29 dicembre 2008

Maybe...



Ecco qui, nero su bianco. E so che la cosa vi sorprenderà. Mentre tutti quanti non fanno altro che scrivere auguri e dire il 2008 è stato così e spero che il 2009 sarà diverso io invece sento come un fischio. Il fischio del vento che risuona in una stanza vuota. Sono molti anni che non dico più speriamo che il prossimo anno sia migliore perchè puntualmente poi tutte le speranze vengono disattese. Speravo di non arrivare di nuovo alla fine dell'anno con il cuore spezzato. Speravo di riuscire a imparare a sorridere. Speravo... non lo so nemmeno io che speravo. Invece mi sono ritrovata con un fine 2008 ancora più pesante. Con crisi di pianto sempre più faticose, sempre più spossanti, sempre più devastanti e stancanti. E ci sono momenti in cui neanche la musica riesce più a dare sollievo. Non ho neanche troppo voglia di scrivere quello che ho dentro perchè alla fine sono stanca anche di questo. In questi giorni mi sono trovata davanti l'esempio di come i miei lamenti siano alla fine quella di una bambina viziata, quando c'è invece qualcuno che ha persino difficoltà a fare le cose più elementari da solo. Pare che non riesco neanche a fare il fine anno che desidero da una vita: da sola a casa a dormire, a fregarmene del passaggio da un giorno all'altro, da un mese all'altro, da un anno all'altro. Perchè mi guardo indietro e non vedo la differenza.

Ho un gran desiderio, forte, smisurato, di un'immenso silenzio. Invece il mondo non fa altro che ributtarmi indietro il suo rumore. State zitti, tutti zitti. Ah non volete? Non ce la fate? Comincio io allora. Smetto di scrivere per un po'.  Un po'... non so quanto. Decido io.  Auguri a tutti. Decidete voi per cosa...

28 dicembre 2008

Umanità varia





Il 4 Giugno 1968 all'Holtel Ambassador, fervono i preparativi per l'arrivo del Senatore Robert Kennedy che avrebbe pronunciato un discorso dopo l'esito delle primarie per la presidenza degli Stati Uniti. I dipendenti latino americani si sentono maltrattati dal responsabile delle cucine, cinico e razzista, che li obbliga a fare un doppio turno, una giovane cameriera sogna un giorno di entrare ad Hollywood mentre una famosa cantante sulla via del declino riesce solo a farsi del male. La moglie del direttore, parrucchiera nell'albergo, distribuisce consigli sul matrimonio mentre suo marito la tradisce con una centralinista. Una giovane donna sta per sposare un suo compagno di scuola per evitargli il Vietnam mentre una coppia sposata da tempo, lui è più vecchio di dieci anni, spera in una seconda luna di miele. Un vecchio dipendente dell'hotel in pensione non riesce ad abbandonare il luogo dove è stato per anni, mentre dei giovani volontari della campagna per Kennedy provano gli effetti delle droghe. Queste ed altre sono le storie che si intrecciano all'Hotel Ambassador in quel giorno così importante, e alla fine così tragico. Ne esce fuori il ritratto di varia umanità che crede possibile l'avverarsi di un sogno. Bob Kennedy venne raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco, insieme ad altre cinque persone, poco dopo la mezzanotte nelle cucine dell’Ambassador Hotel, pochi momenti dopo aver pronunciato il suo discorso per festeggiare la vittoria delle primarie, crollando tra le braccia di un inserviente messicano. Colpito alla testa da distanza ravvicinata, Bob Kennedy morì il giorno successivo a soli 42 anni. E con lui muore anche il sogno di tutte le persone che avevano visto in lui la possiblità di cambiare, di creare un mondo nuovo. Non è un semplice film didascalico, non è un film storico tout court, è un film riflessione sull'umanità, sui veri valori, su ciò che davvero può fare la differenza. E si parte dai piccoli gesti, da un regalo fatto da un'appassionato di baseball ad un altro, dall'amore che può fare la differenza in un mondo in cui l'odio prevale su tutto. Sno diversi i punti che mi hanno colpito di questo film. "Cosa potrai offrire al mondo se tutto quello che hai è la tua rabbia?" Fino al discorso di Robert Kennedy messo a commento delle immagini che ci rimandano gli occhi di una generazione smarrita. C'è un passo che voglio condividere con voi e che reputo assolutamente significativo. E il passo che mi ha commosso davvero più di tutto il film: «Quando si insegna un uomo a odiare, ad avere paura del proprio fratello, quando si insegna che un uomo ha meno valore a causa del colore della sua pelle o delle sue idee o della politica che segue, quando si insegna che chi è diverso da te minaccia la tua libertà o il tuo lavoro o la tua casa o la tua famiglia, allora si impara ad affrontare l'altro non come un compatriota ma come un nemico, da trattare non con la collaborazione ma con la conquista. Per soggiogarlo e sottometterlo. Impariamo, in sostanza, a guardare i nostri fratelli come alieni. Uomini alieni con cui dividiamo una città ma non una comunità. Uomini legati a noi da un'abitazione comune ma non da un impegno comune. Impariamo a dividere soltanto una paura comune, soltanto un desiderio comune di ritirarci gli uni dagli altri, soltanto un impulso comune a reagire al disaccordo con la forza.» E' proprio questo il punto. Finchè sarà l'odio a prevalere il mondo andrà come sta andando ora.

E' un film talmente umano e poetico che vi consiglio assolutamente di vederlo.

22 dicembre 2008

Tradizioni



Si ringrazia dcrrld per la splendida immagine.



Anche se dico di non sentire il Natale ci sono delle tradizioni che continuano ad esercitare il loro fascino su di me. Sabato pomeriggio via msn Davide mi chiede se ho voglia di fare una passeggiata in centro. Invito che accetto di volata. Così mi sono immersa nella pazza folla e siamo passati anche a vedere il Mercatino di S. Nicola allestito in Piazza Piccapietra a Genova. Per chi non c'è mai stato è un incanto. Il personaggio che vedete ritratto qui sopra è un esempio di cosa puoi vedere. Sono banchetti in cui si possono trovare oggetti fatti a mano, dove puoi sentire che l'artigianato è ancora vivo e le tradizioni si perdono nel tempo. Chi lavora nello stand è vestito secondo abiti tradizionali. E tutto questo mi affascina. Voi conoscete la mia passione per le maschere e per il travestimento. Anche se poi è una passione solo visiva. Il calore umano che non avevo trovato nei giorni passati l'ho ritrovato in quel mercatino. E ha lenito un pochino il mio dolore. Ho anche scoperto che hanno aperto un negozio dedicato alla birra. Spero prima o poi di potermi regalare qualche buon esemplare, è una vita che non bevo una birra come si deve...

Ho capito che le tradizioni si possono anche creare dal nulla. Penso che oggi pomeriggio tirerò giù una scatola per veder di recuperare un piccolo alberello che so di avere e lo allestirò in camera mia. Lo spazio per mettercelo ce l'ho, l'ho creato facendo pulizie. Vediamo di recuperare qualcosa per strada che ce n'è gran bisogno...

16 dicembre 2008

Risposte



Rispondo qui al commento di Laura perchè la questione è lunga e non basta un commento. Vedete casa mia... casa mia non è casa mia. Vi spiego. Ho sempre pensato che una casa per essere tale si debba sentire un po' di calore umano dentro. Ecco da me tutto questo manca. E' più un'abitazione, un posto dove ci sono due persone che dormono, mangiano, hanno dei vestiti, delle scarpe e cose di questo genere. Un albero di Natale andrebbe bene per una casa che sia tale. Ma in casa mia, così anonima, stona. Ai miei occhi la vedo come una forzatura, una farsa. Forse si potrebbe obiettare che un bell'albero porta un po' di calore umano. Non so. Alla fine a me vederlo porta tristezza e basta. Come le luci di Natale in giro per la città. Genova è bella così illuminata ma allo stesso tempo fa contrasto con quello che ho dentro e c'è tutto tranne che voglia di festeggiare. Quindi non mi faccio condizionare. Se davvero avessi la voglia e l'entusiasmo direi "alza il culo si fa l'albero" e tirerei giù tutto. E si perchè le decorazioni varie e l'albero stanno in cima all'armadio in camera mia. E' l'entusiamo che manca, la voglia di festeggiare, l'idea che Natale sia un giorno speciale, un giorno da attendere tutto l'anno con gioia. Invece, per me, è un giorno come un'altro. Anzi peggio. Perchè mi devo organizzare con largo anticipo per quello che dovrò fare da mangiare altrimenti rischio di non trovare la materia prima. Temo di starmi trasformando in una creatura davvero amara...

11 dicembre 2008

Let it snow 2



Si ringrazia La Lontra per la splendida immagine.



Questa che vedete ritratta è Busalla ma vi posso giurare che ieri a Pontedecimo, quartiere di Genova dove lavoro, lo spettacolo non era molto diverso. Arrivo in ufficio e a momenti rischio di scivolare. Fortunatamente uno del concessionario di moto vicino all'ufficio mi vede e mi da una mano per non cadere. Gentilissimo davvero. Grazie mille per la tua gentilezza, se mai passassi da queste parti. E quando esco il dramma: ancora peggio di come sono arrivata. Rassegnata mi incammino verso la fermata dell'autobus usando una vecchia tecnica sempre efficace: camminare sulle orme di chi ha calpestato la neve prima di me. E mentre tornavo a casa sull'autobus il mio sguardo era fisso sul paesaggio imbiancato. Nonostante tutto, nonostante le varie difficoltà a muoversi io adoro la neve. Sorridevo mentre vedevo i bambini giocare a battaglia di palle di neve. Mi piace il candore e l'innocenza che regala alla città. Stamattina c'era ancora qualche debole traccia bianca.  Onestamente ero talmente infreddolita che ho preparato per cena un sugo con le patate che già erano in casa. Ero talmente cotta e infreddolita che mi sono concessa un'ora di sonno. E al risveglio ho preparato una tazza di the fumante. Sono queste le cose che amo di più. E se poi avete addosso una stufa pelosa è meglio...

27 novembre 2008

Receive and trasmit...



