31 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 6



Questo brano è il primo del disco Le nuvole di De Andrè, un disco che per me ha significato casa, ha significato Genova. Prendete una ragazzina disadattata in un posto che non sentiva suo. Un posto in cui niente le era familiare. Aggiungete una nostalgia devastante al punto che, per rimediare, sarebbe stata capace di farsi un lungo viaggio in aereo da sola. E poi arriva questo disco. De Andrè, la sua voce, il suo cantare in genovese. Ed è stato come ritrovare Genova in un istante.
P.S. Come dice il testo della canzone: Vanno, vengono... e una nuova anima è venuta nel mondo stanotte. E' uno scriciolino di nome Valeria nata ieri notte quasi alle due. Non si sa molto di lei ancora ma una cosa la so per certo: che ha due genitori splendidi. Bienvenida chica.

30 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 5



Scegliere una canzone che mi ricorda qualcuno non è stato semplice. Però c'è un pezzo che posso indicare, un pezzo che preferisco non ascoltare se non voglio ritrovarmi in lacrime. Se io amo la musica come faccio ora, molto lo devo a mio padre. E uno degli artisti preferiti da lui è proprio Louis Armstrong. Questa canzone io ormai non la posso più sentire perchè gli occhi mi diventano lucidi, perchè mi ricorda lui.

29 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 4



Ci sono brani capaci di scuoterti nel profondo. Brani capaci di descrivere la bellezza e la fragilità umana con una forza devastante. Ara batur dei Sigur Ros è questo ed è ancora altro. Avevo a mia disposizione una miriade di brani che mi commuovono per molteplici motivi ma ho scelto questo. Va al cuore di ognuno di noi, è la perfezione vista dall'essere umano. E non è pefetto, per definizione. E' anche il brano che descrive più efficacemente come mi sento dentro quanto sono stanca. E non è una stanchezza del fisico, è più una stanchezza dell'anima, del cuore.

28 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 3



La canzone che mi mette più gioia, anche se ce ne sono tante a dir la verità, ma per questa l'effetto è assicurato non appena la sento. E' No Rain dei Blind Melon. Sarà per il video così bello e sereno, sarà per il cantato.. la sento, la canticchio ed è gioia istantanea.

27 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 2



La mia seconda canzone preferita è sempre di Peter Gabriel ed è Wallflower. Oltretutto la trovo perfetta per questo giorno, il giorno della memoria, perchè è il racconto di prigionia fatto dalla parte di un prigioniero. Gabriel dal vivo la dedica ad altri prigionieri, ad altre guerre. Quando si parla di guerre le dinamiche purtroppo sono sempre le stesse, i prigionieri anche, le vite spese e mandate al macero anche.
Anche questa ho avuto la fortuna di sentirla dal vivo e proprio di fortuna si tratta, visto che praticamente non l'ha mai eseguita se non in un paio di occasioni. Se 25 anni fa me lo avessero detto non ci avrei creduto. E invece...
Alla fine della canzone Peter dice: And I will say to you I will do what I can do.
L'unica cosa che possiamo fare per ricordare le vittime dell'Olocausto è continuare a parlarne, non dimenticare...

26 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 1



Mutuo un gioco simpatico che sta girando su facebook. Ogni giorno scegliamo un pezzo seguendo una certa logica. Giorno uno: il tuo pezzo preferito. Peter Gabriel è il mio artista preferito da 25 anni e San Jacinto è uno dei due pezzi che io amo di più di questo artista. La storia che c'è dietro è meravigliosa ed è anche molto vera. Ve la riporto attraverso le parole di Monica Tessarin, fan di lunga data:
Una sera a Cleveland, dopo un concerto, Peter stava tornando in albergo e incontrò il portiere - un giovane pellerossa - allarmato perché qualcuno gli aveva detto che la sua casa andava a fuoco. Gabriel lo accompagnò in macchina e, una volta scoperto il falso allarme, restò ad ascoltare la storia affascinante e sconvolgente dei riti di iniziazione degli indiani d’America, riti che prevedevano digiuni, serpenti velenosi e misteriosi uomini-medicina. Prove di coraggio e sacrifici per potersi definire "guerrieri", tradizioni oramai rimaste ad uso e consumo dei turisti.
San Jacinto ha sempre avuto un'effetto ipnotico su di me, soprattutto per quanto riguarda il finale. Ho avuto anche la fortuna di sentire come Peter è arrivato a creare il suono che lo caratterizza. E' il suono del vento soffiato dentro un tubo, campionato e reso suono. E ha un'immenso fascino per me. E' come se in quel finale si sentisse il respiro del mondo. Dal vivo poi questa canzone ha un'altra particolarità: Peter canta hold the line e con uno specchietto cattura un raggio di luce e lo proietta al pubblico. E li siamo tutti uniti da quel raggio di luce che parte da lui e li ritorna. We're all one mind, one light.

25 gennaio 2012

Keine Lust

Alcuni cambiamenti qui dentro, alcune cose da risistemare. Splinder sta per chiudere e ho deciso che non controllo più se veramente c'è tutto del blog. Non ne ho più voglia di copiare e incollare post che ormai fanno parte di una me che non esiste più. Se si perderà, pazienza. Scrivevo davvero troppo all'inizio e non ce n'era bisogno. Il secondo è che smetto di scrivere di me stessa. Parlerò solo di musica, di libri - quando ricomincerò a leggerne - di cinema e di tutto quello che il mio sguardo incontrerà e mi andrà di raccontare, pubblicherò di tanto in tanto dei mini racconti se mi andrà. Ne sto scrivendo uno ora, non so dove andrà a parare. La mia mente e le mie dita sono una cosa separata ormai.  Il terzo è che mi decido a chiudere Shadow Land. Alla fine la divisione non esiste più e non ha motivo di essere. Ogni tanto recupererò qualcosa da li, lo trasformerò in un racconto o in qualcosa di nascosto. I vecchi lettori sapranno riconoscere cosa c'è dietro. That's all folks.