31 dicembre 2009

Goodbye 2009









Ormai la fine di quest'anno è alle porte. Tiro le somme: qualcosa ho perso, qualcosa ho rimesso a posto forse, qualcosa si è chiarito sicuramente. Nel corso di quest'anno ho imparato i rudimenti della grafica e sto ottenendo buone cose. Chissà che non riesca a farne qualcosa di più che una semplice passione. Per ora è solo una passione. Sono anni ormai che non dico più addio vecchio anno, benvenuto nuovo e spero che sia meglio. Non lo dico perchè so che puntualmente vengo disattesa. E' solo un'anno, niente più. Non solo finisce anche un decennio. Un decennio pieno di vita vissuta, sofferta, un decennio con un lutto, un decennio con diverse scoperte. E chissà quante ancora ne devo fare. A chi passa da queste parti faccio i miei auguri per qualsiasi cosa ha in mente. E per me... per me solo la speranza di continuare a pattinare in questa realtà a cui non appartengo per niente, a cui mi ritrovo per caso ma ormai che ci siamo proviamo a pattinare senza farsi troppo del male.
A tutti voi, belli e brutti, bastardi e no, anche a quelli che mi hanno ferito dico buon anno.
Se non altro è tutta energia positiva che mi ritorna indietro... Cool 2

29 dicembre 2009

Closer encounters again



Ancora un incontro per me con un blogger: Spiritchaser. Dopo qualche piccola difficoltà, chiamiamolo incidente di percorso (della serie non rovava la strada) alla fine l'incontro è avvenuto a pochi metri da casa mia. Inoltre siamo andati in centro per un aperitivo. Una serata tranquilla a chiacchierare e conoscerci meglio. Insomma aveva ragione Laura: ho bisogno di contatti umani. Cosa mi frena dal cercarli per davvero a questo punto penso che sia oscuro persino per me. Oppure semplicemente è ancora una volta la mia paura degli altri. Tutto qui. A Spirit: ancora grazie per la splendida serata che ho passato.

25 dicembre 2009

Madre di malattia...









Chi dice che il fumetto non può avere la poesia e la bellezza di un libro, o della letteratura in genere, non sa cosa sta dicendo. E molto probabilmente non ne ha mai letto uno. Ho ricominciato a leggere Dylan Dog qualche mese fa e vi avevo detto che era come ritrovare un vecchio amico. Molte storie si sono succedute ma nessuna mi aveva colpito nel profondo come questa. La trama? Dylan Dog è malato di un male sconosciuto e si trova ad affrontare la trafila di esami necessari a scoprire la causa del suo male, arrivando ad un passo dalla morte. E incontra sulla sua strada Mater Morbi una Dea terribile come poche ce ne sono e poche sono state inventate. Roberto Recchioni ha il dono della scrittura ed è evidente che questa storia lo tocca da molto vicino. Questo albo ha tirato fuori dei nervi scopertissimi per quanto mi riguarda. Chiariamoci, non sono mai finita in terapia intensiva ma ho potuto comunque vedere. Ha tirato fuori tutto quello che ho vissuto nei quasi 18 anni in cui, per amore di mia madre, ho lasciato da parte paura e disperazione e ho provato a giocare una partita all'ultimo colpo con la Nera Signora. Sono riuscita a vincere molte battaglie ma la guerra, sapete bene che quella è impossibile da vincere contro di Lei. Nell'albo viene presa una posizione anche sull'eutanasia che mi trova fondamentalmente d'accordo. Mater Morbi mi ha ricordato perchè mi sono affezionata tanto a questo fumetto, perchè mi sono affezionarta a Dylan Dog. Mi ha ricordato che in Italia esiste una nostra creatura capace di colpire la sensibilità dei propri lettori. I disegni lasciatemelo dire sono davvero  belli, sembra quasi che i personaggi debbano sbucare fuori dalla carta da un momento all'altro e non nascondo che ci sono stati momenti in cui un brivido è passato attraverso la spina dorsale. Ho dovuto centellinarlo. E' stato un numero difficile per me da leggere, troppi brutti ricordi, fantasmi che venivano fuori dal mio passato. Ma fanno parte di quello che sono, non posso di certo ignorarli. Grazie Rrobe per averci regalato questa bella storia. Grazie Massimo per aver reso in immagine quello che Roberto aveva in mente.

24 dicembre 2009

Lettera a Babbo Natale









Caro Babbo Natale. Intanto ti ringrazio per il regalo che mi ha fatto trovare sotto l'albero ossia la notizia che i Nine inch nails sono ancora vivi e vegeti e che per il prossimo anno bolle in pentola qualcosa. Ti ringrazio anche dell'arrivo per il prossimo anno di Scratch my back che anche se è un disco di cover è un'occasione per sentire all'opera quell'usignolo di Peter Gabriel. Ecco se posso proprio osare e chiederti una cosa: potresti portarmi anche l'annuncio di qualche data italiana del concerto per Scratch my back? Te ne sarei grata. Poi ci sarebbero le solite questioni ma penso che alla fine i miracoli non siano di tua competenza. Non sono esosa per ora mi basterebbe solo quello. Se mi viene in mente qualcos'altro te lo faccio sapere. Buon Natale.


Buon Natale a tutti quanti passeranno di qui.

21 dicembre 2009

Troppi pensieri


Immagine creata seguendo tutorial trovato qui.








Come recita il titolo ho un sacco di pensieri che circolano in testa. Venerdì scorso ho finito di imballare la roba dell'ufficio. Ero stanca morta e ho accolto con gioia, ringraziando Dea Madre, la nevicata che c'è stata per tutto il pomeriggio di venerdì. Certo ho fatto metà delle cose che dovevo fare quel giorno ma la neve ha avuto un effetto purificatore su di me che avevo trascorso tutto il giorno in mezzo alla polvere. Domenica mattina insieme a mio fratello ho dato una mano a sgomberare l'ufficio. Ho ancora le chiavi con me ma se ci si va non c'è più nulla a parte i mobili che ci avevano dato in dotazione. Un po' di tristezza, questo ve lo devo dire, anche se fondamentalmente ho odiato quel lavoro fatto per una ditta che non aveva un minimo di organizzazione. Ma per lo meno da quel lavoro ricevevo soldi che mi permettevano di togliermi i capricci. Cosa che adesso no posso fare, ovviamente. Oggi è il mio primo giorno da reale disoccupata. Ed ero già sveglia alle sette del mattino. Ho dato da mangiare a Birillo e poi mi sono rintanata a letto per guardare la tv. Ho acceso il pc e mi sono messa a graficare. Il risultato lo vedete li sopra. E ora davvero si ricomincia da capo. Anche se a dir la verità sono stanca dentro e l'idea di dover fare di nuovo tutta la trafila, i colloqui, i le faremo sapere, e il fatto che posso solo cercare tra commessa - anche se poi scelgono persone più giovani di me, e la segretaria lavoro che detesto ma che posso fare grazie a un diploma che non ho scelto con convinzione.... Va beh smettiamola. Ieri sera ho rivisto per l'ennesima volta Spirit, lungometraggio fondamentalmente che parla di libertà e rispetto. Ed è sempre un bel vedere. Ora vado a scaldarmi lo spezzatino avanzato da ieri sera, mi vestirò e cercherò di svolgere le mansioni che devo fare. E se nevicherà, come previsto dal meteo mi godrò di nuovo la sensazione di bianco e di candore e di pulito che sento ogni volta che la vedo. Ah dimenticavo: ai fratelli e alle sorelle buon Yule. Anche se dubito farò qualcosa di speciale.

16 dicembre 2009

Sto esaurendo le idee per i titoli...









Quest'anno ho detto a mio fratello che sarebbe stato il caso di fare l'albero con le luci. Per portare un po' di luce in casa mia che ce ne sarebbe bisogno. Dimenticatevi quello che ho detto gli altri anni: averlo li, vederlo con le luci che lampeggiano rendono un po' più calda la casa. Inoltre ho fatto un bel ritrovamento in questi giorni: ho ritrovato il mio pendolo di ametista. Se fossi un pelo più irrazionale di quello che sono direi che questo ritrovamento è un'esortazione a iniziare sul serio a tracciare la mia strada. Ammesso che ci sia una strada da tracciare. E ora il vero argomento che ho in testa. Sto leggendo un bel libro in cui il protagonista fa il giornalista e in passato è stato giornalista musicale. Nel libro ha detto una cosa che reputo sacrosanta e vera.
«(cut) c'è chi mi paga per inventare nuove categorie musicali: Brit-pop, Shoe-gazing, Hard House, UK Garage, Drum and Bass, Jungle, New Wave della New Wave, Nu-Soul, Nu-;Metal, New Acoustic Movement. Non ti sembra ridicolo? In fin dei conti è solo musica. E invece no, non siamo soddisfatti finchè non l'abbiamo etichettata in tutti i modi, così da poterla buttar via quando ci ha stufato.»
Comprendo che le etichette in musica servono per capire, per dare un'infarinatura di come può essere la musica ma troppo spesso le trovo fuorvianti. Quando mi chiedono a proposito di un disco preferisco dire cosa mi ricorda all'orecchio. Mi sembra di spiegarlo meglio di tanti altri riferimenti ai generi. E poi comunque anche il paragone non può prepararti a ciò che ascolterai e a come lo vivrai e a che impatto avrà sulla tua vita. Non ti può rivelare dei cenni sullo stato d'animo, sul significato che quelle opere hanno per l'artista e via dicendo. Per quello sono più propensa ad accettare consigli musicali dai miei amici, che mi conoscono sanno che gusti ho, sanno come reagisco alla musica, di certi recensori che, per forza di cose, devono parlare a un pubblico generale. E sapete raramente mi sono trovata d'accordo con un recensore e spesso ho avuto l'impressione che lui potesse dire di più su un disco che non è stato detto. Forse chiedo troppo. E poi ci sono delle cose riguardo alla musica che proprio non sopporto. Perchè lei, Dea Musica, poverina non ne ha colpa.  Non ha colpa se qualcuno la usa per ritenersi superiore agli altri. Non ha colpa se ci sono persone che ancora non hanno capito che Lei è libera, è un linguaggio che può davvero accomunare le persone più disparate, l'ho visto con questi miei occhi, e che deve essere lasciata libera di circolare senza che nessuno si arroghi il diritto di ergersi a giudice o a garante di qualità o a unico dispensore di verità su di Lei. Dea Musica non merita e non ha bisogno di tutto questo.

