12 maggio 2012

L'amico ritrovato


Questo è uno dei due libri di cui parlavo ieri. Fondamentalmente si tratta di un libro sull'amicizia. E' la dimostrazione perfetta di come non servono tantissime parole per raccontare una storia. Servono solo quelle giuste. Tale racconto, una breve storia ispirata ai ricordi personali dell’autore, descrive come questi, ebreo tedesco, vede finire la sua amicizia con il compagno di scuola Konradin von Hohenfels a causa della sua adesione al partito nazista. Fuggito negli Stati Uniti per scampare alla Shoah, a distanza di molti anni il protagonista viene a sapere della sua sorte e ne rilegge il passato e le scelte alla luce dell’umana pietà e comprensione. C'è tutto il carico di speranza tipica dei ragazzi, la disillusione degli ideali, il tradimento perpetrato ai danni degli ebrei tedeschi che si sentivano parte di quella Germania che improvvisamente ha deciso di voltar loro le spalle. C'è tutto il dolore e la vergogna e il senso di smarrimento tipico di chi è stato costretto dagli eventi a espatriare. E il finale, che non vi racconto per non rovinarvi il piacere della lettura, è come il silenzio improvviso, come una canzone tagliata a metà e lasciata incompiuta. Ti lascia addosso lo stesso senso di smarrimento e di amaro. Ti lascia con domande a cui è impossibile trovare una risposta sensata. Consigliatissimo.

1 commento:

Silvietta ha detto...

Sono anni che sento parlare di questo libro e questo tuo breve commento così pregno di passione mi ha invogliato a leggerlo.
Amo i libri che parlano di storia in maniera introspettiva e quello dell'amicizia tra persone diverse è un tema molto difficile da raccontare