulle nostre tende che si leccano le ferite. Leccano i loro dubbi. Li puoi veder fluttuare, con le loro memorie del giorno. Chiudi gli occhi, vai a dormire... 
Ci sono voci amiche, voci a cui ricorri quando l'animo sanguina e hai bisogno di tornare alle origini. Voci che sono, come ha giustamente detto la Placida Signora, un pò come la coperta di Linus. Nel mio caso quella voce è Peter Gabriel. Continuo a inseguire la dolcezza. Più la inseguo più mi sfugge tra le dita. E il dolore aveva affondato i suoi artigli in maniera vertiginosa nella mia testa ieri sera, tanto da troncare bruscamente una conversazione. Capita troppo spesso ultimamente. Cercavo qualcosa, cercavo una voce amica ed è arrivata. La canzone che sentite in sottofondo adesso è Curtains di Peter Gabriel nella versione che lui stesso ha rimaneggiato per il videogioco Myst: Revelation. E' la sequenza in cui sentite questo pezzo è puramente onirica, un pò come il brano in se. E lui, il Maestro, ha una voce incantevole. Lo so direte che sono di parte, sono sua fan e non posso essere obiettiva. Giudicate con le vostre orecchie. E' il giudice che ritengo più fedele...

29 ottobre 2007

Water is my eye



Da troppo tempo sto inseguendo la dolcezza perchè ne vedo fin troppo poca nella mia vita e nel mondo in generale. Parlando con un mio amico su msn è venuto fuori il video di una canzone di questo disco: Teardrop. Scommetto che ognuno di voi l'ha visto almeno una volta nella vita con protagonista un bimbo nell'utero materno che canta. E' come se tirasse fuori un lato ancestrale di ognuno di noi e trasmette una pace, una serenità, un'intima dolcezza come di rado si vede nel mondo di tutti i giorni. E tutto il disco è immortale. E' una di quelle rare opere che non invecchiano con il passare del tempo, che sembrano uscite ora. E' anche un disco molto urbano, molto immerso nella realtà di tutti i giorni: lo dimostrano i vari suoni che escono all'improvviso dalla traccia portante. Le voci che si avvicendano sono le più disparate si parte dall'usignolo Liz Frazier, al più suadente e quasi luciferino Robert Del Naja, al lato black di 3d. Tutto miscelato con una sapienza che ha del miracoloso. Vengono mischiati anche i vari generi e non c'è paura di porre nello stesso brano un ritmo sincopato quasi dance con il suono ruvido e aggressivo di una chitarra come in Angel. Tutto quanto diviene strumento musicale, persino il vecchio e caro suono della puntina di un giradischi su di un vissuto vinile a ricordo di un tesoro che le nuove generazioni si sono perse per strada. Inoltre qui dentro è pieno di brani capaci di cancellare completamente l'ambiente in cui vi trovate, siete voi e la musica e niente vi può disturbare, nulla arriva davvero: la già citata Teardrop, Dissolved Girl, Rising Son, Inertia Creep (she comes...moving up slowly...) che sembra prendere dentro fino al midollo e ti cambia mattone dopo mattone, nota dopo nota. Fatevi una bella tisana calda, chiudete tutto quanto persino la luce, inforcate le cuffie alle orecchie e lasciatevi andare ai suoni di questo gioiello. Vi rigenererà completamente.

25 ottobre 2007

I'm not here.


Quello li non sono io. Vado dove mi pare. Cammino attraverso i muri, nuoto nel fiume Liffley, non sono qui. Questo non sta accadendo. Non sono qui. E in un istante me ne andrò, l'attimo è già passato, si è passato. E non sono qui, questo non sta accadendo. Non sono qui. Luci stroboscopiche e casse che rimbombano, fuochi d'artificio e uragani io non sono qui. Non sta accadendo. Non sono qui.

Come sparire completamente. Ci sono giorni che va in questo modo Vorrei semplicemente sparire. E ok si dimostro quello che valgo veramente: meno di zero. Meno di zero...

Niente da fare oggi proprio è impossibile non fare arrivare il dolore qui dentro.