Ci sono voci che sono fissate dentro voi. Le risentite e pensate: "casa". Sapete bene qual'è la voce che per me più di tutte mi fa pensare a questa parola. Lo seguo da più di vent'anni e ogni volta è come se fosse la prima. Il disco che vedere in copertina si chiama Up ed è prodotto da Gabriel stesso e da Tchad Blake mago della registrazione del suono binaurale. Si capisce già da subito che questo disco è una creatura strana, viva. E' un disco che riflette sull'uomo, un concept sulla vita e sulla morte sia in prima persona, sia in terza person. Capirete successivamente cosa intendo dire. Abbiate pazienza perchè sarà un post lungo ma è proprio impossibile dire meno su questo disco.
Darkness si apre con un suono lieve ed subito dopo esplode. E' una canzone sulla paura. Sulle paure che ci impediscono di vivere, le paure che ci accompagnano tutti i giorni sin da quando aprimo gli occhi fino al sonno.  Siamo spaventati da quello che conosciamo ma alla fine, se le affrontiamo., se le guardiamo in faccia..."and the monster I was so afraid of/ lies curled up on the floor just like a baby boy".  Questa canzone mostra i due lati di Peter Gabriel: quello luciferino, quello più oscuro e cattivo e quello più dolce, suadente. Un saliscendi musicale. Occhio che il mostro è dietro l'angolo e ride... Nell'apertura di Growing up c'è una descrizione molto vivida della nascita. Siamo al mondo. Crescere e cercare un posto dove vivere nel mondo. Il pezzo è entusiasmante e energico, fa ballare persino i più piantati, e sembra quasi seguire il ritmo del cuore, un ritmo vitale per ognuno di noi. L'altra caratteristica di questo disco è la stratificazione dei suoni, una stratificazione finalmente al servizio dei vari brani. Non bastano due orecchie per sentirlo e ogni volta, ad ogni ascolto esce fuori qualcosa, qualcosa di diverso. Sky Blue è una delle tre perle di quest'opera. Questo pezzo è la viva dimostrazione del genio e della creatività di Peter Gabriel. E' costruito come se fosse un blues dal sapore antico impreziosito dai cori dei Blind Boys of Alabama. E' un moto del cuore, è anima. E' la passione fatta musica. La seconda perla è No way out. Chi saprebbe fondere così felicemente ritmica dall'incedere jazz, pur non perdendo di vista la tradizionale forma canzone, con alcuni tratti tipici del pop e con una tematica così forte e potente come quella della  morte senza risultare stucchevoli o eccessivamente retorici? Succede qualcosa, un incidente e il primo pensiero "Oh God let it not be you" Dio fa che non sia tu. Le immagini qui usate sono composte e delicate "The colour in your shirt is darkening, Against the paleness of your skin. I remember how you held the goldfish, Swimming around in a plastic bag" C'è l'evento reale e il ricordo familiare... Improvvisamente si apre, esplode letteralmente in un grido. Il finale lascia all'immaginazione dell'ascoltatore cos'è accaduto.  La musica si ferma e si riprende, li tempo e si riprende... è stato solo un'ora fa. Era tutto così diverso.  E sembra che nulla sia cambiato, che tutto sia rimasto come prima. Ora non c'è più nessuno a casa. Ho trovato pochi artisti capaci di ritrarre il tema del lutto in maniera così delicata. I grieve. Sono in lutto. Il pezzo si apre con un incedere lento, mesto, in punta di piedi, per poi trovare la strada verso un ritmo più forte, più veloce. La vita scorre ma è detto con astio, con odio. Io sono in lutto e il resto continua come se niente fosse. The Barry William Show ha avuto il potere di dividere i fan. C'è chi la ama e chi invece non la apprezza molto. Personalmente vedo in questa canzone un trait d'union con i villain di cui ha cantato sia con i Genesis che nella carriera da solista. Barry William nella fantasia di Peter Gabriel è il conduttore di uno di quei programmi in cui la gente espone al pubblico ludibrio la propria grettezza e squallore. Più efferati sono i racconti e più si fa audience. Devo constatare che è rimasta ancora oggi di devastante attualità. L'incedere del pezzo è costruito come una sorta di marcetta tipica dei circhi. Forse non è casuale, visto che in un certo senso è di questo che si parla. Però qui le peggiori bestie sono gli esseri umani. Alla fine però l'uomo non è un isola e Barry William verrà sommerso dalla grettezza umana, annegherà  e non ce la farà più ad andare avanti...
Un ticchettio di orologio in sottofondo che annuncia l'attacco di My head sounds like that. E' un pezzo dall'andamento ondivago e sbilenco. Sembra richiamare alla mente certe sonorità tipiche beatlesiane.  Il metallo della chiave che apre la porta si fa sentire e il suono dei piedi che raschiano sul tappeto. L'olio nell'insalatiera, il gatto che esce... tutti questi rumori vengono amplificati a dismisura quando si è preda di un violentissimo attacco di mal di testa. Nella mia testa questi suoni rimbombano.  In questi momenti persino i pensieri diventano dolorosi. C'è una frase nella canzone che mi fa leggere in un altra chiave il quartetto No way/Grieve/Barry William/My head: i momenti vanno e vengono come l'acqua. Provo ad afferrarli ma mi sgusciano via. La mia teoria: Gabriel sta riflettendo sulla vita e sulla morte e questi pezzi non sono che delle chiavi di rielaborazione. C'è il fatto "No way out", il lutto. Barry e My head non sono altro che il dopo. Subito dopo la morte di una persona cara c'è come una specie di circo in cui rivedi gente, di cui normalmente non ti importerebbe molto, venire da te e farti le condoglianze. My head invece è il fatto privato. Finito il circo, lasciato finalmente solo a te stesso e al tuo dolore, c'è la totale confusione dentro. E ti rendi conto che è tutto effimero, che tutto può svanire da un momento all'altro. More than this è un pezzo dall'incedere pesante, dalla ritmica in progressione. Dal vivo ha procurato non pochi problemi all'autore. Ancora si riflette sulla vita e sulla morte e si pensa: "ci deve essere qualcosa di più di questo." Qui viene preannunciata la preoccupazione dell'autore di lasciare un segno duraturo nella vita delle persone. Viene pian piano introdotto il tema portante di Signal to noise. E' il personale tributo che Peter Gabriel offre alla memoria di Nusrat Fateh Ali Khan, cantore qwali scomparso ahinoi nel 1997. Ma anche il proprio testamento artistico. Il compito di ognuno di noi è di riuscire a pulire il suono della nostra vita tanto da rompere il rumore derivato dalla morte. You know that's it. Receive and trasmit. Non bisogna essere artisti per questo. Dobbiamo solo essere aperti. Lasceremo inevitabilmente il nostro segno. E' quello il nostro scopo. Musicalmente è immensa. Non la posso descrivere. Bisogna solo ascoltarla. Ve la regalo con questo post. E si arriva a The drop. Brano costruito solo da voce e piano. La voce di Gabriel qui è a tratti triste, a tratti mesmerica, a tratti dolcissima. Ci saluta e prosegue per il suo viaggio. Sono passati la bellezza di sei anni da quando questo disco è stato concepito e messo in vendita ma non ha assolutamente risentito del passare del tempo.
Peter, quando vuoi, noi siamo qui. Pronti a ricevere e trasmettere...

26 novembre 2008

Krishel calling


Possibile che ogni volta che sto male psicologicamente deve farne le spese il mio intestino? Sto male, fisicamente. Se c'è qualcuno che sa come disinnescare il collegamento si faccia sentire perchè qui c'è grosso bisogno di aiuto. E non vedo l'ora di tornare a casa per fare una bella tisana calda. Pensiamo a cose belle: il mio bimbo si è accorto della copertina di pile che ho messo apposta per lui nel puff in camera mia. Stamattina prima di uscire per il lavoro l'ho visto addormentato li. Bella creatura dolce e infreddolita. Tanto che si abbraccia il calorifero. Chiamatelo scemo. Sto mettendo più tempo del previsto a finire il libro di Gaarder. Sono già oltre la scadenza della biblioteca e dovrei consegnare. Va bene che è quella di quartiere e mi conoscono da una vita però comunque non mi sembra giusto. E per il resto non c'è niente da aggiungere.
Penso che oggi mi metterò a stirare. E' un modo come un'altro per riscaldarsi no?

10 novembre 2008

He's lost control

Control manifesto
Alla fine la vostra padrona di casa è riuscita a vedere questo film. Ricordiamo brevemente la trama: si tratta della vita di Ian Curtis, voce e frontman dei Joy Division morto suicida nel 1980 a soli 23 anni. La versione che ho avuto modo di vedere è stata in inglese con i sottotitoli in italiano. Ho potuto quindi sentire tutte le voci originali. La storia è basata parte sulla biografia scritta dalla moglie di Curtis e in parte sulle interviste fatte agli altri membri dei Joy Division e a tutti quelli che sono stati vicini a Curtis nella vita. Però, però...

La sensazione che ho avuto addosso per buona parte del film è che si trattasse di un'occasione sprecata. Corbijn fallisce nel farsi narratore di una scena musicalmente viva e pulsante quale era quella in cui i Joy Division si trovava. Ian Curtis va a vedere un concerto di David Bowie e dove sono le emozioni che lui prova quando lo va a vedere? Missing. Personalmente ho trovato l'idea di far interpretare i brani dei Joy Division agli attori un'idea buona solo sulla carta. Perchè poi nella realizzazione finale non funziona. L'attore che impersona Ian Curtis gli assomiglia in maniera impressionante nel fisico ma non nella voce. E' l'unico che non riesce totalmente a entrare nella parte. Tanto per dirvi: ho stentato a riconoscere Isolation che non è quello che si dice un loro brano sconosciuto, anzi. Due o tre i punti davvero degni di nota: quando nel film si sente Love will tear us apart (felice scelta del momento), la seduta di ipnosi in cui c'è una sorta di presagio su quello che avverrà dopo, e Atmosphere. Il resto? Un'occasione sprecata di raccontare una  persona che ha cambiato un certo mondo musicale, inconsapevolmente forse. Se è una buona prova dal punto di vista della macchina da presa, Corbijn fallisce proprio nel punto centrale: descrivere una persona nella sua totalità, con i suoi dubbi, le sue insicurezze, il malcontento, l'amore, il disagio, fino all'ultimo passo. Mi è sembrato quasi come se si dovesse per forza cercare una giustificazione per qualcosa che alla fine non la avrà mai. Fallisce nel raccontare cosa davvero ha portato Ian Curtis al suicidio. Forse è un compito davvero impossibile per chiunque, non solo per Corbijn...

