26 gennaio 2012

30 giorni di musica: Day 1



Mutuo un gioco simpatico che sta girando su facebook. Ogni giorno scegliamo un pezzo seguendo una certa logica. Giorno uno: il tuo pezzo preferito. Peter Gabriel è il mio artista preferito da 25 anni e San Jacinto è uno dei due pezzi che io amo di più di questo artista. La storia che c'è dietro è meravigliosa ed è anche molto vera. Ve la riporto attraverso le parole di Monica Tessarin, fan di lunga data:
Una sera a Cleveland, dopo un concerto, Peter stava tornando in albergo e incontrò il portiere - un giovane pellerossa - allarmato perché qualcuno gli aveva detto che la sua casa andava a fuoco. Gabriel lo accompagnò in macchina e, una volta scoperto il falso allarme, restò ad ascoltare la storia affascinante e sconvolgente dei riti di iniziazione degli indiani d’America, riti che prevedevano digiuni, serpenti velenosi e misteriosi uomini-medicina. Prove di coraggio e sacrifici per potersi definire "guerrieri", tradizioni oramai rimaste ad uso e consumo dei turisti.
San Jacinto ha sempre avuto un'effetto ipnotico su di me, soprattutto per quanto riguarda il finale. Ho avuto anche la fortuna di sentire come Peter è arrivato a creare il suono che lo caratterizza. E' il suono del vento soffiato dentro un tubo, campionato e reso suono. E ha un'immenso fascino per me. E' come se in quel finale si sentisse il respiro del mondo. Dal vivo poi questa canzone ha un'altra particolarità: Peter canta hold the line e con uno specchietto cattura un raggio di luce e lo proietta al pubblico. E li siamo tutti uniti da quel raggio di luce che parte da lui e li ritorna. We're all one mind, one light.

1 commento:

Linda ha detto...

assolutamente affascinata da un pezzo di grande intensità, concordo con te...