17 ottobre 2008

Innocenza



E mi sono messa in pari vedendo anche il secondo film di Ghost in the shell. Alcune notazioni personali: la versione che è giunta nelle mie mani era in originale giapponese con sottotitoli in italiano. I sottotitoli erano fatti da persone veramente competenti che non si sono limitate a tradurre i vari dialoghi ma anche dare delle spiegazioni di carattere semantico e, soprattutto, riportare le citazioni ai vari autori dove compaiono. I miei vivissimi complimenti vanno a queste persone e alla loro passione. Inoltre mi ha permesso di sentire com'è il giapponese parlato. E' una lingua che alle mie orecchie suona estremamente musicale.

Nel 2032 le differenze fra uomini, cyborg, robot e androidi si sono fatte così labili da rendere virtualmente impossibile una seria e legale distinzione fra questi tipi di essere. Cosa rende umano l’uomo? Batou, il cyborg detective al servizio della Sezione 9 è incaricato di indagare su una misteriosa serie di omicidi suicidi. Le gynoidi in questione, avanzatissimi robot che replicano in tutto e per tutto una donna (comprese le funzioni sessuali), sfruttate come geishe, prima uccidono i loro proprietari e poi si autodistruggono.

Alcuni indizi spingono gli investigatori verso la ditta Locus Solus che produce le gynoidi su una nave al largo delle coste, fuori dalle giurisdizioni degli stati.

Se nel primo film la domanda sottintesa era "cos'è la vita?" in questo film il fulcro delle riflessioni si sposta sui ricordi e sulle percezioni.  Come sai che quello che stai vivendo è reale? Una domanda non da poco in un mondo sempre più tecnologico in cui è possibile ricostruire tutto, persino le esperienze e i ricordi.

Personalmente parlando però l'uso massiccio ed evidente della computer graphic me l'hanno fatto scadere un po' rispetto al primo. Se Ghost in the shell I è un gioiello eterno che merita di essere visto questo invece temo che prima o poi sentirà pesantemente i segni del tempo che passa...

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