31 ottobre 2008

Paprika





Cosa accadrebbe se inventassero un apparecchio capace di farvi accedere al mondo dei sogni? E' questo l'interrogativo che si e ci pone Satoshi Kon nel suo anime Paprika. La protagonista si chiama Atsuko Chiba ed è una psicoterapeuta che cura i traumi dei suoi pazienti interagendo direttamente col loro mondo onirico. La terapia è in grado penetrare i sogni e di esplorare l'inconscio mediante il DC-Mini, un dispositivo che apre incredibili prospettive nel trattamento dei disturbi psichici. Prima ancora di essere brevettato, il congegno rivoluzionario viene trafugato e il Dottor Shima, direttore e mentore di Atsuko, imprigionato nel sogno dissennato e delirante di un folle. Il misterioso nemico è deciso a interferire coi sogni degli uomini, a manipolarli e a governare sul mondo sognato e su quello reale. L'uso scorretto del DC-Mini potrebbe infatti annichilire la personalità e la volontà del sognatore. Konakawa, un detective che odia il cinema ma sogna per generi cinematografici, decide di indagare. Nelle indagini al confine con l'inconscio lo aiuteranno Paprika, alter ego onirico della dottoressa Atsuko, e il dottor Tokita, pingue inventore del prototipo. (la trama è presa da My movies italia) Aspettatevi il totale e completo delirio. Se Satoshi Kon voleva darci l'idea della logica che governa i sogni ci è riuscito benissimo. E' riuscito persino a cogliere con perfezione inaudita il mescolamento di miti, archetipi, figure tipiche del mondo di fantasia come davvero avviene per ognuno di noi nel mondo onirico. Paprika è meravigliosa nel suo essere a metà tra un maschiaccio e una donna di un fascino incredibile.

Prima che me lo chiedete, perchè so che me lo chiederete: no, quella sequenza non ricorda Dragon Ball ma semplicemente è ispirato dallo stesso mito nipponico a cui si sono i rifatti i creatori di Goku: il mito della Scimmia. (cliccate per saperne di più).

P.S.  A tutti i fratelli e le sorelle un buon Samhain.

30 ottobre 2008

We will be there...









Volevo mettervi lo scanner del biglietto ma come al solito il software ci si è messo di mezzo e quindi vi beccate sta foto. Che ha anche il suo bel perchè. Tutto questo per annunciarvi che il 18 giugno prossimo venturo la vostra padrona di casa sarà allo stadio S. Siro di Milano per vedere i Depeche Mode. Sono in agitazione già da ora.  Pian piano sto cercando di recuperare tutti i concerti che per un motivo o per l'altro non sono andata a vedere.  Peccato per i Radiohead. Mi rifarò senz'altro. Stanotte e anche stamattina si è alzato un ventaccio. Un vento di quelli che fa sentire forte la voce e crea danni ovunque passa. E' caduto un vaso facendo un bel botto. Ero ancora a letto quando è successo e Birillo dormiva accanto a me. Ho sentito il suo svegliarsi di soprassalto e il suo stringersi al mio corpo con fare spaventato. Poi ci siamo alzati entrambi. Lui seduto sul bordo del letto, guarda verso di me e miagola. Voglio pensare che sia il suo "buongiorno, facciamo colazione?". Sono due notti che mi lascia tranquilla. Forse perchè, con la pioggia che è caduta, era troppo spaventato per fare altro. Mi intenerisce quando sente prima di tutti che sta per arrivare un temporale e si acquatta con la coda tra le gambe. Poi scappa a rifugiarsi sotto il letto. Domani pomeriggio lo passerò a cucinare il ragù. Avrei anche una mezza voglia di fare una torta. Vedremo. Vedremo... La Soglia è vicina...

28 ottobre 2008

Lettera aperta a...


Si ringrazia comic book guy per la splendida immagine.

