31 dicembre 2010

Bye 2010.



Niente elenco delle cose successe quest'anno anche perchè l'ho già fatto tipo due mesi fa, quindi se volete davvero saperlo tornate indietro e cercate il messaggio datato 31 ottobre.  Finalmente dicembre è finito e musicalmente l'anno inizia con una bella notizia: un nuovo disco degli Elbow. Ed è ormai tardi per fare il post dedicato a Babbo Natale anche se comunque ho avuto modo di ringraziarlo per il magnifico regalo che mi ha recapitato. Sinceramente parlando non so cosa dire. Posso scrivere semplicemente auguri e poi lasciare che siano gli altri a prendersi gli auguri per ciò che vogliono. Ritorno con la mente a una fine dell'anno internettiana passata a commentare uno speciale in diretta dei Radiohead. E sorrido. Penso al mio amore peloso che per i botti si nasconderà sotto il letto. Penso alla tradizione del giorno dopo capodanno. Penso ai risvegli che facevo una volta in musica con il concerto di Capodanno da Vienna...
Auguri a chi passa di qui.

22 dicembre 2010

Regali grafici






Cleo, l'admin del forum grafico dove sto in pianta stabile, quest'anno ha pensato di farci fare dei regalini grafici o simili tra noi utenti. Una cosa carina per cementare ancora di più l'amicizia tra di noi. Visto che mi lamento che non riesco a sentire lo spirito natalizio, ho pensato bene di aprirmi la mia cassetta dei regalini. Quelli che vedete li sopra sono i regali che io ho confezionato per gli utenti che hanno partecipato all'iniziativa e grazie alla Dea che sono iscritta a due gruppi di scambio materiale altrimenti non avrei saputo dove sbattere la testa per fare le immagini. Qui invece trovate i regali che hanno fatto a me. Sotto ogni immagine c'è il nick delle persone a cui l'ho fatto. E vi ringrazio ancora per questo. Però sinceramente parlando ancora dopo tutto questo, ancora dopo tutti i regali che ho ricevuto e mi ha fatto piacere ricevere... però dentro continuo ad avere il vento che fischia e il vuoto.

8 dicembre 2010

This is the begining...



Il 15 settembre scorso con mia grande gioia ho iniziato un corso nel forum di Studio Ametista. Il corso si chiamava First Step ed effettivamente era la base di partenza per imparare ad usare il programma Corel Paint Shop Pro. In questi mesi ho avuto modo di imparare alcune cose che ancora non conoscevo, nonostante il fatto che è gia passato un anno e mezzo da quando ho cominciato ad occuparmi di grafica. Quello che vedete qui sopra è il certificato di partecipazione e completamento del corso. Inoltre mi è stato fatto dono di una piccola ma bellissima creazione grafica da parte della mia insegnante. Grazie mille. Ma non è finita qui. A breve inizierà il corso Cornici. Sinceramente non vedo l'ora di imparare nuove cose.

5 dicembre 2010

December Blue



Prova libera del tutorial Maèllèa di Yaelle.

E' arrivato Dicembre già da 5 giorni. Ancora non ha fatto sentire del tutto il suo effetto. Oddea non è propriamente così, visto che comunque una piccola crisi è arrivata lo stesso oggi mentre lavavo per terra in cucina. Al contrario di molta gente io questo mese non lo amo molto. Forse sarà per quel dicembre trascorso tra ospedali e centri di recupero. Nah chi sto prendendo in giro, so che è già da molti anni, ben prima di quell'evento, che ho perso la magia delle feste. Quando sono arrivata qui a Genova e l'ho vista illuminata per la prima volta nel Dicembre 1982 mi sembrava di vivere in un sogno. Ricordo ancora come fissavo Via XX settembre e le altre vie della città a bocca aperta, stupita da tutta quella luce. Mi chiedo dove sia finita quella Krishel, mi chiedo se esiste ancora da qualche parte dentro me. Inoltre è indubbio che la crisi ha fatto sentire il suo peso e pochi negozianti se la sentono di spendere soldi per le luminarie. Non è una critica, li capisco, per qualche anno anche io ho fatto parte della barricata e so quello che comporta. Ma non è solo questo. Io guardo i forum decorati a festa e non riesco a sorridere, non riesco ad entrare nel clima giusto.
Forse per riuscirci davvero dovrei cominciare a istituire qualcosa di veramente mio, anche qualcosa di semplice come che so farmi il thè di Natale, so dove trovarlo e so quanto è buono. Cominciare a studiare che so qualche profumo con cui inondare la casa, qualcosa che non appena lo sento mi riconcilia con il mondo e mi fa sentire con le feste. Mi sono persa. E non è solo per il fatto che non riesco ad entrare nel clima prenatalizio. Sento di aver perso per strada qualcosa di importante o forse semplicemente non l'ho mai trovato anche se so che mi appartiene in qualche modo. Mi sono persa e non so se la mia è paura di ritrovarmi oppure il pensiero che alla fine non ne valga nemmeno la pena. Non vedo l'ora che sul calendario sia scritto giorno 31...

1 dicembre 2010

Riflessioni.





Capita a volte che vedi un programma e, all'interno di esso, viene data una notizia. Rimani a fissare lo schermo con lo sguardo attonito perchè non ti rendi conto, non riesci a dire nulla che abbia un senso per te.
E' quello che è successo mentre stavo vedendo il programma Vieni via con me di Fazio e Saviano, al momento dell'annuncio della morte di Monicelli. Non voglio fare discussioni sulla sua morte, sulla sua decisione o quant'altro. Non è questo che mi preme raccontare. La cosa che davvero mi interessa è raccontare, anzi ringraziare un uomo, Fabio Fazio appunto, che ha avuto la signorilità di dare la notizia esattamente come si dovrebbe fare in casi come questi: con commozione, senza inutili piagnistei o senza la morbosa passione per i dettagli tipica di certa televisione di cui fa parte, l'ho scoperto ieri sera con mia somma tristezza, pure Striscia la Notizia. Sarò esagerata, sarò fatta male ma secondo me di fronte alla morte ci vuole il rispetto e il silenzio. Il tono della voce si deve smorzare e si deve capire che in certi casi il dettaglio non è importante. E' più importante il senso della perdita o il senso del ricordo della grandezza di un uomo, come nel caso di Monicelli.
Grazie Fazio. Grazie per averci regalato un momento di televisione pulita che ha rispetto degli esseri umani.

30 novembre 2010

Paranoia Agent

Paranoia Agent (妄想代理人, Mōsō Dairinin) è un anime televisivo composto da 13 episodi di circa 23 minuti ciascuno, creato e diretto da Satoshi Kon nel 2004. La trama segue le vicende di due investigatori che indagano sulle aggressioni di un misterioso ragazzo che a Tokyo si accanisce sulle proprie vittime con una mazza da baseball, apparentemente senza motivo, per poi dileguarsi nel nulla. Essendo un anime diviso in episodi l'autore ha potuto prendersi delle libertà sui temi, cosa difficile da fare in un lungometraggio. Ogni episodio esplora un tema e un lato della società. E ce n'è per tutti i gusti. dal'alienazione del mondo moderno, alla violenza dei giovani. Ci sono due episodi dedicati al doppio, alle persone che hanno una doppia identità ma uno di questi mostra anche cosa succede quando un ragazzino, che è sempre cresciuto credendosi il numero uno, per la maldicenza perde questo primato. Perde la sua identità. C'è anche uno spassosissimo episodio dedicato ai pettegolezzi e alle leggende metropolitane. E, cosa più importante, c'è tutto ma proprio tutto il cinema tipico del buon Satoshi Kon. Insomma che state aspettando? Se siete appassionati di questo genere, recuperatelo.

24 novembre 2010

X Factor 4: The end.



E si è conclusa questa edizione che ha visto per la prima volta vincitrice una donna. Tiro un sospiro di sollievo perchè per un attimo ho temuto potesse vincere l'esercito delle ragazzine in preda all'ormone con Davide un ragazzino che non poteva essere nemmeno sul palco per ricevere il premio data l'ora tarda in cui è stato consegnato. E' stata l'edizione delle mancanze, dei casi umani, di giudici - uno in particolare - rimasti senza giocatori quasi sin dall'inizio. Giudici inadatti al ruolo dal mio punto di vista. E' stata anche l'edizione della banalità in un certo senso, del facciamo strano ma non nella maniera giusta, non come piace a me. E' stata l'edizione in cui mi è mancato pesantemente Morgan con i suoi eccessi. Spero la prossima edizione, se mai si farà, ritorni magari al posto della Tatangelo. E' stato anche per un certo verso l'edizione della delusione: a me Nevruz era simpatico e non mi dispiaceva vocalmente. Stasera con "Per me è importante" duetto con Zampaglione c'è scappata pure la lacrima di commozione. Però dal suo inedito mi aspettavo molto ma molto di più di uno scialbo rock melodico .
Alla fine ha vinto Nathalie: un piccolo scricciolo con una voce grandissima e un'inedito davvero molto interessante. Alla fine tutto è andato come doveva andare...

