30 luglio 2009

Ossi di Luna










Quest'immagine di Alastair Magnaldo che potete vedere è la copertina del libro di Jonathan Carroll Ossi di Luna. Vi avevo già parlato dei suoi libri Zuppa di Vetro e Mare di Legno e spero di trovare gli altri due che mi mancano. Trama direttamente da Anobii: La bellissima Cullen è finalmente felice con il marito Danny e la figlia Mae: le sue giornate sono piene di pannolini, biberon e giocattoli di gomma. Non ha alcuna intenzione di cedere alle lusinghiere avances di Weber Gregston, regista famoso e molto seducente, nè di mettere a repentaglio la propria esistenza ordinata e tranquilla, che preferisce priva di sorprese. Eppure Cullen, moglie e madre perfetta di giorno, di notte si ritrova a vivere tra le meraviglie di un mondo fantastico: per mesi i sogni la conducono a Rondua, un'isola popolata da animali giganteschi, scarabocchi volanti, bande di soldati a cavallo di grosse iguane, mari color tramonto e castelli di vetro. Insieme a Pepsi, il figlio dei suoi sogni, Cullen sarà chiamata a salvare l'isola da un sovrano malvagio.
La cosa che mi colpisce di più di questo libro è che è ricolmo di amore. Amore per la vita tout court fatta di piccole cose, di piccole grandi gioie ma anche di grandi dolori.  Il tutto ovviamente descritto con il solito stile delirante tipico dell'autore. Non vi svelo il finale perchè non sarebbe giusto ma c'è una frase che mi ha lasciato dentro qualcosa, qualcosa che non so descrivervi. Non so neanche se sono d'accordo opure no.
«E' difficile convincersi che casa nostra è il luogo in cui abitiamo e non quello in cui abbiamo lasciato il cuore.» Per me è impossibile. E c'è differenza.

26 luglio 2009

Stripped



Quattro ragazzini di provincia, tre tastiere e un microfono sono i semplici ingredienti dell'ultimo vero big bang della storia della musica contemporanea. Estate del 1980: tutto iniziò allora, con un piccolo concerto alla Nicholas School di Basildon: da allora i Depeche Mode sono diventati "i Beatles delle produzioni indipendenti", ottenendo l'enorme successo di pubblico e di critica che dura fino a oggi. Ma la strada verso l'olimpo musicale non è stata indolore: dall'abbandono del fondatore del gruppo Vince Clarke, alla dipendenza da eroina che ha quasi ucciso il frontman, Dave Gahan, la storia dei Depeche Mode è costellata di ascese e cadute, che questa biografia definitiva del gruppo racconta con passione e puntualità. Utilizzando testimonianze e interviste inedite con Vincent Clarke e i membri della band, con produttori e musicisti, e attingendo a ogni tipo di materiale, "Stripped" tiene fede alla canzone omonima, riuscendo a mostrare i campioni del synth pop "nudi fino all'osso". Oltre che una storia della grande band, il volume offre una formidabile carrellata sulla scena musicale inglese ed è soprattutto la storia di quattro ragazzi il cui trionfale successo, da "Personal Jesus" a "Enjoy the Silence", ha sempre avuto a che fare con l'autenticità.  Ci sono due unici nei in questa storia. Il primo: mi sembra che l'autore tiri un po' troppo via la narrazione del periodo di Ultra. Secondo me era possibile dire molto di più, c'era molta carne al fuoco, cose non raccontate del periodo. Sembra quasi che all'autore non sia piaciuto Ultra e quindi per quello lo penalizza. Non sarebbe la prima volta che accade. Secondo punto neo: la storia si ferma al 2003. Ossia quando esce Paper Monsters e quando ancora non si sapeva se sarebbe uscito un altro disco a nome Depeche Mode, cosa che invece è accaduto con Playing the Angel. A questo punto mi piacerebbe molto prima o poi uscisse una versione aggiornata con gli ultimi eventi ma so che sogno troppo. A parte questo il libro è ben fatto descrive molto bene le luci e le ombre di questo gruppo attraverso la loro carriera quasi trentennale.  E' servito a chiarirmi delle idee che avevo, per esempio su Exciter e, in particolare su The dead of night. Ormai conosco abbastanza la voce di Dave Gahan da capire quando sta scherzando e si sta prendendo in giro. Se amate questo gruppo e volete saperne di più sulla loro storia direi che questo libro è decisamente consigliato.

