30 giugno 2009

Canto delle sirene


Ho messo la possibilità di cliccarci sopra e vederla in grandezza naturale. Continua la mia permanenza nel forum grafico, le settimane passano, i contest cambiano. Quello di questa settimana è sui ritocchi. La tecnica è a me sconosciuta ma ho fatto una piccola ricerca e ho visto qualcosa che avrei potuto usare anche io. Ho toccato con mano come i professionisti cambiano il volto alle dive semplicemente con piccoli gesti e click del mouse. Il che dovrebbe dirla lunga alle persone che come me si sono da sempre crucciate del proprio aspetto fisico non piacendosi per niente. Quella che vedete li sopra è la mia ultima creazione grafica. Sabato prossimo porterò Birillo dal nuovo veterinario per il vaccino annuale e per una visita. Ormai del mio vecchio veterinario non mi fido più. Devo dire che io con i medici ho sempre una fortuna sfacciata.   Sono passata nel blog di Linda e ho letto del corso e c'è una cosa che le hanno chiesto di fare per la sua autostima. Questa è una nota dolente per me, sapete che sono abbastanza priva di autostima. Quindi ovviamente mi sono chiesta ma se dovessi fare io la lista cosa ci scriverei? Uhm vediamo...
Mi so prendere cura di Birillo quel tanto da accorgermi quando sta male e intervenire in tempo per curarlo.
So cantare le canzoni di Peter Gabriel e sarei pure intonata. E non solo le canzoni quelle edite sui dischi normali ma anche gli inediti, le tracce rare, insomma tutto.
So cambiare un pannolino. Ho fatto esperienza su quelli per adulti ma immagino che quello per i bimbi non sia diverso, solo più piccolo.
So dividere il bianco dal rosso nell'uovo. Sembra una cosa da poco ma invece in certe ricette è importantissima. E devo ammettere che nel montare il bianco d'uovo sono più brava io di mio fratello.
Ho un certo talento nella grafica. Sono appena agli inizi ma ho visto che sono molto brava nel capire le lezioni che mi vengono assegnate e capire come devono essere eseguite. Certo faccio a volte dei pasticci madornali, ma penso che sia naturale per chiunque abbia appena iniziato.
Mi dicono che so recensire bene dischi, libri, film e concerti. Non ne sono molto convinta perchè non riesco a essere professionale come vorrei certe volte. Certe volte invece non ci provo nemmeno perchè so che è impossibile.
Mi dicono che so ascoltare. Ho vissuto a stretto contatto con una donna eccezionale che mi ha raccontato la sua vita, una vita di cui ho fatto parte anche io essendo sua figlia. Non puoi recepire storie così belle se non taci e ti metti ad ascoltare. E so ascoltare senza giudicare.
So scrivere a macchina con quasi tutte le dita delle mani. E' una cosa che ho imparato a scuola e che mi è rimasta addosso da sempre. Poi con le tastiere dei pc che sono morbidissime e che eseguono i comandi solo sfiorandoli è ancora più semplice.
Sono capace di commuovermi o di provare stupore per cose che magari altri non noterebbero nemmeno. Sono passata nel blog di Aenima1 oggi e in sottofondo c'era The book of love nella versione di Peter Gabriel. E mi sono commossa perchè è semplicemente stupenda e lui, lui ha davvero la voce più bella del pianeta musicale.
Stilare questo elenco di "io so" non è stato facile. Perchè per me è molto più semplice darmi addosso, e dirmi che sono un incapace. L'ultima volta che l'ho fatto è stato ieri sera. Ho dovuto fare l'iniezione intramuscolo a mio fratello e gli ho fatto male beccando forse il nervo. Sono tornata in cucina con l'umore sotto le scarpe e una vocina interiore che diceva: non sono capace di fare le iniezioni. Però le faccio perchè altrimenti chi le fa al mio posto? Nessuno, anzi si spenderebbero pure dei soldi e non è proprio il massimo di questi tempi. Penso che forse mio fratello lo capisca pure, però la vocina interiore parte lo stesso. Ed è spietata, accidenti quanto è spietata...

29 giugno 2009

Parsley, sage, rosemary and thyme...










Certi brani hanno un forte potere evocativo. Provengono da qualche recesso dimenticato del tempo, un luogo in cui non hai vissuto e non hai visto eppure ti risulta così vivido e così familiare. E' il caso di Scarborough Fair di Simon & Garfunkel. Ho scelto volutamente questa versione, ce ne erano di migliori ma nessuna aveva in sottofondo quel fruscio tipico della puntina sul giradischi a me molto caro. Questo brano ha il potere di riportarmi indietro ad antiche fiere, antichi mercatini in cui erano gli aromi del timo, del rosmarino e di altre spezie a far da padrone su tutto. Non mi stupirebbe affatto si trattasse di un canto tradizionale rieditato da questa coppia. Mi fa pensare immediatamente alla campagna inglese. O alla classica fiera di S. Pietro e Paolo che avviene ogni anno a Genova. Solo che una volta per me aveva un fascino incredibile: si aspettava questa ricorrenza come l'inizio delle vacanze estive, con i banchetti dove potevi trovare di tutto e la sera, alla fine un meraviglioso spettacolo pirotecnico. Vi ho  mai detto che adoro i fuochi d'artificio? Adoro il rumore che fanno quando li sparano nel cielo, la mia mente ama immaginare dei grandi batteristi nel cielo a costruire una ritmica suggestiva, piena di suoni, luci e colori. Non so quando tutto questo si è perso, quando il fascino per questa ricorrenza è venuta meno. Forse non sta nella festività in sè ma nell'occhio di chi guarda. Non ci penso ora. Sono immersa nelle note di questo cantico antico. Immersa come sono nelle immagini che riesce a evocare.
Sapete riesco quasi a sentire l'aroma delle spezie...

26 giugno 2009

Principessa Sara


Ci sono storie che ti rimangono nell'anima. E' il caso di Sara e la sua storia. Se ve ne parlo è perchè in questi giorni Italia 1 sta riproponendo gli episodi alle 8 del mattino, proprio mentre mi preparo per andare a lavorare. Ed è un ottimo modo per me di iniziare la giornata. Lovely Sara (小公女セーラ, Shōkōjo Sēra), questo il nome del cartone, è un anime prodotto in Giappone nel 1985 dalla Nippon Animation e trasmesso in Italia dal 1986. La serie fa parte del progetto denominato World Masterpiece Theater della Nippon Animation. La storia è tratta dal romanzo "La piccola principessa", di Frances Hodgson Burnett e narra le disavventure, spesso portate alle estreme conseguenze della piccola Sara, una bambina appartenete ad una ricca famiglia che viene mandata a studiare in collegio. Rimasta orfana e povera rimarrà nell'istituto a lavorare come sguattera. (tratta da wikipedia). Mi sono rimasti nel cuore l'infinita bontà della bambina che continua imperterrita, nonostante le difficoltà, nonostante le cattiverie e le malignità di chi la circonda, di chi vorrebbe schiacciarla. In altri paesi questo cartone ha la dicitura "Principessa" e non a torto. Sarà è una principessa nell'animo, nei modi, nello stile di vita. Quando era ricca familiarizzava con chiunque indipendentemente dal ceto sociale e questo l'aiutata nei momenti bui ad andare avanti. Perchè contrariamente a quello che si dice la gente si ricorda di una bimba, di una persona naturalmente buona. Inoltre questa storia è arrivata in una fase della mia vita in cui ero affascinata dall'India. Avevo appena finito di leggere e amare Il giardino segreto che presenta molte analogie con la storia di Sara. I disegnatori poi sono stati davvero eccezionali a disegnare questa bimba. Ha dei tratti così belli, così incantevoli. E per una volta chi ha fatto la sigla è stato molto bravo tanto che riesce ad evocare idealmente per musica e testi l'intero cartone. Insomma tutte queste cose mi hanno reso Lovely Sara talmente caro da vederne la serie ogni volta che la trasmettono.