17 novembre 2010

Addio Windows Live Messenger, benvenuto Amsn



Agli utenti di Windows Live messenger 2009: se vedete che non potete più cliccare sui link che vi mandano gli amici, non vi preoccupate.  Non è un problema del vostro pc: i link sono stati temporaneamente disabilitati via server da Microsoft per via di una vulnerabilità che affligge solo WLM 2009 (chi ha la versione 2011 non ha di questi problemi difatti). Curiosamente questa vulnerabilità colpisce una vecchia versione e invece di risolvere la vulnerabilità per le versioni vecchie ti vogliono far passare alla versione nuova. Che lavora con un sistema operativo nuovo e non con quello che hai a casa. Spero che i miei lettori siano abbastanza intelligenti da capire a volo le conclusioni a cui sono giunta in breve, la sensazione che vogliono in qualche modo costringerti a fare l'aggiornamento sia di sistema sia di versione di msn. Se non esistessero alternative, potrei anche capire. Ma esistono. Eccome se esistono! Una di queste alternative si chiama amsn. E' esattamente identico a Windows Live messenger, stesse funzionalità, stessa possibilità di avere emoticon personalizzate. Hanno aggiunto persino il plugin plus che ti permette di visualizzare i nick dei tuoi contatti con i colori. Insomma perchè devo cambiare se con il mio sistema operativo riesco comunque a comunicare grazie ad amsn? Per ora è in prova ma per quello che ho visto mi va più che bene.

11 novembre 2010

serial experiment lain


Dopo il suicidio della giovane Chisa Yomoda, alcune ragazze ricevono delle e-mail dalla ragazza. Il sospetto è che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto, ma una di loro, Lain Iwakura (岩倉玲音, Iwakura Rein?) ne rimane particolarmente incuriosita. Dopo aver chiesto al padre un nuovo NAVI (l'evoluzione del PC - l'acronimo si basa sul concetto di Knowledge Navigator) inizia a navigare nel Wired (una rete di computer simile ad Internet) in cerca di risposte. Da qui in poi una serie di eventi inspiegabili sconvolge la sua vita. Mettiamola così: se avete visto Neon Genesis Evangelion, soprattutto gli ultimi episodi, e avete retto il colpo e vi è pure piaciuto allora questo anime fa per voi. Perchè per buona parte della serie non si capisce nulla. L'idea di star assistendo alle vicendde di una ragazzina molto introversa, incapace di relazionarsi del tutto con le sue compagne di scuola viene stravolto poco dopo. Diventa davvero interessante, almeno per me, verso la fine introducendo anche dei concetti che mi erano sconosciuti in parte e altre idee a cui avevo pensato pure io. Cosa accadrebbe se tutto il mondo fosse connesso come le reti neurali del cervello?
Giudizio? Eh? Non lo so. Non so dirvi nemmeno se mi è piaciuto oppure no.

8 novembre 2010

Gufi e allodole


No, non mi sono bevuta il cervello, semplicemente voglio illustrarvi il fatto che in quanto a sonno esistono due tipologie di persone: le allodole e i gufi.  «In generale, le allodole riferiscono di essere nella condizione di massima lucidità intorno a mezzogiorno e di sentirsi più produttive nel lavoro durante le ore che precedono il pranzo. Al mattino non hanno bisogno della sveglia, perchè invariabilmente aprono gli occhi prima ancora che suoni, spesso quando non sono ancora le sei. Riferiscono poi che il loro pasto preferito è la colazione e in genere consumano molto meno caffè delle non-allodole. Dato che si sentono via via più assonnate già nelle prime ore serali, vanno per lo più a coricarsi (o desiderano farlo) intorno alle nove. (cut) I gufi riferiscono di essere nella condizione di massima lucidità intorno alle sei del pomeriggio e di sentirsi più produttivi alla sera tardi. Raramente vogliono andare a coricarsi prima delle tre del mattino. Hanno drasticamente bisogno di una sveglia per tirarsi su dal letto, con alcuni casi estremi che ne hanno bisogno di più di una per essere sicuri di svegliarsi. In effetti, se potessero scegliere, i gufi non si alzerebbero prima delle dieci. Non sorprende che il loro pasto preferito sia la cena e che durante la giornata non perdano occasione di bere litri di caffè per tenersi su e in grado di lavorare.» sempre da Il cervello, istruzioni per l'uso di John Medina.
Secondo voi che tipo di persona  sono io? L'immagine qui sopra vi da un piccolo suggerimento. Una modesta proposta con delle debite premesse. Capisco che una volta bisognava alzarsi presto la mattina per poter lavorare in modo che si potesse sfruttare la luce del Sole, che poteva essere sfruttata solo per poco tempo perchè non c'era l'energia elettrica. Adesso però l'energia elettrica c'è e non ci sarebbe bisogno di doversi alzare presto per sfruttare la luce del sole. Possiamo avere la luce quando vogliamo. Premesso anche questi due tipi di persone: perchè si costringe le persone che normalmente rientrerebbe nella casistica dei gufi a fare la vita delle allodole? Non sarebbe più sano, anche da un punto di vista della produttività, sfruttare la differenza tra i due cronotipi diversi? Quello che sto chiedendo: perchè il mondo lavorativo deve essere tutto concentrato la mattina, sfavorendo nettamente chi, come me, invece lavorerebbe meglio di notte?

2 novembre 2010

I can still feel you...

Prova libera di Mathilde trovato su Maidiregrafica

A tutti i detrattori delle emozioni lo sapete che queste hanno un'importanza fondamentale nella codifica delle informazioni immagazzinate dal cervello? Faccio una premessa: sto leggendo un libro splendido sul cervello. Si chiama Il cervello, istruzioni per l'uso ed è di John Medina. In questo libro l'autore, sulla base delle cognizioni più avanzate e dell'analisi di casi concreti, vi si aggira con vivacità narrativa presentandoci vari aspetti, o "regole", relativi al funzionamento del cervello. Ogni argomento presentato da Medina fornisce idee di applicazione nella vita di tutti i giorni, in particolare sul lavoro e a scuola. Tra i vari passi significativi ho trovato questo che vi cito:

"Gli eventi che eccitano sotto il profilo emozionale tendono a essere ricordati meglio di quelli neutri. (cut) Un'importante area della ricerca è quella che studia l'effetto delle emozioni sull'apprendimento. Un evento emozionalmente carico (di solito definito ECS acronimo di emotionally competent stimulus, <stimolo emozionalmente rilevante>) è il genere di stimolo esterno che il cervello elabora più intensamente fra tutti quelli osservati. Gli eventi emozionalmente carichi persistono molto più a lungo nella nostra memoria e vengono richiamati con maggior precisione dei ricordi neutri." 


Le emozioni influenzano materialmente qualsiasi cosa noi elaboriamo. Influenzano persino il nostro modo di percepire la realtà e, cosa non da poco, influenzano in maniera netta come e cosa noi ricordiamo. Prima di denigrarle o di pensare di volersene distaccare, pensate a questo passo e ripensateci.

P.S. Il libro di Medina è scritto talmente tanto bene, e in maniera scorrevole che per me potrebbe essere accessibile anche per chi, diversamente da me, non ha letto molti libri sull'argomento. L'unico difetto che ha questo libro è il titolo...

1 novembre 2010

Tremate...


Invece di celebrare Samhain in solitario, sono stata invitata a cena fuori da degli amici fan di Peter Gabriel e dei Genesis come me. Il risultato è stata una piacevole serata passata a chiacchierare, buon cibo, buon vino, scherzi e foto con cappello da strega annesso che vedete. Avevamo pure la zucca intagliata come da tradizione. Voi sapete che a me piace travestirmi, mi sento molto a mio agio anche se la maschera si tratta solo di un cappello. Sono i miei panni da persona normale che mi mettono a disagio. Grazie a Susi e a Stefania. Loro sanno perchè...

31 ottobre 2010

Buon anno.

Prova libera di Watching eyes trovata su Maidiregrafica.

E' stato un anno particolare questo. Un anno di ritorni, un anno di ritrovamenti, un anno di chiarimenti. E' stato un anno in cui alcune cose di me sono cambiate, altre sono cresciute. Ho portato le mie cose in camera mia. Ho perso alcune cose, ho rattoppato il cuore pronta a farmelo frantumare di nuovo. Quello che pensavo di aver rovinato... invece non è così. E' stato un anno di domande, un anno trascorso nemmeno so io come. Ma alla fine non importa perchè la Ruota del Tempo ha girato di nuovo e ci ritroviamo di nuovo a Samhain. Con il solito carico di cose da buttare via. Con il carico di cose che vorrei per l'anno che sta per iniziare. Vorrei recuperare me stessa se è possibile, anche i lati di me che mi ostino a ignorare. Vorrei imparare ad accettare con serenità, senza inutili disagi e sensi di colpa, quando dicono di me che sono una bella persona.  Vorrei imparare a ridere di più, a essere meno seria, ad arrabbiarmi di meno, a contare un po' più per me stessa. Vorrei imparare a capire qual'è il mio posto nel mondo, imparare ad aprirmi di più alla gente invece di chiudermi come ho fatto finora. Vorrei imparare ad avere meno paura, o a smettere di farmi bloccare dalla paura. Vorrei lasciarmi il passato alle spalle e superare finalmente il lutto che mi ostino a portare da cinque anni ormai. Vorrei imparare a dare retta semplicemente alle poche cose che so fare, e che sento dentro di riuscire a fare, e a far tacere quella voce persistente che mi indica come una buona a nulla. Vorrei semplicemente imparare ad essere la cantadora del mio personale cantico di una strega.
Buon anno a tutti. Buon Samhain a tutti i fratelli e le sorelle che passeranno di qui.

28 ottobre 2010

Amicizia ( Per me)



Unicorno



 Cruna di Stella
Che ricami la Notte,
Cucimi un Sogno.
 
Passa un filo di Luce
Sopra i buchi del cuore.
 
Riyueren


 



 Come gli amici viandanti che percorrono le strade della mia terra possono vedere, “qualcosa” è cambiato, su Innerland.

Dietro a tutto questo … una piccola storia … ed un cuore grande che l’ha intrecciata … e non sono io: di questa storia sono semplicemente … la cantadora, colei che la canta, nient’altro.

