26 gennaio 2011

Gocce di memoria


Grazie a Riueren ho fatto una scoperta che mi sarà molto utile in futuro nella creazione di tube per la grafica. Spero non ti dispiaccia se ho pescato a piene mani dalla tua cartella delle foto per fare questa piccola cosa.
Li riconosci?  Eh si sono proprio foto che hai scattato tu. Il resto, la maschera e i colori ce li ho messi io. Ma credimi è più semplice di quanto credi. Grazie ancora piccola. Anche solo per il fatto che mi hai ascoltato...

Ho anche scelto queste due immagini per ricordare che giorno è oggi. Oggi è il giorno della memoria. Non abbiate paura di parlarne, se avete qualcuno in casa che ha vissuto l'orrore della guerra fatevi raccontare come è stato, in modo che quel racconto farà parte di voi per sempre. E continuate a far passare quel racconto anche a costo di sembrare noiosi. A me rimangono i ricordi di mia madre e non è poca cosa. Può sembrare una piccola goccia, ma la goccia d'acqua è sufficiente per far rivivere un fiore. Ed è la mia illusione che prima o poi, grazie a queste gocce di memoria, l'uomo impari ad amare se stesso e amare lo specchio di se stesso che è l'altro.
Meditate che questo è stato e vigiliamo perchè non accada di nuovo. 

23 gennaio 2011

La fine del mondo e il paese delle meraviglie


In una piccola e spettrale città chiusa dentro mura che la separano dal resto del mondo, vivono abitanti privi dell'ombra e dei sentimenti, tranquilli al riparo di ogni emozione. Tra di loro, un nuovo arrivato ha il compito di leggere "i vecchi sogni" nel teschio degli unicorni, unici animali del luogo, cogliendo frammenti di memorie e di un'altra vita, di un'altra possibile dimensione. In parallelo, in un'asettica disumana e futuribile Tokyo, un uomo sarà coinvolto da uno scienziato tanto geniale quanto sconsiderato in un esperimento a rischio della vita che lo porterà a calarsi nei sottosuoli della città, in lugubri voragini animate da creature mostruose e maligne, metafore delle paure che agitano la coscienza di tutti. Ed è proprio lì, nel buio fondo della mente, che si troverà la chiave dell'enigma, la soluzione del mistero che lega i personaggi dei due mondi, che sono in realtà l'uno il riflesso dell'altro. Sarà possibile lo scambio tra le due dimensioni, il passaggio in entrambi i sensi, o il viaggio sarà senza ritorno? Alla fin fine l'autore sceglie di non rispondere a questa domanda. In fin dei conti  non è davvero importante. Quello che conta, ed è il tema centrale di tutto il libro, è la mente umana compresi i sentimenti. Per Murakami il cuore di un uomo non è meno importante del cervello e senza di esso non saremmo quello che siamo. Consigliato solo se amate quest'autore.

20 gennaio 2011

L'eleganza del riccio


Solitamente sono restia a leggere libri che, in un modo o nell'altro, sono stati un caso letterario ma a volte capita di fare delle belle scoperte. E' il caso di "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery. Il romanzo in realtà è una narrazione a due voci. Da una parte c'è la portinaia Renèe Michel, portinaia da più di vent'anni di un elegante palazzo di Rue de Grenelle. Una donna in incognito: intelligente, appassionata di arte e di tutto ciò che porta bellezza nel mondo si è costruita una facciata da portinaia stupida, ignorante e insignificante. Dall'altra invece abbiamo Paloma una ragazzina figlia di un deputato ricco e di una laureata in lettere. Paloma dice:
«Madame Michel ha l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti».
In una società in cui l'apparire è tutto questi due personaggi scelgono di costruirsi una facciata per avere la libertà di essere. Poi a rimescolare le carte del condominio arriva un giapponese, monsieur Kakuro Ozu, ricco, certo, ma attento alle persone che gli stanno accanto, l'unico a comprendere l'eleganza del riccio. E così, grazie a lui, le due narrazioni si avvicinano e diventano parallele e le due donne scoprono le loro affinità elettive. Due temi ricorrono in tutto il libro: essere vs apparire e la ricerca della bellezza.
Sarà la stessa Paloma a descrivere con precisione in cosa consiste.

«(cut) In fondo la vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. E' come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai.»

Consigliatissimo.

