29 febbraio 2008

Hurt




Io ascolto Radio Capital, spesso e volentieri. Alla sera ospita il grande Mixo che ne sa a pacchi di musica e che ha contributo ad arricchire la mia cultura musicale quando ero una giovane e immatura adolescente affamata di nuovi ascolti. Ma, c'è un ma. La piantate di mettere la cover di Cash di Hurt che, pur essendo bella, non arriverà mai e poi mai a raggiungere il livello emotivo ed espressivo dell'originale fatta da quel grande cantore della rabbia e della disperazione di Trent Reznor? Allora per tutti quelli che ascoltano abitualmente quella radio e ancora non conoscono il pezzo: Hurt di Johnny Cash è una cover di un pezzo favoloso dei Nine inch Nails. La potete sentire nel video qui sopra. Fermate la musica in sottofondo e giudicate con le vostre orecchie. E dal vivo questa fa molto ma molto male. Tanto che la voce mi muore puntualmente in gola...

25 febbraio 2008

Nelle terre selvagge



Into the wild è un film di Sean Penn tratto da un romanzo basato dalla storia vera di Christopher McAndless che, dopo la laurea, abbandona tutto e tutti e comincia un giro per l'America alla ricerca del distaccod a una società in cui non si riconosce più.

C'è un'incomunicabilità di fondo che fa da fil rouge per tutto il film. Troppe cose taciute, troppe parole dette fuori posto, troppi segreti. Troppo tutto per garantire una facciata che alla fine non tiene. E il viaggio di Chris ancora una volta è un grido silenzioso per tutte le parole non dette, per tutto ciò che stato tenuto per scontato e che invece non era così. Per una convenzione stabilita non si sa nemmeno in nome di cosa. A me il film è piaciuto. Tutti i film che raccontano una storia, una bella storia e che portano a riflettere mi piacciono. Ci sono sempre meno film così. Quello che non condivido è il costante puntare il dito contro la società moderna. Ha i suoi difetti, e lo sappiamo tutti, ma anche i suoi pregi. I suoi difetti è che sempre di più ci lasciamo sommergere dalle cose, dagli oggetti. Ti aspetteresti che il film ti dicesse: disfati degli oggetti che fanno parte della cosiddetta civiltà borghese e riscopri i valori dei contatti umani. Peccato che non c'è redenzione nemmeno per quello. Non si salvano nemmeno i rapporti umani. E' un viaggio alla riscoperta di se stesso, del suo ruolo nel mondo, alla riscoperta della verità e della felicità.

Il finale amaro, che non vi svelo per non rovinarvi il piacere della visione, mi porta a chiedere diverse cose: 1) se questa ricerca non potesse essere fatta pur rimanendo all'interno della cosiddetta società moderna. 2) alla fine forse non sarebbe il caso di rinunciare a questa ricerca se i risultati sono quelli di essere soli e di non riuscire a essere compresi fino in fondo da nessuno e soprattutto se questa ricerca non ti porta a capire che, infine, quello che hai scoperto fin li è poca cosa perchè non puoi dirlo a nessuno, non puoi condividerlo con nessuno. "La felicità è solo reale quando la puoi condividere" come scrive lo stesso Chris nel film. Consigliatissimo.

22 febbraio 2008

Go slowly



Ecco lo sapevo mi distraggo un'attimo, ho la testa tra le nuvole e mi perdo le cose importanti. Cosa? Tipo il fatto che il 19 febbraio si è celebrata la giornata mondiale della lentezza. Ossia per chi non l'ha conosciuta dall'anno scorso: un giorno in cui rallentare i ritmi sempre frenetici e godersela un pochino di più. E' per quello che ho postato un bradipo di peluche. Ma oltretutto.. mi manca! Dovete sapere che la vostra padrona di casa ha fatto, e la farebbe ancora, collezione di peluches. Ne ho di diversi tipi. Mi sarei persino comprata il ragno di peluche se l'avessi visto fatto in modo carino e non troppo infantile. Quindi se qualcuno passasse di qui e volesse regalarmi quel dolce esemplare lassù, sappia che non dico certo di no. Scherzo. Ma mica tanto. Ooooh my head sounds like that...