Edit delle 5 e 35: ora questo è il mio albero.

13 dicembre 2009

Gatto di biblioteca





Il gatto che vedete nel video si chiama Dewey Readmore Books ed è vissuto in un paese dell'Iowa chiamato Spencer dal 1987 al 2006. Ed è anche il protagonista del favoloso libro Io e Dewey a cura di Vicki Myron e Bret Witter. Fondamentalmente è la storia del piccolo Dewey gatto ritrovato nella buca per i libri della biblioteca di Spencer. E' stato subito adottato dalla direttrice della biblioteca, Vicki Myron appunto, e ben presto si è fatto ben volere da tutti. Dewey era un gatto molto particolare: dolce, affettuoso, sembrava comprendere perfettamente chi aveva di fronte a volte lasciando sconcertati tutti quanti a domandarsi se quello fosse un gatto o chissà...
Il libro è scritto benissimo e noi che siamo devoti del Dio Gatto ci possiamo figurare nella mente le movenze, i giochi e i modi di fare di questa piccola creatura. Sul finale del libro ho pianto calde lacrime come se Dewey fosse il mio di gatto. E' una piccola storia di quelle che riscandano il cuore e che di tanto in tanto fa bene leggere. Consigliatissimo.

11 dicembre 2009

Fragile come il vetro










Capita di aggirarmi per internet e di vedere belle immagini. Le vorresti fissare nella tua casa virtuale. Ma quando si tratta di associarlo a qualcosa di scritto c'è il vuoto totale. Se mi avessero detto che nel 2009 avrei chiarito molte cose con molte persone beh non ci avrei creduto del tutto. Mi ritrovo con un pugno di mosche in mano per colpa della mia bontà e del mio essere come sono pregi e difetti compresi. E' triste ma è così che deve andare. Mi sento più fragile del vetro e non capisco perchè, nè cosa fare per rafforzarmi.  Molto spesso mi hanno detto che questo mio atteggiamento è trioppo passivo e che dovrei reagire di più. Mi chiedo se avessi agito diversamente, se avessi reagito di più se le cose sarebbero cambiate. Certe cose purtroppo non dipendono solo da me e fanno male. Il brano che vi faccio sentire è The end dei Pearl Jam. Quando si dice una voce che rimane nel cuore nonostante gli anni che passano. E non mi sarei attaccata così tanto alla canzone se non fosse per questa chiusura che trovo molto significativa ed esemplificativa di come mi sento ora. In questo preciso momento. Per tutte le persone che hanno avuto la sventura di affezionarsi a me per un motivo o per l'altro.

My dear...
The end
comes near...
I'm here...
But not much longer.

Mio caro/Mia cara
La fine
è così vicina.
Sono qui.
Ma non per molto...

10 dicembre 2009

Pray for rain...









Lo sguardo cambia e ti ritrovi a pregare che piova. Per lavare da dosso il dolore, per lavare da dosso il fumo, il nero quotidiano da cui vieni quotidianamente travolto. I tuoi occhi cambiano. Visione di gioia inespresso nel volto, incanto disperso nel tempo. Perchè tutti così seri? Prega per la pioggia, prega perchè lavi l'oscurità di cui è impregnato il mondo. Prega. La pioggia è vicina, ne puoi sentire il rumore in lontananza. Puoi sentirne l'odore e la voce del vento che sussurra segreti inconoscibili ai più. La luce che corre e gioca a nascondino per poi riapparire nei posti più impensati. Ti prego Sorella pioggia porta via l'eterna impurità dell'animo umano. Scorri e corri forte, porta via tutto, portalo lontano. Che io non possa più ritrovarlo, che non oda più la sua voce. Prego per la pioggia che cade e porta tutto con se. L'acqua scorre sul tuo volto, sulle labbra. Preghi ancora che piova e tutto attorno il silenzio. Solo il rumore dell'acqua che cade silenziosa, goccia dopo goccia...

7 dicembre 2009

Nothing's impossible...






Ho passato un pomeriggio in compagnia delle mie amiche a guardare vetrine, a vedere le decorazioni natalizie. Sapete questo è un periodo dell'anno in cui i ricordi mi agguantano ancora più ferocemente del resto dell'anno. Però riesco a tenere a bada i miei fantasmi quando sono in mezzo alla folla e non devo pensare troppo. Arrivo a casa e tutto mi ripiomba addosso. Accendo la televisione e il telegiornale che vomita addosso il solito orrore quotidiano e divento stanca, improvvisamente. Accendo facebook, faccio il giro dei blog e divento sempre più stanca. Il mondo è di chi sa lottare, di chi ha il piglio aggressivo, di chi mostra un lato di cattiveria. E mi rende ancora più stanca l'ipocrisia che ci sia un periodo dell'anno in cui tutti sono puiù buoni. Palle. Imparate a raccontare la verità se ci riuscite, se ne siete capaci. Mi piacerebbe imprare a non sentire più il graffio nel cuore, a pensare di meritarmi un complimento quando me lo fanno, a non piangere calde lacrime quando vedo dei poveri innocenti picchiati da chi evidentemente ha sbagliato mestiere nella vita. Vorrei continuare a credere che quello che mi hanno insegnato abbia ancora un valore da qualche parte nel mondo. Niente è impossibile no? Even the stars look brighter tonight, nothing's impossible. Anche le stelle sembrano più brillanti stasera, nulla è impossibile...

27 novembre 2009

I'm talking to you now.






Cercare di trovare le parole, di nuovo, e non essere sicura di riuscirci pienamente. Avete presente certe famiglie solide quando cerca di proteggere un membro in difficoltà? Ecco è la sensazione che ho avuto ieri sera con i Depeche Mode. Per quanto mi riguarda Dave Gahan non era al massimo della forma vocale ma questo non gli ha impedito di fare il suo spettacolo, di tenere il palco con la consueta energia che lo contraddistingue. La vera stella della serata però è stata Martin Gore. Martin... che dire di lui? Ha scritto forse tra le più belle canzoni di sempre e ieri sera ha brillato come non mai e non solo nei pezzi che ha cantato da solo. Insight che ti entra nelle pieghe del cuore con quel "Gotta give love" finale e lo cantavamo tutti quanti, non solo con Home commovente, perfetto anche nei gesti che faceva a mo di direttore d'orchestra. Dirigeva noi intenti a cantare la parte che, nella versione originale è suonata da un chitarra. Era perfetto con la sua chitarra. In I feel you mi hanno levato la pelle. Ci hanno dato pesante da morire, pesante rapportato a una band che si è costruita una carriera basata sull'elettronica. E ho vissuto tutto questo in mezzo alla folla, nel punto più torrido del parterre e ci siamo scatenati davvero tantissimo. A momenti mi è pure mancata l'aria. Solitamente non spendo molte parole per la band spalla ma ieri sera c'erano i Soulsavers. La cosa che mi è dispiaciuta di più è che a parte me nessuno sembrava conoscerli. Un vero peccato perchè Lanegan ha cantato davvero da dio e... beh.. ha fatto Kingdom of rain. E se è possibile dal vivo è ancora più bella che su disco. Non mi fraintendetemi ieri sera per me è stata una serata speciale e non riesco a farvi capire perchè e percome. Dovete viverlo. Nel mio angolino di stanza da cui vi scrivo, taccio, faccio partire il video che ho messo nel post e continuo a commuovermi con il cuore gonfio di tutte le emozioni che ho provato ieri sera. Grazie di esistere ragazzi. Grazie di essere quello che siete.

P.S. Se volete leggere qualcuno che invece è riuscito a raccontare quello che ho provato inutilmente... lo trovate qui.

24 novembre 2009

Tour of the universe, again.



Vi do un'altra possiblità di mettervi in pari con il mio blog. Domani andrò in quel di Bologna per assistere al cocnerto dei Depeche Mode. Direte di nuovo? Eh si. Dovrei essere contenta e sprizzare gioia da tutti i pori, in realtà non è proprio così. E non saprei nemmeno spiegarvi il perchè.  Alla fine poi il mio scazzo si toglierà domani quando comincerò a viaggiare. Comunque se riesco a ritornare indenne vi racconterò il tutto, ammesso che ci riesca.

22 novembre 2009

Voices



Per la prima volta i Pearl Jam hanno dato il permesso ai produttori di una serie televisiva di usare come colonna sonora la loro musica. E' accaduto per gli ultimi due episodi della sesta stagione di Cold Case. Per me appassionata di questo telefilm è stata una splendida notizia. E devo dire che sono stata ripagata ampiamente . Gli episodi andati in onda ieri sera sono stati favolosi. Non solo perchè la colonna sonora è stata curata nei minimi particolari, della serie il brano giusto al momento giusto, non solo perchè ha dato una nuova luce sulla protagonista della serie ma anche perchè mi ha portato ad alcune riflessioni. Ieri sera vedendo l'episodio ho pensato a come ci sono delle voci che ti rimangono dentro nel cuore. La voce di Eddie Vedder è una di quelle. Risentendo i brani ho avuto come un tuffo al cuore, sembrava che risentissi la voce di un vecchio amore perduto. E' stato bello. Qui sopra c'è Black e avevo dimenticato quanto fosse bella. Grazie per così tanta bellezza.

