30 agosto 2009

La via dei Tarocchi



La via dei tarocchi (La Via del Tarot) è un'opera del cileno Alejandro Jodorowsky e di Marianne Costa pubblicata per la prima volta in spagnolo nel 2004. L'opera intende offrire un'interpretazione generale delle 78 carte degli Arcani maggiori e Arcani minori basandosi sull'edizione dei Tarocchi di Marsiglia restaurati da Philippe Camoin e lo stesso Jodorowsky. Il restauro di questo mazzo di carte, si può definire un'opera composita, originale. I due maestri cartai, difatti, hanno analizzato e studiato decine e decine di antichi giochi di Tarocchi, confrontandoli tra loro anche grazie all'ausilio delle moderne tecniche informatiche, dando origine ad un gioco, il gioco di Tarocchi Camoin-Jodorowsky, che ridona l'antico e sepolto splendore di questo meraviglioso strumento. Criticando buona parte dell'interpretazione tradizionale dei Tarocchi, Jodorowsky e Costa tentano di innovare la disciplina divinatoria e l'approccio ai simboli, riuscendo ad attuare una sintesi originale. La via dei tarocchi è suddivisa in varie sezioni, la prima delle quali tratta della struttura e numerologia dei Tarocchi; si passa poi ad esaminare gli Arcani Maggiori singolarmente considerati (simbologia, ipotesi di interpretazione in una lettura e una breve sezione in cui a prendere la parola è la carta stessa); ulteriori capitoli sono dedicati agli Arcani Minori (simili alle carte numerate dei comuni giochi) e una serie di Arcani ritenuti in relazione tra sé a coppie. Infine Jodorowsky e Costa affrontano la metodologia per mettere in pratica una lettura divinatoria dei tarocchi, dai primi passi fino all'uso di dieci e più carte. (wikipedia). Mi sono accostata a questo libro con una sorta di curiosità e reverenza. L'autore è una persona assolutamente poliedrica. Attore, regista, scrittore, poeta... insomma uno che artisticamente non si è fatto mancare proprio nulla. Ero a conoscenza del fatto che lui divinasse le carte in maniera gratuita e mi era pure giunta voce che aveva costruito un suo personale mazzo di tarocchi. Quest'ultima voce era solo leggermente diversa dalla eraltà. Sto leggendo il libro con molta passione e attenzione. Perchè i cosiddetti tarocchi classici non mi hanno mai parlato totalmente. E' un libro interessante mostra in maniera evidente la ricchezza spirituale e onirica di quest'uomo. In un capitolo descrive con cura di particolare un suo sogno e poi ne offre anche la sua personale interpretazione. E per chi ama e cerca di conoscere sempre di più il campo dell'interpretazione onirica questo è una delizia. Consigliato solo se conoscete già la tradizione dei tarocchi precedente e volete aprirvi ad un altro campo interpretativo.

