30 dicembre 2012

E luce fu...

Recensire un disco di Brian Eno è un'impresa difficile. Un po' perchè è difficile riassumere in poche parole la sua sterminata e variegata carriera di sperimentatore di suoni e di atmosfere, un po' perchè si tratta di opere impalpabili, quasi sfuggenti ad ogni possibile descrizione. Lux non fa eccezione. Si tratta di un disco diviso in quattro tracce dall'atmosfera rarrefatta, impalpabile. Lux è stato creato come sonorizzazione dell’installazione “Music for the Great Gallery of the Palace of Venaria” a Torino. Si tratta di un disco in cui suoni e silenzio hanno la loro importanza. Tutto sapientemente centrato su una costruzione di note e silenzio, atmosfere create con il sintetizzatore intervallate da leggeri tocchi, colori dati dalla strumentazione canonica. Si tratta di un'esperienza sonora davvero intensa, fatta per l'anima ricettiva e sensibile a questo tipo di operazione, un'opera dal piglio decisamente molto introspettivo. Per persone musicalmente molto aperte.

28 dicembre 2012

Piramida

A volte Dea Musica è capace di farmi dei regali inaspettati, come questo. Il nome del gruppo formatosi a Copenaghen grazie ai quattro membri originari Casper Clausen, Mads Brauer, Thomas Husmer e Rasmus Stolberg, viene dal danese "efterklang" che vuol dire "rimembranza", "riverbero". La formazione originale include anche Rune Mølgaard il quale, sebbene abbia assunto un ruolo marginale dal 2007, continua a collaborare con loro nella scrittura di alcuni brani. Ho conosciuto questo gruppo nel 2010 con Magic Chairs, un disco dalle tinte molto colorate, pieno di ritmo, un disco decisamente più allegro considerato lo standard dei miei ascolti soliti. Cosa mi ha catturato di quel disco? Forse la freschezza e la bellezza di quei ritmi che al mio orecchio suonavano come un vento fresco e piacevole in una giornata afosa. Piramida è totalmente diverso. La prima cosa che mi ha meravigliato di questo disco è che sembra che il gruppo abbia rallentato il ritmo, che abbia preferito un piglio più intimo, più raccolto, meno solare della precedente opera. La seconda è la qualità dei suoni di un livello sopraffino e il merito va sicuramente al viaggio che il gruppo ha fatto a Piramida, appunto, un ex insediamento russo situato in un'isola dell'arcipelago di Svalbard (tra la Norvegia e il Polo Nord) visitato dalla band lo scorso anno dove gli Efterklang hanno registrato buona parte del disco. Ne esce fuori un'esperienza da ascoltare con il cuore, con l'anima candida. Un viaggio in mezzo alla neve in cui si riscopre la bellezza e il candore da un tempo dimenticato. Un sogno, una visione a orecchie aperte, la dolcezza infinita questo e ancora altro è Piramida. E' un disco straordinario che mi ha commosso come raramente mi capita in musica. Il mio unico rammarico è di averlo scoperto solo ora.

P.S. Ovviamente io sono un recensore della domenica e non sono riuscita a far capire di cosa di tratta quindi, per darvi una mano a farvi un'idea di cosa si sta parlando, vi do un paio di dritte: una recensione fatta come si deve: Efterklang Piramida da Lost Highways e un paio di brani che per me sono dei veri gioiellini: Sedna e The Living Layer. Ascoltateli, non ve ne pentirete.

27 dicembre 2012

Addio mixpod

E dopo anni di onorata carriera chiude i battenti mixpod. Vedete questo sito era una manna per chi, come me, era solito personalizzare i post con un brano musicale. Lo farò molto meno e spero che prima o poi riapra i battenti anche se non ci giurerei. Nel frattempo no trovato qualche discreta sostituzione del sito, anche se non ha l'eleganza e la versatilità che aveva mixpod. Non è un problema insormontabile. Quando ho iniziato a scrivere il blog sei anni fa, un sito come mixpod era fantascienza. Dovevi avere un sito tuo per caricare la musica. Adesso per lo meno ci sono dei siti host e qualcosa riesci comunque a fare. Inoltre posso anche contare sui video youtube, cosa non da poco tutto sommato. Se però qualcuno di voi passasse di qui e conoscesse un'alternativa a mixpod altrettanto elegante, me lo faccia sapere che sarei molto interessata.

26 dicembre 2012

Interessanti errori

E' curioso come, per errore, io sia riuscita a mettere le mani su due opere decisamente interessanti. La prima delle due è I segreti dei Cinque cicloni. Cercavo Kung fu panda 2 e mi è arrivato questo pregevole corto in cui Po ha il compito di insegnare i rudimenti del Kung fu a dei scatenatissimi coniglietti. Sebbene con qualche difficoltà, Po non riesce subito nell'impresa: potrà essere forte contro i cattivi, ma dare lezione è completamente fuori luogo. Non sapendo cosa fare, decide di insegnare ai coniglietti la cosa più vicina al suo cuore: la conoscenza delle tradizioni Kung Fu. Così, racconta agli studenti, la storia dei "cinque cicloni" (Scimmia, Mantide, Tigre, Gru e Vipera) e del cammino da loro percorso per diventare i professionisti di ora. I cinque racconti sono una meraviglia pura comprensibile, però, solo al pubblico adulto. C'è un'infinita saggezza e una lezione profondissima in quei racconti. Consigliatissimo, si vede in una mezz'oretta ma vi lascia dentro un grande sorriso.
Il secondo invece si tratta de Il vento dell'amnesia. Un'opera che io scaricato perchè, nell'indicazione del file, c'era il nome di Miyazaki. In realtà ho scoperto che non ha niente a che vedere con questo maestro dell'animazione giapponese. La storia è ambientata in un futuro prossimo, dove la tecnologia ha fatto enormi progressi e i mali che hanno da sempre afflitto il mondo sembrano ormai superati. Improvvisamente però sulla Terra comincia a soffiare uno strano vento, che ha l'effetto di cancellare ogni ricordo da tutti gli esseri umani, facendoli regredire allo stato primitivo. Gli uomini sono circondati da macchine meravigliose che però non sono più in grado di far funzionare e non sono neppure in grado di comunicare tra loro perché hanno dimenticato anche il linguaggio. Mi ero accorta subito che non era di Miyazaki dai disegni. Erano troppo simili a quelli di Ken il guerriero e anche la tematica era diversissima da quelli soliti ma è stato piacevole da vedere.

