14 maggio 2008

Follia pura


Il punto di fusione totale in questo disco è elevato. Già dal titolo si capisce cosa ci troviamo di fronte: "I milanesi uccidono il sabato". E' anche la parafrasi del titolo di un vecchio libro di Scerbanenco. E' un disco malato, schizofrenico, sporco decisamente dai toni rock. La voce di Manuel Agnelli si trasforma dalle tonalità più rock a quelle più dolci. Il singolo apripista "E' solo febbre" è emblematico: una canzone dal piglio strano, in certi punti sembra di stare in piena tempesta. Il testo mi è entrato nelle ossa. A proposito di testi: a Manuè mi dici di cosa diavolo ti sei fatto per scriverli? Dell'impossibile vero? Sono in certi punti acidi, acidissimi, in certi punti vivi, vitali, carnali, in altri decisamente assurdi. Quelli che mi hanno colpito di più: " Cambiare stile falciando teste Cambiare amore, cambiare veste Tradire tutti per non star solo Qualsiasi cosa se piacerà, ti piacerà" (E' solo febbre); "non sarebbe bello non farci più del male" [(Riprendere Berlino) ahem magari!], "dormi hai voglia di sognare, bimba fallo anche per me" nella splendida ninnananna rock "Orchi e streghe sono soli". E' un disco dagli accenti più diversi, quasi al limite della schizofrenia, un'opera che ci restituisce gli Afterhours in stato di grazia con l'estrema voglia di creare qualcosa di nuovo, di giocare con la musica e con i testi. Direi che la loro trasferta all'estero, il tour americano, ha dato buoni frutti se questi sono i risultati. Sono tornati. Gli Afterhours che ho imparato ad amare sono tornati, per me.

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