24 febbraio 2010

Tra il serio e il faceto...

Vi avevo promesso che avrei mostrato la me versione Avatar ed eccomi qua. Devo dire che i lineamenti sono quelli, magari mi ha smagrito un pochetto. C'è tutta anche l'espressione radiosa e piena di felicità che mi contraddistinge al solito. Sono un paio di giorni che sto dietro a graficare. Con risultati che boh non lo so. Non sono la persona più adatta per giudicare quello che sto facendo. Mi sono messa in gioco e anche tanto, partecipando al tema settimanale del forum cimentandomi in qualcosa che non avevo mai fatto. Ma penso di aver capito uno dei principi che ne stanno alla base. Devo solo decidere quale presentare delle due che amo. Cose serie anche si diceva. Seguo il blog di uno sceneggiatore di fumetti, una persona che come tutti ha i suoi demoni. Ogni tanto li fa uscire fuori e li riversa sul suo blog. Però ogni volta che lo fa nega la possibilità agli utenti di lasciare anche solo due righe di solidarietà o di commento qualsiasi. Comprendo che è il suo modo di difendersi dal chiacchiericcio querulo di chi si sente in dovere di dire qualcosa a una persona, lo capisco fin troppo bene. Sapete però mi sento impotente. Mi piacerebbe potergli dire qualcosa anche solo un abbraccio virtuale, per quanto possa essere sufficiente. E' una persona che non conosco eppure...Ho finalmente trovato il coraggio di chiedere alla mia dottoressa se esistono forme di supporto psicologico fornite dalla sanità italiana. Mi ha promesso che cercherà qualcosa. E' meglio di niente. Sono due anni che viaggio sull'orlo dell'esaurimento nervoso, sono sempre in bilico, cercando di non cadere. Sento però che ho bisogno di aiuto. Perchè non posso ridurmi in lacrime quando qualcuno mi fa un complimento e solo per la sensazione di non meritarmelo per niente. La dottoressa mi ha detto che la depressione si combatte anche non pensandoci. Andando a vedere un film, vedendo mostre, sentendo musica, facendo quello che ci piace per distogliere la mente.  In più mi vado a impelagare in discussioni telematiche con gente che pensa di sapere e di aver capito tutto di me e della vita. Beati loro se ci sono riusciti visto che per me è un gran casino. Però come dire ho la sensazione che abbiano voluto vedere quello che si aspettavano, non quello che c'era realmente. E stavolta non c'era nessun legame di nessun tipo. Ho semplicemente detto: "a mai più risentirci". Vorrei sentire una bella notizia. Tipo il ritorno di un certo quartetto americano. Quale? Questo.








Mention this to me
Mention something
Mention anything
Mention this to me
And watch the weather change...

21 febbraio 2010

Carnevale a Genova


Sto cominciando a pensare che non sono io a essere una pessima fotografa ma è la macchina dell'anteguerra che non mi aiuta molto ad esserlo. Ieri pomeriggio insieme a Davide siamo andati al Porto Antico per vedere il carnevale che avevano allestito. E' stato una cosa curiosa, in piccolo ovviamente ma suggestivo. C'erano uomini vestiti come dei centurioni romani a cavallo, un carro di persone travestiti da celti trainato da buoi e il carro che vi mostro, in una foto scattata da me, dedicato al pesto con un mortaio gigante. La cosa bella è che ieri pomeriggio si è goduto finalmente della prima giornata di sole come si deve dalla fine dell'estate. Si stava davvero molto bene e potete crederlo visto che è detto da un'incallita freddolosa come me. Ho persino preso un mini gelato godurioso alla nocciola. Più che altro Davide mi ha portato la sua copia di Scratch my back, copia che ha rivenduto perchè ha intenzione di prendersi un'edizione diversa dalla mia. Io sono contenta di averlo ad un prezzo abbastanza umano. Tornata a casa ho sbrigato come al solito le faccende di casa, con Birillo molto contento del fatto che la cena di quella sera avrebbe compreso una bella oratacotta  al forno al cartoccio. E secondo voi non c'è scappato il boccone per lui? Ben presto vi farò vedere me versione avatar. Devo dire che non sono venuta molto diversa da come sono in realtà.