25 dicembre 2012

L'illusionista


Avevo promesso che per Natale avrei dedicato del tempo al mio lato bambino. Quel lato che nonostante tutto rimane incantato da certe cose, e riesce ancora a provare meraviglia. Complice una conversazione su skype e la scoperta, per caso ma forse non per caso, di un piccolo gioiello di animazione francese. L'illusionista è uscito in Francia nel 2010 e, in Italia pochi mesi dopo. La storia, che inizia nella Francia del '59, illustra la dura carriera artistica di un anziano illusionista francese che non riesce mai a raggiungere il successo. I suoi spettacoli non sono in grado di meravigliare il pubblico delle grandi metropoli, sempre più esigente. L'unico vero riconoscimento gli viene da un pubblico di sempliciotti di uno sperduto paese delle Highland scozzesi, ove i numeri di magia dell'uomo catturano l'animo di una ragazza che, credendolo un vero mago, decide di seguirlo sino a Edimburgo. Qui, l'uomo cercherà in tutti i modi di continuare a farla credere nella sua magia, trovandosi però davanti a situazioni imbarazzanti e a grossi sacrifici. Intanto, la ragazza cresce e, intorno a loro, il mondo sta mutando. Il potere all'immaginazione, dove la parola è quasi assente e quando è presente è indice, da la cifra del posto in cui i personaggi si trovano. I disegni sono magnifici, la narrazione silenziosa e poetica che tocca il cuore. E' un tocco lieve, non eclatante, non chiassoso, c'è una dolente meraviglia che permea tutta l'opera. E il finale... non ho potuto fare a meno di pensare a "Vecchio Frac" di Modugno. E' davvero strano a volte il percorso con cui le cose si accavallano nella mia testa. Consigliato agli animi sensibili. Vi piacerà molto.

14 dicembre 2012

Only you...


In questo momento a Vancouver si sta girando l'ultimo episodio di Fringe. Dovessi spiegare a qualcuno quanto mi ha regalato questa serie... non credo che troverei le parole adatte. Quando ho iniziato a vederlo ho avuto subito la sensazione che si trattasse qualcosa di valido. Ho avuto la stessa sensazione che ho provato quando ho visto il primo episodio di X-files. Ed era una sensazione che non provavo da troppo tempo.
Sono andata avanti a guardare questa serie, mi sono innamorata dei personaggi. Da prima Walter Bishop, poi è arrivata Olivia Dunham e infine Peter Bishop, il più grande mistero della serie. Per la prima volta nella mia vita ho fatto parte di un fandom, per la prima volta ho scritto delle fanfiction dedicate, per la prima volta ho fatto una diretta sorprendendo me stessa per l'abilità con cui riesco a capire il 90% di quello che dicono. Per la prima volta sono riuscita a spezzare la mia naturale timidezza e mi sono messa a interagire con gente di tutto il mondo. E potrei continuare all'infinito.
Fringe è una storia sull'amore abbastanza forte da distruggere i mondi e forte abbastanza per curarli. E durante il cammino è diventato anche una storia su come l'amore sia abbastanza forte per cambiarlo.
In molti modi, Fringe è stata una esperienza senza pari. Ci ha regalato una storia incredibile, uno spettacolo meraviglioso, e bellezza nel crearle in ogni frammento. Ha sfidato la nostra immaginazione, ci ha invitato a sfidare lo status quo che voleva affossarlo. Le migliaia di fan che hanno combattuto per Fringe sono una potente dimostrazione del potere dell'unione e della speranza. Ci ispirerete per sempre, e vi auguriamo le cose migliori per tutto quello che concerne il futuro. Da tutti noi a tutti voi, Grazie.
 Queste sono le parole di chi ci ha lavorato. Siamo noi che dobbiamo ringraziare per questa splendida avventura.
Chiudo il post con le parole di uno di noi, uno che ha vissuto l'avventura esattamente come me
Fringe will one day be off the air, but it will still be alive in all of us. It will never be truly gone because the love we have for the series is “invulnerable to space and time.” The fandom is the bullet. The fandom saved the show and will continue to save the show by keeping its legacy alive. 
Fringe un giorno non sarà più in onda, ma continuerà a vivere in tutti noi. Non se ne andrà mai davvero perchè l'amore che abbiamo per questa serie è "invulnerabile agli strali del tempo e dello spazio". Noi fan siamo la pallottola. Noi fan abbiamo salvato lo show e continueremo a farlo mantenendo vivo il legame.
Grazie mille a John Noble, Anna Torv, Joshua Jackson, Jasika Nicole, Michael Cerveris, Kirk Acevedo, Seth Gabel, Mark Valley, Lance Reddick, Leonard Nimoy, Blair Brown, Joel Wyman, Jeff Pikner, Roberto Orci, Alex Kurtzman, J.J. Abrams, Chris Tilton, Michael Giacchino, Chad Seiter.Grazie di cuore per questa bella avventura.

