29 giugno 2010

Perchè è una brava ragazza...



Nessuno lo può negar!! Alt fermi tutti, ho la vostra piena attenzione? Bene. Oggi è il compleanno di una persona speciale, di una Grande Donna come se ne vedono poche in giro. Ho la sensazione che questo sarà un compleanno speciale per lei. Lei e io sapiamo il perchè. E quindi buon compleanno Laura Nevepioggia. Un augurio di cuore da parte mia e di tutte le persone che ami. Perchè tu vali!

28 giugno 2010

Vero come la finzione




Harold Crick è un uomo che vive la propria esistenza attraverso i numeri. Conta le volte che muove lo spazzolino tra i denti, i passi che compie per arrivare alla fermata dell’autobus, esegue a mente calcoli impossibili e lavora come agente per l'IRS che sarebbe l'equivalente del nostro Ministero delle finanze. Avete capito bene, sto parlando di tasse. Harold è un uomo che vive prevalentemente per il suo lavoro, mai un giorno di ferie, amici solo nell'ambito nel lavoro e con le donne lo stesso. Ma la sua vita presto sta per cambiare. Una mattina, appena svegliato e pronto a svolgere il proprio lavoro, sente una voce femminile. La voce descrive i movimenti di Harold e ogni azione che compie. Contemporaneamente, una famosa romanziera in preda a un blocco creativo, sta proprio scrivendo la storia di quell’uomo qualunque. Finzione e realtà che corrono in parallelo continuamente per tutto il film. In realtà è un film sulla vita e sulla morte. Su ciò che rende la vita davvero piena e degna di essere vissuta. Facendo il suo lavoro Harold incontra Ana, una donna splendida che fa la paasticcera e vende biscotti in un piccolo locale. Mi ha colpito molto il discorso sulla sua vita e la ragione che l'ha portata ad aprire quel locale. E' la nostra ansia di lasciare un segnale nel mondo, di dire agli altri: c'è una ragione per cui esistiamo. E il film ci vuole insegnare che non è mai troppo tardi per scoprirlo. Inoltre il film ci insegna che non sono le cose eclatanti a cambiare la vita delle persone e a renderle speciali. A volte basta semplicemente una bavarese allo zenzero, o un biscotto fatto in casa e un bicchiere di latte in cui inzupparlo alla fine di una brutta giornata. Basta poco ma quel poco a volte vale più di tutto l'oro del mondo.
Se avete bisogno di vedere una favola questo è esattamente il film che fa per voi. Consigliato.

26 giugno 2010

The boat that rocked




Ancora una volta un film in lingua originale con sottotitoli per me. Sta diventando una piacevole abitudine, nonchè forse una buona possibilità di affinare il mio inglese.
Nel 1966 venticinque milioni di persone in Inghilterra, cioe più della metà della popolazione britannica,seguiva le trasmissioni pirata di alcuni facinorosi e anarchici amanti del rock’ n roll, mentre il governo intollerante a questa musica considerata da depravati e sovversiva tentava in ogni modo di rendere queste radio illegali allo scopo di farle chiudere. Tra queste radio c’era la famigerata ed amatissima Radio Rock, un gruppo di bizzarri e folli DJ trasmetteva, da una nave nel bel mezzo del Mare del Nord, 24 ore al giorno rock e pop. Sboccati, irriverenti, venivano considerati dall’allora ministro inglese Dormandy (Kenneth Brannagh) una piaga da eliminare. Sarà proprio lui a perseguitare, senza successo, la folle banda di fuorilegge dell’etere, capitanata da due bizzari  personaggi un pò fuori di testa conosciuti come Il conte (Phillip Seymour Hoffman), il leader dei DJ e Quentin (Bill Nighy) il produttore e ideatore di Radio Rock. Nel frattempo, al largo del Mare del Nord, gli otto dj "ricercati" accolgono il figlioccio del capo Carl (Tom Sturridge) che è appena stato espulso da scuola. A bordo della nave di Radio Rock Carl scoprirà i valori dell'amicizia e dell'amore e diventerà grande.
The boat that rocked, in italiano I love Radio Rock, è un grande tributo alla musica, al rock di quegli anni che simboleggiava sopra ogni cosa la libertà di pensiero e di parola.  Un tributo alla radio,a coloro che in quegli anni hanno davvero cambiato la storia. Non vi nascondo che quando è finito il film avevo le lacrime agli occhi per la commozione. Mi ha ricordato, come se ci fosse bisogno di questo, perchè io amo così tanto la musica. Notazione personale: uno degli speaker del film mi ha ricordato Mixo per il suo modo di fare e il suo aspetto. E così al film si sono mischiate anche emozioni personali. Insomma se amate la musica almeno quanto la amo io, beh che aspettate, vedetevi questo film. Di corsa.
Grazie LauraGDS per il consiglio. MI è piaciuto un casino.