24 agosto 2009

Chocolat


Si ringrazia MattewCooke per la splendida immagine

«V'là l'bon vent, v'là l'joli vent,
v'là bon vent, ma mie m'appelle..."
Non ho intenzione di fare una recensione canonica per un libro che non ha bisogno di questo per essere vissuto nella sua pienezza. Il vento, questo il vero protagonista di Chocolat di Johanne Harris. Il vento forte capace di sradicare gli alberi secolari, il vento che conduce Vianne e sua figlia a viaggiare di paese in paese. Un vento carico di segreti, di vecchie storie udibili solo da chi possiede orecchie e occhi per intendere. Il vento che racconta sapori e aromi che sembravano dimenticati da tempo e invece erano li. Attendevano solo qualcuno capace di riportarli alla luce. Vianne Rocher e sua figlia Anouk arrivano nel paesino Lansquenet il giorno di Carnevale. «Un vento tiepido per febbraio, carico degli odori caldi delle frittelle sfrigolanti, delle salsicce e delle cialde friabili e dolci cotte alla piastra proprio sul bordo della strada, con i coriandoli che scivolano simili a nevischio da colletti e polsini e finiscono sui marciapiedi come inutile antidoto contro l'inverno. C'è un'eccitazione febbrile nella folla disposta lungo la stretta via principale, i colli che si allungano per vedere il carro fasciato di carta crespata, con i suoi nastri svolazzanti e le coccarde di cartoncino. Anouk guarda, gli occhi spalancati, un palloncino giallo in una mano e una trombetta nell'altra, tra un cesto per la spesa e un triste cane marrone.». Qualcosa in sottotraccia attira la sua attenzione, un sussurro del vento la convince che potrebbe tentare di rimanere. Apre una ciococcolateria, La celeste praline, e di ogni cliente che arriva lei sa indovinarne i gusti. Vianne non lo sa ancora ma il suo arrivo mette in moto tutta una serie di eventi che cambieranno per sempre il volto di quel paesino, sarà vitale. Alla fine Vianne troverà il suo posto nel mondo riuscendo persino a fare conti con i vecchi fantasmi e a dare il giusto peso ai segreti che il vento le sussurra quieto. E' un libro goloso in tutti i sensi. Non solo per le descrizioni dei dolciumi ma anche per le parole scelte. C'è il vero gusto della parola dispiegato a piene mani in quel libro, un gusto che le immagini, per quanto potenti, non riusciranno mai a rendere con efficacia.

22 agosto 2009

Whale rider









Capita a volte che la mattina ti imbatti in film molto belli che forse meriterebbero una fascia oraria diversa e ben altra pubblicità. E li scopri per caso facendo un estivo annoiato zapping alla tv. E' il caso di La ragazza delle balene. Il titolo originale è Paikea The Whale Rider, si tratta di un film diretto da Niki Caro, regista neozelandese che come ogni "indigeno" ha a grande cuore ogni questione legata al suo paese, è una delicata (ma non troppo) favola sul rigido mondo della stirpe maori e su ogni società fondata sulla discendenza maschile o maschilista in genere. Si narra la storia di Pai (Paikea), una ragazzina la cui unica sfortuna è di nascere donna in una società che vuole solamente gli uomini primogeniti quali destinatari del potere di capo tribù. Tutta la trama è dunque intessuta sullo scontro tra il nonno di Pai che "allena" un piccolo gruppetto di ragazzini ad essere leader e la stessa Pai che, emarginata dalla società maschile, fa di tutto per poter essere accettata nel ruolo che la tradizione le assegnerebbe. Ma niente convince Koro (il nonno, uno splendido Rawiri Paratene, quasi un giovane Cassius Clay) che Pai è l'erede che la sua stirpe attende fino all'episodio finale. Un episodio che non vi racconto per non togliervi il piacere della visione. Sono rimasta incantata a vederlo benchè delle balene c'è pochissima traccia è più centrato sul tema dell'essere accettati, dell'essere o meno predestinati a un ruolo. Ovviamente quello che mi ha affascinato anche è la tradizione. Una tradizione che rende il nonno di Paikea incapace di vedere, di rendersi conto di che tesoro avesse in casa fino quasi alla fine. Inoltre la colonna sonora creata appositamente da nientemeno Lisa Gerrard dei Dead Can Dance, potete sentire in sottofondo nel post un estratto, non può far altro che impreziosire un film non eccezionale ma sicuramente curioso e interessante sotto certi aspetti. L'attrice che fa Paikea è davvero splendida. Ma dovete avere occhi allenati per accorgervi della sua bellezza...