18 febbraio 2008

Holy cat



Premetto una cosa: tutti i gatti se abituati da piccini ad aver a che fare con l'acqua si mostrano più socievoli con questo elemento. Mia madre ha sempre fatto il bagno a Birillo sin da quando era piccolo e di fatti il mio problema non è lavarlo, se lo lascia fare tranquillamente, ma asciugarlo. Odia essere messo nell'asciugamano, lo vede come una costrizione. Ma c'è un tipo di gatto che proprio come caratteristica ha quella di saper nuotare ed è il Turco Van. Ho copiato e incollato da un sito quello che sto per scrivere. Al gatto: se trovi delle informazioni sbagliate fammi un fischio che cambio immediatamente. "E’ una razza molto antica, formatasi nel passare dei secoli secondo le pressioni dell’ambiente in cui viveva originariamente, la Turchia. Una prima vera testimonianza della sua esistenza è di tipo archeologico: su alcuni scudi risalenti al periodo dell’occupazione dell’armenia da parte dei Romani (75-387 d.C.) erano raffigurati gatti dal pelo chiaro e semilungo e con la codascura. Il turco van arrivò in Europa nel 1955: la signorina Laura Lushington, al ritorno da un viaggio in Turchia, portò in Gran Bretagna i primi esamplari. Era stata nell’Anatolia dell’est, sulle rive del lago Van, e lì aveva visto questi gatti nuotare e pescare. Rimase affascinata dalle insolite doti di predatore acquatico oltre che dalla fiera e selvaggia bellezza. Due erano i compiti da assolvere una volta giunti in Inghilterra: primo, rendere docile e domestico il carattere di un felino abituato a vivere in assoluta libertà; secondo, fare in modo di conservare la purezza della razza evitando accoppiamenti con gatti di altre razze e quindi impegnandosi per mantenere e migliorare le caratteristiche originali. Nel 1973 dall’Inghilterra arrivarono in Olanda i primi Van e nel 1976 in Svizzera e in Germania.

Carattere: Ha un carattere esuberante. Ama moltissimo la libertà e per questo male si adatta ai piccoli spazi. Ha bisogno almeno di un appartamento molto grande, mentre l’ideale sarebbe farlo vivere in una casa con giardino così da avere a disposizione alberi, prato e riparo. Il giardino dovrebbe essere recintato per far sì che non si allontani spinto dal forte istinto di caccia.

Si affeziona molto al padrone che segue passo passo; si fa coccolare volentieri, ma solo quando lo dice lui. Non si lascia tener stretto controvoglia, perciò, non provateci! [veramente anche Birillo è così N.d.K] Da cucciolo è sfrenato e gioca con tutto.Apre gli occhi pochi giorni dopo la nascita, prima di molte altre razze che di solito li aprono verso i 9-10 giorni. E’ precoce persino nel comportamento ludico: non ancora ben saldo sulle quattro zampe, nel nido già manifesta coi fratellini la sua padronanza nel rituale della lotta. Gli attacchi non sono ben determinati né violenti (sono ancora senza denti e con unghie tenere) ma seri e precisi, accompagnati da imperative soffiate che preannunciano il bel caratterino che avrà da grande. Ha per il gioco una passione sfrenata; nel corso della giornata più di una volta si scatena nell’appartamento saltando da una parte all’altra come se qualcuno lo rincorresse. Fortunatamente è molto attento a dove mette le zampe e difficilmente causa danni. Non si stanca mai di riportare giocattoli o palline di carta.Si riposa ovunque: sul tappeto, nel cassetto aperto, nell'armadio, sul divano , nel suo cestino. Non disdegna di giocare con i bambini e non è permaloso se per caso gli si usa qualche leggere forzatura. E’ molto importante dedicarsi al cucciolo Van proprio per correggerlo durante la crescita e nel contempo imparare a conoscere e a interpretare il suo linguaggio.

Caratteristiche: molto sicuro, attento, vivace e paziente. Divenuto per necessità pescatore, ha trasmesso questa attitudine ai discendenti.

Aspetto generale: La candida colorazione del mantello lo aiuta a mimetizzarsi alla perfezione quando va a caccia sulla neve

Corpo: Muscoloso, di media grandezza, longilineo ma raccolto

Coda: Ben fornita, senza sottopelo, di lunghezza media.

Zampe: Di lunghezza media con piccoli piedi rotondi

Testa: Ha la forma a triangolo schiacciato, piuttosto corta, appoggiata su un collo forte

Orecchie: Ricoperte da molti peli. Grandi e ravvicinate, sono piazzate alte sul cranio, larghe alla base con le punte leggermente arrotondate.