25 giugno 2010

The fall



Anni 20, Los Angeles. Alexandria è ricoverata in un'ospedale con un braccio fratturato. E' una di quelle bimbe che aiutano la famiglia povera nei frutteti raccogliendo arance. Ed è cadendo da un albero che si è rotto il braccio. In attesa della guarigione la povera piccola si annoia, gira indisturbata per l'ospedale e si imbatte in Roy, stuntman di Hollywood rimasto paralizzato in un incidente durante le riprese di un film. Roy inizia a raccontare alla piccola Alexandria una storia di banditi. In realtà il suo scopo è quello di farsi portare da lei la morfina per togliersi la vita. Queste parole non preparano assolutamente all'impatto visionario di questo film. In realtà The Fall, diretto da Tarsem Singh edito nel 2006 e passato pressochè in sordina, è un film sul cinema. Tutti noi quando ci muoviamo per vedere un film siamo piene di aspettative esattamente come Alexandria. Tutti noi vogliamo che ci venga raccontata una storia, non importa quanto incredibile possa essere, quanti clichè ci possano essere dentro, quanti episodi già visti in passato. Quello che desideriamo è una storia che ci incateni alla sedia dai nomi iniziali fino ai titoli di coda. Ed è palese che è davvero questo lo scopo, la storia che ci vuole raccontare Singh, l'amore per la narrazione, l'amore per il cinema nelle sue fondamenta, l'origine per cui esso è stato creato. E sapete questo viene raccontato anche visivamente perchè si parte dalle prime riprese in bianco e nero e ci sono delle brevi animazioni a passo uno, persino sfruttare le illusioni ottiche che non sono altro che i piccoli passi che l'umanità ha affrontato prima di arrivare al cinema. Ma alla fine quello che conta è la storia. Ricordate? E' questo quello che cerchiamo sempre. Tutti noi siamo la piccola Alexandria. Tutti.
Fatevi un favore cercate questo film e vedetevelo.
Un ultima cosa: come al solito il cinema italiano si è perso questo gioiellino e l'unico modo di poterselo gustare è di cercarlo nei canali che tutti sappiamo e goderselo in originale sottotitolato in italiano. In questo caso devo ringraziare i ragazzi di itasa, Italian Subs Addicted, perchè grazie alla loro passione per il cinema ci danno la possibilità di non perderci gioielli come questi. Grazie di cuore.

23 giugno 2010

On writing 2




Riallacciandomi al discorso di un paio di giorni fa vi racconto di una scoperta che ho fatto su facebook e che mi ha fatto sorridere non poco. Esiste un sito che vi da la possibilità di scrivere con il vostro font. Il sito si chiama pilothandwriting. L'unica cosa che dovete fare è stampare una griglia come quella che vi mostro nell'immagine li sopra e compilarla. Poi potete decidere se farla recepire dal sito attraverso scanner, foto digitale o web cam. Alla prima non mi è venuta ma visto che sono abbastanza abile da ricrearmi l'immagine con paint shop pro...