22 ottobre 2007

Clessidra



Post work in progress. Stop. Oggi arriva nei negozi di dischi Hourglass di Dave Gahan. Stop. Finalmente ne posso parlare e lo farò non appena sarò a casa e potrò ascoltarlo. Ora non mi azzardo nemmeno a provarci. Siate buoni con la vostra padrona di casa e pazienti. Ore 14:42 ci siamo. Si parte. Ma perchè ogni recensione per me è un parto? Tic, tac, le ore passano e anche Dave Gahan ne è consapevole. E lo esprime attraverso la sua nuova opera che si chiama in che modo? Clessidra, appunto. E' lo sguardo di un ultra quarantenne verso il passato, verso la sua vita affrontando i demoni sempre in agguato, sempre dietro l'angolo e pronti a riportarlo indietro all'inferno da cui è sfuggito a stento. E' un'uomo che ha visto tutto e il suo contrario eppure...
Qualcosa negli occhi di un'altro, qualcosa di impercettibile, una luce, qualcosa che lo porta ad essere quella persona. Mi senti? Sto arrivando, aprimi la porta. E' il singolo apripista Kingdom. Le sonorità sono quelle già conosciute del gruppo. Oltre al tempo vi è un'altro tema che ricorre: la fede. Sia in Kingdom che in Miracles, di cui vi parlerò più tardi, c'è questo elemento di un uomo che vorrebbe credere ma non riesce ad affidarsi. Alla fine del pezzo c'è un'apertura musicale che personalmente trovo inquietante. Come se fosse un terremoto, una scossa. Deeper and deeper è un ballabile dai suoni davvero deliziosi. Da alzare il volume a palla e scatenarsi. Farebbe muovere persino la persona più piantata. Infatti in questo momento mi sto nuovamente esibendo nella danza della scrivania. 21 days è il pezzo più caldo del disco, non chiedetemi perchè. Per il suo incedere sinuoso, per la voce deliziosamente accattivante come quello di un moderno pifferaio magico...portami dove vuoi. Ok mi riprendo subito. Cosa? C'è Miracles? Oh mamma. Questo è il gioiello assoluto del disco. E' la canzone che mi fa morire di più, cantata con un'intensità vocale ed emotiva da brividi. Non è per persone ipersensibili. Quando canta per la prima volta "I'm just afraid of losing you" sono calde lacrime che scendono dagli occhi. Mi trasmette quest'immagine: è mattino presto e sta guardando la sua compagna addormentata e si sente miracolato. Non può credere a quello che ha, gli sembra un miracolo. Eppure la consapevolezza si fa strada. Vorrebbe credere che ci sia qualcosa di eterno ma non ne è sicuro. Ha paura di perdere tutto ciò che ha di più prezioso.
Ecco use you non l'ho capita. Musicalmente mi ricorda molto I feel you dei Depeche Mode. E a chi si riferisce quando dice: "sei mio fratello, ti siedo di fronte, ti voglio usare?" Non è dato sapere. Qualcosa è andato perduto, qualcosa è danneggiato. "Avrei dovuto ascoltarti molto tempo fa". Insoluble pezzo dall'atmosfera decisamente notturno, impalpabile, etereo. Vorresti che il tempo si fermasse, che tutto fosse senza fine, Endless appunto. La ritmica e l'incedere del brano viene scandito dall'elettronica che trasmette all'ascoltatore l'idea di un qualcosa di ondivago, da ritmo spezzato, incerto in un certo senso. Una sirena lontana richiama l'attenzione in un contensto assolutamente  privo di coordinate temporali. Anche la voce si fa volutamente evanescente verso la fine. A little lie sembra la contraddizione del brano precedente. I suoni qui sono ricchi, pesanti, anche la ritmica è lenta e ponderata, anche la voce è più presente, più carica, quasi schiacciata idealmente dal peso delle bugie. Massacratemi subito ma la prima volta che ho sentito Down ho pensato a Creep dei Radiohead. La linea vocale me l'ha ricordata in maniera pesante. Il brano si apre in maniera incerta, il ritmo sembra seguire questa insicurezza e poi si apre nel ritornello. Sembra un'addio, un saluto consapevole. Ce ne stiamo andando dal mondo eppure questo continua a girare come se niente fosse. Riassumendo ci troviamo di fronte ad un'opera non innovativa, non originale ma con punte emotive altissime. Inoltre ci restituisce il ritratto di un'artista e di una delle voci più belle dell'intero panorama musicale. In Hourglass Dave Gahan canta davvero in maniera superlativa con un'intensità a tratti quasi insostenibile per me. Consigliato a tutti quelli che già amavano quest'uomo e soprattutto alle persone sensibili. Si è capito che adoro questo disco o no??

