26 agosto 2010

Il tempo che vorrei



Il protagonista di questo libro si chiama Lorenzo, è sulla trentina e come lavoro fa il creatore di slogan pubblicitari. E' un uomo fragile il cui passato l'ha segnato così tanto da renderlo incapace di dimostrare i propri sentimenti a chiunque, incapace di aprirsi agli altri. Il punto focale di questo libro è che se dal punto di vista professionale ha successo, nella vita privata ha due grandi amori tutti da ricostruire. Il rapporto con il padre e quello con Lei, con quello che ha capito dopo essere la donna della sua vita, sappiamo il suo nome solo praticamente nelle ultime righe. Tecnicamente Fabio Volo ha la dote di scrivere cose banalissime e fartele passare come grandi perle di saggezza. Ci vuole arte per farlo ed essere credibili, non tutti ci riescono, altri si circondano di un'aria spocchiosa che alla fine diventa nociva. Pregi di questo libro: tutta la descrizione del passato di Lorenzo e il suo rapporto con il padre. Mi ha commosso davvero. La parte peggiore? Lei. Ti fa venire voglia di urlare: lei se ne è andata, sveglia! Non c'è solo lei nella vita, ritenta sarai più fortunato. Invece no. Insiste, se prima cade nell'errore di non dimostrare i propri sentimenti dopo Lorenzo cade in quello opposto. Non la ascolta quando le dice: è troppo tardi. Sei arrivato tardi bello mio. Irritante, decisamente irritante. Dopo un po' non vedevo l'ora di finire sto libro. Vi fidate di me e del mio metro di giudizio sui libri? Evitatelo come la peste.

3 commenti:

utente anonimo ha detto...

Ciao Krishel.... sono un cane informatico e non riesco a qualificarmi meglio... volevo commentare un paio di cose che hai scritto (già lo feci un paio di anni fa x Peter Gabriel...), riferite ai  libri:1 - hai ragione da vendere su Fabio Volo e sulla sua produzione. Lo preferisco di gran lunga quando "cazzeggia" alla TV o alla radio (ma poi mi stufa veloce...)2 - hai ragione su Banana... anche qui sottoscrivo tutto ciò che diciInfine, dato che non ti frequento spesso (ma trovo il tuo blog fantastico... giuro), rischio di farti una domanda a cui hai già risposto: rimanendo sugli autori giapponesi... hai mai letto Murakami?? Sono quasi certo di sì.... una come te non può averlo ignorato finora...PS: Birillo è fantastico.. te lo invidio molto!! Francesco

krishel ha detto...

Murakami lo conosco di nome ma non ho mai letto niente di suo. Penso che dovrei cominciare. Magari alla prossima caccia. Con i libri io sono così: tutto a suo tempo. Deve essere l'angelo dei libri a dirmelo.Grazie per le belle parole, Francesco. Quando vuoi, libero di commentare.

utente anonimo ha detto...

Ciao krishel... sempre Francesco. Un commento sul tuo "tutto a suo tempo".... verissimo! Sai come ho conosciuto Murakami? Anni fa parlavo con un amico (compagno di liceo... tardo medioevo..), spigoloso, ma lettore acutissimo e enciclopedico. Uno di cui mi fido ciecamente sui libri (e lui ricambia fidandosi di me per la musica... modestamente!)... gli dico che inizio a essere incuriosito da questa Banana Yashimoto, che dovrò leggere qualcosa di lei. Lui mi guarda con aria perplessa e mi dice "Yashimoto? Mah... caso mai kitchen.... Però senti, se vuoi leggere un giapponese, allora c'é un solo nome: Murakami. Leggi Tokyo Blues/Norwegian Wood". Io l'ho comprato e per 2-3 anni è rimasto nella mia libreria fermo... non mi ispirava, a partire dalla copertina! Poi, come dici tu, un giorno mi sono deciso... e sono rimasto folgorato! Da allora quando voglio regalare un libro e andare sul sicuro, Norwegian Wood (ora si chiama solo così..) è una garanzia. Se ti conoscessi "in person" te lo avrei già regalato. Ma tu puoi fare come feci io anni fa... prendilo e lanciati! Un'ultima cosa, Murakami è appassionato di gatti... ce ne è uno in ogni suo romanzo.. e in uno di questi (Kafka sulla spiaggia - per quando sarai "rodata") addirittura parlano con gli umani! Ciao Krishel, alla prossima... magari la prox volta ti vengo a trovare per la musica..