29 settembre 2010

Krishel alternativa.


Nel telefilm Fringe viene illustrata questa teoria: esistono, oltre al nostro, degli universi paralleli dove ci sono delle versioni alternative di noi. Persone molto simili ma diverse. Per rendervi più chiara la cosa: in pratica come sareste se certi eventi della vostra vita non fossero accaduti, oppure se aveste deciso diversamente da come avete fatto in momenti chiave della vostra vita? Nel forum di itasa abbiamo giocato ad immaginare a come saremmo. Ho dato una mezza risposta, visto che in quel forum ancora non mi conoscono bene. Però voi che mi leggete da cinque anni sapete molto di me e affido a voi la risposta che avrei dato se mi fossi davvero ambientata li dentro. Innanzitutto i miei genitori sarebbero vivi e avrebbero festeggiato tranquillamente il cinquantesimo anniversario di matrimonio. Non sarei malata di depressione, non sarei la persona cupa che sono ora perchè tutto quello che ho vissuto - ospedali, pronti soccorso, medici e altre belle cose - non li avrei mai vissuti.  Sarei sposata con un uomo che amo e che mi ama.  Probabilmente mi sarei fatta un'idea del perchè esisto e la vita mi sembrerebbe talmente un dono, tanto da donarla a degli eventuali figli. Forse la me alternativa avrebbe un talento tangibile che tutti possono vedere, probabilmente ne avrei fatto il mio mestiere, qualcosa che mi fa sentire appagata e realizzata. L'immagine che vedete li sopra è me a tipo 14 anni circa. Ho indosso il trucco tipico da scimmia di Peter degli anni 80. E sto ridendo. E' la me prima di tutto quanto, per questo l'ho scelta. E ora tocca a voi. Ditemi come sareste voi versione alternativa? Ditemelo nei commenti.

27 settembre 2010

And I will what I can do in Verona.