Questa “piccola storia” è per te, cara Krishel che l’hai ispirata, così come sono per te il Tanka “Cruna Di Stella” e la Foto Incantata dell’Unicorno Magico (magica, veramente, perché è una femmina).

Io voglio che tutti, passando da qui, sappiano che la vera amicizia esiste, anche nel mondo virtuale.
 
Una telefonata.
“Ciao, Susi, come stai?Ho letto il tuo ultimo post, come vanno i tuoi occhi?”

Non è facile, per me, parlare a voce,spiegare le cose, dire quello che ho dentro, non lo è mai stato … niente di speciale, penso accada un po’ a tutti … me la cavo meglio scrivendo … anche perché molte volte un foglio diventa una coperta di Linus che ti protegge dai freddi venti del mondo.

“Sai, perché, mentre leggevo dei tuoi problemi alla vista, ho pensato che ti saresti trovata in difficoltà col tuo template così scuro”

“Beh, sì, in effetti, faccio un po’ di fatica”

“Senti, io avrei pensato una cosa … se a te non dispiace”

“???”

“Io potrei farti un template col fondo chiaro, ho già trovato un’immagine che, non appena l’ho vista, mi son detta … è la sua”

E così io scopro di avere un’amica dal cuore immenso, che mi fa entrare in un suo spazio privato, dove trovo in prova un template (e chissà quanto ci ha lavorato) un lupo stupendo (è femmina, vero, Krish?) e un titolo bellissimo percorso dalle sue orme magiche.

“L’amico è il vostro bisogno saziato”: mi vengono in mente queste parole di Gibran.

Tutte le volte che entro "a vedere i lavori” e il lupo bianco mi accoglie e trovo un messaggio di Krishel per me sottoforma di post “dimmi se il colore di fondo va bene” “dimmi tu quale tipo di font vuoi “ … ecco, ho sempre in me le parole di Gibran sull’Amicizia.


Noi andremo via, un giorno, dalla vita e anche da qui, chissà se le nostre parole, le mie e le vostre, cari amici viandanti, resteranno a lungo, nel web … questo io non lo so … sicuramente rimarranno un poco più di noi … se fosse possibile io vorrei che rimanesse questo post, a testimoniare che nel mondo esistono ancora anime belle come quella di Krish. (Riyueren)
 
La mia è stata una reazione istintiva a un suo post in cui rivelava di aver problemi agli occhi. Il mio primo pensiero è stato: cavolo con quei problemi non si può permettere di avere un blog scuro. Si affatica la vista. Così pian piano, con pazienza ho trovato le immagini giuste, i divisori e tutto quanto serviva per rendere il suo blog un posto dove i suoi occhi trovassero sollievo. Era anche una bella sfida per me: era la prima volta che costruivo un template non per me ma per un'altra persona. Ci ho messo la mia passione e le mie percezioni e sono contenta che il risultato sia piacevole da vedere, ma soprattutto che gli occhi di Riyu possano riposare. Mi è sembrato il minimo, visto che questa strega non è capace di far guarire i malati. E non credo proprio che sia possibile. Il resto lo vedete andando da Riyueren. E devo dire che l'impianto è stato tranquillo, è venuto alla prima. E Riyu, grazie per le belle parole. Se i tuoi occhi potranno stare un po' meglio o, quanto meno, sentirsi meno stanchi guardando il tuo blog... ecco allora vuol dire che la mia missione l'ho compiuta.


23 ottobre 2010

Avatar...


Non il film di Cameron che ho recensito mesi fa, ma semplicemente l'immagine che uso per stare qui su splinder. Dopo cinque anni che ho sempre avuto lo stesso ho deciso che era ora di cambiarlo. Se vi domandate cosa sia qui c'è una risposta. Anche se l'immagine che ho usato è diversa da questa. E' uno scatto preso dal concerto dei Tool fatto durante il brano Jambi. E' un'immagine a cui sono particolarmente legata, non chiedetemi il perchè, non me lo spiego neanche io. Si avvicina la soglia e riprendo a fare sogni assurdi. Ho sognato di essere una specie di strega guerriera. Eravamo prima di una grande battaglia, una di quelle che decideva la sorte del popolo, e io non solo controllavo che tutto fosse a posto dal punto di vista militare, delle armi etc, ma impartivo benedizioni o davo amuleti, cose di questo genere. All'ultimo mi vestivo anche io per la guerra e chiedevo ai fabbri di forgiarmi la spada più bella e più potente che potessero farmi. Decisamente mi drogo pesante.  Il mio medico di famiglia mi ha gufato l'influenza. Infatti sto con lo stomaco e l'intestino in subbuglio . Poi io mi vado anche a creare delle situazioni di stress inutili che si ripercuotono dove? Mi chiedo ma un bel manuale di istruzioni per me, no eh?

22 ottobre 2010

Kafka sulla spiaggia




"Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia."





Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Taka-matsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia quella di Edipo. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino. E' diviso in vari frammenti e ha l'andamento dei sogni. In realtà è molto centrato sui sentimenti e su come gli esseri umani trovano il modo di farci i conti. C'è una storia di abbandono con tutto il carico di rabbia, di sensi di colpa, di domande che si trascinano. Tamura Kafka si trova di fronte all'eterno dilemma umano: seguire il proprio destino predetto da un padre artista totalmente estraneo oppure decidere di andargli incontro, di compierlo, affrontando i propri demoni. Sinceramente parlando però sono altri i personaggi che hanno attirato la mia attenzione nella narrazione fatta da Murakami. Non sto parlando solo di Nakata, vecchio bambino che ha dimenticato tutto, ha dimenticato come si legge e si scrive ma è libero da tutte le domande inutili che le persone pensanti si fanno, ma anche della signora Soeki, una donna dalla vita spesa piena di rimpianti, incapace di accettare la morte del suo uomo. con lo sguardo sempre rivolto al passato. Alla fine arriverà il momento anche per lei di tirare le somme e di lasciare che tutto  scorra come la sabbia nella clessidra. E' un libro molto particolare, a tratti assurdo, a tratti offre ottimi spunti di riflessione sull'animo umano.

21 ottobre 2010

Niente autografi, nè adesivi.



Arrivando qui dentro vi accorgerete subito di una cosa: io non parlo mai di notizie di attualità. Non di quelle di cui parlano tutti. Ogni giorno ce n'è una, ogni giorno trovano un modo per compiacere il lato voyeristico e desideroso di sangue e di marcio di alcune persone. Qui non troverete nulla di tutto questo. Vedo troppo nero, troppo marcio per interessarmene. Non vivo in un mondo di fiaba, so molto bene che il mondo è pieno di lupi. Anzi si fa un'offesa agli animali denominati lupi paragonarli a certa gente. Tutto il mondo è paese, tutti quanti si accorgono di questo modo di essere. Non ne parlo, non ne voglio parlare. Troppo sciacallaggio si fa in certe vicende, sciacallaggio sul dolore, morbosità sul vedere quanto l'essere umano può essere orribile. Dal canto mio preferisco vedere quando invece l'uomo riesce a sfiorare il divino per la bellezza delle cose che crea. Forse sono un'illusa nel cercare di combattere con la bellezza e con l'arte quanto di orribile esista al mondo. Ma è quello che cerco di fare qui dentro in piccolo. E mi riscalda il cuore, mi rende felice quando un amico viene da me e mi ringrazia perchè gli ho fatto scoprire un capolavoro. Vuol dire che, nonostante i dubbi che avevo, sono riuscita nel mio intento. Musica, cinema, libri, arte di tanto in tanto. Per me sono le cose che davvero contano e di cui parlerei, o starei a sentire parlarne per ore. Costituiscono la parte più preziosa dell'essere umano, sono forse una delle cose per cui vale davvero la pena vivere.  Quindi se cercate da me informazioni sull'ennesimo caso o notizia della settimana, avete sbagliato indirizzo. Se invece cercate due dritte su libri da leggere, film da vedere, o dischi da ascoltare fatevi un viaggetto nelle pagine della casa. Magari chissà potreste fare delle belle scoperte. E se avete da suggerire qualcosa a vostra volta, i commenti sono a vostra completa disposizione.
You know that's it: receive and transmit...