Birillo, Birillo, dolce gioia della mia vita, esserino soffice del mio cuore... se mi fai passare un'altra notte come questa con tutto il bene che ti voglio, IO TI SPEZZO LE ZAMPINE!! Sono stata abbastanza chiara??
Insomma ieri notte la mia dolce bestiola mi ha disturbato il sonno a più riprese. Oltretutto da buona canaglia felina quale è, non si faceva prendere perchè ben sapeva che sarebb stato prontamente sbattuto fuori dalla camera! Io ora sono qui che vegeto peggio di uno zombie e l'unico desiderio che ho è quello di dormire. A tutti gli esperti informatici che passano di qui: mi dite come sbloccare un pc dell'anteguerra? Lo tengo pulito con c cleaner, ho tolto tutto quello che era possibile togliere. Come messenger uso pidgin anzichè l'msn normale. Perchè? Pesa di meno e dà meno problemi di connessione. Però è sempre piantato più di un'intera piantagione di caffè.  Non mi dite di fare la formattazione perchè a) non la so fare b) non posso rischiare il pc dell'ufficio. Voglio un pc che funzioni almeno normalmente. Non che ci metto ore per aprire word o excel.  Insomma aiutatemi.

26 ottobre 2008

Some days..


Io amo quest'uomo, poco da fare e sono orgogliosa di un gioiellino come Down to earth. Tanto che l'ho messa come sottofondo del blog. Innamorata persa da 22 lunghi anni.  Capita a volte che la passione si sopisca un attimo poi basta poco per riaccendere la fiamma. Orgogliosa di quel gioiello come se l'avessi creata io stessa. Orgogliosa di un uomo che è sempre stato se stesso, nel bene e nel male, coerente con le proprie idee. E anche quando ha scelto di prestare la sua musica per la Disney, cosa che diciamolo hanno fatto un po' tutti, dove ha puntato il dito? Su una splendida favola. Sono poche le occasioni in cui il mio lato da fan esce allo scoperto, lasciatemelo fare. Oltre al pezzo scritto appositamente per Wall.E ho aggiunto alla playlist Salala il duetto con Angelique Kidjo e quell'altro gioiello di Mother of Violence. Una canzone che farebbe la gioia di qualunque artista per la sua semplicità e bellezza.  Grazie Maestro, grazie per la gioia che mi dai ogni volta che sento la tua voce.

Sssh listen...

25 ottobre 2008

Some days



Io amo quest'uomo, poco da fare e sono orgogliosa di un gioiellino come Down to earth. Tanto che l'ho messa come sottofondo del blog. Innamorata persa da 22 lunghi anni.  Capita a volte che la passione si sopisca un attimo poi basta poco per riaccendere la fiamma. Orgogliosa di quel gioiello come se l'avessi creata io stessa. Orgogliosa di un uomo che è sempre stato se stesso, nel bene e nel male, coerente con le proprie idee. E anche quando ha scelto di prestare la sua musica per la Disney, cosa che diciamolo hanno fatto un po' tutti, dove ha puntato il dito? Su una splendida favola. Sono poche le occasioni in cui il mio lato da fan esce allo scoperto, lasciatemelo fare. Oltre al pezzo scritto appositamente per Wall.E ho aggiunto alla playlist Salala il duetto con Angelique Kidjo e quell'altro gioiello di Mother of Violence. Una canzone che farebbe la gioia di qualunque artista per la sua semplicità e bellezza.  Grazie Maestro, grazie per la gioia che mi dai ogni volta che sento la tua voce.



Sssh listen...

24 ottobre 2008

We're going down to the ground...




La mia seconda recensione per la webzine "Il cibicida" è del film Wall.E. Erano anni che un prodotto Disney non mi coinvolgeva e non mi emozionava così tanto. Non esagero nel dirvi che è un'opera degna dei grandi classici.

