9 maggio 2010

Cut right in two





Pubblico un'immagine diversa da quella solita della copertina del disco perchè semplicemente è una raccolta dei miei pensieri su 10,000 days dei Tool a distanza di anni. Non è completa, non è definitiva. E non so neanche se quello che ho scritto ha un senso e si avvicina a quello che i Tool intendevano veramente con questo disco. Avverto che è lunga, quindi se non volete leggerla per intero non me la prenderò di certo.

They're bound to divide it, right in two.

Questa una delle chiavi di lettura del disco. Forse è LA chiave del disco. Dimenticatevi il "all this pain is an illusion" cantato nel disco Lateralus. No. Il dolore non è un illusione e fa sentire il suo peso schiacciante e devastante sulla testa dell'uomo. 10,000 days è un disco profondamente immerso nel dolore e nella disillusione. Niente più evoluzione umana ormai è tutto perduto. L'uomo ha smarrito la direzione, preferisce continuare a scannarsi, a fare guerre tra fratelli invece di capire che nel paradiso ce n'è di avanzo per andare avanti. C'è un cambio profondo in questo disco anche se sembra impercettibile. Qualcosa nei suoni, qualcosa nella voce, un cambio di produzione. La voce narrante da disincarnata che era si incarna e diventa più personale. Si affonda nel pieno vissuto personale ed emotivo di un uomo, di Maynard James Keenan, dalla disillusione provata dal corso degli eventi tracciati a partire dall'11 settembre in poi, del suo dolore per la morte della madre. Quando muore una persona così vicina, così cara tutto si ferma, tutto si zittisce dentro di te. Non arriva più nulla. Allora c'è bisogno di pensare ad altro. Accendi la televisione sperando che aiuti ad attutire il dolore e invece le immagini risponderanno alla tua personale vibrazione. Arriva il peggio del peggio: una donna che uccide il marito, una madre che piange il bambino tra le sua braccia. Vicarious non è una critica contro la televisione, non solo. E' semplicemente lo specchio rivelatore dell'inferno che si agita dentro l'autore. "The universe is hostile, so impersonal" l'universo è ostile, impersonale. La piena oscurità del dolore mista a rabbia non risparmia niente e nessuno. I giorni passano, la vita va avanti, continui a pensare e a ripensare a chi hai perso. Dall'alto della montagna in mezzo a tutti i tuoi averi continui a pensarci. Sei ricco, hai tutto quello che puoi desiderare dalla vita eccetto una cosa. Senti che qualcosa manca e daresti tutto quello che hai per poterla avere ancora in vita. Il piglio di Jambi è duro, aggressivo. Le vibrazioni espresse dal pezzo sono puro fuoco, sembra di stare in una fornace. Il fuoco della rabbia per non avere ancora accettato la sua dipartita. In questo pezzo c'è quella che definisco un'apertura melodica splendida. "shine on forever, shine on benevolent sun". Sorgi e brilla sole benevolo e cerca di diradare le ombre che mi attanagliano il cuore. "Shine down upon the broken", brilla sulla testa di chi è stato separato, "Shine until the two become one" brilla finchè ciò che è stato diviso non tornerà unito.
Il gong all'inizio di Wings for Marie annuncia la dipartita di Judith Marie Keenan. Non si tratta delle solite triste campane a morto, no, semplicemente con questo suono si avvertono le sfere celesti che un'anima preziosa, un'angelo, sta per far ritorno a casa. Il tono di voce di Maynard Keenan è basso, dimesso. "You believed" "You believed in me". Tu hai avuto fede, hai creduto in me. Dopo il dolore, l'elegia: anima appassionata, senza compromessi. E ora ci sentiamo vuoti, spezzati, non avremmo mai voluto vivere questo giorno. E perdona la mia domanda egoista ma cosa dovrei dire a questi fantasmi? D'accordo ora è il momento di lasciarti andare. Ora la visione si sposta. Ho visto 10,000 days in maniera molto personale. Proverò a farvi capire cosa intendo. Quando muore una persona c'è la cosiddetta "parte sociale": il funerale, la cerimonia, le parole spese dal sacerdote - se si è credenti - e dalle persone che sono venute li per rendere omaggio alla salma del defunto. Soprattutto all'inizio della canzone ho sempre pensato che Maynard, un po' come me, non amasse molto questo lato. che sentisse come prive di significato tutte le parole che si possono spendere in quei frangenti, le condoglianze and so on.
"The ignorant fibbers in the congregation.
Gather around spewing sympathy,
Spare me... (per favore risparmiatemi questo)
None of them can even hold a candle up to you.
Blinded by choices, (ciechi per scelta)
hypocrites won't see. (gli ipocriti non vedranno)
But enough about the collective Judas. (cut)


Ho sempre visto i "collective Judas" come quelli che, quando lei era in vita, non hanno mai fatto molto per alleviare le sue sofferenze e adesso sono li, con le loro lacrime di coccodrillo. Loro non sono degni di te. Tu sei l'unica ora che può andare a testa alta, menare pugni alla soglia e dire "Sto tornando a casa". Le cede la parola, vorrebbe che lei urlasse che è il suo momento. "It's my time, my time now, give me my wings!" Verso la fine del brano... è così difficile da descrivere. E' la parte più difficile da raccontare. Ormai non c'è più nulla. La furia si è placata, il temporale è passato e rimangono solo i cocci. La voce si fa di nuovo dimessa. E' la voce di un cuore spezzato dal dolore. La luce del giorno diventa fioca e lascia una fredda fluorescenza. E' difficile ora vederti in questa luce. Perdonami se quanto sto per suggerirti ti sembrerà ardito. Dovresti vedere la faccia del creatore stasera. Guardalo negli occhi e digli che non hai mai vissuto una bugia, non hai mai preso una vita ma sicuramente ne hai salvata una.
"Hallelujah
It's time for you to bring me home."

