30 aprile 2008

Just listen


Quando dico che devo poter immedesimare in qualche personaggio di un libro non intendo dire che devo sentire quello che sente il personaggio, altrimenti non mi godrei la storia. Intendo dire che devo potermi immergere completamente nella storia. Altrimenti non c'è gusto. Deve accadere un pò come stamattina: ero così intenta nella lettura che a momenti perdevo la fermata dell'autobus. E non è la prima volta che mi accade. Quando avviene questa magia, eh beh signori sono davvero dei bei voli mentali. Oggi ho ripreso ad ascoltare il disco di Julia Kent, Delay e la sua atmosfera mi ha riportato alla mente la dolcezza e la forza della mia Hitomi. Per quanti ancora non lo sapessero: c'è un'altro anime a cui sono legata in modo particolare. Forse di più di Evangelion e di Rei: Il cielo di Escaflowne. Hitomi è la protagonista di questo anime. E potrete capire il perchè cliccando sul link che vi ho dato. Ma non è questo quello di cui volevo parlare. Questo anime ha fatto presa non solo per la sua infinita poesia ma anche per una colonna sonora sognante. Pensavo non fosse possibile ritrovare la stessa ddolcezza e la stessa poesia ma mi sbagliavo: l'ho ritrovata nel 2007 con Delay e Julia Kent. Spazzate dalla mente qualsiasi pensiero e andate con la mente nella sala d'attesa di un aeroporto. Una violoncellista si annoia in attesa del suo aereo da prendere e così accenna delle arie con lo strumento. Per tenersi allenata, per non sentire la tensione del concerto che a breve dovrà eseguire, per non sentire incessanti e noiosi i minuti dell'attesa che passano. E ne esce fuori un'opera dolce, forte, particolare. E' come l'intera umanità in viaggio, non sai mai chi ti ritroverai ad osservare. C'è chi osserva con lentenza gustandosi la varietà umana, l'unione e incontro di colori, personalità, vestiti, profumi; la fretta e l'urgenza di arrivare in tempo per la partenza, l'eleganza dello staff del personale. “Delay” è stato registrato nel corso di un anno – o quasi-, a casa, nei momenti di pausa tra i viaggi e gli spostamenti. Dopo aver suonato troppi anni con altri, Julia si sentiva pronta, sentiva l'esigenza di fare qualcosa completamente da sola; è quindi lei sola ad aver composto e suonato i brani dell’album. Il titolo, “Delay”, significa sia attesa, sia ritardo, ed esprime infatti sia il viaggiare, sia il tempo occorso per la registrazione. Fatevi un favore: chiudete tutto, zittite tutto, accendete lo stereo o il lettore e godetevi questa meraviglia.

28 aprile 2008

Kill 'em all



La vedete questa immagine? Ecco ho fondato il "Comitato soppressione Criceti Mentali" abbreviato per semplicità CSCM. Questo comitato si prefigge lo scopo di abbattere questi deliziose ma alquanto inutili creature. Basta con le pippe mentali, basta con il "non sono qui", "non sono la", "e cosa voleva dire con quella frase", "perchè ha messo quella citazione? Ce l'ha con me". Basta paranoie inutili, basta perdere tempo in riflessioni che fanno solo male, basta con le domande che forse era meglio non farsi mai. Il comitato è li pronto per voi. La mia carica nel comitato è unicamente come fondatrice e presidentessa temporanea. La carica di presidente è aperta a chiunque voglia supportare il comitato nel mondo. Insomma fatevi avanti e spargete la voce. Questo blog uccide i criceti mentali, e il vostro?