18 febbraio 2010

Alle prese con i fornelli


Ieri pomeriggio ho portato i risultati dell'ecografia dalla dottoressa. Come avevo capito nella mia ignoranza medica non c'è nulla di preoccupante. Solo qualche strascico lasciato da un mal di gola. E invece di darmi medicine varie mi ha consigliato di farmi delle gran belle tisane. Mi ha fatto sorridere quando mi ha chiesto se le sapevo fare e sapevo cosa metterci. Proprio a me viene a dirlo. Così mi sono messa a cucinare per me e quello che vedete è parte del risultato. Se è venuto un pochino storto è perchè in sede di versamento dell'impasto nella teglia ho avuto dei problemi. La pasta  frolla mi si spezzava sempre. Ne ho discusso con un certo gatto e mi ha detto che è normale. La prossima volta mi verrà meglio. La ricetta che ho usato è la ricetta B dell' Artusi per le crostate. Semplice semplice, devo dire, e il risultato è buono. La potete vedere nella foto qui sopra. Inoltre ho anche preso una melanzana, un peperone, una zucchina li ho tagliati a pezzetti e li ho messi a cuocere in padella con un soffritto di cipolla, poco dopo ho aggiunto dei funghi. A metà cottura ho aggiunto del petto di tacchino tagliati a dadini e ho finito di cuocere. Salato il giusto ovviamente e con aggiunta di cumino e menta. L'odore che si levava metteva buon umore e il sapore... ottimo. Ne è avanzato anche per oggi. Infatti tra poco me lo vado a scaldare. Lo so vi sembrerà sciocco ma mi ha davvero messo il sorriso sulle labbra addosso.
P.S. Laura grazie per i suggerimenti.

17 febbraio 2010

Promozione.



Vi ricordate di Tama, la gattina capostazione? Ve ne avevo parlato tempo fa in questo post: Cat like me. Se ve ne riparlo è perchè in questi giorni ho saputo che è stata promossa. Dopo due anni di duro lavoro Tama, il gatto capostazione della Kishi Station sulla linea ferroviaria Kishikawa, ha ricevuto ufficialmente la sua promozione a dirigente d'azienda della Wakayama Electric Railway Co. Secondo la compagnia infatti Tama ha giocato un ruolo fondamentale nell'aumento del numero dei passeggeri che dal 2006 sono passati da 300,000 a circa 2.2 millioni. Pare che vogliano anche ristrutturare la stazione a forma di gatto. Miracoli felini, c'è proprio il caso di dirlo. Se riporto solo oggi la notizia è perchè, come ogni anno, oggi si festeggia la giornata internazionale del gatto, una giornata speciale dedicata all'amato felino decisa nel 1990 attraverso un sondaggio dalle associazioni animaliste di tutto il mondo.
Questa data è tutt'altro che casuale: viene scelto il mese di febbraio perchè è il mese dominato da Urano, pianeta degli spiriti liberi e indipendenti, del genio e della sregolatezza, proprio come il gatto. Il 17 fa parte della numerologia legata alla superstizione e alla magia e l'anagramma di questo numero scritto in romano dà "vixi" e solo il gatto, che ha sette vite, può dire "ho vissuto" mentre è ancora in vita. Ho letto su internet che invece la scelta è legata al fatto che questa data ricade sotto il segno dell'Acquario notoriamente segno degli artisti e degli spiriti liberi. E direi che il gatto ha anche tutte queste caratteristiche. Come lo celebrerò? Boh? A dir la verità Birillo festeggia la sua giornata 365 l'anno. E' proprio un principino. Adesso se ne sta immerso nelle coperte con le zampine incrociate davanti al muso. Lo invidio da morire...

16 febbraio 2010

This is how I feel now.


