2 luglio 2008

La vita aspetta



La mancanza del pc mi ha portato a rivedere questo godibilissimo film di Steven Spielberg con un delizioso Tom Hanks. New York, Stati Uniti. Viktor Navorski , è un cittadino di una immaginaria nazione dell'Europa dell'est, la Krakozhia. Quando atterra a New York, scopre che nella sua nazione è avvenuto un feroce colpo di stato, proprio mentre si trovava in aereo, diretto verso l'ambita America. Costretto a sostare nell'aeroporto "John Fitzgerald Kennedy", con un passaporto ormai privo di validità, Viktor si vede negato il visto d'entrata per gli Stati Uniti e anche la possibilità di far ritorno a casa, dovendo quindi restare all'interno del terminal dedicato ai voli internazionali, senza possibilità di varcare la frontiera. Con il passare dei mesi, Viktor scoprirà a poco a poco il mondo del terminal, pieno di personaggi originali ed inaspettate manifestazioni di generosità, divertimento e, perfino, romanticismo. Si sviluppa, quindi, la storia di una persona che si adatta a vivere in un non-luogo, che per la maggior parte delle persone è solo un punto di passaggio, imparando l'inglese, facendosi accettare e stringendo delle relazioni con le persone che lavorano nell'aeroporto, fino a trovare anche l'amore per una dolce hostess... Sono molti gli spunti di riflessione che suscita questo film. La riflessione sulla forza dei sogni che vengono tramandati da padre a figlio capaci di superare qualsiasi difficoltà, su come certe volte siamo chiamati a fare la cosa giusta anche se il nostro cuore ci porterebbe altrove. Inoltre è lampante e significativo il personaggio del capo della sicurezza dell'aeroporto: un uomo meschino che si sente importante solo perchè in quel microcosmo ha il potere. Un potere che però si rivelerà effimero verso la fine del film. Film molto carino e gustoso che si lascia vedere in un periodo di penuria come quello estivo.

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