3 dicembre 2012

Pensieri invernali

Si ringrazia IgorLaptev per la splendida immagine

Avevo detto che non parlavo di me, ed è vero non l'ho fatto per molto tempo ma direi che forse in questo caso ne ho bisogno. Stavo per scrivere un commento a questo post di Alianorah:
C’è qualcosa di nuovo nell’aria? e poi mi sono resa conto che forse avrei fatto prima a farci un post.
La prendo alla larga. Il primo Natale che ho vissuto a Genova per me è stato come vivere una favola. Non ero preparata al dispiego di luci e di colori in cui mi sarei imbattuta. Si parla del lontano 1982 ormai e, credetemi, non ho più provato quell'incanto da parecchio tempo ormai. Dico che dentro di me sento questa festa come se fossi il Grinch e non scherzo. Non mi arriva. Proprio non riesco a farmela arrivare. Non so cosa sia successo nel frattempo: forse sono cresciuta, forse sono diventata una cinica amara disillusa o forse davvero qualcosa si è spezzato in quel lontano Natale del 2004. No chi voglio prendere in giro: era già da molto prima che non sentivo quella festa. Per me il 25 dicembre è un giorno come altri. L'unica cosa che lo rende differente è il fatto che devo preoccuparmi in anticipo di cosa fare da mangiare altrimenti rischio di non trovare quello che mi serve. E non è che io faccia chissà che luculliani cenoni, visto che siamo sempre in due e mezzo. Non mi arrivano le luci, sempre meno festose e colorate dei negozi, non mi arrivano le decorazioni, non mi arriva nemmeno le luci dell'albero che puntualmente viene fatto a casa mia, per tradizione. E' un bell'albero, oggettivamente. E' come se ormai da troppo tempo io abbia messo una pietra sopra a questa cosiddetta festa. Non so neanche perchè sto scrivendo sto post. Forse alla fine non è stata nemmeno una buona idea scriverlo. Ecco è iniziato dicembre, uno dei mesi dell'anno che sopporto di meno. Fate conto che non abbia detto nulla e andate avanti.

21 ottobre 2012

Deep Sea...


Si ringrazia Aussie-gal per la splendida immagine

My Music Media Box

Indo Music Code Generator by musik-live.net Deep Sea Bat for Lashes
Sono giorni che mi sto ascoltando questo disco e non trovo le parole per raccontarlo. Avrei voluto fare una dedica a un amico ma youtube non me lo lascia fare. Questo è l'unico modo per riuscirci. La voce che sentite in sottofondo è quella della piccola Natasha Khan al secolo voce e anima pulsante dietro il nome di Bat for Lashes. Non starò a raccontarvi per filo e per segno tutto quello che c'è da dire su The haunted man, la sua nuova opera. Vorrei tanto che voi lo scopriste da solo, che mi immergesse nel coloratissimo e infinito caleidoscopio sonoro che c'è dietro quest'opera. Ci sono mille colori, mille sfufmature dietro ogni brano. Io ho scelto Deep Sea Diver perchè è legato all'acqua e perchè è uno dei brani che amo di più del disco ma il resto vale il viaggio. E solitamente io non sono molto indulgente con le voci femminili. Ma qui, qui con Natasha, ho ritrovato qualcosa che non sentivo davvero da molto tempo. Fatevi un favore, andate a scoprirla, non ve ne pentirete.

16 ottobre 2012

Waving from windows



La viaggiatrice silente per un breve istante si è lasciata ospitare in una dimora che non conosce. La gente che vi abita è maestra nell'arte di far sentire a proprio agio i viandanti che passano di lì e hanno bisogno di un posto dove fermare il cammino. Se le avessero chiesto da quanto tempo lei stesse viaggiando, non avrebbe saputo cosa rispondere. Sembrava che stesse viaggiando da una intera vita. Aveva trovato quella dimora mentre cercava riparo da una tempesta di neve. Solitamente lei amava la neve, amava vedere come le città sembravano riguadagnare una sorta di purezza come non era possibile vedere nel resto dell'anno.
Nessuno le aveva chiesto nulla, sembrava che non ci fosse anima viva in quella casa, a parte lei. Aveva trovato il camino accesso, la stanza bella calda e del cibo sul tavolo come se fosse stato appena preparato.
La viaggiatrice silente si era appena rifocillata e stava sorseggiando una tazza di the caldo mentre si era seduta su un pezzo di marmo costruito sotto la grande finestra. Era abbastanza ampio da potersi sedere e una coperta era li. Aspettava solo con qualcuno si sedesse e si avvolgesse con quella coperta. La viaggiatrice silente raccolse l'invito, portò con se la tazza ricolma di liquido fumante e cominciò a godersi lo spettacolo della neve che cadeva copiosa. Ogni tanto passava la mano sul vetro e accennava un debole saluto ma sapeva che nessuno avrebbe ricambiato. Era un'estranea li, nessuno la conosceva. Rivolse una pigra occhiata  alla stanza, il fuoco era ancora acceso e la bevanda stava facendo il suo effetto, regalandole un confortante tepore al suo corpo ma soprattutto alla sua anima stanca.
Gli occhi stavano per richiudersi. Un ultimo cenno di saluto al suo riflesso e all'improvviso, quando meno lei se l'aspettava, il riflesso le ricambiò il saluto.
Una voce lontana, quasi impercettibile sussurrò:

.... Somebody knew you....

9 ottobre 2012

Memorie d'autunno



Si ringrazia LordMaz per il video.

Il 6 ottobre di 40 anni fa i Genesis arrivavano a Genova per un concerto molto speciale al Teatro Alcione. Adesso quel teatro non esiste più, è stato demolito circa un anno fa se non di più. Per ricordare quell'evento l'associazione MusicArTeam ha creato nel Teatro Govi di Genova, una serata dedicata con la partecipazione di Steve Hackett, storico chitarrista della band e Richard McPhail... quest'ultimo è un tipo davvero eccezionale, lo si potrebbe definire il sesto membro dei Genesis. In pratica lui si è vissuto i primi anni della band e ha fatto tutto quello che era in suo potere per farla  conoscere a più gente possibile. E gli aneddoti sono stati divertenti e interessanti. E' stata una serata dedicata alla memoria, ma anche alle emozioni più intense. Non vi nascondo che quando Steve ha attaccato Horizon mi sono commossa. E' stato davvero intenso. La serata è proseguita con l'esibizione dei Real Dream, cover band conosciutissima dei Genesis. Tutto sommato sono state delle ore piacevoli, il cantante pur avendo un timbro di voce diverso da quello di Gabriel riesce perfettamente a calarsi nella parte. I miei complimenti a Alessandro Corvaglia soprattutto per l'esecuzione di Can Utility The Coastliners, brano sicuramente di non facile esecuzione per quanto riguarda la voce e affrontato in maniera superba. Qua e la ci sono stati del problemi nel missaggio audio, cose di normale amministrazione in certi spettacoli ma tutto sommato è stata una splendida serata. Ho rivisto dei vecchia amici, ho sentito buona musica, c'è stato spazio per la memoria e per le emozioni. Chiedere di più sarebbe avidità.