Il messaggio finale quando mandate la lettera dice testualmente: Your letter has been sent! Write another one. Or better yet, turn off the computer, grab your Pilot, and write a good old-fashioned pen and paper letter.
Tradotto per i non anglofoni: la tua lettera è stata spedita. Scrivine un'altra. O, ancora meglio, chiudi il pc prendi una Pilot e scrivi una perfetta lettera vecchio stile carta e penna.

Non so voi ma mi sono sentita un po' meno vecchia. A parte questo una lettera vecchio stile viene bene anche con una comune penna eh, non sottilizziamo che di questi tempi trovare qualcuno che scrive a mano è merce rara.

21 giugno 2010

Saving Graces




Faccio due premesse. La prima è che il libro di cui parlerò fa parte di un regalo di Natale. E ti sei scusata per non aver scelto ma penso che comunque qualcuno abbia scelto lo stesso. Ed è stato un'ottimo regalo. La seconda è che credo che qualcuno lassù, o ovunque si trovi, se la stia ridendo sotto i baffi. Dovete sapere che mia madre era una grande romanticona. Le piacevano le storie d'amore. Quando ero adolescente un po' la prendevo in giro, poi con il tempo ho imparato a conoscere i suoi gusti dato che ero io quella che si recava in biblioteca anche per scegliere qualcosa per lei. E c'erano delle volte in cui capitava che finissi col leggere le storie che sceglievo per lei, perchè erano talmente ben scritte da appassionare pure me. Penso che le sarebbe piaciuto il libro di cui vi sto per parlare. Si chiama Amiche per sempre di Patricia Gaffney. Le protagoniste di questa storia sono quattro donne : Emma, Rudy, Isabel e Lee. Emma è una giornalista, la definiscono la scettica dal cuore d'oro. Rudy è l'elemento più fragile del gruppo. Ha alle spalle un passato doloroso e un presente accanto a un uomo manipolatore che tenta troppo spesso di comandarla a bacchetta. Lee sembra essere la più fortunata: di buona famiglia, ha un marito che la ama ma c'è un ombra nel suo presente. Non è ancora riuscita a diventare madre. Isabel è il perno del gruppo. E' una donna forte, saggia, che irradia al prossimo un'energia positiva. Quattro mondi diversi alle prese con la vita, la passione, i disamori, le delusioni, il passato difficile. Ma soprattutto quello che traspare è l'amicizia. Mi piace moltissimo l'idea edgli Angeli custodi, così si definiscono le quattro donne, e del loro fare riunioni una volta la settimana per parlare di tutto. Sinceramente, senza pregiudizi, senza aver paura del giudizio. Al massimo vengono fuori dei consigli che sono dettati dall'infinito affetto. Il primo pensiero che ho avuto è stato: mi piacerebbe una cosa del genere. Poi ho pensato al gruppo con un po' di nostalgia. Se qualcuno del vecchio gruppo dovesse passare di qua sappia che non l'ho dimenticato. Anzi mi mancate un casino. Mi sono anche chiesta beh è una cosa che che mi piace e perchè gli altri mi spaventano così tanto? Perchè questo mi impedisce di cercare di ricreare il gruppo anche nella vita reale? E alla fine si tratta di paura, perchè le altre cose che mi dico sono solo scuse.
A parte questo: se avete voglia di trascorrere un po' di ore senza pensare a nulla, se cercate una bella storia di donne e di amicizia Amiche per la vita fa per voi.