Si ringrazia Young1and1Hopless per la splendida immagine.








Il brano che ho messo in sottofondo al post descrive perfettamente come mi sento ora. Domani mi aspetta una giornata di tutta corsa. Ma sono settimane che penso e ripenso per una notizia che ho letto in giro. Con ordine Krishel,metti ordine ai tuoi pensieri. Se mi accadesse qualcosa di grave, o se mi diagnosticassero qualcosa di brutto io sarei completamente sola. E non potrei altro che contare su me stessa. Una me stessa con queste energie, con questa voglia di vivere che ultimamente mi sta segnando. Forse tirerei fuori le palle. Quasi sicuramente invece mi lascerei semplicemente andare. Domani pomeriggio farò un'ecografia tiroidea di controllo. La dottoressa mi ha guardato e mi ha trovato dalla parte della tiroide un po' grossa. Vediamo cosa esce fuori. Ci vado con lo spirito del "tanto non mi trovano nulla".Con lo spirito tanto sono completamente sana. Sana a parte una testa che sbatterei volentieri contro il muro per vedere se si riesce di rattoppare e riportare nei giusti binari. Sto continuando a pulire e a pulire, e a pulirmi dai contatti di gente con cui non voglio avere a che fare. Però per la legge dei grandi numeri ci è andato di mezzo uno che non ha capito il perchè e mi dispiace molto. Penso che questo segnerà la fine della nostra amicizia e mi dispiace perchè io tengo veramente tanto  a questa persona. Non doveva finire così. Lui è uno del gruppo e non doveva finire così. Domani giornata tutta di corsa: banca, cup per pagare il ticket poi a S. Martino per l'ecografia. E se la Dea vuole basta si ritorna a casa dalla  piccola creatura che ha bisogno di me, della mia presenza tanto che va a dormire sulla maglia del mio pigiama. E adesso fagli capire che me la deve restituire perchè con cosa vado a dormire altrimenti?
Buonanotte ospiti della Krishel's house.
Buonanotte Krishel.

14 febbraio 2010

Buon compleanno Mastro Gabriel





13/02/2010
Grazie per tutto quello che ci ha regalato e che ci regali ogni volta.
Grazie mille.
Buon 60° compleanno, Maestro.

12 febbraio 2010

Scratch my back parte 2


Recensione redatta da me e apparsa nel sito Il Cibicida.