21 agosto 2009

Questo caldo è un'illusione


Immagine trovata su Pixdaus.com

Quello che desidero di più in questo momento è essere al posto di questo splendido lupacchiotto per godermi quel bel freschetto. Vi dirò una cosa ovvia di questi tempi: fa caldo. Un caldo davvero pesante per me che soffro di pressione bassa. Cerco di combatterlo in tutti i modi bevendo acqua, sciacquandomi faccia, capelli e torso ripetutamente. Ne traggo un po' di sollievo ma solo un pochino. L'unica sarebbe da fare come furbescamente insegna il mio felino di casa ossia dormire.  Ma dopo un  po' neanche quello sembra funzionare del tutto. Di buono c'è che siamo alla fine di agosto e si spera che un po' di refrigerio dovremmo averlo tra un po'. Spesso nel pomeriggio mi capita di vedere un telefilm girato dai fratelli Scott, la cui colonna sonora è di Charlie Clouser (agli estimatori dei Nine Inch Nails come me questo nome non dovrebbe essere nuovo) chiamato Numbers. In pratica l'assunto è questo: attraverso la matematica si possono prevedere un sacco di cose. E grazie alle equazioni uno dei protagonisti aiuta l'F.B.I a risolvere dei casi. Ora detta così sembra molto fantascientifica ma ha un suo fondamento. Mettiamola così: noi viviamo una realtà con variabili dal numero spaventoso che rende di fatto improbabile la possibilità di prevedere le nostre azioni, il futro in parole povere. Ma se noi avessi accesso a tutte le variabili possibili e immaginabili di fatto noi potremmo prevederlo. So che molti mi commenteranno negando ma non è farina del mio sacco. E' semplicemente quello che si può dedurre leggendo libri di fisica quantistica e delle riflessioni che questa materia porta inevitabilmente. Alla fine non so neanche perchè ne parlo quando non cambia molto la vita a nessuno. Oddio ci sarebbe una serie di numeri, per la precisione sei, che se fosse quella giusta cambierebbe eccome la vita di un uomo in questo momento. Capite al volo cosa mi sto riferendo. La lettura del libro continua e, credetemi, non c'è paragone con il film. Il libro è più bello. Accade sempre così. Forse perchè è impossibile tradurre un libro visivamente. Manca la componente principale. Ogni persona che legge un libro si immagina i personaggi un po' come vuole e nota nel libro esattamente quello che in quel momento è importante per il lettore. E non siamo tutti uguali. Il film è una trasposizione. Potremmo anche definirlo un filtraggio di un libro attraverso la fantasia di una persona: il regista. Può coincidere con la nostra oppure no. Anzi non corrisponde quasi mai...
Una cosa di sicuro posso dirvela: faranno il film dal libro "La strada" di McCarthy. Andatevi a cercare cosa ne ho scritto e capirete perchè sono sicura che non vedrò il film.
P.S. Ho degli amici tetrapiloctomi. Certo che ne avete voglia con questo caldo...

18 agosto 2009

Silent all this years









Silenzio
"Avanzo silenziosamente
in questa terra bruciata,
ricolma di cocci di vetro.
A piedi nudi percorro il cammino
incurante dei tagli
e del sangue che scorre.
Il dolore dell'anima,
il vuoto perenne
la giusta deriva di un'esausta viandante.
L'eco lontano delle campane
e rimergono rimpianti a ogni rintocco,
incolmabile la solitudine interiore
di fronte a chi non ha codici per intendere
il linguaggio segreto dell'ultimo arcano
ormai disperso nel vento.
Straniera come sono a questo mondo
anelo a un silenzio impraticabile,
a una normalità impossibile,
all'inconsapevolezza naturale.
Avanzo silenziosamente.
Sfiorerai il mio sguardo
in mezzo a quelli di tanti altri
e sarò diventata un'estranea.
Come è sempre stato.
Come deve essere." K. 18/08/07

Il brano che ho messo è quella che l'ha ispirata. Ci terrei parecchio che la leggeste con quella in sottofondo. Grazie.

17 agosto 2009

Segni e lampadine


L'immagine è un mio collage quello che sto per scrivere no. La mia cara amica Riyueren ha trovato su splinder una cosa molto spiritosa sullo zodiaco. Chi l'ha creato in effetti sa il fatto suo e mi ha fatto molto ridere e ve lo giro nella speranza che possa scacciare le nubi di quealche altro depresso come me. Ho appena iniziato Chocolat e solo per una descrizione mi è venuta una discreta fame ma ve ne parlerò,
Quanti Ariete sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.

Quanti Toro sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.

Quanti Gemelli sono necessari per cambiare una lampadina?
Due, probabilmente. Aspettano fino al weekend, ma alla fine la lampadina è al centro dell’attenzione, parla francese e dà luce del colore preferito a chi entra nella stanza.