P.S. L'Alcione è stato demolito due anni fa. Ne ho trovato notizia sul forum italiano dei Genesis. Mi ricordavo fosse molto meno. Ormai ho proprio perso il senso del tempo che passa.

18 settembre 2012

Thank you Joel Wyman



Tramite twitter vengo a sapere di una splendida iniziativa fatta da Patrizia Tucci. Si tratta di fare un video in cui tutti noi che siamo appassionati della serie televisiva Fringe ringraziamo Joel Wyman, autore della serie, per quello che ci ha regalato. Ovviamente non me lo sono fatto dire due volte e ho mandato il mio twit. Patrizia ha raccolto tutti i messaggi e il risultato lo vedete nel video che vi ho postato. Joel stesso ha visto il video e la sua risposta è stata questa:


Siamo noi che dobbiamo ringraziarti di cuore Joel per aver contribuito a creare una delle serie televisive più intelligenti, più spacca cervelli, più intrigante, più coinvolgenti che si sia mai vista sul piccolo schermo. E anche quando finirà potrò dire: io c'ero. Thank you so much, Joel.

11 settembre 2012

Dieci diritti dei lettori.


I. il diritto di non leggere;

II. di saltare le pagine;

III. di non finire un libro;

IV. di rileggere;

V. di leggere qualsiasi cosa;

VI. di leggere senza regole;

VII. di leggere ovunque;

VIII. di spizzicare;

IX. di leggere a voce alta;

X. di tacere

Un sacco di volte mi sono presa il diritto di non leggere. Libri che dovevano essere letti, libri che erano sulla bocca di tutti ma sentivo che non erano per me. E ho deciso che non potevo perdere tempo quando c'era davvero tanto ancora che mi aspettavo. Ebbene si, salto le pagine soprattutto se l'autore mi fa lo sgarbo di scrivere un libro con tremila descrizioni che non aggiungono nulla alla trama ma la appesantiscono inutilmente. Mia madre era un tipo che se iniziava un libro doveva per forza finirlo anche se non le piaceva. Ma perché, mi sono chiesta. L'unica cosa che mi manca è la lettura a voce alta. Semplicemente perchè non mi piace la mia voce, soprattutto quando leggo.

28 agosto 2012

Nothing to fear




Anno 2036. Sono passati 10 anni dal grande scioglimento dei ghiacci. Tutte le strade che mi erano familiari ora non esistono più. Sono sommersi dalle acque. Anche la casa dove vivevo da bambino. Tutti i ricordi che avevo, il panorama che riuscivo a vedere dalla mia finestra, l'odore della colazione la mattina presto, il vociare dei bambini miei coetanei, le feste, le canzoni che cantavamo a squarciagola...
Tutto questo oramai è sepolto da una lunga coltre d'acqua.
Siamo riusciti a salvare ben poco. Qualche vinile sparso, eredità dei miei genitori, le fotografie istantanee di eventi che non torneranno mai più, qualche vestito di fortuna. Il resto è rimasto li.
Ogni tanto faccio immersioni e vado a far visita alla mia vecchia casa. So che è pericolo, so che non dovrei farlo ma è più forte di me. Un richiamo d'infanzia a cui non posso resistere.
Ed è li che voglio tornare quando i miei giorni saranno finiti.
Quando accadrà sarà esattamente come me lo ricordavo.

29 giugno 2012

Who am I?


Altra fiction, stesso tema. Ogni volta dico che è l'ultima e ogni volta invece mi ritrovo a scrivere. Ovviamente se non siete in pari con la serie non leggete dopo il salto.

7 giugno 2012

So long, Ray...


C'era come un odore di Tempo, Nell'aria della notte. Tomàs sorrise all'idea, continuando a rimuginarla. Era una strana idea. E che odore aveva il Tempo, poi? Odorava di polvere, di orologi e di gente. E che suono aveva il Tempo? Faceva un rumore di acque correnti nei recessi bui d'una grotta, di voci querule, di terra che risuonava con un tonfo cavo sui coperchi delle casse, e battere di pioggia. E, per arrivare alle estreme conseguenze: che aspetto aveva il Tempo? Era come neve che cade senza rumore in una camera buia, o come un film muto in un'antica sala cinematografica, cento miliardi di facce cadenti come palloncini di capodanno, giù, sempre più giù, nel nulla. Così il tempo odorava, questo era il rumore che faceva, era così che appariva. E quella notte – Tomàs immerse una mano nel vento fuori della vettura – quella notte tu quasi lo potevi toccare, il Tempo.
 Ti conoscevo solo attraverso le pagine dei tuoi libri. Avevi quel tuo modo di raccontare l'essere umano che era unico nel suo genere. Avevi quell'attenzione per i sentimenti, e i piccoli acquarelli emotivi e visivi che sapevi ritrarre con una maestria senza parti. E ora, non ci sei più. Certo continuerai a vivere e a parlarci attraverso quello che hai creato. Sentire la notizia della tua morte, caro Ray, è stata una di quegli eventi che non volevo vivere. Grazie per avermi regalato un mondo proprio quando ne avevo bisogno. Grazie per avermi, per averci regalato così tanta bellezza. Se ne va uno degli scrittori a me più cari: Ray Bradbury.
E non vi fermate al più conosciuto Fahrenheit 451 o alle Cronache Marziane, andate a scoprire quanto quest'uomo fosse grande...

26 maggio 2012

Inside Out


Quando ho scritto la mia prima fan fiction non sapevo assolutamente se ne avrei scritte altre, ma soprattutto non sapevo che sarebbe piaciuto a qualcuno. Di base mi ritengo una pessima narratrice e continuo a pensarmi tale. Di nuovo si tratta di una fiction a tema Fringe e a cavallo tra le terza e la quarta stagione. Se non siete a pari con l'America non leggete dopo il salto.