Occhi: Grandi, ovali, piazzati leggermente obliqui.

Cure: Non richiede particolari cure. Il suo pelo ha una lunghezza media, è setoso e non ha sottopelo lanoso, quindi è sufficiente pettinarlo, meglio che spazzolarlo, ogni due o tre giorni con particolare attenzione nel periodo della muta (primavera ed estate) quando cambia il pelo che cade in abbondanza. Sempre in questo periodo è bene somministrargli un cucchiaino di olio di vasellina per aiutare la fuoriuscita di grumi di pelo che potrebbero formarsi negli intestini. Divenuto adulto e di costituzione sana e robusta, non ha particolari esigenze di temperatura, sopporta bene il caldo d’estate e il freddo d’inverno. Oltre all’acqua fresca che più di ogni altro gatto vuole avere sempre in abbondanza, adora la carne cruda pur non disdegnando i cibi cotti, il mangime in scatola e quello secco. Ha un buon appetito, ma non tende ad ingrassare grazie al suo continuo movimento. E’ robusto, pesante e in continua lotta per procurarsi il cibo, ma saprà di essere un protetto di Allah? Secondo una leggenda turca le due caratteristiche macchie color mattone che ha sulla testa sono il frutto di una voluttuosa carezza di Allah: la divinità avrebbe voluto lasciare un segno della sua benevolenza disegnando l’impronta del suo pollice sul candido mantello. Questa leggenda lo ha fatto ritenere per secoli animale sacro da non toccare né molestare per nessuna ragione."

17 febbraio 2008

That voice again


Si ringrazia Dayxdreamer per la splendida immagine.

Nell'ultimo post di LauraGDS si parla di musica e mi definisce talvolta troppo professionale. Mi ha fatto il più bel complimento che abbbia mai ricevuto ultimamente. E mi ha ispirato questo post. Ormai l'avrete capito dopo tutto questo tempo che mi leggete: io amo la musica in maniera viscerale. Se fosse possibile vorrei potervi fare entrare dentro di me per capire le sensazioni che mi suscita ogni volta che l'ascolto. E troppo spesso invece mi trovo ad aver a che fare con persone che non amano la musica in questo modo. Scherzosamente li definisco gli "entomologi". E mi dispiace, ho l'impressione che in qualche modo si perdano qualcosa. Da queste mie conversazioni ho imparato a creare un codice comune, una base che possa essere comprensibile. Ci provo, non è detto che ci riesco. Perchè non sempre le parole bastano per colmare il divario. Anzi a volte tutte le parole del mondo non sarebbero sufficienti. Ma per l'amore che ho verso la musica, per tutto quello che mi ha dato, io devo tentare. Devo moltissimo alla musica, più di quanto traspare dalle mie semplici parole. Nei momenti di difficoltà, di estrema solitudine, c'era solo lei. E continua a esserci ogni giorno della mia vita. Di solito dico di non avere sogni. E' per paura che non si possano mai realizzare. Ma da quando ascolto musica, ho sempre sognato di fare la giornalista o il critico musicale. Poter fare esattamente quello che faccio qui dentro nella casa. Poi come al solito la vita mi ha portato altrove. Ma la voglia e la forza di scrivere, quella non l'ho mai persa...

That voice again



Si ringrazia Dayxdreamer per la splendida immagine.



Nell'ultimo post di LauraGDS si parla di musica e mi definisce talvolta troppo professionale. Mi ha fatto il più bel complimento che abbbia mai ricevuto ultimamente. E mi ha ispirato questo post. Ormai l'avrete capito dopo tutto questo tempo che mi leggete: io amo la musica in maniera viscerale. Se fosse possibile vorrei potervi fare entrare dentro di me per capire le sensazioni che mi suscita ogni volta che l'ascolto. E troppo spesso invece mi trovo ad aver a che fare con persone che non amano la musica in questo modo. Scherzosamente li definisco gli "entomologi". E mi dispiace, ho l'impressione che in qualche modo si perdano qualcosa. Da queste mie conversazioni ho imparato a creare un codice comune, una base che possa essere comprensibile. Ci provo, non è detto che ci riesco. Perchè non sempre le parole bastano per colmare il divario. Anzi a volte tutte le parole del mondo non sarebbero sufficienti. Ma per l'amore che ho verso la musica, per tutto quello che mi ha dato, io devo tentare. Devo moltissimo alla musica, più di quanto traspare dalle mie semplici parole. Nei momenti di difficoltà, di estrema solitudine, c'era solo lei. E continua a esserci ogni giorno della mia vita. Di solito dico di non avere sogni. E' per paura che non si possano mai realizzare. Ma da quando ascolto musica, ho sempre sognato di fare la giornalista o il critico musicale. Poter fare esattamente quello che faccio qui dentro nella casa. Poi come al solito la vita mi ha portato altrove. Ma la voglia e la forza di scrivere, quella non l'ho mai persa...