17 gennaio 2011

Here we are again


Di nuovo il conto alla rovescia è iniziato. E' il primo brano del nuovo album degli Elbow che circola e... ho il cuore stritolato in una morsa. E' un brano delicatissimo, di una dolcezza infinita. Persino Garvey stesso sa di aver creato una meraviglia, notate l'espressione che fa alla fine del video. Lui sa. Diamine se il disco è di questa caratura, ci sarà da divertirsi un mondo.
Edito per chi non conosce il gruppo: 
Gruppo inglese di pop-rock malinconico e raffinato nato in tempi non sospetti (1990) quando il fenomeno Coldplay era ancora lontano dall'ascendere alle lusic della ribalta. Esordiscono però solo nel 1998 con loro primo EP riscuotendo un buon successo oltremanica... nello stivale rimangono tutt'ora abbastanza ignoti alle masse.
Pensate ad una sorta di R.E.M. in salsa british... l'idea di musica degli Elbow si avvicina abbastanza a quest'immagine azzardata. Il gruppo si autodefinisce “progressive senza gli solo”, un teorema del tutto campato per aria, se non altro per quanto riguarda l'esordio che fu inquadrato come figlio dei Radiohead. In realtà lo stile degli Elbow non è di così facile catalogazione.

DISCOGRAFIA:

* 2001 - Asleep in the Back
* 2003 - Cast of Thousands
* 2005 - Leaders of the Free World
* 2008 - The Seldom Seen Kid
* 2011 - Build a Rocket Boy!


Ho conosciuto gli Elbow per caso. Molte delle persone che raccontavano della loro musica, affermavano che la voce di Guy Garvey fosse molto simile a quella di Peter Gabriel. Molte volte fanno questo paragone per i cantanti e poche volte ci azzeccano ma nel caso di Garvey è stato vero. Conoscendoli meglio ho capito che oltre a questa somiglianza c'era dietro una sensibilità verso la musica molto raffinata che mi ha affascinato. E conoscendo meglio il cantante ho saputo che la musica di Gabriel fa parte di uno dei motivi per cui il gruppo ha iniziato a fare musica. The seldom seen kid è stato il mio album del 2008 e accolgo con gioia immensa la notizia di un nuovo disco loro. Chissà che non ci scappi pure un concerto. Non mi dispiacerebbe per niente.

13 gennaio 2011

Sunshine Award


Mi è stato dato questo premio da LauraGDS e... mi ha commosso. Lei ha detto: mi arriveranno gli insulti. No, non da me. Anzi avevo bisogno di un post come quello che ha scritto. Grazie mille tesora.
Le regole sono queste:


-ringraziare colui il quale ci ha dato tale premio. Checked.


-scrivere un post riguardante il premio. Cheked.


-passarlo a 12 blogger che riteniamo meritevoli ci sto lavorando nella mia mente. Non maleditemi.


-mettere i link dei suddetti blog. Quando sceglierò lo farò.


-avvisare i vincitori. Saranno avvisati.

Uhm vediamo...
Cominciamo con questo blog: 
- Nel sacco con il gatto. Non è per ricambiare il premio. Perchè lei è una persona davvero eccezionale, anche se nega l'evidenza. 
- Placidasignora. Lei è una certezza per me. Una certezza di trovare cose interessanti raccontate con humor, eleganza e dolcezza. Placida, tesora, non c'è bisogno che anche tu partecipi al premio. Però ecco ci tenevo a farti sapere quello che penso.
- Lindadicielo. Anche lei una grande donna, con un cuore grandissimo. Dici che parli di nulla perchè è quello di cui sai qualcosa. In realtà quello che dici non è nulla: è umanità nella sua piena bellezza.
- Lafinedellanotte forse ci siamo un po' perse di vista ma non ho mai smesso di leggere i suoi post, di rimanere senza fiato di fronte alla forza di questa donna.
- Innerland. Non potevo non nominare il blog di una persona unica e splendida come Susi. Ha un'anima bellissima e scintillante. 
- Mamamma Ho seguito le tue vicende in maniera silenziosa. Sei una persona davvero forte, anche se tu pensi il contrario.


- Donne che viaggiano per il mondo. A volte ti arrivano delle richieste di amicizia e non riesci a capire il perchè e il per come. A volte invece, come questa, ti capita di imbatterti in una blogger interessante, spiritosa intelligente e sei contento che il caso te l'abbia fatta scoprire.
- Alianorah. Adoro quello che scrivi. Punto.
- The conference of the birds. Blogger da poco tempo ma con una grande intelligenza e soprattutto una voglia di indagare il mondo che lo circonda.
- Due cuori e una gatta: da anni il mio antidepressivo preferito.
- Archivio virtuale della signorina X anche qui mi piace quello che scrive. Punto.
- Mutazioni del silenzio. Blog di foto... e che foto ragazza mia!