25 giugno 2009

All change!


Si ringrazia Bruno Monginoux per la splendida immagine.

Grazie ad una mia cara amica che mi ha postato il video di Never let me down again a Milano (cliccate sul titolo della canzone se volete vederlo anche voi) mi è venuta in mente una riflessione su come siano cambiati i tempi anche in materia di concerti. Quando ho vissuto i primi concerti non c'era tutta sta tecnologia a disposizione. Vivevi il concerto, ti affidavi alla tua memoria oppure alle fotografie, che comunque erano rare. Aspettavi che uscisse un video fatto dall'artista che ritraesse l'evento ma comunque non era la stessa cosa perchè, spesso e volentieri, quelle immagini venivano ritoccate. Non erano in presa diretta. Di questi tempi di internet, youtube e via dicendo non solo hai le fotografie in tempo reale ma anche i video. Solo un paio di anni fa un video come quello sarebbe stato difficile, se non impossibile. Se dovesse passare di qui l'autore del video, io lo ringrazio. Sia per averlo girato, sia per averlo postato. Credetemi mi si è stretto il cuore a vederlo, mi sono venuti gli occhi così . Venerdì mi reco dal rivenditore ticketone di fiducia per prendere i biglietti per Torino. Perchè anche se ci sono le immagini e le foto e le riprese e via dicendo, comunque non è la stessa cosa che viversi un concerto di persona. E ho perso già troppo tempo e troppi concerti per farmi fermare. Ieri non ho visto il suq ma ho comunque fatto shopping. Mi sono presa una maglia fucsia e un ombretto. Stranamente ho trovato alla prima il mio binomio preferito. E ho sentito forte la mancanza del mio lettore mp3. Spero prima o poi di riuscire a mettere le mani su qualcosa di decente perchè non ne posso più di non avere più la mia fida musica con me...

24 giugno 2009

Esotismi




E' curioso come la creatività, anche quella grafica, vada e venga. L'immagine che vi ho postato è la bozza di una icon che avrei creato per il tema settimanale. Non l'ho usata perchè ieri non c'era verso di riuscire a ridurla in maniera decente. Oggi invece non solo riesco a ridurre tutte le immagini che voglio ma ne creo tre nuove in pochissimo tempo. Mi chiedo se non fosse il caso a questo punto di crearmi una galleria su deviantart dove postare tutto quanto. Questa alla fine non l'ho ridotta e utilizzata ma era talmente tanto bella, a parte che si tratta una delle donne più affasscinanti del pianeta, che mi dispiaceva non mostrarvela. Chiacchierando con il gatto mi ha dato un'idea su un argomento di cui parlare. Molto spesso in giro vedo reclamizzate, alcune ne ho anche io a casa, musiche adatte per la meditazione oppure le musiche da sentire mentre si è in gravidanza. E mi pongo molte domande visto che sono perfettamente consapevole che ognuno reagisce in maniera personale alla musica. Mi chiedo: ma siamo sicuri che tutti riescono a meditare con quel tipo di musica? Lasciamo stare me che sono un caso particolare e ho meditato pure sui Tool. La gente normale davvero risponde solo a quel tipo di musica? Oggi è S. Giovanni, patrono di Genova e non solo. Qualcuno mi ha riferito che potrebbe esserci il suq e io che amo perdermi tra banchetti et similia, penso che farò un salto a vedere cosa trovo. Chissà che non faccia delle belle scoperte.
P.S. Il Suq non c'è più, sono arrivata tardi. Uff...

21 giugno 2009

In the summertime










E' arrivata l'estate e, come ogni anno, il mio amore è spalmato su quel poco di finestra che gli permette di stare comodamente sdraiato. E' un gatto fondamentalmente scemo: si brasa al sole poi quando non ne può più scende e si mette per terra a mo di tappetino. E mi guarda. Come se fossi colpevole del fatto che è accaldato. Ieri pomeriggio sono andata a vedere la mostra su De Andrè. Sono partiti i ricordi che mi legano a questo grandissimo artista e alcuni di questi li ho potuti condividere con la persona con cui li ho vissuti ossia Davide, il mio ex. Non mi scorderò mai cosa accadde il giorno che uscì Anime Salve: c'era la coda fuori dal negozio di dischi in cui entrambi lavoravamo. E che dire di Le nuvole e di come questo disco mi ha salvato da un attacco fulminante di nostalgia di casa? Era come se, con quel disco, avessi un pezzetto di Genova tutto per me. De Andrè era un artista e una persona molto particolare ed è giusto che la mostra seguisse di pari passo il suo modo di essere e di vivere. Non si è trattato di una mostra comune ma interattiva con lettori che interagivano con i vinili e mostravano documenti, interviste. E lastre di vetro con dei chip in cui erano racchiusi documenti, storie, racconti, testimonianze. Sarebbe stato da andarci la mattina e stare tutto il giorno a sentire, a spulciare, a cercare di capire qualcuno che per sua definizione era poco comprensibile. Era una persona da vivere e la sua arte bisognava prenderla così come veniva. Un grande poeta anche con degli interessi di cui ero all'oscuro, che mi giungono inediti: un interesse per i tarocchi e per l'astrologia. Alla fine anche lui come tanti di noi si interrogava su questo grande mistero che è la vita senza tralasciare nulla. Mi sono persa come da programma nella sala dei tarocchi. E chissà forse un giorno vi mostrerò quello che ho scelto tra tanti tarocchi, sorprendendo persino me stessa. Ma la cosa che mi ha colpito di più di tutto è stata una lettera che De Andrè ha scritto ai suoi genitori chiedendo scusa di essere un figlio un po' sui generis. Senza voler esser irriverente nell'accostamento, mi ha ricordato tutte quelle volte in cui una Krishel incapace di esprimere a voce quello che più la angustiava, affidava alla vecchia e cara carta e penna i propri sentimenti e le proprie pene. Mi ha rammentato tutte quelle lettere che ho scritto ai miei genitori incapace com'ero di parlare loro faccia faccia per paura di chissà cosa poi...
P.S. Godetevi la musica che ho scelto per questo post. E' una versione particolare di Summertime cantata da Peter Gabriel per l'album tributo a Gershwin edito nel 1994 con il nome "The glory of Gershwin". Qui lui è il solito spettacolo...

19 giugno 2009

I can no longer call myself


Si ringrazia semaone per la splendida immagine.

