26 febbraio 2011

Codex


Esecuzione libera del tutorial Kalem di Yaelle.



«No one gets hurt
 You've done nothing wrong.»


Ci sono voci e brani che ti entrano nella pelle e scovano esattamente la tua paura più grande. Ci sono voci e brani che evocano alla mente qualcosa che induce a chiudere gli occhi e semplicemente sentire. Brani che sono pace, sono rimpianto, sono memoria, sono speranza e disillusione. In fondo la musica è fatta in questo modo. E' un codice da decifrare ed esperire, un dialogo ideale tra l'autore e chi l'ascolta. Codex ha quell'incedere elegante che la rende sorella di altri brani sontuosi e emotivamente intensi quali Kid A o Videotape. Sono acquarelli sonori: ritraggono un semplice istante per quanto effimero. E quelle sono parole che sarebbe bello sentirsi dire di tanto in tanto. Non si è fatto male nessuno, non stai facendo nulla di sbagliato.
Questo acquarello avrebbe potuto mostrarmelo chiunque e sarei rimasta ugualmente folgorata. Il fatto che dietro la penna ci sia quell'animo poetico e sensibile di Thom Yorke me lo rende ancora più prezioso. Ma è solo un particolare, niente più...

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