19 novembre 2009

Foto di gruppo con chitarrista.



"Il nastro partì e il volume lasciò Sonny di stucco. Era la prima volta che metteva piede in uno studio di registrazione e in quel momento si rese conto che non aveva mai nemmeno immaginato si potesse ascoltare musica con quel suono e a quel livello. Era potente e morbida allo stesso tempo, gli strumenti riempivano lo spazio intorno e una voce femminile dal timbro nasale e seducente, che Sonny non riuscì a riconoscere, galleggiava sinuosa e appassionata sopra a tutto e a tutti, avvolta da un leggerissimo velo di riverbero"

E così inizia un romanzo che descrive la passione per la musica dall'altra parte del vetro ossia dalla parte di chi la musica la crea e la suona. Il protagonista di questo libro di Mauro Pagani è Sonny un chitarrista da sempre innamorato della musica che viaggia per il mondo ovunque ci sia una band in cui suonare. E i sogni passano, la realtà cambia, gli ideali svaniscono con il tempo. Ma una cosa rimane immutata: l'amore per la musica. Che va oltre tutto persino oltre la morte. Mi hanno commosso particolarmente le parole spese per quel grandissimo che era Demetrio Stratos e il personalissimo modo che ha trovato Pagani per dirgli arrivederci. E' esattamente il tipo di libro che adoro: una biografia espansa in cui la passione per la musica la fa da padrona.

17 novembre 2009

Scratch my back



«Come ogni progetto di Peter Gabriel, anche l’album di cover “Scratch my back” era in cantiere dalla notte dei tempi. Ma ora finalmente ci siamo: il disco è pronto e  uscirà (in Italia) per la Virgin/EMI il 22 gennaio del 2010. Registrato al Real World Temple agli Air Lyndhurst Studios di George Martin, editato ai Real World Studios di Box, realizzato con la collaborazione del celebre produttore Bob Ezrin (già al fianco di Gabriel in occasione del suo primo album solista del 1977), del fonico/produttore Tchad Blake e del compositore/arrangiatore John Metcalfe (ex Durutti Column), il disco contiene un mix di brani antichi e moderni, di classici e di brani di “culto”, riarrangiati per sola voce e strumenti d’orchestra. Un paio di canzoni (“The boy in the bubble” di Paul Simon e “The book of love” dei Magnetic Fields) erano già state proposte dal vivo in occasione del concerto che il musicista inglese ha tenuto la scorsa estate al festival WOMAD di Charlton Park: altre, come “Waterloo sunset” dei Kinks, sono nel frattempo scomparse dalla scaletta. Il progetto prevede la pubblicazione successiva di un album gemello e speculare, in cui altri artisti sono invitati a incidere canzoni di Peter Gabriel. Di seguito la tracklist definitiva così come pubblicata sul sito ufficiale dell’artista, PeterGabriel.com, che riporta anche la riproduzione della copertina; tra parentesi l’artista o i gruppi titolari della versione originale:   “Heroes” (David Bowie) “The boy in the bubble” (Paul Simon) “Mirrorball” (Elbow) “Flume” (Bon Iver) “Listening wind” (Talking Heads) “The power of the heart” (Lou Reed) “My body is a cage” (Arcade Fire) “The book of love” (Magnetic Fields) “I think it's going to rain today” (Randy Newman) “Apres moi” (Regina Spektor) “Philadelphia” (Neil Young) “Street spirit (Fade out)” (Radiohead).» (Fonte Rockol.it)
Ovvio che non vedo l'ora che esca anche perchè ci sono giusto un paio di brani che amo alla follia e che sono curiosissima di vedere come verranno. Come ha giustamente detto davide: "un disco di Peter Gabriel, anche se di cover, è comunque meglio che stare senza dischi". Eh si lui è fan peggio di me...
P.S. Mancano 8 giorni a Bologna...

14 novembre 2009

Ragazza in giardino


Come al solito versioni decenti della copertina in italiano non ce ne sono e posto quella dell'originale. Ho avuto un po' di problemi a recensire questo libro. Avete presente quando leggete qualcosa, non pensate che sia brutto, ma c'è qualcosa che non vi torna e non capite cos'è. Ecco questo mi è successo con "Ragazza in giardino" di Anne Tyler.
Pamela Emerson è rimasta vedova da poco e vive da sola, a Baltimora, in una grande casa piena di orologi, di cui il marito era un appassionato collezionista. Ha appena licenziato il giardiniere che lavorava per lei da più di venticinque anni e, mentre sta cercando di spostare dei vecchi mobili da giardino, si offre di aiutarla una ragazza che passa di lì per caso, Elizabeth Abbott. La giovane sta cercando un lavoretto estivo, e la signora Emerson le offre un posto da tuttofare, in quella sua enorme casa bisognosa di mille piccoli interventi.
L’arrivo di Elizabeth nella famiglia Emerson, composta da sette figli adulti che raramente fanno visita all’anziana madre, fa scattare una molla nascosta: la ragazza si trova fatalmente legata a questo bizzarro gruppo di persone, che ben presto sembrano non poter più fare a meno di lei. Passano gli anni, cambiano gli scenari, ma sarà sempre la ragazza, pur nel suo improbabile disordine e nella coriacea gelosia della propria indipendenza, ad assumersi il faticoso compito di tenere vivo il senso della comune appartenenza. (tratto da Liber on web) Dicevo qualcosa non torna. La famiglia Emerson è una famiglia che si fa  un vanto di essere strana. Uno depresso, uno in clinica, matrimoni falliti, una vedova che non si riesce a rassegnare che le cose sono cambiate, i bambini cresciuti e che loro si sono allontanati dalla famiglia. In questo quadro si incastona Elisabeth che vive al di fuori i problemi della famiglia, che non chiede nulla. Ragazza che si vive per caso, che non da importanza all'apparenza. E' una ragazza alla ricerca di un senso anche se questo la Tyler non ce l'ho racconta. A pensarci bene mi ricorda qualcuno di mia conoscenza. Alla fine Elisabeth viene travolta da questa famiglia e un evento tragico le fa decidere di tornare dalla sua vera famiglia di origine. Però ancora una volta sente che non è quello il suo posto nel mondo, lo trova per caso, accettando di diventare il nuovo perno su cui ruoterà tutta la famiglia Emerson. Non so cosa dirvi su questo libro, mi ha lasciato dentro la sensazione di qualcosa di incompiuto ma non saprei dirvi cosa. O forse semplicemente non è il libro giusto per la me adesso.

11 novembre 2009

Millennium Actress



In questi giorni mi sto mettendo alla pari con il cinema di Satoshi Kon, dopo il delirante e splendido Paprika e il più convenzionale Perfect Blue, di cui non vi ho parlato perchè non invogliava molto, ieri sera ho messo gli occhi sopra Millennium Actress. Genya Tachibana, il boss di uno studio televisivo è intenzionato a realizzare un documentario sulla stella cinematografica del secolo passato, la famosa Chiyoko Fujiwara, ormai settantenne e insieme ad un collaboratore raggiunge l'abitazione di questa, collocata in un posto piuttosto sperduto. Infatti la bellissima Chiyoko dopo una lunga carriera cinematografica si ritirò misteriosamente nell'anonimato. Una volta giunti a casa dell'anziana donna, Genya Tachibana, che aveva lavorato in passato con la donna, si fa trasportare dal racconto della donna che mischia vita privata ad aneddoti relativi al suo lavoro, fino a confondere sempre più le sue esperienze personali alla trama di tutti i suoi film. Filo conduttore è ciò che le è accaduto da giovane: un fuggitivo, da lei curato, le lascia una chiave che apre qualcosa di molto importante, senza però rivelarle cosa sia. Non le rivela neanche il suo nome e dove trovarlo. Chiyoko diventa quindi attrice, sperando che l'uomo la veda sul grande schermo e in qualche modo si metta in contatto con lei. La meraviglia è proprio come questo racconto si svolge, come viene mostrato allo spettatore. E' un racconto di vita, di emozioni, di amore vissuto. E come dice un personaggio dell'anime, è la ricerca di questo fuggitivo, la speranza di poterlo incontrare un giorno o l'altro che mantiene Chiyoko giovane dentro. E poi la conclusione finale, bellissima e commovente. E non poteva che essere così, non poteva andare diversamente. Ci sono delle immagini poi che ti tolgono il fiato per la loro bellezza. Consigliatissimo, in particolar modo a tutte le anime sensibili.