13 febbraio 2008

Happy birthday Peter



Come ogni anno, puntuale, sono qui a fare gli auguri a un Artista con la a maiuscola, a una delle voce più belle - forse la più bella in assoluto per me - dell'intero mondo musicale: Peter Gabriel. E lo voglio fare postando un'immagine tratta dal sito di Herb Leonard (cliccate sul nome per andare alla sua galleria). Questo artista ha creato diverse immagini su Gabriel, ispirandosi ai suoi pezzi. Quella che vedete là sopra è Red Rain. Chi mi conosce sa che rapporto ho con questa canzone e perchè. Tanti tantissimi auguri Maestro. Spero che tu stia festeggiando come si deve con la tua famiglia perchè te lo meriti.

P.S della serie questa la devo proprio dire: Si sta creando un putiferio su una scena di un film tratto da un libro che ho recensito anche qui nella casa (se non vi ricordate andatelo a cercare nella tag libri). Secondo me invece si sta perdendo di vista cosa davvero significa quella scena, cosa c'è dietro, che valore ha nella storia. Si sta perdendo di vista che è la storia di un uomo che sta facendo, a suo modo, i conti con il lutto e che si aggrappa a tutto per riprendere a vivere. Ma come per tutte le cose ci si ferma al lato esteriore delle cose e lo trovo molto triste. Vedrò il film, ovviamente, a mio modo e con i miei tempi. Ma so già che in qualche modo mi deluderà, che non sarà come il libro. E' una legge antica come il mondo...

12 febbraio 2008

Dark voices

Ciao a tutti! Visto che ho vinto l'ambito premio di pubblicare un post sul blog di Krishel, a cui oggi per motivi nostri non penso io sia molto simpatico, voglio segnalare un'uscita discografica che mi era sfuggita all'epoca della pubblicazione, cioè nel 2006. Si tratta di un rifacimento de "The dark side of the moon" fatto COMPLETAMENTE a cappella. Nel senso che tutte, ma dico tutte le parti strumentali sono riprodotte con la voce, anche basso, batteria, chitarre distorte, ecc. Se Freddie Feldman ha realmente riprodotto percussioni e batteria con la voce, è decisamente un mago, sembra di ascoltare una batteria autentica o perlomeno elettronica. A chi ha amato il disco originale consiglio di ascoltare questa versione prima un po'distrattamente, lasciandola in sottofondo, perché vi possiate rendere conto dell'impatto assolutamente analogo all'originale dei Pink Floyd.
L'unico difetto che si può trovare sono le voci soliste, a tratti non proprio Gilmouriane, ma da un progetto di questa difficoltà non si poteva certo chiedere oltre. Per chi fosse interessato il link del sito ufficiale è http://www.darksidevoices.com/
Ciao a tutti, ci rivediamo nella selva dei commenti
Spirit

P.S Da Krishel: ho messo un'immagine e ho aggiustato link e font e ho accorciato il titolo. Per il resto ho lasciato così com'è.

11 febbraio 2008

Domande inutili?