Il pianeta Terra è stato abbandonato dai suoi abitanti al degrado, all’inquinamento e alla sporcizia, e l’unico abitante rimasto è un robottino, WALL-E, un acronimo che sta per Waste Allocation Load Lifter-Earth-class, è rimasto in funzione per settecento anni e continua imperterrito a fare quello per cui è stato costruito: raccogliere e ammassare rifiuti. E’ autosufficiente, batteria ricaricabile ad energia solare, pezzi di ricambio disponibili sempre e ovunque perché se sei in mezzo agli scarti è davvero facile trovarli. Tutto sommato non se la passa neanche troppo male: ha la sua routine, colleziona oggetti di varia forma e natura, vestigia di una cultura che ha ormai abbandonato la sua terra natia: il cubo di Rubik, le forchette di plastica, le lucine natalizie che usa come illuminazione della sua abitazione, videocassette di musical romantici ed un giorno, con sua grande sorpresa, vede uno strano oggetto con le foglie. Wall-E capisce che è speciale e lo conserva al pari del resto della sua collezione. Il suo linguaggio è minimale e la sua espressività ispira tenerezza come se fosse un cucciolo. Quelli della Pixar sanno bene quali corde toccare nello spettatore e subito ci si affeziona a questo personaggio, come da programma. La routine di Wall-E viene turbata dall’arrivo di una sonda di nome Eve: un robot femmina molto decisa e pericolosa. Subito Wall-E è spaventato, poi piano piano viene conquistato dalla sua bellezza e se ne innamora. Qui la prima chiave del successo di questo lungometraggio: un robot così profondamente umano negli approcci di avvicinamento goffi e timidi verso l’amata. Quanti di noi possono dire di non essersi trovati nella stessa situazione? Pochissimi, crediamo. E come nei corteggiamenti più classici, Wall-E regala ad Eve una piantina. La scoperta della possibilità di vita sulla Terra dopo settecento anni porterà a delle conseguenze tali da rendere cosciente l’uomo, finora lontano nello spazio, che è ora di tornare a casa. Come da tradizione del cinema di animazione Disney, assistiamo ad un’opera complessa e dalle mille sfaccettature. Un’opera sicuramente godibile a più livelli, sia per i bambini che assistono alle vicende di questo simpatico robot, un piccino capace di fare la differenza; sia per gli adulti che rimarranno incantati dalla sua perfezione grafica, poetica e narrativa, con citazioni cinematografiche che scomodano persino il buon vecchio Kubrick ed il suo “2001: Odissea nello Spazio”. Le tematiche sono importanti: l’amore che vince su ogni cosa e rende capaci di qualsiasi impresa per il bene amato, l’irresponsabilità passata del genere umano verso il pianeta Terra, ridotto ad una discarica a cielo aperto, e la consapevolezza futura che basta poco per ricominciare tutto da capo senza ricommettere gli stessi errori. Se non ci occupiamo noi stessi del nostro ecosistema nessun’altro lo farà. E se questo non fosse ancora sufficiente, alla fine del lungometraggio il nuovo corso dell’umanità viene raccontato attraverso la storia dell’arte: dai pittogrammi rupestri tipici di certi ritrovamenti nelle caverne ai geroglifici, passando persino per il pointillismo. Per i creatori di Wall-E la vera rinascita può partire solo riscoprendo la vena migliore del genere umano: quella creativa. Come dar loro torto?

P.S. Ringrazio Max per l'aiuto e l'ispirazione nella recensione. Tu sai.

21 ottobre 2008

Oddities



Girando per internet ho trovato questo splendido video di due gatte che si parlano. E' davvero molto bello e mi offre la sponda per annunciarvi che alla veneranda età di 10 anni Birillo ha imparato a miagolare. Cioè ha imparato a pretendere miagolando con veemenza oppure a usare la voce per protestare quando lo sgrido oppure gli urlo di scendere dalla tavola. E' da quando è arrivato Leo che le cose sono cambiate. Stamattina ho avuto da lui il risveglio bruschissimo: naso puntato contro la guancia e poi morsicata su un piede. Si è beccato il calcione. Mi fa male e pretende che io non reagisca? Sente anche lui il tempo che passa e il suo appetito è cresciuto rispetto a quello che aveva anche solo un mese fa. Io però ovviamente non ho raddoppiato le dosi. Ieri sera si era addormentato sui miei jeans. Quando fa così mi ispira davvero infinita tenerezza. Ha bisogno di sentire il mio odore, la mia presenza. Ed è qualcosa che mi riscalda enormemente. Grazie al signor Baule ho scoperto un sito dall'importanza capitale e ora non ne potrò più fare a meno. Se vi state chiedendo se oggi  è Natale beh qui avete la risposta...