3 novembre 2009

I racconti di San Francisco


«San Francisco, 1976: Mary Ann Singleton si trasferisce in città, decisa a mettere fine alla routine di una vita di provincia scandita dalle attenzioni di genitori troppo ansiosi. Nella metropoli in cui tutto sembra possibile, il nuovo paradiso dei gay e dei single d'America, la ragazza si trova improvvisamente circondata dai bizzarri personaggi che popolano il numero 28 di Barbary Lane, il condominio gestito dalla signora Madrigal - perfetta padrona di casa nonché coltivatrice di marijuana in giardino - e abitato da inquilini euforici e travolgenti. Grazie a loro Mary Ann viene a contatto con la realtà più divertente, irresistibile e provocatoria della città in cui tutto è permesso e in cui l'unico imperativo è scandalizzare. Qui, tra crisi esistenziali, inevitabili problemi di cuore, droghe più o meno leggere e un'inedita libertà sessuale, uomini e donne - omosessuali ed eterosessuali - con uno stile di vita nuovo e un nuovo modo di affrontare le follie della vita urbana danno origine a un'inarrestabile girandola di situazioni, superando le barriere sociali e sessuali di un'intera epoca - quegli anni Settanta post-hippie e pre-Aids, liberi e anticonformisti, che sono diventati un mito e un punto di riferimento per le generazioni successive e conducendo il lettore attraverso l'avvicendarsi di ansie, illusioni e speranze, senza mai perdere la capacità di far ridere e far piangere. E, soprattutto, di raccontare qualcosa che riguarda ognuno di noi. Nati nel 1976 sulle pagine di un quotidiano americano, I racconti di San Francisco hanno saputo mantenere vivo per anni l'interesse dei lettori, rappresentando con sapienza e ironia la realtà trasgressiva di una città e di un mondo, e divenendo in breve tempo un libro di culto e un classico della narrativa contemporanea.» Dal sito della rizzoli. Ci sono dei libri che sono speciali e ti rimarranno per anni dentro. E' il caso di questo libro. A essere onesta non è la prima volta che la copertina colorata dei libri di quest'autore mi attiravano, c'era qualcosa che mi chiamava ma prima non avevo risposto alla chiamata. Non era il momento giusto. Ora mi rammarico di non averlo letto prima e sono sicura che andrò a cercare gli altri libri che questa magnifica penna ha creato. Perchè i personaggi di cui ha parlato sono reali e li potete incontrare ovunque come giustamente lui stesso fa notare in questa bellissima postfazione che mi ha commosso nel profondo. Sono personaggi pieni di vita, di umanità, con le proprie gioie i propri dolori, le paure, le speranze e il loro bisogno di essere amati e di amare per quello che sono. Niente di più e niente di meno.
«Il mio libro è diventato un mezzo per scoprire spiriti affini, dare forma ai propri sentimenti e riconoscere il valore delle proprie tradizioni. So di non essere l'unico scrittore che si è sentito dire cose del genere, ma nulla, nella mia esperienza, mi aveva preparato alla soddisfazione di avere instaurato un legame così intimo con i miei lettori.»
Armistead Maupin lo so che non capiterai mai da queste parti, e anche se ci capitassi non capiresti la mia lingua, ma sappi che il tuo è un dono prezioso e prego la Dea che lo preservi esattamente così com'è. Fatevi un favore grosso, leggete I racconti di San Francisco di Armistead Maupin. Lo adorerete, ne sono sicura.

1 novembre 2009

Sono un po' stanchina...


Che dire? Sono un po' stanchina. E' arrivata mia sorella che starà qui per quindici giorni. Viene per una supplenza e la prima cosa che si è messa a fare è pulire casa, che effettivamente era sporca. Alla fine ho colto l'occasione per sistemare un po' di cose che dovevano essere sistemate. In pratica ho celebrato Samhain facendo le pulizie di camera mia. Adesso però sono soddisfatta di avere quasi tutto il mio armamentario in camera dove dormo. Dico quasi perchè dovrò trasferire ancora qualcosetta che non capisco dove sia finito. Va beh finirò oggi più tardi. Per il resto niente di nuovo sotto il sole. Se siete interessati a leggere la mia recensione, che però sono più considerazioni raccolte in tre anni di vita del disco lo trovate qui. Non sparate sullo scrittore. Anche il prossimo tema settimanale pare alla mia portata. Devo solo dare un occhiata al materiale e decidere se partecipo o no. In teoria sarebbe per un si... Notte Krishel e un felice Samhain ai fratelli e alle sorelle che passeranno di qui.

24 ottobre 2009

Io preferisco così...



Lascio la tag così com'è anche con orrore ortografico. Non potrei raccontarvi quello che sto per dire se la modificassi o se la correggessi. Questo che vedete è il primo maldestro tentativo di partecipazione al tema settimanale sull'amicizia. Ero contenta che ci fosse un tema a cui potevo partecipare dopo due a cui ho dovuto rinunciare per motivi personali che non sto a spiegare ma, chi mi conosce e segue il forum di grafica, sa. Ho dato la mia adesione entusiasta, ho preso il materiale. C'erano diverse immagini che mi piacevano. Al momento della realizzazione il vuoto assoluto. Non sapevo cosa fare. Il tema settimanale se non altro mi ha dato modo di impratichirmi con un effetto di psp chiamato Viraggio. Il primo tentativo è questo, il secondo più bello l'ho usato per la gara. Ma tra voi e me, credo che avrei potuto fare meglio di quello che ho fatto. Non ero ispirata per niente. E non è colpa delle immagini messe a disposizione per la gara, ce ne erano di diverse e tutte molto belle. No. La colpa, se questa si può chiamare tale, è semplicemente mia. Questa tag descrive molto bene in che periodo mi trovo. Pur essendo conscia che le persone entrano ed escono dalla mia vita con una semplicità che mi disarma, non riesco a non starci male. Anche se avevo ampiamente previsto come sarebbe andata a finire, sono delusa lo stesso. Inutilmente ho sperato di poter fare la differenza almeno una volta. Ma. Ma... la vita continua ad insegnarmi che non ho voce in capitolo in ogni maledetta cosa che mi riguarda. Che peccato. Ho finito la recensione complessa. Sto aspettando il momento propizio per pubblicarla, adesso non lo è. La sto lasciando decantare e la rileggerò con calma per vedere se funziona tutto, se devo fare correzioni o aggiunte. Ci ho messo veramente l'anima e il cuore in quello scritto consapevole del fatto che, quando verrà pubblicata, arriverà il coglione di turno a rompere con le sue questioni di poco conto. Forse è quello che sto aspettando. Sto aspettando di avere lo spirito giusto di controbattere parola per parola a sta gentaglia. E ora penso di non esserlo abbastanza. La soglia insieme a Yule è il periodo più destabilizzante dell'anno per me. Ma quando io sono veramente stabile? Bella domanda...
P.S. *Risata satanica mode on* Il tema grafico di questa settimana è Halloween. Io gioco praticamente in casa. Loro non sanno che ho avuto un blog chiamato Haunted House e che ho moolta dimestichezza con l'argomento. Ho già creato due tag e ancora mi viene voglia di creare. Questa settimana mi scateno.  *Risata satanica mode off*

15 ottobre 2009

White Apples









La mia ultima creazione come prova libera di un tutorial che ho trovato su Nuvola Bianca Grafica.
E' partito tutto dalla donna. Mi capita di rado, e nei materiali grafici ancora più di rado, di imbattermi in un'immagine di nudo di donna così raffinato. Per questo non appena l'ho vista ho capito che dovevo farci qualcosa. Mi ci ero innamorata. Ha un'espressione così dolce. Sono cresciuta molto anche in questo. Tempo fa mi sarei fatta delle paranoie incredibili per postare un'immagine del genere, ora non solo la pubblico ma la creo direttamente io. Ho messo le mani sopra uno dei tanti libri di Jonathan Carroll che mi mancano e, come al solito, è uno spettacolo. Questo scrittore ha un profondo amore per la vita e non manca mai di raccontarcelo attraverso i suoi personaggi. Poi si sa, o almeno chi ha letto quest'autore sa benissimo che è anche un folle visionario. Mi paice la sua concezione dell'universo. Per lui si tratta di un mosaico, un mosaico in cui tutti i tasselli sono fondamentali. E la nostra vita, la nostra esistenza è parte integrante di quel mosaico. Ogni pezzo, ogni evento vissuto, dolore e gioia compresa, tutto quanto è importante non solo perchè siamo noi a viverlo ma per l'economia dell'intero creato. Una concezione davvero molto bella. Fatevi un favore leggete Mele Bianche di Jonathan Carroll. Mi ringrazierete.

13 ottobre 2009

Last train home


Si ringrazia Maurizio Zanella per la splendida immagine.


Quella che vedete qui sopra è la stazione del mio quartiere. Stamattina c'era sciopero degli autobus, uno sciopero che è ancora in corso visto che finisce alle 5. Stamattina ho deciso di prendere il treno anche all'andata. Se c'è una cosa che adoro molto quando viaggio in treno è osservare chi aspetta e i viaggiatori. Mi sembra quasi di carpirne la loro storia. Si è levato un ventaccio freddo e come al solito ero vestita troppo leggera. Mi sono rifugiata nella sala d'attesa ricolma di persone. C'era chi leggeva il giornale, chi chiacchierava con l'amica, chi aveva le borse con dentro una scatola di scarpe, chi ancora aveva la canna da pesca. Entro nel vagone e poco dopo si siede una ragazza che lavora a maglia.  Forse non sapete che mia madre lavorava a maglia e qualche volta ha fatto dei maglioni per noi figli. Ho intensi ricordi fatti di gomitoli di lana, di urla perchè Birillo si andava a fregare i gomitoli e ci giocava rendendo la lana una massa indistricabile. Quando ho visto una ragazza così giovane sferruzzare beh non ho resistito al chiederle che stesse facendo di bello. Stava facendo una sciarpa. Sono scesa, sono andata in ufficio e quando era ora di andare ho ripreso il treno. E' un mezzo che mi piace molto, invita alla riflessione, il paesaggio che scorre sembra sempre uguale e sempre diverso.

11 ottobre 2009

For the first time...


Per la prima volta dopo quattro anni e passa il contatore dei post fatti durante la settimana segnava zero. Pochissima ispirazione per qualsiasi cosa. Per creare tag, per scrivere. Sto componendo una recensione difficile e non sono contenta di come sta venendo. Ho troppe paranoie come al solito. Vorrei finirla ma so che se la tiro via senza ponderare bene quello che scrivo non me la perdono. Questa tag l'ho fatta ieri sera dopo aver imparato un altro effetto molto carino a dir la verità. Chissà che non lo utilizzi di nuovo. Si avvicina la soglia...