Ce l'ho fatta!

10 gennaio 2011

Black Swan


Nina è una ballerina del New York City Ballet che sogna da tutta la vita il ruolo della protagonista e un amore che la risvegli da un'adolescenza mai finita. Tra una madre frustrata, che la costringe a un allenamento estenuante, e l'esigente coreografo Thomas Leroy, che la mette a dura prova affidandole la controversa parte di Odette ne Il lago dei cigni, la sua personalità rischia di sgretolarsi. Il suo lato oscuro offusca un equilibrio già fragile mentre le ossessioni le corrodono anima, e corpo. Darren Aronofsky sembra fare un passo indietro. Sembra tornare a certi suoi film malati quali Pi Greco ma soprattutto Requiem for a dream. Il film è perfetto nel suo voler descrivere la malattia mentale, l'ossessione, la ricerca spasmodica della perfezione. E' una vera e propria discesa agli inferi quella che Nina fa cercando di ritrovare il proprio lato oscuro. Il regista non ci risparmia nulla: non ci risparmia le scene di unghie rotte, sangue che esce, rumore di ossa contratte. Non ci risparmia l'allenamento continuo e ossessivo, le meschinità delle ballerine e del coreografo. In molte occasioni mi sono trovata di fronte a un film pesante da vedere per le scene proposte. Alla fine della visione il mio primo pensiero è stato che molto probabilmente la delicatezza, la poesia e la visionarietà di The fountain sono stati un unicum all'interno dell'opera omnia di Aronofsky e che forse è il film meno adatto per la me di adesso. Vedetelo solo se siete in un periodo buono e non avete una sensibilità particolarmente suscettibile. Non sono delusa, sapevo bene cosa aspettarmi...

9 gennaio 2011

Castle




"Ci sono due categorie di persone che trascorrono il loro tempo seduti a pianificare omicidi: psicopatici e scrittori di gialli. La mia categoria è quella che paga meglio..." (liberamente tradotta dal discorso iniziale della seconda serie)
Richard Castle, un famoso ed acclamato scrittore di libri gialli, viene inizialmente contattato dal New York City Police Department per aiutare la detective Kate Beckett a risolvere dei casi di omicidi seriali che sembrano copiati da quelli narrati nei suoi libri. In seguito all'esito positivo di questa esperienza, Castle riesce ad ottenere – grazie ai suoi legami di amicizia in alto loco – il permesso di poter affiancare Beckett in pianta stabile come consulente della polizia, e di seguire i suoi casi, rendendosi spesso decisivo per la soluzione. Allo stesso tempo, decide di creare la nuova protagonista dei suoi romanzi, Nikki Heat, prendendo a modello proprio la detective Beckett. Motivi per vederlo? Molteplici. Nel telefilm nulla è come sembra. Il detective Kate Beckett sembra una donna rigida, poco incline allo scherzo, seria e determinata nel suo lavoro. In realtà pian piano si scopre che il dolore per la perdita di sua madre, una morte dai contorni nebulosi, sarà il motivo del suo cambiamento di vita, il motivo per cui è diventata un membro della polizia. E' una donna complessa, sensibile, romantica a modo suo. Deve interagire con Castle che a prima vista sembra un bambinone viziato. E più lo conosce e più capisce che in realtà è un padre geloso e amorevole, un uomo con una certa sensibilità e amore per l'animo umano. Scopre che i suoi romanzi non sono solo il frutto della fantasia dell'uomo ma c'è anche una lunga e laboriosa ricerca dietro. Richard Castle si rivela in pieno con tutti i suoi difetti - e ne ha moltissimi - ma anche con i suoi pregi. Di contorno ci sono i due colleghi Ryan ed Esposito, colleghi di lunga data che sono diventati una specie di fratelli. Nei momenti di difficoltà lei può contare su di loro, costituiscono con il capo e la patologa Lanie una sorta di seconda famiglia.
Il ritmo della serie è serrato e scoppiettante, ci sono un casino di battute da capogiro. I personaggi sono ideati magnificamente e al punto giusto. Consiglio di vederli in originale con i sottotitoli e non quelli doppiati che stanno andando in onda su Rai2 alla domenica. Perchè ho messo Piano Man di Billy Joel? Semplice: chiude uno degli episodi della seconda stagione del telefilm. Ed è comunque un gran bel pezzo...

8 gennaio 2011

Cosa ha visto?



Come da titolo: secondo voi che cosa ha visto? Ditemelo nei commenti.
P.S. A breve arrivo con Castle, abbiate pazienza.