Ho diverse sensazioni nel cuore e non so come fare per farvele arrivare. L'acustica allo Stadio Meazza faceva veramente schifo ma questo non ha impedito ai Depeche Mode di fare il loro spettacolo e di farci arrivare la loro energia. Dicevo sono tante le sensazioni che mi porto nel cuore. Ho urlato a squarciagola Peace, la mia canzone dell'anno, e li sopra vedete uno scatto tratto proprio da quel momento. Mi sono sentita liberata da un peso enorme. Ho ripercorso la mia storia legata a questo gruppo. Vado a caso non seguo la setlist, vi dico quello che mi ha colpito di più. Il mio cuore ha cominciato a incrinarsi con Walking in My shoes soprattutto quando Dave Gahan ha deciso di farci cantare il ritornello. Inciamperai nelle mie impronte, prenderai gli stessi impegni che ho preso io se solo tu volessi metterti nei miei panni. Prima di puntare il dito, di arrivare alle tue conclusioni, mettiti nei miei panni. E non lo facciamo mai.  Unica superstite di Playing the angel è Precious.  Dietro le spalle le immagini proiettano un'idea macchina da scrivere che trascrive una bellissima poesia di Hafiz, poeta sufi tradotta da Daniel Lazinsky che potete trovare qui. La trovo particolarmente significativa, un punto di vista interessante soprattutto  considerando la storia di questo gruppo e del cantante. Micidiale il binomio Little soul/Home. Ho pianto calde lacrime di commozione e meraviglia. Martin Gore in veste di cantante era contemporaneamente immenso e talmente piccolo da volerlo proteggere. Caldo, caldissime, torride sia In your room sia I feel you. Non mi inoltro in particolari che siamo ancora per poco in fascia protetta.   Ho provato una sensazione molto intensa e particolare su Master and servants come se si stesse chiudendo un cerchio. Ho finalmente sentito dal vivo il pezzo con cui li ho conosciuti. Essere li, poter partecipare al gioco con Dave Gahan che, ve lo posso dire, non portava per niente i segni di quello che ha avuto da tanto saltava, ballava, cantava e altro molto ancora, era come se stessi facendo i conti con un pezzo della mia storia personale. Sono tornata per un'istante la Simona adolescente che ho dimenticato, ho perso da qualche parte. Un'altra bella sensazione di profonda pace interiore l'ho avuta su Never let me down again soprattutto quando verso la fine del pezzo tutto il pubblico ha cominciato a ondeggiare le braccia come se fossero delle spighe di grano mosse dal vento. Così le ha definite lo stesso Dave Gahan in una intervista diverso tempo fa. Ti riconcilia con tutto, con te stesso, con il mondo, con l'universo. E quando si arriva alla fine a una toccante e splendida Waiting for the night cantata in coppia da Martin Gore e Dave Gahan arriva il sorriso sulle labbra e ti porti dentro la sensazione di aver vissuto qualcosa di speciale. Grazie mille Andy, Martin, Dave. Grazie di cuore.

18 giugno 2009

The voices in my head...


Altra occasione per voi di mettervi in pari con il blog.

Il gran giorno è arrivato...

In the middle of the pouring rain...





Nowhere, 3 giugno 2009
Per l'ennesima volta alla radio ho sentito la cover di Walking in Memphis fatta da Cher e continuo a pensare: ma è mille volte meglio l'originale! E temo che pochi l'abbiano ascoltata purtroppo. Quindi per rendergli giustizia ho deciso di postarvi il video con la canzone, perchè è davvero più bella. Ha dentro tutto il sapore della nostalgia, del viaggio che prima di essere fisico è anche e soprattutto mentale. E quel finale di canzone che ha il potere di stritolarmi il cuore ogni volta che lo sento. E' bellissimo. Ho finalmente messo le mani sull'ultimo libro, in ordine di tempo, di Banana Yoshimoto: Chie-chan e io. La protagonista, Kaori, è una quarantenne single che lavora nel settore dell'importazione di abiti, accessori e articoli griffati dall'Italia. Viaggia spesso per lavoro, per acquistare la merce da rivendere nel negozio di una zia. Parla molto bene la nostra lingua, avendo vissuto per un certo periodo in Italia. Sua cugina Chie è una ragazza sui trentacinque anni, estremamente silenziosa e introversa, che dopo la morte della madre si è trasferita a vivere da Kaori. Fra le due si è instaurato un rapporto di amicizia molto profondo. Quello che adoro di quest'autrice è la levità con cui descrive i sentimenti umani senza essere troppo leziosa. Lei riesce sempre a colpirmi, a entrarmi nelle pieghe del cuore, trova sempre la chiave d'accesso. C'è un brano che forse potrebbe spiegare un po' come sono fatta in certe circostanze. Ho dovuto soffrire per arrivare a questo punto ma adesso sorrido e sono grata a quel dolore.
Se fossi stata la Kaori di un tempo, avrei seguito Chie-Chan dappertutto (cut) e l'avrei viziata in modo che non avrebbe potuto vivere un solo giorno senza me. (cut) "Alla persona a cui voglio bene adesso, dedico senza riserve ciò che posso offrire al momento, ma non ho il tempo e la voglia di pensare al domani. Questo è l'amore." (cut) Nacque in me un pensiero differente: amore è rispettare la vita che Chie-chan desidera fare.
Ero una persona che cercava di imporre la mia visione del mondo e che desiderava il meglio. Ma non era davvero il meglio per gli altri era solo quello che io pensavo fosse meglio. Ho imparato a lasciare andare. Ad accettare che le cose vadano come devono andare e che le persone facciano la vita che scelgono. Questo non diminuirà l'amore che provo per loro. Ora perà la smetto con l'angolo melassa. Cosa dirvi? Se vi piacciono i libri particolari, leggetelo.

17 giugno 2009

Light of beauty



 









Nowhere 2 giugno 2009: Ci sono degli aromi o dei profumi che adoro. Uno di questi è il gelsomino. Dovete sapere che per me questo è il profumo della mia infanzia. Quando abitavo a Melito di Porto Salvo, una frazione in provincia di Reggio Calabria, il palazzo dove vivevo si trovava vicino ad alberi di gelsomino e, di tanto in tanto, con il vento arrivavano certi effluvi che ti lasciavano semplicemente incantati. Questo profumo lo saprei riconoscere tra mille. L'ho riconosciuto come nota nascosta di un profumo a Grasse tanto che la tipa che me l'ha proposto mi ha fatto i complimenti per il mio naso. Di recente ho scoperto che in un giardino che pare abbandonato, vicino al capolinea del 63 a Genova, c'è un bellissimo albero di gelsomino. Ora è in fiore e mi piace pensare che dia il benvenuto con il suo profumo a chiunque si avvicini a quella fermata. Ci sono altri aromi e profumi: l'odore del pane appena sfornato, niente cambia l'atmosfera di casa come il profumo di una torta in cottura nel forno oppure come il profumo del soffritto che sta alla base di ogni preparazione per un buon sugo. E non parlo solo della cipolla soffritta ma anche accompagnata con carote, aglio, prezzemolo, sedano, rosmarino... E tutto questo io lo pensavo e lo scrivevo su carta mentre ero attenta a preprare il sugo con piselli freschi per mezzogiorno. E in un ideale feedback con i miei pensieri gli alberi del giardino dell'asilo di fronte alle finestre di casa mia hanno cominciato a cospargere la casa di un intenso e delizioso aroma di resina.