Faccio una doppia premessa per spiegarvi meglio la situazione e la sensazione iniziale che ho avuto: Peter è influenzato. Quindi vocalmente non è al massimo della forma. E si è temuto sin dall'inizio che ci potessero essere dei problemi. Seconda premessa: la casa discografica di Peter ha messo in vendita dei biglietti più cari, con la possiblità di assistere alle prove. Ovviamente non me lo sono potuto permettere, invece Davide da subito li ha presi. Ovviamente dopo le prove abbiamo chiesto a chi ha assistito che brani ha fatto. E c'è stato un titolo, un titolo che non appena si è saputo ha fatto il giro delle persone che erano li con me ad aspettare. Si tratta di una delle canzoni che Peter ha portato meno dal vivo. Quindi l'emozione che ho provato ieri sera, sentendola finalmente dopo 24 anni che amo quest'uomo, l'hanno provata tanti, tantissimi fan come me. Il concerto è composto da due parti. La prima in cui Peter ripropone per intero la nuova opera Scratch my back. All'inizio Peter ha calibrato le forze vocali, si sentiva che era molto in difficoltà, in alcuni momenti la voce non arrivava proprio sovrastata com'era dall'orchestra. Molti i momenti toccanti della serata: la potente My body is a cage, che potete sentire nel video, con il suo finale micidiale. Quel "set my body free, set my spirit free" che ha il potere di uccidermi ogni volta che lo sento. Philadelphia con la sua totale dolore mestizia. Gli schermi rimandano le immagini di un corridoio con un segnale di uscita. Un modo molto lieve per simboleggiare la dipartita dal mondo. Mentre la cantavo ho alzato gli occhi al cielo e l'ho dedicata alle mie due stelle lassù, spero abbiano gradito. Per alleggerire il peso arriva The book of love con la sua storia. Il video ci mostra un Peter come omino stilizzato che prende quel libro e se lo studia. Quando il testo recita: "the book of love has music in it" il video ci rimanda la versione in miniatura della classica band di Gabriel con Levin, Rhodes e Lynch... sorrido. Ha trovato comunque un modo di portarli dietro con se, anche se in effigie. Vado a sensazione non in ordine di brano, a seconda di quello che mi ha colpito di più. Listening Wind: suggestivo il trucco del fumo per simboleggiare il vento, suggestivo il video che ci rimanda una famiglia sottoposta al moderno scanner di controllo degli aeroporti. Ho idea che Peter sia uno di quelli che non ama molto quella forma di controllo. Toccante, intensa e straziante la minimale Street Spirit e quando finisce pensi: "ok ora c'è la pausa di quindici minuti poi riprende con a seconda parte dove esegue i suoi brani in versione orchestrale". Invece Peter esce e ci dice: "ancora una canzone: Wallflower." Ho cacciato un urlo di quelli assurdi. Se eravate al'Arena in zona Platea mi avete sentito di sicuro. Wallflower. L'ha fatta, ed ero li per sentirla. Le lacrime che scendevano già mentre la sussurravo tra me e me, lacrime di gioia per poter sentire finalmente dal vivo quella frase: "And I will do what I can do". Grazie. Grazie. Grazie!! Ma ancora non è finita. Quindici minuti di pausa, poi si riprende. Col botto ovviamente e con un Peter decisamente più tranquillo e sicuro dei suoi mezzi vocali: San Jacinto. E quando diavolo mi ricapiterà nella vita di sentire nella stessa serata i miei due brani preferiti in assoluto di Peter Gabriel? Credo mai. San Jacinto con la sua storia di iniziazione, San Jacinto con la sua bellezza, San Jacinto con il suo finale da trance secca. Ero nell'arena di Verona. Ero ovunque. Altro particolare della serata: sentire i due brani che per atmosfera, per i sentimenti in gioco descritti, per la musica anche io considero un po' madre e figlia:  ossia Intruder e Darkness. Sono state eseguite al contrario nella serata prima la figlia. La canzone sulla paura che non deve bloccarci perchè... "And the monster I was so afraid of, is curled up on the floor jus like a baby boy" (e il mostro di cui avevo così paura era rannicchiato sul pavimento come un bimbo piccolo). L'ensemble orchestrale ha fin qui svolto un egregio compito ma con Intruder  secondo me si sono veramente superati. Hanno dato al brano un piglio davvero luciferino. Intruder si è aggiornata. Non è più l'uomo che si introduce si soppiatto nelle case altrui, si è trasformato nelle telecamere. Sono ovunque e possono spiarci quando e come vogliono a nostra insaputa. L'intruso arriva a casa nostra anche sottoforma di una innocua mail.  Altra gradita sorpresa: The drop. E anche li sono crollata di botto. Amo profondamente questo brano per il suo essere infinitamente forte e fragile nello stesso tempo. Ancora una volta Peter ci sorprende. All'inizio racconta di una storia di un esperimento in una fattoria in cui una cella da sola non può fare nulla ma insieme ad altre è capace di raccogliere un quantitativo enorme di energia grazie al sole. Lui fa il traslato con le persone. Da soli siamo poco ma se comunichiamo possiamo davvero fare qualcosa. E arriva Signal to noise. Con la sua forza, la sua potenza. Alla fine si tratta di quello: ricevi e trasmetti. C'era energia pura nell'aria mentre veniva suonata. Molto belle sia Mercy Street che Blood of Eden. Finisce il concerto. "Security curtain..." ad un certo punto sul video compare un post-it dove qualcuno scrive: Encore? :-) Dopo averlo scritto le mani cominciano a mimare l'applauso. Non ce la facciamo dire due volte: il pubblico risponde, me compresa, facendo un casino boia. Tutti ritornano sul palco e si riprende con il bis: In your eyes, molto bella e... "adesso arriva il momento in cui potrete scaldarvi" Solsbury Hill. Bella energica da matti. Stavolta arriva davvero la fine del concerto. "E' stata una bella serata per tutti noi, grazie anche a voi. Vorremmo congelarvi con dolcezza, questo brano si chiama The nest that sailed the sky." (tutti quanti noi abbiamo ridacchiato per l'errore in italiano su congedarci) Tenerezza. Amore. Ecco quello che ho provato. Forte, intenso, totale. Felicità per la serata appena trascorsa. Ho augurato mentalmente buon viaggio a tutti quelli che erano lì presenti. Questa serata me la ricorderò finchè campo. Dea Madre ti benedica per quello che sei e la luce che regali al mondo. Grazie Peter. Grazie di cuore.