Quanti Cancro sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, ma dovrà mettersi in terapia per superare il trauma.

Quanti Leone sono necessari per cambiare una lampadina?
Un Leone non cambia lampadine, al massimo le tiene ferme mentre il mondo gira intorno a lui.

Quanti Vergine sono necessari per cambiare una lampadina?
Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro per prendere nota di quando la lampadina si è fulminata e della data in cui fu acquistata, un altro per decidere di chi è la colpa se la lampadina si è bruciata, dieci per ripulire la casa mentre gli altri cambiano la lampadina.

Quanti Bilancia sono necessari per cambiare una lampadina?
In realtà non si sa, penso che dipenda da quando la lampadina ha smesso di funzionare. Forse uno solo è sufficiente se si tratta di una lampadina qualsiasi, due se la persona non sa dove trovare una lampadina nuova. E quale sarà la migliore? molti dubbi e molte ansie!

Quanti Scorpione ci vogliono per cambiare una lampadina?
E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?

Quanti Sagittario sono necessari per cambiare una lampadina?
Il sole brilla, c’è bel tempo, abbiamo tutta la vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?

Quanti Capricorno sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine perché con una buona e sana chiacchierata la lampadina capirà che è più logico che si cambi da sola.

Quanti Acquario sono necessari per cambiare una lampadina?
Arrivano frotte di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l’unico capace di ridare la luce al mondo.

Quanti Pesci sono necessari per cambiare una lampadina?
Perché, è forse mancata la luce?

16 agosto 2009

Broken



Chiudete gli occhi e immaginate di star sfogliando un album di fotografie che ritrae la storia della vostra vita. Il sentimento con cui vi accingete a vedere quelle foto è quella dolce mestizia nello scorgere le sembianze di volti di chi ormai non c'è più o di chi, semplicemente, è uscito dalla vostra vita senza lasciare tracce. Chissà cosa farà ora, chissà che vita avrà. Sarà felice? Alcune immagini invece vi ritraggono ad una festa mentre vi divertite. Ridete con un misto di imbarazzo nello scorprirvi quanto eravate buffi, quanto le preoccupazioni che vi crucciavano allora, gli ideali e i sogni che per voi erano così importanti adesso sono solo un lontano ricordo. I colori, i pantaloni a zampa di elefante, la musica psichedelica, le luci. Un altro mondo, un'altra vita, altro voi stessi. E' questa la sensazione che si ha quando si ascolta il nuovo disco dei Soulsavers. Fondamentalmente Lanegan e soci hanno confezionato un gioiellino confermando il talento che avevano dispiegato con il disco precedente ma è stato aggiunto qualcosa. C'è nuova linfa, nuovo materiale e una nuova intensità in quest'opera.  Un album dei ricordi musicali con mille sfumature. Dalla bellissima introduzione strumentale di The seventh proof si passa all'acida Death Bells, all'intensa e malinconica You'll miss me when I burn. Ti brucia nell'anima sentire un'ispirato Lanegan cantare "quando non hai più nessuno non puoi più essere ferito." E' vero, è proprio così. In Some Misunderstanding sembra di risentire il caro vecchio David Bowie che canta, invece All the way down è un gospel modernissimo e davvero suggestivo. Chiudi gli occhi e sei catapultato in una di quelle chiese americane dove si innalzano cori che lodano dio. Li puoi vedere davvero. Altro brano capace di spezzarti il cuore per la sua bellezza è Can't catch the train. Qui l'immagine che ho è diversa. Sei in stazione e stai per partire e lasciare dietro di te tutto quello che hai vissuto. E mentre aspetti ritornano in mente i ricordi delle feste trascorse in famiglia e con gli amici, le risate e i racconti invernali intorno al camino. Avevo detto che è un album di ricordi fondamentalmente, musicalmente questa idea va di pari passo. Can't catch the train musicalmente rievoca brani come Summertime o come le più famose opere di Armstrong. E arriviamo a Pharaor's Chariot. Bella, bellissima, la perla delle perle. L'incedere è elegante, l'atmosfera è evocativa al massimo grado ci troviamo di fronte a un caldo abbraccio musicale di una dolcezza infinita. Quasi insostenibile.  Come se non bastasse subito dopo arriva Praying Ground. Questa volta Lanegan lascia lo scettro a Red Ghost, alias Rosa Agostino, un'artista australiana dalla voce sicuramente interessante ed evocativa.  Rolling Sky mi ha lasciato basita. Mi ha ricordato in modo pesante i Massive Attack di Mezzanine. E' un brano elettronico ondivago e sognante. La voce di Red Ghost sembra molto urbano e allo stesso tempo proveniente da chissà quale coordinata spazio-tempo. Passiamo attraverso lo struggente acquarello sonore di Wise Blood e arriviamo alla fine del disco a By My side cantato da Red Ghost. Una chiusura perfetta, un'apertura speranzosa, un'arrivederci a un prossimo disco, a una prossima opera di pari bellezza. Perchè pensare, sperare che possa essere ancora più bella sarebbe avidità...

