20 ottobre 2011

And I will do what I can do...



Ci ho messo un po' per scrivere di questo disco perchè volevo trovare le parole giuste. Il problema è che non esistono. Esiste solo un'intensa emozione che si sprigiona ogni volta che sento questa voce. E i ricordi. Ricordi di un concerto che ho vissuto, ricordi di uno splendido regalo di compleanno che questo artista mi ha fatto un anno fa. Quindi prendo in prestito le parole di questa canzone e vi dico: "Farò quello che posso fare".  Peter Gabriel è tornato nel mercato musicale con una nuova opera chiamata New Blood che è il naturale proseguimento del precedente Scratch my back. Stavolta a essere riarrangiate e rivoltate come calzini sono le sue canzoni. Una scelta mirata tra i piccoli gioielli disseminati lungo la sua carriera solista. Ed è come trovarsi sulle montagne russe: ci sono brani dalle tinte forti aggressive o inquietanti come Intruder e The rhythm of the heat, Wallflower con la sua infinita dolcezza, San Jacinto perfetta nel suo essere evocativa, Downside Up spiazzante e sorprendente per il suo brusco finale, Darkness e Digging in the dirt dal piglio luciferino. Anche questa volta il lavoro svolto è monumentale e questi arrangiamenti ti danno la possibilità di ammirare, ancora una volta, la caratura, il livello di scrittura di quest'artista. Una menzione speciale per Darkness: era una vita che non sentivo un Gabriel con la voce così bassa e così inquietante. Il mio lato oscuro ha apprezzato molto e ha ringraziato.  Non ci sono parole giuste per rendervi l'idea della bellezza in gioco in questo disco. Se avete disperatamente bisogno di bellezza in musica e non solo... qui la trovate sicuramente.

And I will say to you, I will do what I can do...

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