7 giugno 2012

So long, Ray...


C'era come un odore di Tempo, Nell'aria della notte. Tomàs sorrise all'idea, continuando a rimuginarla. Era una strana idea. E che odore aveva il Tempo, poi? Odorava di polvere, di orologi e di gente. E che suono aveva il Tempo? Faceva un rumore di acque correnti nei recessi bui d'una grotta, di voci querule, di terra che risuonava con un tonfo cavo sui coperchi delle casse, e battere di pioggia. E, per arrivare alle estreme conseguenze: che aspetto aveva il Tempo? Era come neve che cade senza rumore in una camera buia, o come un film muto in un'antica sala cinematografica, cento miliardi di facce cadenti come palloncini di capodanno, giù, sempre più giù, nel nulla. Così il tempo odorava, questo era il rumore che faceva, era così che appariva. E quella notte – Tomàs immerse una mano nel vento fuori della vettura – quella notte tu quasi lo potevi toccare, il Tempo.
 Ti conoscevo solo attraverso le pagine dei tuoi libri. Avevi quel tuo modo di raccontare l'essere umano che era unico nel suo genere. Avevi quell'attenzione per i sentimenti, e i piccoli acquarelli emotivi e visivi che sapevi ritrarre con una maestria senza parti. E ora, non ci sei più. Certo continuerai a vivere e a parlarci attraverso quello che hai creato. Sentire la notizia della tua morte, caro Ray, è stata una di quegli eventi che non volevo vivere. Grazie per avermi regalato un mondo proprio quando ne avevo bisogno. Grazie per avermi, per averci regalato così tanta bellezza. Se ne va uno degli scrittori a me più cari: Ray Bradbury.
E non vi fermate al più conosciuto Fahrenheit 451 o alle Cronache Marziane, andate a scoprire quanto quest'uomo fosse grande...

2 commenti:

Silvietta ha detto...

Bellissimo post cara. Hai scelto alcune righe davvero evocative di uno dei lavori di Ray.
E bello quello che dici che lui continuerà a parlarci tramite ciò che ci hai donato.
Ci mancherà proprio tanco ç_ç.

Krishel Mir ha detto...

Lui era così. Si, Silvia. Ci mancherà davvero tanto...