13 maggio 2012

Il bravo ragazzo


Tim è al suo solito bar quando uno sconosciuto gli mette in mano una busta e se ne va. Dentro, diecimila dollari in contanti e la foto di una bella donna con tanto di indirizzo. Poco dopo, un altro uomo gli si siede accanto e si mette a fissare la busta. Al volo Tim capisce che ha ricevuto per sbaglio la commissione per un omicidio e che quello al suo fianco è il vero killer. Se c'è una cosa che io amo di questo autore è la sua capacità di creare una storia talmente avvincente da cui non riesci a staccarti neanche sotto tortura. Ed è il caso di questo libro. C'è tutta una costante, una storia apparente ed evidente che salta agli occhi e poi una storia più nascosta, una storia che viene raccontata solo alla fine del libro. Perchè Tim non è una persona come tante altre, il suo essere un semplice muratore è una facciata, una corazza che lui stesso si è costruita addosso e che vuol mantenere a tutti i costi. Entrambe sono belle storie di umanità sana e distorta, c'è pure lo spazio per una riflessione sulla società e su come forse, alla fine, non siamo poi così liberi di scegliere.
Se amate le belle storie e amate questo autore ve lo consiglio caldamente.

12 maggio 2012

L'amico ritrovato


Questo è uno dei due libri di cui parlavo ieri. Fondamentalmente si tratta di un libro sull'amicizia. E' la dimostrazione perfetta di come non servono tantissime parole per raccontare una storia. Servono solo quelle giuste. Tale racconto, una breve storia ispirata ai ricordi personali dell’autore, descrive come questi, ebreo tedesco, vede finire la sua amicizia con il compagno di scuola Konradin von Hohenfels a causa della sua adesione al partito nazista. Fuggito negli Stati Uniti per scampare alla Shoah, a distanza di molti anni il protagonista viene a sapere della sua sorte e ne rilegge il passato e le scelte alla luce dell’umana pietà e comprensione. C'è tutto il carico di speranza tipica dei ragazzi, la disillusione degli ideali, il tradimento perpetrato ai danni degli ebrei tedeschi che si sentivano parte di quella Germania che improvvisamente ha deciso di voltar loro le spalle. C'è tutto il dolore e la vergogna e il senso di smarrimento tipico di chi è stato costretto dagli eventi a espatriare. E il finale, che non vi racconto per non rovinarvi il piacere della lettura, è come il silenzio improvviso, come una canzone tagliata a metà e lasciata incompiuta. Ti lascia addosso lo stesso senso di smarrimento e di amaro. Ti lascia con domande a cui è impossibile trovare una risposta sensata. Consigliatissimo.

11 maggio 2012

Recensioni minime



Ritorno a scrivere qui dentro rispolverando le recensioni minime. Ossia recensioni di libri, o dischi o che dir si voglia, che non meritano il post singolo. Anzi forse per questi due non meriterebbero nemmeno il post ma in qualche modo devo pure sfogarmi.
In Solar di McEwan ci viene raccontata la vita di Michael Beard,  uno sciupafemmine dal fascino inspiegabile. Vincitore del Premio Nobel per la fisica grazie a una ricerca giovanile, è ormai un genio sul viale del tramonto. Pigro, cinico, calvo, con quattro naufragi matrimoniali alle spalle, appetiti sessuali incontenibili, un girovita in continua espansione e il sospetto di non avere più niente di originale da offrire alla ricerca scientifica, Beard vive in relativa serenità della gloria del passato, tra scappatelle, conferenze e fumosi incarichi di rappresentanza, almeno fino alla scoperta della relazione clandestina della moglie. Patrice - trentaquattro anni e una vaga somiglianza con Marylin Monroe - lo tradisce sfacciatamente con il muratore di casa, un personaggio rozzo e massiccio che si diletta a malmenarla di tanto in tanto. Non avvezzo al ruolo del cornuto, Beard sprofonda in una spirale di autocommiserazione e desiderio di rivalsa, tra cene a base di vaschette di gelato da un chilo e simulazioni di incontri clandestini per suscitare gelosia nella moglie fedifraga. Nemmeno il prestigio del Premio Nobel sembra essere di conforto: il Centro di ricerca per le energie rinnovabili diretto da Beard pullula di giovani e promettenti ricercatori capelloni, schierati in prima linea per assicurare un futuro al «pianeta» e liberare l'umanità dalla schiavitù dei combustibili fossili. (Trama parziale presa da qui) E mi sono fermata qui con la trama perchè in realtà il tanto decantato confronto tra il giovane genio e il vecchio che ormai ha perso il guizzo è semplicemente un pretesto. Leggendo questo libro mi sono chiesta molte volte quanto davvero l'autore avesse voglia di raccontarci della vita del protagonista oppure lavorasse di mestiere. Bocciato.
Inheritance... ecco... ho avuto la sfortuna di iniziare il cosiddetto ciclo dell'Eredità diverso tempo fa e ho già parlato in passato sia di Eragon, sia  di Eldest. Quindi mi sono accostata a questo libro giusto per vedere come andava a finire la storia, non per un reale interesse. Quel che posso dire è che menomale che sia finita. Troppe cose non hanno funzionato in questa storia: troppe scene di battaglie, troppa esaltazione di un personaggio (direte Eragon e sbagliate mi riferisco a quell'esaltato di Roran, suo cugino), troppi eventi messi li solo perchè si doveva chiudere la storia. E l'evento clou di tutta la saga è trattato in pochissime pagine con una banalità che è a dir poco sconfortante. Bocciato anche questo.
Ci sono due libri invece a cui riserverò un post ciascuno perchè meritano davvero. Ma questa è un'altra storia.

