31 ottobre 2010

Buon anno.

Prova libera di Watching eyes trovata su Maidiregrafica.

E' stato un anno particolare questo. Un anno di ritorni, un anno di ritrovamenti, un anno di chiarimenti. E' stato un anno in cui alcune cose di me sono cambiate, altre sono cresciute. Ho portato le mie cose in camera mia. Ho perso alcune cose, ho rattoppato il cuore pronta a farmelo frantumare di nuovo. Quello che pensavo di aver rovinato... invece non è così. E' stato un anno di domande, un anno trascorso nemmeno so io come. Ma alla fine non importa perchè la Ruota del Tempo ha girato di nuovo e ci ritroviamo di nuovo a Samhain. Con il solito carico di cose da buttare via. Con il carico di cose che vorrei per l'anno che sta per iniziare. Vorrei recuperare me stessa se è possibile, anche i lati di me che mi ostino a ignorare. Vorrei imparare ad accettare con serenità, senza inutili disagi e sensi di colpa, quando dicono di me che sono una bella persona.  Vorrei imparare a ridere di più, a essere meno seria, ad arrabbiarmi di meno, a contare un po' più per me stessa. Vorrei imparare a capire qual'è il mio posto nel mondo, imparare ad aprirmi di più alla gente invece di chiudermi come ho fatto finora. Vorrei imparare ad avere meno paura, o a smettere di farmi bloccare dalla paura. Vorrei lasciarmi il passato alle spalle e superare finalmente il lutto che mi ostino a portare da cinque anni ormai. Vorrei imparare a dare retta semplicemente alle poche cose che so fare, e che sento dentro di riuscire a fare, e a far tacere quella voce persistente che mi indica come una buona a nulla. Vorrei semplicemente imparare ad essere la cantadora del mio personale cantico di una strega.
Buon anno a tutti. Buon Samhain a tutti i fratelli e le sorelle che passeranno di qui.

28 ottobre 2010

Amicizia ( Per me)



Unicorno



 Cruna di Stella
Che ricami la Notte,
Cucimi un Sogno.
 
Passa un filo di Luce
Sopra i buchi del cuore.
 
Riyueren


 



 Come gli amici viandanti che percorrono le strade della mia terra possono vedere, “qualcosa” è cambiato, su Innerland.

Dietro a tutto questo … una piccola storia … ed un cuore grande che l’ha intrecciata … e non sono io: di questa storia sono semplicemente … la cantadora, colei che la canta, nient’altro.

Questa “piccola storia” è per te, cara Krishel che l’hai ispirata, così come sono per te il Tanka “Cruna Di Stella” e la Foto Incantata dell’Unicorno Magico (magica, veramente, perché è una femmina).

Io voglio che tutti, passando da qui, sappiano che la vera amicizia esiste, anche nel mondo virtuale.
 
Una telefonata.
“Ciao, Susi, come stai?Ho letto il tuo ultimo post, come vanno i tuoi occhi?”

Non è facile, per me, parlare a voce,spiegare le cose, dire quello che ho dentro, non lo è mai stato … niente di speciale, penso accada un po’ a tutti … me la cavo meglio scrivendo … anche perché molte volte un foglio diventa una coperta di Linus che ti protegge dai freddi venti del mondo.

“Sai, perché, mentre leggevo dei tuoi problemi alla vista, ho pensato che ti saresti trovata in difficoltà col tuo template così scuro”

“Beh, sì, in effetti, faccio un po’ di fatica”

“Senti, io avrei pensato una cosa … se a te non dispiace”

“???”

“Io potrei farti un template col fondo chiaro, ho già trovato un’immagine che, non appena l’ho vista, mi son detta … è la sua”

E così io scopro di avere un’amica dal cuore immenso, che mi fa entrare in un suo spazio privato, dove trovo in prova un template (e chissà quanto ci ha lavorato) un lupo stupendo (è femmina, vero, Krish?) e un titolo bellissimo percorso dalle sue orme magiche.