P.S del 17 giugno: sia di inverno che d'estato la mattina prima di andare a lavorare non manco mai di cospargermi di profumo. E' un'abitudine che mi ha tramandato mia madre, lei ci avrebbe fatto il bagno nel profumo. Mi piace sapere di buono e certe volte lo uso come barriera contro certi effluvi che mi capita di sopportare nei tragitti quotidiani sul bus dove si incontrano troppo spesso gente non molto avezza con l'elemento chimico accadueo insapore e incolore. Ovviamente questa abitudine mi ha portato spesso a cambiare profumo o a ricomprarlo più volte perchè, come tutte le cose, ha una sua fine. Vado in profumeria e dico: ho bisogno di un profumo, non ho molte preferenze. Senza sapere quello che vi ho raccontato poco sopra, la commessa mi fa provare per primo un profumo che ha un'intensa tonalità di gelsomino. Indovinate cosa ha fatto la vostra padrona di casa? Domani sera... Dave arrivo!!!


16 giugno 2009

Krishel's kitchen



Nowhere, 2 giugno 2009
Impegnata come ero a raccontarvi le modifiche del layout mi è passato di mente di raccontarvi della voglia impellente di farmi una torta che mi ha preso domenica pomeriggio. Gli ingredienti sono semplicissimi: 1 vasetto di yogurth possibilmente neutro (ma a casa ne avevo uno al cocco e ho usato quello). Il vasetto conservatelo perchè vi servirà da misurino. E quindi 2 vasetti di zucchero, 3 di farina, due uova intere, uno di olio di semi, mezza bustina di lievito per dolci, la scorza di un limone grattuggiato. Ho anche aggiunto all'impasto del cioccolato fondente ridotto a granelli. Ah per farlo ho usato un fruttatore con le palette normali... non so come descriverle... uff sono davvero impedita a raccontare le ricette. Comunque si mette prima yogurth uova e farina e si gira o si frulla finchè non vedete che è ben montato. (se siete capaci a fare lo zabaione sapete cosa intendo) Aggiungete la farina e incorporate ben bene nell'impasto, il lievito, la scorza di limone e l'olio. Fate attenzione quando cercate di incorporare l'olio, delicatamente! Altrimenti rischiate di ritrovarvi la cucina impiastrata d'olio e non è simpatico. Accendete il forno almeno 5 minuti prima di infornare. Imburrate la teglia e cospargete di farina per evitare che si attacchi, versate e infornate. Con il mio forno lo metto a 205 gradi e il minutaggio non l'ho mai calcolato. Ma è abbastanza semplice da vedere quando è cotto: prendete uno stecchino, possibilmente lungo e quando pensate che potrebbe essere ora, fate un buco e tirate via. Se lo stecchino è asciutto è pronto. Com'è venuta? Buona in maniera goduriosa. Si sente il sapore di cocco in maniera prepotente. Ormai credo che la maggior parte delle immagini che metterò saranno mie modifiche personali quando sarò ispirata. Prova di pubblicazione da addon numero due... Riiuscito!! Grazie Subway.
P.s. del 16 giugno: Mancano due giorni ormai all'evento e manca anche poco alla fine del trasferimento dei post di blogspot a splinder. Ho ancora all'incirca tre post da farvi leggere. Prendetevi tutto il tempo che volete perchè il 18 e il 19 mi prenderò una pausa per ovvi motivi. Alla fine ho visto che ormai i miei lettori li ho tutti qui e non ha molto senso trasferirmi. Spero che splinder regga ancora un bel po'...

Boh...



 









 


Nowhere 1° giugno 2009
Sto facendo degli esperimenti ancora una volta. Devo dire che questo editor funziona che è una meraviglia! Allora ricapitoliamo tutto dall'inizio. Sono sempre alla ricerca di una soluzione per non dover scrivere ogni volta il carattere del post e ormai rinuncio a modificarlo da codice. Questa persona ultimamente ha sentito la necessità di un cambio e ha costruito un nuovo blog qui su blogspot. Suggerendo anche l'esistenza di un addon firefox che in pratica è un editor. L'addon si chiama Scribefire e al momento sto redigendo il post con quell'addon. La prima cosa che noto è che ha il mio amato carattere già di defallo. Ma poi come codice sorgente usa il mio vecchio e caro amato html che conosco e so come modificare. L'immagine? Una mia piccola creazione con doppio effetto niente di che. Se il signor Subterranean (alias Subway qui per splinder -NdK) dovesse passare di qui beh si ritenga ringraziato e anche alla svelta. Mi manca solo una cosa ma penso che quello capirò subito come fare: aggiungere la musica al post. Non mi è sembrato troppo complicato. Ora la parte più carina e divertente: la pubblicazione. Se mi sentirete urlare vuol dire che qualcosa non è andato come doveva. Non urlo ma qualcosa è andato storto nella pubblicazione. Vorrei capire perchè diavolo era finito nelle bozze e non nel blog come doveva. To be continued...

P.S. del 16.06.09 Allo stato attuale Scribefire funziona anche con i blog di splinder. Molto comodo soprattutto per me che ho fatto il trasbordo da blogspot a qui tramite copia e incolla. Mancano due giorni ai Depeche Mode e come per tutti i concerti non sono pronta. Non sono pronta alle emozioni che mi aspetteranno. Per il resto, per il resto sto abbastanza crollando...

15 giugno 2009

Trying to...

Nowhere, 31 maggio 2009
Riproviamo a vedere cosa succede se non gli do il font del post. Sta diventando davvero snervante. Niente ci rinuncio. Quella che vedete è la mia nuova creazione grafica. Ho avuto una interessante conversazione ieri sera. Ho potuto dire, ma dall'altra parte aveva capito già, che se non sono per niente ispirata non riesco a creare. Ora che il contest è finito e c'è stato pure un vincitore lo posso dire tranquilalmente: il contest bimbi non ha fatto per me. Ho avuto pochissime ispirazioni, ci ho provato ma non sono stata al meglio. L'ho visto io e penso che l'abbiano visto anche gli altri. Con quello fantasy, meglio. La prima immagine che ho postato è semplicemente favolosa. Ve la mostrerò appena finiscono le votazioni. L'idea di base è semplicissima e la realizzazione è stata altrettanto semplice da fare. Vi ho già parlato del mio "angelo dei libri" e di come lui agisca secondo logiche a me sconosciute. Venerdì sono andata a consegnare a malincuore Musicofilia un libro di Oliver Sacks, stavo per prendere dei libri quando sono stata bloccata perchè non ne avevo restituito degli altri. Sono tornata a casa, sono andata alla mia biblioteca di quartiere e li trovo l'unico libro di Banana Yoshimoto che ancora non avevo letto. Mio! E lo sto leggendo in questi giorni. Lei è un'autrice davvero incantevole e prima o poi ne parlerò ampiamente. E' domenica, ho lavato e steso della roba, come cibo ho fatto una montagna di insalata di riso da mangiarci a mezzogiorno, sera e mi sa anche domani a mezzogiorno per me. E ho la sensazione strisciante di star perdendo qualcosa o qualcuno per strada...
P.S. Forse ho trovato un modo per risolvere. Vedremo con il nuovo post.
Edit del 15 giugno: Meno tre, meno tre, meno tre...

