29 marzo 2011

Recensioni minime.

Inauguro un nuovo tipo di post: le recensioni minime. Ossia descriverò in poche parole libri che ho letto ma per cui o non è possibile oppure non vale la pena di scrivere delle recensioni come faccio di solito. Let's go.

Omero gatto nero di Gwen Cooper: In pratica è il racconto della vita di Omero, gattino nero cieco dalla nascita per un'operazione, fatto direttamente dall'autrice. Come tutti i gatti anche questo ha regalato e insegnato molto ai suoi amici umani. Per LauraGDS: temo che tu diresti che c'è un po' troppa vita umana in questo libro. E c'è un episodio del libro che ha fatto parecchio discutere ma, credetemi, nei suoi panni avrei agito esattamente come lei.

L'inferno comincia nel giardino di Jonathan Lethem
: si tratta di una raccolta di racconti dei più vari. L'unico che mi è piaciuto di questi è stato quello ambientato nel mondo del basket. Mi sembrava di essere assieme ai giocatori. Per il resto è assolutamente da cestinare.

E' nata una star? di Nick Hornby: Cosa fareste se scopriste che vostro figlio o vostra figlia fa la pornostar? E' quello che accade alla protagonista del divertentissimo libro di Hornby che in maniera molto arguta non solo ci racconta le reazioni, i dubbi e la vergogna della scoperta ma anche l'inaspettata morale finale, la scoperta che ci si può anche trovare qualcosa di positivo in fondo. Se avete voglia di staccare giusto per un'oretta senza impegnarvi molto nella lettura, farvi due risate sane, questo libro fa per voi.

Opera al nero di Marguerite Yourcenar
: Questo libro è la riprova che non sempre il libro preferito di una persona, anche se è una persona che conosci da una vita, può piacerti e diventare il tuo libro preferito. Si tratta della storia di un personaggio immaginario, Zenone, medico, alchimista, filosofo, dalla nascita illegittima a Bruges nei primi anni del Cinquecento fino alla catastrofe che ne conclude l'esistenza. L'ho letto anche in seguito a tutte le meravigliose recensioni che ho trovato in giro. Però mi ha sinceramente annoiato. Non sono riuscita a immedesimarmi nel personaggio principale e non ho nemmeno trovato interessanti le questioni "alte" esposte nel libro.

La biblioteca dei miei sogni di Julie Highmore
: Lo ammetto mi sono lasciata attirare dal titolo del libro che è la cosa più ingannevole che ci possa essere. In teoria il libro dovrebbe parlare di un circolo letterario istituito dalla biblioteca del posto e della vita delle persone che compongono questo circolo. Mi aspettavo un appassionato racconto centrato sui libri, sull'amore per la lettura e sulla visione che diverse persone hanno dello stesso libro in questione. In realtà di libri si parla pochissimo, quasi nulla, e diventa il pretesto per raccontare storielle sui personaggi. Se non fosse che sono completamente vuoti, in maniera tristemente desolante tanto che non riesci nemmeno a immedesimarti in uno di loro che sia uno. In pratica un'occasione sprecata.

20 marzo 2011

Hereafter



In una intervista a proposito di questo film, il regista Clint Eastwood ha affermato: questo è un film per scettici. Il film racconta le storie parallele di tre persone, che in modi differenti hanno avuto a che fare con la morte. George Lonegan, interpretato da Matt Damon, è un operaio di San Francisco che può comunicare con i morti: i suoi servizi di sensitivo sono molto richiesti dalle persone che hanno subìto un lutto, ma vengono da lui vissuti come una condanna, perché gli impediscono di vivere una propria vita. Marie è una giornalista di Parigi sopravvissuta allo tsunami del 2004, durante il quale è passata attraverso uno stato di pre-morte: questa esperienza le fa riconsiderare tutta la sua vita, le sue convinzioni, il suo lavoro, i suoi affetti, fino alla decisione di scrivere un libro per rompere il muro di silenzio che circonda l'argomento della morte e dell'aldilà. Marcus è un bambino di Londra che, dopo la morte del gemello in un incidente stradale, si trova solo, separato dalla madre con problemi di dipendenze e senza poter contare sulla presenza rassicurante del fratello, al quale si appoggiava in tutto. E il film non fa altro che mostrare la vita di queste tre persone in maniera asciutta senza facili moralismi, senza dare risposte certe. In fondo quando si parla di argomenti come la morte e la vita dopo la morte non c'è niente di sicuro, tutto rientra nel campo della sensibilità personale. Ho apprezzato il realismo delle immagini iniziali dello tsunami, il realismo del bambino che passa da ciarlatano a ciarlatano, lo scetticismo contro cui Marie deve combattere, le domande sulle esperienze di pre-morte. L'unica cosa che alla fine vince nel film è che l'unica certezza che abbiamo è la nostra esistenza qui e ora. Consigliato.