20 ottobre 2008

Pensieri...



Copiando un gioco che ho visto fare da PlacidaSignora, vi mostro questa immagine e vi chiedo: cosa stanno architettando questi due? Rispondetemi nei commenti e li girerò nella casa.

Sesostris: Un astuto piano per ghermire il pesce; ma il gatto, dall'espressione che ha, non mi sembra molto convinto del suo socio (che ha uno sguardo davvero allucinato).

PlacidaSignora: Il Gatto: Tu lo butti giù e io lo pappo!

AEnima: il bambino sta invidiando la pinna del pesce e, dopo essersi conciato il ciuffetto allo specchio con un po' di gel, sta controllando se il risultato è più o meno simile.

il gatto sta solo tentando di fare lo gnorri ma appena il bambino tornerà in bagno per risistemarsi il ciuffetto, il gatto scatterà all'attacco

Birzim: il gatto e' preoccupato...pensa che se il bambino si pappa il pesce di sicuro tutti diranno che e' stato lui hahaha

miauuuuuuu

LauraGDS: Il bambino: ohhhhh! io tocco io prendo

Il gatto: mmmhhh...spuntino...

Il Pesce: (si noti la posizione dello stesso) mi conviene nuotare un po' a pancia all'aria fingendomi morto e far passare le strane idee di que due là

19 ottobre 2008

Happiness is an apple cake



Si può essere felici per una torta? Si se ti viene meglio di quanto tu hai previsto. E' quello che è capitato a me ieri sera. Ho praticamente aggiunto alla ricetta che vi avevo postato la volta scorsa una mela e mezza tagliata a fette condite con rum e zucchero che ho messo nell'impasto poco prima di infornare. Il risultato è quello che vedete li sopra. E si, l'ho pure già assaggiato. Buona! Poi con il vino passito è ancora meglio. Non ho provato la stessa sensazione dell'altra volta ma stavo bene. E così contenta che una mia ricetta, una torta mi fosse venuta bene. Lo so magari per voi sembrerà una sciocchezza. E chissà che la cosa non si ripeti la prossima settimana. Vedremo. Felicità può anche esssere una torta di mele fatta con le proprie mani. Ora però voglio provare a fare la crostata. Vi farò sapere.

17 ottobre 2008

Innocenza



E mi sono messa in pari vedendo anche il secondo film di Ghost in the shell. Alcune notazioni personali: la versione che è giunta nelle mie mani era in originale giapponese con sottotitoli in italiano. I sottotitoli erano fatti da persone veramente competenti che non si sono limitate a tradurre i vari dialoghi ma anche dare delle spiegazioni di carattere semantico e, soprattutto, riportare le citazioni ai vari autori dove compaiono. I miei vivissimi complimenti vanno a queste persone e alla loro passione. Inoltre mi ha permesso di sentire com'è il giapponese parlato. E' una lingua che alle mie orecchie suona estremamente musicale.

Nel 2032 le differenze fra uomini, cyborg, robot e androidi si sono fatte così labili da rendere virtualmente impossibile una seria e legale distinzione fra questi tipi di essere. Cosa rende umano l’uomo? Batou, il cyborg detective al servizio della Sezione 9 è incaricato di indagare su una misteriosa serie di omicidi suicidi. Le gynoidi in questione, avanzatissimi robot che replicano in tutto e per tutto una donna (comprese le funzioni sessuali), sfruttate come geishe, prima uccidono i loro proprietari e poi si autodistruggono.