E si vola




Fordlândia è il nome con cui fu battezzata una grande proprietà terriera del Brasile settentrionale, spersa in piena foresta amazzonica lungo il corso del Rio Tapajós, uno dei tantissimi affluenti del Rio delle Amazzoni, quando questa venne comprata dall'imprenditore americano Henry Ford nel 1929 per farne una piantagione di gomma da utilizzare per gli pneumatici delle sue automobili. E come tutti i sogni si scontra con una dura realtà di scelte infelici, di realizzazione ancora più infelice che condurrà Fordlandia a essere via via abbandonata. Questo però ha poco a che fare con il disco di Johan Johannsson, un'opera di infinita bellezza. Come ho già avuto modo di dire ci sono opere in musica, ma non solo in musica, che ci ricordano che l'essere umano non è solo capace di immense atrocità ma anche di opere dall'infinito splendore. E' il caso di questo disco. 67 minuti in blico tra ambient, musica classica e voci che portano alla luce la parte più antica dell'essere umano. Ci sono dei momenti in cui è difficile spiegare cosa ci troviamo di fronte, l'unica soluzione è rimanere in silenzio ad ascoltare.
Ascoltare la voce di Dea Bellezza venuta a parlarci.
Ed è così bello spiccare il volo...

Qui qualcuno più capace di me di dirvi di cosa si tratta..

8 novembre 2008

Thank you my dear...

E'  un po' di tempo che dico che ho voglia di una torta cioccolatosa e un golossissimo gatto, appassionato di cioccolato quanto me, mi ha indicato una ricetta. La trovate in questo simpatico blog: La pentola che bolle. A leggere la ricetta temevo subito che non mi sarebbe riuscita, che fosse più complicato del previsto e invece è stato tutto più semplice di quanto pensassi. La prima soddisfazione è vedere montare gli albumi a neve subito alla prima, considerato il fatto che era la terza volta che lo facevo (mi avevano anche indicato un piccolissimo trucchetto per farlo). La seconda soddisfazione è sentire il profumo del cioccolato fondente fuso girato come? Con una bacchetta. Si avete letto bene: una bacchetta di quelle che vi danno al ristorante cinese. E' pratica e non rischiate che si attacchi il cioccolato. Terza soddisfazione mia personale è una volta infornata e cotta annusarsi le mani e pensare: ho lo stesso odore che aveva mia madre quando faceva i dolci. Quarta e non meno importante soddisfazione sentirsi dire da tua sorella, più brava di te in cucina: "l'allievo supera il maestro".  Grazie. Soprattutto grazie a me che ho voluto tentare e sto riuscendo...

5 novembre 2008

Ascoltaci



Si ringrazia Andrew Hefter per la splendida immagine







Avete visto dal blog che mi sono lanciata in materia di dolci. La prima cosa che ho pensato è che sarebbe carino avere di quelle particolari teglie che hanno il gancio apribile. Perchè un'altro dei miei problemi è come riversare il dolce sul piatto senza rovinare troppo il risultato, una volta che l'ho cotto. Con la teglia a forma di ciambella mi è difficile lo devo sempre tagliare. Fatto sta che non appena ho espresso il desiderio, il supermercato vicino a me si è messo a vendere una serie di formine per dolci con anche esattamente il tipo di teglia che vorrei. Sembra che qualcuno lassù mi abbia ascoltato. Infatti oggi penso che lo comprerò. Vorrei fare qualcosa di diverso dalla solita ricetta che ho visto venirmi bene. Ho capito che la teglia è un requisito fondamentale nella preparazione. L'ho visto con i miei occhi. Capita di tanto in tanto che la realtà del mondo mi sorprende. Di solito non parlo di politica perchè non mi piace. Sono andata a dormire convintissima che alle elezioni americane vincesse McCain. C'erano diversi segnali che me lo facevano pensare: la miriadi di caricature di Sarah Palin, certe immagini che avevo visto su internet. Sono andata a dormire e al risveglio ho scoperto che per la prima volta gli Stati Uniti avranno un presidente nero: Obama appunto. Personalmente l'evento non mi cambierà più di tanto però mi ha sorpreso. Ho messo le mani sul libro Non è un paese per vecchi, si quello da cui hanno tratto l'omonimo film i Cohen. Inizia molto bene, il ritmo è sostenuto e l'autore sa catturare l'attenzione. Vediamo come prosegue.

4 novembre 2008

Cacciatrice d'immagini



Si ringrazia IDt8r per la splendida immagine.

Ormai vi sarete accorti che io amo le immagini. Le cerco. Ci sono in giro per internet dei veri artisti telematici. Quando faccio nuove scoperte mi sento come una bimba in un negozio di giocattoli. Pensavo di averle viste tutte e invece ieri cercando ho scoperto un sito dove vengono riunite tutte le creazioni fatte in photoshop. L'immagine di ieri e di oggi sono un assaggio. Il sito? Photoshoptalent.com. Andate e cercate. Immagino che qualcuno potrebbe pensare che sarebbe meglio che mi tenessi per me i siti dove trovo le immagini. E qui ora faccio un discorso che dovevo fare già da molto tempo. Spendo delle ore per trovare le immagini giuste per quello che devo scrivere. A volte. Ma non è detto. Solitamente sono dell'idea che siano le immagini a scegliere me e lo scritto. Molto spesso ho pronto quello che voglio dire e poi trovo qualcosa che mi porta da tutt'altra parte. E lo trovo altrettanto importante. Quello che vi voglio dire è che se anche do i mezzi agli altri per trovare le immagini, non vuol dire che glialtri abbiano lo stesso mio gusto estetico, la mia stessa sensibilità, il mio colpo d'occhio... in parole povere non tutti hanno quella che io chiamo la mia stessa vibrazione. Sto leggendo un libro molto interessante di Jung che però riconsegnerò anche se non è finito. Si chiama L'uomo e i suoi simboli. Parla del simbolismo celato dietro i sogni. Un'argomento che mi ha sempre interessato. La mia mente è molto, troppo distratta in questo periodo e non riesce a essere concentrata su qualcosa che sarebbe pure interessante per me. Godetevi il brano che vi ho messo in sottofondo per questo post. Con la mia mente sto ballando un ideale valtzer al ritmo di questa musica. Il partner? Ancora non lo conosco...

1 novembre 2008

Hungry like a wolf

Scusate se vi faccio di nuovo venire fame ma questa è la mia creazione di oggi. Ho aggiunto all'impasto un po' di cacao. Buona, buonissima. Se non altro si sente il lieve sapore delle scorze di limone che ho messo nell'impasto. Stavolta il limone era di quelli buoni. Ma ieri per la seconda volta ho fatto il ragù ed è venuto pure buono. Insomma comincio a pigliarci un po' gusto. Ora però mi mancano all'appello: crostata, torta di zucca. Mi suggerite una ricetta? Facile facile mi raccomando che sono comunque una dilettante in cucina. Grazie.

31 ottobre 2008

Paprika





Cosa accadrebbe se inventassero un apparecchio capace di farvi accedere al mondo dei sogni? E' questo l'interrogativo che si e ci pone Satoshi Kon nel suo anime Paprika. La protagonista si chiama Atsuko Chiba ed è una psicoterapeuta che cura i traumi dei suoi pazienti interagendo direttamente col loro mondo onirico. La terapia è in grado penetrare i sogni e di esplorare l'inconscio mediante il DC-Mini, un dispositivo che apre incredibili prospettive nel trattamento dei disturbi psichici. Prima ancora di essere brevettato, il congegno rivoluzionario viene trafugato e il Dottor Shima, direttore e mentore di Atsuko, imprigionato nel sogno dissennato e delirante di un folle. Il misterioso nemico è deciso a interferire coi sogni degli uomini, a manipolarli e a governare sul mondo sognato e su quello reale. L'uso scorretto del DC-Mini potrebbe infatti annichilire la personalità e la volontà del sognatore. Konakawa, un detective che odia il cinema ma sogna per generi cinematografici, decide di indagare. Nelle indagini al confine con l'inconscio lo aiuteranno Paprika, alter ego onirico della dottoressa Atsuko, e il dottor Tokita, pingue inventore del prototipo. (la trama è presa da My movies italia) Aspettatevi il totale e completo delirio. Se Satoshi Kon voleva darci l'idea della logica che governa i sogni ci è riuscito benissimo. E' riuscito persino a cogliere con perfezione inaudita il mescolamento di miti, archetipi, figure tipiche del mondo di fantasia come davvero avviene per ognuno di noi nel mondo onirico. Paprika è meravigliosa nel suo essere a metà tra un maschiaccio e una donna di un fascino incredibile.

Prima che me lo chiedete, perchè so che me lo chiederete: no, quella sequenza non ricorda Dragon Ball ma semplicemente è ispirato dallo stesso mito nipponico a cui si sono i rifatti i creatori di Goku: il mito della Scimmia. (cliccate per saperne di più).

P.S.  A tutti i fratelli e le sorelle un buon Samhain.

30 ottobre 2008

We will be there...









Volevo mettervi lo scanner del biglietto ma come al solito il software ci si è messo di mezzo e quindi vi beccate sta foto. Che ha anche il suo bel perchè. Tutto questo per annunciarvi che il 18 giugno prossimo venturo la vostra padrona di casa sarà allo stadio S. Siro di Milano per vedere i Depeche Mode. Sono in agitazione già da ora.  Pian piano sto cercando di recuperare tutti i concerti che per un motivo o per l'altro non sono andata a vedere.  Peccato per i Radiohead. Mi rifarò senz'altro. Stanotte e anche stamattina si è alzato un ventaccio. Un vento di quelli che fa sentire forte la voce e crea danni ovunque passa. E' caduto un vaso facendo un bel botto. Ero ancora a letto quando è successo e Birillo dormiva accanto a me. Ho sentito il suo svegliarsi di soprassalto e il suo stringersi al mio corpo con fare spaventato. Poi ci siamo alzati entrambi. Lui seduto sul bordo del letto, guarda verso di me e miagola. Voglio pensare che sia il suo "buongiorno, facciamo colazione?". Sono due notti che mi lascia tranquilla. Forse perchè, con la pioggia che è caduta, era troppo spaventato per fare altro. Mi intenerisce quando sente prima di tutti che sta per arrivare un temporale e si acquatta con la coda tra le gambe. Poi scappa a rifugiarsi sotto il letto. Domani pomeriggio lo passerò a cucinare il ragù. Avrei anche una mezza voglia di fare una torta. Vedremo. Vedremo... La Soglia è vicina...

28 ottobre 2008

Lettera aperta a...


Si ringrazia comic book guy per la splendida immagine.