14 marzo 2011

Still praying...



Immagino sappiate tutti cosa è successo, non devo venirvelo a dire. Solitamente in casi come questi taccio per non unirmi a tutti gli sciacalli che prontamente si attivano e lucrano su queste notizie. Voi conoscete il mio amore per il Giappone e e questa è una ferita pesante per il mio cuore. Ho varie considerazioni da fare e tutte personalissime. Noi esseri umani viviamo su un mondo che pensiamo possa essere sempre lo stesso, ogni giorno. Pensiamo di poter prevedere alcuni eventi. Il fatto che un paese così tecnologicamente avanzato soprattutto per quanto riguarda la prevenzione contro  terremoti sia adesso in ginocchio la dice lunga. Molto lunga. Mi ha ferito sentire il pianto di una bimba di fronte all'acqua che spazza via un'intera città - non abbiamo vissuto incubi simili ma noi genovesi da questo punto di vista siamo particolarmente sensibili - mi ha ferito vedere le immagini di madre e figlia per strada che improvvisamente si bloccano e si appallottolano per terra sperando semplicemente di sopravvivere. La compostezza del dolore non urlato, non ostentato, ma sicuramente presente. Ho preferito mettere questa immagine quassù che non le mille mila che circolano e che mostrano quanto è successo. Quelle le potete vedere ogni giorno, non avete bisogno di me.  Per quanto ancora l'uomo si crederà superiore a Madre Natura? E per quanto ancora la Madre sopporterà? E ancora non è finita. La terra sta tremando ancora...

Edit del 16 marzo: In questo post di Recchioni, Il grande Giappone, ho visto parte dei miei pensieri e delle mie preoccupazioni di questi giorni. Ma non solo miei. Pensieri di tutti noi generazione 70 che sono cresciuti a pane e cartoni giapponesi. Inoltre sono stata in pensiero per i parenti e gli amici della ragazza di un mio amico, ragazza giapponese in studio qui in Italia.  Visto che con questo edit sto facendo una sorta di outing: sono ancora terribilmente preoccupata per le sorti sia di Banana Yoshimoto - Murakami so che abita a New York quindi speriamo sia salvo e ho saputo da poco che Miyazaki è vivo e sta bene - sia per la piccola Tama, la gattina capostazione di cui ho parlato diversi post fa. Se qualcuno passa di qui e ha notizie me lo faccia sapere nei commenti. Grazie.

8 marzo 2011

templateDisclaimer: post modificato.

Grazie!

Mi presento a tutti: sono Laura GDS e temporaneamente avrò la possibilità di postare sul blog di Krishel a causa della dipartita del suo PC.
In pratica faccio la parte del guardiano del faro.
E visto che la lampadina si è rotta e la responsabile sta provvedendo a cambiarla, promuovo ben in vista quello che ho scritto ieri nei commenti.


Una colletta!



Che sia per un pc nuovo o per la riparazione, non ha importanza, ma leggendo il suo blog sappiamo come se la sta passando.

Krishel ci mette la postepay: numero in pubblico trovate le prime 12 cifre nel primo commento a questo post, nome, cognome  e le ultime 4 cifre via messaggio privato mio. Poi noi amici ( e qui si vedono gli amici nel momento del bisogno!) ci versiamo su quello che ci pare ( con un decoroso minimo di 10 euro, direi)  euro di commissione escluso.

Io non vi conosco e voi non conoscete me e visti i tempi che corrono avreste ragione a pensar male.

