31 dicembre 2009

Goodbye 2009









Ormai la fine di quest'anno è alle porte. Tiro le somme: qualcosa ho perso, qualcosa ho rimesso a posto forse, qualcosa si è chiarito sicuramente. Nel corso di quest'anno ho imparato i rudimenti della grafica e sto ottenendo buone cose. Chissà che non riesca a farne qualcosa di più che una semplice passione. Per ora è solo una passione. Sono anni ormai che non dico più addio vecchio anno, benvenuto nuovo e spero che sia meglio. Non lo dico perchè so che puntualmente vengo disattesa. E' solo un'anno, niente più. Non solo finisce anche un decennio. Un decennio pieno di vita vissuta, sofferta, un decennio con un lutto, un decennio con diverse scoperte. E chissà quante ancora ne devo fare. A chi passa da queste parti faccio i miei auguri per qualsiasi cosa ha in mente. E per me... per me solo la speranza di continuare a pattinare in questa realtà a cui non appartengo per niente, a cui mi ritrovo per caso ma ormai che ci siamo proviamo a pattinare senza farsi troppo del male.
A tutti voi, belli e brutti, bastardi e no, anche a quelli che mi hanno ferito dico buon anno.
Se non altro è tutta energia positiva che mi ritorna indietro... Cool 2

29 dicembre 2009

Closer encounters again



Ancora un incontro per me con un blogger: Spiritchaser. Dopo qualche piccola difficoltà, chiamiamolo incidente di percorso (della serie non rovava la strada) alla fine l'incontro è avvenuto a pochi metri da casa mia. Inoltre siamo andati in centro per un aperitivo. Una serata tranquilla a chiacchierare e conoscerci meglio. Insomma aveva ragione Laura: ho bisogno di contatti umani. Cosa mi frena dal cercarli per davvero a questo punto penso che sia oscuro persino per me. Oppure semplicemente è ancora una volta la mia paura degli altri. Tutto qui. A Spirit: ancora grazie per la splendida serata che ho passato.

25 dicembre 2009

Madre di malattia...









Chi dice che il fumetto non può avere la poesia e la bellezza di un libro, o della letteratura in genere, non sa cosa sta dicendo. E molto probabilmente non ne ha mai letto uno. Ho ricominciato a leggere Dylan Dog qualche mese fa e vi avevo detto che era come ritrovare un vecchio amico. Molte storie si sono succedute ma nessuna mi aveva colpito nel profondo come questa. La trama? Dylan Dog è malato di un male sconosciuto e si trova ad affrontare la trafila di esami necessari a scoprire la causa del suo male, arrivando ad un passo dalla morte. E incontra sulla sua strada Mater Morbi una Dea terribile come poche ce ne sono e poche sono state inventate. Roberto Recchioni ha il dono della scrittura ed è evidente che questa storia lo tocca da molto vicino. Questo albo ha tirato fuori dei nervi scopertissimi per quanto mi riguarda. Chiariamoci, non sono mai finita in terapia intensiva ma ho potuto comunque vedere. Ha tirato fuori tutto quello che ho vissuto nei quasi 18 anni in cui, per amore di mia madre, ho lasciato da parte paura e disperazione e ho provato a giocare una partita all'ultimo colpo con la Nera Signora. Sono riuscita a vincere molte battaglie ma la guerra, sapete bene che quella è impossibile da vincere contro di Lei. Nell'albo viene presa una posizione anche sull'eutanasia che mi trova fondamentalmente d'accordo. Mater Morbi mi ha ricordato perchè mi sono affezionata tanto a questo fumetto, perchè mi sono affezionarta a Dylan Dog. Mi ha ricordato che in Italia esiste una nostra creatura capace di colpire la sensibilità dei propri lettori. I disegni lasciatemelo dire sono davvero  belli, sembra quasi che i personaggi debbano sbucare fuori dalla carta da un momento all'altro e non nascondo che ci sono stati momenti in cui un brivido è passato attraverso la spina dorsale. Ho dovuto centellinarlo. E' stato un numero difficile per me da leggere, troppi brutti ricordi, fantasmi che venivano fuori dal mio passato. Ma fanno parte di quello che sono, non posso di certo ignorarli. Grazie Rrobe per averci regalato questa bella storia. Grazie Massimo per aver reso in immagine quello che Roberto aveva in mente.