Birillo, Birillo, dolce gioia della mia vita, esserino soffice del mio cuore... se mi fai passare un'altra notte come questa con tutto il bene che ti voglio, IO TI SPEZZO LE ZAMPINE!! Sono stata abbastanza chiara??
Insomma ieri notte la mia dolce bestiola mi ha disturbato il sonno a più riprese. Oltretutto da buona canaglia felina quale è, non si faceva prendere perchè ben sapeva che sarebb stato prontamente sbattuto fuori dalla camera! Io ora sono qui che vegeto peggio di uno zombie e l'unico desiderio che ho è quello di dormire. A tutti gli esperti informatici che passano di qui: mi dite come sbloccare un pc dell'anteguerra? Lo tengo pulito con c cleaner, ho tolto tutto quello che era possibile togliere. Come messenger uso pidgin anzichè l'msn normale. Perchè? Pesa di meno e dà meno problemi di connessione. Però è sempre piantato più di un'intera piantagione di caffè.  Non mi dite di fare la formattazione perchè a) non la so fare b) non posso rischiare il pc dell'ufficio. Voglio un pc che funzioni almeno normalmente. Non che ci metto ore per aprire word o excel.  Insomma aiutatemi.

26 ottobre 2008

Some days..


Io amo quest'uomo, poco da fare e sono orgogliosa di un gioiellino come Down to earth. Tanto che l'ho messa come sottofondo del blog. Innamorata persa da 22 lunghi anni.  Capita a volte che la passione si sopisca un attimo poi basta poco per riaccendere la fiamma. Orgogliosa di quel gioiello come se l'avessi creata io stessa. Orgogliosa di un uomo che è sempre stato se stesso, nel bene e nel male, coerente con le proprie idee. E anche quando ha scelto di prestare la sua musica per la Disney, cosa che diciamolo hanno fatto un po' tutti, dove ha puntato il dito? Su una splendida favola. Sono poche le occasioni in cui il mio lato da fan esce allo scoperto, lasciatemelo fare. Oltre al pezzo scritto appositamente per Wall.E ho aggiunto alla playlist Salala il duetto con Angelique Kidjo e quell'altro gioiello di Mother of Violence. Una canzone che farebbe la gioia di qualunque artista per la sua semplicità e bellezza.  Grazie Maestro, grazie per la gioia che mi dai ogni volta che sento la tua voce.

Sssh listen...

25 ottobre 2008

Some days



Io amo quest'uomo, poco da fare e sono orgogliosa di un gioiellino come Down to earth. Tanto che l'ho messa come sottofondo del blog. Innamorata persa da 22 lunghi anni.  Capita a volte che la passione si sopisca un attimo poi basta poco per riaccendere la fiamma. Orgogliosa di quel gioiello come se l'avessi creata io stessa. Orgogliosa di un uomo che è sempre stato se stesso, nel bene e nel male, coerente con le proprie idee. E anche quando ha scelto di prestare la sua musica per la Disney, cosa che diciamolo hanno fatto un po' tutti, dove ha puntato il dito? Su una splendida favola. Sono poche le occasioni in cui il mio lato da fan esce allo scoperto, lasciatemelo fare. Oltre al pezzo scritto appositamente per Wall.E ho aggiunto alla playlist Salala il duetto con Angelique Kidjo e quell'altro gioiello di Mother of Violence. Una canzone che farebbe la gioia di qualunque artista per la sua semplicità e bellezza.  Grazie Maestro, grazie per la gioia che mi dai ogni volta che sento la tua voce.



Sssh listen...

24 ottobre 2008

We're going down to the ground...




La mia seconda recensione per la webzine "Il cibicida" è del film Wall.E. Erano anni che un prodotto Disney non mi coinvolgeva e non mi emozionava così tanto. Non esagero nel dirvi che è un'opera degna dei grandi classici.

Il pianeta Terra è stato abbandonato dai suoi abitanti al degrado, all’inquinamento e alla sporcizia, e l’unico abitante rimasto è un robottino, WALL-E, un acronimo che sta per Waste Allocation Load Lifter-Earth-class, è rimasto in funzione per settecento anni e continua imperterrito a fare quello per cui è stato costruito: raccogliere e ammassare rifiuti. E’ autosufficiente, batteria ricaricabile ad energia solare, pezzi di ricambio disponibili sempre e ovunque perché se sei in mezzo agli scarti è davvero facile trovarli. Tutto sommato non se la passa neanche troppo male: ha la sua routine, colleziona oggetti di varia forma e natura, vestigia di una cultura che ha ormai abbandonato la sua terra natia: il cubo di Rubik, le forchette di plastica, le lucine natalizie che usa come illuminazione della sua abitazione, videocassette di musical romantici ed un giorno, con sua grande sorpresa, vede uno strano oggetto con le foglie. Wall-E capisce che è speciale e lo conserva al pari del resto della sua collezione. Il suo linguaggio è minimale e la sua espressività ispira tenerezza come se fosse un cucciolo. Quelli della Pixar sanno bene quali corde toccare nello spettatore e subito ci si affeziona a questo personaggio, come da programma. La routine di Wall-E viene turbata dall’arrivo di una sonda di nome Eve: un robot femmina molto decisa e pericolosa. Subito Wall-E è spaventato, poi piano piano viene conquistato dalla sua bellezza e se ne innamora. Qui la prima chiave del successo di questo lungometraggio: un robot così profondamente umano negli approcci di avvicinamento goffi e timidi verso l’amata. Quanti di noi possono dire di non essersi trovati nella stessa situazione? Pochissimi, crediamo. E come nei corteggiamenti più classici, Wall-E regala ad Eve una piantina. La scoperta della possibilità di vita sulla Terra dopo settecento anni porterà a delle conseguenze tali da rendere cosciente l’uomo, finora lontano nello spazio, che è ora di tornare a casa. Come da tradizione del cinema di animazione Disney, assistiamo ad un’opera complessa e dalle mille sfaccettature. Un’opera sicuramente godibile a più livelli, sia per i bambini che assistono alle vicende di questo simpatico robot, un piccino capace di fare la differenza; sia per gli adulti che rimarranno incantati dalla sua perfezione grafica, poetica e narrativa, con citazioni cinematografiche che scomodano persino il buon vecchio Kubrick ed il suo “2001: Odissea nello Spazio”. Le tematiche sono importanti: l’amore che vince su ogni cosa e rende capaci di qualsiasi impresa per il bene amato, l’irresponsabilità passata del genere umano verso il pianeta Terra, ridotto ad una discarica a cielo aperto, e la consapevolezza futura che basta poco per ricominciare tutto da capo senza ricommettere gli stessi errori. Se non ci occupiamo noi stessi del nostro ecosistema nessun’altro lo farà. E se questo non fosse ancora sufficiente, alla fine del lungometraggio il nuovo corso dell’umanità viene raccontato attraverso la storia dell’arte: dai pittogrammi rupestri tipici di certi ritrovamenti nelle caverne ai geroglifici, passando persino per il pointillismo. Per i creatori di Wall-E la vera rinascita può partire solo riscoprendo la vena migliore del genere umano: quella creativa. Come dar loro torto?

P.S. Ringrazio Max per l'aiuto e l'ispirazione nella recensione. Tu sai.

21 ottobre 2008

Oddities



Girando per internet ho trovato questo splendido video di due gatte che si parlano. E' davvero molto bello e mi offre la sponda per annunciarvi che alla veneranda età di 10 anni Birillo ha imparato a miagolare. Cioè ha imparato a pretendere miagolando con veemenza oppure a usare la voce per protestare quando lo sgrido oppure gli urlo di scendere dalla tavola. E' da quando è arrivato Leo che le cose sono cambiate. Stamattina ho avuto da lui il risveglio bruschissimo: naso puntato contro la guancia e poi morsicata su un piede. Si è beccato il calcione. Mi fa male e pretende che io non reagisca? Sente anche lui il tempo che passa e il suo appetito è cresciuto rispetto a quello che aveva anche solo un mese fa. Io però ovviamente non ho raddoppiato le dosi. Ieri sera si era addormentato sui miei jeans. Quando fa così mi ispira davvero infinita tenerezza. Ha bisogno di sentire il mio odore, la mia presenza. Ed è qualcosa che mi riscalda enormemente. Grazie al signor Baule ho scoperto un sito dall'importanza capitale e ora non ne potrò più fare a meno. Se vi state chiedendo se oggi  è Natale beh qui avete la risposta...

20 ottobre 2008

Pensieri...



Copiando un gioco che ho visto fare da PlacidaSignora, vi mostro questa immagine e vi chiedo: cosa stanno architettando questi due? Rispondetemi nei commenti e li girerò nella casa.

Sesostris: Un astuto piano per ghermire il pesce; ma il gatto, dall'espressione che ha, non mi sembra molto convinto del suo socio (che ha uno sguardo davvero allucinato).

PlacidaSignora: Il Gatto: Tu lo butti giù e io lo pappo!

AEnima: il bambino sta invidiando la pinna del pesce e, dopo essersi conciato il ciuffetto allo specchio con un po' di gel, sta controllando se il risultato è più o meno simile.

il gatto sta solo tentando di fare lo gnorri ma appena il bambino tornerà in bagno per risistemarsi il ciuffetto, il gatto scatterà all'attacco

Birzim: il gatto e' preoccupato...pensa che se il bambino si pappa il pesce di sicuro tutti diranno che e' stato lui hahaha

miauuuuuuu

LauraGDS: Il bambino: ohhhhh! io tocco io prendo

Il gatto: mmmhhh...spuntino...

Il Pesce: (si noti la posizione dello stesso) mi conviene nuotare un po' a pancia all'aria fingendomi morto e far passare le strane idee di que due là

19 ottobre 2008

Happiness is an apple cake



Si può essere felici per una torta? Si se ti viene meglio di quanto tu hai previsto. E' quello che è capitato a me ieri sera. Ho praticamente aggiunto alla ricetta che vi avevo postato la volta scorsa una mela e mezza tagliata a fette condite con rum e zucchero che ho messo nell'impasto poco prima di infornare. Il risultato è quello che vedete li sopra. E si, l'ho pure già assaggiato. Buona! Poi con il vino passito è ancora meglio. Non ho provato la stessa sensazione dell'altra volta ma stavo bene. E così contenta che una mia ricetta, una torta mi fosse venuta bene. Lo so magari per voi sembrerà una sciocchezza. E chissà che la cosa non si ripeti la prossima settimana. Vedremo. Felicità può anche esssere una torta di mele fatta con le proprie mani. Ora però voglio provare a fare la crostata. Vi farò sapere.