Alcuni indizi spingono gli investigatori verso la ditta Locus Solus che produce le gynoidi su una nave al largo delle coste, fuori dalle giurisdizioni degli stati.

Se nel primo film la domanda sottintesa era "cos'è la vita?" in questo film il fulcro delle riflessioni si sposta sui ricordi e sulle percezioni.  Come sai che quello che stai vivendo è reale? Una domanda non da poco in un mondo sempre più tecnologico in cui è possibile ricostruire tutto, persino le esperienze e i ricordi.

Personalmente parlando però l'uso massiccio ed evidente della computer graphic me l'hanno fatto scadere un po' rispetto al primo. Se Ghost in the shell I è un gioiello eterno che merita di essere visto questo invece temo che prima o poi sentirà pesantemente i segni del tempo che passa...

16 ottobre 2008

Anime in uno scrigno

Devo dire che il crash di uno dei dischi fissi ha avuto un lato positivo: pian piano mi sto rimettendo in pari con le cose che volevo vedere. Era da tempo che volevo vedere Ghost in the shell e devo dire che è stato un piacere.  Il lungometraggio, tratto dall'omonimo manga ideato da Masamune Shirow è ambientato nel 2029 in una metropoli dominata dalla tecnologia cibernetica. Gli uomini sono diventati un misto di macchina e di carne. Ciò che differenzia l'uomo dalla macchina è ciò che viene definito ghost (spirito), l'essenza principale dell'animo umano che riempie con lo spirito vitale lo Shell (guscio). In un mondo di questo tipo se si è abbastanza abili si può entrare nella mente delle persone, prenderne il controllo e renderle capaci di qualsiasi cosa. Ed è quello che sta tentando di fare un famigerato criminale e terrorista denominato "il signore dei pupazzi". Il personaggio principale è una donna, una agente speciale della Sezione 9 che è una unità anti terrorismo cibernetico dipendente direttamente dal governo. Il Maggiore Motoko Kusanagi che, come tutti, presenta forti innesti meccanici nel suo corpo, sta attraversando un periodo di crisi di identità in quanto si sta chiedendo quanto di umano e quanto di macchina ci sia in lei. La scoperta finale che avviene sul famigerato criminale, che non vi svelo per non rovinarvi il piacere della visione porta a fare delle riflessioni significative. Come giustamente viene detto nel corso del lungometraggio ancora non si è giunti una definizione precisa di cos'è la vita.  Voi sapete dirlo? Io francamente no. Cosa succede se il flusso di informazioni prende coscienza di se? Si potrebbe generare una nuova forma di vita a partire da quelle informazioni? Visivamente quest'opera creata nel 1995 non è invecchiata di una virgola. Sembra creata oggi. La protagonista è di una bellezza sfolgorante, chi l'ha disegnata è un vero artista, qui sopra la vedete ritratta in uno screenshot. Onestamente penso che prima o poi ci arriveremo, arriveremo a vedere la nascita di una nuova forma di vita creata dal flusso di informazioni di cui adesso ne vediamo solo le bozze. Se e quando arriveremo ad avere davvero tutto il mondo interconnesso. Sarà interessante, sempre che l'essere umano non si autodistrugge prima. Mi piacerebbe tanto vedere la nascita di questa forma di vita, ma dubito che vivrò tanto a lungo... Vedetelo, vedetelo, vedetelo...