25 luglio 2009

Electrical storm.





Sono due sere che ho sognato a tema temporalesco. L'altro ieri notte ho sognato che ero al pc, mi giro a vedere la finestra e c'era una nuvola nera con dei fulmini che uscivano fuori. Ma stranamente nè Birillo, nè io avevamo paura. Ieri notte ho sognato che eravamo in casa, stavo parlando con i miei e guardando verso la finestra, mi accorgevo che pioveva forte. Un vero e proprio temporale classico. Poi poco dopo sono seduta con il capo sul tavolo che sto malissimo: mi manca il respiro. Non riesco a chiamare nessuno e nessuno si accorge che sto male. Mi ricordo che ho pensato: " Mi sta per venire un infarto". Ieri sera invece ero dalla parrucchiera e stavo per decidere il colore dei capelli. Lo volevo più scuro di quello che ho ora, non so perchè. Il tempo francamente non mi ricordo com'era, forse sereno. Avete appena visto un esempio del mio delirio onirico. E per alleggerire un po' l'atmosfera perchè sto blog ultimamente è diventato troppo triste: ho risentito la voce del mio angelo dei libri. Sono andata alla Berio che è l'unica biblioteca aperta il venerdì pomeriggio e in pochi secondi sono uscita fuori con quattro bei libri che cercavo da tempo. Non ho trovato Chocolat, che prima o poi leggerò. Forse non è ancora il momento giusto, chissà...

23 luglio 2009

Incazzata nera.


Ieri sera ho velatamente mandato a quel paese mio fratello. Perchè? Giornata assolutamente da dimenticare: parte internet e parte anche l'unica presa di corrente che avevo funzionante in camera.  Il bello è che sarebbe colpa mia che ho caricato troppa roba su una presa sola. Il problema è che di quattro prese che ho in camera mia quella era l'unica che mi dava corrente. Mi dici come caxxo faccio a non metterci troppa roba sopra? Dico non una, non due, quattro. Eh ma la colpa è mia. Inoltre ho letto in giro la scaletta del concerto di ieri dei Nin a Roma. Concerto a cui ho dovuto rinunciare per mancanza di fondi, visto che sto per perdere il lavoro e che adesso devo scegliere chi vedere e quando. Avrei voluto tanto potermi fare questa data e i Depeche Mode ma non si può. Hanno fatto brani che non ho sentito dal vivo. Mi girano un tantino. Spero tanto a questo punto che sta storia dell'addio sia soltanto una farsa, che si prende una pausa e poi ritorna tutto come prima. Se io in casa non faccio un caxxo come pulizie e roba varia, ed è vero, l'unico uomo di casa che esiste ossia mio fratello non fa nemmeno quel minimo che gli competerebbe. E il peggio è che è un geometra, lavora nell'edilizia. Fare due lavori in casa di manutenzione non dovrebbero essere un problema. Ma questo è qualcosa di antico nella mia famiglia dove i veri tecnici eravamo mia madre e io. Ce l'ho mandato ieri sera, velatamente. E chissà quanto mi toccherà aspettare per avere un tecnico. E vai di prese e prolunghe volanti. Ma porc...

22 luglio 2009

I got nothing to say...