21 ottobre 2007

Seguimi



Quello che vedete qui è uno scatto che ho fatto personalmente del film Following di Christopher Nolan. Avevo già visto The prestige di questo regista e pensavo di essere preparata. Invece mi ha sorpreso. Si tratta della prima opera del regista e devo dire che è decisamente buona. Si vede il talento nascente. Tutto girato interamente in bianco e nero racconta la storia di Bill, uno "scrittore fallito" come si autodefinisce, in cerca di soggetti per la sua narrazione. E per questo si mette a pedinare la gente cercando di ricostruire la loro giornata e la loro vita.Viene colto in flagrante da un certo Cobb. Da questo momento viene coinvolto dal mondo di quest'ultimo che vive attraverso furti fatti nelle case. E' anche una riflessione psicologica sulla vita delle persone. In questo film l'attenzione viene posta su una scatola. Ognuno  ha una scatola dei ricordi in cui viene ritratto un'istante della vita che ritenevamo importante. E soprattutto quando qualcosa ci viene sottratto, quando qualcosa viene a mancare. ci accorgiamo di quanto quel qualcosa era vitale per noi. Ora di questo regista mi manca di vedere Memento. Quando lo vedrò lo saprete anche voi.
P.S. Notazione da donna: trovo che il protagonista sia molto ma molto più carino quando ha il look che nel film definiscono da perdente. A parte che io non userei mai questa espressione dispregiativa comunque quello con i capelli lunghi è un look da persona vissuta con una sua personalità.

17 ottobre 2007

107 anni e non sentirli



La signora che vedete ritratta in foto è la blogger più vecchia del mondo. Ho sentito la sua storia alla tv e ho deciso di raccontarvela: «Nel 1969 quando Internet mosse i primi passi (all’epoca si chiamava Arpanet) lei tirava a campare lavorando tra i tavoli dell’hotel Arncliffe, alla periferia di Sydney. Nel 1997, quando Wikipedia data la nascita del primo blog, si godeva il meritato riposo nella sua casa di Wow Woy, sempre nella terra dei canguri. Oggi lei, Olive Riley, è la blogger più anziana del mondo. La carta d’identità recita infatti 10 ottobre 1899. Vale a dire 108 anni da compiere, uno spolvero dei quali già nero su bianco a futura memoria nelle pagine di allaboutolive.com.au.


Olive, da sempre viene chiamata Ollie e già dal suo primo post nel febbraio 2007 mette in chiaro le cose, presentandosi con tanto di data di nascita, località (Broken Hill, una zona mineraria dell’Australia), rivelando che a bloggare – nel senso stretto del termine – non è lei in prima persona bensì un amico, il regista Mike Rubbo. E poi sotto con ricordi di un passato lontano e spezzati di vita quotidiana di una donna nata due secoli fa. Ad esempio mentre qualche settimana fa l'Australia celebrava i 75 anni del ponte del porto di Sydney, Ollie si permetteva di postare un emblematico "Io c’ero, ecco cosa accadde quel giorno del '32". Tanto per capire il personaggio, basti pensare cosa ha spinto Ollie a mettere piede nel meraviglioso mondo dei blog. "E' stata tutta un'idea di Eric Shackle, un giornalista multimediale di 87 anni – racconta la Riley a Tgcom – che ha scovato in Spagna Maria Amelia, una blogger di 95 anni considerata la più vecchia al mondo". Mai sfidare Ollie però. "Eric ha suggerito al mio amico Mike di darmi una mano: loro mi hanno spiegato cosa è un blog e io ho accettato subito". Una sfida raccolta a 107 anni. E vinta. Ollie la mente, Mike Rubbo il braccio dietro questo blog che non è solo un album di ricordi: "Mike ha girato un film su di me, andato in onda sulla tv australiana – continua Ollie – e lui mi conosce bene ormai. Sul blog scriviamo fatti e situazioni del mio passato ma prendiamo anche posizione per battaglie di attualità o per diffondere la mia grande passione, il teatro". Ad aumentare la particolarità del blog – o blob come preferisce chiamarlo la diretta interessata – c'è un altro dettaglio: Ollie e la tecnologia sono binari paralleli da cent’anni a questa parte. "Non mi ha mai interessato la tecnologia, mi piace la vita semplice. Mai avuto un telefono da giovane, mai presa la patente, mai un registratore. Un grammofono sì, quello l’avevo una volta, così come una radio transistor. Ah, dimenticavo: non ho mai avuto la macchina per scrivere". E con il blog è cambiata la sua vita Ollie? "No. Pensi che i miei tre figli Evelyn, Bonni e Barnie sono troppo vecchi per capire cos’è un blog. Io non ho nemmeno tentato di spiegarglielo… non sanno che io bloggo".» Articolo dal sito di tgcom. E se avete un minimo di infarinatura di inglese e volete leggere il suo blog lo potrete trovare qui --> The life of Riley. Come dice il mio titolo: 107 anni e non sentirli.

