10 giugno 2009

Stories of old







Volevo raccontarvi della mia recentissima scoperta musicale ma un'intensa conversazione tra il guerriero e me mi ha fatto rimandare alla prossima volta. Un intenso reciproco ripercorrere la nostra storia legata a quegli umani che vedete lassù. Ho conosciuto i Depeche Mode con Master and Servant . Ma Cupido non aveva ancora scoccato la sua freccia, ancora non c'era stato amore. Passato anche Blasphemous Rumors arriviamo a Music for the Masses e a Little 15. E qui, qui Cupido ha fatto la sua parte. Non saprei cosa ha fatto scattare la scintilla. Forse il video in bianco e nero, forse l'infinita eleganza musicale che richiama un ideale est europeo. Forse tutto questo e altro ancora. Il disco è uno di quelli che non invecchieranno mai, che li ascolti ed è come fosse la prima volta. Passano gli anni e si arriva a Violator. Dovete sapere che una volta c'era formato vinile e musicassetta e per le mie finanze di adolescente, comprare un disco non era cosa di tutti i giorni. Andavo a cassette, con il mio fido walkman giravo per le strade di Genova. Ho dovuto ricomprare per ben quattro volte la cassetta di Violator per quanto l'ho bruciata. Questo disco è intimamente legato alle "Cronache di Thomas Covenant" di Stephen R. Donaldson. E con gli occhi rivolti al passato capisco perchè. Violator è un disco che parla di ferite, di cicatrici rimaste sulla pelle, di una redenzione dai fantasmi e dai demoni a lungo cercata ma mai trovata realmente. Le settimane diventano mesi, i mesi diventano anni e arriva Songs of faith and devotion. Il primo dei due dischi che faticato di più a capire, ad accettare e ad amare. Dovevo crescere, dovevo vivere e amare di più. Alla fine anche questo è entrato nelle vene, si è fatto amare. E' passione fatta musica e non ero pronta ad accettare che esistesse quel lato di me. Non l'avevo ancora scoperto. Di Ultra ricordo tutto. Ricordo le voci di scioglimento della band che l'hanno preceduto. Ricordo lo sgomento provato alla notizia di quello che è accaduto a Dave Gahan. Ricordo dove ero, che tipo di giorno era. quando è uscito. Ricordo la sensazione di star vivendo un piccolo miracolo. Tutto insomma. Ero in negozio con Davide e stava piovendo. Una di quelle giornate irreali che sembra sia sparito il mondo intero. Il suono della pioggia che cade e Ultra. Solo quello. Mi ricordo lo stupore di Davide nel sentire il finale di Home. Lui è un fruitore di musica più freddo di me eppure ne è rimasto colpito. In questo disco c'è la seconda canzone che io amo di più dei Depeche Mode: Sister of night. Si tratta di una preghiera pagana, per me. Un'invocazione di aiuto, di sollievo dal dolore. "Sweet sister, just feel me, I'm trembling, you heal me..." Ho avuto la conferma di questa recentemente in un intervista. "L'unica parte vocale sull'album che ho registrato agli Electric Lady di NY - l'unica che eseguii in modo davvero soddisfacente - fu 'Sister Of Night'. Ora riesco a sentire quanta paura provavo. Sono contento del fatto che quella canzone sia lì a ricordarmelo. Mi accorgevo del dolore che stavo causando a tutti gli altri." Si sente quel dolore. E' fisico, è marchiato a fuoco nella canzone. Arriva Exciter e arriva il secondo disco difficile da assimilare per me. Sapete ci sto facendo ancora i conti adesso. Ma quella Goodnight lovers quanto l'ho amata e quanto la amo tutt'ora. "When you born a lover, born to suffer like all soul sisters and all soul brothers..." un sospiro carico di tutto il possibile e l'immagnabile. Playing the angel è l'ennesimo disco perfetto. I Depeche Mode che riprendono a parlarmi da dove erano rimasti con Ultra ma c'è qualcosa di più, qualcosa di meglio. I want it all e l'impazienza di un uomo che ha tutto ma non basta, non è sufficiente, Precious e chi al mondo non ha una persona che ritiene preziosa come il diamante? Il disco si chiude con una monumentale The darkest star. Non posso descriverla, dovete sentirla. E poi l'universo. Ma questa è storia di questi giorni e quel racconto l'avete già sentito, ve l'ho già narrato.... Ssh listen.
P.S. Mancano otto giorni al concerto.

1 commento:

Riyueren ha detto...

Sto ascoltando proprio Darken Star, mi piaceva il titolo: da brivido. Bellissima. Grazie.