22 aprile 2008

Dream Brother

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Il banner che vedete qui sopra è del mio forum. Si avete capito bene: sto creando un forum dedicato all'interpretazione dei sogni. Per ora è molto in allestimento, c'è pochissimo materiale. Ma se avete un account forumfree e avete voglia di spendere due minuti in supporto di questa materia affascinante, siete i benvenuti. Sono benvenuti anche consigli grafici e di gestione del forum, visto che come admin io lascio molto a desiderare. Forse ho ambizioni troppo elevate ma il mio intento è di creare un luogo dove parlare liberamente, con serenità e piglio civile, dei sogni: dare delle chiavi di lettura, parlare di qualsiasi cosa che li riguardi. Saranno benvenuti anche esperti psicologi. Insomma se come me siete curiosi e appassionati in materia, fateci un salto non vi costa nulla. Per quelli che non hanno l'account forumfree sappiate che è molto semplice iscriversi. E sarò pronta a darvi una mano. Come fate ad arrivarci? Semplice: cliccate sul banner.

P.S. Laura io ti devo ringraziare per le minime lezioni di html che mi hai dato. Mi ha reso possibile alcune cose ma, soprattutto, mi ha fatto capire dove guardare per modificare i codici.

21 aprile 2008

Urlo



"Io non sono nero, io non sono bianco, io non sono attivo, io non sono stanco, io non provengo da nazione alcuna, io si, io vengo dalla Luna. Io non sono sano, io non sono pazzo, io non sono vero, io non sono falso, io non ti porto jella ne fortuna, io si, io vengo dalla Luna..."



Ieri stavo vedendo All music e c'era uno special dedicato a Caparezza. Se non fosse per il testo questa canzone non mi piacerebbe nemmeno un pò. Preferisco più la sua "Fuori dal tunnell" che, caso strano, io ho capito subito cosa volesse dire e mi è piaciuta da matti per quello. Poteva non piacere a una che alle sagre estive del paesino di mia sorella preferiva starsene al buio in casa con la sola radio a farle compagnia? Nah, non mi conoscete bene. Sono un'animale strano: ho tremila contatti msn, sono socievole virtualmente ma, fisicamente, se posso rifuggo qualsiasi occasione di incontro. Tranne poi scoppiarmi chilometri per i concerti solo perchè so che ci saranno determinate persone, vedi i Sigur Ros a Roma che non è proprio dietro l'angolo per me. Mi sento sola ma poi non faccio niente per rimediare alla mia solitudine. Sono pigra, ho bisogno di essere trascinata, sparisco per mesi, e chi mi conosce sa che è così, e non capisco come faccia ad accettarlo. Personalmente per me sarebbe un motivo per tagliare i ponti definitivamente. Ok la finisco di lamentarmi e vado avanti. Quanto manca alla fine della giornata? Troppo...