Dopo aver esaurito ampiamente il tema lutto ci si sposta su un altro versante, lentamente...
La prima volta che ho sentito l'apertura di The Pot sono rimasta basita. Chi diavolo è a cantare? Quella non è la voce di Keenan, non è quella a cui ci aveva abituato finora.
"Who you are to wave your finger?" Chi ti credi di essere per agitare il dito contro di me? Non sei diverso da me, non puoi giudicare. Devi essere fatto per ardire solo di pensare di giudicarmi.
Le tonalità musicali si fanno più acide ed è incerto quello che avviene. Ci si avvicina verso l'altro grande tema del disco: l'evoluzione umana. Un'evoluzione che sta mancando totalmente. Due intermezzi uno divertito l'altro più acido che ci introducono al mistero del disco, alla vera incognita ossia Rosetta Stoned. C'è di tutto e di più qui dentro, ufo, rapimenti alieni e di un messaggio rivelato che però rimarrà segreto e dimenticato perchè il protagonista della storia non aveva la penna con se. Sono tante le domande legate a questo pezzo. I Tool volevano prendere in giro chi vede in loro una sorta di santoni pronti a rivelare una nuova via verso l'illuminazione? O si tratta semplicemente di un monito a cercare di vedere la verità attraverso l'apparenza, a capire, a impare a discernere tra falsi miti e vera conoscenza. Questa ipotesi avrebbe anche un senso dato che la canzone immediatamente dopo è Intension. Si parla alla parte più nobile dell'uomo, agli esseri in procinto di evolversi con un linguaggio meno immediato. Qui viene narrato in musica e parole il potere dell'intenzione che rende capaci gli esseri umani di qualsiasi impresa. Raramente Maynard parla del significato delle canzoni durante un'intervista ma così non è con Intension. E' stato chiaro, lucido. Uno strumento non è del tutto cattivo o del tutto buono, dipende dall'intenzione che abbiamo quando lo usiamo. Purtroppo il messaggio non viene recepito e l'evoluzione umana si sta bloccando.

"Why did Father give these humans free will?"
Perchè il creatore ha dato all'essere umano il libero arbitrio?
Gli angeli sono confusi, non comprendono.

Don't these talking monkeys know that Eden has enough to around?
Plenty in this holy garden,


Non sanno queste scimmie parlanti che nel Paradiso ce n'è di avanzo per andare avanti?
C'è opulenza in questo sacro giardino...

"Father blessed them all with reason.
And this is what they choose?"


Il creatore li ha benedetti con il raziocinio e hanno scelto questo??

"Monkey killing monkey killing monkey over pieces of the ground...
Silly monkeys Give them thumbs, they make a club to beat their brother down.
How they've survived so divided is a mystery."


Scimmie che che uccidono scimmie...
Stupide scimmie date a loro i pollici (opponibili suppongo) e costruiranno una clava per uccidere il loro simile.
Come siano sopravvissute così divise è un mistero.

Il canto del cuore spezzato di chi aveva davvero creduto nell'evoluzione umana. C'è amore per l'uomo disilluso, calpestato nell'evidente disgusto con cui viene cantata questa frase:

Repugnant is a creature who would squander his ability to lift an eye to heaven,
conscious of his fleeting time here.


Repugnante quella creatura che dilapida la sua abilità di alzare un'occhio al cielo, consapevole che il suo tempo è fugace...

Svegliatevi, state perdendo tempo inutilmente, state perdendo la strada verso l'evoluzione.

In Right in two c'è una citazione musicale a 46 & 2. E' impossibile non notarla anche perchè è nelle intenzioni dei Tool il fatto che l'ascoltatore la noti. 46 &2 è il pezzo dove viene raccontato in che modo avverrebbe l'evoluzione umana. E Right in two è la sua antitesi. O meglio è un grido di allarme perchè quella evoluzione non sta avvenendo. Stiamo regredendo. 46 cromosomi attuali divisi in due quanto fa? 23.
Viginti Tres, appunto. Con il suo respiro malefico di creatura degli abissi e una sola frase circondata da cotanto suono.
"Assist us".
Una frase che mette i brividi in chi l'ascolta. Assistici perchè la strada che sta prendendo l'umanità la porterà a perdersi definitivamente.
Come ho detto prima non è ancora finita. Penso che non lo sarà mai. In questo disco c'è un senso di incompiutezza fortissimo. Un po' come è per la vita stessa.

Mi sto riprendendo ciò che è mio...

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