16 giugno 2010

On writing


Dal tutorial Azyam trovato su Maidiregrafica.it

Cercando la ricevuta del versamento ICI dell'anno scorso mi sono imbattuta in una lettera che ho scritto e non ho mai spedito.Odio vestire i panni della vecchietta che dice "ai miei tempi" ma penso che questa sia una di quelle cose che le nuove generazioni forse non sono capaci di asssaporare. Voi lo sapete, ho tremila strumenti per comunicare. Ho due blog, partecipo a diversi forum di carattere musicale e no. Se devo affidare la mia anima e i miei sentimenti, niente è più efficace della vecchia carta e penna. E' come se, solo ascoltando il lieve rumore della penna sul foglio, io per magia  riuscissi a districare l'immenso e intricato groviglio dei miei pensieri. E quando mi imbatto in una persona che penso possa essere di quelle speciali il groviglio diventa multidimensionale.  Chiedo alle vecchie generazioni, quelle che mandavano lettere - quelli che conoscono bene il sapore dell'attesa della ricezione e della risposta - vi è capitato mai di scrivere una lettera e non spedirla? Quanta passione, quanta anima c'era dietro a queste lettere? Ho riletto quella lettera che ho trovato stamattina e mi sono rivista con gli occhi di allora, di quando l'ho scritta. Era una lettera di scuse che il destinatario non ha mai ricevuto. Ho provato un sentimento di tremenda tenerezza, avrei voluto abbracciare quella piccola donna che vergava a fatica le parole sulla carta. Penso che con le e-mail sia diverso. E non hai nemmeno il tempo di prepararti alla risposta perchè tutto avviene in un battito di ciglia o anche meno. Chiamatemi antica ma penso che affiderò ancora i miei sentimenti alla vecchia carta e penna e alla sua magia.

14 giugno 2010

Rituali


A meno che voi non abitiate in quale sperduto angolo dell'universo, è impossibile che non vi siate accorti che è iniziato il nuovo Campionato mondiale di calcio. Stasera è il debutto dell'Italia contro il Paraguay e, come la scorsa volta, la vostra padrona di casa rispolvera il suo famoso rituale. Quale? Semplice: io stasera non vedrò assolutamente la partita, nè l'ascolterò alla radio. Niente. Mi accorgerò del risultato solo ascoltando gli urli dei vicini. L'immagine qui sopra verrà sostituita con quella con il risultato a fine partita. Non dico nulla per scaramanzia. Stiamo a vedere. Vi chiederete cosa farò? Magari mi dedico alla grafica oppure mi vedrò un film o un telefilm.
P.S. mi sono messa a chattare. Mi sa la solita Italia se infamia e senza lode...

12 giugno 2010

Listen to the breeze...





Complice un video sulla bacheca di facebook e io ritorno a questo disco. Brave è un concept album basato su una notizia, che Steve Hogarth ha sentito alla radio, di una ragazza che è stata beccata dalla polizia a vagare per il Severn Bridge. Lei n on sapeva chi fosse, da dove venisse e ha sempre rifiutato di parlare. Questa storia ha ispirato Hogarth a scriverci sopra una storia. Una storia su questa ragazza e su ciò che avrebbe potuto ridurre la ragazza a vagare in quello stato. Brave è un puzzle, una concatenazione di eventi, di questioni irrisolte, un intreccio fatto di alienante routine e di speranza. E' un disco che ha una dolcezza e una forza infinita, è forse il disco più bello dei Marillion dell'era Hogarth. Lui qui ha una voce splendida che ha influenzato alcuni cantanti a venire. E se ancora non bastasse ci sono quei due gioiellini che valgono tutto il disco: Hollow Man, intensa da morire e Brave, la title track, dal piglio epico e sognante. Ogni tanto mi fanno bene questi ritorni dal passato.

11 giugno 2010

On the other side.