“L’amico è il vostro bisogno saziato”: mi vengono in mente queste parole di Gibran.

Tutte le volte che entro "a vedere i lavori” e il lupo bianco mi accoglie e trovo un messaggio di Krishel per me sottoforma di post “dimmi se il colore di fondo va bene” “dimmi tu quale tipo di font vuoi “ … ecco, ho sempre in me le parole di Gibran sull’Amicizia.


Noi andremo via, un giorno, dalla vita e anche da qui, chissà se le nostre parole, le mie e le vostre, cari amici viandanti, resteranno a lungo, nel web … questo io non lo so … sicuramente rimarranno un poco più di noi … se fosse possibile io vorrei che rimanesse questo post, a testimoniare che nel mondo esistono ancora anime belle come quella di Krish. (Riyueren)
 
La mia è stata una reazione istintiva a un suo post in cui rivelava di aver problemi agli occhi. Il mio primo pensiero è stato: cavolo con quei problemi non si può permettere di avere un blog scuro. Si affatica la vista. Così pian piano, con pazienza ho trovato le immagini giuste, i divisori e tutto quanto serviva per rendere il suo blog un posto dove i suoi occhi trovassero sollievo. Era anche una bella sfida per me: era la prima volta che costruivo un template non per me ma per un'altra persona. Ci ho messo la mia passione e le mie percezioni e sono contenta che il risultato sia piacevole da vedere, ma soprattutto che gli occhi di Riyu possano riposare. Mi è sembrato il minimo, visto che questa strega non è capace di far guarire i malati. E non credo proprio che sia possibile. Il resto lo vedete andando da Riyueren. E devo dire che l'impianto è stato tranquillo, è venuto alla prima. E Riyu, grazie per le belle parole. Se i tuoi occhi potranno stare un po' meglio o, quanto meno, sentirsi meno stanchi guardando il tuo blog... ecco allora vuol dire che la mia missione l'ho compiuta.


23 ottobre 2010

Avatar...


Non il film di Cameron che ho recensito mesi fa, ma semplicemente l'immagine che uso per stare qui su splinder. Dopo cinque anni che ho sempre avuto lo stesso ho deciso che era ora di cambiarlo. Se vi domandate cosa sia qui c'è una risposta. Anche se l'immagine che ho usato è diversa da questa. E' uno scatto preso dal concerto dei Tool fatto durante il brano Jambi. E' un'immagine a cui sono particolarmente legata, non chiedetemi il perchè, non me lo spiego neanche io. Si avvicina la soglia e riprendo a fare sogni assurdi. Ho sognato di essere una specie di strega guerriera. Eravamo prima di una grande battaglia, una di quelle che decideva la sorte del popolo, e io non solo controllavo che tutto fosse a posto dal punto di vista militare, delle armi etc, ma impartivo benedizioni o davo amuleti, cose di questo genere. All'ultimo mi vestivo anche io per la guerra e chiedevo ai fabbri di forgiarmi la spada più bella e più potente che potessero farmi. Decisamente mi drogo pesante.  Il mio medico di famiglia mi ha gufato l'influenza. Infatti sto con lo stomaco e l'intestino in subbuglio . Poi io mi vado anche a creare delle situazioni di stress inutili che si ripercuotono dove? Mi chiedo ma un bel manuale di istruzioni per me, no eh?

22 ottobre 2010

Kafka sulla spiaggia




"Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia."





Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Taka-matsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia quella di Edipo. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino. E' diviso in vari frammenti e ha l'andamento dei sogni. In realtà è molto centrato sui sentimenti e su come gli esseri umani trovano il modo di farci i conti. C'è una storia di abbandono con tutto il carico di rabbia, di sensi di colpa, di domande che si trascinano. Tamura Kafka si trova di fronte all'eterno dilemma umano: seguire il proprio destino predetto da un padre artista totalmente estraneo oppure decidere di andargli incontro, di compierlo, affrontando i propri demoni. Sinceramente parlando però sono altri i personaggi che hanno attirato la mia attenzione nella narrazione fatta da Murakami. Non sto parlando solo di Nakata, vecchio bambino che ha dimenticato tutto, ha dimenticato come si legge e si scrive ma è libero da tutte le domande inutili che le persone pensanti si fanno, ma anche della signora Soeki, una donna dalla vita spesa piena di rimpianti, incapace di accettare la morte del suo uomo. con lo sguardo sempre rivolto al passato. Alla fine arriverà il momento anche per lei di tirare le somme e di lasciare che tutto  scorra come la sabbia nella clessidra. E' un libro molto particolare, a tratti assurdo, a tratti offre ottimi spunti di riflessione sull'animo umano.

21 ottobre 2010

Niente autografi, nè adesivi.



Arrivando qui dentro vi accorgerete subito di una cosa: io non parlo mai di notizie di attualità. Non di quelle di cui parlano tutti. Ogni giorno ce n'è una, ogni giorno trovano un modo per compiacere il lato voyeristico e desideroso di sangue e di marcio di alcune persone. Qui non troverete nulla di tutto questo. Vedo troppo nero, troppo marcio per interessarmene. Non vivo in un mondo di fiaba, so molto bene che il mondo è pieno di lupi. Anzi si fa un'offesa agli animali denominati lupi paragonarli a certa gente. Tutto il mondo è paese, tutti quanti si accorgono di questo modo di essere. Non ne parlo, non ne voglio parlare. Troppo sciacallaggio si fa in certe vicende, sciacallaggio sul dolore, morbosità sul vedere quanto l'essere umano può essere orribile. Dal canto mio preferisco vedere quando invece l'uomo riesce a sfiorare il divino per la bellezza delle cose che crea. Forse sono un'illusa nel cercare di combattere con la bellezza e con l'arte quanto di orribile esista al mondo. Ma è quello che cerco di fare qui dentro in piccolo. E mi riscalda il cuore, mi rende felice quando un amico viene da me e mi ringrazia perchè gli ho fatto scoprire un capolavoro. Vuol dire che, nonostante i dubbi che avevo, sono riuscita nel mio intento. Musica, cinema, libri, arte di tanto in tanto. Per me sono le cose che davvero contano e di cui parlerei, o starei a sentire parlarne per ore. Costituiscono la parte più preziosa dell'essere umano, sono forse una delle cose per cui vale davvero la pena vivere.  Quindi se cercate da me informazioni sull'ennesimo caso o notizia della settimana, avete sbagliato indirizzo. Se invece cercate due dritte su libri da leggere, film da vedere, o dischi da ascoltare fatevi un viaggetto nelle pagine della casa. Magari chissà potreste fare delle belle scoperte. E se avete da suggerire qualcosa a vostra volta, i commenti sono a vostra completa disposizione.
You know that's it: receive and transmit...