"Swap Song". Queste sono le parole usate dallo stesso Gabriel per definire il progetto che sta dietro a Scratch My Back. Non un semplice disco di cover ma un vero e proprio baratto musicale. Sono state scelte dieci canzoni, pescando tra le opere di artisti che sono stati sicuramente d'ispirazione per l'autore come David Bowie, Talking Heads, Paul Simon, Randy Newman e altre proposte interessanti fatte da musicisti di più recente generazione come Regina Spektor, Elbow e Radiohead. Ad un patto: questi musicisti dovranno ricambiare il favore cantando a loro volta un pezzo scelto nell'intera discografia di Peter Gabriel. E questo patto è stato accettato da tutti con la sola eccezione di David Bowie, a cui subentrerà Brian Eno. Il disco segue due dictat rigorosissimi. Uno: niente strumentazione elettrica. Niente chitarre, basso, batteria, tastiere. Solamente orchestra. Secondo dictat: l'arrangiamento orchestrale non deve sovrastare la voce di Peter Gabriel. E per questo compito l'autore si affida alla regia occulta di John Metcalfe, ex membro dei Durutti Column e uno degli arrangiatori d'orchestra più gettonati nell'Inghilterra del pop. Il risultato? Non è un semplice disco di cover e non è nemmeno una semplice trascrizione dei brani per archi. Si tratta della personale rivisitazione dei brani in questione, come se fossero stati scritti dallo stesso Gabriel. Riproporre un classico come Heroes è un rischio, è una canzone che tutti conoscono e sono in pochi quelli che hanno cercato di renderla in modo differente dall'originale. E funziona, è efficace. E' una canzone intima. Restituisce all'ascoltatore l'emozione su cui si basa la canzone stessa. Il criterio della scelta è stato principalmente la connessione emotiva che Peter Gabriel aveva con questi pezzi. E' evidente in un brano come Mirrorball. Ci restituisce la visione di un uomo innamorato per cui la strada diventa una sala da ballo, la Luna una palla a specchio tipica di certe sale, le sirene della città suonano come violini. Tutto quanto è cambiato grazie alla persona amata. L'arrangiamento rievoca echi dei Sigur Ros più recenti. La voce, si diceva, come assoluta protagonista del disco. A tratti dolce, tenerissima, una carezza nel sussurrare "these are the days of miracle and wonder, don't cry, baby, don't cry" in The Boy In The Bubble, diventa appassionata in Flume, The Power Of Your Heart e The Book Of Love; secca precisa ed evocativa in Listening Wind. L'intero brano per arrangiamento e voce evoca nell'ascoltatore l'immagine del vento che soffia e dei segreti che questo porta a chi è capace di ascoltarlo. My Body Is A Cage è il brano migliore di “Scratch My Back”. Sembra essere un gioco, un inseguimento tra arrangiamento orchestrale e abilità vocale dello stesso Gabriel. Diventa intensa e drammatica a metà brano, con la voce che tocca corde talmente basse, inedite per il cantante sin dai tempi del suo primo disco. Il brano rallenta e la voce si rompe e diventa toccante, commovente: "Set my spirit free. Set my body free. Free". Apres Moi viene annunciata dall'altisonante squillare dei fiati, rivelatori di quanto accadrà poco dopo. Non bisogna farsi ingannare dall'apparente quiete con cui Peter Gabriel affronta inizialmente il brano perchè rivelerà ben presto all'ascoltatore un'anima profondamente drammatica. Potevamo sentire Philadelphia di Neil Young chiudere le immagini dell'omonimo film, un triste saluto al protagonista, una storia impossibile da raccontare diversamente. E Peter Gabriel ha tenuto fede allo spirito che permeava la canzone originale. E' rimasto vivo il senso del commiato, di un addio difficile anche solo da pronunciare. Street Spirit (Fade Out) è un brano difficile da affrontare. Se viene paragonato all'originale ne esce sconfitto. Forse per trovare il senso di una cover minimale come questa bisogna ripulirsi le orecchie dall'originale e concentrarsi solo su ciò che si sta sentendo. Tutto, allora, assume una sua logica e ha una sua particolare bellezza. “Scratch My Back” è un disco di non facile fruizione e comprensione. A livello interpretativo offre lo spaccato di una delle voci più interessanti del pianeta musicale in attesa, finalmente, di risentirlo alle prese con materiale inedito.

P.S. E' stata una passione scriverla. Non volevo sembrare la classica fan che decanta le lodi del suo beniamino. Visto che gioco in casa qui dentro vi dico quello che non ho scritto nella recensione. Peter Gabriel ha la voce più bella del pianeta musicale. Punto. Proprio così non ce n'è. E devo rendergli merito del fatto che ha preso un pezzo di un gruppo che detesto e che mi sono guardata bene dal nominare, ossia gli Arcade Fire - che reputo tutto tranne che interessanti -, e ne ha reso un pezzo vocalmente FAVOLOSO. Mi fa venire i brividi, mi spezza il cuore per quanto è bello.