P.S. Un saluto a tutti quelli che ho incontrato ieri. Voi sapete chi siete.

25 settembre 2010

E anche quest'anno...




Siamo giunti al mio compleanno. Sono la bellezza di 37 anni. Qualcuno direbbe che mancano tre anni ai miei quaranta, io invece penso che... non mi interessa. Per ora mi godo gli auguri cioccolatosi che mi ha fatto un'altra del forum di Cleo, a proposito Cleo, tesora grazie, per questa meraviglia quassù, la marea di auguri su facebook, forum e via dicendo. E penso che domani riceverò uno specialissimo regalo di compleanno. Anche se ho già ricevuto qualcosa ieri di molto importante. Ma questa è una storia da ombre non da casa. Se siete rimasti indietro con il blog vi do due giorni per rimediare. Domani... domani...
PETER ARRIVOOOOOOOOOOOOO 

23 settembre 2010

Waiting for the big one


Volevo fare tempo fa un topic dal titolo "good news, bad news". La cattiva notizia era che mi si era pure infettato l'occhio destro, la bella notizia era che sembrava si stesse risolvendo in qualche modo. Notizia che dura ancora oggi. Parlo senza peli sulla lingua qui nella casa: mi ha mandato in paranoia il cocktail micidiale mia sorella + mia insicurezza cronica. Di mio mi sarei semplicemente fidata dei medici anche se nell'angolo del mio cervello ho ancora l'esperienza che ho, pessima, con certa sanità. Ma lo devo dire: quelli del pronto soccorso del S. Martino di Genova sanno il fatto loro e mi hanno curato. Ora rimane solo una bella notizia: domenica prossima vado a vedere quel signore lassù in concerto. E lo so, vi ho ammorbato con il mio conto alla rovescia. Però per me è una giornata da vivere come un'evento. E non solo per la musica che sentirò ma anche per le persone che incontrerò. Sapete normalmente io sono una gran timidona ma ai concerti mi sblocco totalmente, mi rilasso e divento una persona estremamente socievole. E questo diventa maggiore quando si tratta di un concerto di Peter Gabriel. Perchè in pratica chi prima chi dopo tutti quanti abbiamo lo stesso tipo di ricordi legati alla sua musica. I concerti fatti, gli aneddoti, i suoi "tecnical fuck-up", i testi che il Maestro immancabilmente si scorda. Ad ogni concerto c'è una sensazione nuova eppure familiare che si rinnova. Ed è così per tutti noi. Per la prima volta arrivo vicino al mio compleanno senza essere particolarmente triste. Ed è un'altra della lunga serie di cose che devo a questo grand'uomo.

22 settembre 2010

Lithium



Considerato il fatto che siamo a X-factor e non ad un concerto vero e proprio, ho trovato questa esibizione credibile.  C'è da dire che Nevruz sto pezzo sicuramente ce l'ha nel sangue ed è uno talmente scombinato che durante le prove si fa male e dopo l'esibizione ringrazia quelli del pronto soccorso. Rimproverato da Elio perchè a suo dire non è rock.  Ho goduto non poco per l'eliminazione dei Borghi Bros. A casa, dovevano stare a casa! Non mi sono mai piaciuti. Ora aspetto come un'avvoltoio che Ruggiero lo scugnizzo faccia una esibizione meno che ruffiana per il pubblico, e che venga mandato a casa. Altrimenti questo rischia di vincersi la serie e questo non deve accadere assolutamente. Per il resto noia mortale su tutti i fronti a parte il solito Stefano che ha cantato una Buonanotte Fiorellino molto tenera, dolcissima. Già era così dolce la versione originale. Ora aspetto di vederlo alle prese con un brano più complesso dal punto di vista vocale. La cosa migliore di questo X-factor? Finora a parte Nevruz vedere Rossana Casale come vocal coach. Quella donna è di una dolcezza e un'umanità incredibile e lo sta dimostrando pienamente. Da Elio invece mi aspettavo qualcosa di più. Morgan, ti prego, ritorna. C'è bisogno di te.
P.S. Ma perchè tutti i cantanti vogliono fare rock? Perchè è figo da dirsi?
Meno quattro...