20 ottobre 2010

1.Outside



Ok lo ammetto: questo disco è del 1995. Mi chiederete perchè recensisci un disco che è uscito più di dieci anni fa? Semplice: l'ho amato alla follia e credo che troppe persone si siano perse per strada questo gioiellino. Quindi cerco di rendergli giustizia come posso, con le parole.
In 1.Outside David Bowie veste i panni del detective Nathan Adler ed indaga sull'omicidio ritual-artistico della 14enne Baby Grace, seguendo nel booklet del cd le note del diario del detective Nathan Adler si scopre che "il cadavere della ragazza è stato sezionato, le braccia della vittima sono state ridotte a puntaspilli da 16 aghi ipodermici che le pompavano dentro dei conservanti, l'area dello stomaco è stata slabbrata con cura e gli intestini rimossi, sbrogliati e rilavorati a maglia come una piccola rete o tela e appesi tra i pilastri del luogo del delitto, l'ingresso principale del Museo di Parti Moderne di Oxford town - New Jersey, gli arti di Baby Grace sono stati poi recisi dal torso, in ogni arto è stato impiantato un piccolo traduttore a codice binario...", siamo di fronte ad un omicidio artistico, la morte come arte estema, il dramma dell'orrore, come dice Fernanda Pivano nel mini booklet allegato alle prime copie della stampa italiana del cd con traduzione dei testi: "sono le fantasie definite nella letteratura americana neo gotiche". Le liriche si avvalgono nuovamente della tecnica del cut-up, usata già in passato da Bowie, sospettati dell'omicidio sono tale Leon Blank, Algeria Touchshriek e l'enigmatica Ramona A.Stone, ma l'elenco di nomi coinvolti è impressionante: Paddy, Miranda, un artista Minotauro...per un finale che non esiste, to be continued... (dalla recensione di Paolo Pontini) Bowie sin dall'inizio è chiaro: dice sta avvenendo adesso come recitato nel testo della dolente Outside il brano apripista. L'omicidio è efferato, l'indagine sta avvenendo oggi non domani. Ed è una sporca lezione del cuore quello che il detective apprende nell'esaminare le prove. La musica segue di pari passo le vicende narrate, le prove raccolte durante le indagini. E' una musica talvolta dura, graffiante, dissonante come è evidente in The heart's filthy lesson. Si sentono echi del modo di fare musica tipico di un certo Trent Reznor, ma tradotto attraverso la sensibilità più anglossassone di Bowie. Bowie il trasformista, Bowie che nella sua carriera ha impersonato i più svariati personaggi. E questa sua duttilità si traduce anche vocalmente quando fa parlare i vari sospettati dell'omicidio. Anche quando fa parlare la vittima in realtà non è dato sapere se è veramente lei oppure il suo assassino che inscena una finzione, sviando le indagini, indicando un nome. "This chaos is killing me". Il mondo stesso implode, difficile riuscire a stabilire chi sia il colpevole. Adler lo cerca attraverso vari personaggi: Algeria Touchshriek, un uomo particolare con la cadenza melliflua che dice di non sapere molto di quello che succede nei dintorni ma è molto esperto nella tecnologia tanto che da il suo cognome anche a un server.  La mente disturbata di Ramona A. Stone che viene tradotta in un brano dall'atmosfera inquietante. Adler non è sicuro che quello sia il suo vero nome - I am with name - . Di tanto in tanto si sente la voce stessa di Adler che prende appunti su quanto è accaduto cercando di ricavarne il bandolo della matassa. E se giungete alla fine del disco psicologicamente indenni incontrerete la splendida Stranger when we meet che, dopo svariate dissonanze, rumori della strada, ritmi siincopati e voci dall'animo disturbato, sembra essere un raggio di sole che squarcia le tenebre. Sembra perchè in realtà non è così. 1. Outside doveva essere il primo di una serie di dischi, un progetto che doveva continuare con due album successivi chiamati Contamination e Afrikaan. Alcune session di composizione sono state fatte e se n'è parlato fino al 2003.  Poi se ne sono perse le tracce. Peccato davvero, era interessante sapere dove sarebbe andato a parare sia come temi, sia come musica. 1.Outside fa parte di una serie di album amati intensamente dalla mia metà oscura. Fa parte di quei dischi arrivati al momento giusto. Ascoltatelo se avete abbastanza pelo sullo stomaco e se certi suoni per voi non sono troppo strani e disturbati. Sicuramente vi piacerà.

17 ottobre 2010

Majocco Club


Era un po' di tempo che avevo messo le mani su questo OAV. Ne avevo sentito parlare tempo fa, esattamente quando vi avevo parlato di loro separatamente ma non ero riuscita a trovarlo. Poi, per caso, cercando tra vari video di anime, l'ho scovato e ieri sera mi sono decisa a vederlo. La trama a grandi linee è questa: Ju, Emi, Evelyn e Sandy stanno girando "Alien X - Terrore dalla dimensione A", un film di fantascienza di cui sono le protagoniste. Nel film la Terra è sconvolta da un terribile avvenimento: un mostro tentacoluto proveniente dallo spazio aggredisce le ragazze giovani e belle trasformandole in vecchiette rugose. E sarà compito delle nostre maghette risolvere la questione. Sinceramente parlando? L'unica cosa bella del lungometraggio è stato vedere Emi alle prese con i trucchi magici ed esclamare "però, è diventata più brava rispetto a quando l'avevamo lasciata alla fine del cartone". Il resto? Da dimenticare. Preferisco ricordare le serie separate. Penso che prima o poi rifarò un tuffo nel passato per rivedere le quattro serie. 