3 ottobre 2009

La bussola di Noè


«A sessant'anni Liam Pennywell – un uomo «in tono minore» con due matrimoni falliti alle spalle, tre figlie, e un unico amico – è costretto a lasciare il suo lavoro da insegnante. Di fronte alla necessità di reinventarsi una vita, decide di iniziare dalla casa e trasloca da una palazzina in centro a un triste appartamento di periferia. Dopo la prima notte, però, aggredito da un ladro, si risveglia in un letto d'ospedale. Ossessionato dalla propria incapacità di ricostruire gli eventi e il volto dell'intruso, nello studio di un neurologo incontra Eunice, una donna ingenua e spontanea, non particolarmente femminile ma dolce e paziente, molto più giovane di lui, che lo colpisce per il suo ruolo di «ricordatrice di professione »: fa da assistente a un anziano signore fungendo per lui da «memoria esterna ».
Attratto da quella donna e dal suo mistero, Liam comincia a frequentarla e scopre con incredulità che le giornate che aveva immaginato di dedicare a letture solitarie, sprofondato nella sua sedia a dondolo, possono riempirsi di sentimenti dimenticati, e della presenza a volte ingombrante di una famiglia chiassosa, con diciottenni iperattivi e un nipotino curioso di vedere il mondo con occhi diversi da quelli dei suoi genitori bigotti.» Trama da Liberonweb.
Anne Tyler l'ho scoperta grazie a Nick Hornby e devo dire che è sempre una sicurezza. Una sicurezza per come descrive i sentimenti. E in questo libro non è da meno. Descrive un personaggio assolutamente comune con i suoi pregi e i suoi difetti. Un uomo che in materia di relazioni interpersonali ha sicuramente tutto da imparare. E alla fine la vera chiave del libro. Dice "probabilmente io ti chiederei ma mi sono divertito?" Liam è un persionaggio assolutamente in balia degli eventi, che ha commesso degli errori senza esserne perfettamente consapevole. Le ferite, le mancanze nei confronti delle sue donne passate non sono per niente consapevoli. Si è lasciato vivere e continuerà sempre così. Alla fine accettare i propri limiti potrebbe essere una delle tante chiavi verso la felicità. Leggetelo.

2 ottobre 2009

Trilogia della città di K


Si ringrazia Photoggletoffee per la splendida immagine.

Prima che vi parli di uno dei due libri che ho finito di recente, l'altro me lo riservo per domani, vi racconto una cosa che mi è capitata in questi giorni. Dovete sapere che il prossimo novembre i Depeche Mode tornano in Italia per un'altra serie di concerti, e io ovviamente non mi perdo l'occasione di rivederli. Avevo anche preso un biglietto in più per una persona che alla fine ha dovuto rinunciare. Per cui in questi giorni sono stata alla ricerca di qualcuno a cui venderlo, cosa che si è rivelata semplicissima visto che non si trovano biglietti almeno non per la posizione che io avevo scelto. Mi hanno fatto mille ringraziamenti e mille complimenti perchè l'ho rivenduto a prezzo di costo senza guadagnarci nulla. Ecco non mi sembra di aver fatto niente di eccezionale. Odio chi specula sulla passione altrui e mi consola sapere che quel biglietto andrà in mano a chi vive la musica dei Depeche Mode, e i concerti, almeno come me la vivo io. Come dicono i francesi: ça suffit. Ora veniamo al libro in questione. Si tratta della trilogia della città di K di Agota Kristof. Sono arrivata a questo libro perchè se n'è parlato tanto nei forum che frequento ed ero molto curiosa. E' un libro dolente, descrive alla perfezione l'orrore, la miseria dei sentimenti prima che dei mezzi di sussistenza, che porta la guerra. L'autrice non dice mai di quale guerra si tratta e non localizza mai in modo preciso dove gli eventi si svolgono. Lascia al lettore il compito di intraleggere queste coordinate perchè in definitiva non è quello che conta. Tutto inizia con la storia di due gemelli affidati dalla loro madre ad una nonna che non hanno mai visto fino a quel momento. Questa donna anziana non ha stima della figlia nè dei nipoti che apostrofa con epiteti del tipo "figli di cagna". I due gemelli sono costretti ad imparare subito l'arte dell'arrangiarsi e riescono a vivere dei pochi mezzi a disposizione e a una presenza di spirito forti del loro legame gemellare. La guerra li porta a dividersi, li porta a vivere una vita diversa, distaccata e uno di loro vivrà sempre in funzione della ricerca e del ritorno del gemello perduto. Non dico altro per non rovinarvi la lettura. Il ritratto che ne esce fuori è una favola nera, come solo la realtà può esserlo, in cui sono evidenti ferite, cicatrici lasciate dalla follia umana.

28 settembre 2009

Nuovi micini sul pianeta Terra...



Un sms di oggi mi annuncia che è nata la figlia di una mia carissima amica, nonchè insegnante di html, nonchè persona davvero preziosa. E quindi con questa tag che annuncio la sua nascita. Si lo so, so che sapete del mio disamore verso la vita e dei miei problemi con le nascite. Però so che LauraGDS ama la vita e soprattutto ama questa nuova vita che le è nata. E quindi sono contenta per lei e per la piccola che, so già da ora, avrà due genitori splendidi.

27 settembre 2009

Oh well...



Quello che vedete li sopra è il mio autoregalo di compleanno. E' già stato debitamente riempito di musica e ora aspetto solo che si carichi la batteria. Perchè si carica tramite porta usb e non tramite corrente elettrica normale. Devo vedere se sul sito c'è un modo per ovviare a questa cosa. Vedremo. Intanto mi godo il mio gioiellino e il fatto che da domani sono di nuovo ufficialmente me stessa con la musica alle orecchie. E che diamine ci stavo davvero sclerando. Il compleanno è andato tutto sommato bene nonostante il mio umore di fondo non fosse proprio dei migliori. L'ho sempre detto e lo ripeto: io ho bisogno di non pensare.

25 settembre 2009

E come ogni anno...


E come ogni anno post dedicato al compleanno! Quest'anno festeggio in maniera etnica: stasera cena al ristorante peruviano con Davide e domani sera cena cinese con le mie amiche. Direi che di meglio non potrei chiedere. Volendo si ce ne sarebbero di cose che potrei volere ma ho deciso che per oggi sono bandite, paturnie, tristezze et similia. Allora per essere chiario io oggi compio la bellezza di 36 anni. Non li sento per niente oscillo da sentirmi una ragazzina a sentirmi decrepita. Fate voi.  E ora missione autoregalo, vediamo se riesco a mettere di nuovo le mie luride zampacce su un lettore come la Dea comanda...

22 settembre 2009

Autunno


Tag realizzata seguendo tutorial trovato qui.

Chiariamo una cosa: non seguo mai il calendario per quanto riguarda le stagioni preferisco affidarmi a quello che sento. E se c'è una cosa che ho sempre sentito forte è l'arrivo dell'autunno. L'autunno è la mia stagione di elezione visto che in pratica ci sono nata ed è la stagione che più mi rappresenta. E' il periodo dell'anno in cui solitamente mi sento più a mio agio, più calma, più a casa. E' un richiamo fortissimo quello dell'autunno. Ogni anno puntualmente arrivo vicino al mio compleanno e non so che fare. Arrivo vicino a quella data e non ho voglia di celebrarlo. Forse perchè mi guardo indietro e penso di non aver fatto nulla o di non aver lasciato il segno. Quest'ultimo da un po' a questa parte è rientrato. Mi sono resa conto che anche se non voglio accade. E in materia interpersonale sono un po' goffa ma non sono una cattiva persona. Ma il resto rimane. Quest'anno è tutto faticoso, decisioni da prendere e sono stanca dentro. Pensavo di riuscire a salvare qualcosa e invece mi sono resa conto che chiedo troppo a me stessa e che sono troppo dura. I miracoli ancora non sono di dotazione. Sono esausta, sfibrata psicologicamente. E il brutto è che non ho nessuno con cui parlarne. Nessuno di vicino intendo. Mio fratello neanche mi guarda in faccia tra un po'. Mia sorella, boh, è lontana. Le mie amiche minimizzerebbero come al solito. O mi direbbero vai avanti che non sei la sola a stare così. Lo so ma questo non mi consola. Ho semplicemente bisogno di chiudere gli occhi e magari avere qualcuno che prende le decisioni al posto mio. Perchè al momento non ho forza per niente. A Riyu: ho letto il tuo post sulle voci e sul fatto che sono lo specchio dell'anima. Ultimamente la mia voce si è affievolita, è quasi un sussurro e si forse è perchè ho sofferto di raucedine ultimamente. Però temo ci sia anche qualcos'altro...

