21 agosto 2009

Questo caldo è un'illusione


Immagine trovata su Pixdaus.com

Quello che desidero di più in questo momento è essere al posto di questo splendido lupacchiotto per godermi quel bel freschetto. Vi dirò una cosa ovvia di questi tempi: fa caldo. Un caldo davvero pesante per me che soffro di pressione bassa. Cerco di combatterlo in tutti i modi bevendo acqua, sciacquandomi faccia, capelli e torso ripetutamente. Ne traggo un po' di sollievo ma solo un pochino. L'unica sarebbe da fare come furbescamente insegna il mio felino di casa ossia dormire.  Ma dopo un  po' neanche quello sembra funzionare del tutto. Di buono c'è che siamo alla fine di agosto e si spera che un po' di refrigerio dovremmo averlo tra un po'. Spesso nel pomeriggio mi capita di vedere un telefilm girato dai fratelli Scott, la cui colonna sonora è di Charlie Clouser (agli estimatori dei Nine Inch Nails come me questo nome non dovrebbe essere nuovo) chiamato Numbers. In pratica l'assunto è questo: attraverso la matematica si possono prevedere un sacco di cose. E grazie alle equazioni uno dei protagonisti aiuta l'F.B.I a risolvere dei casi. Ora detta così sembra molto fantascientifica ma ha un suo fondamento. Mettiamola così: noi viviamo una realtà con variabili dal numero spaventoso che rende di fatto improbabile la possibilità di prevedere le nostre azioni, il futro in parole povere. Ma se noi avessi accesso a tutte le variabili possibili e immaginabili di fatto noi potremmo prevederlo. So che molti mi commenteranno negando ma non è farina del mio sacco. E' semplicemente quello che si può dedurre leggendo libri di fisica quantistica e delle riflessioni che questa materia porta inevitabilmente. Alla fine non so neanche perchè ne parlo quando non cambia molto la vita a nessuno. Oddio ci sarebbe una serie di numeri, per la precisione sei, che se fosse quella giusta cambierebbe eccome la vita di un uomo in questo momento. Capite al volo cosa mi sto riferendo. La lettura del libro continua e, credetemi, non c'è paragone con il film. Il libro è più bello. Accade sempre così. Forse perchè è impossibile tradurre un libro visivamente. Manca la componente principale. Ogni persona che legge un libro si immagina i personaggi un po' come vuole e nota nel libro esattamente quello che in quel momento è importante per il lettore. E non siamo tutti uguali. Il film è una trasposizione. Potremmo anche definirlo un filtraggio di un libro attraverso la fantasia di una persona: il regista. Può coincidere con la nostra oppure no. Anzi non corrisponde quasi mai...
Una cosa di sicuro posso dirvela: faranno il film dal libro "La strada" di McCarthy. Andatevi a cercare cosa ne ho scritto e capirete perchè sono sicura che non vedrò il film.
P.S. Ho degli amici tetrapiloctomi. Certo che ne avete voglia con questo caldo...

2 commenti:

nevepioggia ha detto...

ciao krishel.passo per un saluto e un abbraccio....

Riyueren ha detto...

Ah, ecco chi era l'amico di cui dovevi portarmi i saluti!!!! Ma che bel lupo: insomma, trovo lupi dappertutto, in questi giorni ;))) chissà che vuol dire :)
Sto morendo anch'io dal caldo.Come il mio cane indiano, del resto.