15 agosto 2009

Un cosa da nulla


Si ringrazia Kulmenmann per la splendida immagine.








«George pensa che il segreto per essere felici stia nell'ignorare del tutto tante cose.» Questa sembra essere la chiave dell'intero libro. George Hall, uno dei protagonisti di questo splendido libro, conduce un'esistenza apparentemente normale: è sposato, ha due figli, un nipote, è appena andato in pensione e ha in progetto di costruire uno studio nel giardino di casa. La realtà però lo riporta indietro e gli fa capire come questo sia fondamentalmente un'illusione. Non può ignorare suo figlio Jamie omosessuale dichiarato, vergogna dei suoi genitori. Non si possono ignorare i sensi di colpa per non averlo mai accettato. Non può ignorare che sua figlia Katie, in fatto di relazioni sentimentali, è stata un fallimento: un divorzio, un figlio cresciuto da sola e l'annuncio delle seconde nozze con un uomo che nonostante il lavoro e il saper prendersi cura di lei e del figlio, nessuno in famiglia approva. Non può ignorare il fatto che molto probabilmente qualcosa nel suo matrimonio è mancato se sua moglie ha dovuto cercarlo nella relazione extraconiugale con  David, un uomo che è esattamente quello che lui non è. George scopre una macchia strana sulla gamba e invece di credere alle rassicurazioni del medico pensa che si tratti del primo sintomo di un tumore. E lo fa impazzire. Quella macchia diventa il simbolo dell'infrangersi di quella illusione. Mark Haddon riesce a raccontare con lievità e sommo gusto il ritratto di una famiglia con i suoi problemi. Una famiglia che pensa di essere come tante altre ma in realtà non lo è per niente. I temi trattati nel corso del libro sono diversi e tutti importanti: la famiglia, l'amore, cosa conta nella vita.  E' tutto raccontato però con uno stile fresco e lieve che riesce a farti passare anche le situazioni più scomode senza farti provare eccessivo disagio. E per chi non lo sapesse ancora lui è lo stesso autore di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Dopo la delusione di Brida ci voleva davvero un libro così.
P.S. Il brano che ho scelto per questo post è un'anteprima dal nuovo disco dei Soulsavers. Ve ne parlerò a tempo debito, quando il senso di stupore e di meraviglia e di felicità saranno passati e riuscirò a dire qualcosa di sensato su quell'opera. O almeno spero di riuscirci prima o poi.

13 agosto 2009

Krishel che dice? Boh...