24 dicembre 2009

Lettera a Babbo Natale









Caro Babbo Natale. Intanto ti ringrazio per il regalo che mi ha fatto trovare sotto l'albero ossia la notizia che i Nine inch nails sono ancora vivi e vegeti e che per il prossimo anno bolle in pentola qualcosa. Ti ringrazio anche dell'arrivo per il prossimo anno di Scratch my back che anche se è un disco di cover è un'occasione per sentire all'opera quell'usignolo di Peter Gabriel. Ecco se posso proprio osare e chiederti una cosa: potresti portarmi anche l'annuncio di qualche data italiana del concerto per Scratch my back? Te ne sarei grata. Poi ci sarebbero le solite questioni ma penso che alla fine i miracoli non siano di tua competenza. Non sono esosa per ora mi basterebbe solo quello. Se mi viene in mente qualcos'altro te lo faccio sapere. Buon Natale.


Buon Natale a tutti quanti passeranno di qui.

21 dicembre 2009

Troppi pensieri


Immagine creata seguendo tutorial trovato qui.








Come recita il titolo ho un sacco di pensieri che circolano in testa. Venerdì scorso ho finito di imballare la roba dell'ufficio. Ero stanca morta e ho accolto con gioia, ringraziando Dea Madre, la nevicata che c'è stata per tutto il pomeriggio di venerdì. Certo ho fatto metà delle cose che dovevo fare quel giorno ma la neve ha avuto un effetto purificatore su di me che avevo trascorso tutto il giorno in mezzo alla polvere. Domenica mattina insieme a mio fratello ho dato una mano a sgomberare l'ufficio. Ho ancora le chiavi con me ma se ci si va non c'è più nulla a parte i mobili che ci avevano dato in dotazione. Un po' di tristezza, questo ve lo devo dire, anche se fondamentalmente ho odiato quel lavoro fatto per una ditta che non aveva un minimo di organizzazione. Ma per lo meno da quel lavoro ricevevo soldi che mi permettevano di togliermi i capricci. Cosa che adesso no posso fare, ovviamente. Oggi è il mio primo giorno da reale disoccupata. Ed ero già sveglia alle sette del mattino. Ho dato da mangiare a Birillo e poi mi sono rintanata a letto per guardare la tv. Ho acceso il pc e mi sono messa a graficare. Il risultato lo vedete li sopra. E ora davvero si ricomincia da capo. Anche se a dir la verità sono stanca dentro e l'idea di dover fare di nuovo tutta la trafila, i colloqui, i le faremo sapere, e il fatto che posso solo cercare tra commessa - anche se poi scelgono persone più giovani di me, e la segretaria lavoro che detesto ma che posso fare grazie a un diploma che non ho scelto con convinzione.... Va beh smettiamola. Ieri sera ho rivisto per l'ennesima volta Spirit, lungometraggio fondamentalmente che parla di libertà e rispetto. Ed è sempre un bel vedere. Ora vado a scaldarmi lo spezzatino avanzato da ieri sera, mi vestirò e cercherò di svolgere le mansioni che devo fare. E se nevicherà, come previsto dal meteo mi godrò di nuovo la sensazione di bianco e di candore e di pulito che sento ogni volta che la vedo. Ah dimenticavo: ai fratelli e alle sorelle buon Yule. Anche se dubito farò qualcosa di speciale.

16 dicembre 2009

Sto esaurendo le idee per i titoli...