19 aprile 2008

Lead a normal life


Ci sono dei momenti in cui sento il bisogno di tornare alle mie origini. E la mia origine, musicalmente parlando, è proprio Peter Gabriel. Mi sono sentita in dovere di cambiare la firma che avevo su forumfree e ho scelto un estratto da "I don't remember". Ovvio che poi mi venisse voglia di risentire questo disco. La mia non vuole essere una recensione ma solo delle impressioni buttate a caso. La prima volta che ho sentito questo disco è stato tanto tempo fa, ai miei inizi come fan in una radio mangianastri, quella che mi ha condotto per molto tempo nelle scorribande musicali. Ormai quella radio non esiste più. Attacco a sentire e a momenti mi viene una sincope per lo spavento. Successivamente ho scoperto che il suono di Intruder non esisteva. E' un'invenzione accreditata  Collins/Gabriel ed è un suono che sarà fondamentale per l'intera decade degli ottanta. Intruder è, come dice la stessa parola, l'intruso. Di tutti i tipi: il ladro, lo stupratore, l'assassino. Questo è un album che incute disagio e spavento nel suo ascoltatore. E' il disco che esprime tutta l'alienazione dell'uomo. L'anno scorso ho pure avuto la fortuna di sentirlo dal vivo e ho potuto verificare personalmente quello che Tommaso Ridolfi, grandissimo fan italiano, asseriva: ossia che ti incute una strisciante paura. E' vero. Dannatamente vero. C'è stato un periodo in cui giocavo con la musica. Mandavo i 45 giri a 33 e viceversa. Mi piaceva esplorare il risultato e i tipi di suoni che venivano prodotti. Potrete capire che l'inizio di No self control basato su due riff portanti di chitarra registrati su due canali separati abbia costituito la gioia della me di allora. Il testo è la narrazione di un uomo che fondamentalmente non riesce a fermarsi, non riesce a rilassarsi. E le tenta tutte persino digitando a caso i numeri sulla tastiera del telefono. Però non ha controllo su se stesso. Ah si mi ero dimenticata di dirvelo: il batterista di questo disco è Phil Collins e diamine se si sente! Start fa da introduzione a I don't remember. Tutto quello che potevo dire su questa canzone ve l'ho detta quando in un mio post, Non ricordo, vi ho mostrato il video, la frase che ho citato nella mia firma è: "Strange is your language and I have no decorder. Why don't you make your intensions clear?" E vale per tutti. Perchè gli equivoci sono dietro la porta, la gente preferisce celarsi dietro una facciata di falso perbenismo quando invece sarebbe meglio svelare subito le intenzioni. Il brano successivo è ispirato dal libro "Diario di un assassino" di Arthur Bremer. Si tratta del diario dell'attentatore alla vita del governatore Wallace nel 1972.  Nella canzone Gabriel accetta di esprimere la tesi che l'evento è stato compiuto perchè Bremer era in cerca di attenzioni. Attenzioni che gli erano state negate sin da piccolo dai propri genitori. Verso la fine della canzone ci sono dei passi toccanti descritti con la tipica levità gabrieliana: la quiete nella casa, un bimbo nascosto dietro la porta, la pistola giocattolo sul pavimento, la supplica ai genitori di tornare indietro fino al "I need some attention" che ogni volta mi blocca e mi spiazza. Si prosegue e arriviamo a una delle canzoni che ritengo importanti dal punto di vista semantico per capire quest'artista: And throught the wire. C'è un perenne gioco di parole: "the wire" è la rete di collegamento, la rete spinata che tiene lontani. "I talk in pictures not in words". Parlo per immagini e non per parole. Ecco qui tutta la poetica gabrieliana spiegata in queste semplici parole. Ha ispirato anche me. Quando ancora scrivevo poesie parlavo per immagini e non per parole. E uno, due, un due tre. Inizia Giochi senza frontiere vecchio programma trasmesso su Rai due in cui diverse nazioni si fronteggiavano in gare al limite dell'assurdo. Per traslato è un'invettiva sull'assurdità della guerra. I nomi cantati nel testo non sono casuali e ci sono molti riferimenti alla crudeltà dell'uomo in battaglia con immagini vivide che vi risparmio. Not one of us si può applicare ad ognuno di noi. E' riferito a tutte quelle persone che per essere sicuri devono appartenere ad un gruppo. E guardano dall'alto in basso gli estranei, i non appartenenti al gruppo. Ho la presunzione di ritenere che se Gabriel canta di questo è perchè, come me, si è sempre sentito un eterno estraneo, un outsider, uno che non appartiene a nessun gruppo in particolare. Ma in realtà non credo che ne avrò mai la certezza. Lead a normal life è costruita musicalmente con la struttura dell'haiku. L'haiku è un componimento giapponese con una metrica ben precisa. Il testo brevissimo che fa menzione a persone rinchiuse in un casa di igiene mentale che possono mangiare solo con i cucchiai, è letteralmente sommerso dalla musica. E' uno dei miei brani preferiti di questo disco. E non vi nascondo che è anche la suoneria del mio telefonino. Quando si dice essere fan inside . E si arriva alla fine del disco con Biko. Un giovane Gabriel sente la notizia alla radio dell'assassinio di Stephen Biko, attivista africano, da parte del governo. Si sente in dovere di comporre questo brano dalla struttura musicale semplicissima ma di sicuro impatto emotivo che costituirà anche la colonna portante dei concerti, la chiusura ideale. Una frase davvero significativa: "And  the eyes of the world are watching now". Gli occhi del mondo stanno guardando ora. Dal vivo aggiunge: And now it's up to you. Un'esortazione a fare la propria parte, a testimoniare, a non girare lo sguardo e far finta di nulla. Io con questo disco ci sono cresciuta, l'ho ascoltato un sacco di volte, lo so a memoria. E quando posso condividerlo con chi ancora deve scoprirlo mi si illuminano gli occhi e lo invidio. Lo invidio perchè vorrei essere come lui, con tutta questa meraviglia ancora da viversi pienamente.