Buonanotte dolcezza









Nowhere, 30 maggio 2009

Quest'immagine l'ho costruita dopo che ho capito dove sbagliavo in un'animazione. E' bello capire dove si sbaglia, poter rimediare e alla fine imparare. Il brano che vi faccio sentire per me ha dei ricordi dolcissimi. E' la canzone che tre improbabili babysitter cantano per far addormentare un dolce frugoletto nel film "Tre scapoli e un bebè" ma soprattutto è un dolce ricordo di quando mia madre e io vedevamo questo film e lei si scioglieva. Lei che amava così tanto i bambini. Non solo i suoi ma quelli di tutto il mondo. E' notte, ho avuto una giornata movimentata tra posta, biblioteca ma che bello tornare a casa, avere già gli ingredienti per prepararsi da mangiare. Mio fratello insinua che io non abbia voglia di cucinare. Non è vero. Non ho voglia di cucinare per qualcuno che vorrebbe da me quello che non posso dargli. Con me stessa so rischiare, posso, al massimo mi arrabbio li per li ma so che farò meglio la prossima volta. Con lui non si può ti fa scenate degne di un bimbo di cinque anni e non lo voglio. Perchè ci sto più male io che lui, ne sono sicura. E' notte ora Krishel e puoi riposare tranquilla. La notte quieta tutto e rende tutto più bello. Buonanotte piccola mia. Goodnight to all sweethearts...

14 giugno 2009

A question of time


Nowhere 28 maggio 2009
Ecco qua la riprova di quello che vi dicevo ieri. Questa immagine l'ho costruita io piano piano, con tutti i miei limiti e con tutta la mia semplicità. Avrei potuto aggiungerci degli effetti, aggiungerci un animazione, dei glitter ma alla fine penso che vada bene così com'è. Stamattina ho ricevuto la notizia che stavo aspettando: il tour dell'universo è ripreso e a Milano ci dovrebbero essere. Ieri sera ho avuto una conversazione con un amico, una persona con cui mi sono picchiata ma a cui ho detto scusa, che mi ha dato il nome di un albergo vicino allo stadio Meazza. Stamattina ho chiamato e ho fissato la camera solo a parole. Venerdì andrò in posta a fare il vaglia. Chi mi ha risposto era una persona gentilissima che sapeva già da subito quello che volevo. Ora devo solo dirlo a mio fratello e dire che la mattina del 19 io ovviamente non andrò a lavorare. Sono rilassata, molto rilassata e pronta a spaccare tutto al concerto. Ho fatto un piccolo cambiamento qui dentro: ho ridotto il numero dei post visualizzati e ho messo un widget per mostrare gli ultimi commenti ricevuti. Piano piano le modifiche che voglio arriveranno. Devo solo avere pazienza.



Pensieri sparsi











Nowhere 27 maggio 2009
Ho pensieri sparsi al vento. Stamattina una mia amica mi ha colpito dicendomi su facebook: ultimamente ti sento più negativa del solito. Ed è stato come un fulmine a ciel sereno. La mia permanenza nel forum di grafica continua, le ispirazioni per graficare scemano. Vorrei avere più mezzi a mia disposizione. Mi rendo conto però che le cose che mi riescono meglio sono quelle più semplici. Però non so, non sono soddisfatta pienamente di quello che faccio. Adesso ho l'accesso anche alla sezione html e css. Vedremo se posso imparare qualcosa anche li. Questo posto mi rappresenta pochissimo a livello grafico. E' troppo scarno per i miei gusti e non so da dove partire per cambiare. Mi sono fatta un giretto su internet alla ricerca di qualcosa ma di nuovo nulla che possa rappresentarmi davvero. Ho saputo che sono a piedi per il ritorno dai Depeche Mode e che devo cercarmi da dormire. Fortuna che sono mesi che mi metto i soldi da parte per ogni evenienza. L'altra incognita è sapere cosa accadrà davvvero. Immagino che vi siano arrivate voci del malore che Dave Gahan ha avuto e che ha costretto l'organizzazione a cancellare alcune date. Lo so che non c'è sicurezza e non c'è la bacchetta magica ma francamente mi scazzerebbe un tantino se andasse a monte tutto. Anche perchè vorrebbe dire che la questione è più seria di quanto dicono. E' arrivata l'estate con il suo carico di caldo, i cali di pressioni repentini, la poca voglia di fare da mangiare e molto altro. Birillo ha trovato un nuovo modo dii chiedermi da mangiare oltre a miagolare: si sdraia per terra con le zampe e la pancia all'aria. E' buffissimo, dovreste vederlo. Sto scrivendo con il portatile nuovo dell'ufficio e devo dire che la differenza si nota. Ho fatto qualche fotografia di me con la web cam, pubblicate anche su facebook. Quella che vedete sopra è lo scatto che amo di più di tutta la serie. Ho un'espressione molto dolce e due occhi che sembrano stupendi e sapete che generalmente non sono in vena di complimenti con me stessa. Nel prossimo turno del
Fragile Game c'è Trouble, proposta da me. In sede di votazione dirò cosa significa per me questo pezzo ma posso anticipare qualcosa. C'è una strofa che la dice lunghissima su come sono dentro, su come gestisco i rapporti interpersonali.
I never meant to cause you trouble, And I, I never meant to do you wrong, And I, well if I ever caused you trouble, Oh, no I never meant to do you harm.
Spesso e volentieri io faccio dei casini incredibili anche se sono animata da buone intenzioni e ferisco le persone con la mia sincerità. In realtà io non faccio altro che gettare all'altro la mia visione del mondo senza pensare che, forse, non è quella giusta per gli altri. Però non sono una cattiva persona, questo no. Quella frase detta dalla mia amica mi risuona dentro e mi chiedo se non avesse ragione. Forse dovrei anche io smettere di darmi addosso. P.S. Sto leggendo un libro bellissimo sull'interazione tra cervello e musica ma temo che dovrò consegnarlo prima di averlo finito. Peccato.
Edit del 14 giugno: uno dei motivi che mi ha spinto a ritornare qui è proprio il fatto che trovo blogspot troppo impersonale. Mi rappresentava pochissimo. Magari il giorno che riuscirò ad imparare qualcosa del codice css riuscirò a renderlo meno impersonale. Chissà...

13 giugno 2009

Don't know, won't know...









Nowhere, 22 maggio 2009

Giuro che non l'ho ritoccata, vi sto mostrando quest'immagine così come l'ho trovata. Mi basta una notizia musicale letta su facebook ed ecco che i miei criceti fanno il salto mortale carpiato e mi riportano indietro al mio scorso compleanno. Forse lo sapete già, forse no, ma lo scorso compleanno ho deciso di regalarmi una giornata festeggiandola a Bologna con degli amici. Non sapevo quando ho deciso, che sarebbe stata una giornata di quelle uniche che non ricapitano nella vita. Una giornata in cui tutto va magicamente a posto, in cui puoi stare con chi ti è più prezioso pur sapendo che quella è l'unica finestra che avrai a tua disposizione. In quel giorno mi è stato fatto un regalo molto bello e inaspettato: The seldon seen kid degli Elbow. Bello perchè, voi lo sapete, regalatemi musica e letture fidate e per me è come stare in paradiso. Inaspettato perchè fino a quel momento non avevo dato la giusta importanza a quel disco. Ed è strano perchè penso che invece mi descriva forse nella maniera più precisa possibile per degli artisti che neanche sanno che esisto. In quel disco c'è la mia parte più tranquilla, la mia parte più scherzosa - quella che tiro fuori pochissime volte - la mia parte più passionale, quella più triste e via dicendo. E poi c'è One day like this. Un signor pezzo tanto da essere stato premiato come migliore canzone per musica e testo. E quando la sentite vi trasmette quella gioia tranquilla di una bella giornata di sole non troppo calda, non troppo fredda, non troppo umida, non troppo secca... in una parola semplicemente perfetta. In un giorno così tutto è possibile. E' possibile vedere il sorriso comparire sulle mie labbra, sentire in sottofondo gli uccellini che cantano, i bambini che giocano, la delizia del vento che ti scompiglia i capelli. Tutto sembra più bello, più dolce, più gioioso. Le preoccupazioni che ci hanno afflitto fino a quel momento scompaiono per lasciare il posto a un quieto e placido equilibrio interiore. E non importa se non durerà per sempre. On a day like this... in un giorno così vale la pena di viverselo appieno. Fatevi questo regalo: sentitevi questo gioiellino...