13 ottobre 2008

Kung fu Panda



Complice una schiena che pizzica più del dovuto e il deserto su msn, mi sono vista questo lungometraggio. Po è un giovane panda il cui padre (un volatile) gestisce un piccolo ristorante la cui specialità sono i noodles cucinati secondo una ricetta segreta. Po fa il cameriere ma intanto sogna di poter essere un eroe del kung fu. Finchè un giorno, in seguito a una predizione che lo vedrebbe come l'eletto Guerriero Dragone, viene associato alla scuola del Maestro Shifu. Ha così modo di incontrare i suoi idoli. Sono i Cinque Guerrieri del Ciclone: Tigre, Gru, Mantide, Vipera e Scimmia i quali non sono particolarmente felici di vederlo nelle vicinanze. Le speranze di farne un vero guerriero si affievoliscono progressivamente e il giorno in cui Tai Lung, il vendicativo e fortissimo leopardo delle nevi, si libera dalla prigionia e parte alla ricerca di Shifu e del Guerriero le cose sembrano mettersi male. I Cinque sono pronti a sacrificarsi ma Po riserverà loro delle sorprese. In se la storia e lo svolgimento sono carini. Ci sono delle scene assolutamente favolose, di quelle che ti fanno applaudire ai disegnatori. Però c'è anche il ricorso ad un linguaggio giovanile iper moderno che farà sicuramente invecchiare bruscamente quest'opera. Inoltre, come da tradizione Disney, c'è troppa carne al fuoco. Il mio dubbio fino alla fine del film è: i bambini di oggi riuscirebbero a divertirsi con un lungometraggio del genere? O forse sono io che non sono riuscita a divertirmi con Kung fu panda? Poteva esssere fatto meglio? Forse. Doppiato meglio, sicuramente. Mi ha semplicemente lasciato addosso un senso di insoddisfazione. Punto.

P.S. Errata Corrige: ero davvero convinta che la Dreamworks fosse una costola della Disney. Ammetto la mia ignoranza in materia.

7 ottobre 2008

Krishel kitchen

Polpette

Ogni tanto la vostra padrona di casa ha le voglie, anche se non è incinta. E' parecchio tempo che in casa mia non si facevano le polpette.  Ed è un piatto che mi viene relativamente facile da fare. Cioè alt. Lo so fare. Mettiamola così.  Comunque per 500 g di carne (che è risultata essere un pò tanta per due persone ma io ci ho goduto per due pasti) una patata di medio grosse dimensioni, formaggio grattuggiato, tre uova intere, pane grattuggiato, un pò di prezzemolo nell'impasto, sale quanto basta. La patata va bollita e poi passata nel passaverdure. Incorpori la carne con le patate bollite, il formaggio quanto basta, le due uova, il prezzemolo tritato mescoli per bene per incorporare il tutto. Il pane grattuggiato serve alla fine quando li devi cuocere. Impani delle palline di carne di medie dimensioni e friggi nell'olio. Ho capito che la dimensione non deve essere troppo grande altrimenti c'è il rischio che si spacchino nella cottura.  E non è una scoperta da poco per una che sta imparando ancora ora a fare da mangiare. Ho pure rotto un mio personale tabù. Ci vuole una spiegazione prima. Io detesto l'odore del grana. Lo sento come un'odore sgradevole, non piacevole, e la cosa che detesto di più è averlo nelle mie mani. Per questo uso un tovagliolo di carta per maneggiarlo ogni volta e evito con cura di usare le mani quando c'è il formaggio di mezzo. Però stavolta l'ho fatto e non mi è neanche dispiaciuto più di tanto. Il risultato? Le polpette sono venute proprio ma proprio bene. Penso che prima o poi me le rifarò. Prossimo passo? Imparare come fare le crocchette di patate. Anche quello è un piatto che manca da parecchio tempo a casa mia.

6 ottobre 2008

Quando il bambino era bambino...

Scatto dal film Il cielo sopra Berlino.

