11 giugno 2009

Moon, my confidant...



Immagine di Jennifer Short trovata qui.
Nowhere 15 maggio 2009
Ci sono dischi che è impossibile recensire. O almeno lo è per me che non sono una professionista della parola ma, semplicemente, una scribacchina della domenica. Era dai tempi di Vespertine di Bjork che non mi imbattevo in un opera genuinamente femminile. E per femminile intendo bello, vibrante, passionale, speziato, colorato, caldo... insomma tutte quelle qualità che rendono grande una donna. Sotto lo pseudonimo Bat for Lashes si nasconde una piccola grande donna: Natasha Khan. Uno scricciolo trentenne non bellissima ma che ha la capacità di ammaliarti con lo sguardo e con una voce incredibilmente bella. Ascoltando Two Suns sono tornata indietro nel tempo, a quando ho scoperto la sua nume tutelare, anzi per essere precisi è la nume di tutte le cantanti nuova generazione (per intenderci Bjork, Tori Amos e via dicendo): Kate Bush. Mi ha ricordato molto la meraviglia che ho provato di fronte a una voce davvero unico e a una sensibilità rara. E' il brano adatto per chiudere una giornata piena di ricordi e di riflessioni. Piene di scoperte e di riscoperte e di riesami personali. Le parole sanno colpire nel profondo. Nel bene e nel male. Una danza, un viaggio: è la vita. A volte capita che ci sia una fermata che ci impegna più del solito e rimaniamo fermi ad aspettare di ripartire. A volte invece capita che gli eventi prendano una piega che ci porta in direzioni impensate. Nessuna certezza, solo tante speranze. Speranze di non lasciare nulla di sospeso per quando la ruota si spezza e poi riprende a girare.
Un altro giro di giostra altrove...

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