16 ottobre 2007

Here comes the rainbow


Ok ci provo e che la Dea me la mandi buona. Innanzitutto una precisazione: quello di cui vi sto parlando è la versione di In rainbows che si poteva scaricare facendo un'offerta libera. In realtà l'opera l'avranno quei pochi che hanno ordinato un pacchetto completo di due cd più vinile. Spero che il secondo cd prima o poi riesca a giungermi tra le mani in un modo o nell'altro. Si, ce la farò, statene certi, e lo saprete. Detto questo posso dire che è finalmente arrivato il sole in casa Radiohead. Alt, buoni, fermi li. Non ho detto che sono diventati un'altra band che affermano che  la vita è bella e cose di questo tipo. NO. L'impressione che ho ricevuto da questo "Nell'arcobaleno", mai titolo fu più azzeccato, è quella di una serenità e una semplicità inaudita finora. E' un disco zen: c'è l'arte di rendere le canzoni in maniera che anche i passi più difficili sembrano natuali, sembrano appunto semplici. Si parte con 15 step. Ritmo allegro e scanzonato, brano volutamente giocoso tanto di bambini che ridono che richiamano alla mente, in me, l'ultimo giorno di scuola. Nude è dolce, una carezza lieve e soffice, un sorriso accattivante, la luce negli occhi. C'è un tono intimo e caldo, suadente. Continuo a trovare conferma di questa sorta di solarità anche in Weird Fishes/Arpeggi. Thom Yorke in questo disco ha una voce splendida, canta senza molte difficoltà. Si arriva a All I need. Quanto mi piaccia questa canzone l'avete capito dal fatto che è finita come sottofondo qui dentro. E' amore, è dolcezza, è l'essere umano con la sua fragilità e il coraggio di dire: "sei tutto quello di cui ho bisogno". E la fine, la fine. Non si è sicuri di nulla. E' tutto sbagliato, tutto giusto, tutto sbagliato, tutto...

15 ottobre 2007

It's monday, damn!


E' lunedì, as usual sono in coma per carenza di sonno. Devo smetterla di andare a dormire dopo le due di notte! Ci credo che poi non riesco a recuperare e sono un'ameba. E di cosa mi parlano su Radio Capital? Di quanto si dorme la notte di solito. Ma allora ditelo che lo fate apposta. Inoltre ho due recensioni nella mia testa ma non c'è verso di farle uscire. Per una sto aspettando che esca il disco, per l'altra invece che riesco un'attimo a riordinare le idee sull'opera. Si tratta di Hourglass di Dave Gahan e In Rainbows dei Radiohead. Per il primo aspetto che esca nei negozi, per il secondo fatemi riordinare le idee e so che sarà difficile darvi l'idea della bellezza che il gruppo ha creato. Ditemi good luck, ne avrò bisogno.

13 ottobre 2007

Intervallo?