17 settembre 2010

Shock a X-factor 4



Voi sapete da tempo che vedo X factor, avete anche letto diverse volte i miei giudizi quindi non dovrebbe essere una sorpresa. E come ogni edizione io mi lancio dicendo senza peli sulla lingua cosa penso. Con Morgan silurato ipocritamente per la questione droga, come se nessuno dei vertici Rai non ne facesse mai uso - ma non sta bene dirlo platealmente vero? -, hanno pensato bene di sostituirlo con due musicisti e una... trovate voi la definizione per Anna Tatangelo perchè io non riesco a trovarla sinceramente. Ridateci Claudia Mori! Almeno aveva più classe e di musica ne capiva molto ma molto di più. Veniamo ai partecipanti. E' la fiera dei casi umani o presunti tali. C'è Sofia che non vede il padre da una vita. Buca lo schermo con il suo sguardo di ghiaccio ma vocalmente non mi esalta più di tanto. Poi Stefano, il balbuziente dall'ugola d'oro. Lui ha una voce incredibile, e si vede che canta perchè ama farlo. Andrà avanti purtroppo per il fatto di suscitare l'istinto materno delle donne. E stanno facendo passare pure per caso umano anche la coppietta Kymera. Vocalmente non sono niente di eccezionale e si sono macchiati di un reato gravissimo: essersi confrontati con il Sommo in una versione scialba da karaoke di Shock the monkey. Ecco il motivo per la scelta del brano del video che vi ho messo. E' la versione, dopo l'originale, che amo di più. Alla voce c'è il buon vecchio caro Ozzy, altro che quelle galline sgozzate dei Kymera. Poi c'è Ruggiero lo scugnizzo che ogni martedì sera prego il pubblico lo mandi a rischio di eliminazione per quanto non lo posso sopportare. E' il crooner più giovane del mondo, quando lo senti non gli dai 16 anni, è già vecchio. Poi ha quel modo di fare che me lo rende indigesto immediatamente. Il mio preferito è Nevruz. Uno che la voce ce l'ha e non sembra avere nulla da dimostrare a nessuno. E' tutto quello che non era Andrea nella scorsa edizione: personaggio strano con le capacità. Ha fatto Pugni chiusi senza far troppo storcere il naso. Come tipo e come soggetto mi ricorda il personaggio di Zed in Scuola di Polizia. Insomma mi mette di buon umore quando lo vedo. Tutto il resto è noia.

P.S. Meno dieci.

15 settembre 2010

Sono un pochino arrabbiata...


Si ringrazia Anathematixs per la splendida immagine

Congiuntivite virale di merda mi ascolti? Sappi che non mi fermi. Io tra undici giorni vado a vedere Peter Gabriel dal vivo a Verona. Ci andrò anche con 40 gradi di febbre. Questo non è messo in discussione, capito???

12 settembre 2010

Throwing all away...