Quest'anno ho detto a mio fratello che sarebbe stato il caso di fare l'albero con le luci. Per portare un po' di luce in casa mia che ce ne sarebbe bisogno. Dimenticatevi quello che ho detto gli altri anni: averlo li, vederlo con le luci che lampeggiano rendono un po' più calda la casa. Inoltre ho fatto un bel ritrovamento in questi giorni: ho ritrovato il mio pendolo di ametista. Se fossi un pelo più irrazionale di quello che sono direi che questo ritrovamento è un'esortazione a iniziare sul serio a tracciare la mia strada. Ammesso che ci sia una strada da tracciare. E ora il vero argomento che ho in testa. Sto leggendo un bel libro in cui il protagonista fa il giornalista e in passato è stato giornalista musicale. Nel libro ha detto una cosa che reputo sacrosanta e vera.
«(cut) c'è chi mi paga per inventare nuove categorie musicali: Brit-pop, Shoe-gazing, Hard House, UK Garage, Drum and Bass, Jungle, New Wave della New Wave, Nu-Soul, Nu-;Metal, New Acoustic Movement. Non ti sembra ridicolo? In fin dei conti è solo musica. E invece no, non siamo soddisfatti finchè non l'abbiamo etichettata in tutti i modi, così da poterla buttar via quando ci ha stufato.»
Comprendo che le etichette in musica servono per capire, per dare un'infarinatura di come può essere la musica ma troppo spesso le trovo fuorvianti. Quando mi chiedono a proposito di un disco preferisco dire cosa mi ricorda all'orecchio. Mi sembra di spiegarlo meglio di tanti altri riferimenti ai generi. E poi comunque anche il paragone non può prepararti a ciò che ascolterai e a come lo vivrai e a che impatto avrà sulla tua vita. Non ti può rivelare dei cenni sullo stato d'animo, sul significato che quelle opere hanno per l'artista e via dicendo. Per quello sono più propensa ad accettare consigli musicali dai miei amici, che mi conoscono sanno che gusti ho, sanno come reagisco alla musica, di certi recensori che, per forza di cose, devono parlare a un pubblico generale. E sapete raramente mi sono trovata d'accordo con un recensore e spesso ho avuto l'impressione che lui potesse dire di più su un disco che non è stato detto. Forse chiedo troppo. E poi ci sono delle cose riguardo alla musica che proprio non sopporto. Perchè lei, Dea Musica, poverina non ne ha colpa.  Non ha colpa se qualcuno la usa per ritenersi superiore agli altri. Non ha colpa se ci sono persone che ancora non hanno capito che Lei è libera, è un linguaggio che può davvero accomunare le persone più disparate, l'ho visto con questi miei occhi, e che deve essere lasciata libera di circolare senza che nessuno si arroghi il diritto di ergersi a giudice o a garante di qualità o a unico dispensore di verità su di Lei. Dea Musica non merita e non ha bisogno di tutto questo.

Edit delle 5 e 35: ora questo è il mio albero.

13 dicembre 2009

Gatto di biblioteca





Il gatto che vedete nel video si chiama Dewey Readmore Books ed è vissuto in un paese dell'Iowa chiamato Spencer dal 1987 al 2006. Ed è anche il protagonista del favoloso libro Io e Dewey a cura di Vicki Myron e Bret Witter. Fondamentalmente è la storia del piccolo Dewey gatto ritrovato nella buca per i libri della biblioteca di Spencer. E' stato subito adottato dalla direttrice della biblioteca, Vicki Myron appunto, e ben presto si è fatto ben volere da tutti. Dewey era un gatto molto particolare: dolce, affettuoso, sembrava comprendere perfettamente chi aveva di fronte a volte lasciando sconcertati tutti quanti a domandarsi se quello fosse un gatto o chissà...
Il libro è scritto benissimo e noi che siamo devoti del Dio Gatto ci possiamo figurare nella mente le movenze, i giochi e i modi di fare di questa piccola creatura. Sul finale del libro ho pianto calde lacrime come se Dewey fosse il mio di gatto. E' una piccola storia di quelle che riscandano il cuore e che di tanto in tanto fa bene leggere. Consigliatissimo.