24 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 30



Ho scoperto la voce di questa donna diversi anni fa. Allora cantava in una band dal nome Frou Frou e Breathe in era un video che girava parecchio allora. Mi aveva incantato tutto di quel video: lei in viaggio su un bus ad osservare la gente nella sua umanità varia, la sua voce, il ritmo della canzone, il suo essere la tipica canzone da cantare in modo spensierato. Poi ho perso di vista il gruppo e ho ritrovato lei Imogen Heap e sentendo questo brano ho capito cos'era che mi aveva preso di lei. Il suo modo di fare musica così semplice e raffinato allo stesso tempo. Questa era la mia preferita dell'anno scorso.

23 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 29



Non è proprio una canzone in senso stretto ma di sicuro ha accompagnato la mia infanzia. Questo brano apriva ogni storia sonora. Ogni volta che lo ascolto ripenso alla gioia che provavo perchè ero sicura di trovare qualcosa di prezioso. E come ha accompagnato la mia infanzia, lo ha fatto anche per quella di molti della mia generazione ma non solo. Un mangiadischi geloso, un 45 giri, un libretto che alle mie mani di bimba sembrava enorme e un mondo intero solo da scoprire. Ma tutti quanti iniziavano con:
A mille ce n'è...

22 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 28



Altra categoria scelta da me: un pezzo che ti ricorda un film che hai amato alla follia. Questo è il brano che si sente in apertura del film Fino alla fine del mondo. Ricordo anche come inizia. Claire che si risveglia dopo essersi addormentata nel bel mezzo di una festa. E il viaggio comincia...

21 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 27



Ancora una volta mi invento una categoria perchè quelle basi non lo capisco oppure non fanno per me. Questa canzone, ma più precisamente tutto l'album, è legato a doppia mandata a un ciclo di libri chiamati Le cronache di Thomas Covenant di Stephen R. Donaldson. Genere fantasy ma molto attuale e scritto con penna decisamente originale. Perchè è legata? Semplice: lo ascoltavo mentre lo leggevo. E se conoscete la saga capite quanto Clean dei Depeche Mode sia perfetta per quel personaggio.

20 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 26


Ecco se fossi brava a suonare il piano come Tony Banks in sto pezzo sicuramente mi metterei a suonarlo. L'intro di Firth of Fifth dei Genesis è la cosa più bella che mi sia capitata di sentire in tutta la mia vita. E di cose belle ne ho sentite in più di una ventina d'anni che sento musica. Ma questa è davvero unica. I Genesis con Peter Gabriel erano una cosa unica. Irripetibile.

19 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 25



Per compensare una delle categorie che salto, e non sarà la sola, me ne sono inventata una io di sana pianta. E' il mio blog: decido io su tutto. La categoria è: la prima ossessione musicale della tua vita. Lo so cosa direte. La tua prima ossessione è Rapsodia in Blu di Gershwin? Ebbene si. Che vi devo dire? Non potevo fare a meno di sentirla a ripetizione. Mi piaceva e ancora adesso quando la sento sono brividi intensi dietro la schiena che partono veloci. Una raccomandazione: alzate un pochino il volume perchè è registrato basso.

16 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 22



Ero una nuvola in balia del vento. Amavo giocare e vagare senza meta, senza preoccupazioni alla ricerca di ciò che attirava la mia attenzione. Ero trasportata dal vento e grazie a lui potevo vivere diverse esperienze. La risata gioiosa di un bimbo, l'abbaiare festoso dei cani, l'odore della primavera e dei fiori che sbocciano.  Ero una nuvola e potevo spostarmi nel tempo e nello spazio dove mi portava il desiderio, la mia curiosità. Potevo sentire tutte le voci del mondo oppure  il rumore assordante del silenzio. Il quotidiano spettacolo che mi si offriva era unico e inimmaginabile. Nessuno malediceva le mie lacrime, o nè io dovevo provare vergogna perchè erano nutrimento essenziale delle creature. Ero una nuvola ma la mia curiosità era troppo forte e sono sccesa sulla Terra ma non ho trovato quello che cercavo. Ho trovato il gelo, ho trovato l'odio, ho trovato tanto dolore. Poche tracce dell'incanto che mi sembrava di scorgere dall'alto. Ho nostalgia delle mie sorelle nuvole e della vita per aria. Qui tutto è così pesante. Ero una nuvola ma è stato tanto tempo fa, tanto che quasi ho dimenticato com'era. Ci sono dei momenti in cui la memoria mi riporta a quel periodo. Momenti in cui il mio cuore spicca il volo e si fa nuvola per me. Allora alzo gli occhi al cielo e sorrido. Un saluto silenzioso alle mie antiche sorelle...

Quando sono triste l'unica cosa di cui ho bisogno è la bellezza. Bellezza sotto forma di qualsiasi cosa. E' l'unico rimedio per me.

15 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 21


Questa è il giorno felice messo in musica. Quando tutto è bello, pulito, pieno di speranza. Niente ancora l'ha toccato, nessuna negatività, niente richieste da parte di nessuno. Silenzio del dolore, dell'angoscia, della paura. Solo bellezza, gioia, luce. Quando ho bisogno di tutto questo, o quelle rare volte che ci riesco... lei è li.

14 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 20



Quando sono arrabbiata ci sono solo due alternative: o distruggo e metto a ferro e fuoco tutto quanto oppure... oppure ascolto i Nine Inch Nails. E' incredibile quanto questa band riesca a calmarmi nel profondo quando sono furibonda. Ho scelto March of the pigs perchè è furia pura distillata, ma a dir la verità tutto il disco è furia profondissima furia.

13 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 19



Questo è il mio video preferito di Peter Gabriel, il video che amo di più in assoluto. Peter Gabriel III fa parte di quello che io chiamo il quadrato perfetto ossia i quattro dischi che ogni essere umano che vuole conoscere questo artista deve assolutamente ascoltare. Perchè in questi quattro dischi c'è racchiusa il suo modo di fare arte, semplicemente. Perchè tra i tanti dischi che amo ho scelto proprio questo? E' il 13 febbraio. Oggi è il suo compleanno. Buon compleanno maestro, grazie per la Luce che ci hai regalato finora.