Non ho nulla da dire, solo tanto ma tanto scazzo addosso e tanta tristezza. Potrei raccontarvi di come sono andata dal parrucchiere per taglio e colore e non sono ancora sicura che il colore sia quello che ho scelto ma tant'è. Potrei raccontarmi di come si può arrivare ad illudersi per questioni di cuore e quando c'è il risveglio non è mai piacevole. Ma ve lo risparmio. E' sabato sera. Tutte le persone normali di sabato sono fuori, da qualche parte, con amici. O forse no. Non so cosa davvero fanno le cosiddette persone normali. Non lo sono e non ne conosco...

11 ottobre 2007

Go to sleep little one...



Sono due notti che dormo malissimo. Eppure non vado a letto tardi. Le 11 e mezza di sera vi sembra tardi? Per i miei canoni no, ho fatto anche di peggio. Sono due sere che crollo subito per il sonno e la mattina dopo mi sveglio come non avessi dormito per niente. Di sogni neanche l'ombra. E devo dire che i miei criceti non erano neanche troppo attivi, di solito lo sono molto peggio. E neanche la flebo di caffè riuscirebbe a risolvere. A essere onesta la mia qualità del sonno è stata irrimediabilmente rovinata parecchi anni fa e non c'è verso di recuperarla. Ho dei geni da insonne da parte direttamente materna. Inoltre la notte per me è speciale. Di notte sono molto ma molto più ricettiva e attiva rispetto al giorno tanto che mi sembrerebbe uno spreco dormire. Però il corpo e la mente ha bisogno di riposo. Temo che dovrò iniziare a farmi la tisana rilassante...

10 ottobre 2007

Gonna wait it out...


Voglio andare a casa, voglio andare a casa, voglio andare a casa. Voglio sentirmi questo disco e non ho il cavetto del lettore mp3 qui in ufficio per cui devo aspettare di essere a casa per poterlo scaricare e ascoltare. Voglio andare a casa. Si è capito che oggi dovrei stare a casa? Oltretutto mi arriva anche mia sorella per la mia massima gioia e quindi devo ripulire tutto. Che palle! Non vi parlerò di tutta l'operazione che c'è dietro questo disco perchè è complicato e non ne ho voglia. Aggiornerò più tardi, quando ci avrò messo le mie grinfie sopra e l'avrò sentito per benino.
Voglio andare a casa, voglio andare a casa.
Voglio andare a casa, voglio andare a casa.
Voglio andare a casa, voglio andare a casa.
P.S. Edit delle 14:18: On air now. Parte benissimo poi si ferma. Ha dei picchi altissimi, una canzone che sarà la mia ossessione per questi mesi, ma anche dei bassi sconfortanti. Molto rock, decisamente di più del passato. Aspetto di vedere cosa mi dice dopo diversi ascolti. Non lo so c'è qualcosa che non mi convince pienamente, qualcosa che non mi arriva del tutto.

8 ottobre 2007

Connected again.



Si ringrazia indi-is-conan per la splendida immagine.