Perciò il numero della Poste pay lo metterà on line Krishel, mentre io al bisogno fornirò nome e cognome, per chi non li conoscesse di già.

Amici di Krishel, che ne dite?

Per favore le adesioni mettetele tra i commenti,

grazie a tutti,

Laura GDS

7 marzo 2011

After dark


Qualcuno esulterà, farà gridi di gioia per il fatto che mi è partito il pc. Va beh pazienza, io mi arrangio come ho fatto precedentemente. Capita però che in qualche modo devo ingannare l'attesa e passarmi il tempo in altro modo e quale migliore modo per me della lettura? Così nel giro di pochi giorni mi sono fatta fuori tipo quattro libri. Avevo pure creato un'immagine ma... lasciamo perdere. Vi parlerò dell'unico che forse mi ha lasciato dentro qualcosa di indefinibile ossia After Dark di Murakami. Sin dalle prime righe si annuncia come un libro molto strano. Prendete una ragazzina in giro di notte per locali, una ragazzina che ha sempre vissuto all'ombra di una sorella delicata ma bellissima finchè quest'ultima ha deciso di mettersi a dormire per non svegliarsi. Dicevo mettete insieme una ragazzina, un suonatore di musica jazz - che presto però dovrà dire addio alla musica -, un programmatore informatico dalla doppia vita, una donna gestore di un love hotel, alberghi a ore dove le coppie vanno per stare insieme anche solo per poco... il tutto scandito dall'orologio che segna le ore che passano. In realtà ancora una volta le vicende narrate, tra la vita reale e onirica, per Murakami sono il pretesto per raccontarci dell'umanità e del loro essere diversi ma fondamentalmente simili nei propri sentimenti. Sto quasi cominciando a intuire le costanti nelle sue narrazioni, degli elementi comuni in tutte le storie che racconta. Immagino che sia così un po' per tutti gli scrittori. In un certo senso mi ha ricordato Doppio Sogno di Arthur Schnitzler
P.S. Ho messo anche le mie zampacce sul nuovo degli Elbow ma questa è un'altra storia e spero di raccontarvela prima o poi.

4 marzo 2011

Tron (1982)

Ho recuperato un tassello del passato. Ho sempre sentito parlare di Tron e di come questo film abbia del miracoloso ma non ho mai avuto occasione di vederlo fino a ieri sera. La storia in se è abbastanza elementare: un ingegnere informatico ha guadagnato la promozione in una casa produttrice di videogiochi rubando le idee a un promettente giovane programmatore che è stato licenziato. Il programmatore deciso a riprendersi le prove del furto finisce in un universo alternativo artificiale. Come vi ho già detto non è la trama ma tutta la realizzazione a essere un vero e proprio miracolo. Siamo negli anni 80 e un certo mondo dell'informatica ha appena emesso i primi vagiti. C'è un motivo per cui ho ripesdcato questa reliquia dai cassetti del passato e il motivo è che di recente è uscito Tron Legacy, il seguito, che vedrò sicuramente. Anche se temo che non avrà lo stesso impatto che ha avuto questo film. Durante il corso della visione ci sono state cose che mi hanno fatto un po' storcere il naso. I personaggi sembrano delle macchiette tanto che ad un certo punto non capisci la differenza tra le persone reali e le loro controparti virtuali. Seconda cosa: è la classica paura che la macchina, sviluppando una coscienza propria, possa rivolgersi contro l'essere umano. E' una costante di tutti i film di un certo tipo, Tron non fa certo eccezione. Però non è detto che se mai si svilupperà una coscienza artificiale - e secondo me non manca molto - le cose andranno sicuramente male per noi. Il film mi ha anche ricordato di quando ero appena arrivata qui a Genova. Oltre alle luci di Natale che mi hanno stupito, mi ricordo che dovevano fare una specie di proiezione con il laser. E nel 1982 equivaleva a vedere un pezzo di fantascienza. Non voglio fare la solita vecchietta che dice ai miei tempi ma a volte ho la sensazione che questo si sia perso per strada. So che non è solo una mia sensazione. 

«Mio padre ha visto il primo uomo andare sulla luna. E ora che è già il futuro più nessuno se ne cura.» Neffa, Il mondo nuovo.