Fringe è una serie televisiva statunitense che ha debuttato in America il 9 settembre 2008  sul network FOX ed è stata ideata da J.J. Abrams (già creatore di Alias e Lost), Alex Kurtzman e Roberto Orci (sceneggiatori del film Transformers). La serie segue il team della "Divisione Fringe" dell'FBI che ha sede a Boston, in Massachusetts, sotto la supervisione della Sicurezza Nazionale americana. La squadra utilizza i poco ortodossi metodi della "scienza di confine", ovvero la Fringe science, e le tecniche investigative dell'FBI per indagare sullo "Schema", una serie di inspiegabili e orribili eventi innaturali che si stanno verificando in tutto il mondo.Fringe è stato descritto come un incrocio tra le serie televisive X-Files, Ai confini della realtà e Dark Angel, e il film Stati di allucinazione.
I personaggi principali della serie sono: Olivia Dunham che è l'agente dell'FBI incaricata di indagare sul volo 627 da Amburgo, solo un piccolo tassello del più macchinoso "Schema". È la collega e amante dell'agente John Scott, che lei stessa scopre essere un doppiogiochista. L'incidente in cui viene coinvolto Scott è talmente strano e sembra solo uno scienziato possa dare una spiegazione, o offrire una possibile soluzione: Walter Bishop, un "Einstein dei nostri giorni", che divide il laboratorio con il collega William Bell fino a quando, in seguito a un incidente di laboratorio, viene rinchiuso in un istituto psichiatrico per 17 anni, mentre l'amico diventa l'uomo più ricco del mondo fondando la "Massive Dynamic". Walter è un personaggio complesso, diviso tra sensi di colpa, problemi mnemonici e altri di varia natura. E' un'uomo dall'apertura mentale infinita, non ragiona secondo gli schemi scientifici e morali di tutti quanti. Ha compiuto azioni di cui lui stesso si vergogna ma è terribilmente attaccato a suo figlio Peter. Peter è un personaggio complesso, anche se non quanto il padre. Perduti entrambi i genitori (lui rinchiuso in manicomio e lei morta), vive di truffe e inganni spostandosi in continuazione, anche all'estero. Come il padre ha un quoziente d'intelligenza molto alto (190), e la sua astuzia l'ha portato a fare ogni tipo di mestiere, dal lavorare in un mattatoio, al vigile del fuoco fino a falsificare la laurea al MIT e insegnare per un breve periodo chimica al college. Nonostante sia restio a mettere radici, decide di rimanere a Boston quando si ritrova coinvolto personalmente nella vicenda.
Quello che differenzia il telefilm dai suoi predecessori è la dinamica padre/figlio che viene sviluppata in maniera eccelsa. Non vi nascondo che più di una volta mi sono ritrovata  in lacrime di commozione. Walter ha fatto tanti errori per ciò in cui credeva, ma in un certo senso è anche umanamente comprensibile. Inoltre dall'altra parte abbiamo Olivia. Una donna dura e pura, una che non si lascia facilmente andare alle emozioni. Eppure è pronta a entrare in gioco per le persone che ama, e per la voglia di capire di più quanto sta succedendo. E' entrata nell'FBI con lo scopo di svelare la verità e di rendere la Terra un posto più sicuro. E quanto scoprirà la renderà ancora più decisa a farlo.Ho visto sia X-files sia Fringe e penso che entrambi siano lo specchio di quello che preoccupa la gente e delle teorie scientifiche, o parascientifiche in voga al momento. X-files era più centrato sugli alieni e sulla teoria del complotto. Eravamo negli anni 90. Il nuovo millennio invece ci mostra una realtà più complessa, dove tutto e il suo contrario sono possibili e possono coesistere nello stesso piano. Non posso dire di più perchè spoilerei troppo. Sono entrambe fatte bene. Fringe varrebbe la pena di vederla solo per Walter Bishop. John Noble, l'attore che lo interpresa è davvero sublime.
E l'immagine lì sopra è per chi è davvero intrippato con la serie. Ha un suo significato, ditemi voi nei commenti se siete riusciti a capire.