20 ottobre 2010

1.Outside



Ok lo ammetto: questo disco è del 1995. Mi chiederete perchè recensisci un disco che è uscito più di dieci anni fa? Semplice: l'ho amato alla follia e credo che troppe persone si siano perse per strada questo gioiellino. Quindi cerco di rendergli giustizia come posso, con le parole.
In 1.Outside David Bowie veste i panni del detective Nathan Adler ed indaga sull'omicidio ritual-artistico della 14enne Baby Grace, seguendo nel booklet del cd le note del diario del detective Nathan Adler si scopre che "il cadavere della ragazza è stato sezionato, le braccia della vittima sono state ridotte a puntaspilli da 16 aghi ipodermici che le pompavano dentro dei conservanti, l'area dello stomaco è stata slabbrata con cura e gli intestini rimossi, sbrogliati e rilavorati a maglia come una piccola rete o tela e appesi tra i pilastri del luogo del delitto, l'ingresso principale del Museo di Parti Moderne di Oxford town - New Jersey, gli arti di Baby Grace sono stati poi recisi dal torso, in ogni arto è stato impiantato un piccolo traduttore a codice binario...", siamo di fronte ad un omicidio artistico, la morte come arte estema, il dramma dell'orrore, come dice Fernanda Pivano nel mini booklet allegato alle prime copie della stampa italiana del cd con traduzione dei testi: "sono le fantasie definite nella letteratura americana neo gotiche". Le liriche si avvalgono nuovamente della tecnica del cut-up, usata già in passato da Bowie, sospettati dell'omicidio sono tale Leon Blank, Algeria Touchshriek e l'enigmatica Ramona A.Stone, ma l'elenco di nomi coinvolti è impressionante: Paddy, Miranda, un artista Minotauro...per un finale che non esiste, to be continued... (dalla recensione di Paolo Pontini) Bowie sin dall'inizio è chiaro: dice sta avvenendo adesso come recitato nel testo della dolente Outside il brano apripista. L'omicidio è efferato, l'indagine sta avvenendo oggi non domani. Ed è una sporca lezione del cuore quello che il detective apprende nell'esaminare le prove. La musica segue di pari passo le vicende narrate, le prove raccolte durante le indagini. E' una musica talvolta dura, graffiante, dissonante come è evidente in The heart's filthy lesson. Si sentono echi del modo di fare musica tipico di un certo Trent Reznor, ma tradotto attraverso la sensibilità più anglossassone di Bowie. Bowie il trasformista, Bowie che nella sua carriera ha impersonato i più svariati personaggi. E questa sua duttilità si traduce anche vocalmente quando fa parlare i vari sospettati dell'omicidio. Anche quando fa parlare la vittima in realtà non è dato sapere se è veramente lei oppure il suo assassino che inscena una finzione, sviando le indagini, indicando un nome. "This chaos is killing me". Il mondo stesso implode, difficile riuscire a stabilire chi sia il colpevole. Adler lo cerca attraverso vari personaggi: Algeria Touchshriek, un uomo particolare con la cadenza melliflua che dice di non sapere molto di quello che succede nei dintorni ma è molto esperto nella tecnologia tanto che da il suo cognome anche a un server.  La mente disturbata di Ramona A. Stone che viene tradotta in un brano dall'atmosfera inquietante. Adler non è sicuro che quello sia il suo vero nome - I am with name - . Di tanto in tanto si sente la voce stessa di Adler che prende appunti su quanto è accaduto cercando di ricavarne il bandolo della matassa. E se giungete alla fine del disco psicologicamente indenni incontrerete la splendida Stranger when we meet che, dopo svariate dissonanze, rumori della strada, ritmi siincopati e voci dall'animo disturbato, sembra essere un raggio di sole che squarcia le tenebre. Sembra perchè in realtà non è così. 1. Outside doveva essere il primo di una serie di dischi, un progetto che doveva continuare con due album successivi chiamati Contamination e Afrikaan. Alcune session di composizione sono state fatte e se n'è parlato fino al 2003.  Poi se ne sono perse le tracce. Peccato davvero, era interessante sapere dove sarebbe andato a parare sia come temi, sia come musica. 1.Outside fa parte di una serie di album amati intensamente dalla mia metà oscura. Fa parte di quei dischi arrivati al momento giusto. Ascoltatelo se avete abbastanza pelo sullo stomaco e se certi suoni per voi non sono troppo strani e disturbati. Sicuramente vi piacerà.

17 ottobre 2010

Majocco Club


Era un po' di tempo che avevo messo le mani su questo OAV. Ne avevo sentito parlare tempo fa, esattamente quando vi avevo parlato di loro separatamente ma non ero riuscita a trovarlo. Poi, per caso, cercando tra vari video di anime, l'ho scovato e ieri sera mi sono decisa a vederlo. La trama a grandi linee è questa: Ju, Emi, Evelyn e Sandy stanno girando "Alien X - Terrore dalla dimensione A", un film di fantascienza di cui sono le protagoniste. Nel film la Terra è sconvolta da un terribile avvenimento: un mostro tentacoluto proveniente dallo spazio aggredisce le ragazze giovani e belle trasformandole in vecchiette rugose. E sarà compito delle nostre maghette risolvere la questione. Sinceramente parlando? L'unica cosa bella del lungometraggio è stato vedere Emi alle prese con i trucchi magici ed esclamare "però, è diventata più brava rispetto a quando l'avevamo lasciata alla fine del cartone". Il resto? Da dimenticare. Preferisco ricordare le serie separate. Penso che prima o poi rifarò un tuffo nel passato per rivedere le quattro serie. 

15 ottobre 2010

Let's dance



Non ne ho parlato subito perchè incazzata com'ero da certi recenti eventi genovesi, mi sono proprio dimenticata di vederlo. L'ho visto dopo in replica. Volevo scrivere questo nei commenti del blog di paveloescobar ma poi mi sono detta: ci faccio un post.
Allora ricapitoliamo: Nevruz è il solito personaggio. E' riuscito a non sembrare la parodia di Renato Zero e il rischio era reale. Però lui ce l'ha fatta. Ha ragione però quel rompino di Dami a dire che la base non era dance. Ma sinceramente dare qualcosa di dance a lui equivaleva come dare a me un testo di chimica organica. Proprio non ci azzeccava nulla.
Capitolo Dorina: ha sbagliato l'attacco. Il testo questo sconosciuto. Poi va beh che lei abbia compensato con la presenza scenica ok. Ma c'erano delle carenze notevoli nel pezzo. Probabilmente se fosse stata di un'altra squadra gliel'avrebbero fatto scontare di meno.
Ruggiero. Ora io sto ragazzo lo impallinerei da tanto mi è antipatico. Gli hanno dato un pezzo di Barry White che per me è un pelo sopra la dance - quindi sopra l'odio assoluto. Non mi capacito che sia ancora li.
Cassandra ha tirato una stecca clamorosa nel pezzo. Stesso discorso di Dorina ma inverso. Se non fosse stata di Elio magari sarebbe finita di nuovo in ballottaggio.
Stefano... Madre de dios... preferisco la versione dei Cake a questo punto. E forse sarebbe stato meglio per questo se gli avessero fatto cantare quella versione.
Nathalie: ma non poteva scambiare il pezzo con Dorina? Forse era più adatto...
Kymera... alt fermi tutti. Ma il pubblico dove diavolo ha le orecchie? Perchè ha mandato in ballottaggio questi che a) sono i veri artisti e b) hanno fatto un'esecuzione magistrale?
Dami continua a essere sempre senza cuore. Bella voce ma personalmente non mi dice nulla.
In ballotaggio meritavano di andare Cassandra e Stefano. E fuori Cassandra. Per la stecca. Inaccettabile. L'anno scorso hanno fatto un pippone alla povera Chiara che ha steccato sui Pink Floyd e questa invece...
C'è da dire che Marco Mengoni si mangia tutti i concorrenti anche di quest'anno eh...

14 ottobre 2010

Inception



« Qual è il parassita più resistente? Un'idea. Una singola idea della mente umana può costruire città. Un'idea può trasformare il mondo e riscrivere tutte le regole. Ed è per questo che devo rubarla. » Aggiungo io: un'idea può anche portarti alla follia e distruggerti.
Si tratta dell'ultimo film di Chris Nolan, regista di cui vi ho già parlato parecchie volte, con Leonardo di Caprio, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Marion Cotillard e Cillian Murphy. Sto cercando il modo migliore per raccontarvi questo film senza fuoviarvi e senza rivelarvi troppo. Se avete già avuto a che fare con il cinema di questo regista sapete già cosa aspettarvi. Inception è forse il film più emblematico dell'opera omnia di Nolan. All'inizio lo spettatore viene indotto a credere che si tratti di un film sui sogni. Dom Cobb è un estrattore che ruba segreti dalle menti delle persone, mentre queste stanno dormendo e sognando. Spesso in bilico tra il mondo reale e quello onirico, Cobb porta sempre con sé un piccola trottola di metallo, un oggetto personale (da lui definito "totem") che gli permette di accorgersi se sta sognando o meno. Nei sogni, infatti, la trottola gira all'infinito, mentre nella realtà si ferma e cade. In realtà le cose non stanno propriamente così. Il particolare della trottola non è uno stratagemma del regista per giocare con i suoi spettatori. Il suo è un cinema per adulti pensanti, gente che non ha paura di farsi domande scomode, domande al di fuori della logica di pensiero comune. E alla fine del film, un po' come è stato per The prestige in cui il regista ci ha chiesto: "state osservando attentamente?", qui stavolta la domanda è: a chi è stato fatto l'innesto davvero?
Il film si presta a tremila letture diverse, a seconda del quale può essere definito allo stesso tempo un capolavoro e un film non riuscito. In più punti ho pensato che la sceneggiatura fosse di una levatura tale che non sempre il film riusciva a tenergli dietro davvero. Ma è stato un pensiero che mi ha sfiorato per un'istante.
E' un film che farà parlare di se ancora per molto tempo. E Nolan ormai è entrato di diritto nel novero dei miei registi preferiti. Per i film che ha fatto, non ce n'è uno meno che bello, per il tema che sceglie sempre ogni volta di trattare. Vedetelo al cinema. Ci sono scene che vi entreranno nella pelle, non le dimenticherete facilmente.