18 settembre 2009

Everyman


«Il destino dell'"Everyman" di Roth si delinea dal primo sconvolgente incontro con la morte sulle spiagge idilliache delle sue estati di bambino, attraverso le prove familiari e i successi professionali della vigorosa maturità, fino alla vecchiaia, straziata dall'osservazione del deterioramento patito dai suoi coetanei e funestata dai suoi stessi tormenti fisici. Pubblicitario di successo presso un'agenzia newyorkese, è padre di due figli di primo letto, che lo disprezzano, e di una figlia nata dal secondo matrimonio, che invece lo adora. E l'amatissimo fratello di un uomo buono la cui prestanza fisica giunge a suscitare la sua più aspra invidia, ed è l'ex marito di tre donne diversissime tra loro, con ciascuna delle quali ha mandato a monte un matrimonio. In definitiva, è un uomo che è diventato ciò che non vuole essere. »(da ibs) E' un libro molto fisico, incentrato sul corpo umano, sulla sua caducità. La percezione che ho avuto di questo libro è che fosse l'espressione pura delle riflessioni dell'autore sulla vita e sulla morte. Philip Roth ha 74 anni quando scrive questo libro e si sente tutta l'inesorabilità del tempo che passa, degli errori umani fatti, dei rimpianti, del passato che non può più tornare. Ma anche della vita che va avanti, nonostante tutto.
Ogni tanto mi soffermo a leggere i commenti dei libri soprattutto in siti come ibs ed è curioso come ognuno veda a modo proprio un'opera a volte elogiandola, a volte stroncandola. Ho letto anche molte recensioni di questo libro ma nessuna mi ha soddisfatto pienamente. C'erano quelle che si soffermavano sul curriculum di Roth, che è impressionante davvero, altri invece che si soffermavano su altri particolari del libro. Non che fossero scritte male o incomprensibili o troppo lunghe. Semplicemente non erano scritte secondo la mia personale chiave di lettura.

16 settembre 2009

It seems...


Si ringrazia Artemis per la splendida immagine.

Sembra che i problemi che affliggevano Splinder in questi giorni fossero dovuti a una revisione. Avercelo detto prima uno sopportava meglio. Ora è tutto più comprensibile e pare che funzioni tutto a dovere. Pare perchè ormai sono abituata a essere smentita in tempo reale. A parte questo Madre Natura quest'anno ha deciso di anticipare l'arrivo dell'autunno e come ogni anni io mi ammalo con i primi freddi. Vi sto scrivendo praticamente cotta dal raffreddore. Mancano meno di una decina di giorni al mio compleanno e non ho la più pallidaa idea di cosa fare. L'unica cosa che so è il regalo che mi voglio fare. Sto leggendo un libro molto bello di Roth e ve ne parlerò a tempo debito ossia quando l'avrò finito. E per il resto... per il resto tutto va esattamente come deve andare.
Everyday is exacty the same...
P.S. Rifunziona anche l'anteprima!! Bentornato Splinder...

15 settembre 2009

Il giorno in più.


Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto. Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una metropoli che non sa più sorridere. È la vita di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande, che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano "l'appuntamento". Ma la sconosciuta ha un destino che la porterà lontano, in un'altra città. E Giacomo? Lui per la prima volta nella vita decide di non rimanere in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare ridicolo, e parte all'inseguimento di un sogno. È l'inizio di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente sarà interrotto, e che porterà i due fino a un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella vita, di giocare fino in fondo. (trama presa da ibs) Non ho capito. Non ho capito se questo libro non mi è piaciuto perchè è brutto o banale o che oppure perchè non sono nel periodo giusto per apprezzare una storia come questa. Mi è sembrato tutto così forzato e così tirato. Fino alla fantasia della tipa nel tram ci poteva pure stare. E' capitato anche a me osservare uomini che percorrevano un tratto di strada con me tutti i giorni sul bus e chiedermi chi è, cosa fa nella vita, che lavoro etc etc... Ma poi il resto mi è sembrato tutto irreale. Una favola per chi davvero vuole credere. Mi chiedo però se invece non fosse il periodo che sto vivendo a farmi vedere quella storia così, forse una me diversa avrebbe apprezzato il libro e la storia, chissà. Perchè alla fine poi il libro si lascia leggere bene, scorre via bene. Però non so c'è qualcosa che non mi ha convinto.
P.S. Questo post verrà scritto e pubblicato su doppia piattaforma ossia Splinder e Blogspot. Sto cercando di decidere cosa fare per continuare quello che ho sempre fatto da quattro anni a questa parte: scrivere.

Buon compleanno blog...



... in ritardo di quattro giorni. Va beh fa lo stesso. L'immagine che vedete non è altro che un mio banalissimo collage delle testate che ho avuto nel corso di tempo in cui ho tenuto il blog. Il primissimo template non me lo ricordo nemmeno a dir la verità tanto era banale.  Il dieci di settembre era il mio quarto compleblog. Ossia quattro anni in cui ho vergato pensieri, parole, sentimenti in questi lidi. Francamente non so cosa dire per celebrare questa data. Ho già detto tutto nei post precedenti.  Quando ho iniziato non pensavo neanche che sarei arrivata fin qui e che avrei avuto una sorta di pubblico, ossia gente disposta a leggere le cavolate che scrivo. Ma è successo. Forse alla fine qualcosa di buono da dire devo pure averlo. Arriva la stagione più tiepida e come al solito sono alle prese con il mal di gola. Ormai tutti gli anni è così e ogni anno la cura è sempre la stessa: caramelle balsamiche e tisane fatte appositamente da me per lo scopo. Stanotte inoltre non ho dormito per niente. No Birillo non centra anzi penso che anche lui abbia dormito esattamente tanto quanto me. Si è scatenato un temporale di quelli intensi con tanto di tuoni fortissimi. Ero nervosa e non sono serviti a molto i tappi per le orecchie di cera. Ora sapete che vi dico? Chiudo tutto mi stendo e cerco di recuperare almeno un paio d'ore di sonno. Tanto stasera non devo nemmeno cucinare.

P.S. Vediamo se anche stavolta sto post verrà pubblicato due volte. E' tutta la sera che cerco di cancellare un doppione con la conseguenza che mi sono trovata cancellato anche il post che volevo tenere.  Non appena trovo un modo per modificare un template in css abbandono baracca e burattini qui in splinder e me ne torno su blogspot.  E chi si è visto si è visto. Quattro anni fa non era così...

13 settembre 2009

Bagno di folla









Vengo da due serata di bagno di folla. Due notti bianche che entrambe hanno portato delle sensazioni molto piacevoli. Mi sono ritrovata nel reparto bambini della Oviesse a lustrarmi gli occhi sui vestitini e quant'altro fatti per neonati. Ogni tanto è bello immergersi e  ho notato che c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Inoltre facevano persino delle dimostrazioni di tango e sono rimasta profondamente colpita da una signora vestita... io non sono capace di descrivere l'abbigliamento. Ma sembrava scesa da altri tempi, da un altro universo. Era un incanto a starla vedere così elegante con il diadema tra i capelli e i guanti scuri alle mani. Ieri sera invece quello cittadino e ho potuto primo togliermi uno sfizio: una birra russa rossa come si deve. E poi, e poi un ritrovamento assoluto, quasi piangevo di commozione: il disco Ba ba ti ki di do dei Sigur Ros. Chi legge questo blog da tempo sa che valore ha quel pezzo per me, sa che ricorre spesso soprattutto quando ho bisogno di innocenza. E ora ho il cd. Ce l'ho fatta finalmente, quasi non ci credo. Ora ritorno alla mia quotidianità fatta di chattate, di cucina e altro ancora...

11 settembre 2009

Auguri!!!!


Tutorial trovato su Mai dire grafica personalizzato per l'occasione da Krishel.

Visto che da quest'anno mi cimento in modifica e creazioni grafiche ho voluto augurare un buon compleanno  a una persona speciale in modo diverso dal solito. Laura se poi vuoi l'originale non ridotto fai un fischio che te la spedisco via mail. Stasera vado con delle mie amiche alla prima delle due notti bianche genovesi. La prima quella di quartiere che avverrà l'11 settembre, l'altra domani con Davide. Spero tanto che non andrà a finire come l'anno scorso. Mancano all'incirca due settimane al mio compleanno e non ho la più pallida idea del fatto che lo festeggerò o meno e come e con chi. Ma per me non è mai stato un problema questo...

9 settembre 2009

Basta!!


Come dice il cartello, che è provvisorio perchè l'ho fatto in due secondi e con un programma grafico poco versatile, cerco una piattaforma per blog che funzioni e che posso personalizzare senza dover essere un genio dell'informatica. Una piattaforma che contempli l'uso di html rudimentale, perchè solo quello so cambiare e che:
a) quando decidi di pubblicare un post non devi aspettare delle ore per vedertelo sul blog ma lo vedi subito
b) che tu possa fare l'anteprima senza rischiare di perdere il post che hai appena scritto
c) che tu possa fare l'anteprima dei commenti in modo che se vedi che hai scritto una cazzata puoi correggere subito l'errore.

Insomma ultimamente splinder ha messo a durissima prova la pazienza di noi utenti senza dare spiegazione alcuna di quello che sta succedendo.  Mi chiedo: possibile che non ci sia un cane su tutta la piattaforma disposto a prenderne le redini e mettere fine ai mille disservizi? E non oso pensare la rabbia di quelli che diversamente, da me, hanno pagato qualcosa per avere qualcosina in più e subiscono lo stesso trattamento. Io vorrei migrare ma non so dove e non ho molte conoscenze in campo di linguaggio. Mi date una mano? Grazie.

P.S. A scanso di equivoci: sono un utente a gratis di Splinder e in teoria dovrei stare zitta e non lamentarmi delle disfunzioni della piattaforma solo perchè questo spazio mi viene regalato. Peccato che lo stesso trattamento che subiamo noi utenti normali da parte della redazione lo subiscono anche i detentori dei blog Pro. E li ti girano un pochino di più perchè paghi per qualcosa che non hai. Il fatto che questo spazio ci viene regalato non autorizza però a chi l'ha aperto di lasciarlo andare in malora o di non rispondere a chi ti chiede cosa sta succedendo.

7 settembre 2009

Legge di Krishel sulla grafica


Tutorial eseguito secondo lezioni di Nuvola Bianca Grafica.