15 ottobre 2010

Let's dance



Non ne ho parlato subito perchè incazzata com'ero da certi recenti eventi genovesi, mi sono proprio dimenticata di vederlo. L'ho visto dopo in replica. Volevo scrivere questo nei commenti del blog di paveloescobar ma poi mi sono detta: ci faccio un post.
Allora ricapitoliamo: Nevruz è il solito personaggio. E' riuscito a non sembrare la parodia di Renato Zero e il rischio era reale. Però lui ce l'ha fatta. Ha ragione però quel rompino di Dami a dire che la base non era dance. Ma sinceramente dare qualcosa di dance a lui equivaleva come dare a me un testo di chimica organica. Proprio non ci azzeccava nulla.
Capitolo Dorina: ha sbagliato l'attacco. Il testo questo sconosciuto. Poi va beh che lei abbia compensato con la presenza scenica ok. Ma c'erano delle carenze notevoli nel pezzo. Probabilmente se fosse stata di un'altra squadra gliel'avrebbero fatto scontare di meno.
Ruggiero. Ora io sto ragazzo lo impallinerei da tanto mi è antipatico. Gli hanno dato un pezzo di Barry White che per me è un pelo sopra la dance - quindi sopra l'odio assoluto. Non mi capacito che sia ancora li.
Cassandra ha tirato una stecca clamorosa nel pezzo. Stesso discorso di Dorina ma inverso. Se non fosse stata di Elio magari sarebbe finita di nuovo in ballottaggio.
Stefano... Madre de dios... preferisco la versione dei Cake a questo punto. E forse sarebbe stato meglio per questo se gli avessero fatto cantare quella versione.
Nathalie: ma non poteva scambiare il pezzo con Dorina? Forse era più adatto...
Kymera... alt fermi tutti. Ma il pubblico dove diavolo ha le orecchie? Perchè ha mandato in ballottaggio questi che a) sono i veri artisti e b) hanno fatto un'esecuzione magistrale?
Dami continua a essere sempre senza cuore. Bella voce ma personalmente non mi dice nulla.
In ballotaggio meritavano di andare Cassandra e Stefano. E fuori Cassandra. Per la stecca. Inaccettabile. L'anno scorso hanno fatto un pippone alla povera Chiara che ha steccato sui Pink Floyd e questa invece...
C'è da dire che Marco Mengoni si mangia tutti i concorrenti anche di quest'anno eh...