7 ottobre 2010

Il castello dei Pirenei



"Il caso, una coincidenza, il destino, la telepatia: difficile spiegare l'incontro fra un uomo e una donna che si rivedono, dopo trent'anni, nello stesso albergo affacciato sul fiordo dove si erano detti addio. Sempre che dare una spiegazione abbia un senso. Solrun e Steinn sono entrambi cinquantenni. Nonostante il passare degli anni e il fatto che oggi siano entrambi sposati e con figli, non hanno mai smesso di pensare l'uno all'altra. Dopo la sorpresa dell'incontro, danno vita a un fitto scambio di e-mail nel quale si raccontano, ripercorrendo l'episodio, inspiegabilmente velato di mistero, che aveva messo la parola fine al loro amore. Per ritrovarsi, come spesso accade, a scrivere due storie diverse della stessa passione condivisa. Chissà però se le due versioni sono davvero così differenti. Nel dialogo a distanza prendono corpo due visioni della vita inconciliabili: lui è un professore di Fisica, ateo e materialista, lei è un'umanista convinta che a governare i nostri destini siano forze superiori." Trama da ibs. Sinceramente parlando ho trovato il libro di una freddezza mortale. Ha fallito in tutti i sensi. Se Gaarder voleva farci partecipi delle sue riflessioni sul mondo, sull'aldilà, sul mistero, se voleva farci porre la domanda se siamo atei oppure crediamo che tutto faccia parte di un disegno divino, non ci è riuscito. Non è riuscito a coinvolgerci. Se voleva raccontare una storia d'amore e come possa essere finito ha fallito doppiamente. Era più riuscito da questo punto di vista il suo "La ragazza delle arance". Assistiamo ad uno scambio di mail tra Solrun e Steinn ma è quanto di più freddo possa esserci. Oltretutto per tutta la durata del libro mi sono chiesta: ma in tempi come questi dove aviene la comunicazione in tempo reale tramite msn messenger, skype e quant'altro, perchè questi lasciano le loro riflessioni alle e-mail? Oltretutto il loro patto era quello di non conservarle. Ho trovato poi desolante il finale e mi ha fatto una pena infinita il marito di Solrun che ha dovuto assistere impotente, innamorato di una donna che, infine, non l'ha mai amato. Più pregna di sentimenti vivi, di un dolore tangibile e palpabile la mail finale che lui scrive a Steinn. Stavolta Jostein Gaarden mi ha deluso su tutta la linea. Libro bocciato. L'unica cosa positiva è avere sott'occhio questa splendida opera del mio amato Magritte...

5 ottobre 2010

E ci risiamo....



L'immagine che vedete li sopra è stata scattata da Massimiliano Fattorini in Via Sestri. Dovete sapere che Sestri è il quartiere successivo a quello dove vivo io. E la situazione ieri nel mio quartiere, nella mia via, non è stata differente da questa. Sinceramente sono un pochino stufa. Stufa di vedere che ogni anno ci ritroviamo sempre puntualmente in questa situazione. Fa male vedere le vie del proprio quartiere, della propria città, ridotte in questo stato per la pioggia ma, soprattutto, per l'incuria e il fatto che i lavori di ripulitura dei fiumi, dei tombini e di altro non viene fatto a dovere quando sarebbe giusto farlo. Ossia in estate. E ci ritroviamo puntualmente in queste condizioni. Sempre. Ogni anno. Ieri ho vissuto momenti di delirio puro per la paura di ritrovarmi la macchina sotto l'acqua perchè il garage dove la tenevo si è allagato. E come il garage si sono allagati magazzini e negozi che sfortunatamente erano in basso e non avevano modo di far defluire l'acqua. Fate un giro su internet, su youtube e guardate le immagini da delirio puro di quello che è successo ieri. Poi tolto il fango, pulite le strade, puliti i negozi che sono stati lambiti dall'acqua, tutto tornerà come prima. Come se non fosse successo nulla. Ad aspettare la prossima pioggia torrenziale e i prossimi danni...

4 ottobre 2010

Tokyo Blues, Norwegian Wood.






Avevo trentasette anni, ed ero seduto a bordo di un Boeing 747. Il gigantesco velivolo aveva cominciato la discesa attraverso densi strati di nubi piovose, e dopo poco sarebbe atterrato all’aeroporto di Amburgo. La fredda pioggia di novembre tingeva di scuro la terra trasformando tutta la scena, con i meccanici negli impermeabili, le bandiere issate sugli anonimi edifici dell’aeroporto e l’insegna pubblicitaria della BMW, in un tetro paesaggio di scuola fiamminga. E’ proprio vero: sono di nuovo in Germania, pensai. Quando l’aereo ebbe completato l’atterraggio, la scritta “vieteto fumare” si spense e dagli altoparlanti cominciò a diffondersi a basso volume una musica di sottofondo. Era Norwegian Wood dei Beatles in un’annacquata versione orchestrale. Come sempre mi bastò riconoscerne la melodia per sentirmi turbato. Anzi, questa volta ne fui agitato e sconvolto come non mi era mai accaduto prima”.


Per Toru quelle note sono semplicemente la chiave d'accesso ai ricordi di quando era universitario, di quando era assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. E' un romanzo quello di Murakami che parla delle grandi questioni della vita: della crescita, di trovare un proprio posto nel mondo, della morte ma anche dell'amore. Questo per me è il secondo autore giapponese in cui mi imbatto. L'altra sapete chi è non ve lo devo dire. E ho trovato differenze tra i due come ci sono tra un uomo e una donna. Tanto eterea delicata la Yoshimoto, quanto più fisico, terreno Murakami. In comune hanno la stessa capacità di parlare di questioni gravi senza moralismi inutili e senza appesantire troppo. Il dilemma di Toru tra la figura di Naoko, ragazza del suo migliore amico morto suicida che finisce in un sanatorio per risolvere i propri problemi, e Midori, ragazza viva e vitale che sembra non farsi molti problemi in genere (è stato lampante per me l'episodio della minigonna, chi ha letto il libro sa cosa intendo) è lo stesso dilemma di tutti noi che ci dividiamo tra passato e presente e non sappiamo cosa sceglirere. Tra le tante cose penso venga ritratto anche due modi completamente diversi di rispondere al dolore e al lutto. Insomma in questo libro c'è tanto materiale di riflessione ed è scritto splendidamente. In alcune parti forse l'ho trovato fin troppo crudo, però va bene così. Se siete appassionati come me di autori giapponesi, dategli una possibilità.
P.S. Grazie Francesco.

29 settembre 2010

Krishel alternativa.


Nel telefilm Fringe viene illustrata questa teoria: esistono, oltre al nostro, degli universi paralleli dove ci sono delle versioni alternative di noi. Persone molto simili ma diverse. Per rendervi più chiara la cosa: in pratica come sareste se certi eventi della vostra vita non fossero accaduti, oppure se aveste deciso diversamente da come avete fatto in momenti chiave della vostra vita? Nel forum di itasa abbiamo giocato ad immaginare a come saremmo. Ho dato una mezza risposta, visto che in quel forum ancora non mi conoscono bene. Però voi che mi leggete da cinque anni sapete molto di me e affido a voi la risposta che avrei dato se mi fossi davvero ambientata li dentro. Innanzitutto i miei genitori sarebbero vivi e avrebbero festeggiato tranquillamente il cinquantesimo anniversario di matrimonio. Non sarei malata di depressione, non sarei la persona cupa che sono ora perchè tutto quello che ho vissuto - ospedali, pronti soccorso, medici e altre belle cose - non li avrei mai vissuti.  Sarei sposata con un uomo che amo e che mi ama.  Probabilmente mi sarei fatta un'idea del perchè esisto e la vita mi sembrerebbe talmente un dono, tanto da donarla a degli eventuali figli. Forse la me alternativa avrebbe un talento tangibile che tutti possono vedere, probabilmente ne avrei fatto il mio mestiere, qualcosa che mi fa sentire appagata e realizzata. L'immagine che vedete li sopra è me a tipo 14 anni circa. Ho indosso il trucco tipico da scimmia di Peter degli anni 80. E sto ridendo. E' la me prima di tutto quanto, per questo l'ho scelta. E ora tocca a voi. Ditemi come sareste voi versione alternativa? Ditemelo nei commenti.

27 settembre 2010

And I will what I can do in Verona.





