4 aprile 2008

Niente da capire



Premetto: sono giorni che sto incasinata dentro e non riesco a dare un'ordine ai miei pensieri tale da poter scrivere qui dentro. Quindi quello di cui parlerò pigliatelo con le pinze. Allora visto che non so cosa fare, e in ufficio di venerdì non c'è mai nulla di serio di cui occuparsi, vago disperata alla ricerca di una idiozia qualsiasi che possa distrarmi. Al grido di "uccidiamo i miei criceti" ho digitato "krishel" su google e ho cliccato: "mi sento fortunato". Sono capitata direttamente nella casa. Sono cose che contano. Ieri mattina sono andata a fare un sopralluogo per un bando di gara in un istituto di Genova che pare dovrà diventare il polo centrale, il quartier generale di una rete di ricerca scientifica. Il che mi riempe di orgoglio anche se già sapevo che, da quel punto di vista, Genova è all'avanguardia. Sono arrivata li un pò con l'autobus e un pò a piedi. Giornata assolutamente splendida, qui le temperature sono quasi estive e anche una freddolosa come me aveva caldo. Ho potuto anche fare quello che amo di più: osservare. E la fauna di quelli che, come me, presenziano ai sopralluoghi è davvero interessante. Addirittura c'era chi stava li con il trolley appresso e chi, invece, si trovava al primo sopralluogo. E ho potuto dire la mia con fare da esperta. Ero io? Bah, si forse, chissà. Poi me ne sono andata a fare shopping con una mia amica. Ho comprato una maglietta con le maniche corte color prugna. Quando l'avevo provato ero scettica non pensavo potesse starmi bene, una giacchetina di cotone nera e anche un reggiseno nero, ne avevo bisogno. E per il cocnerto so come vestirmi. Mentre mi provavo i capi facevo questa considerazione tra me e me: "però, nonostante la pinguetudine il fisico non è poi malaccio." Cioè spiego: ha una forma che potrebbe piacere a qualcuno e forse a più di qualcuno. A me basterebbe solo che piacesse a chi dico io...ahem, voi non avete letto niente, vero? Insomma alla fine della giornata ero stanca, la schiena pizzicava, avevo male alle gambe ma avevo il sorriso sulle labbra. E scusatemi ma questo è tanto per me.

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