17 ottobre 2008

Innocenza



E mi sono messa in pari vedendo anche il secondo film di Ghost in the shell. Alcune notazioni personali: la versione che è giunta nelle mie mani era in originale giapponese con sottotitoli in italiano. I sottotitoli erano fatti da persone veramente competenti che non si sono limitate a tradurre i vari dialoghi ma anche dare delle spiegazioni di carattere semantico e, soprattutto, riportare le citazioni ai vari autori dove compaiono. I miei vivissimi complimenti vanno a queste persone e alla loro passione. Inoltre mi ha permesso di sentire com'è il giapponese parlato. E' una lingua che alle mie orecchie suona estremamente musicale.

Nel 2032 le differenze fra uomini, cyborg, robot e androidi si sono fatte così labili da rendere virtualmente impossibile una seria e legale distinzione fra questi tipi di essere. Cosa rende umano l’uomo? Batou, il cyborg detective al servizio della Sezione 9 è incaricato di indagare su una misteriosa serie di omicidi suicidi. Le gynoidi in questione, avanzatissimi robot che replicano in tutto e per tutto una donna (comprese le funzioni sessuali), sfruttate come geishe, prima uccidono i loro proprietari e poi si autodistruggono.

Alcuni indizi spingono gli investigatori verso la ditta Locus Solus che produce le gynoidi su una nave al largo delle coste, fuori dalle giurisdizioni degli stati.

Se nel primo film la domanda sottintesa era "cos'è la vita?" in questo film il fulcro delle riflessioni si sposta sui ricordi e sulle percezioni.  Come sai che quello che stai vivendo è reale? Una domanda non da poco in un mondo sempre più tecnologico in cui è possibile ricostruire tutto, persino le esperienze e i ricordi.

Personalmente parlando però l'uso massiccio ed evidente della computer graphic me l'hanno fatto scadere un po' rispetto al primo. Se Ghost in the shell I è un gioiello eterno che merita di essere visto questo invece temo che prima o poi sentirà pesantemente i segni del tempo che passa...

16 ottobre 2008

Anime in uno scrigno

Devo dire che il crash di uno dei dischi fissi ha avuto un lato positivo: pian piano mi sto rimettendo in pari con le cose che volevo vedere. Era da tempo che volevo vedere Ghost in the shell e devo dire che è stato un piacere.  Il lungometraggio, tratto dall'omonimo manga ideato da Masamune Shirow è ambientato nel 2029 in una metropoli dominata dalla tecnologia cibernetica. Gli uomini sono diventati un misto di macchina e di carne. Ciò che differenzia l'uomo dalla macchina è ciò che viene definito ghost (spirito), l'essenza principale dell'animo umano che riempie con lo spirito vitale lo Shell (guscio). In un mondo di questo tipo se si è abbastanza abili si può entrare nella mente delle persone, prenderne il controllo e renderle capaci di qualsiasi cosa. Ed è quello che sta tentando di fare un famigerato criminale e terrorista denominato "il signore dei pupazzi". Il personaggio principale è una donna, una agente speciale della Sezione 9 che è una unità anti terrorismo cibernetico dipendente direttamente dal governo. Il Maggiore Motoko Kusanagi che, come tutti, presenta forti innesti meccanici nel suo corpo, sta attraversando un periodo di crisi di identità in quanto si sta chiedendo quanto di umano e quanto di macchina ci sia in lei. La scoperta finale che avviene sul famigerato criminale, che non vi svelo per non rovinarvi il piacere della visione porta a fare delle riflessioni significative. Come giustamente viene detto nel corso del lungometraggio ancora non si è giunti una definizione precisa di cos'è la vita.  Voi sapete dirlo? Io francamente no. Cosa succede se il flusso di informazioni prende coscienza di se? Si potrebbe generare una nuova forma di vita a partire da quelle informazioni? Visivamente quest'opera creata nel 1995 non è invecchiata di una virgola. Sembra creata oggi. La protagonista è di una bellezza sfolgorante, chi l'ha disegnata è un vero artista, qui sopra la vedete ritratta in uno screenshot. Onestamente penso che prima o poi ci arriveremo, arriveremo a vedere la nascita di una nuova forma di vita creata dal flusso di informazioni di cui adesso ne vediamo solo le bozze. Se e quando arriveremo ad avere davvero tutto il mondo interconnesso. Sarà interessante, sempre che l'essere umano non si autodistrugge prima. Mi piacerebbe tanto vedere la nascita di questa forma di vita, ma dubito che vivrò tanto a lungo... Vedetelo, vedetelo, vedetelo...

13 ottobre 2008

Kung fu Panda



Complice una schiena che pizzica più del dovuto e il deserto su msn, mi sono vista questo lungometraggio. Po è un giovane panda il cui padre (un volatile) gestisce un piccolo ristorante la cui specialità sono i noodles cucinati secondo una ricetta segreta. Po fa il cameriere ma intanto sogna di poter essere un eroe del kung fu. Finchè un giorno, in seguito a una predizione che lo vedrebbe come l'eletto Guerriero Dragone, viene associato alla scuola del Maestro Shifu. Ha così modo di incontrare i suoi idoli. Sono i Cinque Guerrieri del Ciclone: Tigre, Gru, Mantide, Vipera e Scimmia i quali non sono particolarmente felici di vederlo nelle vicinanze. Le speranze di farne un vero guerriero si affievoliscono progressivamente e il giorno in cui Tai Lung, il vendicativo e fortissimo leopardo delle nevi, si libera dalla prigionia e parte alla ricerca di Shifu e del Guerriero le cose sembrano mettersi male. I Cinque sono pronti a sacrificarsi ma Po riserverà loro delle sorprese. In se la storia e lo svolgimento sono carini. Ci sono delle scene assolutamente favolose, di quelle che ti fanno applaudire ai disegnatori. Però c'è anche il ricorso ad un linguaggio giovanile iper moderno che farà sicuramente invecchiare bruscamente quest'opera. Inoltre, come da tradizione Disney, c'è troppa carne al fuoco. Il mio dubbio fino alla fine del film è: i bambini di oggi riuscirebbero a divertirsi con un lungometraggio del genere? O forse sono io che non sono riuscita a divertirmi con Kung fu panda? Poteva esssere fatto meglio? Forse. Doppiato meglio, sicuramente. Mi ha semplicemente lasciato addosso un senso di insoddisfazione. Punto.

P.S. Errata Corrige: ero davvero convinta che la Dreamworks fosse una costola della Disney. Ammetto la mia ignoranza in materia.

7 ottobre 2008

Krishel kitchen

Polpette

Ogni tanto la vostra padrona di casa ha le voglie, anche se non è incinta. E' parecchio tempo che in casa mia non si facevano le polpette.  Ed è un piatto che mi viene relativamente facile da fare. Cioè alt. Lo so fare. Mettiamola così.  Comunque per 500 g di carne (che è risultata essere un pò tanta per due persone ma io ci ho goduto per due pasti) una patata di medio grosse dimensioni, formaggio grattuggiato, tre uova intere, pane grattuggiato, un pò di prezzemolo nell'impasto, sale quanto basta. La patata va bollita e poi passata nel passaverdure. Incorpori la carne con le patate bollite, il formaggio quanto basta, le due uova, il prezzemolo tritato mescoli per bene per incorporare il tutto. Il pane grattuggiato serve alla fine quando li devi cuocere. Impani delle palline di carne di medie dimensioni e friggi nell'olio. Ho capito che la dimensione non deve essere troppo grande altrimenti c'è il rischio che si spacchino nella cottura.  E non è una scoperta da poco per una che sta imparando ancora ora a fare da mangiare. Ho pure rotto un mio personale tabù. Ci vuole una spiegazione prima. Io detesto l'odore del grana. Lo sento come un'odore sgradevole, non piacevole, e la cosa che detesto di più è averlo nelle mie mani. Per questo uso un tovagliolo di carta per maneggiarlo ogni volta e evito con cura di usare le mani quando c'è il formaggio di mezzo. Però stavolta l'ho fatto e non mi è neanche dispiaciuto più di tanto. Il risultato? Le polpette sono venute proprio ma proprio bene. Penso che prima o poi me le rifarò. Prossimo passo? Imparare come fare le crocchette di patate. Anche quello è un piatto che manca da parecchio tempo a casa mia.

6 ottobre 2008

Quando il bambino era bambino...

Scatto dal film Il cielo sopra Berlino.

Rispondo alla domanda di Laura nei commenti: Il cielo sopra Berlino non è altro che la traduzione del titolo originale Der Himmel über Berlin. Wings of desire invece è il titolo che è stato scelto per esportare il film nel resto del mondo. Ci sono film che è difficile, se non impossibile, riuscire a rendere a parole con la dovuta efficacia. Questo è uno di quelli. La mole di temi importanti trattati ne "Il cielo sopra Berlino" forieri di intense riflessioni è talmente vasta che mi risulta difficile seguire il bandolo della matassa dei miei pensieri. Ordine, ci vuole ordine Krishel! Innanzitutto per tutto il film viene recitata una splendida poesia dedicata all'infanzia creata da Peter Handke, autore del film assieme a Wim Wenders, che potete leggere integralmente qui. In questo ci ho letto l'esortazione dell'autore a guardare il mondo con gli occhi di un bambino, occhi non abituati a dare le cose per scontato. Inoltre la poesia ci rimanda a una logica illogica, un modo di considerare gli eventi per quello che sono e non cercare per forza una spiegazione. Altro tema importante del film è la testimonianza degli eventi, il ricordo. In tutto il film si fa menzione a un cantore che ricorda e tesse le fila degli eventi dell'universo. E' anche il ruolo che Damiel e Cassiel, i due angeli protagonisti del film, hanno: registrare gli eventi e i pensieri dell'uomo per poter tramandare la memoria all'eternità. Ma questo processo ha un grandissimo limite come ci viene illustrato dallo stesso Damiel: "Sì, è magnifico vivere di solo spirito e giorno dopo giorno testimoniare alla gente, per l'eternità, soltanto ciò che è spirituale. Ma a volte la mia eterna esistenza spirituale mi pesa, e allora non vorrei più fluttuare così in eterno. Vorrei sentire un peso dentro di me, che mi levi questa infinitezza legandomi in qualche modo alla terra, a ogni passo, a ogni colpo di vento. Vorrei poter dire: ora, ora e ora! E non più: da sempre, in eterno. Per esempio, non so, sedersi al tavolo da gioco ed essere salutato, anche solo con un cenno. Ogni volta che noi abbiamo fatto qualcosa era solo per finta: ci siamo lussati l'anca facendo la lotta di notte con uno di quelli, sempre per finta. E ancora per finta abbiamo preso un pesce. Per finta ci siamo seduti ad un tavolo, abbiamo bevuto e mangiato. Ci siamo fatti arrostire l'agnello e abbiamo chiesto il vino, per finta, sotto la tenda nel deserto, solo per finta." Non è possibile capire per davvero l'impatto che ha la realtà e gli eventi sull'uomo se non ti lasci coinvolgere in prima persona, se non li vivi sulla tua pelle. Questo è uno di quei dilemmi con cui faccio i conti tutti i giorni, lo sapete molto bene. Cosa non meno importante: il tutto si svolge a Berlino. Una città ancora divisa dal muro, che porta ancora addosso i segni della guerra. Segni visibili e invisibili, segni tangibili fatti di macerie, di palazzi divelti, di piazze che non esistono più. Segni invisibili di vita vissuta e perduta: la Posdammer Platz tanto cercata da Homer e mai ritrovata. E potrei continuare all'infinito ma mi fermo qui. E' un film di un'incredibile vena poetica. Lasciatevi sommergere da quest'immenso incanto. E ricordatevi: "siamo tutti nella stessa barca"...