Vi lascio la mia nuova creatura grafica, trattamela bene mi raccomando. E' una prova libera di un tutorial che paradossalmente mi ha creato meno problemi di quanto pensassi.  Ho trovato anche una via per non aspettare troppo con Paint Shop Pro. L'ho anche un pochino ripulito se è per quello. Ancora è un po' pesante ma ci si può lavorare ora. E visto che siamo a casa mia e posso dire quello che voglio: odio quel tutorial sul blinkie. Non riesco a farlo. Ci avrò provato tremila volte, anche con il metodo facilitato ma non ci riesco proprio. Avevo perso un pochino di fiducia nelle mie capacità di graficare per un paio di lezioni, tra cui anche questa di cui vi ho parlato. Pensavo di essere stupida e di non avere i mezzi. Poi invece ho capito che l'errore non era mio ma di chi aveva fatto la lezione dando per scontato certi passaggi che per una novellina come me di certo non lo sono e ho ripreso fiducia. Creando anche quello che vedete. Esistono corsi seri di autostima? Perchè me ne servirebbe uno fatto da qualcuno veramente bravo. Io sono una dilettante ma non totalmente scema. E se capisco il principio che sta alla base di qualsiasi cosa io so procedere tranquillamente.

20 luglio 2009

Moonlight



Approfitto di una mia non troppo recente creazione grafica per celebrare il 40mo anniversario dello sbarco dell'uomo sulla Luna. Io non c'ero allora, non ero neanche nell'idea dei miei genitori. Mio fratello e mia sorella però c'erano ma non hanno saputo mai totalmente farmi rivivere quel momento. Magari eccedo in fantasia e poesia ma immagino che allora arrivare sulla Luna significava avvicinare l'umanità a quegli scenari fantascientifici di benessere, di pace, di un mondo in armonia. A quarant'anni di distanza non solo quel mondo sembra essere sempre più lontano ma mi chiedo se sarà mai possibile. In piccolo ho toccato con mano come sia difficile e impraticabile la via della pace, della collaborazione tra esseri umani. Se si riesce a scannarci tra gente che in teoria dovrebbe andare d'accordo sulla base di una passione comune, figuriamoci quando si tratta di menti diverse, di culture diverse, di vissuto completamente diverso. Sono un'illusa e una profonda idealista e da qualche parte dentro di me dico che è possibile. Difficile ma possibile. E mi chiedo: ci sono rimasti ancora traguardi grandi come questi? "Mio padre ha visto il primo uomo andare sulla luna, e ora che è già il futuro più nessuno se ne cura..." (Neffa Il mondo nuovo) Già, è proprio così. Com'è possibile che abbiamo perso la speranza in un mondo migliore, intendo come umanità? Cosa è successo? Le solite domande che sarebbe meglio non farsi mai...

18 luglio 2009

Disappear...



Ci sono dei piaceri che purtroppo si perderanno nel tempo. Uno di questi è quello di scrivere una lettera. E' diverso da scrivere una mail. Quest'ultima ha il pessimo vizio di essere istantanea e da la possibilità a chi sta dall'altra parte di dare subito una risposta. Non c'è più il sottile piacere dell'attesa, di non sapere se arriverà o meno, di non vedere subito la reazione del destinatario. Ho sempre affidato alla buona cara vecchia carta e penna i miei sentimenti più forti e più vivi. Il solo dover pianificare di scrivere una lettera mi rendeva più chiaro quale dovesse essere il soggetto, quali parole usare, quali sfumature dosare. Dalla grafia di una persona, dalle cancellature fatte, puoi capire molte cose su cosa passava per la mente quando scriveva quelle parole. Per non parlare poi del rumore della penna che scorre sul foglio, dell'odore di inchiostro vergato su carta... anche questi non hanno prezzo. Perchè ne parlo? Per una notizia che ho sentito riguardante la posta svizzera. Nella realtà elvetica la Posta, con la "p" maiuscola, è un pilastro. I tempi però cambiano, anche la Posta svizzera sente le concorrenza di internet e dunque rincorre nuovi servizi . Così il "gigante giallo", come viene chiamato nella Confederazione per via del colore di fondo del suo marchio, ora propone di recapitare le lettere anche on line. Potete leggere l'intera notizia qui. E quando l'ho sentita per la prima volta ammetto di essere diventata un po' triste. Mi sono sentita ancora un po' più vecchia...