Faccio una doppia premessa per spiegarvi meglio la situazione e la sensazione iniziale che ho avuto: Peter è influenzato. Quindi vocalmente non è al massimo della forma. E si è temuto sin dall'inizio che ci potessero essere dei problemi. Seconda premessa: la casa discografica di Peter ha messo in vendita dei biglietti più cari, con la possiblità di assistere alle prove. Ovviamente non me lo sono potuto permettere, invece Davide da subito li ha presi. Ovviamente dopo le prove abbiamo chiesto a chi ha assistito che brani ha fatto. E c'è stato un titolo, un titolo che non appena si è saputo ha fatto il giro delle persone che erano li con me ad aspettare. Si tratta di una delle canzoni che Peter ha portato meno dal vivo. Quindi l'emozione che ho provato ieri sera, sentendola finalmente dopo 24 anni che amo quest'uomo, l'hanno provata tanti, tantissimi fan come me. Il concerto è composto da due parti. La prima in cui Peter ripropone per intero la nuova opera Scratch my back. All'inizio Peter ha calibrato le forze vocali, si sentiva che era molto in difficoltà, in alcuni momenti la voce non arrivava proprio sovrastata com'era dall'orchestra. Molti i momenti toccanti della serata: la potente My body is a cage, che potete sentire nel video, con il suo finale micidiale. Quel "set my body free, set my spirit free" che ha il potere di uccidermi ogni volta che lo sento. Philadelphia con la sua totale dolore mestizia. Gli schermi rimandano le immagini di un corridoio con un segnale di uscita. Un modo molto lieve per simboleggiare la dipartita dal mondo. Mentre la cantavo ho alzato gli occhi al cielo e l'ho dedicata alle mie due stelle lassù, spero abbiano gradito. Per alleggerire il peso arriva The book of love con la sua storia. Il video ci mostra un Peter come omino stilizzato che prende quel libro e se lo studia. Quando il testo recita: "the book of love has music in it" il video ci rimanda la versione in miniatura della classica band di Gabriel con Levin, Rhodes e Lynch... sorrido. Ha trovato comunque un modo di portarli dietro con se, anche se in effigie. Vado a sensazione non in ordine di brano, a seconda di quello che mi ha colpito di più. Listening Wind: suggestivo il trucco del fumo per simboleggiare il vento, suggestivo il video che ci rimanda una famiglia sottoposta al moderno scanner di controllo degli aeroporti. Ho idea che Peter sia uno di quelli che non ama molto quella forma di controllo. Toccante, intensa e straziante la minimale Street Spirit e quando finisce pensi: "ok ora c'è la pausa di quindici minuti poi riprende con a seconda parte dove esegue i suoi brani in versione orchestrale". Invece Peter esce e ci dice: "ancora una canzone: Wallflower." Ho cacciato un urlo di quelli assurdi. Se eravate al'Arena in zona Platea mi avete sentito di sicuro. Wallflower. L'ha fatta, ed ero li per sentirla. Le lacrime che scendevano già mentre la sussurravo tra me e me, lacrime di gioia per poter sentire finalmente dal vivo quella frase: "And I will do what I can do". Grazie. Grazie. Grazie!! Ma ancora non è finita. Quindici minuti di pausa, poi si riprende. Col botto ovviamente e con un Peter decisamente più tranquillo e sicuro dei suoi mezzi vocali: San Jacinto. E quando diavolo mi ricapiterà nella vita di sentire nella stessa serata i miei due brani preferiti in assoluto di Peter Gabriel? Credo mai. San Jacinto con la sua storia di iniziazione, San Jacinto con la sua bellezza, San Jacinto con il suo finale da trance secca. Ero nell'arena di Verona. Ero ovunque. Altro particolare della serata: sentire i due brani che per atmosfera, per i sentimenti in gioco descritti, per la musica anche io considero un po' madre e figlia:  ossia Intruder e Darkness. Sono state eseguite al contrario nella serata prima la figlia. La canzone sulla paura che non deve bloccarci perchè... "And the monster I was so afraid of, is curled up on the floor jus like a baby boy" (e il mostro di cui avevo così paura era rannicchiato sul pavimento come un bimbo piccolo). L'ensemble orchestrale ha fin qui svolto un egregio compito ma con Intruder  secondo me si sono veramente superati. Hanno dato al brano un piglio davvero luciferino. Intruder si è aggiornata. Non è più l'uomo che si introduce si soppiatto nelle case altrui, si è trasformato nelle telecamere. Sono ovunque e possono spiarci quando e come vogliono a nostra insaputa. L'intruso arriva a casa nostra anche sottoforma di una innocua mail.  Altra gradita sorpresa: The drop. E anche li sono crollata di botto. Amo profondamente questo brano per il suo essere infinitamente forte e fragile nello stesso tempo. Ancora una volta Peter ci sorprende. All'inizio racconta di una storia di un esperimento in una fattoria in cui una cella da sola non può fare nulla ma insieme ad altre è capace di raccogliere un quantitativo enorme di energia grazie al sole. Lui fa il traslato con le persone. Da soli siamo poco ma se comunichiamo possiamo davvero fare qualcosa. E arriva Signal to noise. Con la sua forza, la sua potenza. Alla fine si tratta di quello: ricevi e trasmetti. C'era energia pura nell'aria mentre veniva suonata. Molto belle sia Mercy Street che Blood of Eden. Finisce il concerto. "Security curtain..." ad un certo punto sul video compare un post-it dove qualcuno scrive: Encore? :-) Dopo averlo scritto le mani cominciano a mimare l'applauso. Non ce la facciamo dire due volte: il pubblico risponde, me compresa, facendo un casino boia. Tutti ritornano sul palco e si riprende con il bis: In your eyes, molto bella e... "adesso arriva il momento in cui potrete scaldarvi" Solsbury Hill. Bella energica da matti. Stavolta arriva davvero la fine del concerto. "E' stata una bella serata per tutti noi, grazie anche a voi. Vorremmo congelarvi con dolcezza, questo brano si chiama The nest that sailed the sky." (tutti quanti noi abbiamo ridacchiato per l'errore in italiano su congedarci) Tenerezza. Amore. Ecco quello che ho provato. Forte, intenso, totale. Felicità per la serata appena trascorsa. Ho augurato mentalmente buon viaggio a tutti quelli che erano lì presenti. Questa serata me la ricorderò finchè campo. Dea Madre ti benedica per quello che sei e la luce che regali al mondo. Grazie Peter. Grazie di cuore.



P.S. Un saluto a tutti quelli che ho incontrato ieri. Voi sapete chi siete.

25 settembre 2010

E anche quest'anno...




Siamo giunti al mio compleanno. Sono la bellezza di 37 anni. Qualcuno direbbe che mancano tre anni ai miei quaranta, io invece penso che... non mi interessa. Per ora mi godo gli auguri cioccolatosi che mi ha fatto un'altra del forum di Cleo, a proposito Cleo, tesora grazie, per questa meraviglia quassù, la marea di auguri su facebook, forum e via dicendo. E penso che domani riceverò uno specialissimo regalo di compleanno. Anche se ho già ricevuto qualcosa ieri di molto importante. Ma questa è una storia da ombre non da casa. Se siete rimasti indietro con il blog vi do due giorni per rimediare. Domani... domani...
PETER ARRIVOOOOOOOOOOOOO 

23 settembre 2010

Waiting for the big one


Volevo fare tempo fa un topic dal titolo "good news, bad news". La cattiva notizia era che mi si era pure infettato l'occhio destro, la bella notizia era che sembrava si stesse risolvendo in qualche modo. Notizia che dura ancora oggi. Parlo senza peli sulla lingua qui nella casa: mi ha mandato in paranoia il cocktail micidiale mia sorella + mia insicurezza cronica. Di mio mi sarei semplicemente fidata dei medici anche se nell'angolo del mio cervello ho ancora l'esperienza che ho, pessima, con certa sanità. Ma lo devo dire: quelli del pronto soccorso del S. Martino di Genova sanno il fatto loro e mi hanno curato. Ora rimane solo una bella notizia: domenica prossima vado a vedere quel signore lassù in concerto. E lo so, vi ho ammorbato con il mio conto alla rovescia. Però per me è una giornata da vivere come un'evento. E non solo per la musica che sentirò ma anche per le persone che incontrerò. Sapete normalmente io sono una gran timidona ma ai concerti mi sblocco totalmente, mi rilasso e divento una persona estremamente socievole. E questo diventa maggiore quando si tratta di un concerto di Peter Gabriel. Perchè in pratica chi prima chi dopo tutti quanti abbiamo lo stesso tipo di ricordi legati alla sua musica. I concerti fatti, gli aneddoti, i suoi "tecnical fuck-up", i testi che il Maestro immancabilmente si scorda. Ad ogni concerto c'è una sensazione nuova eppure familiare che si rinnova. Ed è così per tutti noi. Per la prima volta arrivo vicino al mio compleanno senza essere particolarmente triste. Ed è un'altra della lunga serie di cose che devo a questo grand'uomo.

22 settembre 2010

Lithium



Considerato il fatto che siamo a X-factor e non ad un concerto vero e proprio, ho trovato questa esibizione credibile.  C'è da dire che Nevruz sto pezzo sicuramente ce l'ha nel sangue ed è uno talmente scombinato che durante le prove si fa male e dopo l'esibizione ringrazia quelli del pronto soccorso. Rimproverato da Elio perchè a suo dire non è rock.  Ho goduto non poco per l'eliminazione dei Borghi Bros. A casa, dovevano stare a casa! Non mi sono mai piaciuti. Ora aspetto come un'avvoltoio che Ruggiero lo scugnizzo faccia una esibizione meno che ruffiana per il pubblico, e che venga mandato a casa. Altrimenti questo rischia di vincersi la serie e questo non deve accadere assolutamente. Per il resto noia mortale su tutti i fronti a parte il solito Stefano che ha cantato una Buonanotte Fiorellino molto tenera, dolcissima. Già era così dolce la versione originale. Ora aspetto di vederlo alle prese con un brano più complesso dal punto di vista vocale. La cosa migliore di questo X-factor? Finora a parte Nevruz vedere Rossana Casale come vocal coach. Quella donna è di una dolcezza e un'umanità incredibile e lo sta dimostrando pienamente. Da Elio invece mi aspettavo qualcosa di più. Morgan, ti prego, ritorna. C'è bisogno di te.
P.S. Ma perchè tutti i cantanti vogliono fare rock? Perchè è figo da dirsi?
Meno quattro...

17 settembre 2010

Shock a X-factor 4



Voi sapete da tempo che vedo X factor, avete anche letto diverse volte i miei giudizi quindi non dovrebbe essere una sorpresa. E come ogni edizione io mi lancio dicendo senza peli sulla lingua cosa penso. Con Morgan silurato ipocritamente per la questione droga, come se nessuno dei vertici Rai non ne facesse mai uso - ma non sta bene dirlo platealmente vero? -, hanno pensato bene di sostituirlo con due musicisti e una... trovate voi la definizione per Anna Tatangelo perchè io non riesco a trovarla sinceramente. Ridateci Claudia Mori! Almeno aveva più classe e di musica ne capiva molto ma molto di più. Veniamo ai partecipanti. E' la fiera dei casi umani o presunti tali. C'è Sofia che non vede il padre da una vita. Buca lo schermo con il suo sguardo di ghiaccio ma vocalmente non mi esalta più di tanto. Poi Stefano, il balbuziente dall'ugola d'oro. Lui ha una voce incredibile, e si vede che canta perchè ama farlo. Andrà avanti purtroppo per il fatto di suscitare l'istinto materno delle donne. E stanno facendo passare pure per caso umano anche la coppietta Kymera. Vocalmente non sono niente di eccezionale e si sono macchiati di un reato gravissimo: essersi confrontati con il Sommo in una versione scialba da karaoke di Shock the monkey. Ecco il motivo per la scelta del brano del video che vi ho messo. E' la versione, dopo l'originale, che amo di più. Alla voce c'è il buon vecchio caro Ozzy, altro che quelle galline sgozzate dei Kymera. Poi c'è Ruggiero lo scugnizzo che ogni martedì sera prego il pubblico lo mandi a rischio di eliminazione per quanto non lo posso sopportare. E' il crooner più giovane del mondo, quando lo senti non gli dai 16 anni, è già vecchio. Poi ha quel modo di fare che me lo rende indigesto immediatamente. Il mio preferito è Nevruz. Uno che la voce ce l'ha e non sembra avere nulla da dimostrare a nessuno. E' tutto quello che non era Andrea nella scorsa edizione: personaggio strano con le capacità. Ha fatto Pugni chiusi senza far troppo storcere il naso. Come tipo e come soggetto mi ricorda il personaggio di Zed in Scuola di Polizia. Insomma mi mette di buon umore quando lo vedo. Tutto il resto è noia.