5 ottobre 2008

Tutti giù per terra!




Ogni tanto qualcuno lassù mi ricorda perchè io amo così tanto Peter Gabriel: è semplice. Mi fa sorridere. La sua voce per me è un porto sicuro a cui mi affido volentieri nei momenti di disperazione. E non manca mai di risollevarmi. Sono 22 anni che dura questa magia. Come faccia io ancora non lo so e neanche so spiegarmelo davvero. Il pezzo che vi faccio sentire nel video che ho messo fa parte della colonna sonora di Wall-E, un film per la Disney che vedrà l'uscita nelle sale solo il 15 di ottobre. Ho ricominciato il mio periodo Wendersiano da "Il cielo sopra Berlino". Film enorme che ha bisogno di una visione in due parti per essere davvero metabolizzato. L'ho iniziato ieri sera e forse lo finisco stasera. Mi mancava la magia di questo regista. Del film ve ne parlerò a tempo debito e con calma. E se Julie Cruise è presente adesso nel blog c'è un motivo. Ditemi voi perchè nei commenti.

29 settembre 2008

Krishel's travel



Innanzitutto devo fare i miei complimenti a Trenitalia che non ha perso occasione di farsi riconoscere per ciò che è: un'azienda incapace di offrire un servizio decente e in orario per il costo che fa pagare per il viaggio. Tratta Milano-Genova 20 minuti di ritardo con conseguenza che ho perso il treno che dovevo prendere per Bologna e  ho dovuto prenderne un'altro che andava a Roma e che è arrivato a Bologna con 30 minuti di ritardo. Sommato fanno quasi un'ora in più di viaggio. Indecente se si pensa che ti fanno pagare 40 neurini... comunque a parte quello sono arrivata a Bologna. L'albergo anche se era piuttosto a puttemburgo rispetto al centro abitato era ben servito dai mezzi pubblici come c'era scritto sul sito ufficiale. Per la prima volta ho visto un albergo che, al posto delle chiavi classiche aveva la tessera magnetica. L'ambiente era tranquillo e pulitissimo e il letto era molto morbido. Ho fatto subito una lunga passeggiata per Bologna. Da quel poco che ho visto mi è sembrato un bel posto. Ho ammirato basita la biblioteca nel palazzo della Borsa. Una biblioteca enorme, ma veramente enorme e da quel poco che ho visto fornita di ogni bel della Dea libraria. Insomma io ci sarei passata tutti i giorni. Aperitivo analcolico per me, per non rischiare di stare male e cena in un ristorante vegetariano anche se io riesco a mangiare un insalata con carpaccio di trota cosparso di quello che mi è sembrato aneto. Delizioso!! Poi abbiamo continuato la sera in un locale in un locale con un bicchiere di vino a chiacchierare. Ridendo e scherzando sono tornata in albergo alle 4 del mattino. E la mattina ho fatto in tempo a prendere un caffè e un succo di frutta. Passeggiata ennesima per il centro di Bologna in attesa del treno e ritorno a casa. Ho diverse sensazioni e considerazioni sulla giornata che ho passato e che voglio tenere per me. Sono sensazioni molto piacevoli nonostante tutto. Alla fine ho fatto bene a regalarmi quel piccolo stacco, nonostante i miei dubbi e i soldi. I ricordi che ne servo sono tutti molto buoni anche se adesso ho i piedi che fanno male per quanto ho camminato. Ma va bene così...

26 settembre 2008

Verdetto finale



Questa è una foto di servizio in attesa che vi metto quella vera. Allora ieri pomeriggio ho fatto una torta semplice, semplice. Gli ingredienti? Presto detto: un vasetto di yogurt, tre vasetti di farina, due di zucchero, uno di olio di semi, due uova intere,  scorsa di limone grattuggiato e lievito vanigliato. Mettete prima yogurt, zucchero e uova e montate bene il tutto. (Io l'ho fatto con un frullino elettrico molto comodo) poi aggiungete la farina e incorporatela bene nell'impasto. Subito dopo l'olio e deve essere ben ben incorporato, l'operazione richiede un pò di delicatezza all'inizio. Unite scorza di limone, mezza bustina di lievito. Imburrate la terrina, ho usato uno stampo per ciambelle, e cospargetela di farina perchè non si attacchi nella cottura. Fuoco a 180/200° gradi circa acceso un buon cinque minuti d'orologio prima di infornare e il tempo beh quello l'ho fatto a occhio con precisione non saprei dirvi. Comunque sia la sensazione mentre stavo preparando l'impasto è stata bellissima, avevo una serenità dentro davvero incredibile. Era come se non fossi io a agire ma qualcun altro, una persona diversa, più sicura dei miei mezzi, qualcuno che non aveva fatto altro che preparare torte. E il lievito non mi ha tradito stavolta. Mio fratello però mi ha fatto la sorpresa e ha portato un vassoio di pasticcini fatti da una pasticceria vicino a casa mia, che fa anche scuola di cioccolato, e che pur essendo caro fa delle vere meraviglie per il palato. Quindi ho assaggiato la torta solo stamattina per colazione. L'impasto è venuto bello morbido e al gusto è buono. Adattissimo per essere inzuppato nel caffè. Insomma verdetto finale: direi positivo. E domani, domani...Domani Bologna.

25 settembre 2008

Happy birthday, Mrs Krishel





No questa non è l'immagine della torta che farò. Non sono così brava in cucina, anzi direi che sono piuttosto una frana. Però oggi ho capito che io vado a Bologna. Ho già prenotato l'albergo. Non è proprio vicino al centro ma sulla carta sembra essere molto ben servito con i mezzi.  Comunque alla fine questo sarà l'auto regalo di compleanno. Io la torta qui dentro l'ho messa. Provvedete voi alle bevande? Si dia inizio alla festa. A tutti quelli che passeranno di qui e mi lasceranno gli auguri dico già ora: grazie mille.

24 settembre 2008

Fragile Dream


Punto primo: Cliccate sull'immagine per capire di cosa si tratta, iscrivervi se vi va, e partecipare al concorso.
Punto secondo: qualcuno dei miei lettori splinder non solo tiene d'occhio il Fragile Dream ma conosce molto bene la mia passione per le cavolatine internettiane nel post Ok come loro. Più volte ti ho beccato mentre eri intento a guardare. Non c'è nulla di male in questo solo che la mia curiosità innata ed eterna mi spinge a chiedere di palesarti, di farmi capire chi sei nei commenti. Per lo meno so che oltre che ridere me stessa, cosa di cui ho sempre bisogno ogni giorno per andare avanti, faccio ridere qualcun altro. Oggi pomeriggio comincerò a chiamare vari alberghi per Bologna. Alla fine mi sarei convinta. E' vero ho un estremo bisogno di staccare, nonostante tutto. E stamattina mia sorella è riuscita a farmi ridere. Mi ha mandato un messaggio con scritto: "Tanti auguroni di buon compleanno. E la torta?" Le ho risposto: grazie degli auguri ma sei in anticipo di un giorno. Ah se qualcuno avesse da consigliarmi una torta facile facile da fare per domani gliene sarei grata. Qualcosa che abbia scritto anche i tempi di cottura perchè rischio che vengo di nuovo tradita da un insolito lievito....

23 settembre 2008

Pro e contro



Allora le novità per il mio compleanno sarebbero queste: una mia amica sta a Bologna per tre giorni, tra cui anche quello del suo compleanno che sarebbe sabato prossimo, e ha in mente di fare una specie di cena con nostri amici comuni. Ovviamente se n'è parlato e avrebbe piacere di sapermi della partita. E il 25 è il mio compleanno per cui sarebbero due feste in una. Solo che... io ho un sacco di ma sulla cosa. Primo e non meno importante: io psicologicamente in questo periodo sto a pezzi. Non come al solito che mi basta poco per riprendermi. Proprio non ce la faccio più con il cuore, con l'anima. Punto secondo: non me la sto passando benissimo economicamente. Per cui l'idea di spendere dei soldi per una cosa di piacere, da una parte ci vorrebbe, da una parte non so se posso permettermelo. Sto rimandando tantissimo nel dirlo alla tipa e nel cercarmi da dormire con il risultato che quando mi deciderò sarà troppo tardi. Non lo so, ditemi voi. Alternative? Stare a casa a piangere, andare a mangiare la pizza con le solite amiche... vedete voi. Io proprio non ci sto con la testa e chissà se mi riprendo stavolta. E se ne scrivo qui dentro vuol dire che proprio sto male.

