17 giugno 2008

We play endlessly...


Ci sono voci che le senti e ti sembrano giunte dal paradiso. E' il caso dei Sigur Ros e del loro nuovo disco: Með suð í eyrum við spilum endalaust (trad in inglese: with a buzz in our ears we play endlessly). Il singolo apripista ti spiazza e disorienta, ti chiedi se siano cambiati e invece no. Sono sempre loro. Sono quelle strane creature, tanto dolci, tanto forti da descriverti la perfezione con l'occhio di chi perfetto non è. Ti descrive la dolcezza e il rimpianto di chi vede la vera bellezza e non può far altro che guardarla, che starla a fissare. A tutti quelli che lo ascolteranno in questi giorni dico di stare attenti a Festival. E' nel video che ho messo a inizio post ed è una mazzata emotiva pesantissima. Si apre con il canto dell'usignolo Jonsi Birgisson, bello, bellissimo commovente e poi si allarga, si apre e ti apre letteralmente il cuore in due come un vaso di pandora. Mettendo a nudo quella triste dolcezza dei rimpianti e di ciò che non puoi avere, di ciò che non può essere. E si continua. I pezzi successivi non sono da meno. E' un disco che bisogna ascoltare con la dovuta attenzione e a mente e cuore libero. E' un disco capace di commuoverti dal profondo. Lo ascolti e ancora riesci a sperare per l'umanità. Se esistono creature di una sensibilità così raffinata e vibrante capace di esprimersi in questo modo allora, forse, dico forse non tutto è perduto.

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