11 dicembre 2009

Fragile come il vetro










Capita di aggirarmi per internet e di vedere belle immagini. Le vorresti fissare nella tua casa virtuale. Ma quando si tratta di associarlo a qualcosa di scritto c'è il vuoto totale. Se mi avessero detto che nel 2009 avrei chiarito molte cose con molte persone beh non ci avrei creduto del tutto. Mi ritrovo con un pugno di mosche in mano per colpa della mia bontà e del mio essere come sono pregi e difetti compresi. E' triste ma è così che deve andare. Mi sento più fragile del vetro e non capisco perchè, nè cosa fare per rafforzarmi.  Molto spesso mi hanno detto che questo mio atteggiamento è trioppo passivo e che dovrei reagire di più. Mi chiedo se avessi agito diversamente, se avessi reagito di più se le cose sarebbero cambiate. Certe cose purtroppo non dipendono solo da me e fanno male. Il brano che vi faccio sentire è The end dei Pearl Jam. Quando si dice una voce che rimane nel cuore nonostante gli anni che passano. E non mi sarei attaccata così tanto alla canzone se non fosse per questa chiusura che trovo molto significativa ed esemplificativa di come mi sento ora. In questo preciso momento. Per tutte le persone che hanno avuto la sventura di affezionarsi a me per un motivo o per l'altro.

My dear...
The end
comes near...
I'm here...
But not much longer.

Mio caro/Mia cara
La fine
è così vicina.
Sono qui.
Ma non per molto...

10 dicembre 2009

Pray for rain...









Lo sguardo cambia e ti ritrovi a pregare che piova. Per lavare da dosso il dolore, per lavare da dosso il fumo, il nero quotidiano da cui vieni quotidianamente travolto. I tuoi occhi cambiano. Visione di gioia inespresso nel volto, incanto disperso nel tempo. Perchè tutti così seri? Prega per la pioggia, prega perchè lavi l'oscurità di cui è impregnato il mondo. Prega. La pioggia è vicina, ne puoi sentire il rumore in lontananza. Puoi sentirne l'odore e la voce del vento che sussurra segreti inconoscibili ai più. La luce che corre e gioca a nascondino per poi riapparire nei posti più impensati. Ti prego Sorella pioggia porta via l'eterna impurità dell'animo umano. Scorri e corri forte, porta via tutto, portalo lontano. Che io non possa più ritrovarlo, che non oda più la sua voce. Prego per la pioggia che cade e porta tutto con se. L'acqua scorre sul tuo volto, sulle labbra. Preghi ancora che piova e tutto attorno il silenzio. Solo il rumore dell'acqua che cade silenziosa, goccia dopo goccia...

7 dicembre 2009

Nothing's impossible...






Ho passato un pomeriggio in compagnia delle mie amiche a guardare vetrine, a vedere le decorazioni natalizie. Sapete questo è un periodo dell'anno in cui i ricordi mi agguantano ancora più ferocemente del resto dell'anno. Però riesco a tenere a bada i miei fantasmi quando sono in mezzo alla folla e non devo pensare troppo. Arrivo a casa e tutto mi ripiomba addosso. Accendo la televisione e il telegiornale che vomita addosso il solito orrore quotidiano e divento stanca, improvvisamente. Accendo facebook, faccio il giro dei blog e divento sempre più stanca. Il mondo è di chi sa lottare, di chi ha il piglio aggressivo, di chi mostra un lato di cattiveria. E mi rende ancora più stanca l'ipocrisia che ci sia un periodo dell'anno in cui tutti sono puiù buoni. Palle. Imparate a raccontare la verità se ci riuscite, se ne siete capaci. Mi piacerebbe imprare a non sentire più il graffio nel cuore, a pensare di meritarmi un complimento quando me lo fanno, a non piangere calde lacrime quando vedo dei poveri innocenti picchiati da chi evidentemente ha sbagliato mestiere nella vita. Vorrei continuare a credere che quello che mi hanno insegnato abbia ancora un valore da qualche parte nel mondo. Niente è impossibile no? Even the stars look brighter tonight, nothing's impossible. Anche le stelle sembrano più brillanti stasera, nulla è impossibile...