Mentre riordinavo ho fatto fuori un sacco di vecchia corrispondenza. Ho conservato solo le cartoline e i francobolli più belli. Mi sono passati sotto mano anni e anni di anima che ho regalato a varie persone che non sento più. Chissà dove sono queste persone ora, che fanno, se anche loro come me hanno buttato via le cose che ho scritto loro. Chissà se ricordano che in un certo senso ho fatto parte della loro vita anche solo attraverso un foglio di carta. A volte leggendo le scritte nelle cartoline ho provato tristezza. C'era il segno di amicizie che ormai non esistono più. Penso che la vita sia piena di questi eventi. Regali il cuore, l'affetto a qualcuno e devi mettere in conto che questo possa sparire nel nulla, così come è entrato nella tua vita. Ho anche ritrovato vecchi ritagli di lettere pubblicate nelle riviste musicali e mi sono fatta una sana risata, perchè mi ha ricordato a me stessa quanta energia e quanta follia avessi addosso. Era ancora l'epoca in cui mi firmavo Symo'86. Se qualcuno passasse di qua per caso e riconoscesse questa firma - 1986 anno in cui ho conosciuto Peter Gabriel -, se questo qualcuno fosse uno di quelli con cui ho condiviso un pezzo di passato che si faccia vivo nei commenti anche solo per un saluto. Sicuramente mi farà piacere poter ricambiare.

11 settembre 2010

5 years old



5 anni di vita. 5 anni di criceti mentali e non. 5 anni e le immagini. 5 anni di musica. 5 anni e i libri letti. 5 anni e gli amici trovati...
Oggi Krishel's house compie 5 anni. Quando ho iniziato non pensavo sarebbe durata così tanto ma soprattutto non avevo la minima idea di tutto quello che ho imparato proprio per continuare a gestire al meglio questo posto. Non avevo idea dell'umanità che avrei incontrato strada facendo, non avevo idea di quanto mi avrebbe arricchito dentro.
Non penso di poter aggiungere altro a quello che ho già detto negli anni precedenti. Sono riuscita a portare avanti questo blog nonostante tutto, nonostante anche i miei periodi no. Spero di continuare ancora a scrivere. Ma anche se non ci riuscissi comunque mi rimarrebbe dentro questa esperienza per sempre.

6 settembre 2010

Cleansing





Mia sorella e mia nipote maggiorenne sono venute qui all'inizio di questo mese. In pratica Noemi è una dei tanti dipomati che in questo momento stanno sostenendo i test d'entrata all'università. E si prevede che venga a studiare qui a Genova. La motivazione è semplice: nonostante tutto gli atenei genovesi sono comunque più seri di quelli che potrebbe trovare al sud. Nel frattempo stiamo un po' rivoluzionando la casa, perchè prima di andare via mia sorella vuola costruire una camera che sia più confortevole possibile per mia nipote. Ovviamwente anche io sto partecipando al processo. La cosa positiva è che ho potuto far trasportare una libreria, una delle due che mio padre aveva costruito per me, in camera dove dormo, e con essa tutti i miei grimori, i miei libri di esoterismo che finalmente hanno trovato la loro collocazione tutti insieme appassionatamente. Il lavoro ancora non è finito, domani mi aspetta la visione di uno spropositato numero di riviste con lo scopo di tenermi gli articoli che mi interessano e il resto buttarlo nella spazzatura. Mi ha fatto venire più voglia di personalizzare la camera dove dormo, in modo che possa sembrare più mia e non una ibrida stanza di transizione. Facendo pulizie ho trovato frammenti miei del passato di cui mi sono disfatta, e di cui francamente mi vergogno un po', frammenti di vecchia corrispondenza, parti della storia di Krishel che prima o poi riunirò in un unica storia e finalmente la porterò a compimento. E' stato un sollievo per me poter trafficare e mettere a posto con il pensiero che per una volta non dovevo essere io a far da mangiare. Sono stanca morta ma per la prima volta ho tutti i miei strumenti da strega riuniti nella stessa stanza. Ora l'unica cosa che mi rimane da fare è ricominciare a praticare. Ma questa è un'altra storia.