14 ottobre 2010

Inception



« Qual è il parassita più resistente? Un'idea. Una singola idea della mente umana può costruire città. Un'idea può trasformare il mondo e riscrivere tutte le regole. Ed è per questo che devo rubarla. » Aggiungo io: un'idea può anche portarti alla follia e distruggerti.
Si tratta dell'ultimo film di Chris Nolan, regista di cui vi ho già parlato parecchie volte, con Leonardo di Caprio, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Marion Cotillard e Cillian Murphy. Sto cercando il modo migliore per raccontarvi questo film senza fuoviarvi e senza rivelarvi troppo. Se avete già avuto a che fare con il cinema di questo regista sapete già cosa aspettarvi. Inception è forse il film più emblematico dell'opera omnia di Nolan. All'inizio lo spettatore viene indotto a credere che si tratti di un film sui sogni. Dom Cobb è un estrattore che ruba segreti dalle menti delle persone, mentre queste stanno dormendo e sognando. Spesso in bilico tra il mondo reale e quello onirico, Cobb porta sempre con sé un piccola trottola di metallo, un oggetto personale (da lui definito "totem") che gli permette di accorgersi se sta sognando o meno. Nei sogni, infatti, la trottola gira all'infinito, mentre nella realtà si ferma e cade. In realtà le cose non stanno propriamente così. Il particolare della trottola non è uno stratagemma del regista per giocare con i suoi spettatori. Il suo è un cinema per adulti pensanti, gente che non ha paura di farsi domande scomode, domande al di fuori della logica di pensiero comune. E alla fine del film, un po' come è stato per The prestige in cui il regista ci ha chiesto: "state osservando attentamente?", qui stavolta la domanda è: a chi è stato fatto l'innesto davvero?
Il film si presta a tremila letture diverse, a seconda del quale può essere definito allo stesso tempo un capolavoro e un film non riuscito. In più punti ho pensato che la sceneggiatura fosse di una levatura tale che non sempre il film riusciva a tenergli dietro davvero. Ma è stato un pensiero che mi ha sfiorato per un'istante.
E' un film che farà parlare di se ancora per molto tempo. E Nolan ormai è entrato di diritto nel novero dei miei registi preferiti. Per i film che ha fatto, non ce n'è uno meno che bello, per il tema che sceglie sempre ogni volta di trattare. Vedetelo al cinema. Ci sono scene che vi entreranno nella pelle, non le dimenticherete facilmente.

7 ottobre 2010

Il castello dei Pirenei



"Il caso, una coincidenza, il destino, la telepatia: difficile spiegare l'incontro fra un uomo e una donna che si rivedono, dopo trent'anni, nello stesso albergo affacciato sul fiordo dove si erano detti addio. Sempre che dare una spiegazione abbia un senso. Solrun e Steinn sono entrambi cinquantenni. Nonostante il passare degli anni e il fatto che oggi siano entrambi sposati e con figli, non hanno mai smesso di pensare l'uno all'altra. Dopo la sorpresa dell'incontro, danno vita a un fitto scambio di e-mail nel quale si raccontano, ripercorrendo l'episodio, inspiegabilmente velato di mistero, che aveva messo la parola fine al loro amore. Per ritrovarsi, come spesso accade, a scrivere due storie diverse della stessa passione condivisa. Chissà però se le due versioni sono davvero così differenti. Nel dialogo a distanza prendono corpo due visioni della vita inconciliabili: lui è un professore di Fisica, ateo e materialista, lei è un'umanista convinta che a governare i nostri destini siano forze superiori." Trama da ibs. Sinceramente parlando ho trovato il libro di una freddezza mortale. Ha fallito in tutti i sensi. Se Gaarder voleva farci partecipi delle sue riflessioni sul mondo, sull'aldilà, sul mistero, se voleva farci porre la domanda se siamo atei oppure crediamo che tutto faccia parte di un disegno divino, non ci è riuscito. Non è riuscito a coinvolgerci. Se voleva raccontare una storia d'amore e come possa essere finito ha fallito doppiamente. Era più riuscito da questo punto di vista il suo "La ragazza delle arance". Assistiamo ad uno scambio di mail tra Solrun e Steinn ma è quanto di più freddo possa esserci. Oltretutto per tutta la durata del libro mi sono chiesta: ma in tempi come questi dove aviene la comunicazione in tempo reale tramite msn messenger, skype e quant'altro, perchè questi lasciano le loro riflessioni alle e-mail? Oltretutto il loro patto era quello di non conservarle. Ho trovato poi desolante il finale e mi ha fatto una pena infinita il marito di Solrun che ha dovuto assistere impotente, innamorato di una donna che, infine, non l'ha mai amato. Più pregna di sentimenti vivi, di un dolore tangibile e palpabile la mail finale che lui scrive a Steinn. Stavolta Jostein Gaarden mi ha deluso su tutta la linea. Libro bocciato. L'unica cosa positiva è avere sott'occhio questa splendida opera del mio amato Magritte...

5 ottobre 2010

E ci risiamo....