18 aprile 2008

Sei cose che amo di più



Sono stata coinvolta in un giochino da Lindadicielo, grazie mille tesora. Ero in una sorta di calo ispirativo e quindi accetto volentieri. Sarebbe da indicare sei cose che amate di più in assoluto e di nominare sei persone a cui passare il gioco. Prima il mio elenco.

1) Affondare la faccia nel corpicione di Birillo quando è steso sul letto e lui, per risposta, fa partire il motorino delle fusa.

2) Amo sentire l'odore e l'energia del cambio delle stagioni. Particolarmente amo quando si affacciano timidamente, tanto che ti viene spontaneo da dire "dai avanti, non aver paura. Vieni pure, benvenuta".

3) Amo il cioccolato. Sono una drogata di cioccolato, ne devo mangiare un pezzettino almeno ogni giorno altrimenti non sto bene.

4) Adoro ascoltare la musica, andare ai concerti, cantare anche se non mi sente nessuno perchè lo faccio quando sono sola, e adoro le sensazioni che suscita dentro me e a volte sono talmente intense che vado in trance secca.

5) Amo leggere e non permetto a niente e nessuno di impedirmi di leggere. Ho letto anche in situazioni davvero disperate. Inoltre sono una sostenitrice delle famose dieci leggi di Pennac. Le ritengo sacrosante per me.

6) Amo l'arte in genere. Ho estremo rispetto per chi la sa creare in ogni forma possibile. C'è di mezzo il talento: un qualcosa che può essere affinato con anni di duro lavoro e studio ma che nessuna scuola ti potrà mai insegnare. E io ho rispetto per gli artisti, ho rispetto per il talento vero e puro. Inoltre amo anche l'arte "brut" cioè tutta quell'arte immediata o  che viene fuori da artisti in condizioni psicofisiche particolari. E' un modo come un'altro per conoscere l'uomo.

E ora in teoria dovrei dare le mie nomination. Visto che però non voglio essere odiata da nessuno per questo dico che nomino chiunque sia in calo di ispirazione, chiunque non sappia cosa scrivere sul suo blog e ha voglia di farlo. Avanti scatenatevi, leggerò le vostre risposte.

11 aprile 2008

Ich warte 2...



Sandyna, tesora, questa è anche per te. Dai che ce la facciamo.

Signori e signore vi do la possibilità di rimettervi in pari con il blog. Ormai ci siamo: domani sera la vostra padrona di casa sarà in quel di Bologna a veder cantare il signore che vedete in foto. E tornerò la domenica dopo, per cui la recensione sempre che ce la faccio la posto lunedì. Forse. Perchè vedete io francamente non so se poi mi ricorderò tutti i brani che faranno a memoria. Ma sarà anche una serata di incontri e di amicizia e questo non me lo toglierà proprio nessuno. Neanche la mia memoria ballerina. Come dice il titolo del mio post: sto aspettando...