16 luglio 2009

I'm trying...



Proverò a trovare qualche parola per accompagnare questa immagine anche se, francamente, non ho molto da dire al momento. Allora vediamo possiamo fare il terzo post con le chiavi di ricerca più curiose. Ecco farò così. Let's go.
ti vorrei vicino -> sei uomo? Sei single? Parliamone.
abitazioni monache buddiste nel monastero di pomaia -> mi sa che avete sbagliato carugio..
criceti mentali -> sono una massima esperta sull'argomento e se vuoi ucciderli sappi che ho formato un comitato apposito per la loro soppressione.
festa del gelsomino agosto 2009 grasse programma -> nooooooooooo, non lo sapevo! Qualcuno mi ci porti per favore.
in quale cartone alla fine la protagonista viene scoperta mentre si trasforma? -> io te lo potrei anche dire qui ma poi rovino il piacere della visione del cartone ai miei lettori.
mi sento fragile in sospeso -> benvenuto nel club, tesoro. Penso che la fragilità sia un tratto comune dell'essere umano. E chi dice di non essere fragile sta mentendo a se stesso e agli altri. Ma soprattutto a se stesso.
riti sciamanici scacciare i cattivi pensieri -> ecco se li ha trovati fai un fischio che sarebbero utili pure per me.
si sono pazza -> tessò stiamo in ottima compagnia.
come si chiama l attrice del telefilm angela's eyes? -> Abigail Spencer. Non una gran bellezza ma ha il suo fascino.
Ho notato che le immagini che creo o che scelgo hanno una certa tristezza insita. Non lo faccio apposta penso che mi venga naturale. Sono bloccata con la grafica. Ho a che fare con Corel che spesso e volentieri mi si pianta. Ho notato che questo avviene particolarmente quando c'è firefox aperto in contemporanea. Un bel problema visto che i tutorial che in teoria dovrei eseguire sono su un forum. Potrei provare a vedere se si comporta allo stesso modo con altri browser. Gli ultimi tutorial li trovo particolarmente impegnativi e con il programma che mi fa quello scherzo non mi invoglia molto a provarci. Mia nipote Noemi quest'anno fa diciotto anni. Pensare che l'ho vista nascere... Mi ha chiesto di farle l'invito per la festa dei diciottanni. Beata creatura se non ha le idee chiare di cosa vuole graficamente io non è che posso fare miracoli. Le ho dimostrato cosa posso fare avendo le immagini. Forse tenterò qualcosa di mia spontanea volontà, vedremo.

14 luglio 2009

A Grapefruit in the World of Park


Si ringrazia Cristian Landero per la splendida immagine.

 