12 giugno 2009

Esperimenti

Nowhere 17 maggio 2009

Chi mi dice che cos'è questo si meriterà un bacio virtuale da parte mia. Gli ho fatto un piccolo ritocco glitterato a quest'immagine e senza peccare di immodestia mi sembra sia venuto molto bene e molto elegante anche. Continuo a imparare molto e a fare la cosa che amo di più: giocare con le immagini. Con la differenza che ora ho a disposizione un programma come si deve e soprattutto persone che sanno il fatto loro e che hanno la voglia e la pazienza di insegnare come si fa. Era ora. Davvero ora.

P.S. Ma si capisce che sto ricopiando i vecchi post di blogspot? Perchè ho qualche dubbio in proposito.

11 giugno 2009

Shedding Skin





Nowhere 16 maggio 2009
Riflessioni su riflessioni in questo ultimo periodo tra cui anche l'effetto che le mie parole hanno avuto sugli altri. Quei pochi che mi hanno seguito davvero finora sanno che ho due blog. Uno in cui mostro la parte più in luce di me, l'altra invece in cui ho sfogato il mio lato oscuro. Scrivendo in quel mondo fatto di nero e ombre, una terra delle ombre appunto, ho fatto diversi errori di valutazione. Errori dettati dalla mia ingenuità di pensare "ma tanto chi vuoi che lo legge"? Invece c'è sempre qualcuno che legge, c'è sempre qualcuno che arriva a scoprire le cose anche quando pensi davvero di essere al sicuro. Ho fatto del male con quelle parole, ho rovinato e ho rischiato di rovinare qualcosa con quelle parole. Ho fatto stare a disagio persone, lo so che è così anche se vi ostinate a negare l'evidenza. Ultimamente rileggendo le mie parole qui dentro noto che il tono che uso solitamente li dentro - indescrivibile, un tono più forte e nello stesso più delicato, più mesto, più rassegnato - è arrivato anche qui e mi stavo chiedendo se forse non fosse il caso di chiudere definitivamente la terra delle ombre. Capiterà ancora in futuro che mi sentirò male da non trovare stimoli per scrivere qualcosa qui nella casa e sarà il silenzio allora. Ma senza la terra delle ombre, tenendo tutto per me io sarò più tranquilla e nessuno si farà del male...
P.S. Continuo a non sapere cosa farò di Shadow Land. Per ora lo lascio li dov'è.

Moon, my confidant...



Immagine di Jennifer Short trovata qui.
Nowhere 15 maggio 2009
Ci sono dischi che è impossibile recensire. O almeno lo è per me che non sono una professionista della parola ma, semplicemente, una scribacchina della domenica. Era dai tempi di Vespertine di Bjork che non mi imbattevo in un opera genuinamente femminile. E per femminile intendo bello, vibrante, passionale, speziato, colorato, caldo... insomma tutte quelle qualità che rendono grande una donna. Sotto lo pseudonimo Bat for Lashes si nasconde una piccola grande donna: Natasha Khan. Uno scricciolo trentenne non bellissima ma che ha la capacità di ammaliarti con lo sguardo e con una voce incredibilmente bella. Ascoltando Two Suns sono tornata indietro nel tempo, a quando ho scoperto la sua nume tutelare, anzi per essere precisi è la nume di tutte le cantanti nuova generazione (per intenderci Bjork, Tori Amos e via dicendo): Kate Bush. Mi ha ricordato molto la meraviglia che ho provato di fronte a una voce davvero unico e a una sensibilità rara. E' il brano adatto per chiudere una giornata piena di ricordi e di riflessioni. Piene di scoperte e di riscoperte e di riesami personali. Le parole sanno colpire nel profondo. Nel bene e nel male. Una danza, un viaggio: è la vita. A volte capita che ci sia una fermata che ci impegna più del solito e rimaniamo fermi ad aspettare di ripartire. A volte invece capita che gli eventi prendano una piega che ci porta in direzioni impensate. Nessuna certezza, solo tante speranze. Speranze di non lasciare nulla di sospeso per quando la ruota si spezza e poi riprende a girare.
Un altro giro di giostra altrove...

10 giugno 2009

Stories of old







Volevo raccontarvi della mia recentissima scoperta musicale ma un'intensa conversazione tra il guerriero e me mi ha fatto rimandare alla prossima volta. Un intenso reciproco ripercorrere la nostra storia legata a quegli umani che vedete lassù. Ho conosciuto i Depeche Mode con Master and Servant . Ma Cupido non aveva ancora scoccato la sua freccia, ancora non c'era stato amore. Passato anche Blasphemous Rumors arriviamo a Music for the Masses e a Little 15. E qui, qui Cupido ha fatto la sua parte. Non saprei cosa ha fatto scattare la scintilla. Forse il video in bianco e nero, forse l'infinita eleganza musicale che richiama un ideale est europeo. Forse tutto questo e altro ancora. Il disco è uno di quelli che non invecchieranno mai, che li ascolti ed è come fosse la prima volta. Passano gli anni e si arriva a Violator. Dovete sapere che una volta c'era formato vinile e musicassetta e per le mie finanze di adolescente, comprare un disco non era cosa di tutti i giorni. Andavo a cassette, con il mio fido walkman giravo per le strade di Genova. Ho dovuto ricomprare per ben quattro volte la cassetta di Violator per quanto l'ho bruciata. Questo disco è intimamente legato alle "Cronache di Thomas Covenant" di Stephen R. Donaldson. E con gli occhi rivolti al passato capisco perchè. Violator è un disco che parla di ferite, di cicatrici rimaste sulla pelle, di una redenzione dai fantasmi e dai demoni a lungo cercata ma mai trovata realmente. Le settimane diventano mesi, i mesi diventano anni e arriva Songs of faith and devotion. Il primo dei due dischi che faticato di più a capire, ad accettare e ad amare. Dovevo crescere, dovevo vivere e amare di più. Alla fine anche questo è entrato nelle vene, si è fatto amare. E' passione fatta musica e non ero pronta ad accettare che esistesse quel lato di me. Non l'avevo ancora scoperto. Di Ultra ricordo tutto. Ricordo le voci di scioglimento della band che l'hanno preceduto. Ricordo lo sgomento provato alla notizia di quello che è accaduto a Dave Gahan. Ricordo dove ero, che tipo di giorno era. quando è uscito. Ricordo la sensazione di star vivendo un piccolo miracolo. Tutto insomma. Ero in negozio con Davide e stava piovendo. Una di quelle giornate irreali che sembra sia sparito il mondo intero. Il suono della pioggia che cade e Ultra. Solo quello. Mi ricordo lo stupore di Davide nel sentire il finale di Home. Lui è un fruitore di musica più freddo di me eppure ne è rimasto colpito. In questo disco c'è la seconda canzone che io amo di più dei Depeche Mode: Sister of night. Si tratta di una preghiera pagana, per me. Un'invocazione di aiuto, di sollievo dal dolore. "Sweet sister, just feel me, I'm trembling, you heal me..." Ho avuto la conferma di questa recentemente in un intervista. "L'unica parte vocale sull'album che ho registrato agli Electric Lady di NY - l'unica che eseguii in modo davvero soddisfacente - fu 'Sister Of Night'. Ora riesco a sentire quanta paura provavo. Sono contento del fatto che quella canzone sia lì a ricordarmelo. Mi accorgevo del dolore che stavo causando a tutti gli altri." Si sente quel dolore. E' fisico, è marchiato a fuoco nella canzone. Arriva Exciter e arriva il secondo disco difficile da assimilare per me. Sapete ci sto facendo ancora i conti adesso. Ma quella Goodnight lovers quanto l'ho amata e quanto la amo tutt'ora. "When you born a lover, born to suffer like all soul sisters and all soul brothers..." un sospiro carico di tutto il possibile e l'immagnabile. Playing the angel è l'ennesimo disco perfetto. I Depeche Mode che riprendono a parlarmi da dove erano rimasti con Ultra ma c'è qualcosa di più, qualcosa di meglio. I want it all e l'impazienza di un uomo che ha tutto ma non basta, non è sufficiente, Precious e chi al mondo non ha una persona che ritiene preziosa come il diamante? Il disco si chiude con una monumentale The darkest star. Non posso descriverla, dovete sentirla. E poi l'universo. Ma questa è storia di questi giorni e quel racconto l'avete già sentito, ve l'ho già narrato.... Ssh listen.
P.S. Mancano otto giorni al concerto.