1 settembre 2010

Musica dell'anno



Ogni anno puntualmente arriva la classifica di fine anno nei forum musicali che frequento. Non si tratta solo di decidere quale è stato il disco migliore prodotto durante l'anno appena trascorso, non l'ho mai vissuto così. L'ho sempre visto come un modo per ripercorrere il mio anno in musica e vedere quale disco ha inciso di più nella mia vita di ascoltatrice e non solo. Una delle categorie proposte è: migliore canzone. E come l'anno scorso anche quest'anno ho semplicemente l'imbarazzo della scelta. Quest'anno c'è stata la splendida sorpresa di Scratch my back di Peter Gabriel. Un po' ve l'ho pure raccontata. Tra quelle perle c'è My body is a cage. E' la migliore del disco, quella dove Peter canta meglio. E' un saliscendi di registri vocali differenti e dispiegati con inedita consapevolezza. Era anche l'unico pezzo di Neon Bible degli Arcade Fire che vagamente suscitava il mio interesse. A proposito degli Arcade: capitano cose strane in musica. Capita che una band che ti ha annoiato fino a quel momento se ne esca fuori con un disco tutto sommato carino. Niente di particolarmente originale, o eclatante ma ci sono un paio di pezzi molto interessanti. Molto probabilmente premierò la mia preferita del disco: We used to wait. Oltretutto per questo pezzo gli Arcade hanno fatto una cosa molto simpatica. Andate nel sito http://thewildernessdowntown.com/, digitate la vostra via di casa - o quella che volete vedere - un attimo di pazienza e potrete vedere un film sperimentale con le immagini di casa vostra studiato appositamnte per il brano. Grazie allo stesso amico a cui devo questa discussione, ho fatto una scoperta  musicale molto interessante: The national. Quest'anno sono usciti con un nuovo disco chiamato High Violet e hanno messo la perla alla fine del disco: Vanderlyle Crybaby Geeks. Io non so spiegarvi perchè mi ha catturato così tanto. Forse per la sua triste dolcezza, forse per il suo andamento ondivago. Questo pezzo ha il colore dell'autunno, il colore dei saluti che si fanno realmente, o interiormente, alle persone che hanno lasciato qualcosa dentro di noi, ma ormai non sono più nella nostra vita in un modo o nell'altro. Ha il sapore della nostalgia e del rimpianto. Quest'anno è tornato a farsi sentire Brendan Perry con il suo Ark. Quest'uomo è una sicurezza, qualsiasi cosa che fa in musica è semplicemente meravigliosa. Anche lui ha messo la vera perla alla fine del disco: The crescent. Inizia con un'incedere lento ed elegante, soffuso come la notte e si tinge di colori esotici proseguendo ad ascoltare il brano. Vi ho già parlato di Hidden lakes degli Shearwater. Che dire di più di quello che ho già detto? Si tratta di uno splendido valzer cantato da una voce intensa, espressiva come poche ho incontrato nella mia vita di ascoltatrice. Chiudete gli occhi, lasciatevi cullare, trasportare in un viaggio in cui il passato diventa presente, in cui ciò che sembrava perduto verrà ritrovato. Quest'anno ho vissuto anche il ritorno dei Massive Attack. Sinceramente parlando dopo il deludente 100th windows non mi aspettavo gran che. Di certo non sono più quelli di Mezzanine, ma hanno confezionato un disco carino con due brani folgoranti. Devo ancora decidere quale delle due mi piace di più. Non so se preferire Pray for rain, interpretato dalla splendida voce dei Tv on te radio Tunde Adebimpe; oppure Flat of the blade con la deliziosa voce di Guy Garvey degli Elbow, voce che ho imparato ad amare, tra le altre cose, perchè si ispira pesantemente a Gabriel. Vi ho già detto che adoro Mark Lanegan e che ho avuto la fortuna di vederlo dal vivo con i Soulsavers? Ecco tra le mille mila partecipazioni ce n'è una che trovo particolarmente bella e intensa. Sto parlando quella fatta nell'ultimo disco degli Unkle nella canzone chiamata Another night out.  Siamo ancora a settembre, mancano ancora tre mesi alla fine dell'anno. Chissà quante canzoni mi colpiranno ancora. Non vedo l'ora di sentirle. E' sempre una gioia quando le trovo. E come avete visto ho semplicemente l'imbarazzo della scelta...