11 febbraio 2010

Il mio vicino Totoro



«La storia è ambientata nelle campagne di Tokyo intorno agli anni 1950. Tratta argomenti quali l'amore e il calore della famiglia, la cura che si dovrebbe avere per la natura, l'importanza di essere uniti nei momenti difficili, l'altruismo.»
La prima cosa che ho pensato vedendo una delle due protagoniste del film, Sutsuki, è: diavolo quella è Lana da piccola. Per chi conosce il favoloso cartone Conan il ragazzo del futuro, sempre ad opera di Miyazaki, sa benissimo cosa intendo. Ieri sera ho avuto l'onore e il raro privilegio di assistere a un'opera bellissima anche se datata. Bisogna avere gli occhi per capire le mille delizie di cui è costellato questo lungomentraggio. A partire dai makkurokurosuke spiritelli della fuliggine che abitano le case abbandonate visibili solo ai bambini. C'è un profondo amore e rispetto per la natura in questo lungometraggio. Ogni cosa è bella, ogni cosa è sacra e degna di rispetto. Alle fermate degli autobus, vicino ai campi coltivati, ci sono delle piccole teche dedicate a divinità che bisogna rispettare. Lo stesso Totoro, un incrocio buffo tra un orso, un procione e chissà cos'altro, è uno spirito della Natura, ciò che sta dietro al vento, alla pioggia al crescere delle piante. E... voglio un nekobus! Con i sedili pelosi, le luci fatte a forma di topo ma soprattutto che conosce la direzione dove voglio andare solo con uno sguardo di occhi. Insomma se avete occasione cercate di recuperarlo perchè ne vale davvero la pena. E' una gioia per gli occhi e per l'anima.

6 febbraio 2010

Lassù...



In una sala cinematografica si proietta un cinegiornale su un esploratore, Charles Muntz, che è tornato dall'America del Sud con lo scheletro di un uccello che la scienza ufficiale qualifica come falso. Muntz riparte per dimostrare la sua onestà. Un bambino occhialuto, Carl, è in sala. Muntz è il suo eroe. Incontrerà una bambina, Ellie, che ha la sua stessa passione. Quel giorno Carl ha incontrato la sua anima gemella e finirà per sposarla. Le vicissitudini della vita impediscono alla coppia di realizzare un sogno: avere una casa nelle famose Castate del Paradiso citate da Muntz. Un sogno che Carl è deciso a realizzare a tutti i costi. Raramente mi è capitato di vedere un film che tratta della vecchiaia con così tanta poesia e leggerezza. E' anche un film sui sogni, su come la vita può essere un'avventura e come i sogni possono sfociare in ossessione se non vengono coltivati nel giusto modo. E' anche un ponte dolcissimo e tenero tra vecchie e nuove generazioni con il messaggio forte, fortissimo che gli anziani sono i nostri saggi e che possono insegnarci tanto. E sapete? Oltre le grandi riflessioni si ride pure. Ci sono un paio di  occasioni in cui ho riso davvero di cuore.
Per chi l'ha visto....   Scoiattolo!!!
Per chi invece non l'ha ancora visto consiglio di rimediare. Vi farà bene al cuore.

4 febbraio 2010

Moon



L'energia sulla Terra non è più un problema, la Lunar ha trovato il modo di generarne in maniera pulita e non dannosa sfruttando il materiale di cui sono composte le rocce presenti sul lato oscuro della Luna. A sorvegliare il lavoro dei macchinari è stata posta una base sul satellite naturale della Terra abitata unicamente da un computer tuttofare dalla voce umana e da un uomo, solo, quasi arrivato al termine dei suoi tre lunghissimi anni di contratto e sempre più vittima degli scherzi che stanchezza e solitudine gli procurano. (Trama da Mymovie) E' un film che attiene a piene mani nella fantascienza classica riportando temi che sono molto cari al genere. A partire dall'alenazione di un'uomo confinato per tre anni sulla Luna senza contatti immediati con il pianeta madre e con la propria famiglia; il consueto rapporto tra uomo macchina. Gerty, il robot, ricorda tanto alla mente degli spettatori il vecchio Hal 9000 di kubrickiana memoria. Altro tema importante del film è la domanda sottesa: cos'è l'uomo? Di cosa è fatta la sua vita? Cosa determina il fatto che la vita di un'uomo sia degnamente vissuta? La recitazione intensa di Sam Rockwell unita alla perfetta colonna sonora di Clint Mansell ci restituiscono un gioiellino di film purtroppo ignorato dai più. Forse la risposta a tutti gli enigmi filosofici sollevati dal film sta in questa frase:
"Noi non siamo programmi, Gerty. Noi siamo persone."

