11 novembre 2010

serial experiment lain


Dopo il suicidio della giovane Chisa Yomoda, alcune ragazze ricevono delle e-mail dalla ragazza. Il sospetto è che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto, ma una di loro, Lain Iwakura (岩倉玲音, Iwakura Rein?) ne rimane particolarmente incuriosita. Dopo aver chiesto al padre un nuovo NAVI (l'evoluzione del PC - l'acronimo si basa sul concetto di Knowledge Navigator) inizia a navigare nel Wired (una rete di computer simile ad Internet) in cerca di risposte. Da qui in poi una serie di eventi inspiegabili sconvolge la sua vita. Mettiamola così: se avete visto Neon Genesis Evangelion, soprattutto gli ultimi episodi, e avete retto il colpo e vi è pure piaciuto allora questo anime fa per voi. Perchè per buona parte della serie non si capisce nulla. L'idea di star assistendo alle vicendde di una ragazzina molto introversa, incapace di relazionarsi del tutto con le sue compagne di scuola viene stravolto poco dopo. Diventa davvero interessante, almeno per me, verso la fine introducendo anche dei concetti che mi erano sconosciuti in parte e altre idee a cui avevo pensato pure io. Cosa accadrebbe se tutto il mondo fosse connesso come le reti neurali del cervello?
Giudizio? Eh? Non lo so. Non so dirvi nemmeno se mi è piaciuto oppure no.

5 commenti:

pilloledicinema ha detto...

Già anche a me ha fatto quaesta impressione. Una serie ricchissima di rimandi anche molto colti. La presi originale ma usata su ebay a 15 euro più spese di spedizione. Ancora mi lecco i beffi. Prima o poi la dovrei rivedere, perchè da allora mi è capitato spessissimo di ripensare a Lain ed alla sua amica Arisu. Probabilmente è la serie animata più lontana dal mondo dei bambini che mi sia mai capitato di vedere.
Ciao

pilloledicinema ha detto...

Già anche a me ha fatto quaesta impressione. Una serie ricchissima di rimandi anche molto colti. La presi originale ma usata su ebay a 15 euro più spese di spedizione. Ancora mi lecco i beffi. Prima o poi la dovrei rivedere, perchè da allora mi è capitato spessissimo di ripensare a Lain ed alla sua amica Arisu. Probabilmente è la serie animata più lontana dal mondo dei bambini che mi sia mai capitato di vedere.
Ciao

krishel ha detto...

Arisu, Alice in giapponese. Alla fine forse è questo quello che rimane davvero. Arisu è l'unica che non viene connessa, l'unica che rimane con i suoi ricordi, l'unica che tiene Lain attaccato al mondo, che le fa capire che nonostante tutto il corpo è necessario.
Beh oddea... la maggior parte degli anime che vedo io non sono per niente per bambini. Parla agli adolescenti, è diretta agli adolescenti. Perchè si fa esattamente le domande che tutti quanti si fanno a quell'età. Domande che poi il 95% delle persone dimentica una volta diventati adulti.
Grazie di essere passato.

krishel ha detto...

Arisu, Alice in giapponese. Alla fine forse è questo quello che rimane davvero. Arisu è l'unica che non viene connessa, l'unica che rimane con i suoi ricordi, l'unica che tiene Lain attaccato al mondo, che le fa capire che nonostante tutto il corpo è necessario.
Beh oddea... la maggior parte degli anime che vedo io non sono per niente per bambini. Parla agli adolescenti, è diretta agli adolescenti. Perchè si fa esattamente le domande che tutti quanti si fanno a quell'età. Domande che poi il 95% delle persone dimentica una volta diventati adulti.
Grazie di essere passato.

utente anonimo ha detto...

Buona  domenica cara Krishel kiss Cleo