12 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 18


Avrei voluto postarvi la sigla di Planet Rock ma non l'ho trovata da nessuna parte. Quindi ripiego su questo brano che è uno dei miei due preferiti dei Tool. Ecco questa sentita alla radio... mi farebbe parecchio saltare dalla gioia.

11 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 17



Una canzone che dedicheresti a qualcuno... Alla fine di questo brano c'è un saluto. Il saluto più bello che si possa fare alle persone che per un motivo o per l'altro sono sparite dalla nostra vita:
"I will see you in the next life".
Ed è a questi che la dedico. Non so i motivi per cui siete spariti, e non c'è un motivo per cui io sparisco di tanto in tanto. Capita. Di una cosa sono sicura: ci rivedremo nella prossima vita.

10 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 16



Il giorno di oggi recitava: una canzone che amavi e ora odi. Ma io non ho canzoni così, al massimo ne ho alcune che non ascolto se non voglio davvero farmi del male. Father son di Peter Gabriel è una di queste. La storia che c'è dietro è bellissima: Peter racconta in musica e parole un giorno che ha trascorso con suo padre. Quel "Guess I'm still your child"... è difficile per me esprimere a parole la tristezza, la nostalgia e il dolore che mi pervade ogni volta.

9 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 15



Direi che qui la scelta è abbastanza scontata. Se dovessi scegliere una canzone che mi descrive direi che questa è quella più indicata. Da questa canzone è venuto fuori il mio nick darkerstar, nick che ormai non uso più da tempo se non per last.fm e youtube, da qui è venuta fuori la prima frase che avevo in firma su forumfree: "Don't mess with me, my fuse is short". Insomma ogni microsecondo di questa canzone mi descrive.

8 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 14



Dico sempre che non mi piace la musica da discoteca ma ci sono dei brani che si avvicinano molto al genere, pur restando al limite. Questa è una di quelle. Penso che in pochi si aspetterebbero di trovarla nella mia playlist e invece c'è. Dj Shadow è una vecchia conoscenza, non posso dire di amare tutto quello che fa. Ma di tanto in tanto lui produce brani che riescono a incontrare anche il mio gusto...

7 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 13

Si ringrazia anaRasha per la splendida immagine.



Una canzone conosciuta da poco. Martin Grech è un artista che amo e che conosco da un po' di tempo, ve ne ho anche già parlato. Capita che di tanto in tanto sul suo canale soundcloud lui posti dei brani di una bellezza devastante. Live less lived è uno di quei brani che ho conosciuto da pochissimo ed è stato amore a primissimo ascolto. Inoltre è anche il motivo per cui sto scrivendo un racconto che prima o poi vi farò leggere.

5 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 11


Come descrivere la meraviglia di scoprire un brano del genere nel pieno del tuo periodo formativo? Ogni volta che la ascolto è una meraviglia per le orecchie. Quell'intro così impetuoso, così veloce, così bello quasi da fare male. E poi la sua voce, la voce di un giovanissimo Peter Gabriel che però non ha mai smesso con gli anni di farmi arrivare le stesse emozioni ogni volta che lo ascolto. Se proprio dovessi scegliere un brano della mia band preferita beh questa potrebbe essere una buona scelta.

4 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 10



Ho augurato molte volte la buonanotte con questo brano. E' Hengilas di Jonsi, l'usignolo. Si proprio lui. E' un brano notturno all'ennesima potenza. Un brano che esprime con una dolcezza infinita il calare del buio, il cessare dei rumori che caratterizzano il giorno. E' tutto quello che io trovo nella bellezza notturna e anche di più.

3 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 9



Chiudete gli occhi e immaginate uno scricciolo che si sta preparando per andare al lavoro. Ha le cuffie inforcate nelle orecche e il lettore gli rimanda un disco che ha aspettato a lungo per dieci anni. Arriva questo pezzo e mentre si sta lavando i denti accenna qualche movimento con la schiena e il sedere. Ecco questa la mia reazione per Growing Up. Questa canzone ha il ritmo primordiale, il ritmo di base: quello del cuore, quello che sentiamo dentro la pancia della mamma quando ancora dobbiamo nascere. Ed è per questo che ogni volta che la sento mi ritrovo inevitabilmente a ballarla.

2 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 8



It's nice here with a view from the trees
Eating with a spoon they don't gave you knives.
'Spect you watch those trees
Blowing in the breeze
We want to see you lead a normal life.

Direte: è semplice ricordare le parole di questo pezzo. Sbagliato. Come ben sapete Peter Gabriel è il mio artista preferito in assoluto. Le sue canzoni sono dei pezzi del mio DNA musicale. Ricordo e posso cantare tutte le sue canzoni. Perchè ho scelto questa? Capita che è anche la suoneria del mio cellulare, creata appositamente da me ma non solo. Una delle mie passioni oltre la musica sono gli haiku e questo pezzo, con il testo immerso nella musica, sembra un po' ricalcarne la struttura. Un brano evocativo, una delle voci più belle del mondo musicale, un acquarello sonoro e molto altro. Ecco il perchè della scelta. Devo dirvi che il testo l'ho scritto a memoria?

1 febbraio 2012

30 giorni di musica: Day 7



Anno 1996, estate. Iniziava un'avventura che è durata 6 anni. Un'avventura che ancora adesso ricordo con molto piacere anche se è stata dura a volte. In quel momento io cominciavo a lavorare per un negozio di dischi. Mi sembrava di aver realizzato un piccolo sogno: la musica, la mia grande passione, che mi dava anche da mangiare. E' durato quello che è durato, è finita non molto bene purtroppo però i ricordi che ho me li tengo stretti nel cuore. E ogni tanto ci ritorno a quei tempi. E questo pezzo è uno dei tanti che, quando l'ascolto, mi ricordano quel momento. E giusto perchè siamo in vena di ricordi: Splinder non esiste più. Al suo posto ora c'è un triste sito di ricerca che non si capisce bene a chi appartenga e perchè sia li. 6 anni di vita e tutto il resto cancellati con una spugna.E si continua lo stesso.