7 aprile 2008

Frattaglia


Allora quello che vi sto per mostrare è la sigla finale del cartone animato più assurdo che mi sia capitato di vedere in tutta la mia vita. Il cartone in questione si chiama Excel saga. Excel Saga - Fumetto Sperimentale Insensato (エクセル・サーガ, Ekuseru Sāga?) è un manga di Koshi Rikdo da cui è stato tratto una serie animata di 26 episodi diretta da Shinichi Watanabe trasmessa per la prima volta nel 1999 in Giappone da TV Tokyo, e successivamente trasmessa in Italia da MTV. L'adattamento in anime è stato sviluppato dal J.C.Staff e pubblicato da Victor Entertainment. Dopo il succeso sia del manga che dell'anime, essi sono stati tradotto in inglese, spagnolo, francese, portoghese ed in italiano. L'anime di Excel Saga è una continua satira e parodia della vita e della cultura giapponese, e nei suoi velocissimi e colorati episodi fa il verso a numerose serie di film, videogiochi e anime come Sailor Moon, Dragon Ball, Superman, Doraemon, Ken il guerriero, Resident Evil, Lupin III, Mobile Suit Gundam, Capitan Harlock, Star Blazers, Alien, Love Hina, Galaxy Express 999, Topolino, Rambo, Guerre Stellari e molti altri. [Neon Genesis Evangelion aggiungo io il parallelo tra Rei Ayaname e Hyatt di questo cartone è quanto meno inquetante e significativo. N.D.K] Anche il manga ha moltissime citazioni, anche se non in chiave sarcastica come la serie animata. Per fare un esempio, l'aspetto di Nabeshin (alter-ego del regista) ha una chiara ispirazione al personaggio di Lupin III (di cui ha anche lo stesso doppiatore italiano, Roberto Del Giudice). I personaggi principali:

Excel

Il suo vero nome è sconosciuto ed Excel rappresenta un nome in codice. Nel manga vengono citati anche altri nomi per l'impiego civile quali Hanako Dosukoi (usato anche nell'anime) e Chocho Convoy. Il soprannome con cui si fa chiamare dagli altri membri dell'ACROSS è Ecchan. È l’eroina della storia, iperattiva e determinata, è innamorata perdutamente di Sua Eccellenza Il Palazzo che, dal canto suo, sembra non sopportare minimamente la ragazza.

Hyatt

ovvero Chihaya Ayasugi (rispettivamente nome in codice e nome di copertura), soprannome Hacchan. Nell'anime arriva sulla Terra con un'astronave dei Puchuu, teneri alieni ma assolutamente malvagi. La particolarità di questa ragazza è che muore senza motivo, a volte vomitando sangue, per poi resuscitare poco dopo. Quando è in vita è costantemente anemica e si esprime con un filo di voce.

Sua Eccellenza Il Palazzo

comandante supremo dell’ACROSS. Generalmente non ha alcuna pazienza con Excel e capisce da subito che Hyatt è dotata di migliori capacità intellettive, e spesso preferisce discutere con lei delle missioni. Nell’anime, durante le operazioni, Sua Eccellenza Il Palazzo non fa nulla e aspetta che le sue due tirapiedi tornino alla sede. È possibile infatti vederlo giocare con videogiochi, suonare e cantare con il proprio gruppo rock, e così via.

Frattaglia

Cagnolina abbandonata dal suo padrone si ritrova nelle mani di un'affamata Excel che vede in lei soltanto una scorta di cibo di emergenza e più di una volta è tentata di divorarla, anche se alla fine non lo fa mai. Un paio di episodi dell'anime sono incentrati esclusivamente sulle sue avventure, nel tentativo di scappare dall'appartamento di Excel e Hyatt. La sigla finale è "abbaiata" (cantata) interamente da lei.

Ed è quello che vi ho mostrato con il video di Youtube. A dir poco al limite dell'assurdo: non ha una trama che sia una per davvero. Però è un concentrato di tutti i cartoni animati giapponesi che una come me sicuramente si è visto virato in parodia. Ne esce fuori un'opera sicuramente divertente da guardare in allegria nei momenti in cui hai fortemente bisogno di ridere. Lo rivoglio su Mtv. ORA!!