3 febbraio 2010

Varie ed eventuali.



Se vi faccio vedere questa immagine è perchè, dopo anni di frequentazione come darkerstar, ieri sera ho deciso che ormai quel nick poteva essere messo in pensione. Ho cambiato con il nick con cui ormai mi si conosce un po' dappertutto ossia krishel. Quello che vedete è il mio aspetto su forumfree. Ma alla fine cambio di nick a parte io rimango sempre la stessa. Ho archiviato con il nick una parte di me che è stata male. Sono successe molte cose e alcune non propriamente belle. Non so cosa spero di ottenere. Era un po' che meditavo il cambio ma solo ieri sera una persona sul Neuroprison mi ha fatto decidere. Ormai si può dire che krishel è il mio nome di riferimento su internet. Ieri sera mi hanno pure chiesto da dove deriva e mi è stato detto che forse dovrei cominciare sul serio a mettermi a scrivere la storia che c'è dietro e che, per un motivo o per l'altro, non riesco mai. Mi blocco puntualmente. E' tutto nella mia mente, tutti gli eventi riguardanti Krishel sono già stati creati. Si tratta solo di mettere ordine agli eventi e dare spessore ai vari personaggi. Considerato il fatto che sono una pessima narratrice direi che è un lavoro non da poco. Per il resto non ho nulla di nuovo da raccontare. Sono in ritardo mostruoso con la consegna dei libri in biblioteca. Con il fatto che non vado più a lavorare sto perdendo occasioni per sedermi e leggere in santa pace. Ho deciso che devo assolutamente riprendere a leggere e mi sono dotata della luce adatta per farlo. Così forse andrò a dormire a ore più umane delle solite tre di notte...

1 febbraio 2010

Mostri contro alieni


«Nel giorno del suo matrimonio, la ragazza californiana Susan Murphy viene colpita da un meteorite pieno di una sostanza misteriosa ed inizia ad ingrandirsi diventando alta quindici metri. Il governo accorre subito sul posto e la rinchiude dentro la base segreta denominata area 51, e le dà il nome di "Ginormica". All'interno della base Susan scopre un gruppo di altri mostri come lei, nascosti dai militari nel corso degli anni. Di questo gruppo di mostri fanno parte il brillante Dottor Professor Scarafaggio, che ha l'aspetto del relativo insetto pur conservando altezza umanoide, il muscoloso mezzoscimmia-mezzopesce Anello Mancante, l'indistruttibile e gelatinoso B.O.B. (Massa Gelatinosa Indistruttibile) e la larva alta centoventi metri chiamata Insettosauro.
La loro prigionia non è destinata a durare a lungo, poiché un robot mandato dall'alieno Gallaxhar, è arrivato per seminare panico e distruzione: sotto la guida del novantenne generale W.R. Monger, e per ordine del Presidente degli Stati Uniti d'America, il gruppo di mostri è chiamato all'azione per combattere gli alieni e difendere la Terra.» (Wikipedia)
Sono in un periodo in cui faccio molta fatica a vedere un film. Sono troppo nervosa o altro che non ho voglia di raccontare. Quindi ben venga in un periodo così un film leggero, divertente, capace di smuovere qualche risata. E' quello che fa Mostri contro alieni perfettamente. Ci sono delle scene che mi hanno fatto letteralmente sbellicare dalle risate. Ma se proprio ci vogliamo vedere una morale, in preda a finti sensi di colpa perchè un film non può essere solo divertente e basta, la gente comune si spaventa e si mette a urlare per i mostri ma alla fine sono loro che salvano la pelle al mondo intero. Insomma diverte, c'è un personaggio che sicuramente farà piacere alle ragazzine di oggi e... ops stavo per rovinarvi il piacere della visione. Guardatelo se proprio non volete pensare a nulla.