Innanzitutto questa immagine l'ho creata seguendo un tutorial trovato qui. Mi sono presa solo la licenza di cambiare lo sfondo di uno dei bordi perchè mi sembrava più carino. Se l'autrice dovesse passare di qui penso che capirà al volo cosa intendo dire. Oggi pomeriggio sono stata a caccia di libri again. Mi sono tenuta quello di Haddon che sto leggendo che è talmente interessante che voglio assolutamente finirlo e ve ne parlerò a tempo debito. Cosa ho trovato? Primo: Chocolat. Qualcuno storcerà il naso e mi dirà ma non fai prima a vedere il film? Ho già visto il film, e l'ho adorato, ma un certo gatto mi ha assicurato che il libro è mille volte meglio. E c'è da giurarci visto che finora posso contare sulle punte delle dita i libri che ho letto e  che sono stati tradotti bene in un film.
Secondo: un libro di Alejandro Jodorowsky. La via dei tarocchi. Se non sapete chi sia quest'uomo, che film ha fatto beh fatevi una cultura su wikipedia precisamente qui: Alejandro Jodorowsky.
Udite, udite, Sua Maesta Re Birillo I mi ha concesso l'onore quest'anno di pettinarlo per togliergli i peli. Certo lo devo ingannare nel frattempo facendolo giocare con uno stecchino di legno da spiedo ma l'anno scorso non c'era proprio soluzione. Che con l'età metta giudizio? Chissà. Per il resto fa caldo, le ombre sono chiuse, ho i miei soliti attacchi di pressione bassa che si aggiungono a quelli cronici depressivi.  Sto combattendoli con la musica come al solito. E a proposito del brano che ho scelto per questo non sono impazzita più del solito: amo la voce di Noemi e avevo bisogno di un brano sguaiatissimo come quello. Potete darmi torto? Quanto manca all'autunno?

10 agosto 2009

Brida


Non è la prima volta che leggo quest'autore e non è la prima volta che mi imbatto nella curiosità di Coelho verso l'esoterismo e le grandi questioni. Oltretutto in un certo senso questo libro dovrebbe toccarmi abbastanza da vicino per gli argomenti trattati. «In Brida, il mio terzo romanzo che ho scritto appena dopo L'Alchimista, racconto l'iniziazione di una ragazza al mondo della magia attraverso diverse tradizioni esoteriche. In esso esploro svariati temi che mi sono cari, come la Grande Madre, le religioni pagane e l'amore. Quando ho scritto Brida e l'ho pubblicato in Brasile più di 18 anni fa, alcune tematiche come il volto femminile di Dio erano ancora estranee alla maggior parte delle persone. Tuttavia ho notato, con il passare del tempo, un cambiamento della percezione, una crescente apertura della gente nei confronti di un approccio intuitivo alla conoscenza, accompagnata da una maggiore insofferenza verso le rigide regole sociali. Come ho scritto nel libro, 'la cosa più nobile che un essere umano può sperimentare è l'accettazione del mistero'. Ho la sensazione che il mondo stia sempre più prendendo coscienza del mistero, così, cari lettori, vi faccio oggi dono della storia di questa giovane donna." Paulo Coelho La storia si svolge in Irlanda e prende avvio dall'incontro di una giovane di ventun'anni di nome Brida con il mago di Folk, Maestro nella Tradizione del Sole, che vive in solitudine nella foresta, sulle montagne non lontano da Dublino. A lui si rivolge Brida nella sua ricerca spirituale, affinché le insegni la magia, quel ponte che collega il mondo visibile, la realtà, con ciò che è irreale. Il Mago le spiega che ciascun essere umano deve scoprire da solo il proprio cammino per attraversare quel ponte, e che esistono due modi: la Tradizione del Sole, che insegna i segreti attraverso lo spazio e le cose che ci circondano; e la Tradizione della Luna, che insegna i segreti attraverso il Tempo e le cose che sono imprigionate nella memoria.» La prima sensazione che ho avuto leggendo questo libro è che l'autore non abbia creduto veramente in quello che raccontava. Sono tante le domande che mi faccio. Perchè inventare due tradizioni diverse? Se la magia è una, se l'energia è una sola perchè dividerla in due? Poi seconda cosa: se si vuole parlare di una tradizione diversa dal cistianesimo (e questo me lo fa pensare i nomi di due personaggi: Brida la protagonista - che richiama nel nome l'antica dea celtica Birgit e Wicca dell'omonima corrente pagana) perchè nelle preghiere e nelle invocazioni quel costante riferimento alla mitologia cristiana? Banale poi tutto il discorso sull'amore e sull'Altra parte di se. Mi è sembrato davvero molto svilito e svilente. Ho amato molto di più La strega di Portobello. Noin c'erano riferimenti a pratiche esoteriche o a rituali ma raccontava meglio e più da vicino cosa succede quando una donna segue esattamente la propria voce interiore invece delle convenzioni. Cosa che non avviene in questo libro dove tutto è edulcorato, una pappetta pronta per poveri bimbi. Al signor Coelho consiglierei in futuro di occuparsi e descrivere le cose che gli sono più familiari. Il libro? Bocciato su tutta la linea.