Se vi farete un giro per i blog vi capitera di trovare dei post fatti da un immagine sola con scritto blog in sciopero. Scioperano contro una nuova legge, un'ennesimo tentativo di bloccare le persone che, come me, si esprimono in piena libertà cianciando degli affari propri. Però poi ho pensato: questi ci vogliono zittire. La protesta migliore da fare sarebbe urlare e continuare a scrivere e a scrivere e a scrivere. Non mi intendo di leggi e non mi intendo di questioni politiche. Ma c'è una cosa che so far bene, o almeno così sembra a leggere i commenti che mi lasciate: parlare di musica. E quindi sarà questo che io farò oggi. Vi parlerò della mia ultima scoperta in fatto di musica.
«Bass Communion è un progetto di Steven Wilson dedicato alla musica ambient. Musica strumentale, onirica ed avvolgente, dalle atmosfere ora tetre ed oscure, ora dolci e rilassanti. Lunghe composizioni ipnotiche basate su dilatazioni estenuanti e droni elettronici, una specie di esperimento che Steven utilizza per studiare soluzioni sonore che spesso poi vengono riutilizzate nelle canzoni delle sue band principali (Porcupine Tree, no-man...). Nonostante questo Bass Communion non può essere ridotto a semplice esperimento, data l'alta qualità della musica proposta.
DISCOGRAFIA:
I (1998)
II (1999)
III (2001)
Ghosts on Magnetic Tape (2004)
Indicates Void (2005)
Loss (2006)
Pacific Codex (2008)» Si ringrazia Eclipze del Fragile Dream Forum per le informazioni.
Ho messo le mani solo sul secondo disco e ho cominciato a volare. Ancora una volta per descrivere la musica e l'operato di Wilson uso la definizione "acquarello sonoro". Lo uso anche se talvolta affiora qualche rumore proveniente dal quotidiano.  Rumore trasformato in melodia o parte portante della melodia. Niente di innovativo, sicuramente, ma di una espressività, di una dolcezza, di una vibrazione tale capace di far riaffiorare il lato più profondo e nascosto di chi lo ascolta. L'ambiente circostante si dissolve, i fantasmi che vi hanno ossessionato cedono il passo ad una pace stanca ma piena di promesse.  E il rumore assordante dei pensieri assillanti, delle sentenze inappellabili, del cicaleccio querulo, dell'inutile corsa contro il tempo, lasciano lo spazio all'essenza più pura e  soave. Un volo, appunto, verso lidi dove il silenzio regna sovrano e si leva maestosamente a mostrarvi una volta per tutte chi siete veramente.
Ssh listen...

12 luglio 2009

Some kind of sign


Sabato mattina sono andata a portare Birillo dalla nuova veterinaria. Per la seconda volta. La prima volta chissà perchè era diventato una furia. Forse erano i cani, forse era il fatto che i loro amici in casa avevano litigato, vai a capire cosa frulla nella testa di quella creatura pelosa. Fatto sta che questa volta è andato tutto bene. Era di nuovo il solito Birillo-dal-veterinario-stile-tappetino. La veterinaria è un amore. Già mi era piaciuta tanto la volta scorsa quando parlava facendo la voce di Birillo, ma stavolta mi è piaciuta ancora di più. Parlava piano, con voce dolcissima, lo carezzava tanto e intanto lo visitava. Ho avuto anche una piccola vittoria perchè l'ha pesato ed è venuto fuori che lui è un gatto grosso solo perchè ha tanto pelo. In realtà si è fermato ai suoi sei chili. Ci sono due costanti quando me lo porto in giro: uno mi dicono che è un gatto enorme. Due che è un gran bel gattone. Ce la siamo presi comoda tanto che era vicino allo studio un'ora prima dell'appuntamento. Beh ho approfittato per fare colazione in un bar li vicino. E qui un'altra cosa che noto spesso: mi capita di attirare persone gentili. Forse perchè di indole lo sono io stessa. Sono entrata nel bar chiedendo prima se recavo disturbo con la portantina. E non solo mi hanno detto di no, ma oltretutto si sono messi ad ammirare il mio piccolo. E con tutto che era spaventato Birillo girava la testa a seguire interessato i colombi che finalmente erano alla sua altezza. Come dire spaventato si ma l'istinto del cacciatore c'è sempre in sottotraccia. Lo dovrò riportare a settembre per fare delle analisi del sangue ed accertare che i valori non siano troppo sballati. E quando siamo tornati a casa ha cominciato a fare il buffone sdraiato per terra con le zampe in aria.

8 luglio 2009

Smile.





Ho bisogno di ridere e solitamente cerco tutti i modi e le maniere per farlo. Perchè non ho molta occasione a dir la verità per farlo. E quando ho visto il video che vi sto mostrando ho pensato tutta una serie di cose. Ho pensato a mia nipote Chiara, quando era neonata che non si fermava mai nel passeggino (avrei una ripresa che lo prova). Ho pensato a quella mia cara amica che sta per avere un figlio e ho letto forse la cosa più bella che mi sia capitata ultimamente di leggere. Nonostante i miei dubbi sulla vita, sul mettere al mondo nuove vite, sono contenta per lei perchè so che sarà una gioia immensa.