Tre giorni fuori, tre giorni connessa. Non so come spiegarvi come mi sono sentita in questo weekend e dovrò comunque provarci. Alla fine ho deciso di andare via direttamente dall'ufficio e sono riuscita a prendere il treno prima di quello che avevo programmato. Decisione molto saggia visto i ritardi che hanno maturato tutti i viaggi, solite ferrovie dello stato. Sono arrivata a Milano e ho trovato direttamente il mio amico e siamo andati verso il Duomo con le borse in mano a passeggiare per le strade. Forse eravamo un pò buffi. Non avevo molta voglia di girare davvero Milano anche perchè io quella città un pò già la conosco. Volevo semplicemente avere la possibilità di chiacchierare finalmente faccia a faccia e non attraverso questo maledetto monitor che non fa arrivare dirette le percezioni. E il tempo passa, le parole, ritrovarsi alle due di notte senza avere la voglia di andare a dormire per il piacere della compagnia. E la mattina dopo risvegliarsi tranquillamente senza nessuna preoccupazione, senza dover correre come si fa durante tutti i giorni. La giornata di sabato trascorre di nuovo bene, le risate, un'altro incontro, il cartoccio di noccioline per rimpinguare la fame, e ancora parole, sguardi, musica. E ritrovarsi in un locale di musica rock, posto in cui non ero mai stata nemmeno a Genova (non ho la più pallida idea se esistono locali simili qui e poi con chi ci andrei?), ritrovarsi a ballare per oltre due ore. Non vi preoccupate la mia schiena ha retto splendidamente. Le endorfine e l'energia positiva che stavo ricevendo hanno fatto il loro dovere. Ero me stessa ed ero un'altra persona. Piccola riflessione personale: forse ho una soglia di ricettività alle vibrazioni più alta ma non mi sembra di aver bisogno di "addittivi" per rilassarmi e alterare le mie percezioni fisiche e psichiche. Mi sono bastate gli effetti combinati di musica e luci (all'inizio ho fatto fatica ad entrare nella giusta dimensione). Sono stata dannatamente bene ed era parecchio che non capitava. A Silvia e Massimo dico grazie per l'energia che ho ricevuto da questi giorni. Ritornata a casa ho ritrovato la solita routine di tutti i giorni e ho litigato con mio fratello. E ho avuto la forza di dare una piccola rasoiata. Mi ha accusato di essere assente in casa, anche se ci sono fisicamente, e ho risposto: "ci sono per chi mi vuole". Se sto su internet perchè ho tutta una serie di persone che si preoccupano per me, mi chiedono come sto e cercano di farmi stare meglio e quando io sto meglio loro sono felici. Tutto questo mio fratello e mia sorella non ci pensano, non se ne accorgono. Vedono quando sono triste e lo danno per scontato perchè sono sempre stata così. Non si chiedono neanche perchè, non ci provano nemmeno. Mio fratello si è arrabbiato per la risposta, e mi ha mandato a quel paese, ma sono contenta di aver avuto l'energia giusta dentro per rispondere a tono.

4 ottobre 2007

Closer encounters part 2



Vedete quest'immagine? Domani pomeriggio la vostra padrona di casa leva le ancore e se ne va in quel di Milano per un'incontro con delle persone splendide. Sicuramente mi divertirò anche se adesso sono leggermente in paranoia. Semplicemente per un motivo: non so che diavolo mettere dentro la valigia. Va beh mi arrangerò. Si vede che non ho ispirazione precisa per il blog? Si, molto. Comunque starò via fino a domenica sera. Mi porterò dietro la mia fida agenda per annotarmi tutte le sensazioni che mi sfioreranno in quei giorni e tutte le cose che noterò. Pensavo di aver perso la passione per viaggiare. In realtà non avevo perso la passione ma non avevo la compagnia giusta. Ora so che sono persino capace di muovermi da sola e che, anzi, è persino piacevole.

1 ottobre 2007

Tangerine Avalon



Nella mia caccia fruttuosa di venerdì ho trovato l'unica raccolta di racconti di Bradbury che mi mancava e l'ho preso al volo. Lo stile è sempre quello solito a cui ci ha abituato quest'autore. C'è una cosa  che uno dei personaggi di un racconto dice con cui sono d'accordo. Quando si scrive , si scrive e basta. Non bisogna scervellarsi sui particolari, sui dettagli perchè si rischia di perdere l'ispirazione per strada. Prendi la penna e comincia a scrivere, avrai tutto il tempo dopo per le limature del caso. Nel terzo occhio casualmente ho dato inizio ad una discussione sulla fantascienza sociologica, ispirata com'ero dal film Equilibrium di cui vi ho parlato giorni fa. Uno degli utenti ha segnalato tra i vari film Avalon che, se mi volete bene e se vi fidate del mio giudizio sui film, vi sconsiglio caldamente di vedere. La trama stringendo è questa: in un mondo futuristico, i giovani diventano sempre più assuefatti a un simulatore di battaglie illegale (e potenzialmente mortale) chiamato Avalon. Ash, una delle giocatrici migliori, viene a sapere dell'esistenza di alcuni livelli avanzati del gioco, abbandona il suo stile di gioco solitario e si unisce a un gruppo per raggiungere i livelli segreti. Non so neanche come descrivere la noia che ho provato a vederlo. L'unica cosa interessante del film è una domanda: "in fondo la realtà non è quella che credete di vivere?" Poteva essere interessante far girare tutto il film su questa domanda e invece si sono impuntati sul gioco. Non sono neanche riusciti a delineare bene la differenza tra la Ash del mondo reale, una solitaria sull'orlo della depressione il cui unico affetto è quello di un cane. Insomma se ve lo consigliano evitatelo come la peste.