9 agosto 2009

Wooden Arms









Ho scoperto diverso tempo fa quest'immenso artista grazie ad un amico. In quel periodo ero in fissa con i The cinematic Orchestra, progetto dove Patrick Watson lavorava. Mi dice ma hai sentito il suo disco solista? Io ovviamente risposi di no. Ho scoperto un mondo colorato e personale che mi faceva tornare alla mente i Beatles più strambi. Un altro amico mi segnala che è uscito il suo nuovo disco,. Wooden Arms e mi chiede se l'avessi sentito per caso. Il problema di quando sto in ossessione musicale è proprio questo: non mi accorgo di quello che avviene nel frattempo. E questa è una di quelle notizie che, per una appassionata di musica come me, arriva a bomba. Wooden arms è un disco per molti versi spiazzante. Ha tremila sfumature diverse e non ero preparata per questo. E' vivo, frizzante ma anche tenero e malinconico. Un disco davvero molto vitale dal mio punto di vista, talmente complesso e variegato che ancora adesso non sono riuscita a comprenderlo del tutto. Faccio fatica a descrivervelo a dir la verità. E' un disco a tratti eleganti, sontuoso nella composizione di certi brani con una sezione ritmica davvero eccezionale. Ma penso che l'unico modo per farvi capire cosa intendo sia farvi sentire uno dei miei pezzi preferiti del disco, il brano che vi ho messo a sottofondo del post. Evoca ricordi provenienti da lontano, narra vecchie leggende gitane da ascoltare con lo sguardo perso a fissare la neve che cade dalla finestra oppure rievoca antiche danze nelle più eleganti sale da ballo dell'aristocrazia europea. Fatevi un favore recuperate questo disco.

5 agosto 2009

Tu più di chiunque altro


La donna che vedete ritratta nell'immagine è Miranda July. Già solo da questa immagine ne sono rimasta rapita. Penso che sia il ritratto perfetto della forza ma anche della fragilità tipica femminile. Dovete sapere che questa donna ha esordito nel mondo letterario con una raccolta di racconti chiamata Tu più di chiuque altro. Si tratta di sedici racconti, sedici descrizioni di vita, di amore, di eventi impossibili ma reali, di amore in tutte le sue forme, anche quelle meno belle o desolanti. I personaggi descritti dalla July affrontano la vita in modo goffo, a volte buffo da eterni pesci fuor d'acqua. Un modo che mi ha davvero affascinato moltissimo tanto che mi sono letteralmente divorata questo libro. Consigliatissimo!
P.S. Per chi sa, per chi lo ha letto o lo legge ancora: sto seriamente meditando di chiudere le ombre. E questa volta per sempre mi sa. Perchè? Ho fatto un lungo post li dentro, c'è tutto quanto dovreste sapere.
Ho avuto la netta sensazione che ormai avesse finito il suo compito. Lo so sono troppo criptica ma è a fin di bene...

4 agosto 2009

A little piece of me...