7 luglio 2009

I don't want to start any blasphemous rumors...



Un classico. Il classico dei classici. Ieri pomeriggio ho lavato i vetri delle finestre di quella che una volta era camera mia. Oggi cosa succede? Piove. Mi sembra giusto no? Ma porca miseria. Ci sono tutta una serie di riflessioni. Ora non ve lo posso più nascondere: sto per andare a ingrassare le fila dei disoccupati per la crisi. L'azienda per cui lavoro chiude gli uffici di Genova e quindi rimango senza lavoro. Da una parte questo comporta tutta una serie di cose non molto simpatiche. Il fatto di dovermi ricercare il lavoro a 35 anni, quando le aziende come minimo cercano giovani per pagare meno tasse. Avrei bisogno di aiuto per molte cose. Tipo: scrivermi un curriculum di quelli moderni in cui faccio risaltare la mia passione per la musica. Perchè? Mi piacerebbe rientrare nel mercato, rifare la commessa in un negozio di dischi visto che in teoria avrei anche un po' di esperienza. Oppure scrivermi un curriculum che potrei spendere presso una libreria, altra mia passione. Oppure semplicemente scrivere un curriculum che non venga gettato nel cestino ma che passi almeno la prima selezione. Non ho molto da metterci, questo è anche vero. Ho anche tenuto d'occhio i corsi per la regione ma da internet non esiste veramente nulla. Penso che ricorrerò di nuovo al vecchio e caro quotidiano ma la vedo dura. Altro mio dilemma: tutti i documenti che dovrò presentare per iscrivermi alle liste di collocamento. Il perchè ancora non lo so visto che in tutta la mia vita non ho trovato lavoro certo grazie a loro. Mah... La cosa che più mi preoccupa però è la mia reazione. Zero totale. In teoria dovrei sbattermi come una forsennata alla ricerca anche perchè mio fratello invece si trasferirà a Imperia, perchè lui invece lo tengono, per tutta la settimana tranne il weekend. Il che mi lascerà la casa a me. E invece non reagisco, non ho paura, niente di niente. Al momento attuale non so davvero cosa ne sarà di me. Dovrei cominciare a preoccuparmi seriamente e invece... boh. Non mi capisco. Non mi capisco proprio. Sto cominciando a pensare che forse mi servirebbe un aiuto psicologico. Il problema è che non posso permettermelo.

6 luglio 2009

Missing...



E' come se avessi un arma in più. Prima impazzivo nel cercare le immagini più adatte ai miei post ora ho la consapevolezza che, se trovo il materiale giusto, l'immagine la posso creare io. E' è quello che è successo con quello che vedete poco sopra. Non ho più scritto per un po' perchè come spesso mi accade quando decido di dire cose buone su me stessa arriva qualcosa, qualcuno, che mi fa cadere la tegola sulla testa. E' matematico che succeda. Di una giornata completamente da dimenticare voglio però conservare una sola cosa buona: il nuovo disco di Johan Johannsson. Avevo tentato diverso tempo fa di descrivere cosa suscitava in me quest'artista in questo post, e adesso proverò di nuovo con And In The Endless Pause There Came The Sound Of Bees. E' più drammatico, più oscuro in certi punti di Fordlandia. C'è una sottile e persistente mestizia che permea tutta l'opera. E' dolce ma anche terribile. L'immagine che si ha nell'ascoltarlo è di una dolce e bruciante sensazione di essersi persi o di aver perso un elemento importante della propria vita. Verso la fine del disco però assistiamo ad un'apertura piena di speranza. Dopo che la tempesta è passata, il dolore ha fatto sentire la sua voce attraverso i rimpianti, si può rinascere, risorgere. Una nuova alba che aspetta solo di essere vista e vissuta. E si, End ricorda molto da vicino alcune opere dei Sigur Ros. Forse è per quello che la amo particolarmente...
P.S. Grazie Giacomo.