22 settembre 2008

Dear Science


Ora vi spiego perchè in questi giorni sono stata particolarmente zitta. Era perchè nel frattempo vi volevo parlare di un disco che mi sta colpendo in particolar modo ma non potevo. Non potevo perchè, per la prima volta e spero che non sia nemmeno l'ultima, una mia recensione è finita su una webzine chiamata "Il cibicida". (cliccate sul nome please) Mi direte e la recensione? Eccovela servita: "A due anni di distanza da “Return To Cookie Mountain”, i Tv On The Radio ritornano sul mercato discografico con una nuova opera dal titolo Dear Science. Ad un primo impatto, l'ascoltatore sarà portato a pensare che il gruppo abbia voluto rendere un personalissimo tributo alle sonorità che più li hanno ispirati musicalmente, come nel brano d’apertura, Halfway Home, in cui scorgiamo rimandi alla new wave tipica degli anni ‘80. Crying si apre apparentemente come un normalissimo brano ballabile. In realtà già dalla sola interpretazione vocale si capisce che i Tv On The Radio non scelgono mai soluzioni compositive banali ed ovvie. Questo processo è percepibile in Stork And Owl, raffinato crocevia temporale in cui è possibile incontrare per strada, in un ideale viaggio musicale, i Cure e la delicata e soave eleganza di suoni tipici à la Bjork. Il vocalist per l’occasione si reinventa novello Peter Murphy o, addirittura, ci rimanda indietro con la mente ad un buon David Bowie d’annata; anche la stessa Family Tree non sfugge a questo principio: è un dolcissimo acquarello emotivo dall’atmosfera calda e malinconica. La ritmica sembra essere scandita da un immaginario metronomo che suscita l’idea del tempo che scorre, del passato rievocato alla mente, dell’album di famiglia pieno di ricordi, di eventi che non torneranno mai più. In questo brano Tunde Adebimpe, il cantante e frontman dei Tv On The Radio, dimostra una sicurezza ed una duttilità vocale notevole anche nelle tonalità più basse. Love Dog è un perfetto contrappunto di luci ed ombre tra la musicalità rarefatta dalla ritmica ondivaga, trasognata, e la presenza di strumentazione dal suono più marcato e vivido. Qui anche la voce si presta allo stesso gioco: a tratti persistente, vibrante, a tratti evanescente dal piglio sicuramente evocativo. DLZ riesce a sbalordire l’ascoltatore nella sua perfezione: un vero e proprio saliscendi musicale con cambi di accenti e di ritmiche quasi vorticosi, ma mai fini a se stessi, rendendolo sicuramente l’episodio più felice dell’intera opera. “Dear Science” è un disco compatto senza punti di cedimento e persino gli episodi che, ad un primo ascolto, appaiono i meno centrati hanno un ruolo necessario all'economia dell'album. I Tv On The Radio rimangono a tutt'oggi una delle realtà più interessanti del mondo musicale."
Dire che sono contenta è dire poco. Poi ci sono spiragli sul mio compleanno. Ma ve ne parlerò con calma quando avrò definito il tutto...

10 settembre 2008

3 years ago



"Troppo complicato inserire le foto qui dentro. Vorrei un'opzione come quella di yahoo: inserisci le foto da computer e basta senza passare da siti di host foto(che tra parentesi le schiacchiano le rendono brutte - o sono io che non le so usare).



E' una cosa fattibile oppure no? Mah boh nun se sa.



Intanto faccio la brava mamma per il mio  gatto. Avrei pure caricato una sua foto per far vedere quanto è bello. Va beh lasciamo perdere.



Alla fine sono caduta anche io vittima dei blog. Peggio per chi mai arriverà a leggerlo."

Tre anni fa non sapevo mettere una foto in un post. Tre anni fa non sapevo nemmeno che codice prendere per mettere una foto. Tre anni fa non c'era nemmeno la musica e voi adesso siete fortunati perchè non c'erano tutti i mezzi che ci sono ora a disposizione per metterla. O avevi un sito tuo dove caricarla o ciccia. Tre anni fa l'aspetto del blog era molto più comune. Poi è arrivato lo sfondo nero con la luna, terribile perchè non si vedeva nulla, poi la matrona wiccan, poi la signora del chakra e adesso l'acqua. Tre anni fa il mio blog era misero e non conoscevo nessuno. Se mi avessero detto che grazie a questo avrei conosciuto un sacco di persone, che avrei partecipato ad una cena fatta da persone che come me scrivono sul blog e che avrei imparato un sacco di cose non ci avrei creduto. Dopotutto la ritenevo una moda per adolescenti. Tutto sommato però non sono molto diversa psicologicamente da un'adolescente. Va bene così. Insomma tutto questo per dirvi che Krishel's house compie tre anni di vita. Ho voluto scegliere un'immagine buffa per celebrare l'evento. E molto lo devo a tutte le persone che quotidianamente mi leggono ed è davvero una risorsa preziosa per me. Vi sembrerà una cosa comune ma non lo è, non per me. Sapere che c'è qualcuno disposto a spendere del tempo per leggere quello che ho da scrivere... non ha prezzo. Grazie mille ragazzi. Ok ora la finisco con l'angolo diabete oppure mi costate una fortuna in insulina...

9 settembre 2008

Sorpresa!


Ecco questo proprio non me lo aspettavo. ho ricevuto il mio primo premio dopo quasi tre anni di blog da Fabiaccio.  Queste sono le cose che fanno bene al cuore.  Lo scopo di questo premio è quello di promuovere la bloglive nel mondo, e le regole sono queste:
1. al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato, evidenziando il link del suo bloglive;
2. scegliere un minimo di 7 bloglive (o di più) che credi siano brillanti per temi e/o design; evidenziarne dunque il nome e il link;
3. avvisare i premiati che sono stati nominati per il premio “Brillante webloglive”;
4. facoltativo: esibire la foto (o il profilo) di chi ha premiato e di chi viene premiato nel tuo bloglive.

Io non lo faccio al momento sono di corsa e non verrebbe comunque bene. Lascio però la nomina dei miei premi blog con tanto di motivazione:

1. http://www.placidasignora.com/ ho conosciuto Mitì e il suo blog tre anni fa e ho continuato a leggerlo per la sua freschezza, l'ironia con cui descrive gli eventi che vive, per i suoi giochi, per tutto ciò che riesce a scovare in questo oceano che è internet. E lo fa con uin tono sempre pacato, sempre divertente e divertito. Insomma fatevi un favore: andate a leggere questo blog.

2. nelsaccoconilgatto.splinder.com/ una bella persona e un'amica essattamente come la intendo io. Se fossimo più vicine penso che mi striglierebbe a dovere. E se avete visto l'ultima realizzazione grafica della casa un pò lo devo anche a lei.

3. willafoto.splinder.com/ Le vicende di lei e la sua Sly mi sono entrate nel cuore. Mi piace molto sia per come la ritrae sia per come le da voce.

4. www.shockdom.com/duecuorieunagatta/ quando ho bisogno di ridere e sorridere vengo a vedere questo blog. Le situazioni che ritrae con la gatta mi sono molto familiari.

5. keypaxx.splinder.com/ l'ho scoperto da poco ma adoro il suo punto di vista sulla realtà.

6. Il nulla è già dappertutto  questo lo premio perchè mi piace la sua penna. Sa veramente scrivere.

7 Parole di fede e devozione questo invece è un premio di incoraggiamento. Il suo autore sa scrivere ma non crede abbastanza nella sua penna. (Mi ricorda qualcuno di mia conoscenza).

Ce l'ho fatta. Non è stato facile davvero...

31 agosto 2008

Visto di rado


Sono giorni che sto provando inutilmente a scrivere uno straccio di recensione. A volte succede. Questo da la cifra di come io nelle mie recensioni non sia assolutamente professionale, anzi. Conosco questo gruppo all'incirca dal 2003 da quando è uscito Cast of thousand. Qualcuno mi aveva consigliato di ascoltarli se non altro per verificare se erano vere le voci che dicevano che il cantante vocalmente assomigliasse a Peter Gabriel. In effetti è così. la somiglianza talvolta è impressionante. C.O.T è splendido ha quelle atmosfere puramente british che amo. Sostanzialmente non li ho mai persi di vista neanche quando hanno fatto un successivo album poco focalizzato creativamente. Quindi quando ho sentito che avevano creato una nuova opera mi sono messa a sentirla con molto scetticismo. L'idea che mi sono fatta di questo disco è che si tratti di un enorme viaggio. Un viaggio all'interno della musica moderna, i rimandi a vari artisti e a varie influenze sono molteplici. E' inglese fino al midollo come rivela perfettamente la scanzonata The fix ma ha anche degli accenti decisamente rock nella splendida Ground for divorce (che i Coen hanno scelto come brano di sottofondo per il trailer del loro nuovo film). Tra le mie preferite ci sono la minimale Mirrorball, una canzone perfetta che inizia in sordina dall'andamento tranquillo, discreto, rilassato. Certa gente dovrebbe imparare da una canzone come questa che non ci vogliono effetti speciali per scrivere un gioiello di brano; On a day like this dove la musica sembra andare di pari passo con il testo che dice "it's looking like a beautiful day". E' una festa, una gioia per le orecchie. Un'inno alla gioia e alla bellezza dall'inizio alla fine con tanto di cori. Perchè se è una bella giornata vuoi dirlo a chiunque tu incontri per strada. Come contrapposizione a tanta gioia arriva un'altra perla del disco: Friends of ours. Qui il tono è dimesso, il pezzo parte quasi in maniera simile ad una marcia funebre. Il viaggio è finito, sei tornato a casa. Hai addosso il sapore e la nostalgia per quello che hai visto, per le persone che hai conosciuto. E sembra che tu ti sia perso qualcosa per strada, sembra che hai perso quel tratto di te tipico di quando ti rilassi e lasci da parte tutte le solite incombenze. Ti manca quel lato di te tanto da dirti: arrivederci amico, ti voglio bene. Spero di rivederti presto.
Love you mate...

20 agosto 2008

Eleganza in musica


Ci sono dei brani che li ascolti e non puoi far altro che notare il loro incedere elegante. Questo è Unravel di Bjork. Recentemente Thom Yorke l'ha eseguita al piano rendendocela in una versione dalla dolcezza sconfinata. Questa invece ha una ritmica e un modo di fare esattamente elegante. E in un periodo in cui troppo poco la musica ci regala esempi di questo tipo mi piace fare di queste piccole scoperte.  E' un periodo di chiarimenti questo e onestamente non so come andrà a finire. Meglio che non me lo chiedo o finisco con l'impazzire. Mi sto giocando fino l'ultima carta ma non so quanto sarà utile. Vorrei tanto non essere pessimista come sono... Ho assistito alla morte insipegabile della mia tastiera. Quella con cui sto scrivendo non è male, certo ero abituata diversamente e pian piano mi dovrò riabituare. Quindi se vi accorgete che faccio dei refusi, perdonatemi. Ho fatto una nuova scoperta in fatto di musica e blog: si tratta di questo sito: Deezer.com. Non solo ti da la possibilità di ascoltare un sacco di brani solo cercandoli ma anche di caricarne di tuoi, senza problemi di banda, e crearti una tua playlist da mettere nei blog. I colori del lettore possono essere cambiati sul posto oppure, come ho fatto io, direttamente tramite codice html. A me basta non avere più voci sintetiche che fanno pubblicità inopportune nella mia casa...