9 giugno 2009

La solitudine dei numeri primi



I numeri primi sono divisibili soltanto per uno e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo più in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma per qualche modivo non ne fossero capaci. - cut- In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero...


Nowhere 12 maggio 2009
La solitudine: questa è la chiave centrale del libro. Una solitudine fatta di un vuoto affettivo e amoroso, di sentimenti negati, di segreti e di smarrimenti infiniti. Alice e Mattia, i due protagonisti del libro, sono come quei gemelli: la loro esistenza è interamente intessuta nel profondo disagio interiore e in problematiche psicologiche irrisolte. Entrambi sono incapaci di avvicinarsi l'un l'altro di que tanto che servirebbe loro per allievare tanta devastante solitudine, quel tipico essere eterni outsider in una realtà che va avanti con le proprie convenzioni. Non viene risparmiato nulla nella gelida trasposizione di questa solitudine resa fin troppo efficacemente dall'autore: non si salva l'amicizia, ritratta nel suoi aspetti più deleteri di sudditanza, non viene risparmiato l'amore in nessuna delle sue forme. E' un libro fondamentalmente freddo e gelido, come quei numeri che corrono e ricorrono senza tregua. E la soluzione, se mai la si possa definire tale, risiede ancora in una sconfinata solitudine.

Come back









Nowhere, 11 maggio 2009
Quando dico che con la musica io ho un rapporto molto particolare, intendo letteralmente. Per me musica è vibrazione e va a scavare nella parte più profonda del mondo. O semplicemente va a richiamare cose che non credevamo possibili. Ma accadono. E' da quando ho sentito per la prima volta Come back dei Depeche Mode che ho avuto la chiara sensazione che qualcosa di grosso in ballo stava per accadere e, devo essere onesta, non ero assolutamente preparata a cosa si stava per scatenare. Ho chiuso in bellezza un capitolo doloroso della mia esistenza. Un capitolo fatto di incomprensioni reciproche e altro lo sa solo la Dea. Ho colto l'occasione di poter esprimere quello che mi portavo dentro da molto tempo. E stamattina la sorpresa delle sorprese: l'occasione di un incontro faccia a faccia senza nessuno intorno. Solo lui e io. E' stato bello, molto. Abbiamo chiacchierato come non facevamo da tempo. Da troppo tempo ormai. L'ho visto bene, finalmente. Sorrido. Grazie a te Krishel per non aver permesso che il rancore prendesse il sopravvento, grazie per esserti mossa in modo da creare questa occasione. Grazie Fenice. per il bel pomeriggio trascorso e per altro. Ora posso smettere di soprannominarti così, non ne hai più bisogno ormai...
P.S. del 9 giugno 2009: è passato del tempo da allora, ci sono stati dei piccoli scambi di messaggi da lontano. Questo losco figuro si aggira per queste lande ma non vi dirò dove, questo è un segreto che mi terrò ben stretta. In passato quando ripensavo a tutto questo arrivava il gelo e gli aghi conficcati nel cuore. Quel gelo si è sciolto e gli aghi non esistono più. Sono rimasta scossa da questo evento perchè mi sono resa conto che non tengo rancore davvero e che, fondamentalmente, non sono una cattiva persona. Una cosa è dirlo, una cosa è rendersene conto con i propri occhi. E sapete che generalmente non sono molto buona con me stessa...

8 giugno 2009

Nightingale singing









Nowhere, 09 maggio 2009
C'era una volta un'usignolo... io vi ho parlato molto tempo fa, nella vecchia casa di un artista islandese membro di un gruppo chiamato Sigur Ros. Questo usignolo l'ho sentito cantare in quel di Roma l'anno scorso a luglio. Jón Þór Birgisson è il suo nome qui sulla Terra ma ho sempre pensato, da quando ho sentito la sua voce per la prima volta, che fosse una di quelle anime rare la cui voce proviene dall'altrove. Da un non precisato altrove di cui non ci è dato sapere molto. Insieme al suo ragazzo Jonsi ha messo in piedi un progetto musicale chiamato Riceboy Sleeps e sta per arrivare nei mercati discografici il debutto omonimo. Chi conosce la band madre, chi conosce già questa voce sopraffina, quest'anima sognante non rimarrà deluso da quest'opera. Stavo discutendo su facebook con un amico che ricorreva alla musica classica come panacea, come sollievo dall'orrore e dalle miserie umane. Ribattevo che ci sono esempi di infinita bellezza, esempi di arte ravvicinata al divino capace di elevare l'animo al cielo anche al di fuori della classica. E il progetto Riceboy sleeps non è che un esempio.