P.S. Meno dieci.

15 settembre 2010

Sono un pochino arrabbiata...


Si ringrazia Anathematixs per la splendida immagine

Congiuntivite virale di merda mi ascolti? Sappi che non mi fermi. Io tra undici giorni vado a vedere Peter Gabriel dal vivo a Verona. Ci andrò anche con 40 gradi di febbre. Questo non è messo in discussione, capito???

12 settembre 2010

Throwing all away...





Mentre riordinavo ho fatto fuori un sacco di vecchia corrispondenza. Ho conservato solo le cartoline e i francobolli più belli. Mi sono passati sotto mano anni e anni di anima che ho regalato a varie persone che non sento più. Chissà dove sono queste persone ora, che fanno, se anche loro come me hanno buttato via le cose che ho scritto loro. Chissà se ricordano che in un certo senso ho fatto parte della loro vita anche solo attraverso un foglio di carta. A volte leggendo le scritte nelle cartoline ho provato tristezza. C'era il segno di amicizie che ormai non esistono più. Penso che la vita sia piena di questi eventi. Regali il cuore, l'affetto a qualcuno e devi mettere in conto che questo possa sparire nel nulla, così come è entrato nella tua vita. Ho anche ritrovato vecchi ritagli di lettere pubblicate nelle riviste musicali e mi sono fatta una sana risata, perchè mi ha ricordato a me stessa quanta energia e quanta follia avessi addosso. Era ancora l'epoca in cui mi firmavo Symo'86. Se qualcuno passasse di qua per caso e riconoscesse questa firma - 1986 anno in cui ho conosciuto Peter Gabriel -, se questo qualcuno fosse uno di quelli con cui ho condiviso un pezzo di passato che si faccia vivo nei commenti anche solo per un saluto. Sicuramente mi farà piacere poter ricambiare.

11 settembre 2010

5 years old



5 anni di vita. 5 anni di criceti mentali e non. 5 anni e le immagini. 5 anni di musica. 5 anni e i libri letti. 5 anni e gli amici trovati...
Oggi Krishel's house compie 5 anni. Quando ho iniziato non pensavo sarebbe durata così tanto ma soprattutto non avevo la minima idea di tutto quello che ho imparato proprio per continuare a gestire al meglio questo posto. Non avevo idea dell'umanità che avrei incontrato strada facendo, non avevo idea di quanto mi avrebbe arricchito dentro.
Non penso di poter aggiungere altro a quello che ho già detto negli anni precedenti. Sono riuscita a portare avanti questo blog nonostante tutto, nonostante anche i miei periodi no. Spero di continuare ancora a scrivere. Ma anche se non ci riuscissi comunque mi rimarrebbe dentro questa esperienza per sempre.

6 settembre 2010

Cleansing





Mia sorella e mia nipote maggiorenne sono venute qui all'inizio di questo mese. In pratica Noemi è una dei tanti dipomati che in questo momento stanno sostenendo i test d'entrata all'università. E si prevede che venga a studiare qui a Genova. La motivazione è semplice: nonostante tutto gli atenei genovesi sono comunque più seri di quelli che potrebbe trovare al sud. Nel frattempo stiamo un po' rivoluzionando la casa, perchè prima di andare via mia sorella vuola costruire una camera che sia più confortevole possibile per mia nipote. Ovviamwente anche io sto partecipando al processo. La cosa positiva è che ho potuto far trasportare una libreria, una delle due che mio padre aveva costruito per me, in camera dove dormo, e con essa tutti i miei grimori, i miei libri di esoterismo che finalmente hanno trovato la loro collocazione tutti insieme appassionatamente. Il lavoro ancora non è finito, domani mi aspetta la visione di uno spropositato numero di riviste con lo scopo di tenermi gli articoli che mi interessano e il resto buttarlo nella spazzatura. Mi ha fatto venire più voglia di personalizzare la camera dove dormo, in modo che possa sembrare più mia e non una ibrida stanza di transizione. Facendo pulizie ho trovato frammenti miei del passato di cui mi sono disfatta, e di cui francamente mi vergogno un po', frammenti di vecchia corrispondenza, parti della storia di Krishel che prima o poi riunirò in un unica storia e finalmente la porterò a compimento. E' stato un sollievo per me poter trafficare e mettere a posto con il pensiero che per una volta non dovevo essere io a far da mangiare. Sono stanca morta ma per la prima volta ho tutti i miei strumenti da strega riuniti nella stessa stanza. Ora l'unica cosa che mi rimane da fare è ricominciare a praticare. Ma questa è un'altra storia.

1 settembre 2010

Musica dell'anno



Ogni anno puntualmente arriva la classifica di fine anno nei forum musicali che frequento. Non si tratta solo di decidere quale è stato il disco migliore prodotto durante l'anno appena trascorso, non l'ho mai vissuto così. L'ho sempre visto come un modo per ripercorrere il mio anno in musica e vedere quale disco ha inciso di più nella mia vita di ascoltatrice e non solo. Una delle categorie proposte è: migliore canzone. E come l'anno scorso anche quest'anno ho semplicemente l'imbarazzo della scelta. Quest'anno c'è stata la splendida sorpresa di Scratch my back di Peter Gabriel. Un po' ve l'ho pure raccontata. Tra quelle perle c'è My body is a cage. E' la migliore del disco, quella dove Peter canta meglio. E' un saliscendi di registri vocali differenti e dispiegati con inedita consapevolezza. Era anche l'unico pezzo di Neon Bible degli Arcade Fire che vagamente suscitava il mio interesse. A proposito degli Arcade: capitano cose strane in musica. Capita che una band che ti ha annoiato fino a quel momento se ne esca fuori con un disco tutto sommato carino. Niente di particolarmente originale, o eclatante ma ci sono un paio di pezzi molto interessanti. Molto probabilmente premierò la mia preferita del disco: We used to wait. Oltretutto per questo pezzo gli Arcade hanno fatto una cosa molto simpatica. Andate nel sito http://thewildernessdowntown.com/, digitate la vostra via di casa - o quella che volete vedere - un attimo di pazienza e potrete vedere un film sperimentale con le immagini di casa vostra studiato appositamnte per il brano. Grazie allo stesso amico a cui devo questa discussione, ho fatto una scoperta  musicale molto interessante: The national. Quest'anno sono usciti con un nuovo disco chiamato High Violet e hanno messo la perla alla fine del disco: Vanderlyle Crybaby Geeks. Io non so spiegarvi perchè mi ha catturato così tanto. Forse per la sua triste dolcezza, forse per il suo andamento ondivago. Questo pezzo ha il colore dell'autunno, il colore dei saluti che si fanno realmente, o interiormente, alle persone che hanno lasciato qualcosa dentro di noi, ma ormai non sono più nella nostra vita in un modo o nell'altro. Ha il sapore della nostalgia e del rimpianto. Quest'anno è tornato a farsi sentire Brendan Perry con il suo Ark. Quest'uomo è una sicurezza, qualsiasi cosa che fa in musica è semplicemente meravigliosa. Anche lui ha messo la vera perla alla fine del disco: The crescent. Inizia con un'incedere lento ed elegante, soffuso come la notte e si tinge di colori esotici proseguendo ad ascoltare il brano. Vi ho già parlato di Hidden lakes degli Shearwater. Che dire di più di quello che ho già detto? Si tratta di uno splendido valzer cantato da una voce intensa, espressiva come poche ho incontrato nella mia vita di ascoltatrice. Chiudete gli occhi, lasciatevi cullare, trasportare in un viaggio in cui il passato diventa presente, in cui ciò che sembrava perduto verrà ritrovato. Quest'anno ho vissuto anche il ritorno dei Massive Attack. Sinceramente parlando dopo il deludente 100th windows non mi aspettavo gran che. Di certo non sono più quelli di Mezzanine, ma hanno confezionato un disco carino con due brani folgoranti. Devo ancora decidere quale delle due mi piace di più. Non so se preferire Pray for rain, interpretato dalla splendida voce dei Tv on te radio Tunde Adebimpe; oppure Flat of the blade con la deliziosa voce di Guy Garvey degli Elbow, voce che ho imparato ad amare, tra le altre cose, perchè si ispira pesantemente a Gabriel. Vi ho già detto che adoro Mark Lanegan e che ho avuto la fortuna di vederlo dal vivo con i Soulsavers? Ecco tra le mille mila partecipazioni ce n'è una che trovo particolarmente bella e intensa. Sto parlando quella fatta nell'ultimo disco degli Unkle nella canzone chiamata Another night out.  Siamo ancora a settembre, mancano ancora tre mesi alla fine dell'anno. Chissà quante canzoni mi colpiranno ancora. Non vedo l'ora di sentirle. E' sempre una gioia quando le trovo. E come avete visto ho semplicemente l'imbarazzo della scelta...