31 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 6



Questo brano è il primo del disco Le nuvole di De Andrè, un disco che per me ha significato casa, ha significato Genova. Prendete una ragazzina disadattata in un posto che non sentiva suo. Un posto in cui niente le era familiare. Aggiungete una nostalgia devastante al punto che, per rimediare, sarebbe stata capace di farsi un lungo viaggio in aereo da sola. E poi arriva questo disco. De Andrè, la sua voce, il suo cantare in genovese. Ed è stato come ritrovare Genova in un istante.
P.S. Come dice il testo della canzone: Vanno, vengono... e una nuova anima è venuta nel mondo stanotte. E' uno scriciolino di nome Valeria nata ieri notte quasi alle due. Non si sa molto di lei ancora ma una cosa la so per certo: che ha due genitori splendidi. Bienvenida chica.

30 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 5



Scegliere una canzone che mi ricorda qualcuno non è stato semplice. Però c'è un pezzo che posso indicare, un pezzo che preferisco non ascoltare se non voglio ritrovarmi in lacrime. Se io amo la musica come faccio ora, molto lo devo a mio padre. E uno degli artisti preferiti da lui è proprio Louis Armstrong. Questa canzone io ormai non la posso più sentire perchè gli occhi mi diventano lucidi, perchè mi ricorda lui.

29 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 4



Ci sono brani capaci di scuoterti nel profondo. Brani capaci di descrivere la bellezza e la fragilità umana con una forza devastante. Ara batur dei Sigur Ros è questo ed è ancora altro. Avevo a mia disposizione una miriade di brani che mi commuovono per molteplici motivi ma ho scelto questo. Va al cuore di ognuno di noi, è la perfezione vista dall'essere umano. E non è pefetto, per definizione. E' anche il brano che descrive più efficacemente come mi sento dentro quanto sono stanca. E non è una stanchezza del fisico, è più una stanchezza dell'anima, del cuore.

28 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 3



La canzone che mi mette più gioia, anche se ce ne sono tante a dir la verità, ma per questa l'effetto è assicurato non appena la sento. E' No Rain dei Blind Melon. Sarà per il video così bello e sereno, sarà per il cantato.. la sento, la canticchio ed è gioia istantanea.

27 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 2



La mia seconda canzone preferita è sempre di Peter Gabriel ed è Wallflower. Oltretutto la trovo perfetta per questo giorno, il giorno della memoria, perchè è il racconto di prigionia fatto dalla parte di un prigioniero. Gabriel dal vivo la dedica ad altri prigionieri, ad altre guerre. Quando si parla di guerre le dinamiche purtroppo sono sempre le stesse, i prigionieri anche, le vite spese e mandate al macero anche.
Anche questa ho avuto la fortuna di sentirla dal vivo e proprio di fortuna si tratta, visto che praticamente non l'ha mai eseguita se non in un paio di occasioni. Se 25 anni fa me lo avessero detto non ci avrei creduto. E invece...
Alla fine della canzone Peter dice: And I will say to you I will do what I can do.
L'unica cosa che possiamo fare per ricordare le vittime dell'Olocausto è continuare a parlarne, non dimenticare...

26 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 1



Mutuo un gioco simpatico che sta girando su facebook. Ogni giorno scegliamo un pezzo seguendo una certa logica. Giorno uno: il tuo pezzo preferito. Peter Gabriel è il mio artista preferito da 25 anni e San Jacinto è uno dei due pezzi che io amo di più di questo artista. La storia che c'è dietro è meravigliosa ed è anche molto vera. Ve la riporto attraverso le parole di Monica Tessarin, fan di lunga data:
Una sera a Cleveland, dopo un concerto, Peter stava tornando in albergo e incontrò il portiere - un giovane pellerossa - allarmato perché qualcuno gli aveva detto che la sua casa andava a fuoco. Gabriel lo accompagnò in macchina e, una volta scoperto il falso allarme, restò ad ascoltare la storia affascinante e sconvolgente dei riti di iniziazione degli indiani d’America, riti che prevedevano digiuni, serpenti velenosi e misteriosi uomini-medicina. Prove di coraggio e sacrifici per potersi definire "guerrieri", tradizioni oramai rimaste ad uso e consumo dei turisti.
San Jacinto ha sempre avuto un'effetto ipnotico su di me, soprattutto per quanto riguarda il finale. Ho avuto anche la fortuna di sentire come Peter è arrivato a creare il suono che lo caratterizza. E' il suono del vento soffiato dentro un tubo, campionato e reso suono. E ha un'immenso fascino per me. E' come se in quel finale si sentisse il respiro del mondo. Dal vivo poi questa canzone ha un'altra particolarità: Peter canta hold the line e con uno specchietto cattura un raggio di luce e lo proietta al pubblico. E li siamo tutti uniti da quel raggio di luce che parte da lui e li ritorna. We're all one mind, one light.

25 gennaio 2012

Keine Lust

Alcuni cambiamenti qui dentro, alcune cose da risistemare. Splinder sta per chiudere e ho deciso che non controllo più se veramente c'è tutto del blog. Non ne ho più voglia di copiare e incollare post che ormai fanno parte di una me che non esiste più. Se si perderà, pazienza. Scrivevo davvero troppo all'inizio e non ce n'era bisogno. Il secondo è che smetto di scrivere di me stessa. Parlerò solo di musica, di libri - quando ricomincerò a leggerne - di cinema e di tutto quello che il mio sguardo incontrerà e mi andrà di raccontare, pubblicherò di tanto in tanto dei mini racconti se mi andrà. Ne sto scrivendo uno ora, non so dove andrà a parare. La mia mente e le mie dita sono una cosa separata ormai.  Il terzo è che mi decido a chiudere Shadow Land. Alla fine la divisione non esiste più e non ha motivo di essere. Ogni tanto recupererò qualcosa da li, lo trasformerò in un racconto o in qualcosa di nascosto. I vecchi lettori sapranno riconoscere cosa c'è dietro. That's all folks.