5 aprile 2008

The dreaming





Avete presente le nuvole disegnate dei bambini? Ecco ho sognato che la mia casa ne era piena. Ho sognato un bel sfondo azzurro come questo che vedete pieno di nuvole stilizzate bianche. Ho dovuto lasciar perdere Q di Luther Blisset. Libro interessante ma a cui bisogna dare una lettura attenta e non distratta. Praticamente si tratta delle vicende della controriforma narrate con un piglio assolutamente moderno attraverso gli occhi (finzione) di chi ci era dentro e in quelle idee ha creduto. Ora sono passata a "Il coperchio del mare" di Banana Yoshimoto. E' il suo nuovo libro e inizia esattamente come mi aspettavo. Mi sembra di ritrovare una vecchia amica leggendola. Sono solo all'inizio poi ve ne parlerò in maniera approfondita. E ora mi aspetta il solito percorso quotidiano: spesa, cucina, alle due ho il parrucchiere. E sono grata a queste cose che mi permettono di non pensare. Continuo a urlare: "uccido i miei criceti mentali". Altrimenti so che inevitabilmente starò malissimo. Non pensare, non pensare Krishel, non pensare...

4 aprile 2008

Niente da capire



Premetto: sono giorni che sto incasinata dentro e non riesco a dare un'ordine ai miei pensieri tale da poter scrivere qui dentro. Quindi quello di cui parlerò pigliatelo con le pinze. Allora visto che non so cosa fare, e in ufficio di venerdì non c'è mai nulla di serio di cui occuparsi, vago disperata alla ricerca di una idiozia qualsiasi che possa distrarmi. Al grido di "uccidiamo i miei criceti" ho digitato "krishel" su google e ho cliccato: "mi sento fortunato". Sono capitata direttamente nella casa. Sono cose che contano. Ieri mattina sono andata a fare un sopralluogo per un bando di gara in un istituto di Genova che pare dovrà diventare il polo centrale, il quartier generale di una rete di ricerca scientifica. Il che mi riempe di orgoglio anche se già sapevo che, da quel punto di vista, Genova è all'avanguardia. Sono arrivata li un pò con l'autobus e un pò a piedi. Giornata assolutamente splendida, qui le temperature sono quasi estive e anche una freddolosa come me aveva caldo. Ho potuto anche fare quello che amo di più: osservare. E la fauna di quelli che, come me, presenziano ai sopralluoghi è davvero interessante. Addirittura c'era chi stava li con il trolley appresso e chi, invece, si trovava al primo sopralluogo. E ho potuto dire la mia con fare da esperta. Ero io? Bah, si forse, chissà. Poi me ne sono andata a fare shopping con una mia amica. Ho comprato una maglietta con le maniche corte color prugna. Quando l'avevo provato ero scettica non pensavo potesse starmi bene, una giacchetina di cotone nera e anche un reggiseno nero, ne avevo bisogno. E per il cocnerto so come vestirmi. Mentre mi provavo i capi facevo questa considerazione tra me e me: "però, nonostante la pinguetudine il fisico non è poi malaccio." Cioè spiego: ha una forma che potrebbe piacere a qualcuno e forse a più di qualcuno. A me basterebbe solo che piacesse a chi dico io...ahem, voi non avete letto niente, vero? Insomma alla fine della giornata ero stanca, la schiena pizzicava, avevo male alle gambe ma avevo il sorriso sulle labbra. E scusatemi ma questo è tanto per me.

1 aprile 2008

In fondo al mar...


L'anno scorso ero in quel di Milano con uno strasudatissimo biglietto dei Nine inch nails (grazie mille Sandy) e il concerto è stato favoloso. Quest'anno sono qui e non ho la stessa energia addosso. Anche se è buona nonostante i dubbi. Sono stata molto indecisa su cosa dirvi oggi e, soprattutto, il video o l'immagine da mettere. Ma visto che oggi è giorno di scherzi, di pesci d'aprile quello li sopra mi sembrava più indicato. Faccio come Mitì e vi chiedo: i vostri scherzi, che avete fatto o che vi sono stati fatti, migliori? Raccontatemeli nei commenti. In fondo al mar...