Ieri sono successe un sacco di cose che mi hanno fatto riflettere. Primo: stavamo mangiando, i miei vedevano Dottor House. Ora o sono io quella ipersensibile, oppure gli sceneggiatori ci sono andati davvero pesanti. Insomma alla fine ho dovuto pregare mia sorella di andarselo a vedere in camera sua così potevo riassettare la cucina con tranquillità. Non ce la facevo proprio a vederlo. La riflessione è che sono ancora traumatizzata dai miei anni trascorsi in mezzo a ospedali e via dicendo. Chissà quando lo supero. Poi stanotte, precisamente alle quattro, mi arriva il messaggio da parte del guerriero. E io stavo dormendo. Deve ringraziare il fatto che riesco a dire e scrivere cose decenti persino in stato di sonno. Però mi sto cominciando a chiedere in maniera insistente come mai mi rifiuto di chiuderlo. E' ormai più di un anno che vado avanti così. Inconsciamente chi penso mi possa chiamare nel cuore della notte? E perchè? Perchè non lo chiudo se poi i risultati sono che mi arrivano sms e chiamate mentre dormo e al risveglio mi trovo in coma? Mi direte cosa centra il micio dell'immagine?  Nulla. L'ho messo semplicemente perchè è adorabile.

9 febbraio 2008

Why?



Lo ammetto ogni tanto mi capita di guardare Amici, soprattutto al sabato mentre pulisco i piatti dopo mangiato. E oggi presentavano uno spettacolo intitolato Why?. In realtà la domanda era più lunga e più profonda: perchè essere straordinari quando si può essere semplicemente se stessi? Bella domanda davvero. In questo mondo dove tutti rincorrono i famosi 15 minuti di celebrità si perde di vista essere semplicemente se stessi, la propria personalità. E il fatto che quello basta, da solo, a renderci speciali. Perchè non esistono due esseri umani uguali sulla Terra, manco a pagarli. Ognuno con la propria esperienza, ognuno con il proprio dolore, la propria gioia... la propria vita. E' questo che a me interessa da osservatrice: riuscire a carpire il segreto della vita. Di qualunque vita. Meno che della mia, di cui non ho ancora compreso il perchè e se c'è un senso. Sto delirando come al solito. E non riesco a far fermare i miei criceti perchè come mi giro, mi giro, trovo qualcosa che li fa partire a razzo. Una canzone, una poesia, un brandello di libro. Qualsiasi cosa. Troverò mai risposta alle mie domande? Ma soprattutto è poi così necessario che io la trovi?

5 febbraio 2008

Salvatemi dai numeri...


Avete presente la danza degli elefanti rosa? Se siete gli unici nell'universo a non sapere di cosa parlo, sopra c'è un pratico esempio. Bene io la sto vivendo ora, ma con i numeri. Salvatemi.

Post work in progress. Aiutatemi.

Aggiornamento delle 15:02 (augh un'altra cifra ammazziamo i numeri per favore). Ho deciso di lasciare il post così, come se fosse un'istantanea di come ero stamattina. Il libro che sto leggendo è bellissimo ma mi sta lentamente uccidendo. Perchè porta alla luce ferite che conosco troppo bene. Però lo voglio finire. Penso che non sia una novità per voi se dico di essere masochista...

4 febbraio 2008

Duello



Ieri sera ho deciso che dovevo fare qualcosa per rimediare a quello che vi dicevo e ho deciso di vedere questo film. Devo dire che ho scelto proprio bene. Due coordinate per farvi capire di cosa stiamo parlando. Il film si chiama Sleuth, gli insospettabili. La regia di Kenneth Branagh che ci presenta un'opera di impianto teatrale incentrato sull'egocentrismo maschile. Si tratta di un remake di un film del 1972, basato su un testo originariamente scritto da Anthony Schaffer e qui riadattato da Harold Pinter. La trama è questa: Uno scrittore anziano, interpretato da uno splendido Michael Caine, invita nella sua proprietà di campagna un giovane parrucchiere (Jude Law) che gli ha rubato la moglie in un intricato gioco, maledettamente serio e scottante, dalle conseguenze pericolose. E’ la storia di due uomini, uno più vecchio e l'altro più giovane, che combattono fisicamente e psicologicamente per una donna che lo spettatore non vedra’ mai. E alla fine si tratta di un confronto tra due splendidi attori. Mi sono ritrovata più volte ad applaudire allo schermo per la bravura dei due attori, è difficile decidere chi dei due recitasse meglio. I dialoghi non sono mai banali, molto frizzanti e l'ambiente freddo, ipertecnologico è costruito ad arte per dare una descrizione ancora più approfondita della personalità dello scrittore. Alla fine del film ero felice: ogni tanto al mio cuore appassionato di cinema fa bene vedere un'esempio di come si deve recitare al meglio. Bisognerà tenere d'occhio Jude Law, tra le nuove leve è dannatamente promettente. Consigliatissimo!