15 agosto 2008

This is the picture



Si ringrazia Gotinha per la splendida immagine.

Grazie a Spiritchaser ho scoperto un sito che si chiama Pixdaus. E' un sito dove vengono raccolte immagini a dir poco splendide, come quella che vi ho postato qui sopra, e altre buffe o curiose. Ogni tanto mi ci faccio un giro per bearmi della bellezza che viene ritratta li. E qualche volta prendo qualche immagine per i miei blog quando vengo particolarmente colpita, come in questo caso. Ovviamente mi prendo cura di citare la fonte da cui ho preso l'immagine. Sono anni che lo faccio, quello di citare le fonti dove posso. Mi sembra indice di buona educazione farlo. Ci sono dei veri artisti in giro, gente che ha avuto dagli Dei il dono di saper trasmettere con le immagini quello che hanno in mente. E li ammiro e li rispetto per questo. Vorrei avere la stessa abilità ma non è così. Adesso che so come sono andate le cose posso anche parlarvene. Un sito di musica che ospita recensioni, notizie e quant'altro stava ampliando l'organico e aveva bisogno di recensori. Mi sono proposta linkando ovviamente loro alcune delle recensioni che ho fatto qui dentro e dicendo che da quasi tre anni tengo un blog che ospita recensioni musicali e cinematografiche. La risposta è stata che avevano letto il materiale, trovato interessante, ma qualcuno è arrivato prima di me. Gli ho detto di tenermi presente nel caso avessero bisogno di nuovo. E' stato un tentativo, il primo e non sarà certo l'ultimo. Anche se di tanto in tanto vengo presa dal dubbio di non essere sufficientemente brava. L'aria è più fresca ora che ha piovuto ben bene, il che mi permette di poter finire di stirare in tutta tranquillità senza crepare dal caldo. Ora mi metto a pulire il basilico per il pesto...

Light will guide you home




Ci sono canzoni che le senti ed è come se Dea Speranza che vi parla e dice di non mollare la presa. E' quello che ho sempre pensato di Fix you dei Coldplay. Quando tutto crolla, quando fai tutto al meglio eppure c'è qualcosa che non torna, quando sei semplicemente esausto ma non puoi fermarti...
A volte serve ascoltare canzoni di questo tipo e capire che siamo tutti nella stessa dannata barca. Fermate il pezzo in sottofondo e godetevi questa meraviglia.
La sua luce vi condurrà a casa...

12 agosto 2008

Gioco in musica


Navigando tra i blog di splinder come faccio di solito ho trovato un gioco davvero carino e interessante. Si tratta di trovare dodici canzoni che ti rendono di buon umore, o felice, e  altrettante che invece ti portano alla tristezza. Ho notato che mentre mi è stato difficile trovare le canzoni per la prima categoria invece la seconda non solo l'ho stilata in due secondi ma ne avrei per un'altra dozzina ancora. Ovviamente oltre al nome vi metterò il link al video di youtube così possiate ascoltarle pure voi. Ok si comincia:
Per la sezione happy:
 1) Peter Gabriel Excuse me.
 2) Bobby Mc Ferrin Don't worry be happy
 3) Jack Johnson Upside Down
 4) Marvin Gaye I heard through the grapevine
 5) Blind Melon No Rain
 6) Ray Charles Hit the Road Jack
 7)
The housemartins Caravan of love
 8) Claudio Bisio/Rocco Tanica Rapput
 9) Fabrizio De Andrè Ottocento
10) Lucio Battisti Maledetto Gatto
11) Elio e le storie tese Neanche un minuto di non caco
12) Kate Bush Suspended in gaffa

Per la categoria canzoni tristi:

 1) Peter Gabriel The drop
 2) Nine inch nails Right it where belong japan version
 3) Joy Division Atmosphere
 4) The Cinematic Orchestra To build a home
 5) Bush Letting The cables sleep
 6) Kate Bush This woman's work
 7) Louis Armstrong What a Wonderful world
 8) Depeche Mode Goodnight lovers
 9) Sigur Ros Ara batur
10) The album Leaf Over the pond
11) Eels Electro-shock blues
12) The Verve Drugs don't work

Per ognuna di queste canzoni potrei raccontarvi una storia diversa. Ma alla fine le lascio alle vostre orecchie e se siete privi di ispirazione per i vostri post, rubatelo pure. Anzi sarò curiosa di leggere le vostre canzoni.

6 agosto 2008

Desire


Si ringrazia noname per la splendida immagine

Questo è quello che desidero di più al momento.
Ho caldo tanto che non mi reggo nemmeno in piedi. Stamattina verso le dieci e mezza sono dovuta andare a prendere un caffè per calo di pressione. Finisce presto sta calura vero? Ditemi di si...

4 agosto 2008

Why so serious?




Krishel e l'impossibilità di recensire un film come si deve. Perchè c'è il serio rischio di non riuscire a rendervi l'idea dell'esperienza che è stata. Allora tenete in mente queste due coordinate: 1) Christopher Nolan. Di questo regista io avevo già visto sia Memento sia Following, ed entrambi mi erano piaciuti. E lo ringrazio per essersi dimenticato di tutti i film precedenti che avevano fatto su questo supereroe e ci ha reso un personaggio vivo, vero reale, contraddittorio con un suo lato oscuro. Un personaggio con tre diverse facce: il Batman che non ha limiti e non se ne pone alcuno per assicurare i delinquenti alla giustizia, Bruce Wayne l'imprenditore che ha le mani in pasta in qualsiasi ambito e ambiente, che vuole controllare tutto e tutti e il Bruce Wayne privato. Che non riesce totalmente a venire alla luce sporcato com'è dalle altre due facce. 2) Heath Ledger. La Dea lo benedica per essersi scordato del precedente creato da Jack Nicholson e ci ha reso un Joker profondamente, tremendamente, splendidamente malato. Un agente del caos, come si autodefinisce, che crede che la casualità sia equa. E non vi nascondo che in un paio di scene l'ho trovato persino affascinante nonostante il trucco e il resto. Non si salva nessuno. Non ci sono buoni o cattivi. Sono uscita dalla sala ammutolita dalla mole di riflessioni che questo film suscita. Neanche la verità, quella con la V maiuscola, viene risparmiata. Perchè si deve essere disposti a sacrificare tutto, persino la verità, in nome di qualcosa di più grande. Consigliatissimo. (uff lo so non ce l'ho fatta, non vi ho reso l'idea. Faccio schifo come recensore...)

31 luglio 2008

Lost

"Solo perchè mi sto perdendo non vuol dire che mi sono perso, nè che mi fermo o che non sono dall'altra parte. Solo perchè mi sto ferendo non vuol dire che mi son ferito nè che non ho avuto quel che mi meritavo. Niente di meglio, niente di peggio. Mi sono perso. Ogni fiume che ho provato a guadare, ogni porta a cui ho bussato era chiusa e ora aspetto che si spengano le luci. Puoi essere un pesce grosso in un piccolo stagno ma questo non vuol dire che hai vinto. Perchè alla lunga ne arriverà qualcuno più grosso di te. E sarai perso. Ogni fiume che hai provato a  guadare, ogni arma è ormai deposta. Sto aspettando che cessi il fuoco. Sto aspettando che si spengano le luci..." (trad libera dal testo di Lost dei Coldplay) La frase che ho sottolineato è davvero importante per me. E' un monito a tutti quelli che si sentono superiori e di fatto non avrebbero neanche diritto di esserlo, nessuno dovrebbe avercelo. Stiamo tutti nella stessa maledetta barca. Vi è capitato mai di piangere di gioia mentre finivate un libro? Mi è capitato più volte, e anche oggi pomeriggio mentre tornavo a casa, con il libro di cui vi ho parlato ieri. Finisce splendidamente. La mia mente vaga e segue la serie di canzoni che sto ascoltando dalla scaletta che ho sul myspace. Adesso c'è Province dei Tv on the radio che recita: "l'amore è la provincia del coraggio". Vero. Bisogna avere una buona dose di coraggio per esporre i propri sentimenti agli altri indipendentemente dalle reazioni che queste avranno. Sono le cinque del pomeriggio. Gli inglesi a quest'ora stanno prendendo il loro abituale thè, sto scrivendo questo post con Birillo che è  cotto dal caldo e dorme, il suo personale rimedio contro la calura estiva.  A volte lo faccio anche io ma non oggi. In un colpo solo sono tornata a certe cose del passato: mi sono preparata del thè freddo fatto in casa, ancora ne devo preparare, e oggi mi sono presa un gelato nocciola e cioccolato. Era praticamente da quando ero bambina che non lo facevo. Fermate la musica in sottofondo e godetevi la versione acustica di Lost dei Coldplay. E' davvero un piccolo gioiello...

26 luglio 2008

Animal nation


"Safari dentro la mia testa, ci son più bestie che nella foresta" Jovanotti. Oh lo so adesso tutti a riversarmi i vostri pregiudizi su questo personaggio mancando totalmente quello di cui voglio parlarvi. Questa è una frase che circola parecchio nella mia mente di questi giorni e che ritrae il continuo e costante andirivieni di paranoie, dubbi e ancora altro. Li chiamo criceti mentali ma anche quella frase rende bene l'idea. Magari per una persona creativa, per un artista, avere tutte queste voci nella testa è sano e buono perchè da questo troverà spunto per le proprie opere, o forse no. A volte queste voci possono portare all'autodistruzione. Penso che trovare uno sfogo sano e creativo per i propri spettri sia la cosa più difficile del mondo. E ci sono persone che non riusciranno mai. Questo mi porta a parlarvi del disco che sto sentendo in questo periodo. Nel terribile anno 2007 ho fatto conoscenza con il lato oscuro dell'ambient, il cosiddetto dark ambient di cui Lustmord è il padre fondatore. Come dice il nome stesso è oscuro, attinge la sua penna nel lato più nero dell'universo. Ed è uscito Other. Il disco perfetto per me ora. Nero, notturno, cattivo. Nessuna voce confortevole, tutto giocato su vibrazioni malevolissime. E' una voce dall'abisso, dal profondo, è la voce dei Grandi Antichi di Lovecraft. Consigliato solo se siete avete bisogno di liberarvi del vostro lato oscuro. Lo gradirà moltissimo...