Rispondo alla domanda di Laura nei commenti: Il cielo sopra Berlino non è altro che la traduzione del titolo originale Der Himmel über Berlin. Wings of desire invece è il titolo che è stato scelto per esportare il film nel resto del mondo. Ci sono film che è difficile, se non impossibile, riuscire a rendere a parole con la dovuta efficacia. Questo è uno di quelli. La mole di temi importanti trattati ne "Il cielo sopra Berlino" forieri di intense riflessioni è talmente vasta che mi risulta difficile seguire il bandolo della matassa dei miei pensieri. Ordine, ci vuole ordine Krishel! Innanzitutto per tutto il film viene recitata una splendida poesia dedicata all'infanzia creata da Peter Handke, autore del film assieme a Wim Wenders, che potete leggere integralmente qui. In questo ci ho letto l'esortazione dell'autore a guardare il mondo con gli occhi di un bambino, occhi non abituati a dare le cose per scontato. Inoltre la poesia ci rimanda a una logica illogica, un modo di considerare gli eventi per quello che sono e non cercare per forza una spiegazione. Altro tema importante del film è la testimonianza degli eventi, il ricordo. In tutto il film si fa menzione a un cantore che ricorda e tesse le fila degli eventi dell'universo. E' anche il ruolo che Damiel e Cassiel, i due angeli protagonisti del film, hanno: registrare gli eventi e i pensieri dell'uomo per poter tramandare la memoria all'eternità. Ma questo processo ha un grandissimo limite come ci viene illustrato dallo stesso Damiel: "Sì, è magnifico vivere di solo spirito e giorno dopo giorno testimoniare alla gente, per l'eternità, soltanto ciò che è spirituale. Ma a volte la mia eterna esistenza spirituale mi pesa, e allora non vorrei più fluttuare così in eterno. Vorrei sentire un peso dentro di me, che mi levi questa infinitezza legandomi in qualche modo alla terra, a ogni passo, a ogni colpo di vento. Vorrei poter dire: ora, ora e ora! E non più: da sempre, in eterno. Per esempio, non so, sedersi al tavolo da gioco ed essere salutato, anche solo con un cenno. Ogni volta che noi abbiamo fatto qualcosa era solo per finta: ci siamo lussati l'anca facendo la lotta di notte con uno di quelli, sempre per finta. E ancora per finta abbiamo preso un pesce. Per finta ci siamo seduti ad un tavolo, abbiamo bevuto e mangiato. Ci siamo fatti arrostire l'agnello e abbiamo chiesto il vino, per finta, sotto la tenda nel deserto, solo per finta." Non è possibile capire per davvero l'impatto che ha la realtà e gli eventi sull'uomo se non ti lasci coinvolgere in prima persona, se non li vivi sulla tua pelle. Questo è uno di quei dilemmi con cui faccio i conti tutti i giorni, lo sapete molto bene. Cosa non meno importante: il tutto si svolge a Berlino. Una città ancora divisa dal muro, che porta ancora addosso i segni della guerra. Segni visibili e invisibili, segni tangibili fatti di macerie, di palazzi divelti, di piazze che non esistono più. Segni invisibili di vita vissuta e perduta: la Posdammer Platz tanto cercata da Homer e mai ritrovata. E potrei continuare all'infinito ma mi fermo qui. E' un film di un'incredibile vena poetica. Lasciatevi sommergere da quest'immenso incanto. E ricordatevi: "siamo tutti nella stessa barca"...

5 ottobre 2008

Tutti giù per terra!




Ogni tanto qualcuno lassù mi ricorda perchè io amo così tanto Peter Gabriel: è semplice. Mi fa sorridere. La sua voce per me è un porto sicuro a cui mi affido volentieri nei momenti di disperazione. E non manca mai di risollevarmi. Sono 22 anni che dura questa magia. Come faccia io ancora non lo so e neanche so spiegarmelo davvero. Il pezzo che vi faccio sentire nel video che ho messo fa parte della colonna sonora di Wall-E, un film per la Disney che vedrà l'uscita nelle sale solo il 15 di ottobre. Ho ricominciato il mio periodo Wendersiano da "Il cielo sopra Berlino". Film enorme che ha bisogno di una visione in due parti per essere davvero metabolizzato. L'ho iniziato ieri sera e forse lo finisco stasera. Mi mancava la magia di questo regista. Del film ve ne parlerò a tempo debito e con calma. E se Julie Cruise è presente adesso nel blog c'è un motivo. Ditemi voi perchè nei commenti.