9 giugno 2010

Bentornata




Una mia amica, una di quelle che ho conosciuto grazie alla casa, in questi giorni ha avuto un'operazione importante. Non sto qui a spiegarvi di cosa si tratta perchè non mi sembra il caso, sarà lei a parlarne nei commenti se vuole, quando potrà. Oggi torna a casa e comincia la sua convalescenza. Sono stata in pensiero per molto tempo, pregando silenziosamente che andasse tutto bene. Ancora ora lo faccio.
Mi riporta indietro nel tempo alla me adolescente a quando mia madre è stata in ospedale e mio padre mi ha chiesto di aiutarlo a dare il bentornato a mia madre. Ho fatto quello che ho potuto, comprandole le lettere e mettendole tipo ghirlanda sulla porta della sala che da direttamente di fronte all'entrata. E le ho comprato una coppa con scritto alla miglior mamma del mondo. Ho come dire una specie di difetto. Sembra che stia lontana, che sia distaccata ma non è così. A volte mi succede che perdo le parole e preferisco stare lontana, stare distaccata per evitare di buttare addosso agli altri la mia ansia. E' un difetto che prima o poi correggerò.
Mia cara Laura spero che il tuo ritorno a casa sia stato dei migliori. Un ritorno alle cose che ami di più in questa terra. Questa immagine è piccola cosa. Fossi li da te, un mio abbraccio di quelli stritolanti non te lo leverebbe nessuno. Sei una grande persona, non dimenticarlo. Nemmeno quando trovi sulla tua strada qualcuno che ti dice il contrario. Non sa di cosa sta parlando, non ti conosce bene...

5 giugno 2010

When shadow comes in Krishel's house...






Buonanotte a tutti. Agli amici lontani, alle persone che ho perso e sto perdendo per strada, buonanotte ai vostri amici, ai bambini pelosi, a chi non è mai cresciuto, a chi è cresciuto troppo presto. Buonanotte a chi ancora può raccontarlo e a chi invece è alle prese con un altro racconto. Buonanotte alle persone innamorate, buonanotte a chi, come me, ha il cuore spezzato e ha chiuso i ponti con cupido da poco o da troppo tempo. Buonanotte agli stanchi nel fisico o nell'anima. Buonanotte a chi ancora non ha trovato il senso del suo esistere qui e adesso. E buonanotte anche a chi pensa di averlo trovato e spero che sappia perfettamente la fortuna che ha. Buonanotte a chi ama la vita ma soprattutto buonanotte a chi invece non la ama e si trascina stancamente in una farsa, in un'esistenza da supporto vitale. E so perfettamente che la notte spesso riporta indietro tutti i demoni che ci danno la caccia. Goodnight angels on the sideline.
Buonanotte anime fragili.

E' un post che è nato nel mondo delle ombre. Ultimamente ho l'impressione che molte cose siano finite, come se stessi perdendo di nuovo qualcosa e qualcuno di importante. Qualcuno oltre me sa esattamente come stanno le cose e come mi sento. Qualche mese fa avrei avuto degli scrupoli a dire ciò che ho detto. Forse nella mia mente avevo paura che potesse rovinare quello che pensa di me o la sua immagine di me come bella persona. In realtà quando me lo sento dire mi sento come se stessi imbrogliando qualcuno. Mi sento come un gigantesco imbroglio ma a volte invece mi chiedo se non mi sto imbrogliando io stessa, non vedendo la verità. Motivo? Paura ovviamente. E' notte ora, notte fonda e sto lasciando troppo liberi i miei pensieri. A volte le ombre arrivano nella casa e prendetele per quello che sono. Ci sono delle volte in cui la divisione mi sta molto stretta...
Buonanotte mia cara Krishel.
Buonanotte a tutti voi anime fragili.

New Blood Tour



Sicuramente quest'anno non leggerete le mie lamentele su cosa farò e come festeggerò il mio compleanno. Per un motivo ben preciso: il 26 settembre 2010 a Verona ci sarà l'unica data italiana del New Blood tour. Avete capito bene: un giorno dopo il mio compleanno viene Peter a Verona. E io ci sarò ovviamente. Potevo perdermi la migliore occasione di festeggiare con un bel botto i miei 37 anni? Grazie Peter, di cuore, avevo bisogno di un concerto, avevo bisogno dell'attesa. Un regalo migliore di questo non potrei davvero riceverlo. E adesso si tratta solo di ingannare l'attesa.