La vedete questa immagine? Ecco questa immagine mi ha fatto coniare una legge personalissima sulla grafica. Se state affrontando una creazione noiosa o laboriosa o semplicemente difficile e vi siete dimenticati di salvare passaggio per passaggio il programma con cui state graficando crasherà sicuramente facendovi perdere tutto quello che avete fatto fino a quel momento. E' quello che è successo a me ieri pomerigggio mentre stavo facendo quest'immagine. I nervi che mi sono venuti che non vi dico. Non ho toccato più il programma fino a sera. Poi rinconciliatami con il programma e con i miei nervi ho ripreso. Ma secondo me quella che avevo fatto prima era migliore.  Non so perchè qualcosa qui non mi convince del tutto. Come avrete capito non ho molte novità di cui parlarvi. Venerdì pomeriggio sono stata dalle mie amiche genovesi. Sono inqualificabile: ho amici negozianti e non ho pensato subito a loro per le scatole. Pazienza. Ho passato un pomeriggio un po' diverso dal solito a chiacchierare, a respirare l'aria del negozio pieno di gente che va e che viene. Un po' mi manca a dir la verità.  Birillo guarda curioso le scatole, non ha capito cosa sta succedendo e un po' ci vuole giocare. Lui le adora. Come tutti i gatti penso...

4 settembre 2009

Could be blue





A volte basta poco per creare un video di sicuro effetto. E' il caso dell'ultimo video dei Coldplay Strawberry Swing tratto dal disco Viva la vida. Stamattina ho sentito che ne parlavano alla radio e dicevano che il testo ha una duplice interpretazione: da una parte c'è l'innocenza dei bambini e la loro fantasia, dall'altra invece la storia di un soldato che sta per partire per la guerra. E' il terzo giorno che mi fanno male le mani ma penso che sia frutto del fatto che sto spostando scatole e scatoloni su e giù. Ogni tanto mi fermo per far riposare la schiena. Ginnastica gratis! Che cosa voglio di più? Per il resto mi sto curando con la musica. Dolenti note... ho bisogno di un lettore. Quello che avevo si è rotto nel punto dove c'è il jack della cuffia. Immagino che se provo a chiedere a qualcuno se me lo riparano mi dicono che mi conviene di più prendermene uno nuovo. Ecco se volete un'idea regalo per il mio compleanno, e ormai siamo vicini, questa potrebbe essere una. Mi raccomando dai 10 gb in su. Va a finire che mi faccio l'autoregalo di compleanno anche se non potrei nemmeno permettermelo, però al diavolo alla fine dei miei giorni non mi potrò certo portarmi dietro i soldi e vi confesso sto lievemente diventando matta priva come sono della mia dose giornaliera di musica.  Ne ho bisogno. Soprattutto adesso che non me ne va bene una manco di striscio...

3 settembre 2009

Last days...


Guardate questa immagine e avrete una minima idea del casino che c'è ora in ufficio. Come ho annunciato diverso tempo fa l'ufficio di Genova chiude e io sto in pratica impacchettando tutto perchè possano spedirlo da qui alla sede centrale. Me la sto prendendo comoda a dir la verità perchè sono giorni che la schiena mi pizzica in modo esagerato e alzare scatole piene di documenti e simili non è esattamente salutare per la schiena. E per sovrammercato aggiungo anche un dolore infinito alle mani che mi rende difficile eseguire i lavori normali e persino di digitare alla tastiera e graficare come Dea comanda. Stamattina ho pensato: sono fortunati che sono appassionata di grafica e che per emergenza ho saputo risolvere una piccola modifica di una testata. E' da quando lavoro qui che ne ho fatto mille di sti salvataggi di culo a iosa. Per il resto continuo come al solito. Medito di trasferire il pc e la pv in camera mia dove almeno una presa funzionante ci sarebbe. L'unico problema è la presa telefonica e devo informarmi su dei modem senza fili se potrebbero fare al caso mio. Visto che finora mio fratello non si è sbattuto più di tanto per ripristinarmi una presa. Altra riprova del fatto che le cose tecniche me le devo gestire da sola: si sono fulminate le luci della cappa in cucina. Indovina chi è che ha smontato il tutto per cambiare la lampadina? Indovinato. Tranquilli niente dubbi, nè traumi. Semplicemente solo un po' di amarezza.

1 settembre 2009

Evviva! Evviva!



Solitamente io odio il rosa ma questa tag era talmente delicata e il rosa usato per niente zuccheroso che mi sono decisa a provare a farla. Il risultato è abbastanza soddisfacente per me. L'evviva è per il fatto che sono passata di livello successivo nel forum dove prendo lezioni di grafica. Riuscendo anche a superare un mio piccolo personale limite ossia, per chi sa, la creazione di un blinkie. Ho dato una piccola occhiata alla nuova sezione e devo dire che già si comincia belli tosti con animazioni incorporate anche. Glom. Vedremo. Dico sempre che le animazioni per me non sono un problema...Per il resto niente di nuovo sotto il sole. Il libro mi sta impegnando moltissimo e mi ha fatto venire voglia di riprendere in mano dei tarocchi.  Per certi versi è pure stancante. Ho notato che ci sono dei particolari degli arcani che lui non descrive e che io noto. L'aveva detto in prefazione: l'interpretazione così come il riconoscimento dei simboli non è univoca. Altro? No, non c'è molto da dichiarare alla fine.
P.S. Visto che io odio il furto grafico e lo odio ancora di più da quando mi ci sono messa anche io a creare d'ora in poi tutte le immagini che faccio seguendo dei tutorial diversi da quelli del forum di Nuvola saranno indicati con tanto di link. Quindi per iniziare: immagine creata da me seguendo un tutorial dal nome Ombre soffuse trovato nella sezione medi di Hobbygrafico.it. Ho semplicemente sostituito la scritta che recitava Auguri con un semplice buona serata.

30 agosto 2009

La via dei Tarocchi



La via dei tarocchi (La Via del Tarot) è un'opera del cileno Alejandro Jodorowsky e di Marianne Costa pubblicata per la prima volta in spagnolo nel 2004. L'opera intende offrire un'interpretazione generale delle 78 carte degli Arcani maggiori e Arcani minori basandosi sull'edizione dei Tarocchi di Marsiglia restaurati da Philippe Camoin e lo stesso Jodorowsky. Il restauro di questo mazzo di carte, si può definire un'opera composita, originale. I due maestri cartai, difatti, hanno analizzato e studiato decine e decine di antichi giochi di Tarocchi, confrontandoli tra loro anche grazie all'ausilio delle moderne tecniche informatiche, dando origine ad un gioco, il gioco di Tarocchi Camoin-Jodorowsky, che ridona l'antico e sepolto splendore di questo meraviglioso strumento. Criticando buona parte dell'interpretazione tradizionale dei Tarocchi, Jodorowsky e Costa tentano di innovare la disciplina divinatoria e l'approccio ai simboli, riuscendo ad attuare una sintesi originale. La via dei tarocchi è suddivisa in varie sezioni, la prima delle quali tratta della struttura e numerologia dei Tarocchi; si passa poi ad esaminare gli Arcani Maggiori singolarmente considerati (simbologia, ipotesi di interpretazione in una lettura e una breve sezione in cui a prendere la parola è la carta stessa); ulteriori capitoli sono dedicati agli Arcani Minori (simili alle carte numerate dei comuni giochi) e una serie di Arcani ritenuti in relazione tra sé a coppie. Infine Jodorowsky e Costa affrontano la metodologia per mettere in pratica una lettura divinatoria dei tarocchi, dai primi passi fino all'uso di dieci e più carte. (wikipedia). Mi sono accostata a questo libro con una sorta di curiosità e reverenza. L'autore è una persona assolutamente poliedrica. Attore, regista, scrittore, poeta... insomma uno che artisticamente non si è fatto mancare proprio nulla. Ero a conoscenza del fatto che lui divinasse le carte in maniera gratuita e mi era pure giunta voce che aveva costruito un suo personale mazzo di tarocchi. Quest'ultima voce era solo leggermente diversa dalla eraltà. Sto leggendo il libro con molta passione e attenzione. Perchè i cosiddetti tarocchi classici non mi hanno mai parlato totalmente. E' un libro interessante mostra in maniera evidente la ricchezza spirituale e onirica di quest'uomo. In un capitolo descrive con cura di particolare un suo sogno e poi ne offre anche la sua personale interpretazione. E per chi ama e cerca di conoscere sempre di più il campo dell'interpretazione onirica questo è una delizia. Consigliato solo se conoscete già la tradizione dei tarocchi precedente e volete aprirvi ad un altro campo interpretativo.