Voli









Nowhere, 8 maggio 2009
Mi sento come questa immagine. Tanta ombra attorno e un piccolo bagliore di luce a colorare un particolare. Sarà perchè in questi giorni ho potuto dire qualcosa che mi tenevo dentro da tempo, qualcosa che mi faceva star male, un'occasione che non avevo potuto afferrare prima. Sto imparando che la vita è fatta anche di questo. O semplicemente è l'effetto che questo brano ha su di me. Non chiedo, non faccio domande che alla fine non serve. Sto partecipando ad un contest a tema animali. Le immagini di partenza sono davvero molto belle e sto portando il mio contributo. E la gente sembra apprezzare molto quello che faccio. Vado di istinto, vado dove mi porta la mia ispirazione e i miei occhi. Vado dove mi porta il mio senso estetico che esiste, è presente in me. Lo spirito di osservazione è un'eredità di mia madre. Da quando mi ha insegnato a lavorare a mezzo punto, ho imparato a osservare meglio, a notare particolari e a capire quando questi sono importanti e quando no. E' solo una delle tante cose che lei mi ha lasciato in eredità. E' stata una giornata difficile, sono stata male. Stamattina mi sono svegliata con un violentissimo attacco di cervicale e gli antidolorifici che ho preso non sono serviti a lenire il dolore. Tra una cosa e l'altra sono tornata a casa alle cinque del pomeriggio ma ero talmente sfibrata dentro ,e ancora dolorante, che ho pensato bene di stendermi un po' per cercare di rilassarmi. Sono scivolata senza quasi accorgermi in un sonno tranquillo. E' stato Birillo, reclamando con dolci miagolii il suo pasto serale, a svegliarmi all'ora di cena. E si finisce la sera immersi nell'incanto più puro.

Loosing my religion









Nowhere, 7 maggio 2009
Ho tante cose di cui parlare. Mettiamo ordine ai criceti ballerini. Tutti in fila! Prendetemi pure in giro per l'eternità: sono rimasta chiusa fuori di casa senza chiavi. Non so ancora come diavolo ho fatto a dimenticarle e a questo punto la cosa non ha più importanza. Più che altro è stato il nervoso. Sono stata ospite di una mia vicina di casa, gentilissima che si è prodigata veramente tanto per non farmi sentire troppo l'attesa. Poi dopo un po' me ne sono andata io di mia spontanea volontà. Alla fine dopotutto continuo a essere un animale solitario. Mi sono messa ad aspettare vicino alla porta e dall'altra parte sentivo Birillo che raschiava la porta e miagolava come un matto. Scherzosamente ho detto: "Birillo da bravo su, aprimi la porta". Come se davvero potesse farlo. Grazie ad un amico blogger di questa piattaforma ho saputo che quest'anno è uscito anche il nuovo disco di William Basinski. Io conoscevo questo artista da tempo per via di Melancholia. E'... non saprei cosa dire per descriverlo. Si oddio ora che ci penso saprei come. Avete presente quegli acquarelli dai colori così delicati eppure talmente vividi da entrarvi subito negli occhi e nell'anima? Ecco 92982, il titolo del disco in questione, è proprio così. Si tratta di quattro preziosi acquarelli sonori ed emotivi che prendono la parte più profonda di voi e la portano a galla. Era dai tempi di Let the power fall di Fripp che non provavo questa sensazione di profonda pace interiore. Come se una pioggia fosse scesa a lavare l'oscurità profonda. Fatevi un favore: ascoltatelo. Solo così potrete capire di cosa sto parlando. E domani, domani.. domani si va a trovare la mamma. Se potete ancora farlo, abbracciate vostra madre anche per me.

P.S. Ero partita con l'idea di riportare qui dentro un post al giorno ma alla fine mi sono stufata e ne porterò due al giorno. Anche perchè non riesco a raccontare anche le piccole cose che mi succedono, quando mi colpiscono. Oggi mi è stato fatto un grandissimo complimento per una come me che sta imparando a graficare da pochissimo. "Noi riconosciamo subito che si tratta di una tua creazione ancora prima di vedere la firma". Il che vuol dire che ho un mio stile personale. Mi fa piacere perchè è quello che cerco di fare con le mie creazioni.

7 giugno 2009

Timidamente io...



Quello che vedete qui sopra è una mia creazione per un concorso sempre nel forum di grafica a tema animali. Ci sarebbe anche un'altra immagine che mi ispira e forse oggi ho trovato una via per usare quell'immagine.  Non ho molto da dire in questo periodo. Tutto scorre abbastanza placidamente come solito. Oddea non proprio tutto, c'è stato un ritorno. Vi ricordate quando dicevo che non avrei dovuto cantare Come Back dei Depeche Mode perchè so benissimo quello che smuovo? Ho avuto la conferma di questo ieri. Però mi ha lasciato tanta di quella serenità addosso che non so come spiegarvela e neanche ci provo! Sono in terribile preparazione da concerto. Manca poco di un mese ormai e sono davvero in attesa febbrile. Ho smesso un po' di leggere e questo non è buono ma il libro che sto leggendo non mi ispira, non mi invoglia.. Volevo fare una capatina in biblioteca venerdì scorso ma, come ben sapete, era il primo maggio. Ci andrò questo venerdì per vedere se trovo qualcosa di interessante.   Ho proprio bisogno di ritrovare una buona storia o semplicemente di ritrovare la voce del mio angelo dei libri. L'unica cosa scomoda di blogspot è dover scrivere ogni volta a mano il font che voglio appaia sul blog. Ma in fondo si tratta dell'ennesima cosa che ho imparato sui codici.

6 giugno 2009

Ispirazioni



Mi sembra di essere tornata a scuola tranne per il fatto che, per la prima volta, sto imparando qualcosa che davvero mi piace. E accadeva raramente. Quei pochi che mi hanno seguito fin qui e che mi conoscono sanno che non sono tipa da farmi molti complimenti. Ma lo vedo con i miei occhi, vedo la facilità con cui imparo e capisco il linguaggio e le spiegazioni che fanno sul forum di grafica, dicevo vedo un certo talento. Lo dico piano con un po' di timidezza quasi avessi paura che non appena lo dico subito arrivi qualcuno a dire che non è vero. Continuo, cerco di ambientarmi più che posso, faccio i tutorial e non vedo l'ora che mi si dia accesso alla parte riguardante html, css e simili. Sono sicura che anche li c'è tutto ancora da scoprire, tutto da imparare. Peccato che, come tutte le cose che mi appassionano, temo che difficilmente mi daranno da mangiare. Ma non ci penso. Mi fa sentire creativa e questo mi basta. Ho scoperto che le immagini che avevo usato per la haunted house non sono sparite, sono ancora memorizzate qui nel mio profilo. Pensavo di averle perse quando ho cancellato il blog. Devo solo decidere cosa farne. Ma una decisione alla volta o la mia testa potrebbe scoppiare.

5 giugno 2009

Lezioni...


Una premessa: sto riportando qui dentro quello che avevo scritto nell'altro blog. Per quelli che mi hanno seguito anche di la vi darà la sensazione di un dejà-vu.

Primo post della nuova versione della casa. E come al solito non mi so decidere. In effetti quello che nevepioggia suggerisce di fare ossia di ricominciare proprio da zero, con layout anche nuovo non è male. Alla fine ho sempre detto che quello che conta è la parola non l'immagine. Sto imparando a graficare un po' più sul serio. Mi piace, ho occhio e riesco a fare cose belle per me da vedersi. Imparo come si suol dire. E cerco di capire se trasferirmi di piattaforma è davvero quello che voglio.

4 giugno 2009

Halos




And when our worlds they fall apart When the walls come tumbling in Though we may deserve it It will be worth it
E non riesco a essere indifferente a queste parole...
P.S. Sono tornata all'ovile ma ci saranno dei cambiamenti. E il blog su blogspot rimarrà per quando splinder sarà in down. Perchè so che sarà così...