29 dicembre 2008

Maybe...



Ecco qui, nero su bianco. E so che la cosa vi sorprenderà. Mentre tutti quanti non fanno altro che scrivere auguri e dire il 2008 è stato così e spero che il 2009 sarà diverso io invece sento come un fischio. Il fischio del vento che risuona in una stanza vuota. Sono molti anni che non dico più speriamo che il prossimo anno sia migliore perchè puntualmente poi tutte le speranze vengono disattese. Speravo di non arrivare di nuovo alla fine dell'anno con il cuore spezzato. Speravo di riuscire a imparare a sorridere. Speravo... non lo so nemmeno io che speravo. Invece mi sono ritrovata con un fine 2008 ancora più pesante. Con crisi di pianto sempre più faticose, sempre più spossanti, sempre più devastanti e stancanti. E ci sono momenti in cui neanche la musica riesce più a dare sollievo. Non ho neanche troppo voglia di scrivere quello che ho dentro perchè alla fine sono stanca anche di questo. In questi giorni mi sono trovata davanti l'esempio di come i miei lamenti siano alla fine quella di una bambina viziata, quando c'è invece qualcuno che ha persino difficoltà a fare le cose più elementari da solo. Pare che non riesco neanche a fare il fine anno che desidero da una vita: da sola a casa a dormire, a fregarmene del passaggio da un giorno all'altro, da un mese all'altro, da un anno all'altro. Perchè mi guardo indietro e non vedo la differenza.

Ho un gran desiderio, forte, smisurato, di un'immenso silenzio. Invece il mondo non fa altro che ributtarmi indietro il suo rumore. State zitti, tutti zitti. Ah non volete? Non ce la fate? Comincio io allora. Smetto di scrivere per un po'.  Un po'... non so quanto. Decido io.  Auguri a tutti. Decidete voi per cosa...

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