24 agosto 2009

Chocolat


Si ringrazia MattewCooke per la splendida immagine

«V'là l'bon vent, v'là l'joli vent,
v'là bon vent, ma mie m'appelle..."
Non ho intenzione di fare una recensione canonica per un libro che non ha bisogno di questo per essere vissuto nella sua pienezza. Il vento, questo il vero protagonista di Chocolat di Johanne Harris. Il vento forte capace di sradicare gli alberi secolari, il vento che conduce Vianne e sua figlia a viaggiare di paese in paese. Un vento carico di segreti, di vecchie storie udibili solo da chi possiede orecchie e occhi per intendere. Il vento che racconta sapori e aromi che sembravano dimenticati da tempo e invece erano li. Attendevano solo qualcuno capace di riportarli alla luce. Vianne Rocher e sua figlia Anouk arrivano nel paesino Lansquenet il giorno di Carnevale. «Un vento tiepido per febbraio, carico degli odori caldi delle frittelle sfrigolanti, delle salsicce e delle cialde friabili e dolci cotte alla piastra proprio sul bordo della strada, con i coriandoli che scivolano simili a nevischio da colletti e polsini e finiscono sui marciapiedi come inutile antidoto contro l'inverno. C'è un'eccitazione febbrile nella folla disposta lungo la stretta via principale, i colli che si allungano per vedere il carro fasciato di carta crespata, con i suoi nastri svolazzanti e le coccarde di cartoncino. Anouk guarda, gli occhi spalancati, un palloncino giallo in una mano e una trombetta nell'altra, tra un cesto per la spesa e un triste cane marrone.». Qualcosa in sottotraccia attira la sua attenzione, un sussurro del vento la convince che potrebbe tentare di rimanere. Apre una ciococcolateria, La celeste praline, e di ogni cliente che arriva lei sa indovinarne i gusti. Vianne non lo sa ancora ma il suo arrivo mette in moto tutta una serie di eventi che cambieranno per sempre il volto di quel paesino, sarà vitale. Alla fine Vianne troverà il suo posto nel mondo riuscendo persino a fare conti con i vecchi fantasmi e a dare il giusto peso ai segreti che il vento le sussurra quieto. E' un libro goloso in tutti i sensi. Non solo per le descrizioni dei dolciumi ma anche per le parole scelte. C'è il vero gusto della parola dispiegato a piene mani in quel libro, un gusto che le immagini, per quanto potenti, non riusciranno mai a rendere con efficacia.

22 agosto 2009

Whale rider









Capita a volte che la mattina ti imbatti in film molto belli che forse meriterebbero una fascia oraria diversa e ben altra pubblicità. E li scopri per caso facendo un estivo annoiato zapping alla tv. E' il caso di La ragazza delle balene. Il titolo originale è Paikea The Whale Rider, si tratta di un film diretto da Niki Caro, regista neozelandese che come ogni "indigeno" ha a grande cuore ogni questione legata al suo paese, è una delicata (ma non troppo) favola sul rigido mondo della stirpe maori e su ogni società fondata sulla discendenza maschile o maschilista in genere. Si narra la storia di Pai (Paikea), una ragazzina la cui unica sfortuna è di nascere donna in una società che vuole solamente gli uomini primogeniti quali destinatari del potere di capo tribù. Tutta la trama è dunque intessuta sullo scontro tra il nonno di Pai che "allena" un piccolo gruppetto di ragazzini ad essere leader e la stessa Pai che, emarginata dalla società maschile, fa di tutto per poter essere accettata nel ruolo che la tradizione le assegnerebbe. Ma niente convince Koro (il nonno, uno splendido Rawiri Paratene, quasi un giovane Cassius Clay) che Pai è l'erede che la sua stirpe attende fino all'episodio finale. Un episodio che non vi racconto per non togliervi il piacere della visione. Sono rimasta incantata a vederlo benchè delle balene c'è pochissima traccia è più centrato sul tema dell'essere accettati, dell'essere o meno predestinati a un ruolo. Ovviamente quello che mi ha affascinato anche è la tradizione. Una tradizione che rende il nonno di Paikea incapace di vedere, di rendersi conto di che tesoro avesse in casa fino quasi alla fine. Inoltre la colonna sonora creata appositamente da nientemeno Lisa Gerrard dei Dead Can Dance, potete sentire in sottofondo nel post un estratto, non può far altro che impreziosire un film non eccezionale ma sicuramente curioso e interessante sotto certi aspetti. L'attrice che fa Paikea è davvero splendida. Ma dovete avere occhi allenati per accorgervi della sua bellezza...

21 agosto 2009

Questo caldo è un'illusione


Immagine trovata su Pixdaus.com

Quello che desidero di più in questo momento è essere al posto di questo splendido lupacchiotto per godermi quel bel freschetto. Vi dirò una cosa ovvia di questi tempi: fa caldo. Un caldo davvero pesante per me che soffro di pressione bassa. Cerco di combatterlo in tutti i modi bevendo acqua, sciacquandomi faccia, capelli e torso ripetutamente. Ne traggo un po' di sollievo ma solo un pochino. L'unica sarebbe da fare come furbescamente insegna il mio felino di casa ossia dormire.  Ma dopo un  po' neanche quello sembra funzionare del tutto. Di buono c'è che siamo alla fine di agosto e si spera che un po' di refrigerio dovremmo averlo tra un po'. Spesso nel pomeriggio mi capita di vedere un telefilm girato dai fratelli Scott, la cui colonna sonora è di Charlie Clouser (agli estimatori dei Nine Inch Nails come me questo nome non dovrebbe essere nuovo) chiamato Numbers. In pratica l'assunto è questo: attraverso la matematica si possono prevedere un sacco di cose. E grazie alle equazioni uno dei protagonisti aiuta l'F.B.I a risolvere dei casi. Ora detta così sembra molto fantascientifica ma ha un suo fondamento. Mettiamola così: noi viviamo una realtà con variabili dal numero spaventoso che rende di fatto improbabile la possibilità di prevedere le nostre azioni, il futro in parole povere. Ma se noi avessi accesso a tutte le variabili possibili e immaginabili di fatto noi potremmo prevederlo. So che molti mi commenteranno negando ma non è farina del mio sacco. E' semplicemente quello che si può dedurre leggendo libri di fisica quantistica e delle riflessioni che questa materia porta inevitabilmente. Alla fine non so neanche perchè ne parlo quando non cambia molto la vita a nessuno. Oddio ci sarebbe una serie di numeri, per la precisione sei, che se fosse quella giusta cambierebbe eccome la vita di un uomo in questo momento. Capite al volo cosa mi sto riferendo. La lettura del libro continua e, credetemi, non c'è paragone con il film. Il libro è più bello. Accade sempre così. Forse perchè è impossibile tradurre un libro visivamente. Manca la componente principale. Ogni persona che legge un libro si immagina i personaggi un po' come vuole e nota nel libro esattamente quello che in quel momento è importante per il lettore. E non siamo tutti uguali. Il film è una trasposizione. Potremmo anche definirlo un filtraggio di un libro attraverso la fantasia di una persona: il regista. Può coincidere con la nostra oppure no. Anzi non corrisponde quasi mai...
Una cosa di sicuro posso dirvela: faranno il film dal libro "La strada" di McCarthy. Andatevi a cercare cosa ne ho scritto e capirete perchè sono sicura che non vedrò il film.
P.S. Ho degli amici tetrapiloctomi. Certo che ne avete voglia con questo caldo...

18 agosto 2009

Silent all this years









Silenzio
"Avanzo silenziosamente
in questa terra bruciata,
ricolma di cocci di vetro.
A piedi nudi percorro il cammino
incurante dei tagli
e del sangue che scorre.
Il dolore dell'anima,
il vuoto perenne
la giusta deriva di un'esausta viandante.
L'eco lontano delle campane
e rimergono rimpianti a ogni rintocco,
incolmabile la solitudine interiore
di fronte a chi non ha codici per intendere
il linguaggio segreto dell'ultimo arcano
ormai disperso nel vento.
Straniera come sono a questo mondo
anelo a un silenzio impraticabile,
a una normalità impossibile,
all'inconsapevolezza naturale.
Avanzo silenziosamente.
Sfiorerai il mio sguardo
in mezzo a quelli di tanti altri
e sarò diventata un'estranea.
Come è sempre stato.
Come deve essere." K. 18/08/07

Il brano che ho messo è quella che l'ha ispirata. Ci terrei parecchio che la leggeste con quella in sottofondo. Grazie.

17 agosto 2009

Segni e lampadine


L'immagine è un mio collage quello che sto per scrivere no. La mia cara amica Riyueren ha trovato su splinder una cosa molto spiritosa sullo zodiaco. Chi l'ha creato in effetti sa il fatto suo e mi ha fatto molto ridere e ve lo giro nella speranza che possa scacciare le nubi di quealche altro depresso come me. Ho appena iniziato Chocolat e solo per una descrizione mi è venuta una discreta fame ma ve ne parlerò,
Quanti Ariete sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.

Quanti Toro sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.

Quanti Gemelli sono necessari per cambiare una lampadina?
Due, probabilmente. Aspettano fino al weekend, ma alla fine la lampadina è al centro dell’attenzione, parla francese e dà luce del colore preferito a chi entra nella stanza.

Quanti Cancro sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, ma dovrà mettersi in terapia per superare il trauma.

Quanti Leone sono necessari per cambiare una lampadina?
Un Leone non cambia lampadine, al massimo le tiene ferme mentre il mondo gira intorno a lui.

Quanti Vergine sono necessari per cambiare una lampadina?
Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro per prendere nota di quando la lampadina si è fulminata e della data in cui fu acquistata, un altro per decidere di chi è la colpa se la lampadina si è bruciata, dieci per ripulire la casa mentre gli altri cambiano la lampadina.

Quanti Bilancia sono necessari per cambiare una lampadina?
In realtà non si sa, penso che dipenda da quando la lampadina ha smesso di funzionare. Forse uno solo è sufficiente se si tratta di una lampadina qualsiasi, due se la persona non sa dove trovare una lampadina nuova. E quale sarà la migliore? molti dubbi e molte ansie!

Quanti Scorpione ci vogliono per cambiare una lampadina?
E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?

Quanti Sagittario sono necessari per cambiare una lampadina?
Il sole brilla, c’è bel tempo, abbiamo tutta la vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?

Quanti Capricorno sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine perché con una buona e sana chiacchierata la lampadina capirà che è più logico che si cambi da sola.

Quanti Acquario sono necessari per cambiare una lampadina?
Arrivano frotte di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l’unico capace di ridare la luce al mondo.

Quanti Pesci sono necessari per cambiare una lampadina?
Perché, è forse mancata la luce?