27 agosto 2010

Una donna, un trauma.



Si ringrazia Hoschie per la splendida immagine

L'immagine li è apposta per coccolarmi. Se volete, se ne avete bisogno, usatela anche voi come coccola.
Stamattina mi sono svegliata e prima cosa: non riuscivo ad aprire l'occhio sinistro. Ho cercato di aprirlo delicatamente e, quando mi sono vista allo specchio, c'è mancato poco che urlassi dallo spavento. Era rosso. Completamente rosso. Dopo il panico iniziale ho chiamato al cellulare il mio medico di famiglia che mi ha consigliato di andare al pronto soccorso. L'unico pronto soccorso oculistico a Genova è all'ospedale S. Martino. Praticamente dall'altro capo della città rispetto a dove sto io. Per cui avviso mio fratello, sempre della serie sono una cogliona che non riesce nemmeno occuparsi di se stessa prima di avvisare tutti, che potrei fare tardi oggi spiegando il perchè e mi avvio. E nel tragitto mi vengono addosso tutti i pensieri più foschi, mi viene in mente quando al mio posto, con le debite differenze, c'era mia madre... Oltretutto per gli occhi ho una specie di trauma derivato da quando all'età di 4/5 anni mi hanno dovuto curare per uno strabismo. Per questo non porto le lenti a contatto, non riuscirei a metterle, per questo vado pochissimo dall'oculista e quando uno prova soltando ad avvicinare un dito all'occhio io ho una reazione esagerata. Quindi sommate una persona che per quasi ogni ospedale di Genova, ha un ricordo personale a una che ha avuto il trauma infantile degli occhi e cosa esce fuori? Una donna, un trauma come recita il titolo del post. Per chi sta leggendo e frigge di sapere come sto: niente di grave è solo un capillare spezzato. A detta del medico si risolverà in una quindicina di giorni e dentro di me lo sospettavo, spavento a parte. E qui iniziano i miei anticorpi, quelli che mi sono costruita in anni e anni di lotta contro l'impossibile: invece di andare direttamente a casa, mi sono fermata a mangiare un panino in Via XX settembre e mi sono fatta mezzo giro. Musica e il mio sport preferito: osservare la gente da distante. Madre Natura probabilmente sapeva che avevo bisogno di conforto e mi ha rimandato alcune tra le cose che amo vedere nella gente: un bimbo placidamente addormentato nella carrozzina, un cagnino che faceva i salti mortali pur di ottenere un pezzo del panino dei padroni, un uomo sorridere perso nei suoi pensieri. E sull'autobus un dolce cagnone steso ma con la schiena arrembata ai piedi della sua padrona.

26 agosto 2010

Il tempo che vorrei



Il protagonista di questo libro si chiama Lorenzo, è sulla trentina e come lavoro fa il creatore di slogan pubblicitari. E' un uomo fragile il cui passato l'ha segnato così tanto da renderlo incapace di dimostrare i propri sentimenti a chiunque, incapace di aprirsi agli altri. Il punto focale di questo libro è che se dal punto di vista professionale ha successo, nella vita privata ha due grandi amori tutti da ricostruire. Il rapporto con il padre e quello con Lei, con quello che ha capito dopo essere la donna della sua vita, sappiamo il suo nome solo praticamente nelle ultime righe. Tecnicamente Fabio Volo ha la dote di scrivere cose banalissime e fartele passare come grandi perle di saggezza. Ci vuole arte per farlo ed essere credibili, non tutti ci riescono, altri si circondano di un'aria spocchiosa che alla fine diventa nociva. Pregi di questo libro: tutta la descrizione del passato di Lorenzo e il suo rapporto con il padre. Mi ha commosso davvero. La parte peggiore? Lei. Ti fa venire voglia di urlare: lei se ne è andata, sveglia! Non c'è solo lei nella vita, ritenta sarai più fortunato. Invece no. Insiste, se prima cade nell'errore di non dimostrare i propri sentimenti dopo Lorenzo cade in quello opposto. Non la ascolta quando le dice: è troppo tardi. Sei arrivato tardi bello mio. Irritante, decisamente irritante. Dopo un po' non vedevo l'ora di finire sto libro. Vi fidate di me e del mio metro di giudizio sui libri? Evitatelo come la peste.

18 agosto 2010

Toy Story 2


Finito per errore tra gli oggetti di una svendita da cortile nell'intento di salvare un altro giocattolo, Woody viene rubato da un collezionista che lo riconosce per quello che è: un modello rarissimo degli anni '60, parte di un set western più grande. Proprio grazie a Woody infatti il set diventa completo e assume un valore astronomico per il museo dei giocattoli di Tokyo. Il resto della banda (capitanata per l'occasione da Buzz Lightyear) ha pochissimo tempo per salvare l'amico prima che venga spedito. Sempre che lui voglia essere salvato.  In poche parole ecco qui la trama di Toy Story 2. Giusto? Sbagliato. Perchè quelli della Pixar sanno bene quello che fanno. Sanno creare un film che sia godibile a più livelli e per tipi diversi di spettatori. Sa essere divertente per i più piccoli con una riflessione per il pubblico più adulto. Woody ritrova la sua origine, che è esattamente l'origine della quasi totalità dei giocattoli: il merchandising. Eppure scopre anche la sua unicità, proprio perchè appartiene ed è amato da un singolo bambino Andy. E non importa se non durerà, se verrà dimenticato quando Andy sarà grande. Sarà comunque valsa la pena di aver fatto parte della vita di quel bimbo. C'è pure una bella riflessione sulla solitudine e su come questa possa incattivire l'animo. E tutto questo non viene relegato in un angolino dedicato, fatto apposta, è parte integrante di un lungometraggio con  momenti di azione dal ritmo vorticoso e parodie dei più grandi classici della fantascienza. Ne ho contati almeno due: una poi è davvero palese, a momenti  morivo dalle risate. E la perla alla fine del film con gli errori delle riprese. L'ho trovato sublime. Consigliato ai piccoli ma anche ai grandi che continuano a coltivare il bambino che è in loro.

13 agosto 2010

Rain day


Versione personale del tutorial Happy Autumn di Leidy trovato su maidiregrafica.



Stanotte, precisamente alle tre di notte, Madre Natura ha dato spettacolo con un temporale che sembrava la versione in miniatura dei Diluvio Universale. Birillo da par suo coraggiosamente si è nascosto sotto il letto e non ne è uscito fuori finchè il tempo non si è calmato e sono spariti i tuoni. Mi ero addormentata ad un'ora decisamente più decente del solito, quindi a quell'ora dormivo ma mi sono svegliata per il rumore dell'acqua e dei tuoni. La mia non è paura, anzi un'altra delle cose che amo di più è proprio il rumore del temporale. Solo che il primo pensiero va alle prese di corrente e alla paura che si possa fulminare qualcosa. Quindi mi sono alzata di corsa per togliere tutte le prese e poi sono tornata a letto. A godermi il suono della pioggia scrosciante, l'odore intenso che ogni volta la terra bagnata sprigiona, all'energia viva e possente dei tuoni e dei fulmini. Pian piano sono scivolata verso un sonno davvero ristoratore. Tanto che stamattina mi sono alzata prima del solito riposata e pronta per fare un'altro dei miei lavaggi rapidi con asciugatura istantanea e ovviamente la spesa per staser. Ora non mi rimane che stirare il capo e fare un po' di pulizie in casa. Stavo riflettendo che anche cinque anni fa di questi tempi c'era il temporale. Ah già che ci siete fatevi un favore, leggete il post con il sottofondo che ho scelto, penso che vi rilasserà non poco...

11 agosto 2010

Le cose che piacciono a me




Il profumo del cocco e del gelsomino, il falco con il suo volo maestoso, il mio gatto tutto intero con il suo essere gatto, la musica, i libri, la scrittura di cui non potrei fare a meno. La cioccolata, il succo d'arancia, il gusto della frutta quando riesci a trovarla che sa di qualcosa. Il cocco tagliato che trovi alle fiere. L'odore e l'energia dell'autunno, gli occhi delle persone. Chi non sopporta di essere guardato negli occhi non sa che spettacolo si perde. Vedere qualcuno sferruzzare a maglia, starei a guardare incantata per ore. Il tramonto, l'alba, la Luna in tutte le sue fasi. Il rumore e l'odore della pioggia soprattutto dopo una settimana in cui il caldo ci ha fatto morire. Il gelato sia quello artigianale fatto bene, sia quello industriale quando è fatto bene anche quello. La carne, tutta tranne quella di agnello, preparata alla brace, i ripieni di verdure che qui si usano tantissimo. Le panisse e le panelle. I cannoli siciliani. Il pane di Trapani, i mustazzoli (qui solo i miei parenti trapanesi possono capire). Il couscous di pesce come da tradizione della mia famiglia, la cima - anche se è una vita che non ne mangio e non sapete cosa darei per mangiarne un po' - la farinata e la focaccia fatta bene. Un abbraccio disinteressato, la gioia negli occhi di chi riceve un regalo da te inaspettato e gradito ugualmente. Il pigolio delle rondini che annunciano l'arrivo della primavera, il frinire delle cicale tipicamente estivo, il silenzio innaturale e il candore, la capacità di purificare gli animi e la città che ha la neve d'inverno. Via XX settembre e il suo riappacificarmi l'anima ogni volta che la vedo e faccio una passeggiata per questa via. Forse c'è anche dell'altro ma adesso non mi viene in mente. Queste sono le piccole cose che piacciono a me. So che non capirete il perchè faccio questo elenco proprio oggi. Ne ho semplicemente bisogno. Chi sa, chi mi conosce da tempo sa il perchè...