Considerazioni varie in questi ultimi giorni di silenzio. Sto diradando i rapporti con una persona. Non del tutto perchè ho una cosa che gli appartiene, l'ultimo favore che faccio perchè sono buona e perchè non ce l'ho con nessuno tranne che con me stessa per non aver capito che stavo sprecando le mie energie e per essermi illusa su certe cose. Ma si è qui per imparare no? Quando sono arrivata a casa oggi stava cominciando un temporale con tanto di tuoni e lampi. Dovete sapere che ho un gatto assolu tamente fifone che si imbosca ogni volta che sente i tuoni o un suono che lontanamente glielo ricorda. Eppure nonostante questo Birillo è venuto fuori di corsa dal suo nascondiglio per salutarmi. Poi si è andato a nascondere sotto la sedia dove c'era il mio zaino. E finchè non ce l'ho portato in braccio vicino al letto per farlo imboscare lui se ne stava fuori, da solo, impaurito ma vicino a me. E' questo che mi manca tanto: sentire che qualcuno ha bisogno di me. Ma non mi posso lamentare più di tanto se poi quando poi qualcuno che ho conosciuto su un forum che frequentavo, ancora prima di aprire il blog, mi ha chiesto di incontrarmi e io gli ho detto un secco e scortese no. All alone and bitter, All alone and mad, All alone with someone, And I should be so glad. All alone and twisted, All alone and bad..
I really feel quite sad.
P.S. La mia ossessione musicale sta durando più del dovuto. La voce di Dave Gahan in questo momento è quello di cui ho più bisogno. Mi passerà prima o poi.

2 agosto 2009

E c'era il gatto che prendeva il bus...


Un gatto di nome Casper è diventato un passeggero abituale di un autobus, al punto che gli autisti sanno dove farlo scendere. Da diversi mesi il felino bianco e nero sale insieme agli altri passeggeri sull'autobus numero 3 delle 10.55 alla fermata davanti a casa sua, a Plymouth nella contea di Devon, si acciambella su uno dei sedili per poi scendere quando il mezzo lo riporta indietro. Resta a bordo per tutto il percorso di circa 18 chilometri - il porto e la base navale, il centro cittadino, i sobborghi di periferia e il quartiere a luci rosse - prima di rientrare, un'oretta più tardi.
La sua padrona Susan Finden, che lo ha adottato da un rifugio nel 2002, ha scoperto solo ora la bizzarra abitudine dell'animale, al quale, dice, è sempre piaciuto gironzolare. «All'inizio non volevo crederci - prosegue Susan, che di mestiere fa la badante - ma questo spiega tante cose. Lui ama la gente e abbiamo una fermata dell'autobus proprio fuori casa, quindi dev'essere iniziata così, solo per seguire le persone. Anch'io prendevo l'autobus un tempo, così probabilmente mi ha visto che lo facevo e ha voluto imitarmi. Una volta ho dovuto camminare per due chilometri con la gabbietta in mano per andarlo a riprendere in un parcheggio. Gli piace la gente e non so perché ama tutte le grandi vetture, dai camion agli autobus», ha detto la donna, che lo ha battezzato Casper come il fantasma dei cartoni animati proprio per via del suo vizio di sparire.
First, la società che gestisce l'autobus, ha messo un annuncio nei bagni utilizzati dagli autisti avvertendoli di prendersi cura del gatto quando lo vedono salire sul mezzo e sedersi sul fondo, dove gli piace. Casper è abbastanza veloce per la sua età, quindi salta semplicemente a bordo prima che chiudano le porte.
Uno degli autisti, citato nel sito del Daily Telegraph, aggiunge: «Di solito si accomoda in fondo al pullman. Qualche volta si struscia fra le gambe dei passeggeri, ma non ha mai causato problemi». Queste sono le notizie di cui mi piace parlare abitualmente. Mi sono successe cose carine e cose meno, ma niente di grave, nel lasso di tempo in cui non ho scritto qui. Mi è capitato di parlare con un francese per un gioco di facebook e mi ha fatto, senza saperlo, un gran bel complimento. Mi ha detto: "non mi ero nemmeno accorto che non eri francese". Per la me che ritiene il proprio francese decisamente arrugginito è stato davvero un bel complimento.  Sono due o tre giorni che, complice il caldo, ho delle pesanti crisi di pressione bassa. Niente di preoccupante o che non posso risolvere con una bella tazzina di caffè zuccherata. Ma ieri a dir la verità la crisi è stata più pesante del solito, è durata tutto il giorno e fare i lavori di casa e cucinare con i movimenti rallentati e la pesantezza addosso non è stato il massimo della vita, credetemi. Ho iniziato un nuovo libro ma ve ne parlerò quando lo finisco. E data l'ora forse sarebbe il caso che me ne andassi a letto. Peccato comincio a respirare solo ora...