L'immagine che vedete li sopra è stata scattata da Massimiliano Fattorini in Via Sestri. Dovete sapere che Sestri è il quartiere successivo a quello dove vivo io. E la situazione ieri nel mio quartiere, nella mia via, non è stata differente da questa. Sinceramente sono un pochino stufa. Stufa di vedere che ogni anno ci ritroviamo sempre puntualmente in questa situazione. Fa male vedere le vie del proprio quartiere, della propria città, ridotte in questo stato per la pioggia ma, soprattutto, per l'incuria e il fatto che i lavori di ripulitura dei fiumi, dei tombini e di altro non viene fatto a dovere quando sarebbe giusto farlo. Ossia in estate. E ci ritroviamo puntualmente in queste condizioni. Sempre. Ogni anno. Ieri ho vissuto momenti di delirio puro per la paura di ritrovarmi la macchina sotto l'acqua perchè il garage dove la tenevo si è allagato. E come il garage si sono allagati magazzini e negozi che sfortunatamente erano in basso e non avevano modo di far defluire l'acqua. Fate un giro su internet, su youtube e guardate le immagini da delirio puro di quello che è successo ieri. Poi tolto il fango, pulite le strade, puliti i negozi che sono stati lambiti dall'acqua, tutto tornerà come prima. Come se non fosse successo nulla. Ad aspettare la prossima pioggia torrenziale e i prossimi danni...

4 ottobre 2010

Tokyo Blues, Norwegian Wood.






Avevo trentasette anni, ed ero seduto a bordo di un Boeing 747. Il gigantesco velivolo aveva cominciato la discesa attraverso densi strati di nubi piovose, e dopo poco sarebbe atterrato all’aeroporto di Amburgo. La fredda pioggia di novembre tingeva di scuro la terra trasformando tutta la scena, con i meccanici negli impermeabili, le bandiere issate sugli anonimi edifici dell’aeroporto e l’insegna pubblicitaria della BMW, in un tetro paesaggio di scuola fiamminga. E’ proprio vero: sono di nuovo in Germania, pensai. Quando l’aereo ebbe completato l’atterraggio, la scritta “vieteto fumare” si spense e dagli altoparlanti cominciò a diffondersi a basso volume una musica di sottofondo. Era Norwegian Wood dei Beatles in un’annacquata versione orchestrale. Come sempre mi bastò riconoscerne la melodia per sentirmi turbato. Anzi, questa volta ne fui agitato e sconvolto come non mi era mai accaduto prima”.


Per Toru quelle note sono semplicemente la chiave d'accesso ai ricordi di quando era universitario, di quando era assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. E' un romanzo quello di Murakami che parla delle grandi questioni della vita: della crescita, di trovare un proprio posto nel mondo, della morte ma anche dell'amore. Questo per me è il secondo autore giapponese in cui mi imbatto. L'altra sapete chi è non ve lo devo dire. E ho trovato differenze tra i due come ci sono tra un uomo e una donna. Tanto eterea delicata la Yoshimoto, quanto più fisico, terreno Murakami. In comune hanno la stessa capacità di parlare di questioni gravi senza moralismi inutili e senza appesantire troppo. Il dilemma di Toru tra la figura di Naoko, ragazza del suo migliore amico morto suicida che finisce in un sanatorio per risolvere i propri problemi, e Midori, ragazza viva e vitale che sembra non farsi molti problemi in genere (è stato lampante per me l'episodio della minigonna, chi ha letto il libro sa cosa intendo) è lo stesso dilemma di tutti noi che ci dividiamo tra passato e presente e non sappiamo cosa sceglirere. Tra le tante cose penso venga ritratto anche due modi completamente diversi di rispondere al dolore e al lutto. Insomma in questo libro c'è tanto materiale di riflessione ed è scritto splendidamente. In alcune parti forse l'ho trovato fin troppo crudo, però va bene così. Se siete appassionati come me di autori giapponesi, dategli una possibilità.
P.S. Grazie Francesco.